IL RESEGONE
Don Luigi una normale santità L E C C O, come Ars, avrà il suo "santo curato". Sarà presto beato, u- nico parroco della diocesi Ambrosiana ad avere l'onore degli altari, don Luigi Monza, parroco del quartiere di S. Giovanni dal 1936 al 1954, anno della sua morte, il 20 dicembre scorso infatti, con una solenne cerimonia nella Sala Clementina in Vaticano, il Santo Padre ha promulgato il decreto di Venerabilità dei Servo di Dio don Luigi, noto anche come fondatore delle Piccole Apostole della Cavità, un Istituto secolare a cui il sacerdote, precorrendo i tempi, pensava da anni e realizzava nel 37, e de La Nostra Famiglia, dove le Piccole Apostole avrebbero esercitato "la carità di Cristo con il fervore della prima comunità cristiana" verso i bambini disabili. Alla cerimonia in Vaticano - presieduta dal cardinale José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione delle cause dei Santi - tra le varie personalità erano presenti, padre Luigi Mezzadri postulatore della causa di beatificazione, monsignor Ennio Apeciti, delegato per le cause dei Santi della diocesi di Milano, Giancarla Ronco, responsabile generale delle Piccole Apostole e Gabriella Zanella, direttrice generale de "La Nostra Famiglia". A lei abbiamo chiesto come l'associazione e le Piccole Apostole vivono questo momento importante. «Per tutti noi è una grande gioia- afferma - non soltanto perché si avvicina il traguardo della beatificazione, ma anche perché la spiritualità di don Luigi, che ha ispirato la fondazione dell'istituto delle Piccole Apostole e de La Nostra Famiglia, viene ufficialmente riconosciuta dalla Chiesa come un modo di vivere il Vangelo nel nostro tempo. Può quindi essere seguita non solo per "simpatia" o affinità spirituale, ma proprio come un cammino di perfezione cristiana. Per la Nostra Famiglia, i nostri ragazzi e le loro famiglie, significa sentire ancora più vicino don Luigi, la sua costante protezione che si manifesta in modo sorprendente e molto concreto. Purtroppo alla cerimonia in Vaticano non ha potuto partecipare, per ragioni di salute, la presidente de La Nostra Famiglia, Zaira Spreafico, tra le prime collaboratrici di don Luiservizi di MARIA TERESA GARASCIA Una bella foto di Don Luigi Monza Insieme al giovani della parrocchia di Vedano Olona LA PROCEDURA. Due le fasi di controllo, la parola finale a medici e teologi Quale procedura segue la Chiesa per dichiarare la santità di una persona? La Costituzione apostolica sulle cause dei Santi innovata nel 1983, prevede due fasi: nella diocesi dei candidato e a Roma. In diocesi inizia con una petizione al vescovo, da parte di un "postulatore" - nominato da chi promuove la causa - corredata da un fascicolo sulla fama di santità, la spiritualità, l'elenco dei testimoni e le pubblicazioni contenenti eventuali scritti del e sul future beato. Ricevuto il nullaosta dalla Sacra congregazione per le cause dei Santi, il vescovo nomina un Tribunale ecclesiastico composto da un delegato vescovile, un pro motore di giustizia e due notai. Il Processo si apre con una sessione pubblica, presieduta dal vescovo - in questa circostanza il futuro beato riceve il titolo di Servo di Dio a cui seguono sessioni private per l'interrogatorio dei testimoni. A lato avviene anche il processo su un miracolo attribuito al Servo di Dio. Il processo diocesano si chiude con una sessione pubblica e tutti gii atti vengono trasmessi alla Sacra congregazione per la cause dei Santi in Vaticano. In questa sede si procede al riconoscimento di validità del processo diocesano con l'emissione di un "decreto" e la nomina di un relatore che presenterà la "Posizione sulla vita e sulle virtù" del servo di Dio, in cui si espone la documentazione e la cronologia della sua vita e attività nonché un sommario delle testimonianze. Tutto ciò origina una "informatio", cioè una tesi che tende a dimostrare l'eroicità delle virtù del Servo di Dio. Un collegio di teologi valuta se il materiale è sufficiente o debba essere completato. Nel primo caso il Servo di Dio è riconosciuto Venerabile; se poi la Commissione medica esprime giudizio favorevole sul miracolo, si giunge alla beatificazione. SI PARLA DI: LA NOSTRA FAMIGLIA PAG. 4
IL RESEGONE 9 gennaio 2004 gi che a lei, in punto di morte, ha affidato la sua "opera"». La dichiarazione di "venerabilità" di don Luigi quali cambiamenti comporta nei suoi confronti? E' possibile pregarlo, chiedere la sua intercessione recitando il "gloria", esporre la sua immagine in chiesa, accendere lumi davanti ad essa non tanto come espressione di devozione come per i defunti, ma in suo onore. Che cosa manca ancora prima della beatificazione? Il giudizio definitivo della Commissione medica sul miracolo attribuito a don Luigi. Credo si tratti dì una pura formalità essendo il fatto già riconosciuto e pubblicati i relativi atti. Quasi certamente tale giudizio sarà espresso nel prossimo mese di maggio Quindi don Luigi potrebbe diventare beato quest'anno... Se la Commissione si esprimerà a maggio la beatificazione avverrà in ottobre. Speriamo vivamente che sìa così. IL MIRACOLO Paolo, guarigione inspiegabile II miracolo che porterà don Luigi Monza sugli altari riguarda la guarigione scientificamente inspiegabile di Paolo Peroni, nato a Milano nel '38. Nei giugno del 1959, il giovane perse la conoscenza per attacchi di tipo epilettico generalizzati. Ricoverato in una clinica neurologica gli venne diagnosticata una gravissima encefalite virale, con prognosi infausta o sopravvivenza a livello vegetativo. I genitori - che avevano anche una figlia portatrice di handicap che frequentava la Nostra Famiglia - ottennero una ciocca di capelli di don Luigi Monza che misero sotto il cuscino del figlio. Dopo sei mesi di coma, Paolo si riprese improvvisamente e inspiegabilmente, riprendendo una vita normale, laureandosi e divenendo traduttore all'unione Europea. Si sposò, ebbe due figli e visse senza più alcuna conseguenza cerebrale di carattere patologico. SI PARLA DI: LA NOSTRA FAMIGLIA PAG. 5