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Allegato 1 - Il Database sui Rifiuti A1.1 Premessa La definizione di un quadro completo della produzione dei rifiuti nella Provincia di Cosenza presenta una serie di difficoltà che sono legate essenzialmente all elevato numero di attori coinvolti, alle numerose relazioni che intercorrono tra gli stessi oltre che al corposo quadro normativo di riferimento; accanto a tali difficoltà di ordine generale, si deve considerare l indisponibilità di una base informativa omogenea e affidabile, un ambito territoriale vasto sia per numero di Comuni che per soggetti coinvolti nel ciclo dei rifiuti ed un sistema di smaltimento e/o recupero che si estende al di fuori dei confini provinciali. Questa complessità si riflette sull enorme mole di documentazione prodotta e/o acquisita dalla Provincia di Cosenza nello svolgimento dei propri compiti istituzionali. Una gestione razionale informatizzata dei dati necessita di uno strumento in grado di poter modellare la complessa realtà provinciale dei rifiuti e nel contempo essere fruibile sia nell accesso che nella successiva elaborazione dei dati. Per tali motivi è stata avviata la costruzione di un database elettronico che rappresenterà la base conoscitiva di riferimento di ogni processo di interrogazione ed elaborazione dei dati raccolti. L interfaccia del DB con un GIS (Geographic Information System) permetterà poi di integrare la base di dati numerica con una base di dati cartografica. A1.2 Progettazione del Database Dopo un approfondita analisi della realtà oggetto di studio, il complesso sistema di relazioni tra i diversi soggetti operanti nel campo dei rifiuti è stato tradotto in una struttura logica (modello Entità-Relazione) che costituisce lo scheletro del database sui rifiuti. Il modello, rappresentato schematicamente in Figura A1.2.1, è stato implementato per mezzo di un DBMS (Data Base Management System) di tipo relazionale. 296
297 (Figura A.1.2.1 Modello Entità-Relazioni)
A1.3 Popolamento Database E stata avviata la fase di inserimento dei dati relativi alle diverse tematiche (produzione rifiuti urbani, raccolta differenziata, etc.). Dal punto di vista temporale, al fine di rispondere ad esigenze di carattere reportistico locali, regionali e nazionali, si è deciso di organizzare le informazioni per anni solari. L interfaccia tra la banca dati e l utente/operatore (Figure A1.3.1 e A1.3.2) è stata progettata in modo da rendere semplice la fase di inserimento dei dati e popolamento del DB e nel contempo fruibile da un utente esterno, che non abbia conoscenza della architettura del sistema: l interfaccia grafica e l'uso di menu, pulsanti e icone consente un utilizzo user-friendly del software. Le funzionalità previste consentono l estrazione e la presentazione dei dati in molteplici forme e combinazioni attraverso l utilizzo di query e report. (Figura A.1.3.1 Schermata principale Database) 298
299 (Figura A.1.3.1 Schermata inserimento dati)
Allegato 2 - Il Sito Web A2.1 Il sito web È in fase di implementazione un sistema di acquisizione telematica dei dati attraverso il sito web dell OPR, così da facilitare e snellire la procedura di raccolta. Nell era dell informazione digitale, infatti, il metodo più immediato per acquisire visibilità e comunicare con il mondo esterno è rappresentato da internet. In tal senso è stata avviata la realizzazione di un sito web dell Osservatorio, al quale si potrà accedere anche mediante link da inserire in altri siti istituzionali ufficiali, in primis quello della Provincia di Cosenza. Attraverso il sito dell OPR sarà possibile pubblicare on line i risultati delle attività svolte, fornire informazioni e servizi differenziati a seconda dei target da raggiungere, entrare in contatto direttamente con i membri dell OPR, dare riferimenti precisi riguardo alla normativa vigente in materia di rifiuti, offrire la possibilità, a chi interessato, di scaricare direttamente on-line la modellistica disponibile, ma soprattutto, alla luce delle esperienze maturate in quest anno di lavoro, sarà possibile acquisire i dati in maniera più veloce ed efficace, tramite un rapporto diretto e costante con i soggetti pubblici e privati di volta in volta interpellati. Tale procedura di acquisizione dati verrà effettuata in un area del sito riservata il cui accesso, garantito esclusivamente a chi di competenza, avverrà tramite un sistema di password al fine di garantire la massima riservatezza. Enorme importanza verrà data all usabilità del sito stesso. Non solo perché, essendo un portale pubblico dovrà attenersi alle disposizioni imposte dalla cosiddetta legge Stanca, ( Legge 9 gennaio 2004, n. 4), ma soprattutto perché, come suggerisce la norma ISO 9241, usabilità è il "grado in cui un prodotto può essere usato da particolari utenti per raggiungere certi obiettivi con efficacia, efficienza e soddisfazione in uno specifico contesto d'uso." L'usabilità, nasce dunque soprattutto come ausilio ad un corretto uso del portale e verrà applicata in particolar modo alle interfacce, perché proprio con le interfacce l utente finale si relazionerà. In Figura A.2.1.1 si riporta, a titolo indicativo, una possibile versione della Home Page del sito dell Osservatorio. 300
301 (Figura A.2.1.1 - Home page del sito dell Osservatorio Provinciale sui Rifiuti)
Allegato 3 - Il Glossario A ALLUMINIO. Elemento chimico metallico ricavato dalla bauxite. A.T.O. Ambito Territoriale Ottimale, istituito dall'art. 23 del Decreto Ronchi; ha il compito di assicurare una gestione unitaria dei rifiuti urbani e predisporre piani sui rifiuti, rapportandosi con i Comuni. B BANDA STAGNATA. lastra di ferro ricoperta di stagno attraverso un processo chimico/fisico di elettrolisi. BENI DUREVOLI (OGGI RAEE). Sono beni domestici che hanno esaurito il loro ciclo di vita. Possono essere suddivisi in raggruppamenti secondo le loro caratteristiche e la loro pericolosità: quelli contenenti sostanze lesive per l'ozono stratosferico (frigo, condizionatori ecc.); i televisori e i monitor di computer (che contengono sostanze pericolose negli schermi); i computer e le altre apparecchiature elettriche ed elettroniche; altri non compresi tra quelli sopra menzionati. BIODEGRADABILE. Caratteristica di determinate sostanze che, tramite processi operati da microrganismi e catalizzati da enzimi, si decompongono in parti più semplici. BIO-GAS. Miscela di metano, anidride carbonica e altri gas ottenuta per mezzo della fermentazione di rifiuti organici, prodotta da microrganismi attivi in ambienti privi di ossigeno. BIO-STABILIZZAZIONE dei rifiuti urbani indifferenziati: processo di stabilizzazione microbiologica del sottovaglio umido in uscita dall'impianto di pre-selezione del rifiuto indifferenziato, finalizzato alla produzione di una frazione organica stabilizzata (FOS). C CARTUCCE. Contenitori d'inchiostro per stampanti laser o a getto di inchiostro, fotocopiatrici, computer ecc. COMBUSTIBILE DERIVATO DA RIFIUTI (CDR). Il D.M. 5/02/98 definisce il CDR come combustibile derivato da rifiuti ottenuto attraverso cicli di lavorazione che ne garantiscano un adeguato potere calorifico, riducendo la presenza di materiale metallico, vetri, inerti, materiale putrescibile, contenuto di umidità e sostanze pericolose, in particolare ai fini della combustione. Il CDR è sostanzialmente composto da carta, legno e plastica. COMPOST. Materiale simile a terriccio soffice e bruno, ottenuto dal compostaggio della parte organica dei rifiuti urbani, utilizzabile in agricoltura e nella vivaistica come fertilizzante. COMPOSTAGGIO. Processo biologico che permette di ottenere, dalla decomposizione di rifiuti a matrice organica già selezionati, un ammendante terroso (chiamato ''compost'') avente le caratteristiche di legge dei fertilizzanti (L. 748/88), ideale per il giardinaggio e per l'agricoltura. COMPOSTIERA (o COMPOSTER). Contenitore appositamente studiato per il compostaggio domestico. CONFERIMENTO. Collocazione dei rifiuti negli appositi contenitori o presso le SEA. CONSORZI DI FILIERA. Istituiti dal D.Lgs. n.22/97, sono consorzi obbligatori di aziende che operano per recuperare e riciclare i materiali che compongono gli imballaggi o i Rifiuti Speciali. CONTENITORI T/F. contenitori che riportano sulla confezione esterna i simboli teschio e fiamma; in genere sono imballaggi primari (contengono il prodotto). 302
D DECRETO RONCHI (D.LGS. N.22/97). Legge quadro nazionale sui rifiuti; prende il nome dal Ministro che l'ha proposta. DISCARICA. Impianto di stoccaggio definitivo di materiali in condizioni di sicurezza. DISSIPATORE. Tritarifiuti domestico, per l'auto-smaltimento della frazione umida dei rifiuti domestici, applicato al secchiaio della cucina. E ECOLOGIA. Scienza che studia i rapporti tra esseri viventi e ambiente; oggi si usa erroneamente questa parola anche per indicare la sensibilità per i problemi ambientali. ETERNIT. Materiale contenente amianto di matrice cementizia o resinosa che, con l'usura, puo' rilasciare nell'ambiente polveri cancerogene. F FANGHI. Costituiscono il residuo solido della depurazione delle acque reflue, e dopo appositi trattamenti possono essere utilizzati come concime o come additivo nel processo di compostaggio. FITOFARMACI. Sostanze chimiche pericolose utilizzate per lo sviluppo e la salute delle piante. FRAZIONE MERCEOLOGICA. Frazione omogenea dei rifiuti derivante dalla Raccolta Differenziata. FRAZIONE ORGANICA STABILIZZATA (FOS). Prodotto in uscita dall'impianto di bio-stabilizzazione del sottovaglio umido, consistente in un terriccio, contenente ancora una percentuale residua di impurità, che è attualmente utilizzato per le coperture giornaliere o finali delle discariche al posto delle terre. FRAZIONE ORGANICA UMIDA (detta anche FORSU). Gli scarti alimentari di provenienza domestica raccolti differenziatamente. H HUMUS. Sostanze organiche decomposte o in procinto di decomposizione, presenti nel terreno. I IMBALLAGGI. Prodotti atti a contenere, proteggere e trasportare le merci ed i beni dal produttore all'utilizzatore/consumatore. IMPIANTO DI TRATTAMENTO MECCANICO-BIOOLOGICO DEI RIFIUTI. Impianto dove i rifiuti subiscono un processo di bio-stabilizzazione. INCENERITORE. Forno appositamente realizzato per il processo di incenerimento dei rifiuti. INERTE. Elemento che durante un processo chimico non reagisce. Nella terminologia dei rifiuti è utilizzato per indicare gli scarti provenienti da costruzioni e demolizioni. INQUINAMENTO. Alterazione dell'ambiente naturale con sostanze dannose o con rifiuti che ne modificano l'equilibrio. M MATER-BI. Materiale biodegradabile, ricavato dall'amido di mais, utilizzato per fabbricare sacchetti idonei a contenere i rifiuti organici. METALLI FERROSI. Leghe con una componente di ferro. METALLI NON FERROSI: Leghe senza ferro. O OLI MINERALI. Idrocarburi presenti in natura allo stato liquido o ricavati da sostanze minerali (asfalti, bitumi, carboni, ecc). OLI VEGETALI. Oli ricavati da semi o piante per usi alimentari, medicinali o industriali. 303
OPERATORE ECOLOGICO. Personale addetto alla raccolta dei rifiuti sul suolo pubblico. OSSERVATORIO NAZIONALE RIFIUTI (ONR). Organismo nazionale istituito dall'art. 26 del D.Lgs. n. 22/97 che adempie a compiti vari compiti fra cui: garantire l'attuazione delle norme presenti nel Decreto stesso, monitorare la gestione dei rifiuti e elaborare criteri e obiettivi inerenti alla stessa, verificare i livelli dei servizi erogati, redigere un rapporto annuale sulla gestione dei rifiuti urbani, speciali e imballaggi. Il tutto avvalendosi di una rete di Osservatori Provinciali. OSSERVATORIO PROVINCIALE RIFIUTI (OPR). Struttura istituita dall'art. 10, comma 5, della Legge 23-3-01 n. 93 presso le Province, per il supporto alle funzioni di monitoraggio, programmazione e controllo dell'onr. In particolare la sua funzione è: contribuire alla definizione di strategie di gestione dei rifiuti (riduzione, Raccolte Differenziate, flussi ecc.); supportare l'attuazione del Piano Provinciale Rifiuti; garantire una rete di collaborazione e confronto tra i vari soggetti coinvolti nella gestione dei rifiuti; promuovere comportamenti eco-compatibili attraverso un'attività di comunicazione rivolta ai cittadini e agli operatori del settore (campagne informative ecc.). P PE. Polietilene, tipo di materiale plastico macro molecolare ottenibile dalla polimerizzazione dell'etilene. PET. Polietilenterftalato, tipo di materiale plastico. PLASTICA ETEROGENEA. Tipo di plastica riciclata che si ottiene lavorando gli oggetti da riciclare senza effettuare alcun processo che li separi per tipologia di polimero. POLIACCOPPIATI. Materiale di cui sono composti i brick (contenitori di latte, succo di frutta ecc.), formato da sottilissimi strati di politene, carta e alluminio, sovrapposti tra loro. POST-SELEZIONE. Processo tecnologico a valle della Raccolta Differenziata multimateriale, finalizzato a separarne le singole frazioni omogenee. PP. Polipropilene, tipo di materiale plastico. PRE-SELEZIONE. Processo tecnologico che seleziona il rifiuto indifferenziato in due frazioni: il sopravaglio secco (avviato alla discarica) ed il sottovaglio umido (avviato agli impianti di bio-stabilizzazione). PRODUZIONE PRO-CAPITE ANNUA. Indicatore utilizzato per valutare il contributo annuo di ciascun abitante alla produzione dei rifiuti. Si calcola dividendo la produzione annua di rifiuti per il numero di abitanti. È espressa in (kg/abitanti/anno). PS. Polistirene, tipo di materiale plastico. PVC. Polivinilcloruro, tipo di materiale plastico. R RACCOLTA DIFFERENZIATA (RD). Raccolta idonea a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee, destinate al riciclaggio/recupero di materia. RACCOLTA INDIFFERENZIATA. Raccolta dei rifiuti urbani non raggruppati per frazioni merceologiche. È comprensiva dei rifiuti provenienti dalla pulizia delle strade e dei rifiuti cimiteriali. RACCOLTA MONO-MATERIALE. La Raccolta Differenziata costituita da una sola componente merceologica. RACCOLTA MULTI-MATERIALE. La Raccolta Differenziata costituita da più componenti merceologiche (vetro/plastica/alluminio, carta/plastica/metalli ecc.) e per la quale è necessario il processo di post-selezione per la loro separazione. RECUPERO. Riutilizzo dei materiali provenienti dalla Raccolta Differenziata in nuovi cicli produttivi in sostituzione delle materie prime. 304
RECUPERO ENERGETICO DAI RIFIUTI. È il recupero del calore sviluppato durante la combustione dei rifiuti negli inceneritori sotto forma di energia elettrica o termica. RICICLAGGIO. Azione del riciclare, ossia utilizzare nuovamente materiali di scarto all'interno del ciclo produttivo che li ha scartati. RIFIUTI INGOMBRANTI. Rifiuti urbani che per dimensioni devono essere conferiti presso le stazioni ecologiche attrezzate (mobili, materassi ecc.). RIFIUTI PERICOLOSI. Rifiuti che contengono sostanze pericolose al di sopra di una soglia prestabilita dalle apposite normative. RIFIUTI SPECIALI (RS). Sono: - i rifiuti da attività agricole e agroindustriali; - i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonchè i rifiuti pericolosi che derivano dalle attività di scavo; - i rifiuti da lavorazioni industriali; - i rifiuti da lavorazioni artigianali; - i rifiuti da attività commerciali; - i rifiuti da attività di servizio; - i rifiuti derivanti dalle attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi; - i rifiuti derivanti da attività sanitarie; - macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti; - i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti. RIFIUTI SPECIALI ASSIMILATI (RSA). Rifiuti che provengono da attività artigianali, industriali e commerciali, che non rientrano nella categoria dei rifiuti pericolosi e sono assimilati agli Urbani, come specificato dai Regolamenti Comunali di gestione rifiuti. RIFIUTI URBANI (RU). Sono: a) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione; b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera a), assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità, ai sensi dell'articolo 21, comma 2, lettera g del D.Lgs. 22/97); c) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade; d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d'acqua; e) i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali; f) i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale diversi da quelli di cui alle lettere b), c) ed e). RIFIUTI URBANI PERICOLOSI (RUP). Rifiuti che contengono sostanze inquinanti o tossiche, che non devono essere dispersi nell'ambiente, nemmeno in discarica, perchè pericolose. RIFIUTI VEGETALI. Rifiuti composti da sostanze di natura vegetale (rami, foglie ecc.). RIFIUTO. Qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi. RIUTILIZZO. Operazione per cui un oggetto puo' essere riutilizzato tale e quale, per lo stesso scopo per cui è stato prodotto, eventualmente dopo interventi di manutenzione. S SMALTIMENTO. Trattamento finale del materiale eseguito presso impianti specifici (per esempio discariche) secondo modalità che non arrecano danni all'ambiente o all'uomo. 305
SOPRAVAGLIO SECCO. Frazione composta dai rifiuti urbani indifferenziati che, a causa della loro dimensione, non scendono attraverso le maglie del vaglio di selezione. Questa frazione è prodotta presso gli impianti di pre-selezione ed è costituita, principalmente, da carta e plastica. SOTTOVAGLIO UMIDO. Frazione dei rifiuti urbani indifferenziati che oltrepassa la maglie del vaglio di selezione. Questa frazione è prodotta presso gli impianti di preselezione ed è costituita, principalmente, da materiale organico (verde, scarti alimentari domestici). SOVVALLO. Scarto non recuperabile originato dalle operazioni di trattamento dei rifiuti. SPAZZAMENTO. Attività di pulizia urbana eseguita in tutta la rete stradale o luoghi pubblici. STAZIONE ECOLOGICA ATTREZZATA (SEA). Area di conferimento, aperta ai cittadini in orari prefissati, atta al conferimento di particolari tipologie di rifiuti urbani (previste dal regolamento comunale) quali beni durevoli, rifiuti ingombranti ecc. L'area è normalmente presidiata dal personale addetto al controllo del corretto conferimento. SVILUPPO SOSTENIBILE. Termine utilizzato nella Conferenza dell'onu sull'ambiente, svoltasi a Rio de Janeiro nel giugno 1992. È un obiettivo delle politiche economiche e ambientali di vari Paesi e degli accordi internazionali, aventi per oggetto materie ambientali. Indica la possibilità di garantire lo sviluppo industriale, infrastrutturale, economico ecc. di un territorio rispettandone le caratteristiche ambientali, cioè sfruttando le risorse naturali in funzione della sua capacità di sopportare tale sfruttamento; ossia lo sviluppo umano, sociale e economico, devono soddisfare le attuali necessità senza sacrificare il benessere delle generazioni future. T TELERISCALDAMENTO. Uso di una doppia tubazione (andata e ritorno) termicamente coibentata, che trasporta calore fra il luogo di produzione e quello di richiesta. TERMOVALORIZZATORE. Impianto che, sfruttando il calore prodotto dall'incenerimento dei rifiuti urbani, produce un guadagno in termini energetici. TONER. Polvere cerosa isolante, nera o colorata, utilizzata nella riproduzione a stampa di computer e fotocopiatrici. V VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE. Procedura tecnicoamministrativa volta alla formulazione di un giudizio di ammissibilità sugli effetti che una determinata azione avrà sull'ambiente, inteso come l'insieme delle risorse naturali e delle attività umane. 306
Allegato 4 Le Operazioni di Smaltimento e di Recupero Operazioni di smaltimento (allegato B, parte IV, D.Lgs. n.152/06) D1 - Deposito sul o nel suolo (ad esempio discarica); D2 - Trattamento in ambiente terrestre (ad esempio biodegradazione di rifiuti liquidi o fanghi nei suoli); D3 - Iniezioni in profondità (ad esempio iniezioni dei rifiuti pompabili in pozzi. In cupole saline o faglie geologiche naturali); D4 - Lagunaggio (ad esempio scarico di rifiuti liquidi o di fanghi in pozzi, stagni o lagune, ecc.); D5 - Messa in discarica specialmente allestita (ad esempio sistematizzazione in alveoli stagni separati, ricoperti o isolati gli uni dagli altri e dall'ambiente); D6 - Scarico dei rifiuti solidi nell'ambiente idrico, eccetto l'immersione; D7 - Immersione, compreso il seppellimento nel sottosuolo marino; D8 - Trattamento biologico, non specificato altrove nel presente allegato, che dia origine a composti o a miscugli che vengono eliminati secondo uno dei procedimenti elencati nei punti da D1 a D12; D9 -Trattamento fisico-chimico, non specificato altrove nel presente allegato, che dia origine a composti o a miscugli eliminati secondo uno dei procedimenti elencati nei punti da D1 a D12 (a esempio evaporazione, essiccazione, calcinazione, ecc.); D10 - Incenerimento a terra; D11 - Incenerimento in mare; D12 - Deposito permanente (a esempio sistemazione di contenitori in una miniera, ecc.); D13 - Raggruppamento preliminare prima di una delle operazioni di cui ai punti da D1 D12; D14 - Ricondizionamento preliminare prima di una delle operazioni di cui ai punti da D1 a D13 ; D15 - Deposito preliminare prima di una delle operazioni di cui ai punti da D1 a D14 (escluso il deposito temporaneo, prima della raccolta, nel luogo in cui sono prodotti). Operazioni di recupero (allegato C, parte IV, D.Lgs. n.152/06) R1 - Utilizzazione principale come combustibile o come altro mezzo per produrre energia; R2 - Rigenerazione/recupero di solventi; R3 - Riciclo/recupero delle sostanze organiche non utilizzate come solventi (comprese le operazioni di compostaggio e altre trasformazioni biologiche); R4 - Riciclo/recupero dei metalli e dei composti metallici; R5 - Riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche; R6 - Rigenerazione degli acidi o delle basi; R7 - Recupero dei prodotti che servono a captare gli inquinanti; R8 - Recupero dei prodotti provenienti dai catalizzatori; 307
R9 - Rigenerazione o altri reimpieghi degli oli; R10 - Spandimento sul suolo a beneficio dell'agricoltura o dell'ecologia; R11 - Utilizzazione di rifiuti ottenuti da una delle operazioni indicate da R1 a R10; R12 - Scambio di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate da R1 a R11; R13 - Messa in riserva di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate nei punti da R1 a R12 (escluso il deposito temporaneo, prima della raccolta, nel luogo in cui sono prodotti); R14 - Deposito temporaneo, prima della raccolta, nel luogo in cui sono prodotti i rifiuti qualora non vengano rispettate le condizioni stabilite dalla normativa vigente. 308