ALLEGATO1:ALLEGATO TECNICO allegato1:allegato tecnico...1 1. Introduzione...2 2. Il fabbisogno energetico di un edificio...2 2.1. Trasmittanza...2 3. La coibentazione e la sostituzione dei vetri semplici...4 4. Tecniche ed accorgimenti...4 4.1. Isolamento delle pareti esterne...4 4.1.1. Isolamento delle pareti dall esterno...4 4.1.2. Isolamento delle pareti dall interno...5 4.1.3. Isolamento delle pareti nell intercapedine...7 4.2. Isolamento del tetto e dei solai...8 4.2.1. Isolamento di copertura piana...8 4.2.2. Isolamento del sottotetto...8 4.3. Sostituzione di elementi vetrati...8 5. Requisiti minimi per gli interventi di coibentazione e sostituzione di vetri semplici...9 5.1. Isolamento delle pareti e delle coperture...9 5.1.1. Energia risparmiata...9 5.2. Sostituzione di vetri semplici con doppi vetri...10 5.2.1. Energia risparmiata...10 6. Calcolo del contributo...11 7. Fonti informative...12
1. Introduzione I consumi energetici aumentano ogni anno ed aumenta conseguentemente sempre più la dipendenza dal petrolio e dal gas di paesi extracomunitari. Gli impegni assunti con la firma del protocollo di Kyoto di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra dell 6,5% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2008-2012 impongono di diminuire i consumi delle fonti fossili (petrolio, gas e carbone). Un maggiore ricorso alle fonti energetiche rinnovabili e una riduzione dei consumi possono contribuire a ridurre le emissioni e, nello stesso tempo, le importazioni di energia. Il settore dei trasporti e quello dell industria assorbono grandi quote di energia. Gli edifici, però, assorbono circa il 40 % dei consumi energetici europei. L illuminazione, il riscaldamento, gli impianti di condizionamento d aria e l acqua calda nelle abitazioni, nei luoghi di lavoro e nelle strutture ricreative richiedono più energia dei trasporti o dell industria. 2. Il fabbisogno energetico di un edificio Gli edifici consumano energia per soddisfare bisogni diversi, quali: climatizzazione invernale e produzione di acqua calda per usi igienico sanitari; climatizzazione estiva; ventilazione; illuminazione; impianti tecnici in genere (ascensori e montacarichi, distribuzione acqua, ecc.). Il fabbisogno energetico di un edificio esprime la quantità di energia richiesta per soddisfare le condizioni di confort degli occupanti, connessa con un uso standard dell edificio. Il bando in oggetto ha come obiettivo la riduzione del fabbisogno energetico dell edificio per la climatizzazione e la produzione di acqua calda sanitaria attraverso il miglioramento delle caratteristiche termiche dell involucro ed alla riduzione della trasmittanza. 2.1. Trasmittanza La trasmittanza è definita come quantità di calore che viene scambiata attraverso la superficie di 1 m 2 dell elemento costruttivo con una differenza di temperatura tra l interno e l esterno di 1K (equivalente ad 1 C) per unità di tempo [W/m 2 K]. In formule: 1 K i = 1 sn 1 + + α1 n λn α 2 Dove: α 1 : coefficiente di scambio termico liminare o adduttanza della superficie verso l ambiente riscaldato [W/m 2 K]; α 2 : coefficiente di scambio termico liminare o adduttanza della superficie verso l esterno, il sottosuolo o un ambiente non riscaldato[w/m 2 K]; s n : spessore ennesimo dello strato di parete con conduttività termica λ n [m]; λ n :conduttività termica del materiale ennesimo [W/mK], definita come l attitudine di un materiale a trasmettere il calore quando la trasmissione avviene solo per conduzione [W/mK]. Il calcolo della trasmittanza richiede quindi la conoscenza dello spessore e delle caratteristiche di conduttività degli elementi che compongono la struttura dell involucro esterno. Poichè non sempre 2
è facile risalire ai dati necessari, soprattutto per edifici esistenti, nel bando in oggetto i valori di trasmittanza dovranno essere desunti dalle Tabella 1, Tabella 2 e Tabella 3, in base all epoca di costruzione, allo spessore ed alla tipologia costruttiva (Comitato Termotecnico Italiano - PRESTAZIONI ENERGETICHE DEGLI EDIFICI - Novembre 2003). Le indicazioni fornite sono utilizzabili per edifici costruiti prima del 1978, presumibilmente privi di isolamento termico. Per gli edifici costruiti dopo tale data essendo soggetti all obbligo dell isolamento termico ai sensi della legge 373/76 prima e della legge 10/91 si suggerisce di scegliere i valori trasmittanza corrispondenti rispettivamente alle voci Struttura isolata, Soletta generica coibentata e Soletta piana coibentata, rispettivamente in Tabella 1, Tabella 2 e Tabella 3.- Con tali informazioni è possibile riconoscere le tipologie delle strutture senza ispezioni invasive e procedere all individuazione della trasmittanza di riferimento. Tabella 1 - Trasmittanza termica delle pareti perimetrali verticali [W/m²K]. TIPOLOGIA DI SUPERFICIE OPACA SPESSORE [m] 0,15 0,20 0,25 0,30 0,35 0,40 0,45 0,50 0,55 0,60 Muratura di pietrame intonacata - - 3,55 3,19 2,92 2,7 2,52 2,37 2,24 2,13 Muratura di mattoni pieni intonacati sulle due facce 2,31 1,84 1,54 1,33 1,18 1,06 0,97 0,89 0,82 0,77 Pannello prefabbricato in cls 4,03 3,64 3,36 3,15 2,98 2,84 2,73 2,63 2,54 2,46 Paretre a cassa vuota con mattoni forati - - 1,2 1,15 1,11 1,11 1,11 1,11 1,11 1,11 Struttura isolata 0,59 0,57 0,54 0,52 0,5 0,48 0,46 0,44 0,42 0,4 Tabella 2 - Trasmittanza termica dei solai sotto ambienti interni [W/m²K]. TIPOLOGIA DI SUPERFICIE OPACA SPESSORE [m] 0,20 0,25 0,30 0,35 Soletta in laterocemento 1,59 1,29 1,19 1,00 Soletta in laterocemnto confinante con sottotetto 1,68 1,47 1,25 1,03 Solaio prefabbricato in cls tipo Predalle 2,16 2,01 1,87 1,73 Soletta generica coibentata 0,68 0,63 0,58 0,53 Tabella 3 - Trasmittanza termica delle coperture piane e a falde [W/m²K] TIPOLOGIA DI SUPERFICIE OPACA SPESSORE [m] 0,15 0,20 0,25 0,30 0,35 Soletta piana non coibentata in laterocemento 2,00 1,76 1,53 1,30 1,06 Soletta piana coibentata 0,77 0,72 0,67 0,61 0,56 Tetto a falda in laterizio non coibentato 2,77 2,39 2,02 1,65 1,28 Tetto a falda in laterizio coibentato 0,87 0,81 0,75 0,68 0,62 Tetto in legno poco isolato 1,31 Tetto in legno mediamente isolato 0,72 3
3. La coibentazione e la sostituzione dei vetri semplici La coibentazione e la sostituzione di vetri semplici sono interventi concepiti per ridurre i valori di trasmittanza diminuendo la quantità di calore che raggiunge l ambiente esterno passando attraverso pareti ed infissi. Il fenomeno, pur non essendo annullabile, può essere ridotto aumentando la resistenza termica delle pareti, dei pavimenti, dei solai, delle porte e delle finestre. A tal proposito occorre tuttavia precisare che l iniziativa in oggetto non contempla interventi di isolamento dei pavimenti. Per ottenere ciò occorre coibentare l edificio aggiungendo, ad esempio, uno strato d isolante che ostacoli il passaggio del calore dall interno all esterno. La coibentazione, è anche utile nelle giornate estive, a tenere fuori il caldo e a trattenere dentro casa il fresco prodotto da un eventuale impianto di raffrescamento. Un buon isolamento termico garantisce i seguenti vantaggi: la riduzione delle perdite di calore, il mantenimento di un clima confortevole negli ambienti interni; la riduzione delle spese di riscaldamento; la riduzione dei ponti termici, ovvero dei punti che favoriscono la dispersione del calore; l assenza di umidità e di muffe; l allungamento della durata di vita dell edificio. 4. Tecniche ed accorgimenti 4.1. Isolamento delle pareti esterne L isolamento dei muri di un edificio può essere realizzato dall esterno, dall interno o nell intercapedine. Tutti e tre i sistemi presentano dei vantaggi: la scelta dipenderà dallo stato di degrado dell edificio e dalle disponibilità economiche. 4.1.1. Isolamento delle pareti dall esterno DESCRIZIONE Il sistema di isolamento termico dall esterno, comunemente noto come cappotto, consiste nell applicazione, sulla superficie esterna verticale dell edificio, di pannelli isolanti che vengono poi coperti da uno spessore sottile, protettivo, di finitura realizzato con particolari intonaci. E una soluzione particolarmente indicata nel caso di ripristino di superfici verticali, il cui rivestimento sia in fase di avanzato degrado. La coibentazione risulta economicamente conveniente ed impedisce il naturale processo di degrado degli edifici. In Figura 1 è riportato un esempio stratigrafico di isolamento a cappotto. REQUISITI Per ottenere un sistema a cappotto efficace, bisogna prestare la massima attenzione alle caratteristiche dei singoli componenti, in particolare del materiale isolante. Un materiale isolante idoneo deve presentare i seguenti requisiti: la stabilità dal punto di vista dimensionale al variare della temperatura e dell umidità; eventuali dilatazioni originate da variazioni termoigrometriche potrebbero provocare delle fessurazioni sull intonaco, nel caso in cui il materiale isolante non sia stabile; stabilità nel tempo; la lavorabilità; 4
la bassa elasticità compatibilmente con la resistenza meccanica dell insieme; questo permette di rendere relativamente indipendenti le due strutture rigide costituite dalla parete e dall intonaco esterno; la sicurezza in caso di incendio dovuta alla natura inorganica del materiale isolante 1 Rivestimento interno 2 Parete interna 3 Legante 4 Protezione angolare 5 Strato isolante 6 Malta per la formazione del primo strato di intonaco 7 Rete in tessuto o in fibra di vetro 8 Fissaggio meccanico 9 Malta a copertura della rete 10 Strato di finitura Figura 1 Isolamento a cappotto VANTAGGI I vantaggi principali dell isolamento a cappotto sono: l ottenimento si un isolamento continuo e uniforme, consente l eliminazione totale dei ponti termici ovvero quei punti che favoriscono la dispersione del calore. Si possono così conseguire un maggiore risparmio energetico (legato anche alla maggiore capacità dell edificio di trattenere il calore), un maggiore comfort termico e l eliminazione di muffe sulle superfici interne delle abitazioni, originate dalla condensa in corrispondenza dei ponti termici; la protezione delle pareti esterne dagli agenti atmosferici; la stabilizzazione delle condizioni termo-igrometriche della struttura degli edifici; il miglioramento del volano termico delle pareti perimetrali, il rallentamento del processo di degrado degli edifici offrendo una protezione totale; la risoluzione del problema delle crepe e delle infiltrazioni di acqua meteorica; la realizzazione, in un unica fase, dell isolamento e della finitura con evidenti risparmi senza l allontanamento degli inquilini durante l esecuzione dei lavori. 4.1.2. Isolamento delle pareti dall interno DESCRIZIONE L isolamento delle pareti perimetrali dall interno consiste nell applicazione di uno strato isolante, di elevate caratteristiche termo-acustiche e meccaniche, sulla superficie rivolta all ambiente riscaldato. E un sistema molto usato negli interventi di ristrutturazioni, soprattutto quando non è possibile intervenire dall esterno. Questa applicazione risulta particolarmente indicata per l isolamento di murature portanti in mattoni o calcestruzzo facciavista o nel rinnovo di edifici esistenti, in particolar modo, quando per la saltuaria utilizzazione degli ambienti (scuole, edifici adibiti a terziario) è da privilegiare un più rapido riscaldamento. Infatti il posizionamento dell isolante sulla superficie interna della muratura riduce sensibilmente gli effetti dovuti all inerzia termica della parete perimetrale. L isolamento delle pareti dall interno è un intervento non eccessivamente costoso, consente un isolamento selettivo, effettuato, ad esempio, solo negli ambienti più freddi o più abitati durante il giorno e/o nelle camere da letto, provoca una leggera diminuzione dello spazio abitabile e non risolve, in generale, eventuali problemi dovuti alla presenza di ponti termici. 5
Tale intervento richiede tuttavia un'attenta valutazione degli aspetti termoigrometrici e meccanici, per non incorrere in gravi problemi tipo condense, muffe, ecc. Il comportamento igrometrico del sistema è infatti molto delicato, in quanto il vapore d'acqua, migrando attraverso la parete, incontra strati a bassa temperatura e può condensare. Per questo motivo, se l'isolante termico non fornisce una buona resistenza alla diffusione del vapore ed alla presenza di acqua, è necessario l'uso di una barriera al vapore posizionata sul lato interno dell'isolante. Il sistema di isolamento deve infatti assicurare il controllo dei fenomeni di condensazione nella parete, un potere isolante elevato e costante nel tempo ed un ottima resistenza meccanica agli urti. ESEMPI DI ISOLAMENTO INTERNO Le principali tipologie di isolamento interno sono: la controparete accoppiata e la controparte su struttura metallica. Controparete preaccoppiata Le contropareti preaccoppiate sono costituite da lastre di cartongesso incollate su strato isolante composto da pannello rigido, posti all interno ridotta e con una assoluta facilità di messa in opera. 1 Finitura 2-3 Controparete coibentata 4 Legante 5 Parete esterna Figura 2 - Isolamento interno con controparte preaccoppiata delle superfici disperdenti. Questa soluzione è largamente usata nelle ristrutturazioni dei locali, e a fronte di una piccola riduzione di spazio abitativo si ha un notevole aumento di comfort termico e acustico, con una spesa Controparte su struttura metallica Isolamento della parete perimetrale verticale viene realizzato con lastre precostituite di gesso rivestito e fissato alla 1 Finitura 2 Paramento interno 3 Struttura di fissaggio 4 Strato isolante 5 Parete esterna muratura mediante struttura metallica con l interposizione, nell intercapedine, di pannelli isolanti con funzione termica ed acustica. Figura 3 - Isolamento interno con controparte su struttura metallica VANTAGGI I vantaggi del sistema di isolamento termico dall interno sono: la rapidità di messa in opera; la posa in opera indipendente dalle condizioni atmosferiche; 6
la possibilità di posare l isolamento quando l edificio è già abitato evitando l onore di altre opere edili; i costi di realizzazione contenuti. 4.1.3. Isolamento delle pareti nell intercapedine DESCRIZIONE Il sistema murario composto con isolamento termico in intercapedine è, in Italia a tutt oggi, la tipologia più diffusa di realizzazione delle chiusure esterne. Il sistema di isolamento termo-acustico in intercapedine, consta di due pareti dello stesso o di diverso materiale, di differenti dimensioni, separate da una camera d aria continua al cui interno si pone il materiale isolante. E un applicazione semplice, impiegata soprattutto nei casi di muri con mattoni faccia a vista, laterizi pieni o semipieni, muri intonacati; tuttavia non risolve il problema dei ponti termici e richiede l intervento di imprese esperte. ESEMPI DI ISOLAMENTO IN INTERCAPEDINE Tra i possibili esempi di isolamento in intercapedine sono di seguito riportate le figure stratigrafiche relative a: intercapedine con laterizio a facciavista ed intercapedine con pannelli a facciavista. 1 Rivestimento interno 2 Legante 3 Tavolato interno 4 Strato isolante 5 Legante 6 Tavolato esterno Figura 4 Isolamento con intercapedine di laterizio facciavista 1 Rivestimento interno 2 Tavolato interno 3 Legante 4 Intercapedine 5 Strato isolante 6 Legante 7 Tavolato esterno Figura 5 - Isolamento con intercapedine di pannelli facciavista VANTAGGI I principali vantaggi dell isolamento in intercapedine nelle pareti perimetrali sono: un minimo di volano termico che garantisce una più rapida messa a regime della temperatura ambientale quando il riscaldamento è intermittente o attenuato; 7
l impermeabilità all aria (quindi al passaggio dei rumori) e all acqua; il miglioramento del comfort ambientale invernale eliminando la possibilità di condensa superficiale poiché la presenza dell isolante fa aumentare la temperatura superficiale della parete interna. 4.2. Isolamento del tetto e dei solai Tra tutte le superfici esterne di un edificio spesso il tetto è l elemento più permeabile al calore. Isolarlo non è difficile e, nella maggior parte dei casi, relativamente poco costoso. La convenienza dell intervento aumenta quando si deve, comunque, intervenire sulla copertura perché degradata da muffe o soggetta ad infiltrazioni d acqua piovana. Se la copertura non è mai stata isolata è consigliabile, in ogni caso, intervenire immediatamente. 4.2.1. Isolamento di copertura piana Isolamento della copertura piana: è un intervento estremamente delicato perché necessita di un accurata impermeabilizzazione e, se il tetto è praticabile, di un adeguata pavimentazione; è conveniente rivolgersi a personale esperto. In molti casi è possibile e conveniente la controsoffittatura. 4.2.2. Isolamento del sottotetto Nel caso di isolamento del sottotetto non praticabile: conviene posare e distribuire l isolante sul pavimento del sottotetto. In caso contrario, in cui il sottotetto sia cioè praticabile, si deve porre l isolante parallelamente all eventuale pendenza del tetto (Figura 6). Si può realizzare, ad esempio, fissando materassini, pannelli o lastre d isolante alle assi o fra le travi del tetto, prestando attenzione alla presenza o alla posa della barriera al vapore e all eventuale creazione di Pannelli isolanti un intercapedine che consenta l aerazione. Figura 6 Isolamento di un sottotetto praticabile 4.3. Sostituzione di elementi vetrati Anche se sono stati effettuati interventi di coibentazione delle parti murarie dell edificio, nella stagione invernale il calore può continuare ad uscire dalle finestre attraverso vetri e cassonetto e l aria fredda può entrare attraverso le fessure. In estate, viceversa, il problema maggiore può essere dato dal calore dei raggi solari che, penetrato attraverso i vetri, viene assorbito da pavimenti, pareti o suppellettili e "intrappolato" all interno della casa dai vetri stessi che impediscono ai raggi infrarossi più caldi di uscire. È, allora, importante migliorare la tenuta all aria dei serramenti e ridurre le dispersioni o i rientri di calore attraverso l impiego di serramenti con vetrocamera, caratterizzati da migliori valori di resistenza termica rispetto ai valori dei serramenti con vetri semplici. 8
5. Requisiti minimi per gli interventi di coibentazione e sostituzione di vetri semplici Gli interventi di isolamento e di sostituzione di vetri semplici considerati ammissibili ai fini del bando devono rispettare requisiti tecnici minimi individuati in riferimento alle schede tecniche n.5 e n.6 dei decreti ministeriali del 20 luglio 2004 e del decreto del Ministro dell industria, del commercio e dell artigianato del 2 aprile 2001 recante le Modalità di certificazione delle caratteristiche e delle prestazioni energetiche degli edifici e degli impianti ad essi connessi. 5.1. Isolamento delle pareti e delle coperture Gli interventi di isolamento delle pareti e delle coperture devono essere effettuati con coibente di qualità e spessore aventi resistenza termica minima: superiore a 1,3 m 2 K/W dove la resistenza termica R indica il rapporto tra lo spessore e la conducibilità del materiale isolante. In formule: 2 s m K R = λ W 5.1.1. Energia risparmiata La Tabella 4 consente di effettuare il calcolo dell energia annua risparmiata in relazione alle differenti destinazione d uso degli edifici ed alle caratteristiche termiche dell involucro prima degli interventi di isolamento, realizzati in conformità al requisito di resistenza riportati nel paragrafo 5.1. Tabella 4 Parametri di calcolo dell energia risparmiata con l isolamento di pareti e coperture INTERVENTO: isolamento delle pareti, tetti e solai UNITA FISICA Unità di superficie isolata (m 2 ) [S] DI RIFERIMENTO RISPARIO RTL = RSL X S SPECIFICO DI Dove: ENERGIA RSL è il risparmio specifico per unità di superficie coibentata PRIMARIA S è la superficie coibentata. CONSEGUIBILE RISPARMIO SPECIFICO PER UNITA DI SUPERFICIE DI COIBENTATA RSL (tep 10-3 /anno/m 2 ) Destinazione d uso dell edificio: E.1(1) Trasmittanza della superficie prima dell intervento (W/m 2 K) 0,7 0,9 0,9 1,1 1,1 1,3 1,3 1,6 1,6 1,8 1,8 3,5 4,8 6,2 7,6 9,8 12,0 Destinazione d uso dell edificio: E.1(3), E.2(PUBBLICO), E.4(2), E.7 Trasmittanza della superficie prima dell intervento (W/m 2 K) 0,7 0,9 0,9 1,1 1,1 1,3 1,3 1,6 1,6 1,8 1,8 2,8 3,9 4,9 6,1 7,8 9,6 Destinazione d uso dell edificio: E.3 Trasmittanza della superficie prima dell intervento (W/m 2 K) 0,7 0,9 0,9 1,1 1,1 1,3 1,3 1,6 1,6 1,8 1,8 3,8 5,3 6,7 8,3 10,6 13,1 ESEMPIO 9
A titolo di esempio si supponga, per un edificio pubblico adibito ad ufficio (destinazione d uso E.2(PUBBLICO)), ubicato in zona climatica F, di voler: coibentare una superficie perimetrale verticale di 120 m 2, in pietrame intonacata di spessore 0,40 m (INTERVENTO 1); coibentare un solaio sotto ambiente interno di 96 m 2, caratterizzato da una soletta in laterocemento dello spessore di 0,30 m (INTERVENTO 2); I valori di trasmittanza desunti dalla Tabella 1 e dalla Tabella 2 sono ripettivamente per le pareti verticali (INTERVENTO 1) 2,7 W/m 2 K e per la soletta (INTERVENTO 2) 1,19 W/m 2 K. Il valore di energia unitaria risparmiata corrisponde alla destinazione d uso E.1(1) ed: alla categoria di trasmittanza 1,8 W/m 2 K in corrispondenza della quale si legge il valore di 9,6x10 3 tep/m 2 per l INTERVENTO 1; alla categoria di trasmittanza compresa tra 1,1 ed 1,3 W/m 2 K in corrispondenza della quale si legge il valore di 4,9x10 3 tep/m 2 per l INTERVENTO 2. Il risparmio energetico annuo conseguito risulta: INTERVENTO 1: energia risparmiata: 120x9,6x10-3 =1,152 tep; INTERVENTO 2: energia risparmiata: 96x4,9x10-3 =0,461 tep; INTERVENTO 1+2: energia risparmiata: 1,613 tep. Si ipotizzi ancora che il volume lordo riscaldato dell edificio sia 288 m 3. Il coefficiente di dispersione in base al quale verranno ordinate le domande, calcolato per i diversi interventi risulta pari a: INTERVENTO 1: coefficiente di dispersione: 1,152/288=0,004 tep/m 3 ; INTERVENTO 2: coefficiente di dispersione: 0,461/288=0,002 tep/m 3 ; INTERVENTO 1+2: coefficiente di dispersione: 1.613/288=0,006 tep/m 3. 5.2. Sostituzione di vetri semplici con doppi vetri Gli interventi di sostituzione di vetri semplici ammissibili ai fini del bando devono essere effettuati con vetri con valori di: trasmittanza non superiore a 3 W/m 2 K 5.2.1. Energia risparmiata In Tabella 5 sono riportati i parametri utili per determinare l energia annua risparmiata con interventi di sostituzione di vetri semplici, nel rispetto dei requisiti di trasmittanza riportati nel paragrafo 9.2 in funzione delle differenti destinazioni d uso dell edificio. Tabella 5 Parametri di calcolo dell energia risparmiata con la sostituzione di vetri semplici INTERVENTO: sostituzione di vetri semplici con vetro camera basso emissivo UNITA FISICA DI Unità di superficie del vetro sostituito (m 2 ) [S] RIFERIMENTO RISPARIO SPECIFICO RTL = RSL X S DI Dove: ENERGIA PRIMARIA RSL è il risparmio specifico per unità di superficie per vetro sostituito S è la superficie di vetro sostituita CONSEGUIBILE RISPARMIO RSL = (tep 10-3 /anno/m 2 ) SPECIFICO PER Destinazione d uso dell edificio 10
UNITA SUPERFICIE VETRO SOSTITUITO DI DI E.1(1) E.1(3), E.2(PUBBLICO), E.4(2), E.7 E.3 23 19 27 ESEMPIO A titolo di esempio si supponga di voler sostituire 15 m 2 complessivi di vetri semplici (INTERVENTO 3). Il valore di energia unitaria risparmiata, letto in Tabella 5, corrisponde a 23x10-3 tep/m 2. Il risparmio energetico annuo conseguito risulta pari a: 15x23x10-3 =0,345 tep. 6. Calcolo del contributo Il contributo concesso è calcolato utilizzando i parametri riportati in Tabella 6 ed in Tabella 7, in funzione: della superficie che deve essere coibentata in relazione alla destinazione d uso dell edificio ed alla trasmittanza dell elemento disperdente prima dell intervento; della superficie di vetri semplici sostituita in relazione alla destinazione d uso dell edificio. Il contributo provinciale non potrà in ogni caso essere superiore: a 1.000,00 per unità abitativa; al valore minore tra 10.000,00 e l 80% del costo dei materiali ammissibili preventivati (IVA esclusa) di cui all Art. 6 (Costi ammissibili). Tabella 6 Parametri per il calcolo del contributo su interventi di coibentazione Trasmittanza dell elemento disperdente opaco prima dell intervento Contributo K /m 2 Destinazione d uso: E.1(1) <0,9 5 <1,1 6 <1,3 7 <1,6 8 <1,8 9 >1,8 10 Destinazione d uso: E.1(3), E.2(PUBBLICO), E.4(2), E.7 <0,9 4 <1,1 5 <1,3 6 <1,6 7 <1,8 8 >1,8 9 Destinazione d uso: E.3 <0,9 6 <1,1 7 11
Trasmittanza dell elemento disperdente opaco prima dell intervento Contributo K /m 2 <1,3 8 <1,6 9 <1,8 11 >1,8 12 Tabella 7 Parametri per il calcolo del contributo su interventi di sostituzione doppi vetri (ZONA F) Destinazione d uso dell edificio Contributo ZONA F /m 2 E.1(1) 35 E.1(3), E.2(PUBBLICO), E.4(2), E.7 29 E.3 41 ESEMPIO A titolo di esempio si faccia riferimento agli interventi 1,2 e 3 descritti nei paragrafi precedenti. I parametri per il calcolo del contributo desunti dalla Tabella 6 e dalla Tabella 7, in relazione alla destinazione d uso E.1(1), sono ripettivamente: per le pareti verticali (INTERVENTO 1): 9 /m 2 ; per la soletta (INTERVENTO 2): 6 /m 2 ; per la sostituzione dei vetri semplici (INTERVENTO 3): 29 / m 2. Si ipotizzi ancora che i costi ammissibili siano: INTERVENTO 1: 1.440 ; INTERVENTO 2: 1.252 ; INTERVENTO 3: 576. Il contributo calcolato risulta: INTERVENTO 1: 120x9=1.080 ; INTERVENTO 2: 96x7=576 ; INTERVENTO 3: 15*29=435. Nel caso si scelga di effettuare: il solo INTERVENTO 1 il contributo erogato sarà di 1.000; il solo INTERVENTO 2 il contributo erogato sarà di 576; il solo INTERVENTO 3 il contributo erogato sarà di 435; l INTERVENTO 1 e l INTERVENTO 2 il contributo erogato sarà di 1.000; l INTERVENTO 1 e l INTERVENTO 3 il contributo erogato sarà di 1.000; l INTERVENTO 2 e l INTERVENTO 3 il contributo erogato sarà di 1.000; l INTERVENTO 1 l INTERVENTO 2 e l INTERVENTO 3 il contributo erogato sarà di 1.000. 7. Fonti informative Comitato TERMOTECNICO Italiano- PRESTAZIONI ENERGETICHE DEGLI EDIFICI- Novembre 2003. Schede tecniche 5 e 6 dei decreti ministeriali del 20 luglio 2004. www.edilportale.com www.lavorincasa.it www.anit.it 12