Intervista al sig. Jukka Takala, direttore dell'agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro Bilbao, 28 aprile 2008 Cosa si intende per valutazione dei rischi? Jukka Takala: La valutazione dei rischi è la chiave di volta per prevenire gli infortuni e le malattie sul lavoro. Si tratta di un processo di valutazione sistematica dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori derivanti da pericoli presenti sul luogo di lavoro. Durante questo processo vengono presi in esame tutti gli aspetti del luogo di lavoro e dell attività lavorativa per stabilire cosa può provocare lesioni, se è possibile eliminare i pericoli (ossia i rischi di infortunio o i rischi per la salute a lungo termine) e, nel caso in cui ciò non sia possibile, quali misure di prevenzione o di protezione devono essere messe in atto. La valutazione dei rischi consente ai datori di lavoro di comprendere quali azioni è necessario intraprendere per eliminare o ridurre al minimo i rischi per i loro dipendenti. Costituisce il punto di partenza del processo di gestione della sicurezza e della salute. Perché è importante la valutazione dei rischi? JT: La valutazione dei rischi è la pietra miliare dell approccio europeo alla sicurezza e alla salute sul lavoro. Se il processo di valutazione dei rischi viene condotto in maniera inadeguata o se tale processo non viene realizzato affatto, è poco probabile che vengano individuate o che si mettano in atto le corrette misure preventive. A ciò si deve aggiungere che gli infortuni e le malattie rappresentano un costo. Generano un costo umano per i lavoratori e le loro famiglie: non si deve dimenticare che dietro alle statistiche vi sono persone reali, ciascuna con la propria storia; un costo per le organizzazioni: quando vi sono problemi sul lavoro, la produttività aziendale viene compromessa; un costo per i governi, perché gli infortuni e le malattie vanno a incidere enormemente sui sistemi di assistenza sanitaria. Un adeguata valutazione dei rischi, tuttavia, può apportare vantaggi all'impresa. Intervista a J. Takala Valutazione dei rischi Pagina 1 di 5
Le imprese possono tagliare i costi derivanti dagli infortuni e dalle malattie professionali, ridurre i tassi di congedi per malattia e le richieste di risarcimento e diminuire i tassi di rotazione del personale. Perché avete scelto come tema della campagna la valutazione dei rischi? JT: I dati e le statistiche sugli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dimostrano l impellenza di apportare miglioramenti. Ogni tre minuti e mezzo nell'ue qualcuno muore per cause legate all attività lavorativa. Ciò significa che ogni anno muoiono circa 167 000 persone a causa di infortuni sul lavoro o di malattie professionali. Ogni quattro secondi e mezzo un lavoratore dell'ue è vittima di un incidente che lo costringe a restare a casa per almeno tre giorni lavorativi, per un totale di oltre 7 milioni all anno. È necessario apportare dei miglioramenti in particolare in tre aree: Le statistiche disponibili a livello di Stati membri mostrano che un numero molto significativo di imprese non effettua la valutazione dei rischi. È il caso soprattutto delle PMI, che costituiscono la maggioranza delle imprese. È importante anche migliorare la qualità delle valutazioni: devono cioè essere considerati tutti i rischi pertinenti, non solo quelli ovvi; le misure di prevenzione devono essere monitorate e la valutazione dev essere periodicamente sottoposta a revisione. Infine, si avverte l esigenza di un maggior scambio di risorse (come, per esempio, degli strumenti per la valutazione dei rischi) e di esperienze relative alle buone prassi. La campagna intende fornire ai datori di lavoro e ai lavoratori gli orientamenti, le informazioni e le risorse necessari per effettuare valutazioni dei rischi adeguate e mantenere sicuro il luogo di lavoro. La valutazione dei rischi non rappresenta un ulteriore costo a carico dell impresa? JT: Effettuare una valutazione dei rischi non è soltanto un obbligo o un onere per l impresa. Al contrario, questo processo permette di proteggere i lavoratori, da un lato, ma anche di ricavare dei benefici dal punto di vista economico, dall altro lato. Gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali rappresentano un costo ingente per le imprese e per la società. Quando gli ingranaggi di un organizzazione non funzionano a dovere, si hanno ripercussioni sulla produttività e si generano oneri sui sistemi di assistenza sanitaria. La creazione di condizioni di lavoro sicure consente alle imprese di ridurre i costi derivanti dagli infortuni e dalle malattie professionali. Un adeguata valutazione dei rischi contribuisce a ridurre i tassi di congedi per malattia, nonché i costi delle assicurazioni, grazie a un numero minore di richieste di risarcimento. I lavoratori più Intervista a J. Takala Valutazione dei rischi Pagina 2 di 5
motivati sono più produttivi ed efficienti e i tassi di rotazione del personale calano. Tutto ciò aiuta le imprese a diventare più competitive. Un ambiente di lavoro sano e sicuro è un bene per l azienda e, pertanto, vale la pena di investire in una valutazione dei rischi adeguata. Chi è responsabile della valutazione dei rischi? JT: Per legge, sono responsabili della valutazione dei rischi i datori di lavoro. Tuttavia, la valutazione dei rischi è un processo che interessa tutte le persone presenti sul luogo di lavoro, quindi non solo i datori di lavoro e gli esperti in materia. Chiunque può fornire un valido contributo e ha interesse a prevenire gli infortuni e le malattie. Le migliori valutazioni dei rischi nascono dalla collaborazione tra datori di lavoro e lavoratori, che vengono ampiamente coinvolti e consultati nel corso dell intero processo. Perché i datori di lavoro devono occuparsi della valutazione dei rischi? JT: A parte la responsabilità morale di garantire ai propri dipendenti un lavoro in condizioni sicure, i datori di lavoro sono obbligati per legge, a livello comunitario, a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori. La direttiva quadro 89/391/CEE, recepita dagli ordinamenti nazionali di tutti gli Stati membri dell UE, impone ai datori di lavoro l obbligo legale di gestire la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro. Alcuni Stati membri hanno adottato requisiti ancora più rigorosi di tutela dei lavoratori da parte dei datori di lavoro. In quest ottica, i datori di lavoro sono tenuti a effettuare valutazioni dei rischi efficaci, nell ambito di un processo continuo di gestione dei rischi. Non è troppo chiedere alle imprese, e in particolare alle PMI, di intraprendere questo indaginoso processo? JT: La valutazione dei rischi può sembrare una grande sfida, soprattutto per le piccole imprese. Tuttavia, non è questa la giusta chiave d interpretazione. La valutazione dei rischi non è necessariamente complicata, burocratica o un compito destinato agli esperti in materia. Spesso è sufficiente adottare un approccio semplice, per fasi, e sono inoltre disponibili molte risorse e molti esempi di buona prassi che possono contribuire ad agevolare questo processo. I principi guida che occorre considerare durante l intero processo di valutazione dei rischi possono essere raggruppati in cinque fasi: Fase 1: Fase 2: Fase 3: Fase 4: Fase 5: Individuare i pericoli e i rischi Valutare e attribuire un ordine di priorità ai rischi Decidere l azione preventiva Intervenire con azioni concrete Controllo e riesame Intervista a J. Takala Valutazione dei rischi Pagina 3 di 5
L Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) promuove questo approccio in cinque fasi, anche se esistono altri metodi altrettanto efficaci, in particolare per situazioni e rischi più complessi. Infine, desidero precisare che la valutazione dei rischi può essere svolta dagli stessi datori di lavoro, dai lavoratori a tal fine designati dal datore di lavoro oppure da valutatori o servizi esterni. Molte imprese decidono di effettuare la valutazione dei rischi internamente e la campagna è per loro un valido strumento di aiuto in tal senso. Se le valutazioni dei rischi vengono condotte da esperti, è importante che costoro ricevano informazioni esaustive relative al luogo di lavoro specifico che dovranno valutare e che non dimentichino di coinvolgere nel processo anche i lavoratori. In ultima analisi, comunque, il responsabile della valutazione è sempre il datore di lavoro. Come fanno le imprese a capire come intervenire in base ai risultati emersi dalla valutazione dei rischi? JT: Quando devono decidere una strategia per eliminare o controllare i rischi emersi dalla valutazione, i datori di lavoro devono tenere presenti i principi generali in materia di prevenzione: evitare i rischi, eliminare i rischi all origine, sostituire gli oggetti pericolosi con oggetti non pericolosi o meno pericolosi, adattare l attività al singolo individuo, ecc. I datori di lavoro possono trovare suggerimenti su come controllare i rischi nelle specifiche tecniche relative ai prodotti, nella normativa nazionale, negli standard nazionali e nelle informazioni pubblicate dalle autorità nazionali. Cosa può offrire la campagna alle imprese interessate? JT: Sul sito web della campagna è disponibile un ampia gamma di materiale promozionale nelle 22 lingue dell UE. Il materiale comprende poster e opuscoli, fogli informativi, esempi di buona prassi, quiz, animazioni con Napo, il popolare personaggio dei cartoni animati, una rivista che fornisce informazioni tecniche e consigli su come organizzare e gestire le attività. Il sito inoltre dà accesso a strumenti di valutazione dei rischi come, per esempio, liste di controllo per settore e pericolo, per favorire con suggerimenti pratici il processo di valutazione dei rischi. Come possono le imprese partecipare alla campagna? JT: Con questa campagna dedicata alla valutazione dei rischi (2008-2009) passiamo per la prima volta da un ciclo di campagne annuale a uno biennale. Questo ci consente, tra le altre cose, di aver più tempo per coinvolgere i partner che desiderano partecipare attivamente alla campagna. Nell arco di questi due anni verranno organizzati molti eventi in collaborazione con i paesi che detengono la presidenza dell UE e con i punti focali, che di norma coincidono con le autorità nazionali responsabili della sicurezza e della salute sul lavoro presenti in ogni Stato membro. Il clou della campagna è la Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, che si tiene ogni anno nel corso della 43 a settimana di calendario (nel caso di questa campagna, il 20-26 ottobre 2008 e il 19-25 ottobre 2009). Intervista a J. Takala Valutazione dei rischi Pagina 4 di 5
A questi eventi possono partecipare tutte le persone e le imprese di ogni dimensione, che in alternativa possono organizzare esse stesse degli eventi. Tra le attività a cui è possibile partecipare si annoverano le manifestazioni ed esposizioni in materia di sicurezza, gli interventi di formazione, i seminari e i workshop, i concorsi per i migliori poster, i partenariati tra imprese e centri di istruzione e formazione, gli schemi di buon vicinato tra i grandi e piccoli datori di lavoro, l individuazione dei pericoli e le giornate di ispezione. La campagna prevede inoltre Premi per le buone prassi, conferiti alle imprese e alle organizzazioni che hanno contribuito in modo eccezionale alla promozione della valutazione dei rischi sul luogo di lavoro. Infine, è importante sottolineare che l Agenzia ha istituito una serie di canali e azioni per dare visibilità ai partner della campagna. Vi sono due livelli di partecipazione e di riconoscimento: chiunque partecipi attivamente a una delle attività della campagna può scaricare dal sito web un certificato di partecipazione (Certificate of Participation): basta semplicemente comunicare in che modo si è partecipato o in quale settore si è stati attivi; l offerta ai partner (Partner Offer) si spinge oltre e fornisce l opportunità di beneficiare di un ampia gamma di promozioni e di innalzare il proprio profilo nella comunità SSL, a livello europeo e nei media, attraverso l alta visibilità fornita dalla campagna per un luogo di lavoro sano. Questa offerta, tuttavia, è riservata a chi si impegna in modo sostanziale nella campagna e moltiplica i propri sforzi attraverso i membri della propria rete. Per avere ulteriori informazioni su come diventare partner ufficiale della campagna è utile consultare il nostro sito web: http://hw.osha.europa.eu Intervista a J. Takala Valutazione dei rischi Pagina 5 di 5