Bergolo altitudine m. 616



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1 PIERO FRIGGERI - Comunità Montana di Bossolasco - Etnografia e Storia Superficie: km² 3,01 Abitanti: 78 (nel 1961 abitanti 204) Municipio: v. Roma, 6 - tel. 0173/87.016 Bergolo altitudine m. 616 Albergo Ristorante l Bunet: via Roma, 24 - tel. 0173/87.013 Villaggio Erica: località Valdea, 1 - tel. 0173/87.180. Si trova sopra il paese di Bergolo, con veduta panoramica, in un area di 40.000 mq. Un campo da tennis, pallavolo, calcetto, bocce, due piscine, campeggio. Club House con Bar, Gelateria, Ristorante e Pizzeria L Alveare - Ostello Casa Vacanze: via Roma, 22 - tel. e fax. 0173/87.222 Ospitalità: n. 22 posti letto in n. 8 camere Prodotti locali: castagne, nocciole, cereali, vigneti, frumento, mais, foraggi, patate, funghi, robiole. Allevamenti del bestiame: bovini. Cenni storici: in latino, Bergolo, è sinonimo di brughiera, posto solitamente incolto, dove vi crescono le eriche, arbusti sempre verdi, il brentolo con i fiori rosei, le azalee e i rododendri. Se tanti secoli or sono, la zona era ricoperta dalle ericacee, possiamo ben immaginare quale spettacolo di colori fu, a quella vista, per le prime tribù che vi posarono piede. Le notizie di Bergolo (Bergolum), risalgono al 1091 circa, quando il feudo era occupato da Bonifacio del Vasto. Alla morte di detto condottiero, avvenuta nel 1130, passa al marchese Bonifacio Minore di Cortemilia (il testamento era avvenuto il 5 novembre 1125). Nel 1184, subentrano i Carretto, marchesi di Savona. Nel 1209, il marchese Ottone di Savona o del Carretto, con l assenso del figlio Ugone (la quarta parte del marchesato di Cortemilia, nella quale era compresa anche Bergolo), la davano al Comune di Asti, che, in quegli anni, stava crescendo di potenza. Ne seguì le sorti sino al 1322, allorché Manfredo II il Vasto, cede il feudo al marchese Manfredo IV di Saluzzo, che ne diventa poi erede il figlio Teodoro, nel 1323. E annesso in Casa Savoia, il 3 aprile 1532, per donazione dell imperatore Carlo V, a Beatrice, madre di Emanuele Filiberto (per la cronaca, aggiungiamo che l imperatore Carlo V conosceva quattro lingue). I Valperga diventano feudatari di Bergolo nel 1580, per arrivare nel 1626, dove subentrano gli Appiani. Gli Adami, nel 1787, diventano signori di Bergolo (la famiglia annovera padre Giuliano Adami, morto nel 1786, in concetto di santità). Pietro Giorgio Calvi (nel 1836), venne nominato conte di Bergolo dal re Carlo Alberto. Il castello era stato costruito dai del Carretto (che veniva utilizzato come posto di segnalazione). Subì gravi danni dalle artiglierie spagnole. Fu demolito dalle truppe francesi (sec. XVII), il cui comandante si chiamava Catinat (maresciallo di Francia 1637-1712). Del castello (sec. XII), non rimangono che pochi ruderi.1919 Manifestazioni importanti: Canté Magg: rassegna internazionale di canti e balli della primavera. Ultimo sabato di maggio. Bergolo paese di pietra: in agosto si svolge un concorso di pittura e scultura per giovani iscritti ad Istituti o Accademia di Belle Arti. Festival Internazionale Artisti di strada: festa che si tiene a metà settembre.

2 Chiesa romanica dedicata a S. Sebastiano, che risale al secolo XII ( forse dell anno 1145, suggerisce Luigi Gallareto). La prevalenza dei motivi strutturali a quelli decorativi, è il principio dell arte romanica, caratterizzata da una solida attenzione alla realtà. E detta romanica perché ispirata ai canoni dell arte dei romani. L abside è abbellita dagli archetti pensili, come pure le due pareti laterali. La lesena centrale dell abside, ha sul capitello, un disegno scolpito, così pure la base della colonna. La cappella di S. Sebastiano, si trova all interno del cimitero di Bergolo, dalla cui cima domina tutta la Valle Bormida. L interno dell edificio è a pietra a vista. Guardando la pieve, si rimane turbati dal ricordo del passato, dalla storia di quasi mille anni, immaginando che i frati chiamavano a raccolta i contadini per pregare, per sperare forse, in una vita migliore. Due particolari della colonna centrale dell abside di S. Sebastiano. A sinistra: un fregio rappresentato da due mezze lune laterali e da due tondini. Nella foto a lato: alla base della colonna, vi è scolpita una specie di X capovolta, che potrebbe essere l emblema di due bordoni dei pellegrini.

3 L abside di S. Sebastiano. Una costruzione simile, con mille anni di vita, bisognerebbe amarla di più. Una monofora della cappella di San Sebastiano, a Bergolo. Nel particolare viene evidenziata la cultura romanica del 1100, le cui finestre molto piccole, non potevano dare tanta luce alle chiese.

4 Una panoramica dei tetti di Bergolo. Il paese di pietra è caratteristico per i suoi innumerevoli murales. Da questa posizione, si può notare in lontananza, la torre di Cortemilia.

5 Ricollocata la pala seicentesca nella cappella romanica di S. Sebastiano Madonna con Bambino, S. Antonio e S. Sebastiano L a pala seicentesca che è stata restaurata presso l Istituto Statale d Arte di Gubbio, per alcuni decenni ha costituito la principale immagine sacra di cui la collettività locale dotò l antica parrocchiale di S. Sebastiano (ora cappella cimiteriale). L origine dell opera pittorica è correlata alla situazione storicoreligiosa di Bergolo nella prima metà del Seicento, allora frazione di Torre Bormida e feudo dei marchesi Del Carretto del ramo di Gorzegno. L esecuzione del dipinto dovrebbe infatti essere avvenuta, contestualmente a lavori al sacro edificio attuati a cura della Comunità, tra il 1616 (fine degli avvenimenti bellici tra Francia e Spagna, che coinvolsero l Alta Langa) ed il 1630-31 (forte diffusione della peste). Dal 1632 al 1634 già si opera alla costruzione della nuova parrocchiale della Natività della Madonna nel borgo, che impegnerà notevoli risorse locali, in più fasi, sino al 1701. Il soggetto del dipinto, eseguito su tela (cm 149x131), è costituito centralmente dalla Madonna col Bambino in grembo, assisa nel cielo annuvolato ove fanno capolino vivaci angioletti. Al di sotto, in primo piano, stanno Sant Antonio da Padova (a cui il Figlio di Maria porge il simbolico mazzo di gigli) e San Sebastiano martire. Inoltre va richiamata l attenzione sullo scorcio panoramico. Pur non riscontrandovi caratterizzazioni o dettagli di diretto riferimento locale, si può ipoteticamente segnalare qualche allusione ad una veduta del castello di Gorzegno, non distante dalla riva del Bormida, allora sede dei signori di queste terre. L autore dell opera pittorica, che ancor è dotata dell originale cornice lignea, non è noto. Tuttavia va identificato tra gli artisti attivi nelle Langhe nella prima metà del Seicento. Da quest anno (1999), a cura del Comune di Bergolo, la pala è ricollocata nell originaria sede di culto. Walter Accigliaro

6 Chiesa Natività di Maria Vergine. Particolare del campanile. L edificio è stato eretto nel 1600 circa. Chiesa parrocchiale. Particolare di una splendida decorazione, eseguita da G. Gallarato da Corneliano, nel 1993. Si pensi che Gallarato, nel 1937-39, ha restaurato la parrocchiale di S. Sebastiano ad Albaretto della Torre. Lo stile è identico come tanti anni fa, però la tecnica acquisita in tanti lustri passati, si è fatta più sensibile. I colori sono più tenui, ma sempre raffinati, le ombre più marcate, per avere la resa del soggetto in rilievo.

7 Chiesa parrocchiale. Sant Anna che presenta la nascita di Maria. Alla nostra sinistra notiamo S. Gioacchino, anche se non si vede il vero simbolo che lo contraddistingue (l agnello). Però, accanto alla colomba bianca, in alto, che rappresenta lo Spirito Santo, ne vediamo un altra sulla testa dei due angioletti, per cui penso che sia l indicazione esatta del personaggio in ginocchio. Comunque, Gioacchino, tiene in mano il bastone del pastore, col quale accompagnava le greggi al pascolo. Chiesa parrocchiale. Il battistero della chiesa. Il blocco di pietra arenaria, lavorato a mano, è assai grezzo, per cui deduco che provenga da qualche antica cappella della zona.

8 I murales di Bergolo

9

10 Murales: Bergolo, il paese della pietra. Il titolo del presente mosaico è: Il calore della terra la forma della vita. Vi è raffigurata la pieve di S. Sebastiano del sec. XII.

11 Questo murales, è stato denominato così: Titolo: senza titolo. Le bestie oniriche che sono rappresentate nell immagine, sicuramente non appartengono ai sogni dei bergolesi.

12 Il titolo del murales è: Memorie antiche e sintesi future. La picassiana memoria, ha sicuramente influenzato l artista a rappresentare una bella esecuzione, mista all antico e al moderno.

13 Il murales dice: Bergolo... e la fiaba continua. Speriamo.

14 Sopra e sotto: altri murales di Bergolo.

15 Bergolo com era (dall archivio del Comune)

16 La caratteristica di questa cartolina, è il non vedere antenne o fili che passano sui tetti. Sotto: nel centro storico di Bergolo primeggia la pietra.

17 Composizioni che abbelliscono il paese di Bergolo. Sotto: in ricordo ai Caduti.

18 Villaggio turistico Erica Complesso turistico di recente costruzione. Si trova sopra al paese, in una posizione panoramica eccellente. Campo da tennis Pallavolo Calcetto Due piscine Solarium Beach-volley Area picnic Club House con bar gelateria Ristorante e Pizzeria

19 A sinistra: incassato in un muro di una casa, in una scultura granitica, è effigiato un uomo, dai bei lineamenti, ma con il gozzo pronunciato. Lo scultore voleva forse rappresentare un capostipite dei Liguri capillati? In basso la sigla: M.G. Nella foto (a destra) è raffigurato uno scau per essiccare le castagne. Purtroppo è rimasta solo più la foto per documentare la storia di tali costruzioni. Fiume: Bormida. Geologia: terreni medio-pesanti, argillo-sabbiosi. Venti: scirocco e tramontana. Flora: castagno, ciliegio selvatico, betulla, faggio, frassino, gaggia, ginestra, pioppo, pino, roverella, carpino. Fauna: rondine, capinera, passero, pettirosso, scricciolo, merlo, upupa, picchio, cuculo, tortora, pernice rossa, quaglia, fagiano, gheppio o falchetto, poiana. Scoiattolo, ghiro, tasso, lepre, volpe, daino, cinghiale. Rapaci notturni: gufo, civetta. Rettili: vipera, biscia, orbettino. Frazioni: Bergolo, pur essendo il più piccolo Comune della nostra Comunità Montana, ha due frazioni: Bergamaschi e Pianbergolo. CHIESE E CAPPELLE San Sebastiano: in cima alla collina, dove lo sguardo spazia sia nella Valle Bormida che nella Valle Uzzone, vi è adagiata l antica pieve romanica, del sec. XII. Natività di Maria Vergine: un altro gioiello dell arte religiosa è la chiesa parrocchiale (1600 circa). Bergolo dipende: Tribunale di Alba, Pretura di Alba, Carabinieri di Cortemilia, Comunità Montana di Bossolasco. Prefisso: 0173 - CAP 12070. Denominazione: Bergolesi. Meridiane: nessuna.