Nota depositata in CPOM in data 5.05.2011 della Rete dei CPO delle professioni legali, con la quale è stata formulata l'opportunità di una ricognizione volta a verificare se, anche sotto forma di convenzioni con gli enti locali o altre istituzioni, la disciplina sugli asili nido aziendali abbia avuto attuazione, ed in che misura, presso gli uffici giudiziari. (Delibera consiliare del 12 dicembre 2012) «- Con delibera adottata su proposta del C.P.O.M. il 28 luglio 2009 - Realizzazione di un protocollo da inviare ai vari Uffici giudiziari per adibire strutture immobiliari ad asili nido ovvero concludere convenzioni con enti che prestino un eguale servizio - il Consiglio, preso atto del Piano straordinario di intervento per lo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socioeducativi per la prima infanzia, varato con la legge finanziaria per il 2007, e del decreto del Dipartimento per le politiche della famiglia del 15 aprile 2009, che provvedeva all'impegno ed alla ripartizione della somma a tal fine stanziata, promuoveva l adozione di iniziative per la realizzazione di asili nido all interno degli uffici e delle strutture giudiziarie. La medesima delibera, rimarcando la rilevanza di tali iniziative rispetto alla necessità di favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e di fornire strumenti utili per rendere compatibile la sfera lavorativa con quella familiare, dava atto delle attività già avviate per l'apertura o l'effettiva gestione di asili nido presso i Tribunali di Milano, Treviso, Padova, Verona, Torino, Firenze, Pescara, Napoli, Potenza, Bari, Castrovillari ed Agrigento, e della necessità di attivare un'interlocuzione anche mediante la costituzione di un tavolo tecnico permanente - con il Ministro della Giustizia e con il Ministro per le Pari Opportunità, al fine di elaborare proposte concrete per la realizzazione di asili nido o di servizi integrativi all'interno degli uffici giudiziari italiani, e verificare la fattibilità tecnica ed economica dei progetti già presentati dai dirigenti dei citati uffici giudicanti. - Il C.P.O.M., in attuazione della descritta linea d intervento, favoriva nel primo trimestre del 2010 la diffusione del Bando per il finanziamento di nuovi nidi d infanzia presso i luoghi di lavoro delle Pubbliche Amministrazioni nazionale, indetto dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia e dal Dipartimento per le Pari Opportunità e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 17 nel dicembre 2009; con decreto del 16 luglio 2010, veniva approvata la graduatoria definitiva riguardante le Amministrazioni ammesse al finanziamento ( risultavano vincitori, tra gli altri, il Tribunale ordinario di Roma, la Corte di Appello di Firenze, il Tribunale di Sorveglianza di Firenze, e il Tribunale di Lecce).
-Con delibera del 26 luglio 2010, Progetto di istituzione di asili nido aziendali presso gli Uffici giudiziari, il CSM promuoveva la diffusione dei progetti già ammessi al finanziamento allo scopo di incoraggiare analoghe iniziative in altre sedi giudiziarie. La citata delibera dava altresì conto delle informazioni acquisite dai vari distretti sullo stato di attuazione del progetto durante l incontro di lavoro con i rappresentanti dei Comitati Pari Opportunità presso i Consigli Giudiziari, tenutosi il 5 febbraio 2010, e mediante le relazioni pervenute al Consiglio dai medesimi organi: oltre ad una pluralità di iniziative diversificate finalizzate alla costituzione di asili e altri spazi attrezzati per l infanzia(baby parking, ludoteche, sale allattamento, parcheggi rosa), risultava comunque una intensa attività promossa dai CPO decentrati, in attuazione della delibera CSM del 28 luglio 2009, per valutare il fabbisogno rispetto alla eventuale realizzazione di un asilo nido aziendale e il coinvolgimento di tutti i soggetti e le istituzioni interessate (censimenti del numero di magistrati, avvocati e personale amministrativo con figli in età inferiore ai tre anni; raccolta dei dati riguardanti numero, qualità e durata dei congedi per maternità all interno dei Distretti, con riguardo sia al personale di magistratura che al personale amministrativo; avvio dell interlocuzione da parte dei CPO decentrati con le Commissioni di Manutenzione, con gli Ordini degli Avvocati, con i dirigenti delle scuole materne comunali nei pressi dei Palazzi di giustizia per ottenere disponibilità di spazi da adibire ad asili nido; elaborazione di eventuali Convenzioni con gli Enti territoriali dei Comuni interessati per l'utilizzo di asili nido comunali). La delibera ribadiva dunque l utilità di attivare un interlocuzione con il Ministero della Giustizia e con i Dipartimenti per le Politiche della Famiglia e per le Pari Opportunità, al fine di elaborare concrete proposte per la realizzazione di asili nido ovvero di servizi integrativi all interno degli uffici giudiziari italiani, secondo quanto già proposto nella citata delibera consiliare del 15 luglio 2009. - L incontro del 9 novembre 2011 presso la sede consiliare con i rappresentanti dei CPO decentrati e di altre amministrazioni che hanno intrapreso analoghe iniziative, promosso dalla Rete dei CPO gruppo di lavoro Asili Nido, ha consentito di individuare ed analizzare le maggiori problematiche emerse nelle diverse realtà giudiziarie rispetto all attuazione del progetto. Le difficoltà evidenziate riguardano in particolare le procedure per accedere ai finanziamenti ottenuti in virtù del bando e la gestione dei fondi, ed appaiono riconducibili sia all inesperienza dei soggetti istituzionali coinvolti sia alla complessità delle procedure amministrative relative alla amministrazione di finanziamenti pubblici e in generale alla realizzazione del progetto: si sono infatti riscontrati problemi per lo accreditamento delle somme erogate e l apertura del conto di tesoreria; in alcuni casi tali problemi sono stati risolti mediante l attribuzione dei fondi pubblici
direttamente dalla Presidenza del Consiglio al Presidente della Corte di Appello ( o prevedendone l attribuzione al Presidente del Tribunale ) che, quale funzionario delegato con onere di rendicontazione, ha richiesto l apertura di un conto presso la Tesoreria provinciale; tale soluzione non ha peraltro consentito di superare del tutto le difficoltà derivanti dalla mancanza di specifiche competenze del dirigente rispetto allo svolgimento delle relative procedure e dalla necessità di chiarire le responsabilità assunte con la qualifica di funzionario delegato ; altra ricorrente problematica è risultata quella relativa alla individuazione del responsabile del procedimento ai sensi dell art. 10 del Codice dei Contratti Pubblici. La concreta realizzazione dei progetti, anche dopo l assegnazione del finanziamento, è dunque risultata problematica nella fase di erogazione e di gestione dei fondi, nonché nella individuazione delle corrette procedure amministrative e delle responsabilità dei soggetti coinvolti. Più in generale, deve rilevarsi che la complessità delle procedure e delle problematiche connesse all attuazione dei progetti può rappresentare un concreto ostacolo alle iniziative future in tale settore da parte di altri uffici giudiziari, e alla diffusione delle positive esperienze che, in parte e con le criticità sopra evidenziate, sono già state realizzate. Alla luce di tali considerazioni, risulta dunque evidente l assoluta necessità di costituire un luogo stabile di confronto per la soluzione delle questioni amministrative ed organizzative, e per la regolamentazione dell azione di ciascuno dei soggetti interessati, avviando in particolare un interlocuzione stabile con il Ministero della Giustizia, che consenta la risoluzione di tutti i problemi pratici legati alla realizzazione di opere mediante finanziamenti all interno dei Palazzi di Giustizia e la individuazione di una comune procedura operativa che sia di ausilio per gli uffici che intendono avviare il progetto. -Nel corso dell incontro del 13 marzo 2013 con la delegazione consiliare composta dai Cons. Casella, Cons. Corder, Cons. Di Rosa, le finalità del progetto e le problematiche emerse nelle prime fasi di attuazione sono state portate all attenzione del Ministro, che ha espresso assoluta disponibilità alla costituzione di un Tavolo tecnico permanente con il Consiglio che faciliti la individuazione delle più opportune ed efficaci soluzioni alle questioni concernenti le procedure amministrative connesse alla gestione dei finanziamenti e dei soggetti responsabili delle procedure, con la stesura di un protocollo descrittivo del percorso da seguire per la realizzazione del progetto e
la individuazione di uno stabile referente presso il Ministero e presso gli altri soggetti istituzionali coinvolti. Al fine di assicurare continuità nella valutazione delle problematiche organizzative ed amministrative e garantire il raccordo tra la commissione competente ed il CPOM e la Rete, appare utile che al Tavolo Tecnico partecipino, per il CSM, i consiglieri Giuseppina Casella e Giovanna Di Rosa, il Segretario Generale p.t., o suo delegato - al fine di assicurare una continuità di coordinamento con la struttura consiliare - nonché un magistrato dell Ufficio Studi (nominato d intesa con il direttore dell Ufficio Studi) e, per il Ministero della Giustizia, il Capo Dipartimento dell organizzazione giudiziaria, il Direttore Generale delle Risorse materiali, dei beni e dei servizi, il Direttore Generale del Bilancio e della Contabilità ed il Direttore Generale Ufficio speciale di Napoli. Tutto ciò premesso, il Consiglio delibera di approvare la costituzione di un Tavolo tecnico così composto: - per il CSM 1. due componenti del C.P.O.M. (Consigliere Giuseppina Casella, Consigliere Giovanna Di Rosa); 2. il Segretario Generale o suo delegato; 3. un componente dell Ufficio Studi del CSM; -per il Ministero della Giustizia 4. Capo Dipartimento dell organizzazione giudiziaria dott.luigi Birritteri (o suo delegato dott.ssa Claudia Pedrelli); 5. Direttore Generale delle Risorse materiali, dei beni e dei servizi, dott. Alfonso Malato (o suo delegato dott. Ottavio Picozzi); 6. Direttore Generale del Bilancio e della Contabilità dott. Giuseppe Belsito (o suo delegato); 7. Direttore Generale Ufficio speciale di Napoli dott.ssa Floretta Rolleri.»