FASCIA E DISFUNZIONE MIOFASCIALE Bologna 20 novembre 2011 Dr. Luca Franzon - Osteopata D.O.M.R.O.I.
Non conosco nessuna parte del corpo che somigli ad un terreno di caccia come le fasce. Credo che proseguendo nello studio delle fasce, faremo osservazioni più ricche e rosee, molto di più che per qualsiasi altra parte del corpo. Da qualsiasi punto di vista consideriamo la fascia, appare una meraviglia. La parte che prende la fascia nella vita e nella morte ci offre uno dei più grandi problemi da risolvere. Circonda ogni muscolo, ogni vena, ogni nervo e tutti gli organi del corpo. Ha una rete di nervi di cellule e di tubi che entrano ed escono; è attraverso essa e, senza alcun dubbio, riempito da milioni di centri nervosi e di fibre che proseguono il lavoro di secernente e di escretore di liquidi vitali e distruttori. Attraverso la sua azione, viviamo, per un suo fallimento, moriamo Andrew Taylor Still
DERIVAZIONE DEI FOGLIETTI Mesoblasto: tessuto connettivo, cartilagine, ossa, muscoli striati e lisci - pericardio, pleura e peritoneo.- cellule sanguigne e linfatiche,- pareti del cuore, dei vasi sanguigni e linfatici. rene, gonadi e i loro apparati escretori.- le corticosurrenali e le midollo surrenali-, milza le tuniche muscolari e connettive del sistema digerente il rivestimento epiteliale del tubo digerente, della vescica dell uretra Endoblasto: il rivestimento epiteliale del tubo digestivo, della vescica e dell uretra, - l epitelio di rivestimento dell apparato respiratorio, della cassa del timpano e della tromba di Eustachio il parenchima dell amigdala, della tiroide, della paratiroide e del timo - l esofago, lo stomaco, il fegato, la cistifelia e le vie biliari, il pancreas e l intestino - l apparato trachobronchiale, l allantoide e il foglietto interno delle membrane cloacale e faringea Ectoblasto : sistema nervoso centrale e periferico - epitelio sensoriale degli organi di senso - epidermide e suoi annessi (peli, unghie e ghiandole cutanee) la ghiandola mammaria ipofisi - smalto dei denti
Il tessuto connettivo non solo collega le diverse parti del corpo, ma in un senso più ampio collega le numerose branche della medicina Snyder
La fascia è il tessuto più dilagante nel corpo, rappresentando una rete tridimensionale dalla testa alle dita dei piedi.
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La fascia superficiale è un tessuto fibroelastico lassamente ordinato, inserito sulla superficie profonda della cute. In questo strato si possono trovare strutture vascolari, cellule adipose e recettori afferenti, che forniscono un costante feedback conscio e inconscio al sistema nervoso centrale.
La fascia profonda è di densità variabile, compartimentalizza il corpo, separando e circondando gli organi viscerali.
L epimisio, il perimisio e l endomisio rappresentano lamine fasciali che contribuiscono all efficente sviluppo della tensione muscolare. I muscoli rappresentano tra il 70 e l 85% del peso corporeo dell individuo e, forse più di ogni altro organo, riflettono e influenzano la nostra capacità di rispondere al mondo che ci circonda.
La funzione fasciale è stata largamente sottostimata.
La fascia non solo contribuisce a segnare il corpo, ma provvede anche alla lubrificazione tra strutture per il movimento e alla nutrizione. I vasi e i nervi sono accompagnati in tutto il corpo da membrane fasciali che contribuiscono all omeostasi metabolica.
La nostra ignoranza sul ruolo della fascia è enorme Ida Rolf
La nostra ignoranza sul ruolo della fascia è enorme Ida Rolf
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ANATOMIA DELLA FASCIA
La fascia secondo Cailliet, è un tipo di tessuto connettivo denso che include legamenti, tendini, fasce e aponeurosi che differiscono nelle proprietà meccaniche.
I fasci di collagene all interno degli strati che compongono la fascia sono grossolanamente paralleli e presentano un certo grado di ondulazione. Quelli contenuti in strati adiacenti possono non essere orientati della stessa direzione, e alcune fibre possono connettersi a strati adiacenti o a tessuto connettivo adiacente. Il contenuto in sostanza fondamentale ed elastina è basso.
Le fibre di connettivo che formano la fascia sono disposte approssitivamente in un piano formando membrane. Decorrono in varie direzioni, per cui sembrano intrecciate senza una direzione predominante.
Poichè le fibre fasciali decorrono in tutte le direzioni, la fascia è distensibile in tutte le direzioni adattandosi ai cambiamenti di volume muscolare e permettendo l allungamento.
La contrazione muscolare fa allargare il muscolo, aumentandone temporaneamente la tensione fasciale.
Un muscolo che si sia ipertrofizzato in seguito ad esercizio fisico, o che sia in uno stato costante di ipertono a causa di una postura scorretta, aumenterà la tensione costante della fascia.
Focolaio di dolore a causa della sua ricca innervazione, la fascia si contrae quando è infiammata e guarisce lentamente per via del suo scarso apporto ematico.
DOLORE MIOFASCIALE
Il dolore miofasciale è un dolore distinto, particolare, che origina sia nel muscolo che nella fascia. Viene spesso descritto come a sede profonda all interno del tessuto bersaglio. Può essere descritto come acuto, urente, sordo e opprimente come un mal di denti, diffuso, violento e schiacciante.
La fonte della sintomatologia algica del paziente è spesso difficile da localizzare perchè il dolore è spesso riferito in parti o aree del corpo apparentemente non correlare a lesioni.
Sia la sede originaria della lesione che le unità miofasciali reclutate diventano meno distensibili, causando un arco di movimento ridotto all interno dell unità miofasciale e delle articolazioni associate. Entrambe possono sviluppare dei punti trigger miofasciali che perpetuano il dolore in modo riverberante e reciproco.
La disfunzione miofasciale con le conseguenti limitazioni determinano una postura asimmetrica e schemi di movimento inefficenti con dolore nella o nelle stesse aree del corpo o in aree differenti.
Troppo spesso il trattamento è localizzato sull eliminazione del sintomo doloroso e non nell origine del dolore.
GRAZIE PER LA CORTESE ATTENZIONE!!!