Instabilità coniugale Il fenomeno delle famiglie divise: separazioni, annullamenti, divorzi Elaborazione di G Vettorato dalla tesi dottorale di Elena Margiotta, IL PROCESSO DI EMANCIPAZIONE DEGLI ADOLESCENTI CON GENITORI SEPARATI: FATTORI DI RISCHIO E FATTORI PROTETTIVI. Risultati di una ricerca empirica, Roma, UPS, 2015
Separazione personale dei coniugi Non comporta l eliminazione del vincolo coniugale Temporanea cessazione di alcuni obblighi coniugali Due tipi: Consensuale (accordo tra i coniugi: modalità di affidamento dei figli e dei beni, ratificata da un giudice) Giudiziale (contenzioso ->istruttoria) Tentativo di conciliazione Se no, procedimento giudiziale
Divorzio Scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio (Legge 898 del 1970, ratificata da referendum popolare del 1974). Preceduto da una separazione legale di almeno 3 anni (abbreviato se domanda congiunta) Divorzio rimedio Divorzio sanzione (precedente)
Nullità del matrimonio civile In caso di violazione grave e non rimediabile dei principi di legge sui requisiti del matrimonio: Vincolo precedente di matrimonio Delitto tentato o consumato sul coniuge Impedimento per legame di parentela Affinità o adozione Annullabilità o sanazione: Matrimonio contratto da minore senza autorizzazione del tribunale
Annullamento del matrimonio ecclesiastico Dichiarato nullo dal tribunale ecclesiastico (Sacra Rota) e recepito dall ordinamento giuridico italiano per effetto del Concordato (1929; 1985). Motivi di nullità: Rato e non consumato (celebrato ma non compiuto l atto matrimoniale) Impotenza copulativa Età non adatta (Minorenni: donna 14, uomo 16 anni) Mancanza di fede: Matrimonio tra un battezzato e un non battezzato (a meno di dispensa) Violazione dei voti ( ordinato o religioso con voti pubblici di castità) Per mancanza di libertà o volontà (costretto a farlo per rapimento, violenza, o minaccia) Per delitto: uccisione di un coniuge per poter sposare l altro Per inganno (sostituzione di persona, o malattia-difetto inficiante la capacità di procreare, non volere figli) In caso di consanguineità diretta o di IV grado nella linea collaterale (II grado per parentela legale da adozione). Incapacità di contrarre matrimonio (pazzia, mancanza di uso di ragione, ignoranza dei diritti e doveri matrimoniali essenziali) Vizio di forma Si può sciogliere anche per il privilegio paolino (2 non cattolici: uno si converte e l altro no, e questi ostacola la fede al cattolico)
Situazione attuale delle famiglie italiane tendenza alla riduzione dei matrimoni dal 1972 negli ultimi 20 anni il calo annuo è stato in media dell'1,2%, dal 2008 al 2011 si sono avute oltre 45 mila celebrazioni in meno (-4,8% annuo). Si riducono le prime nozze tra sposi entrambi di cittadinanza italiana (153.311 nel 2012). Negli ultimi cinque anni il loro numero si è ridotto di oltre 39 mila unità (91 % del calo totale dei matrimoni nel periodo 2008-2012). I secondi matrimoni calano da 34.137 del 2008 a 32.555 del 2012. Nonostante ciò la loro quota sul totale è in crescita dal 13,8% del 2008 al 15,7% del 2012
Andamento dei matrimoni in Italia (1991-2012)
Tassi di separazione e divorzio In crescita Nel 1995 per ogni 1.000 matrimoni si contavano 158 separazioni e 80 divorzi, nel 2011 si arriva a 311 separazioni e 182 divorzi. rispetto al 1995 le separazioni sono aumentate di oltre il 68% e i divorzi sono praticamente raddoppiati. aumento della propensione alla rottura dell'unione coniugale crescita dell'instabilità coniugale (Figura 3).
Separazioni e divorzi in Italia dal 1995 al 2011
Durata media dei matrimoni La durata media del matrimonio al momento dell'iscrizione a ruolo del procedimento risulta pari a 15 anni per le separazioni e a 18 anni per i divorzi. L'età media alla separazione è di circa 46 anni per i mariti e di 43 per le mogli; in caso di divorzio raggiunge, rispettivamente, 47 e 44 anni. Tali valori sono aumentati negli anni a causa della posticipazione delle nozze in età più matura e in seguito alla crescita delle separazioni con almeno uno sposo ultrasessantenne.
Tipologia di divorzi e conseguenze La tipologia di procedimento scelta in prevalenza dai coniugi è quella consensuale: nel 2011 si sono concluse in questo modo 1'84,8% delle separazioni e il 69,4% dei divorzi. La quota di separazioni giudiziali (15,2% il dato medio nazionale) è più alta nel Mezzogiorno (19,9%) e nel caso in cui entrambi i coniugi abbiano un basso livello di istruzione (21,5%). Nel 2011, 63.947 separazioni (il 72% del totale) e 33.719 divorzi (il 62,7% del totale) hanno riguardato coppie con figli. I figli coinvolti sono stati 109.842 nelle separazioni e 53.129 nei divorzi. La metà (50,5%) delle separazioni e poco più di un terzo (35,5%) dei divorzi riguardano matrimoni con almeno un figlio minore di 18 anni.
I figli dei separati/divorziati Il numero di figli minori che sono stati affidati nel 2011 è stato pari a 67.713 nelle separazioni e a 25.212 nei divorzi. Nelle separazioni, il 55,4% dei figli affidati ha meno di 11 anni. In caso di divorzio i figli sono generalmente più grandi: la quota di quelli al di sotto degli 11 anni scende al 33,7% del totale. Il 90,3% delle separazioni di coppie con figli ha previsto l'affido condiviso, modalità ampiamente prevalente dopo l'introduzione della Legge 54/2006.
Effetti economici Nel 19,1% delle separazioni è previsto un assegno mensile per il coniuge (nel 98% dei casi corrisposto dal marito). Tale quota è maggiore al Sud e nelle Isole (rispettivamente 24% e 22,1%), mentre nel Nord si riduce al 16%. Al contrario, gli importi dell'assegno mensile sono mediamente più elevati al Nord (562,4 euro) rispetto al resto del Paese (514,7 euro). Nel 57,6% delle separazioni la casa è assegnata alla moglie, nel 20,9% al marito; mentre nel 18,8% dei casi si prevedono due abitazioni autonome e distinte, differenti da quella coniugale.
Infrazione del patto coniugale una spiegazione psicologica: patto esplicito e patto segreto