Prof. Eugenio Comuzzi
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- Diana Baldi
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1 Casi aziendali Il caso dell impresa Grandi Impianti Assetto eco-fin Materiale curato da E. Comuzzi, M. Massaro, A. Da Re. Materiale destinato alla circolazione interna per usi esclusivamente didattici. Il presente documento e le parti ad esso allegate non possono essere riprodotti senza l autorizzazione scritta dell Autore. Casi Aziendali: Caso Grandi Impianti Fascicolo contiene: copertina+10p. Stampati lucidi n. Modelli n. Bibliografia n. Sitografia n. Altro n. 01
2 Caso Grandi Impianti Determinazione e analisi della performance economicofinanziaria d impresa La storia Grandi Impianti Srl è un impresa a ristretta base azionaria che opera nel comparto della produzione di Altiforni per l industria. L impresa acquista quasi tutti i componenti presso l esterno facendoli realizzare su misura da imprese specializzate. In questo senso la produzione è su commessa e l impresa non necessità di grandi scorte. A questo si aggiunga che la vendita degli impianti appare ciclica fortemente concentrata nei primi mesi dell anno mentre quasi assente nel mese di dicembre. Centrale in questo senso è l attività del personale dell impresa che opera sia in termini di progettazione degli impianti sia in termini di assemblaggio, cablatura, testing e collaudo degli impianti progettati. L impresa è nata a Treviso per opera della famiglia Rossi. Sin dalla sua costituzione, avvenuta nel 1985, l impresa offre una gamma di prodotti tradizionali producendo altiforni di tipo tradizionale commercializzati con marchio Grandi Impianti e ricambistica per forni prodotti da altre imprese. L assetto proprietario e manageriale L assetto proprietario è quello di una tipica azienda familiare: il capitale sociale è infatti suddiviso tra i due fratelli Rossi e i fratelli Verdi, anche se le figure di riferimento (che detengono la maggioranza assoluta dei diritti di voto in assemblea) sono i primi due. Il management della società coincide con l assetto proprietario, con l esclusione del socio Verdi Giacomo. Organo di governo dell impresa è il CdA che risulta così articolato: Rossi Antonio: Presidente del CdA e consigliere delegato; Rossi Claudio: Vice pres. del CdA e consigliere delegato; Verdi Luigi : consigliere delegato. L assetto manageriale si è sempre mantenuto stabile. Gli amministratori si caratterizzano per le loro competenze relativamente all attività svolta dall impresa: Rossi Antonio segue l area vendite e la progettazione; Rossi Claudio segue la parte di produzione; Verdi Luigi segue l area tecnica limitatamente alla parte elettrica. Va segnalato come l altro socio lavori come dipendente e si occupi dell area di assistenza tecnica (installazione, ricambi e post-vendita). Al Cda sono conferiti tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione. L impresa è inoltre dotata di organo di controllo, rappresentato dal Collegio Sindacale. Le strategie e le politiche aziendali La strategia aziendale punta ad una rapida crescita dell impresa nel suo core business in modo da raggiungere una soglia di fatturato ritenuta critica. Obiettivo correlato è anche quello di stabilizzare il fatturato, in modo da evitare le forti escursioni registrate negli ultimi esercizi, che hanno spesso messo in considerevole difficoltà l impresa sul fronte finanziario. In particolare l impresa ha da poco avviato una politica di sviluppo del business sviluppando una nuova tecnlogia di produzione. In questo senso sono stati necessari ingenti investimenti per consentire all impresa di avviare la produzione. Lo sviluppo della gamma produttiva dovrebbe consentire all impresa di realizzare un ampliamento sul mercato estero, spinto dalla possibilità di garantire un notevole livello di diversificazione dell offerta. Il portafoglio di business prodotti e mercati L impresa opera da sempre nel settore della produzione di forni industriali e pertanto ha acquisito sullo stesso una notevole esperienza. All interno del più ampio settore così individuato è però possibile distinguere 1
3 due comparti molto rilevanti, ai quali corrispondono due distinte tipologie di prodotto: i forni tradizionali e i forni sotto-vuoto (di recente realizzazione). Al di fuori di queste due tipologie di prodotti ci sono poi business secondari come quello relativo alle parti di ricambio. Il primo business è quello tradizionalmente sviluppato dall impresa, mentre per quanto concerne i forni sottovuoto si tratta di un business di recente introduzione, avviato a seguito di un intensa attività di ricerca portata avanti dall impresa per alcuni anni e che nel 2000 ha permesso la realizzazione di primi modelli di tale tipo di forno. Il business dei forni sotto-vuoto, in particolare, si presenta fortemente attrattivo, soprattutto perché sono ancora poche le imprese che si sono inserite su questo particolare comparto di mercato. Il fatto di poter godere di tale posizione di vantaggio di competitivo dovrebbe garantire all azienda, almeno nelle previsioni del management, considerevoli opportunità di crescita. L attuale gamma produttiva aziendale può quindi contare sui seguenti prodotti: forno di tipo tradizionale a camera di grandi dimensioni (Prodotto A1); forno di tipo tradizionale a camera di piccole dimensioni (Prodotto A2); forno di tipo tradizionale NCV (Prodotto A3); forno sottovuoto di grandi dimensioni (Prodotto B1); forno sottovuoto di medie dimensioni (Prodotto B2). Per tutti i prodotti sono poi ipotizzabili apposite personalizzazioni tanto dal punto di vista della parte elettronica, che di quella meccanica, per adattare il prodotto alla singola linea produttiva in cui esso viene inserito. L impresa opera con tutti i suoi prodotti sia in ambito nazionale che a livello UE. Recentemente si sono avuti i primi riscontri sui mercati dell Est Europa (Romania, Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Ucraina). L ambiente competitivo operativo Quello dei forni industriali è un settore molto specifico in cui la concorrenza è molto forte, soprattutto quella derivante dalle imprese tedesche che sono le più grandi come dimensioni e quelle maggiormente avanzate dal punto di vista tecnologico e della qualità del prodotto. Le tipologie di fornitore sono molto variegate; accanto a fornitori di materiali facilmente reperibili (es. materiale refrattario) si trovano spesso imprese di medio-piccole dimensioni dotate però di un grandissimo potere contrattuale in quanto detentrici di tecnologie esclusive o comunque in grado di fornire particolari personalizzazioni. La clientela comprende diverse grandissime imprese (tipicamente del settore automotive) dotate di grande potere contrattuale. L impresa entra spesso in rapporto con società di leasing per la fornitura di impianti, ma anche in questo caso, il potere contrattuale è molto limitato. Si rileva come il forte impegno finanziario richiesto costituisca uno scoglio rilevante all ingresso di nuovi concorrenti, che rischiano di non raggiungere le dimensioni critiche necessarie per operare. Lo stesso fattore costituisce però anche una forte barriera all uscita considerata la difficile riconvertibilità di molti investimenti. 2
4 Estratto bilancio di verifica Stato patrimoniale al 31/12/1999 e al 31/12/2000. Attivo Passivo Cassa Banche c/c passivo Crediti vs clienti Debiti vs fornitori Effetti attivi F. svalutaz. crediti Risconti attivi Debiti tributari Scorte materie prime F. Inden. licenziamento Scorte prodotti finiti 0 0 F. amm. immobili Terreni F. amm. Impianti Immobili F amm macchinari industriali Impianti F. amm attrezzzature Macchinari industriali Mutui passivi Attrezzat. per ufficio Altri debiti verso istituti di credito Titoli a reddito fisso Titoli a reddito variabile Capitale sociale Riserve Utile d esercizio Totale Totale Estratto bilancio di verifica Rendiconto Economico esercizio Costi Ricavi Scorte materie prime 0 Scorte materie prime 300 Materie prime Ricavi di vendita Combustibile 800 Interessi su crediti v/banche Salari e stipendi industriali Altri proventi finanziari 500 Salari e stipendi commerciali Manutenz.e riparazioni Trasporti Lavorazioni esterne Compensi amministratori Assicurazioni 500 Canoni leasing 200 Canoni locazione stabil.ind Spese diverse Interessi passivi su mutuo Ammortamento immobili Ammortamento impianti Ammortamento macchinari 200 Ammortamento attrezzature 400 Accant. indenn. licenz Imposte Utile d esercizio Totale Totale
5 Rendiconto economico a ricavi e costo del venduto Struttura 2000 (A) RICAVI NETTI DI VENDITA Acquisti di materie prime, suss., di cons. e merci Costi per servizi Costi per godimento beni di terzi Costi per il personale Ammortamenti Altri costi relativi alla gestione caratteristica Variazione rimanenze di materie merci e prodotti Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni 0 - Capitalizzazione di costi pluriennali 0 (B) COSTO DEL VENDUTO (A-B=C) RISULTATO OPERATIVO CARATTERISTICO Proventi e oneri da partecipazioni 0 Proventi e oneri da titoli Proventi e oneri da locazioni 0 Altri proventi accessori 0 (D) PROVENTI E ONERI ACCESSORI (E=C±D) RISULTATO OPERATIVO AZIENDALE (F) Proventi e oneri straordinari 0 (G=E±F) RISULTATO PRIMA DEGLI OF E OT (H) Oneri e proventi finanziari (I=G±H) RISULTATO PRIMA DEGLI OT (L) Oneri tributari (M=I L) RISULTATO NETTO
6 Rendiconto economico a valore della produzione e valore aggiunto Struttura 2000 Ricavi delle vendite di merci prodotti e servizi Variazione rimanenze prodotti in lavor., semilav. e finiti 0 Incrementi immobilizzazioni per lavori interni 0 Capitalizzazione di costi pluriennali 0 (A) VALORE DELLA PRODUZIONE Acquisti di materie prime, suss., di cons. e merci Costi per servizi Costi per godimento beni di terzi Variazione rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci -300 Altri costi esterni relativi alla gestione caratteristica (B) COSTI DELLA PRODUZIONE "ESTERNI" (A-B=C) VALORE AGGIUNTO (D) Costi del personale (C-D=F) MARGINE OPERATIVO LORDO (F) Ammortamenti (F) Accantonamenti rischi e oneri 0 (E-F=G) RISULTATO OPERATIVO CARATTERISTICO Proventi e oneri da partecipazioni 0 Proventi e oneri da titoli Proventi e oneri da locazioni 0 Altri proventi accessori 0 (H) PROVENTI E ONERI ACCESSORI (G±H=I) RISULTATO OPERATIVO AZIENDALE (L) Proventi e oneri straordinari 0 (I±L=M) RISULTATO PRIMA DEGLI OF E OT (N) Oneri e proventi finanziari (M±N=O) RISULTATO PRIMA DEGLI OT (P) Oneri tributari (O P=Q) RISULTATO NETTO
7 Rendiconto patrimoniale criterio gestionale-finanziario Struttura Investimenti Crediti operativi vs clienti, crediti operativi diversi Rimanenze Altre componenti operative a breve (A) ATTIVITA' CORRENTI OPERATIVE CAR Debiti operativi vs fornitori, Debiti operativi diversi F.Tfr a breve, Debiti tributari Altre componenti operative a breve 0 0 (B) PASSIVITA' CORRENTI OPERATIVE CAR (A B=C) CAPITALE CIRCOLANTE NETTO OPERATIVO CAR Terreni e fabbricati Impianti e macchinari, Mobili e arredi, Automezzi Altre immobilizzazioni materiali 0 0 (D) IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI CAR Marchi, Concessioni e Licenze 0 0 Brevetti, Diritti di utilizzazione delle opere dell ingegno 0 0 Costi pluriennali, Altre immobilizzazioni immateriali 0 0 (E) IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI CAR 0 0 F. tfr F.imposte 0 0 (F) PASSIVITA' CONSOLIDATE OPERATIVE CAR (C+D+E F=G) CAPITALE INVEST. NETTO OPER CAR Attività accessorie (H) INVESTIMENTI ACCESSORI (G+H=I)(I=E) CAPITALE INVESTITO NETTO Finanziamenti Debiti verso banche Mutui passivi quota a breve 0 0 Prestiti obbligazionari quota a breve 0 0 Cassa Banca c/c attivo 0 0 Altre forme di finanziamento 0 0 (A) FINANZIAMENTI NETTI A BREVE Mutui passivi quota a medio/lungo Prestiti obbligazionari quota a medio/lungo 0 0 (B) FINANZIAMENTI NETTI A MEDIO/LUNGO (A+B=C) TOTALE FINANZIAMENTI DA TERZI Capitale sociale Riserve di utili e di capitale Utile e perdita d esercizio (D) CAPITALE PROPRIO (C+D=E)(E=I) CAPITALE FINANZIATO
8 Rendiconto patrimoniale criterio finanziario Struttura Struttura Investimenti Finanziamenti Disponibilità liquide Debiti operativi verso fornitori Titoli a breve Altri debiti operativi a breve 0 0 (B) LIQUIDITA' IMMEDIATE Debiti tributari Crediti operativi verso clienti Fondo TFR (per la quota a breve) 0 0 Altri crediti operativi 0 0 Debiti verso banche a breve Crediti finanziari a breve 0 0 Mutui passivi a breve 0 0 Ratei e risconti Ratei e risconti passivi 0 0 (C) LIQUIDITA' DIFFERITE (A) PASSIVITA' CORRENTI Rimanenze Debiti operativi a medio/lungo 0 0 (D) DISPONIBILITA Fondo TFR a medio/lungo (A+B+ C=D) CAPITALE CIRCOLANTE Mutui passivi quota a medio/lungo Terreni e fabbricati Fondi rischi e oneri a medio/lungo 0 0 Impianti e macchinari, mobili e arredi, automezzi Prestiti obbligazionari quota a medio/lungo 0 0 Altre immobilizzazioni materiali (B) PASSIVITA' CONSOLIDATE (E) IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI Capitale sociale Marchi, concessioni e licenze 0 0 Riserva legale Brevetti, diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno 0 0 Riserve statutarie 0 0 Costi pluriennali, altre immobilizzazioni immateriali 0 0 Riserve facoltative 0 0 (F) IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI 0 0 Riserve di capitale 0 0 Partecipazioni 0 0 Altre riserve 0 0 Titoli a medio/lungo 0 0 Utili o perdite di esercizi precedenti 0 0 Crediti finanziari e operativi a lungo 0 0 Utile o perdita d'esercizio (G) TOTALE IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE 0 0 (C ) CAPITALE PROPRIO (H) CAPITALE IMMOBILIZZATO (I) CAPITALE INVESTITO (A+B+C =D) CAPITALE ACQUISITO
9 Calcolo dei flussi monetari e suddivisione dei movimenti per aree gestionali d origine. Area caratteristica corrente. Cash flow fin car corr (Ricavi finanziari di area car corr - costi finanziari di area car corr): = Investimenti e disinvestimenti in capitale circolante netto operativo ( Variazione attività a breve car ± variazione passività a breve car): = Cash flow mon car corr: = Area caratteristica non corrente. Investimenti in immobili, impianti e attrezzature: ; disinvestimenti in immobili, impianti, attrezzature: 0. Area Investimenti accessori. Investimenti in titoli: ; disinvestimenti in titoli: 0; remunerazioni: 0. Investimenti in immobili: 0; disinvestimenti in immobili: 0; remunerazioni: Area finanziamenti a titolo di capitale di prestito. Accensioni: mutui e posizioni bancarie: ; restituzioni: mutui e posizioni bancarie: 0; remunerazioni: Area finanziamenti a titolo di capitale proprio. Apporti: ; restituzioni: 0; remunerazioni: Area tributaria. Pagamento imposte: Area straordinaria: 0. 8
10 Calcolo dei flussi monetari Descrizione VALORI DIFF. PATR. RETTIFICHE MOVIMENTI Iniz. Fin. Fabb. Fonti Fabb. Fonti Fabb. Fonti Denaro e valori in cassa Crediti vs clienti f 0 0 Cambiali attive Risconti attivi Scorte materie prime e 0 0 Scorte prodotti finiti Terreni Immobili Impianti macchinari Attrezzat. per ufficio Titoli a reddito fisso Titoli a reddito variabile Banche c/c passivo Debiti vs fornitori F. svalutaz. crediti Debiti tributari g F. Inden. licenziamento a F. amm. immobili b F. amm. Impianti c F. amm macchinari c 200 F. amm attr d Mutui passivi Altri debiti verso banche Capitale sociale Riserve Utile d esercizio Utile d esercizio Scorte materie prime e Scorte prodotti finiti Ricavi di vendita f Proventi finanziari Scorte materie prime Scorte prodotti finiti Materie prime Combustibile Salari e stip industriali Salari e stip commerciali Manutenz.e riparazioni Trasporti Lavorazioni esterne Pubblicità Compensi amministratori Assicurazioni Costi vari Canoni leasing Canoni locazione stabil.ind Interessi passivi Ammortamento immobili b 0 0 Ammortamento impianti c 0 0 Ammortamento macchinari c Ammortamento attrezz d 0 0 Accant. indenn. licenz a 0 0 Imposte g Totale
11 Prospetto sintetico di rappresentazione dei movimenti finanziari/monetari con esplicitazione delle determinanti fondamentali individuabili nelle singole aree gestionali Cause dei movimenti Fabbisogni Fonti Variazione della grandezza di riferimento 100 (A) Gestione caratteristica corrente (1) Risultato operativo caratteristico corrente (2) Ammortamenti e altri accantonamenti a F. Rischi e F. Spese (1+2=3) Cash Flow finanziario car cor (4) Variazioni del capitale circolante caratteristico (3+4=5) Cash Flow monetario car cor (B) Gestione caratteristica non corrente Investimenti in immobilizzi tecnici materiali e immateriali Disinvestimenti in immobilizzi tecnici materiali e immateriali (A+B=C) Gestione caratteristica (D) Gestione dell'indebitamento finanziario Accensioni Estinzioni Pagamento oneri per remunerazioni capitale di credito (E) Gestione del capitale netto Aumenti del capitale netto Diminuzioni del capitale netto Pagamento dividendi per remunerazioni del capitale netto (D+E=F) Gestione finanziaria Gestione complementare o accessoria Gestione straordinaria Gestione fiscale Totale
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