Sistema Castagno Piemonte
|
|
|
- Concetta Blasi
- 8 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 TORINO, 7 APRILE 2017 la centralità dell agricoltura per lo sviluppo della montagna Sistema Castagno Piemonte M.Gabriella Mellano, Gabriele L. Beccaro DISAFA Università degli Studi di Torino
2 Uno straordinario simbolo dei territori montani Una risorsa ancora attuale
3 PAESAGGIO POLLINE AMBIENTE FRUTTO FUNGHI LEGNO TANNINO FOGLIE STORIA E CULTURA TERRITORIO SERVIZI ECOSISTEMICI e PLURIVALENZA
4 PUNTI DI DEBOLEZZA ECONOMIA Elevato costo di manodopera Mancanza di norme commerciali europee adeguate agli interessi della castanicoltura italiana Mancanza di tracciabilità di C. sativa Mancanza di norme commerciali della GDO adeguate agli interessi di produttori e consumatori Presenza di numerosi intermediari Scarsa valorizzazione commerciale dei prodotti agricoli e forestali di qualità Mutate abitudini alimentari (ignoranza sul valore dietetico delle castagne) Necessità di importazione di legname. AMBIENTE E TERRITORIO Sensibilità a malattie e insetti Ubicazione in luoghi di difficile accesso (carenza di viabilità forestale) Dissesto e abbandono. Comparto frutto e legno SOCIALE E POLITICO Scarsa propensione all associazionismo Scarsa integrazione di filiera Basso tasso di imprenditorialità Ridotta dimensione aziendale Mancanza di politiche di sostegno specifiche Mancanza di chiara distinzione tra castagneto da frutto di area forestale o di area agricola ATTIVITÀ Mancanza di aggiornata formazione professionale Scarsa meccanizzazione Assenza d innovazione tecnologica Inadeguatezza degli impianti di condizionamento o stoccaggio delle castagne Assenza di impianti specializzati destinati alla produzione di legno di qualità Mancata applicazione di forme selvicolturali alternative al ceduo che possano migliorare la qualità del legname
5 PUNTI DI FORZA Comparto frutto e legno ECONOMIA Fonte di reddito per i produttori. AMBIENTE E TERRITORIO Superfici estese ( ha di cui ha castagneto da frutto) Provvigioni significative nel ceduo (220 m 3 /ha), con elevata percentuale di legno morto Tutela e salvaguardia dell ambiente (funzione idrogeologica, ecologica, paesaggistica) Habitat di interesse comunitario, per il 10% compreso all'interno di Aree Protette e Siti della Rete Natura 2000 Elevato valore didattico e ricreativo Produzioni ecocompatibili CONOSCENZE E RICERCA Ottima conoscenza della risorsa (inventari e cartografie) Disponibilità di strumenti informativi settoriali aggiornati e implementati Buone conoscenze su cultivar da frutto e cloni da legno (data base) SOCIALE E POLITICO Castagne o derivati inseriti nei PAT, IGP Riconoscimento della foresta di castagno come habitat naturale di interesse comunitario Presenza del castagno all interno di aree naturalistiche protette nazionali e regionali Funzione rilevante della produzione legnosa per il rispetto del protocollo di Kyoto (ciclo del carbonio) ATTIVITÀ Consolidata tradizione nella trasformazione dei frutti (pasticceria, creme, essiccati, farine) Consolidata tradizione nell'impiego dei prodotti non legnosi (funghi, tannino) Castagne idonee ad ogni tipo di lavorazione industriale Industrie di trasformazione e commercializzazione in grado di competere sui mercati esteri Potenziale offerta di assortimenti legnosi diversificati per vari usi Domanda di biomassa (sviluppo di filiere per energia da fonti rinnovabili)
6 Punti di forza Punti di debolezza Opportunità Minacce Focus group e analisi SWOT
7 Centro Regionale di Castanicoltura L.R. 10 febbraio 2009, n. 4
8 Azioni - arboreto collezione, il più ampio a livello internazionale ( m 2, specie e cv da tutto il mondo): elemento primario per programmi di miglioramento e ricerche sulle potenzialità del castagno; - prove di potatura, fertilizzazione, sperimentazione di modelli di conduzione e lotta contro le principali avversità biotiche e abiotiche - strutture tecnologicamente avanzate per la propagazione (fog systems, electro-basal warming), protocolli per l ottimizzazione del taleaggio, selezione di portinnesti nanizzanti - corsi di formazione e divulgazione per tecnici e castanicoltori
9 Linee strategiche nel masterplan Gestione sperimentale per il recupero dei popolamenti da frutto e cedui deperienti Applicazione delle tecniche di potatura; Rinnovamento per recupero delle migliori cv da frutto; Organizzazione cantieristica per utilizzazione e recupero dei popolamenti deperienti Associazionismo e sostegno alle filiere frutto, legno e prodotti non legnosi Analisi delle filiere già esistenti; Assistenza per costituzione e conduzione di forme associative; Individuazione di nuovi sbocchi commerciali (nutraceutica, gemmoderivati, alimentazione bio ) Azioni specifiche sul castagneto da frutto Azioni specifiche sul castagneto da legno tecniche colturali, di recupero e gestione Impostazione di procedure per attivazione di particolari linee commerciali o per studio, certificazione e valorizzazione di specifici areali di paesaggio castanicolo Azioni di divulgazione e condivisione dei risultati 1. PRESERVARE TRADIZIONALITÀ 2. RIVISITARE, CON INNOVAZIONE TECNICA E COMPETITIVITÀ 3. SFRUTTARE, A BENEFICIO DEL SISTEMA, QUANTO GIÀ REALIZZATO
10 La centralità dell agricoltura per lo sviluppo della montagna Montagna Pianura (HDCP) SINERGIA NO COMPETIZIONE INDISPENSABILE Rinnovazione (età media < 1,5 sec) limitata alle sole realtà meritevoli (attenta valutazione: no irrecuperabili che devono evolvere a gestione forestale) Profonda rivisitazione tecnica (modello non più sostenibile)
11 La centralità dell agricoltura per lo sviluppo della montagna Ammodernamento delle tecniche di gestione anche in aree montane (attrezzature in cooperazione; associazionismo)
12 La centralità dell agricoltura per lo sviluppo della montagna Affiancare all attività vivaistica moderne tecniche di propagazione
13 La centralità dell agricoltura per lo sviluppo della montagna Sviluppo di nuovi prodotti (legno, frutto e altri )
14 La centralità dell agricoltura per lo sviluppo della montagna OPPORTUNITÀ offerte dalla castanicoltura in Piemonte Sviluppo di nuovi prodotti (legno e frutto) Miglioramento delle filiere (produzione, trasformazione e commercializzazione) Marchi di qualità legati al territorio di provenienza per frutto, legno e altri prodotti non legnosi Maggiore attenzione del pubblico verso i prodotti naturali (legno e frutto) per motivazioni ecologiche, estetiche, economiche ed alimentari Sostenibilità e certificazione forestale della filiera del legno Sensibilità del pubblico per gli aspetti paesaggistici e le opportunità turistico-ricreative Ritorno degli investimenti in termini di posti di lavoro creati e di occupazione part- time Quindi in considerazione di tali opportunità
15 La centralità dell agricoltura per lo sviluppo della montagna
Gabriele Loris Beccaro Maria Gabriella Mellano Dipartimento di Scienze agrarie, forestali e alimentari, Università degli Studi di Torino
Gabriele Loris Beccaro Maria Gabriella Mellano Dipartimento di Scienze agrarie, forestali e alimentari, Università degli Studi di Torino Centro Regionale di Castanicoltura, istituito presso il vivaio regionale
IL PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE DELLA LOMBARDIA MILANO 1 APRILE 2014
IL PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2014 2020 DELLA LOMBARDIA MILANO 1 APRILE 2014 LA STRATEGIA E stata costruita in base a: gli orientamenti per le politiche di sviluppo rurale della Commissione gli strumenti
Associazione Forestale. Valli del Rosa
Associazione Forestale Valli del Rosa I SOCI (Enti Pubblici) Comunità Montana Valsesia (VC) Comunità Montana Valle Mosso (BI) 26 Comuni in Valle Mosso, Valle Sessera e Valsesia I SOCI (privati) Oasi Zegna
Come finanziare la sostenibilità in agricoltura? Fabrizio Adriano Dagostin Responsabile Servizio Agricoltura della Provincia Autonoma di Trento
COLTIVARE LA SOSTENIBILITÀ I valori della cooperazione e la sostenibilità d impresa SALA DELLA COOPERAZIONE GIOVEDÌ 11 FEBBRAIO 2016 Come finanziare la sostenibilità in agricoltura? Fabrizio Adriano Dagostin
SISLE Sistema Legno in Toscana
CONVEGNO Presentazione risultati progetto di ricerca SISLE Sistema Legno in Toscana Giovedì 27 marzo 2013 - Salone monumentale di Toscana Promozione Via Vittorio Emanuele II n. 62-64 Firenze 1 CONVEGNO
L analisi SWOT 1 dei sistemi agricoli forestali della provincia di Bergamo
Cap. 5 L analisi SWOT 1 dei sistemi agricoli forestali della provincia di Bergamo L analisi swot, nata dall economia aziendale, è utilizzata per la valutazione dell evoluzione di fenomeni o come strumento
La certificazione forestale. Un valore aggiunto per la materia prima sughero. Agostino Pintus, Pino Angelo Ruiu. Stazione Sperimentale del Sughero
La certificazione forestale. Un valore aggiunto per la materia prima sughero Agostino Pintus, Pino Angelo Ruiu Stazione Sperimentale del Sughero Alla ricerca della qualità nella filiera sughero-vino. Oristano
PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE
PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2014-2020 1 Regolamento FEASR (2) Gli Assi della Programmazione 2007-2013 sono sostituiti da PRIORITA e FOCUS AREA L impianto 2007-2013 risultava troppo rigido perché spesso
Gal Terre Astigiane nelle Colline patrimonio dell Umanità Programmazione Leader
Gal Terre Astigiane nelle Colline patrimonio dell Umanità Programmazione Leader 2014-2020 Costigliole d Asti, Calamandrana 23 marzo 2016 I contenuti del PSL 2014-2020 POPOLAZIONE Popolazione ammissibile:
AZIONE Sintesi Piano di Sviluppo Locale Gal GardaValsabbia
AZIONE 2020 Sintesi Piano di Sviluppo Locale 2014 2020 Gal GardaValsabbia Il Programma di Sviluppo Rurale 2014 2020 di Regione Lombardia è il principale strumento di programmazione e finanziamento degli
ANIMAZIONE TERRITORIALE verso il nuovo PIANO DI SVILUPPO LOCALE PSR
GAL LAGHI E MONTI DEL VCO Domodossola, Giovedì 15 Ottobre 2015 ore 21:00 ANIMAZIONE TERRITORIALE AMBITI TEMATICI PRIORITARI Alcuni ambiti tematici proposti dall Accordo di Partenariato si adattano maggiormente
Università degli Studi di Torino Scuola di Agraria e Medicina Veterinaria. Laurea Magistrale in Scienze Forestali e Ambientali
Laurea Magistrale in Scienze Forestali e Ambientali T Obiettivi formativi Fornire strumenti CULTURALI, TECNICI e ORGANIZZATIVI per operare in autonomia con COMPITI PROGETTUALI, DECISIONALI e DIRETTIVI
L innovazione nel PSR dell Emilia-Romagna I Gruppi Operativi e il sistema della conoscenza
L innovazione nel PSR dell Emilia-Romagna I Gruppi Operativi e il sistema della conoscenza Giancarlo Cargioli Responsabile Servizio Ricerca, Innovazione e Promozione del Sistema Agro-alimentare Struttura
Francesca Ossola ERSAF Lombardia. ERSAF Ente regionale per i servizi all agricoltura e alle foreste
EXPERIENCES OF CONSERVATION AND INCREASE OF BIODIVERSITY IN FOREST PLANT PRODUCTION IN LOMBARDIA REGION CENTRO VIVAISTICO FORESTALE REGIONALE DI CURNO per la conservazione della biodiversità forestale
ASSE II. Obiettivi, articolazione e criticità. Parte I - Agricoltura. Antonella Trisorio Istituto Nazionale di Economia Agraria
Rete Rurale Nazionale 2007-2013 Principi e strumenti della Politica di Sviluppo Rurale Hotel Diana, Roma, 8 settembre 2009 ASSE II Obiettivi, articolazione e criticità Parte I - Agricoltura Antonella Trisorio
La posizione della Valle d Aosta
Convegno «Filiera bosco legno: la situazione attuale e prospettive per il futuro», FORLENER 2017 12 maggio 2017- La posizione della Valle d Aosta Regione Autonoma Valle d Aosta Assessorato agricoltura
Il contributo del PSR all agricoltura di montagna
Il contributo del PSR 2014-2020 all agricoltura di montagna Mario Perosino Regione Piemonte - Direzione Agricoltura Priorità 2 Potenziare la redditività delle aziende agricole e la competitività dell agricoltura
Esperienze di Veneto Agricoltura per la valorizzazione delle fasce tampone nel Veneto
Convegno FASCE TAMPONE VEGETATE E RETICOLO IDROGRAFICO DI PIANURA: USO E GESTIONE INTEGRATA DEL TERRITORIO (F.T.B.)( 20 GENNAIO 2009 Esperienze di Veneto Agricoltura per la valorizzazione delle fasce tampone
Piantagioni 3P per coniugare produzione e biodiversità. Ing. Stefano De Pietri
Piantagioni 3P per coniugare produzione e biodiversità Ing. Stefano De Pietri Partenariato Coordinamento:CONSORZIO DI BONIFICA VERONESE Associati: REGIONE DEL VENETO Area tutela e sviluppo del territorio
PSR ABRUZZO
PSR ABRUZZO 2014-2020 Competitività e trasferimento di innovazioni Agro-ambiente e tutele delle risorse naturali Cooperazione e sviluppo economico delle aree rurali Università G. D Annunzio Dipartimento
PSR SICILIA 2014/2020. I giovani, quale futuro
PSR SICILIA 2014/2020 I giovani, quale futuro Caltagirone 13 febbraio 2016 La dotazione finanziaria del PSR 2014/2020 = 2.212.747.107,44 Le Priorità: promuovere il trasferimento della conoscenza e l innovazione
Il PSR 2014/2020 della Toscana e la Rete Natura 2000 e la biodiversità
Il PSR 2014/2020 della Toscana e la Rete Natura 2000 e la biodiversità Rita Turchi Regione Toscana 12 luglio 2016 CREA - Centro di ricerca per le Politiche e la Bioeconomia - Roma La Rete Natura 2000 in
Le Agevolazioni per le Imprese Previste dal PSR Sicilia
LE AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE PREVISTE DAI FONDI STRUTTURALI 2014-2020 Le Agevolazioni per le Imprese Previste dal PSR Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Messina Dott. Agronomo
Sughereta Sperimentale Certificata Progetto SSS-WWF per la ricerca e la valorizzazione eco-compatibile delle foreste a quercia da sughero
Sughereta Sperimentale Certificata Progetto SSS-WWF per la ricerca e la valorizzazione eco-compatibile delle foreste a quercia da sughero Agostino Pintus Agris Sardegna Dipartimento della Ricerca per il
Castagneti da frutto. Bagnato S., Mercurio R., Scarfò F.
Castagneti da frutto Bagnato S., Mercurio R., Scarfò F. Castagno dei cento cavalli, Etna Distribuzione Europa 2.140.009 ha 20% frutto 10% altofusto 2% irregolari 68% cedui Distribuzione Italia Totale
DETTAGLIO MAPPA REGIONALE DELLE MISURE / SOTTOMISURE ATTIVE
DETTAGLIO MAPPA REGIONALE DELLE MISURE / SOTTOMISURE ATTIVE Reg. (UE) n. M1: Trasferimento di conoscenze e azioni di informazione X X X X X 14 1.1 Formazione professionale e acquisizione di competenze
Roberto Carovigno - Roberto Tonetti Regione Lombardia Direzione Generale Agricoltura
Roberto Carovigno - Roberto Tonetti Regione Lombardia Direzione Generale Agricoltura La filiera foresta-legno-energia nella Regione Lombardia: un capitale verde per promuovere gli obiettivi dell'agenda
L.R. 23 Gennaio 2006, n. 1 Istituzione dei distretti rurali e dei distretti agroalimentari di qualità (1)
L.R. 23 Gennaio 2006, n. 1 Istituzione dei distretti rurali e dei distretti agroalimentari di qualità (1) SOMMARIO Art. 1 - Oggetto e finalità Art. 2 - Definizioni Art. 3 - Requisiti per l individuazione
Economia circolare e bioeconomia: prospettive di ricerca
Economia circolare e bioeconomia: prospettive di ricerca Simona Cristiano CREA -Politiche e Bioeconomie 17/03/2016 1 Agenda Bioeconomie e Agricoltura Circolare Concetti Quadro strategico di riferimento
Gestione innovativa degli scarti di coltivazione e lavorazione nella filiera delle erbe aromatiche. Enrica De Falco
Misura 124 del PSR 2007-2013 Gestione innovativa degli scarti di coltivazione e lavorazione nella filiera delle erbe aromatiche Enrica De Falco - collaudo - adozione - diffusione innovazioni tecnologiche
Progetto "FRUITGAS" L'ENERGIA DAL FRUTTETO: esempio di filiera per la produzione di energia rinnovabile da residui di potatura dei frutteti
Progetto "FRUITGAS" L'ENERGIA DAL FRUTTETO: esempio di filiera per la produzione di energia rinnovabile da residui di potatura dei frutteti Fabrizio GIOELLI (Università di Torino DiSAFA) Convegno finale.
Foreste appenniniche, limiti ed opportunità per lo sviluppo economico locale. Marcello Miozzo, D.R.E.Am. Italia
Foreste appenniniche, limiti ed opportunità per lo sviluppo economico locale Marcello Miozzo, D.R.E.Am. Italia Foreste e aree interne presentano una buona corrispondenza La strategia delle aree interne
Regione Autonoma della Sardegna
Repubblica Italiana Unione Europea Regione Autonoma della Sardegna PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE Versione del 10 novembre 2004 N 1999 IT 16 1 PO 010 1 INDICE Indice...1 1 Analisi della situazione di partenza...8
Lecce, Castello Carlo V 19 gennaio
Lecce, Castello Carlo V 19 gennaio 2016 DEFINIZIONE DELLA PROGRAMMAZIONE 2014-2020 analisi territoriale e analisi SWOT esperienze delle precedenti programmazioni coinvolgimento degli stakeholder Strategia:
Quale politica istituzionale come strumento anche di supporto alla nuova filiera agroalimentare?
Quale politica istituzionale come strumento anche di supporto alla nuova filiera agroalimentare? Luca Battaglini Dip. Scienze Zootecniche Università degli Studi di Torino - I Bellinzona, 3 aprile 2011
CREDITO AGRICOLO Fondo a favore delle PMI
CREDITO Fondo a favore delle PMI IL CONTESTO DI RIFERIMENTO Il comparto agricolo regionale Superficie agricola totale (SAT): 1.470.698 ettari; Superficie agricola utilizzata (SAU): 1.153.690 ettari; Il
Riserva Naturale Regionale Orientata Dune di Campomarino. Aspetti normativi
Riserva Naturale Regionale Orientata Dune di Campomarino Aspetti normativi Il quadro normativo Le Aree Protette Beni paesaggistici Politiche e strumenti di sostegno dell UE Le Direttive CEE Il quadro normativo
ISTITUTO PROFESSIONALE SERVIZI PER L'AGRICOLTURA E LO SVILUPPO RURALE ISISS GIUSEPPE VERDI VALDOBBIADENE
ISTITUTO PROFESSIONALE SERVIZI PER L'AGRICOLTURA E LO SVILUPPO RURALE ISISS GIUSEPPE VERDI VALDOBBIADENE Corso di ISTRUZIONE professionale CHE TIPO DI CORSO E'? Della durata di 5 anni Il titolo rilasciato
AREE NON IDONEE IMPIANTI A BIOMASSA - FILIERA LIGNO-CELLULOSICA CARATTERISTICHE DELL'IMPIANTO
AREE NON IDONEE IMPIANTI A BIOMASSA - FILIERA LIGNO-CELLULOSICA AMBITI DI INTERESSE SITI inseriti nel patrimonio mondiale dell UNESCO e relative ZONE TAMPONE Siti UNESCO - candidature in atto Core zone
La valorizzazione della qualità dei prodotti delle aree montane nel quadro generale delle politiche regionali sulla montagna
La valorizzazione della qualità dei prodotti delle aree montane nel quadro generale delle politiche regionali sulla montagna Antonio Tagliaferri DG Agricoltura Regione Lombardia Edolo - UNIMONT, 5 maggio
Cereali biologici di qualità
Cereali biologici di qualità Scelta varietale ed interventi agronomici per il miglioramento quanti-qualitativo e la valorizzazione della produzione cerealicola biologica marchigiana e dei prodotti derivati.
MISURA 8 Investimenti nello sviluppo delle aree forestali e nel miglioramento della redditività delle foreste
MISURA 8 Investimenti nello sviluppo delle aree forestali e nel miglioramento della redditività delle foreste M8 - Investimenti nello sviluppo delle aree forestali e nel miglioramento della redditività
Definizioni classiche di selvicoltura
Definizioni classiche di selvicoltura La selvicoltura studia la tecnica dell impianto, dell utilizzazione e della rinnovazione dei boschi (A. De Philippis 1960/61) Selvicoltura: la scienza e la pratica
Introduzione alla filiera del legno
via Leonardo da Vinci, 44 - Grugliasco (TO) www.agroselviter.unito.it Roberto Zanuttini Corrado Cremonini Introduzione alla filiera del legno Classificazione botanica Denominazione comune Principali caratteristiche
