In collaborazione con DIVENTARE GENITORI OGGI: ASPETTI MEDICO-SANITARI Sintesi della ricerca Roma, 2 aprile 2015
Che il nostro Paese viva un problema di scarsa natalità è un opinione che la grande parte dei medici coinvolti nello studio condivide. In particolare, l 88,7% dei ginecologi e degli andrologi e urologi ritiene che in Italia si facciano pochi figli, in particolare i ginecologi (89,1%) e alla base della scarsa propensione ad avere figli sono ricondotte motivazioni principalmente economiche (75,3%). Inoltre, il 75% circa è convinto che la crisi economica scoraggi le coppie che devono ricorrere alla PMA (fig. 1). Fig. 1 - Opinioni sulla possibilità che la crisi economica scoraggi le coppie che devono ricorrere alla PMA (val. %) 80,5 74,7 14,3 25,3 5,2 0,0 Sì, per i costi troppo elevati No, chi desidera realmente un figlio è disposto a qualunque sacrificio Non so rispondere Indagine popolazione Indagine specialisti In base a quanto appreso dando voce alle esperienze degli specialisti, i pazienti con problemi di infertilità sono seguiti quasi nella metà dei casi privatamente (46,6%), il 39,7% è seguito nel pubblico e il 13,7% sia nel pubblico che nel privato. Tra i pazienti con problemi di sterilità è più alta la quota di pazienti seguiti nel privato. FONDAZIONE CENSIS 1
Considerando la gestione dell infertilità e dunque i tempi in cui le coppie scelgono di rivolgersi al medico, lo studio mette in luce la tendenza dei ginecologi a valutare la possibilità che le pazienti possano presentare problemi di infertilità non prima di quanto le pazienti stesse facciano. Se, da un parte, il 40,0% circa dei ginecologi indica d aver ricevuto la maggior parte delle coppie per un consulto tra i 6 e 12 mesi dai primi tentativi di concepimento, dall altra è leggermente più contenuta (38,2%) la percentuale di ginecologi secondo i quali una coppia debba effettivamente preoccuparsi tra i 6 mesi e un anno dai primi tentativi, mentre è pari al 50,0% la percentuale di ginecologi che rimanderebbe questo tipo di preoccupazioni trascorso un anno ed entro i 24 mesi dai primi tentativi di concepimento (fig. 2). Fig. 2 - Il tempo che dovrebbe trascorrere tra i primi tentativi di concepimento al momento in cui la coppia dovrebbe iniziare a preoccuparsi di avere problemi di infertilità/sterilità, per specializzazione (val. %) 15,0 7,3 9,3 50,0 50,0 50,0 Oltre i 24 mesi Tra i 12 e i 24 mesi Tra i 6 e i 12 mesi Entro i 6 mesi 30,0 38,2 36,0 5,0 4,5 4,7 Andrologi/Urologi Ginecologi Totale FONDAZIONE CENSIS 2
Accanto ai tempi, è stato chiesto ai medici di esprimersi rispetto all età soglia in cui una donna dovrebbe cominciare preoccuparsi di non aver ancora concepito e anche in questo caso non si evince una massiccia tendenza dei ginecologi a suggerire ad una donna di preoccupare prima del compimento di 35 anni di età. Oltre l 80% delle donne con problemi di infertilità e sterilità in cura presso i ginecologi coinvolti nello studio ha infatti oltre 35 anni, ma solo il 29% circa dei ginecologi sostiene che una donna dovrebbe preoccuparsi prima di aver raggiunto questa età. Gli andrologi e urologi si mostrano invece più propensi dei ginecologi ad anticipare questo tipo di preoccupazioni entro i 35 anni. Particolare attenzione dovrebbe essere riconosciuta anche alla possibilità in via preventiva per la coppia di effettuare screening per l infertilità e sterilità. Dal parere dei medici emerge che solo il 13% circa ritiene che una coppia dovrebbe effettuare questo tipo di esami prima di provare a concepire, un opinione condivisa da una percentuale più alta di andrologi (25,0%). Il 32,0% pensa invece che sarebbe opportuno sottoporsi a screening dopo almeno 6 mesi dai primi tentativi, più della metà posticiperebbe gli esami ad un anno e più dai primi tentativi di concepimento (fig. 3). Fig. 3 L età a partire dalla quale sarebbe opportuno effettuare esami di screening, per specializzazione (val. %) 45,0 58,2 54,7 Oltre i 25 anni 27,5 25,0 15,5 18,0 2,5 Andrologi / Urologi 17,3 20,0 9,1 7,3 Ginecologi Totale Dai 20 ai 25 anni Prima dei 20 anni Altro FONDAZIONE CENSIS 3
Guardando più nello specifico al vissuto delle coppie, l atteggiamento che prevale su tutti gli altri, secondo l opinione degli specialisti, è la tendenza a medicalizzare precocemente il problema di infertilità (51,3%) e sono più frequentemente i ginecologi a sostenerlo (54,5%) (fig.4). Di varia natura sono, inoltre, le difficoltà cui una coppia con questo tipo di problemi può andare incontro. Considerando le difficoltà pratiche, quelle citate da oltre la metà del campione (61,3%) sono difficoltà economiche per accedere alle prestazioni, difficoltà indicate in misura maggiore dai ginecologi piuttosto che dagli andrologi e urologi (rispettivamente 66,4% e 47,5%). Accanto a difficoltà pratiche si aggiungono anche le difficoltà emotive, come la frustrazione in caso di insuccesso o di necessità di ripetere i trattamenti, la motivazione più citata (42,7%) sia tra i ginecologi che tra gli andrologi. Fig. 4 L atteggiamento prevalente delle coppie con problemi di infertilità/sterilità nell esperienza degli specialisti, per specializzazione (val. %) 42,5 54,5 51,3 La tendenza a medicalizzarlo precocemente La tendenza a ritardare l intervento medico 20,0 15,5 16,7 12,5 12,7 12,7 12,5 0,0 9,1 10,0 12,5 4,5 3,3 3,6 6,0 Andrologi/Urologi Ginecologo Totale La tendenza a sottovalutare il problema La vergogna di parlarne La tendenza a rimuoverlo Altro Inoltre, quasi il 75% degli specialisti è convinto che le coppie con problemi di infertilità tendano a consultare più di uno specialista prima di affidarsi alle cure di quello che poi effettivamente scelgono, un opinione più condivisa dagli andrologi e urologi (85,0%). FONDAZIONE CENSIS 4
Più 60% degli specialisti giudica i propri pazienti effettivamente poco e per nulla informati sui problemi di infertilità e sterilità e sulle tecniche di PMA, un dato che chiama in causa l importanza di una corretta informazione, in particolare tra le giovani coppie, su tutti gli aspetti concernenti l infertilità. Rispetto alla selezione del Centro di PMA, poco più della metà (51% circa) dei medici intervistati indica che le coppie tendono generalmente ad essere indirizzate presso un centro clinico dal medico (MMG o specialista) a cui si sono rivolte, e che il criterio guida (47,3%) della selezione del Centro sia la fama della struttura di cui si sente dire fornisca ottimi risultati (fig. 5). Fig. 5 Il parere dei medici circa il criterio attraverso il quale i pazienti scelgono il Centro di PMA, per specializzazione (val. %) 42,5 10,0 15,0 20,0 12,5 49,1 47,3 20,9 18,0 13,3 12,7 9,1 12,0 8,2 9,3 Centro di fama, di cui si sente dire che fornisce ottimi risultati Centro che offre tutte le tecniche per essere certi di trovare quella adeguata Centro economicamente più conveniente Centro più vicino a casa Centro presso cui lavora il proprio medico curante Andrologi/Urologi Ginecologi Totale FONDAZIONE CENSIS 5
Guardando più nello specifico all iter seguito dai medici nella cura dei pazienti con problemi di infertilità, si osserva che non prevale un particolare tipo di approccio: il 39,3%, la percentuale più ampia, suggerisce ai pazienti di recarsi presso un centro per la PMA dopo aver effettuato la diagnosi e aver fatto qualche tentativo terapeutico, prassi più diffusa tra gli specialisti che operano nel privato (47,5%). Il 26,0% prospetta ai pazienti la possibilità di recarsi presso un centro clinico dopo aver effettuato la diagnosi, mentre solo il 9% suggerisce ai pazienti di recarsi presso un centro PMA prima di aver fatto la diagnosi. Il 26,0% degli specialisti è invece solito effettuare la diagnosi, prescrivere le cure adeguate e seguire i pazienti nel proprio ambulatorio, una prassi più diffusa tra gli andrologi e urologi (32,5%) (fig. 6). Solo il 3,3% degli specialisti indica di non avviare i propri pazienti verso un percorso di PMA, mentre tra coloro che, più o meno frequentemente, indicano ai propri pazienti di rivolgersi ad un centro di PMA, il 46,0% li avvia una volta trascorsi 12/18 mesi dalla presa in carico, il 37,3% trascorsi 6 mesi, solo l 8,7% temporeggia oltre i 2 anni. Assolutamente favorevoli (89,3%), valutando la possibilità di un percorso ottimale di cure da offrire alle coppie, si mostrano gli specialisti in merito alla opportunità di disporre di una rete organizzativa articolata in centri di primo livello per la diagnosi e la cura di problemi connessi con l infertilità e centri di secondo livello autorizzati ad effettuare interventi di PMA qualora per le coppie sia richiesta questa modalità di intervento. Ginecologi e andrologi appaiono sostanzialmente unanimi anche sull importanza della legge 40/2004 in vista della necessità di regolamentare un tema così delicato, ma sono ampiamente maggioritarie anche le opinioni sulla presenza di ampie differenziazioni territoriali sull applicazione della legge stessa: nell 88,7% dei casi, i medici sottolineano che non in tutte le regioni italiane è assicurato lo stesso livello di qualità nei trattamenti per la PMA e che nonostante le dichiarazioni di principio non in tutte le regioni italiane è assicurata la gratuità dell accesso alle cure per la PMA (83,3%) (fig. 7). Il 76,0% si reputa d accordo con una revisione della legge 40/2004 e l aspetto della legge che andrebbe principalmente modificato, riguarda la possibilità di offrire effettivamente alle coppie la possibilità di accedere all eterologa (60,5%), un opinione leggermente più condivisa dai ginecologi (61,4%). FONDAZIONE CENSIS 6
Fig. 6 L approccio utilizzato generalmente con una coppia con problemi di infertilità e sterilità, per specializzazione (val. %) 40,0 39,1 39,3 Li invio ad un centro PMA dopo la diagnosi e dopo aver fatto qualche tentativo terapeutico Li invio ad un centro per la PMA dopo aver fato la diagnosi 22,5 32,5 23,6 26,0 5,0 Andrologi / Urologi 27,3 26,0 10,0 8,7 Ginecologi Totale Effettuo io stesso una diagnosi, prescrivo le cure adeguate e seguo i pazienti nel mio ambulatorio Consiglio ai pazienti di rivolgersi ad un centro specializzato di PMA anche prima di aver fatto io stesso la diagnosi Fonte: indagine Censis, 2015 FONDAZIONE CENSIS 7
Fig. 7 - Intervistati che si reputano d accordo con le seguenti affermazioni relative alle legge 40/2004 (val. %) Era necessaria una legge che regolamentasse un tema così delicato nel quale non esistevano regole Non in tutte le regioni italiane è assicurato lo stesso livello di qualità nei trattamenti per la PMA Nonostante le dichiarazioni di principio non in tutte le regioni italiane è assicurata la gratuità dell accesso alle cure per la PMA La legge dovrebbe permettere la fecondazione eterologa Chi ha problemi di questo genere in Italia è svantaggiato rispetto a chi vive in altri paesi europei È giusto che ci sia una legge che tutela i diritti dell embrione La legge si è preoccupata eccessivamente degli aspetti etici La legge finisce per penalizzare le coppie che hanno minori possibilità economiche, e che non possono andare all estero E giusto che la legge limiti l accesso alla PMA solo a coppie sposate/conviventi e eterosessuali La legge ha ridotto le possibilità di diventare genitori La legge contribuisce all aumento delle gravidanza gemellari e mette a rischio la salute della donna e dei nascituri La legge dovrebbe consentire l accesso alla PMA ai single La legge mette in secondo piano la salute delle donne La legge dovrebbe consentire l accesso alla PMA alle coppie omosessuali 26,7 33,3 89,3 88,7 83,3 82,7 78,7 73,3 70,0 67,3 58,0 57,3 47,3 44,0 Il totale è diverso da 100 perché erano possibili più risposte FONDAZIONE CENSIS 8