Separazioni, divorzi e affidamento dei minori
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- Marino Carli
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1 2 luglio 2004, divorzi e affidamento dei minori Anno 2002 Ogni anno l Istat conduce un indagine sulle separazioni e una sui divorzi rilevando, presso le cancellerie dei 165 tribunali civili, i dati relativi ad ogni singolo procedimento concluso dal punto di vista giudiziario nell anno di riferimento. Il presente lavoro descrive l evoluzione temporale dei due fenomeni, i principali aspetti strutturali con particolare riguardo alle caratteristiche socio-demografiche dei soggetti coinvolti il ricorso all assistenza legale, il numero di figli coinvolti e l affidamento di quelli minori di 18 anni. All indirizzo sono disponibili, in formato Excel, le tavole statistiche relative ai principali risultati. Il trend temporale e divorzi sono progressivamente aumentati nel periodo (Figura 1). Nel 2002 le separazioni sono state e i divorzi , con una variazione positiva pari rispettivamente al 4,9% e al 4,5% in confronto all anno precedente; al 52,2% e al 54,7% rispetto al Ufficio della comunicazione Tel Figura. 1 e divorzi. Anni Centro di informazione statistica Tel Informazioni e chiarimenti: Servizio giustizia Viale Liegi, Roma Annamaria Urbano Tel [email protected] L aumentata propensione alla rottura dell unione coniugale è attestata anche dalla crescita nel tempo dei tassi di separazione e di divorzio totale (vedi Glossario). Si tratta di indicatori che consentono di seguire l andamento temporale dei fenomeni. Così, se nel 1995 in una coorte (gruppo) di matrimoni si verificavano circa 158 separazioni e 80 divorzi, sette anni dopo le proporzioni sono cresciute, arrivando a 257 separazioni e a 131 divorzi ogni matrimoni (Tabella 1).
2 Tabella 1 e divorzi. Anni (valori assoluti e tassi di separazione e divorzio totale) ANNI Numero Tassi di separazione totale per matrimoni Numero Tassi di divorzio totale per matrimoni , , , , , , , , , , , , , , , ,6 L incidenza del divorzio in Italia non raggiunge, tuttavia, i livelli di molte nazioni dell Europa centrosettentrionale. Il nostro Paese, dove il tasso di divorzio è pari allo 0,7 ogni abitanti, si mantiene ben al di sotto della media europea, che è di 1,9 divorzi ogni abitanti (Tabella 2). Tuttavia, bisogna considerare che quasi ovunque in Europa lo scioglimento del matrimonio avviene per divorzio pressoché contestualmente alla volontà dei coniugi di interrompere la convivenza. In Italia, invece, non soltanto il divorzio deve essere preceduto da almeno tre anni di separazione legale, ma non tutte le separazioni si trasformano poi in divorzio. In altri termini, per la normativa vigente nel nostro Paese, le separazioni rappresentano il primo e molto spesso l ultimo stadio della volontà di porre fine al progetto coniugale. Così, se prendiamo in considerazione il tasso di separazione in Italia (e non quello di divorzio), la distanza con i Paesi europei si riduce in misura consistente: nel 2001 il tasso di separazione ogni abitanti è stato pari a 1,3. Tabella 2 - Tassi di divorzio per abitanti nei Paesi dell Unione europea. Anno ANNI EU-15 Belgio Danimarca Germania Grecia Spagna Francia Irlanda Italia Lussemburgo Paesi Bassi Austria Portogallo Finlandia Svezia Regno Unito ,0 0,8 2,5 1,5 0,4 0,0 0,9. 0,3 0,7 1,1 1,3 0,1 1,7 2,1 1, ,9 2,9 2,7 2,4 0,9 1,0 2,0 0,7 0,7 2,3 2,3 2,5 1,8 2,6 2,4 2,6 Fonte: Eurostat 1) Dati al 2001 o all ultimo anno disponibile Diffusione dei fenomeni sul territorio nazionale Indicatori rappresentativi dell instabilità matrimoniale si ottengono anche rapportando il numero di separazioni e divorzi al numero di coppie coniugate: nel 2002 si registrano 5,5 separazioni e 2,9 divorzi ogni coppie coniugate (Figura 2). La propensione a ricorrere alla separazione o al divorzio non è uniforme sul territorio nazionale: nel 2002, al Nord si rilevano 6,3 separazioni e 3,7 divorzi ogni coppie coniugate contro 3,7 separazioni e 1,6 divorzi nel Mezzogiorno. A livello regionale, i valori massimi si raggiungono in Valle d Aosta (8,7 separazioni e 5,9 divorzi ogni coppie coniugate) e in Lombardia (6,4 separazioni e 3,5 divorzi); i valori più bassi si riscontrano in Basilicata (1,3 separazioni e 1 divorzio) e Calabria (2,6 separazioni e 1,2 divorzi). 2
3 Figura 2 Tassi di separazione e divorzio per ripartizione geografica. Anno 2002 (per coppie coniugate) 6,3 3,7 6,8 3,2 Tassi di separazione 3,7 Tassi di divorzio 5,5 2,9 1,6 Nord Centro Mezzogiorno Italia Il tipo di procedimento: consensuale e contenzioso Quella consensuale è la tipologia di procedimento più comunemente scelta dai coniugi: nel 2002 si chiudevano consensualmente circa l 87% delle separazioni e il 78% dei divorzi. Prendendo in considerazione le sole separazioni giudiziali, l 81,7% di esse è concesso per intollerabilità della convivenza, il 14,8% con addebito al marito e il 3,5% con addebito alla moglie. Le coppie che risiedono al Nord ricorrono al rito consensuale più frequentemente di quelle residenti nell Italia meridionale: le prime nell 89,7% delle separazioni e nell 80,7% dei divorzi, mentre le seconde rispettivamente nel 77,8% e 66,9% delle cause. Occorre, però, tener presente che la scelta del tipo di procedimento è condizionata anche dalla diversità della durata della causa e dei costi. La procedura che porta alla separazione consensuale o al divorzio congiunto è più semplice, meno costosa e si conclude in minore tempo. Un procedimento consensuale di separazione e divorzio si esaurisce mediamente in circa 130 giorni, mentre se si chiude con il rito contenzioso occorrono in media 998 giorni per una sentenza di separazione e 660 per quella di divorzio. Non sempre una causa di separazione o divorzio si conclude con lo stesso rito con cui viene iniziata. Nel 2002, il 10,5% delle separazioni e il 5,4% dei divorzi si è chiuso con un rito diverso da quello di apertura (Tabella 3). In particolar modo, se il procedimento di separazione si apre con rito giudiziale, nel 44% dei casi i coniugi riescono a smorzare i toni del conflitto, per cui la causa si esaurisce con rito consensuale. Poco frequente è, invece, il passaggio dal rito consensuale a quello contenzioso. Un procedimento di separazione aperto e chiuso con la forma consensuale richiede, in media, dall iscrizione a ruolo alla pronuncia del giudizio 114 giorni, che aumentano a 373 in caso di passaggio al rito giudiziale. Tabella 3 - Procedimenti di separazione e divorzio secondo il rito di apertura/chiusura della causa e la durata media. Anno 2002 (valori assoluti, percentuali e durate medie in giorni) TIPO DI RITO Numero Durata media in giorni % Numero Durata media in giorni % Aperti e chiusi con rito consensuale , ,7 Aperti e chiusi con rito giudiziale , ,0 Aperti con rito consensuale e chiusi con rito giudiziale , ,5 Aperti con rito giudiziale e chiusi con rito consensuale , , , ,0 3
4 Durata e rito di celebrazione del matrimonio Nel 2002 la durata media del matrimonio al momento dell iscrizione a ruolo del procedimento di separazione è risultata pari a 13 anni: una separazione su quattro, tuttavia, proviene da matrimoni di durata inferiore ai 6 anni. La durata media del matrimonio al provvedimento di divorzio è pari a 17 anni: il 26,3% dei divorzi pronunciati nel 2002 riguarda, però, matrimoni celebrati da meno di 10 anni. Sempre nel 2002 il 25,5% delle separazioni e il 19,2% dei divorzi sono relativi a matrimoni celebrati con rito civile. La minore frequenza di separazioni e divorzi relativi a unioni civili va associata alla minore incidenza di questi matrimoni rispetto a quelli religiosi. Tuttavia, la quota di matrimoni celebrati con rito civile sta progressivamente aumentando nel corso del tempo, tanto che, se i matrimoni civili nel 1987 rappresentavano il 14,5% dei matrimoni totali, nel 1995 sono saliti al 20% e hanno raggiunto il 28,1% nel Il passaggio al divorzio Secondo la legge italiana, la separazione legale costituisce il presupposto vincolante per ottenere il divorzio. Non tutte le separazioni legali, però, si convertono in divorzi: soltanto il 51% delle separazioni concesse in Italia nel 1995 si è tradotto in divorzio entro il Se, però, si decide di passare dallo stato di separato a quello di divorziato, nella maggior parte dei casi lo si fa nei tempi minimi previsti dalla legge. Nel 47,8% dei divorzi concessi nel 2002, infatti, l intervallo di tempo intercorso tra la separazione legale e la successiva domanda di divorzio è stato pari a tre anni; nel 15,4% a quattro anni. Alcune caratteristiche dei coniugi Le persone che affrontano l esperienza della separazione e del divorzio sono caratterizzate da livelli di istruzione e occupazione maggiori rispetto a quelli della popolazione coniugata. In media negli anni circa il 30% della popolazione femminile coniugata è risultato in possesso di diploma superiore (cioè di diploma di scuola media superiore, di diploma universitario o di laurea breve), percentuale che supera il 43% tra le donne che hanno ottenuto la separazione o il divorzio nello stesso periodo. Si dichiara privo di titolo di studio o in possesso della sola licenza elementare circa l 8% dei mariti e delle mogli coinvolti in un procedimento di separazione o di divorzio, contro il 31% della popolazione maschile e il 34,5% della popolazione femminile coniugata (Tabella 4). Tabella 4 -, divorzi e popolazione coniugata per titolo di studio dei coniugi. Media (valori percentuali) TITOLO DI STUDIO popolazione 1 Marito Moglie Marito Moglie Coniugati Coniugate Laurea o titolo di studio superiore 10,0 8,9 10,2 8,8 8,1 7,2 Diploma superiore 2 38,5 43,8 38,9 43,4 28,2 28,9 Licenza di scuola media inferiore 42,6 39,2 42,1 40,4 32,6 29,4 Licenza elementare o privo di titolo di studio 8,9 8,1 8,8 7,4 31,1 34,5 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 1) Indagine Multiscopo sulle famiglie "Aspetti della vita quotidiana"- Anni ) Comprende le voci "Diploma universitario o laurea breve" e "Diploma di scuola media superiore" Prendendo in esame la condizione occupazionale, il 23,7% delle donne che hanno ottenuto la separazione e il 16,6% di quelle che hanno ottenuto il divorzio nel periodo hanno dichiarato di essere casalinghe, rispetto al 44% della popolazione femminile coniugata (Tabella 5). 4
5 Tabella 5 -, divorzi e popolazione coniugata per condizione occupazionale dei coniugi. Media (valori percentuali) CONDIZIONE OCCUPAZIONALE popolazione 1 Marito Moglie Marito Moglie Coniugati Coniugate Occupati 89,8 68,9 90,5 74,3 60,4 35,0 Casalinghe 23,7 19,6 44,0 1) Indagine Multiscopo sulle famiglie "Aspetti della vita quotidiana"- Anni Nel 2002 all atto della separazione i mariti avevano mediamente 42 anni e le mogli 39; alla pronuncia della sentenza di divorzio gli uomini avevano mediamente 45 anni e le donne 42. La classe di età più rappresentata è quella compresa tra i 35 e i 39 anni: il 22,6% degli uomini e il 23,4% delle donne coinvolti in un giudizio di separazione pronunciato nel È comunque rilevante la quota di uomini con almeno 50 anni (pari al 21,1% nelle separazioni e al 26,4% nei divorzi). L iniziativa del procedimento e il ricorso all assistenza legale A intraprendere più frequentemente l iniziativa della separazione è la donna, mentre è l uomo separato a chiedere maggiormente il divorzio. Escludendo le domande su ricorso congiunto (consensuali), il 71% delle richieste di separazione è presentato dalla moglie, mentre il 57,3% delle istanze di divorzio è presentato dal marito. Il 76,2% degli uomini e il 79,5% delle donne si fanno assistere da un legale nelle cause di separazione (Tabella 6). La quota di chi ricorre ad un avvocato aumenta notevolmente se la separazione è ottenuta con il rito giudiziale (l 84,9% dei mariti e il 95,1% delle mogli). Quasi la metà delle coppie che si separano (il 46,4%) sceglie un legale in comune, anche per ridurre i costi, mentre il 29,6% dei mariti e il 32,7% delle mogli preferisce avere un legale personale. Per quanto riguarda i divorzi, che prevedono l assistenza legale obbligatoria, si osservano sostanzialmente le stesse peculiarità. Negli ultimi tempi, tuttavia, si sta diffondendo presso alcuni tribunali la prassi di ammettere le pratiche di divorzio su domanda congiunta anche senza patrocinio del legale. Tabella 6 - dei coniugi per rito di esaurimento del procedimento e ricorso all assistenza di un legale. Anno 2002 (composizioni percentuali) RICORSO ALL ASSISTENZA DI UN LEGALE consensuale Marito giudiziale consensuale Moglie giudiziale No 25,1 15,3 23,8 22,8 4,9 20,5 Si 74,9 84,9 76,2 77,2 95,1 79,5 - in comune con il coniuge 52,7 5,0 46,4 52,7 5,0 46,4 - personale 22,0 79,4 29,6 24,1 89,2 32,7 - gratuito patrocinio 0,2 0,3 0,2 0,4 0,9 0,4 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 I figli coinvolti nelle cause di separazione e divorzio Nel corso del 2002, il 69,4% delle separazioni e il 60,1% dei divorzi hanno riguardato coppie coniugate con figli avuti durante l unione. Se si considerano solamente i figli minori di 18 anni, le separazioni e i divorzi che ne coinvolgono almeno uno sono rispettivamente (il 51,7%) e (il 36,5%); in entrambi i casi le percentuali sul totale sono più elevate nel Mezzogiorno (Tabella 7). 5
6 Nel 2002 i figli che hanno vissuto l esperienza della separazione dei genitori sono stati e quella del divorzio Il numero di figli minori implicati nei casi di conflitto coniugale è stato nelle separazioni e nei divorzi. Tabella 7 -, divorzi e affidamento dei figli minori per ripartizione geografica. Anno 2002 RIPARTIZIONI GEOGRAFICHE Con figli minori affidati % sul totale N. separazioni Con figli minori affidati % sul totale N. divorzi Nord , ,0 Centro , ,6 Mezzogiorno , ,1 Italia , ,5 L affidamento dei figli minori L affidamento dei figli minori alla madre continua ad essere predominante rispetto agli altri tipi di affidamento, anche se in leggero calo. Nel 2002 sono stati affidati esclusivamente alla madre l 84,9% dei minorenni a seguito di una separazione e l 84% a seguito di un divorzio, mentre nel 1999, in entrambi i casi, le percentuali superavano il 90%. La custodia esclusivamente materna è più frequente nel Mezzogiorno e per bambini con meno di sei anni (Tabella 8). L affidamento esclusivo al padre si attesta intorno al 4,1% per gli affidamenti conseguenti a separazioni e al 6,5% per gli affidamenti scaturiti da sentenza di divorzio. Il numero di affidamenti al padre cresce, rispetto agli affidamenti alla madre, con l innalzarsi dell età dei bambini. Tabella 8 - Figli minori affidati in separazioni e divorzi per tipo di affidamento, ripartizione geografica e classe di età del minore affidato. Anno 2002 (valori assoluti e composizioni percentuali) RIPARTIZIONI GEOGRAFICHE E CLASSI DI ETÀ minori affidati Composizione percentuale Esclusivo Esclusivo Congiunto al padre alla madre o alternato Tipo di affidamento A terzi minori affidati Composizione percentuale Esclusivo Esclusivo Congiunto al padre alla madre o alternato A terzi Ripartizioni geografiche Nord ,3 81,2 13,8 0, ,5 82,2 10,3 1,0 Centro ,4 85,6 10,8 0, ,0 83,3 10,2 0,6 Mezzogiorno ,2 90,6 4,6 0, ,8 88,2 4,5 0,4 Classi di età del minore affidato (anni) ,2 87,9 9,5 0, ,2 87,2 8,1 0, ,1 85,4 10,9 0, ,2 87 8,1 0, ,2 83,2 11,0 0, ,6 83 9,5 0, ,2 80,8 10,6 0, ,4 79,8 8,9 0, ,1 84,9 10,5 0, ,5 84,0 8,8 0,8 L affidamento congiunto o alternato al padre e alla madre riguarda il 10,5% e l 8,8% dei minori affidati rispettivamente nei casi di separazione e divorzio esauriti nel corso del Risulta più frequente nelle separazioni (11,4% dei figli minori) e nei divorzi (9,9%) conclusi con rito consensuale rispetto a quelli chiusi con il rito giudiziale (rispettivamente il 4,4% e il 5,3% dei minori). Il ricorso a questo tipo di affidamento, specialmente nei procedimenti di separazione, è aumentato progressivamente (a scapito di quello esclusivo alla madre) nel corso degli anni: nelle separazioni ha riguardato il 2,8% dei minori nel 1997, il 4% nel 1999 e il 9,4% nel Una tendenza analoga si registra negli affidamenti associati a cause di divorzio. 6
7 L assegnazione della casa e l assegno di mantenimento Nel 2002 la casa dove la famiglia viveva prima del provvedimento del giudice è stata assegnata alla moglie nel 58,1% delle separazioni, al marito nel 23% e a nessuno dei due in circa il 17% (in quanto entrambi i coniugi hanno deciso di andare a vivere in abitazioni autonome e distinte). Le differenze tra i coniugi, però, si appianano se ci sono figli affidati. In queste circostanze, infatti, la casa familiare viene attribuita al genitore affidatario nel 63,5% dei casi se si tratta del padre, nel 72,2% se è invece la madre. Per quanto riguarda i divorzi la situazione è un po diversa, dal momento che il 48,2% delle coppie lascia la casa familiare per delle abitazioni autonome e distinte. Le cause di separazione e divorzio che nel 2002 si sono concluse prevedendo una forma di sostentamento economico a favore del coniuge costituiscono rispettivamente il 23,7% e il 12,4% del totale. Considerando, invece, i figli come soggetto beneficiario, la quota di separazioni e divorzi con figli per i quali viene fissata una forma di sostentamento economico risulta rispettivamente pari al 76,1% e al 64,7%. Se ci sono figli minorenni le percentuali aumentano, arrivando al 91,1% delle separazioni e all 88,5% dei divorzi. Nella quasi totalità dei casi il soggetto erogatore dell assegno di mantenimento è l uomo, sia se a beneficiarne sono i figli (95,5%) sia se è la moglie (98%). Nei divorzi la situazione non cambia, essendo sempre l uomo il soggetto che, nella quasi totalità dei casi, deve versare il contributo per il mantenimento dei figli (94,7%) o della moglie (97,7%). L importo medio mensile del sostentamento economico che vede i figli in qualità di beneficiari è pari a 443,62 euro nelle separazioni e a 379,24 euro nei divorzi. L assegno mensile a favore del coniuge risulta mediamente pari a 437,52 euro nelle separazioni e a 546,34 euro nei divorzi. Nelle cause di divorzio, infine, la corresponsione dell assegno a favore del coniuge può avvenire, su accordo delle parti, in un unica soluzione (una tantum) ove questa sia ritenuta equa dal tribunale. Nel corso del 2002 si sono registrati circa 800 casi di questo tipo, con un importo medio dell una tantum corrisposta al coniuge pari a ,40 euro. Glossario o: scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio in caso, rispettivamente, di matrimonio celebrato con rito civile o di matrimonio celebrato con rito religioso. Il divorzio è stato introdotto in Italia dalla Legge n. 898 del 1 dicembre 1970; la Legge n. 74 del 6 marzo 1987 ha ridotto da cinque a tre gli anni di separazione necessari per la pronuncia della sentenza di divorzio. Durata media del matrimonio: differenza, in anni compiuti, tra la data di iscrizione a ruolo del procedimento di separazione (o la data del provvedimento di divorzio) e la data del matrimonio. Tasso di divorzio per abitanti: rapporto tra il numero dei divorzi ottenuti in un anno t e il numero medio di abitanti nello stesso anno, per Tasso di divorzio per coppie coniugate: rapporto tra il numero dei divorzi ottenuti in un anno t e il numero di coppie sposate, per Tasso di separazione e divorzio totale: indicatore ottenuto dalla somma, per ogni anno di calendario t, dei tassi specifici di separazione e divorzio secondo la durata del matrimonio. La somma esprime la quota di matrimoni che finiscono con una separazione o un divorzio in un anno di calendario t, con riferimento ad una coorte fittizia di matrimoni sottoposta, nell anno considerato, all esperienza delle varie durate del matrimonio. Tasso di separazione/divorzio specifico: rapporto tra numero di separazioni e divorzi ottenuti nell anno t, provenienti da matrimoni celebrati nell anno x, e totale dei matrimoni celebrati nell anno x. Rappresenta la quota di matrimoni celebrati nell anno x che finiscono in separazione o divorzio dopo una durata di (t-x) anni. Separazione consensuale: si basa su di un accordo fra i coniugi con il quale vengono stabilite le modalità di affidamento dei figli, gli eventuali assegni familiari, la divisione dei beni. Per avere validità giuridica deve essere ratificata dal giudice. Separazione giudiziale: è un vero e proprio procedimento contenzioso su istanza di uno dei due coniugi, successiva istruttoria e pronunciamento di una sentenza di separazione. 7
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