Ricordiamo: SOSTANZE FUNZIONALI: quelle che conferiscono al cosmetico una determinata e finalizzata caratteristica; MATERIE PRIME DI BASE (eccipienti): le sostanze di supporto; ADDITIVI: essenziali per la corretta produzione e conservazione del prodotto. Gli eccipienti sono le sostanze che danno "forma" al prodotto e permettono di veicolare le sostanze funzionali, ma hanno anche proprietà cosmetiche proprie. I principali eccipienti sono costituiti dalle sostanze grasse, dai liposomi e dai tensioattivi. SOSTANZE GRASSE Igrassi o lipidi sono tra le materie prime più utilizzate in cosmetologia. Sono sostanze untuose al tatto, insolubili in acqua e solubili in solventi organici (alcool). La pelle sa costruire da sé la crema di cui ha bisogno per mantenersi sana. Questa è data dal film idro-acido-lipidico naturale, il quale oltre al Fattore di Idratazione Naturale e all acqua, possiede un sistema di tipo lipofilo dovuto alla secrezione sebacea. Ecco perché è fondamentale usare sostanze di base quanto più sebo-simili in modo da ottenere cosmetici non solo efficaci ma anche privi di allergenicità.
SOSTANZE GRASSE le funzioni Le principali azioni svolte dai grassi sono: azione lubrificante: si ottiene dalla presenza di una grande quantità di sostanze lipidiche per far penetrare le quali si ricorre ad un massaggio cutaneo. È necessario l uso di grassi sebosimili e non di grassi minerali (vaselina); azione emolliente: si ottiene dalla combinazione dell'effetto lubrificante con quello umettante. La nutrizione della pelle va intesa come restituzione ad essa di tutte le sostanzelipidiche di natura sebacea che la cute non ha più; azione protettiva: i grassi hanno infatti il compito di difendere la cute da agenti esterni; azione riacidificante: comporta un apporto di acidi grassi insaturi che, oltre a mantenere la cute morbida e compatta, aiuta a stabilizzare il corretto ph cutaneo; azione coibente: i grassi, data la loro bassa conduttività termica, tendono a mantenere costante la temperatura cutanea, opponendosi al freddo. Contribuiscono anche a compensare le carenze lipidiche dello strato corneo, cioè lo strato più esterno della cute, e, come eccipienti, a veicolare sostanze liposolubili. Le sostanze grasse prendono sembianze fluide (oli), pastose (burri e grassi) e solide (cere). Le sostanze grasse posso essere di origine minerale, vegetale o animale.
SOSTANZE GRASSE - tipi Si suddividono in: grassi minerali (idrocarburi): sono derivati dalla raffinazione del petrolio. Si presentano allo stato fluido (olio di vaselina o paraffina liquida), pastoso (vaselina filante) o solido (paraffina). Per l INCI: paraffinum liquidum o petrolatum. Sono molto usati per la loro buona capacità applicativa, associata a un basso costo. Sulla cute svolgono solo attività lubrificante e protettiva. Il loro uso prolungato può portare a una patologia cutanea detta acantosi, che consiste in un ispessimento dello strato germinativo dell'epidermide, lo strato più profondo della cute, e degli epiteli che costituiscono le guaine dei follicoli pilosebacei, con conseguente comparsa di una dermatosi. La vaselina d'altra parte è ancora molto usata per le sue proprietà idratanti create dal suo potere occlusivo, infatti la perdita d acqua attraverso l epidermide permette una maggiore idratazione dello strato corneo; siliconi: sono sostanze semi-organiche che si ricavano dalla Si (silice). Silicono liquidi, semisolidi e solidi a seconda del numero di atomi di Si nella molecola. Sono degli ottimi eccipienti perché sono in grado di formare un film idrolipidico sulla cute che ne permette una completa traspirazione. Sono idrorepellenti e ben scorrevoli quindi rendono la crema massaggio meno untuosa e appiccicosa. Si usano per creme protettive e nel contempo idratanti. Agli shampoo conferiscono proprietà districanti e filmogene;
SOSTANZE GRASSE - tipi Si suddividono in: grassi,olieburrivegetali: solitamente si ricavano dai semi e dai frutti oleosi e sono costituiti da miscele di trigliceridi, acidi grassi liberi, fosfolipidi (lecitine), vitamine e da una frazione detta "insaponificabile". Tale frazione svolge un'azione fotoprotettiva, lenitiva ed emolliente; inoltre, induce i fibroblasti dermici alla produzione di collagene ed elastene. I grassi vegetali sono instabili quindi suscettibili di irrancidimento e, dunque, nelle loro formulazioni è opportuno utilizzare miscele antiossidanti. Fra gli oli vegetali più usati ci sono gli oli di mandorle,di arachide,di oliva,di germe di grano, di avocado, di mais, di soia, di nocciolo,tutti ricchi di vitamine. Tra i grassi vegetali solidi ricordiamo il burro di karité, di cacao e di cocco. grassianimali:sono composti da tre molecole di acidi grassi ed una di glicerolo,e svolgono funzione energetica. Alcuni esempi sono: Squalene: presente nell olio di fegato di squalo; Oli uropigialici: prodotti dagli uccelli per impermeabilizzare le ali; Olio di tartaruga: ottenuto dal tessuto muscolare delle tartarughe giganti di mare. Si è abbandonato l uso di grassi animali per motivi di natura ecologica e per facile irrancidimento, quindi vengono prodotti sinteticamente.
I LIPOSOMI I liposomi sono vescicole microscopiche con la parte esterna costituita da fosfolipidi, elementi strutturali delle membrane cellulari di ogni organismo vivente. Questa affinità di costituzione tra membrana cellulare e membrana liposomiale conferisce ai liposomi una grande capacità di penetrazione a livello sottocutaneo e perciò un notevole utilizzo in campo cosmetologico. I fosfolipidi, costituiti da una testa idrofila (cioè che tende a legarsi all'acqua) e una coda idrofoba (cioè che fugge l'acqua), possono infatti disporsi in modo da veicolare al proprio interno sostanze sia idrofile sia idrofobe. I liposomi possono avere molte funzioni eutrofiche, che favoriscono cioè un buono stato di nutrizione. Possiamo intervenire con i liposomi, utilizzandoli come "carrier" (portatori) di acqua, per prevenire l'invecchiamento cutaneo dovuto alla disidratazione, essendo questi capaci di cedere acqua esogena. I vantaggi dovuti all'utilizzo dei liposomi sono: facilità di superamento della barriera dello strato corneo da parte di sostanze funzionali; biodegradabilità totale a livello cutaneo; atossicità.
I TENSIOATTIVI I tensioattivi sono tra le materie prime più usate in campo cosmetico. Si trovano nei latti detergenti, nei saponi, negli shampoo, nelle creme, nei balsami, nei disinfettanti non alcolici ed in molti altri prodotti. La loro funzione è quella di diminuire l'intensità di due forze fisiche: latensionesuperficiale: forza tra molecole che si ha sulla superficie di ogni liquido, tanto da sollecitare il liquido stesso ad assumere la minore superficie possibile; la tensione interfacciale: se versiamo un liquido in un altro nel quale non è miscibile, la tensione superficiale impedisce agli stessi di mescolarsi. Questo permette un più intimo contatto tra sostanze non miscibili con acqua, favorendo fenomeni di emulsionamento. I tensioattivi possono svolgere diverse funzioni: funzione emulsionante; funzione detergente; funzione schiumogena; funzione bagnante; funzione filmogena; funzione disinfettante; funzione solubilizzante. Quindi non si usa un solo tensioattivo ma una miscela di tensioattivi.
I TENSIOATTIVI
I TENSIOATTIVI I tensioattivi sono molecole anfipatiche, dotate cioè di una testa idroila che lega l'acqua e di una coda idrofoba che lega i lipidi. Le molecole anfipatiche spingono le loro code idrofobe fuori dall'acqua, mentre le teste idrofile rimangono all'interno dell'acqua, separandone le molecole. Questo processo fa diminuire la tensione superficiale dell'acqua perché aumenta la distanza tra le molecole. Quando si abbassa la tensione superficiale e quella interfacciale, i tensioattivi possono: disperdere omogeneamente e solubilizzare le due fasi A/O (azione emulsionante); solubilizzare le sostanze grasse e allontanarle dalla superficie (azione detergente); formare schiuma attraverso la diminuzione della tensione superficiale tra un liquido e un gas (azione schiumogena); far penetrare una soluzione nei minimi spazi cutanei (azione bagnante); fissarsi sui tessuti svolgendo azione filmogena e ammorbidente (azione sostantivante); solubilizzare i lipidi della membrana dei batteri distruggendoli (azione batteriostatica e battericida); solubilizzare nell'acqua i corpi grassi come olio, vitamine liposolubili, ecc. (azione solubilizzante).
I TENSIOATTIVI - elettrochimica A seconda della carica elettrica presente sulla molecola anfipatica si distinguono i seguenti tensioattivi: anionici: la loro parte idrofila ha carica negativa, svolgono un'azione lavante e sono poco costosi e irritanti. Troviamo i saponi e tutti i tensioattivi con azione schiumogena ed emulsionante; cationici: la loro parte idrofila ha carica positiva, sono poco utilizzati perché irritanti per gli occhi. Hanno effetto ammorbidente, sostantivante e antisettico, e li possiamo trovare nei disinfettanti e nei prodotti per capelli; anfoteri: hanno carica bipolare che varia a seconda del ph, sono dotati di buona capacità lavante. Uniscono le proprietà dei precedenti; non ionici: non hanno carica elettrica, sono dotati di buona capacità detergente. Hanno un'azione emulsionante e sono i tensioattivi più leggeri e i meno aggressivi per la pelle.