Le piccole e medie imprese Giulio Cainelli
|
|
|
- Agata Castellani
- 9 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 Le piccole e medie imprese Giulio Cainelli Università degli Studi di Padova e CERIS-CNR, Milano
2 Il problema dimensionale nella teoria economica un sistema produttivo cresce in base a due meccanismi dinamici: [1.] crescita dimensionale delle unità produttive esistenti; [2.] demografia d impresa; Rajan e Zingales (1998): campione di 13 paesi 2/3 crescita dipende dalla crescita dimensionale e 1/3 dalla creazione di nuove imprese;
3 Il problema dimensionale nella teoria economica [1.] crescita dimensionale delle unità produttive esistenti: [1.1.] crescita della dimensione giuridica dell impresa (in termini di fatturato/addetti); [1.2.] crescita della dimensione economica: controllo/direzione unitaria di imprese giuridicamente autonome attraverso la proprietà (gruppi d impresa);
4 Il problema dimensionale nella teoria economica [2.] demografia d impresa (nati-mortalità delle imprese): - turbolenza nel segmento medio-basso delle strutture produttive; - generalmente, le imprese nascono piccole e muoiono piccole; - in prevalenza, spin-off di imprenditori che hanno già acquisito esperienze specifiche nel settore;
5 Il problema dimensionale nella teoria economica [1.1.] crescita della dimensione giuridica: -- teoria standard: funzioni di costo medio di lungo periodo economie di scala dimensione ottima minima (DOM); -- teoria che vale solo per settori scale intensive; -- e per gli altri settori?
6 Il problema dimensionale nella teoria economica -- teoria dei costi di transazione (TCE): la dimensione d impresa è determinata dal confronto tra costi di transazione e costi di organizzazione interna delle attività produttive e non (costi della gerarchia); --- la dimensione giuridica dipende quindi dal costo d uso del mercato che a sua volta dipende dal: (a) grado di specificità delle risorse (settore/tecnologia) (Acemoglu et al. 2004, Cainelli e Iacobucci, 2009); (b) dotazione di capitale sociale (trust), dalla prossimità spaziale e dagli effetti agglomerativi che operano in un sistema locale (Holmes, 1999; Cainelli e Iacobucci, 2012; Cainelli et al., 2013)
7 Il problema dimensionale nella teoria economica in presenza di elevato capitale sociale (maggiore trust tra gli agenti economici) e di elevati effetti agglomerativi (minore costo di acquisizione delle informazioni), maggiore ricorso alle transazioni di mercato da parte delle imprese minore integrazione verticale e quindi minore dimensione giuridica; nei sistemi di PMI/distretti industriali sembrano prevalere questi meccanismi;
8 Il problema dimensionale nella teoria economica [1.2.] crescita della dimensione economica: -- le imprese crescono anche per via esterna costituendo nuove imprese o acquisendo imprese già esistenti, mantenendone tuttavia l autonomia giuridica; -- i gruppi d impresa: imprese giuridicamente indipendenti collegate da legami azionari mutui che complessivamente consentono la direzione/il controllo unitario di tutte le attività (Brioschi et al., 1990);
9 La dimensione economica: i gruppi d impresa
10 Il problema dimensionale nella teoria economica perché la forma gruppo? -- coniuga maggiore dimensione organizzativa con il mantenimento della flessibilità operativa tipica della piccola dimensione; -- il gruppo può strutturarsi lungo le diverse attività della catena del valore dell impresa: caso dei district groups; -- maggiore opacità ed elusione rispetto a PA, concorrenti, relazioni industriali (sindacato); -- risolve il problema del passaggio generazionale o della crescita dei managers; -- potenziale soluzione ai problemi di fallimento del mercato (in particolare, di quello finanziario);
11 Il problema dimensionale nella teoria economica [2.] demografia d impresa: spiega la presenza di una quota significativa di imprese di piccola e piccolissima dimensione in molti settori; sono spesso imprese con un maggior contenuto innovativo;
12 Il problema dimensionale nella teoria economica la crescita dimensionale è legata alla sopravvivenza che dipende: --- da caratteristiche specifiche dell imprenditore: genere, nazionalità, livello di istruzione, livello di reddito, esperienza precedente (meglio se nello stesso settore spin-off); -- ma anche da fattori esterni all impresa: effetti agglomerativi: in particolare, technological relatedness conoscenza che proviene da settori contigui tecnologicamente (Boshma; Cainelli e Furlan, 2013)
13 La dimensione giuridica media
14 La dimensione giuridica media Germania e UK sono i paesi con le imprese mediamente più grandi; l Italia, con 3,9 addetti, è tra gli ultimi paesi della graduatoria europea;
15 La dimensione giuridica media
16 La dimensione giuridica media
17 La dimensione giuridica media la dimensione media delle imprese del Mezzogiorno è pari a 3 addetti: il più basso rispetto alle altre ripartizioni territoriali; tra le regioni meridionali, la Calabria e il Molise sono le regioni con il minor numero di addetti medi per impresa: rispettivamente, 2,6 e 2,7 addetti;
18 La dimensione economica i gruppi
19
20 La dimensione economica i gruppi nel 2010 i gruppi coinvolgono circa 1/3 degli occupati nelle imprese attive del registro Asia; i gruppi presentano caratteristiche molto polarizzate con poche strutture di grandi dimensioni e molti gruppi di piccola e piccolissima dimensione;
21 La dimensione economica i gruppi a livello italiano, il peso dei gruppi manifatturieri in termini di occupati è pari al 55,4% se calcolato rispetto alle società di capitale; nel Nord-Ovest è del 62,9%, nel Nord- Est è del 59,4%, nel Centro del 51,4%; nel Mezzogiorno la diffusione dei gruppi d impresa è pari soltanto al 36,5% con punte minime in Calabria (23,3%) e in Sicilia (30,8%);
22 La dimensione economica i gruppi
23 La dimensione economica i gruppi la dimensione media dei gruppi la cosiddetta dimensione economica è pari a: -- 2,3 in termini di imprese; -- 69,2 in termini di addetti; un gruppo medio è composto da 2/3 imprese che occupano complessivamente circa 70 addetti;
24 La disintegrazione verticale: l uso del mercato
25 La disintegrazione verticale: l uso del mercato misura di disintegrazione verticale: rapporto tra i costi per l acquisto di servizi e i costi totali di produzione: quanto l impresa usa il mercato per l acquisto di servizi; -- le imprese del Mezzogiorno sono più integrate verticalmente e acquistano meno servizi rispetto alle imprese che operano nelle altre ripartizioni territoriali; -- l acquisto dei servizi (in particolare, quelli KIBS) ha una forte dimensione locale (Antonietti e Cainelli, 2008);
26 La demografia d impresa
27 La demografia d impresa l Italia mostra valori di turnover lordo (dato dalla somma del tasso di mortalità e di natalità) più bassi rispetto alla maggior parte dei paesi considerati; le regioni del Mezzogiorno mostrano il valore del turnover lordo più elevato (16,3) che indica come la popolazione delle imprese del Mezzogiorno sia quella con la maggiore turbolenza; all opposto il Nord-Est, l area meno movimentata;
28
29 La demografia d impresa
30 La demografia d impresa in sintesi: nel Mezzogiorno si registra una maggiore natalità ma anche una maggiore mortalità d impresa; il tasso di sopravvivenza a 5 anni è anch esso molto basso (48,6): quindi meno di un impresa su due sopravvive dopo i 5 anni;
31 Il peso dei distretti/aree di agglomerazione
32 Il peso dei distretti/aree di agglomerazione
33 Il peso dei distretti/aree di agglomerazione nel Mezzogiorno minore presenza di distretti industriali/aree agglomerate: -- minore capacità di sfruttamento dei vantaggi localizzativi non soltanto in termini di benefici agglomerativi (knowledge spillovers, labour pooling, ecc.); -- ma anche di minori costi di acquisizione delle informazioni sulle caratteristiche delle altre imprese del distretto (gruppi distrettuali); -- e di minori costi d uso del mercato (minore integrazione verticale);
34 Il peso dei distretti/aree di agglomerazione il distretto impatta anche sulla struttura dimensionale delle imprese in termini di dimensione giuridica, di dimensione economica e di integrazione verticale;
35 Esiste una specificità dimensionale nel Mezzogiorno? si esiste!! nel Mezzogiorno le imprese sono più piccole sia dal punto di vista della dimensione giuridica che da quello della dimensione economica (minore diffusione della forma gruppo); sono caratterizzate da una maggiore turbolenza (nascono e muoiono di più) e da una minore capacità di sopravvivenza;
36 Esiste una specificità dimensionale nel Mezzogiorno? sfruttano in misura significativamente minore sia i vantaggi derivanti dagli effetti agglomerativi sia quelli legati all uso del mercato e allo sfruttamento di vantaggi di specializzazione derivanti dalle relazioni verticali con unità a monte e/o a valle: si pensi, in particolare, a quelle con le imprese terziarie (in particolare, KIBS);
37 Esiste una specificità dimensionale nel Mezzogiorno? quali sono le cause: path-dependence ritardi e specificità del processo di industrializzazione; maggiore costo d uso del mercato e delle transazioni con altre imprese; debolezza del terziario alle imprese; minore dotazione di capitale sociale e minore efficienza delle istituzioni, della PA; e della giustizia civile (lunghezza eccessiva dei processi);
38 Esiste una specificità dimensionale nel Mezzogiorno? -- minore dotazione fisica di infrastrutture; -- scarsa concorrenza e trasparenza complessiva del mercato; -- ruolo della società;
39 Grazie a tutti per l attenzione!!!
Modelli di impresa e Corporate Governance Parte prima 3.3 I caratteri strutturali delle imprese italiane e la loro evoluzione
Parte prima 3.3 I caratteri strutturali delle italiane e la loro evoluzione 3.3.1 Numerosità, dimensioni e composizione settoriale 3.3.2 Le italiane nel quadro europeo 3.3.3 Primi dati sulla crisi: natalità
Il contesto: gli inizi degli anni 90
Il contesto: gli inizi degli anni 90 Agli inizi degli anni 90 ed in maniera più accentuata al passare degli anni, l evidenza empirica sembra non essere spiegata dalla teoria. La competizione di costo da
Popolazione, offerta di lavoro, valore aggiunto, consumi e demografia delle imprese a L Aquila
Popolazione, offerta di lavoro, valore aggiunto, consumi e demografia delle imprese a L Aquila Aprile 2016 UFFICIO STUDI 1 1. La popolazione residente nella regione Abruzzo attualmente supera 1,3 milioni
LA POPOLAZIONE STRANIERA RESIDENTE AL 1 GENNAIO 2007 IN ITALIA ED A FAENZA UN CONFRONTO
COMUNE DI FAENZA SETTORE SVILUPPO ECONOMICO Servizio Aziende e Partecipazioni comunali LA POPOLAZIONE STRANIERA RESIDENTE AL 1 GENNAIO 2007 IN ITALIA ED A FAENZA UN CONFRONTO Edizione 1/ST/st/01.12.2007
STRUTTURA E COMPETITIVITÀ DEL SISTEMA DELLE IMPRESE INDUSTRIALI E DEI SERVIZI
27 novembre 2014 Anno 2012 STRUTTURA E COMPETITIVITÀ DEL SISTEMA DELLE IMPRESE INDUSTRIALI E DEI SERVIZI Nel 2012, le imprese attive dell industria e dei servizi di mercato sono 4,4 milioni e occupano
Storia Economica. Lezione 9 Mauro Rota
Storia Economica Lezione 9 Mauro Rota [email protected] PIL pro-capite 1830-1913 5000 4000 3000 2000 1000 1830 1840 1850 1860 1870 1880 1890 1900 1910 FRANCE GB GERMANY ITALY Alcuni dati sul pil pc
Condizioni e tendenze del sistema produttivo siciliano
Condizioni e tendenze del sistema produttivo siciliano 1. Le imprese attive Alla fine del 2011, in Sicilia erano attive poco meno di 381.000 imprese (le registrate erano oltre 463.000), in contrazione
Comunicato stampa. Ufficio stampa Consiglio nazionale dei commercialisti Mauro Parracino
Comunicato stampa PROFESSIONI, COMMERCIALISTI: IN DIECI ANNI REDDITI GIU DEL 14% SECONDO IL RAPPORTO 2017 SULLA CATEGORIA QUELLO MEDIO DEL 2016 È PARI A 58MILA EURO (+2,2 SULL ANNO PRECEDENTE). MA QUASI
organizzazione sociale separazione tra luoghi di produzione e luoghi di consumo sistema economico con dimensione spaziale
Economisti del XVI e XVIII secolo Cantillion, Quesnay, fisiocratici terra possesso e coltivazione della terra proprietario agricolo 2 tipi di relazioni: relazioni verticali relazioni orizzontali Costi
L OCCUPAZIONE NEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI
L OCCUPAZIONE NEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI Estratto dall Osservatorio Congiunturale sull Industria delle Costruzioni Luglio a cura della Direzione Affari Economici e Centro Studi ESTRATTO DALL'OSSERVATORIO
Gregorio De Felice Responsabile Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo
Gregorio De Felice Responsabile Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo La crisi ha rallentato gli investimenti in R&S, creando un ostacolo alla ripresa Tra il 2009 e il 2013 crescita prossima a zero,
L economia del Lazio nel 2009
L economia del Lazio nel 2009 Evidenza dai conti regionali Istat pubblicati il 28 settembre 2010 Servizio Analisi e Finanza Sviluppo Lazio L economia del Lazio nel 2009 1. Premessa Il 28 settembre, l Istat
CLASSIFICAZIONE DELLE AZIENDE
CLASSIFICAZIONE DELLE AZIENDE Rispetto alla produzione (output) Aziende manufatturiere: prodotti tangibili derivanti da processi di trasformazione Aziende non manufatturiere: prodotti tangibili e intangibili
Andamento economico del settore turistico in Italia nel 2014
Andamento economico del settore turistico in Italia nel 2014 Mauro Politi ISTAT XV Conferenza CISET- Banca d Italia L'ITALIA E IL TURISMO INTERNAZIONALE Risultati e tendenze per incoming e outgoing nel
Storia Economica. Topic 1 Mauro Rota
Storia Economica Topic 1 Mauro Rota [email protected] La teoria delle istituzioni e la NEH La path dependence (P. David) è una teoria che enfatizza il ruolo degli eventi storici passati per spiegare
Informazioni Statistiche
Informazioni Statistiche Settore Sistema Informativo di supporto alle decisioni. Ufficio Regionale di Statistica Gennaio 2015 Struttura e addetti d impresa- Anno 2012 In sintesi: in termini di imprese,
L INDUSTRIA MANIFATTURIERA IN PUGLIA
Giugno 2015 1. Imprese e addetti L INDUSTRIA MANIFATTURIERA IN PUGLIA Le imprese manifatturiere ammontano in, nel 2013, a 22.113 con circa 116.000 addetti e rappresentano rispettivamente l 8,8% del totale
Costi economici e sociali della Artrite Reumatoide (AR)
Costi economici e sociali della Artrite Reumatoide (AR) Claudio Jommi Università del Piemonte Orientale A. Avogadro, Facoltà di Farmacia Osservatorio Farmaci, CERGAS Bocconi Farmaci Innovativi: Qualità
Economia delle Imprese Multinazionali
Economia delle Imprese Multinazionali Lezione su Costi di transazione e internalizzazione! Davide Castellani Università di Perugia Dipartimento di Economia [email protected] Perché esistono le
Industria e Artigianato. Prof. Davide Castellani Coordinatore del Forum su Industria e Artigianato
Industria e Artigianato Prof. Davide Castellani Coordinatore del Forum su Industria e Artigianato 1 Premessa Le osservazioni riportate costituiscono una interpretazione dei principali risultati emersi
I primati di Bologna nel mercato del lavoro nel 2007
I primati di nel mercato del lavoro nel 2007 Maggio 2008 Direttore: Gianluigi Bovini Coordinamento tecnico: Franco Chiarini Redazione: Paola Ventura Mappe tematiche: Fabrizio Dell Atti Le elaborazioni
Diffusione geografica delle sedi universitarie e sviluppo locale
stato industria università governo locale università autonomia sistemi locali di produzione conoscenza codificata tacita sviluppo locale tecnologia capitale urbano organizzazioni conoscenza tacita distretti
I gestori del servizio idrico in Italia:
INDIS INDIS - Istituto Nazionale Distribuzione e Servizi I gestori del servizio idrico in Italia: Un quadro sintetico Il campione in sintesi 235 gestori (di cui 70 in economia) 430 bacini tariffari 25
Le nuove imprese vincenti: le leve strategiche per tornare a crescere. Stefania Trenti Direzione Studi e Ricerche
Le nuove imprese vincenti: le leve strategiche per tornare a crescere Stefania Trenti Direzione Studi e Ricerche Casale Monferrato, 8 giugno 2016 1 Premessa 2 I nuovi protagonisti della crescita 3 Focus
IL VANTAGGIO COMPETITIVO NEI SETTORI MATURI
IL VANTAGGIO COMPETITIVO NEI SETTORI MATURI 1 Maturità di un settore non significa mancanza di opportunità. I settori maturi costituiscono la spina dorsale delle economie dei paesi industrializzati. Anche
In un ora rispondere alle dieci domande a risposta multipla, alla domanda a risposta aperta, e risolvere l esercizio.
In un ora rispondere alle dieci domande a risposta multipla, alla domanda a risposta aperta, e risolvere l esercizio. Domande a risposta multipla (ogni risposta esatta riceve una valutazione di due; non
IDENTIKIT DELLE IMPRESE E DELLE FILIERE DEL BELLO E BEN FATTO
IDENTIKIT DELLE IMPRESE E DELLE FILIERE DEL BELLO E BEN FATTO Giovanni Barbieri Direttore statistiche strutturali su imprese ed istituzioni, commercio estero e prezzi al consumo Stefano Menghinello Dirigente
9. 9. I L C O C NCE C TT T O T D I VAN A TA T G A GIO C O C MPE P TI T TI T VO V NEI M ERCA C T A I T E MERGENT N I T Fabio Cassia
9. IL CONCETTO DI VANTAGGIO COMPETITIVO NEI MERCATI EMERGENTI Fabio Cassia Il concetto di vantaggio competitivo Il vantaggio competitivo indica la capacità dell impresa di ottenere in maniera continuativa
Capitolo II LE DEBOLEZZE STRUTTURALI DELL ECONOMIA ITALIANA. II.1 La Performance dell Economia nell ultimo Decennio
Capitolo II LE DEBOLEZZE STRUTTURALI DELL ECONOMIA ITALIANA II.1 La Performance dell Economia nell ultimo Decennio I recenti dati di contabilità nazionale confermano un passaggio difficile per l economia
Informazioni Statistiche
Informazioni Statistiche Settore Sistema Informativo di supporto alle decisioni. Ufficio Regionale di Statistica Maggio 20 L'utilizzo del Cloud Computing nelle imprese con almeno 10 addetti L Istat realizza
Il settore agro-alimentare in Italia. Focus sul lattiero caseario. Direzione Studi e Ricerche
Il settore agro-alimentare in Italia. Focus sul lattiero caseario Direzione Studi e Ricerche Milano, 30 Marzo 2016 Agenda 1 Importanza e specificità dell agroalimentare italiano 2 Il lattiero caseario
GRUPPI SOCIALI E WELFARE STATE : UNA LETTURA INTEGRATA DEI DATI
GRUPPI SOCIALI E WELFARE STATE : UNA LETTURA INTEGRATA DEI DATI Giorgio Alleva Presidente dell'istituto Nazionale di Statistica Roma, 5 Dicembre 2017 OUTLINE Percorsi di vita I Gruppi sociali e le condizioni
Agroalimentare Made in Italy: export e import dell Italia con i Paesi BRICS e TICKS
Agroalimentare Made in Italy: export e import dell Italia con i Paesi BRICS e TICKS BRICS e TICKS sono acronimi, adottati da alcuni fondi internazionali di investimento finanziario, che individuano i principali
IL SISTEMA PRODUTTIVO PIEMONTESE: COMPETITIVITÀ E PERFORMANCE. 04 aprile 2016
IL SISTEMA PRODUTTIVO PIEMONTESE: COMPETITIVITÀ E PERFORMANCE 04 aprile 2016 Il sistema produttivo piemontese 1. Sono tante o poche? 2. Sono di più o di meno rispetto al passato? 442.862 imprese registrate
