Caldaie, stufe e termocamini alimentati a Biomasse



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Caldaie, stufe e termocamini alimentati a Biomasse Le caratteristiche tecniche richieste per ottenere il conto termico. Antonietta Serra, responsabile sezione Termotecnica presso Istituto Giordano Spa PREMESSA L utilizzo della legna quale fonte di riscaldamento è profondamente radicato nella cultura italiana: lo dimostrano i 6 milioni di famiglie che tutt oggi, nel nostro Paese, ricorrono al pellet o alla legna da ardere per riscaldare le proprie case. Nonostante risultiamo essere il paese nel mondo con il più alto utilizzo di pellet (un consumo di 3,3 milioni di tonnellate, più 4,7 di cippato e 19,3 di legna da ardere e con 9 milioni di tonnellate di petrolio risparmiate solo nel 2013), gli obiettivi europei di aumentare l efficienza energetica usando per il 27% fonti rinnovabili entro il 2030 sono ancora molto lontani. Per il raggiungimento di tali obiettivi, e con lo scopo di stimolare 60 miliardi di investimenti, sono stati emanati diversi meccanismi tra loro alternativi: Conto termico, Certificati Bianchi e Detrazioni Fiscali. GLI INCENTIVI DEL CONTO TERMICO Il D.M. 28 Dicembre 2012 (Conto termico) incentiva la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e i piccoli interventi di efficienza energetica con uno stanziamento di 900 milioni di euro annui: 700 per privati e imprese e 200 per le amministrazioni pubbliche. L attuazione e la gestione del sistema di incentivazione è a cura del GSE Spa, il quale provvede anche all erogazione degli incentivi. Febbraio 2015 1

A differenza delle detrazioni fiscali, che erogano un incentivo uguale per tutte le tecnologie, il Conto termico premia le prestazioni, spingendo al miglioramento tecnologico. Facciamo presente che proprio in questi giorni si è aperta per il Conto termico una consultazione pubblica su semplificazione e potenziamento. Il documento, disponibile sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, illustra le nuove misure che il Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell ambiente e della tutela del territorio e del mare, intende attuare al fine di favorire il massimo accesso agli incentivi per imprese, famiglie e pubblica amministrazione. QUALI CARATTERISTICHE DEVONO AVERE I PRODOTTI PER ACCEDERE AL CONTO TERMICO? Stufe a legna: Conformità alla norma UNI EN 13240; emissioni CO non superiori a 1,25 g/nm 3 ; emissioni polveri in atmosfera non superiori a 80 mg/nm 3 (comprensivi della frazione Termocamini a legna: installati esclusivamente in sostituzione di camini aperti; conformità alla norma UNI EN 13229; emissioni CO non superiore a 1,25 g/nm 3 ; emissioni polveri in atmosfera non superiori a 80 mg/nm 3 (comprensivi della frazione Stufe e termocamini a pellet: conformità alla norma UNI EN 14785; emissioni CO non superiore a 0,25 g/nm 3 ; emissioni polveri in atmosfera non superiori a 40 mg/nm 3 (comprensivi della frazione utilizzo di pellet certificato in accordo alla norma UNI EN 14961-2 classe A1 oppure A2 Caldaie a biomasse: Febbraio 2015 2

Approfondiamo in questo contesto le caratteristiche tecniche richieste alla caldaie a biomasse per accedere al conto termico: 1. Conformità alla norma UNI EN 303-5:2012. La norma UNI EN 303-5:2012 riguarda le caldaie per installazione in locale tecnico, alimentate esclusivamente con combustibile solido (ad alimentazione automatica o manuale) e con una potenza termica nominale fino a 500 kw. Si tratta di apparecchi che, contrariamente agli altri ricoperti dal Regolamento sui Prodotti da Costruzione (stufe e termocamini), non hanno come effetto utile il calore trasmesso all ambiente di installazione, ma solo quello trasmesso al fluido vettore (l acqua). 2. Certificazione di un organismo accreditato che attesti la conformità alla norma UNI EN 303-5 classe 5. L appartenenza della caldaia alla classe 5 prevista dalla norma UNI EN 303-5 dipende dal rendimento e dalle emissioni in atmosfera, secondo quanto riportato ai paragrafi 4.4.2 e 4.4.7 della norma sopra citata. Il rendimento deve essere conforme alla formula richiamata anche dal DM 28/12/12 al punto elenco successivo, che deve essere rispettata sia a potenza nominale che a potenza minima. Le emissioni invece devono essere inferiori a quelle riportate in tabella 6 della norma, secondo il tipo di alimentazione e di combustibile (nei casi previsti dal Conto Energia il combustibile potrà essere solamente biomassa) e la potenza della caldaia. Per una caldaia a biomassa i limiti di emissione per poter rientrare nella classe 5, calcolati per un ossigeno di riferimento del 10 %, sono i seguenti: Alimentazione manuale: CO 700 mg/nm 3 ; OGC 30 mg/nm 3 Polveri (particolato primario PP del Decreto) 60 mg/nm 3 Febbraio 2015 3

Alimentazione automatica: CO 500 mg/nm 3 ; OGC 20 mg/nm 3 Polveri (particolato primario PP del Decreto) 40 mg/nm 3. I limiti devono essere rispettati sia a potenza nominale che minima (eccetto per le polveri, che a potenza minima generalmente non vengono misurate). L ottenimento della classificazione in classe 5 prevede il rispetto contemporaneo di tutti i vincoli di rendimento ed emissioni. La conformità alla norma UNI EN 303-5, però, non si esaurisce con i semplici requisiti di rendimento ed emissioni in atmosfera, che sono anzi solo una parte delle richieste della norma, la quale, al paragrafo 4, stabilisce anche tutti i requisiti generali, di costruzione e di sicurezza a cui l apparecchio deve rispondere. L aspetto della sicurezza in particolare è fondamentale e il Produttore deve eseguire una dettagliata analisi dei rischi tenendo conto di tutti i possibili pericoli che il particolare tipo di apparecchio prodotto può presentare e definendo tutte le misure per ridurre/ eliminare il rischio in questione (rif. norme UNI EN ISO 12100 e allegato ZA della UNI EN 303-5). 3. rendimento termico utile (%) non inferiore a 87+log(PN) dove PN è la potenza nominale dell apparecchio; è lo stesso requisito di cui sopra calcolato alla potenza nominale. 4. emissioni in atmosfera non superiori a quanto riportato nella Tabella 28 sotto riportata, estratta dalle Regole Applicative pubblicate dal GSE, come certificate da un organismo accreditato; La parte della tabella che interessa gli apparecchi ricoperti dalla UNI EN 303-5 è rappresentata dalle prime due righe. La percentuale di ossigeno di riferimento per i calcoli è differente da quella considerata dalla norma, tuttavia trasponendo i limiti della norma riportati sopra alla percentuale del 13% si capisce che si tratta a tutti gli effetti di un requisito aggiuntivo, perché i limiti di norma per la classe 5 sono meno stringenti. Febbraio 2015 4

Nota 1: Il calcolo per passare da una percentuale di riferimento di ossigeno all altra si effettua generalmente moltiplicando la concentrazione della specie in esame per il coefficiente (21 O2 di riferimento)/(21 - O2 attuale) Nota 2: Il calcolo del valore di PPBT come sopra richiesto si effettua, partendo dal valore di particolato primario misurato allo scarico della caldaia (PP), secondo la formula seguente: PPBT (mg/nm 3 ) = PP (mg/nm 3 ) + 0,42*OGC (mg/nm 3 ) 5. installazione di un sistema di accumulo termico (per il dimensionamento si vedano le richieste del Decreto qui omesse); 6. impiego di pellet certificato da un organismo accreditato secondo la norma UNI EN 14961-2 classe A1 oppure A2, oppure di altre biomasse combustibili previste tra quelle indicate dal D.Lgs. 152/06, purché siano ugualmente rispettati i limiti di emissione in atmosfera della Tabella 28. Accreditamento Accredia per UNI EN 303-5 L Istituto Giordano ha recentemente ottenuto l Accreditamento secondo la norma EN ISO/IEC 17025 per le prove di potenza termica e rendimento e parte delle verifiche di sicurezza (verifica delle temperature di superficie e prova di pressione prima della produ zione) per le caldaie ricoperte dalla UNI EN 303-5 e si appoggia a dei Laboratori Accreditati qualificati per la misura delle emissioni in atmosfera. Prove secondo le norme UNI EN 13240, UNI EN 13229, UNI EN 14785 L Istituto Giordano è Ente Notificato ai sensi del Regolamento 305/2011/UE per l effettuazione delle prove su stufe e termocamini a biomassa in accordo alle norme sopra riportate. La misura delle emissioni ad oggi non obbligatorie per la marcatura CE viene effettuata, su richiesta, in collaborazione con Laboratori Accreditati qualificati. Febbraio 2015 5