DI GEOLOGIA APPLICATA BALDELLI



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Committente: Comune di Castelplanio Località : Zona industriale Pozzetto Comune: CASTELPLANIO (AN) RELAZIONE PER LE OPERAZIONI DI SMALTIMENTO RIFIUTI PER LA MESSA IN SICUREZZA E RIPRISTINO AMBIENTALE DELL AREA PERTINENTE ALL IMPIANTO DI RECUPERO RIFIUTI DELLA DITTA COMPAGNIA PER L AMBIENTE S.A.S. STABILIMENTO SITO NEL COMUNE DI CASTELPLANIO (AN) Via dell Industria, 11 ALLEGATO 7 PIANO DI CARATTERIZZAZIONE AI SENSI DEL D.Lgs. 152/06 il Geologo TerraDat@ 0 Lug.-2010 Prog_smal.docx 47 Emissione Indice Data Nome file N. pagine Descrizione STUDIO DI GEOLOGIA APPLICATA BALDELLI Geol. PIERAMELIO via S. Angelo, 6C - 60030 Serra de Conti (AN) Tel. / Fax 0731.879714 Cell. 335.6394447 E-mail geo.baldelli@tiscali.it Cod. fisc.: BLD PML 59M29 I608L P. Iva: 0097387 0421

Indice 1 PREMESSA 3 1.1 Oggetto 3 1.2 Normativa 3 2 SCOPO DEL LAVORO 4 3 RACCOLTA E SISTEMATIZZAZIONE DEI DATI ESISTENTI 5 3.1 Documentazione raccolta 5 4 UBICAZIONE E DESCRIZIONE DELL AREA DI STUDIO 7 4.1 Inquadramento del sito 7 4.2 Breve cronistoria dell impianto 10 4.3 Caratteristiche geologiche ed idrogeologiche 12 4.3.1 Situazione litostratigrafica locale 12 4.3.2 Caratteri geostrutturali generali 13 4.3.3 Lineamenti morfologici 14 4.3.4 Inquadramento idrogeologico 15 4.3.5 Litostratigrafia locale 16 5 MODELLO CONCETTUALE 18 6 PIANO D INDAGINI 20 6.1 Attività di campo 21 6.2 Attività di laboratorio 22 6.3 Elaborazione interpretazione dati 24 Allegati 1 PLANIMETRIA UBICAZIONE INDAGINI 2 CRONOPROGRAMMA DEI LAVORI 3 QUADRO ECONOMICO 4 METODICHE DI ANALISI nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 2 di 47

1 PREMESSA 1.1 Oggetto A seguito del fallimento della Compagnia per l Ambiente s.a.s. lo stabilimento sito in via dell Industria, 11 del comune di Castelplanio (AN) risulta in abbandono, con notevoli cumuli di rifiuti presenti in modo incontrollato sul piazzale e all interno dello stabilimento stesso. I rifiuti sono costituti, oltre che dalle materie plastiche proveniente da raccolte differenziate e dalla selezione/lavorazione delle stesse, anche da fanghi di depurazione e da liquami presenti nelle vasche del depuratore stesso. Dai cumuli fuoriesce percolato legato alle piogge dilavanti che tendono ad infiltrarsi. Inoltre, nel passato, durante la fase operativa dello stabilimento, si sono verificati diversi malfunzionamenti dell impianto di depurazione con sversamenti di liquami non depurati in corrispondenza della rete idrografica superficiale. In accordo con il Committente, a completamento delle attività di messa in sicurezza e ripristino ambientale, si è redatto questo piano di caratterizzazione per predisporre uno strumento in grado di consentire di verificare se le matrici ambientali sono state in qualche modo interessate da processi di inquinamento legati alle attività che si sono svolte nell impianto e allo stato di abbandono e degrado dello stesso che ha seguito il fallimento della ditta. Il presente lavoro si inquadra dunque nell ambito delle attività di messa in sicurezza e ripristino ambientale degli impianti così come definiti dalla convenzione, stipulata in data 22 ottobre 2009, tra Provincia di Ancona e Comune di Castelplanio,. 1.2 Normativa Il presente Piano della Caratterizzazione fa riferimento alle seguenti normative ambientali: Legge n 426 del 09/12/98 Nuovi interventi in campo Ambientale ; D.Lgs. 152/06 "Norme in materia ambientale"; D.Lgs. n 4 del 16.01.2008 correttivo del D.Lgs. 1 52/06. nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 3 di 47

2 SCOPO DEL LAVORO Il presente documento si propone i seguenti obiettivi: descrivere, sulla base della documentazione disponibile, il sito e la sua evoluzione storica; ricostruire il modello concettuale dell area di studio,; progettare il piano delle indagini di campo e delle attività di laboratorio con l obiettivo finale di definire tipo, grado ed estensione dell inquinamento. nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 4 di 47

3 RACCOLTA E SISTEMATIZZAZIONE DEI DATI ESISTENTI Le informazioni sullo stabilimento utilizzate per la stesura del presente documento derivano da: Sopralluoghi tecnici presso le aree di cantiere; Dati e documenti forniti dal Committente. 3.1 Documentazione raccolta 1. Polizza Fidejussoria N. 1574928 Contraente Compagnia Per l Ambiente S.r.l. Beneficiario Provincia di Ancona. 25/05/2004. 2. Provincia di Ancona IX Settore; Tutela dell Ambiente, Area rischio idraulico e Acque pubbliche: Determina Dirigenziale n. 28 del 16/01/2008. 3. ASUR Marche 5: Verbale di accertamento N.02/08 del 03.01.08 4. Comune di Castelplanio: Ordinanza n. 2 del 05.02.2008. 5. Provincia di Ancona IX Settore; Tutela dell Ambiente, Area rischio idraulico e Acque pubbliche:autorizzazione allo scarico D.Lgs. 152/06 parte terza Determina Dirigenziale n.144 del 20/02/2008. 6. Provincia di Ancona IX Settore; Tutela dell Ambiente, Area rischio idraulico e Acque pubbliche: D.Lgs. 152/06 parte terza e s.m.i. Provvedimento di diffida emesso con D.D. n. 28 del 16/01/2008. Richiesta informazioni. 7. Provincia di Ancona; Dipartimento III - Governo del Territorio; Settore I Tutela e valorizzazione dell Ambiente; Area Acque Pubbliche e Sistemazioni Idrauliche: D.Lgs. 152/06 parte terza e s.m.i. Provvedimento di Revoca Diffida emesso con D.D. N. 121 del 10/06/2008. 8. Provincia di Ancona Dipartimento III - Governo del Territorio; Settore I Tutela e valorizzazione dell Ambiente: D.Lgs. 3/4/2006, n. 152, parte quarta: Revoca sospensione autorizzazione alla gestione di rifiuti non pericolosi. 12.06.2008. 9. Provincia di Ancona; Dipartimento III - Governo del Territorio; Settore I Tutela e valorizzazione dell Ambiente: D.Lgs. 3/4/2006 n. 152. Legge 7 agosto 1990 n. 241, art. 8. Diffida con contestuale sospensione e comunicazione di avvio procedimento amministrativo a carico della ditta Compagnia per l Ambiente SAS sede operativa di Castelplanio, via dell industria 11. 09.08.2008. 10. Provincia di Ancona; Dipartimento III - Governo del Territorio; Settore I Tutela e valorizzazione dell Ambiente; Area Ecologia U.O. nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 5 di 47

Controlli Ambientali: Verbale di ispezione in materia di gestione di rifiuti e scarichi idrici. 24.10.2008. 11. Provincia di Ancona; Dipartimento III - Governo del Territorio; Settore I Tutela e valorizzazione dell Ambiente; Area Ecologia: D.Lgs. 3/4/2006 n. 152- ART. 210 Compagnia per l Ambiente messa in riserva (R13) e recupero (R3) di rifiuti non pericolosi per l impianto di Castelplanio. Via dell Industria 11. D.D. 458 del 03.11.2008: REVOCA. 03.11.2008. 12. Provincia di Ancona; Dipartimento III - Governo del Territorio; Settore I Tutela e valorizzazione dell Ambiente; Area Ecologia: D.Lgs 3/4/2006 n.152, parte quarta. Ditta Compagnia per l Ambiente Sas via dell Industria 11 Castelplanio: Gestione di rifiuti non pericolosi. Richietsta preventivo per smaltimento rifiuti. 15.12.2008. 13. Provincia di Ancona; Dipartimento III - Governo del Territorio; Settore I Tutela e valorizzazione dell Ambiente; Area Ecologia: D.Lgs 3/4/2006 n.152, parte quarta. Ditta Compagnia per l Ambiente Sas via dell Industria 11 Castelplanio. Gestione di rifiuti non pericolosi. Richiesta preventivo per smaltimento rifiuti. 13.01.2009. 14. SO.GE.NU.S. Spa: Preventivo di larga massima per lo smaltimento di tutti i rifiuti giacenti presso il piazzale della ditta Compagnia per l Ambiente con sede a Castelplanio Verbale redatto dai Sigg. Bordoni Danilo e Severino Savini. 21.01.2009. 15. Provincia di Ancona; Dipartimento III - Governo del Territorio; Settore I Tutela e valorizzazione dell Ambiente; Area Ecologia: D.Lgs 3/4/2006 n.152, parte quarta. Ditta Compagnia per l Ambiente Sas via dell Industria 11 Castelplanio. Gestione di rifiuti non pericolosi. Richiesta escussione garanzia finanziaria. 27.01.2009. 16. Tribunale di Perugia: Nomina curatore fallimentare Farneti Filippo. 09.07.2009. 17. Provincia di Ancona; Dipartimento III - Governo del Territorio; Settore I Tutela e valorizzazione dell Ambiente; Convenzione tra la Provinica di Ancona e il Comune di Castelplanio per le operazioni di smaltimento rifiuti e per la messa in sicurezza e ripristino ambientale dell area interessata dall impianto di recupero rifiuti della ditta Compagnia per l Ambiente di Rocchini C. & C. sas sito in via dell Industria 11, nel comune di Castelplanio. 27/10/2009. nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 6 di 47

4 UBICAZIONE E DESCRIZIONE DELL AREA DI STUDIO 4.1 Inquadramento del sito L area dello stabilimento di Castelplanio della Compagnia per l Ambiente sas è situato nell agglomerato industriale di Pozzetto, in via dell industria 11. Il capannone e l area attigua, contraddistinti con la particella 463 del foglio 9 del comune di Castelplanio, sono di proprietà della Società LOCAFIT Locazione Macchinari Industriali S.p.A. di Milano, che li ha dati in Leasing alla ditta Compagnia per l Ambiente per svolgere le attività imprenditoriali (data dell atto notarile 27/12/2005). Si tratta di un area ricadente al margine alluvionale del f. Esino, in sinistra idrografica caratterizzata dalla presenza di terreni permeabili di natura alluvionale (limi, sabbie e ghiaie) che ricoprono il substrato argilloso pliocenico. I depositi alluvionali (acquifero) sono sede di una falda di subalveo il cui livello piezometrico si attesta poco sopra il contatto con il sottostante acquiclude. La Compagnia per l Ambiente Srl è stata autorizzata dalla Provincia di Ancona, con autorizzazione n.58/2005 del 19/9/2005 e s.m.i., a svolgere in tale impianto le attività di messa in riserva (R13) e di recupero (R3) di rifiuti non pericolosi in materiale plastico di vario genere e tipologia. All atto del rilascio dell autorizzazione la Provincia di Ancona ha richiesto una polizza fidejussoria atta a coprire: - I costi per le verifiche di competenza della Provincia e delle eventuali operazioni di bonifica; - I costi di smaltimento/avvio al recupero dei rifiuti in deposito; - I costi necessari per la bonifica dell area e delle installazioni; - I risarcimenti dovuti per danni provocati all ambiente; - Dei costi sostenuti dalla Provincia o dal Comune su indicazione della Provincia in sostituzione del soggetto titolare dell autorizzazione che si mostra inadempiente all osservanza delle prescrizioni autorizzative. Attualmente lo stabilimento risulta chiuso ed abbondato. Il depuratore è pieno di liquami, così come i vari filtri a carboni attivi o a graniglia quarzosa presenti in loco. Ci sono inoltre fanghi accumulati in maniera incontrollata sul piazzale e nel deposito associato al depuratore stesso ci sono diverse contenitori di materie prime non utilizzati. nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 7 di 47

Nel piazzale sono presenti numerose balle di materiale plastico proveniente dalla raccolta differenziata. Altri cumuli polverulenti di materiale plastico sono presenti sul piazzale. Dagli uni e dagli altri escono rigagnoli che tendono a scorrere sul piazzale fino a raggiungere le aree esterne al piazzale stesso. Nelle aree circostanti il capannone sono inoltre presenti dei bancali di legno, dei materiali ferrosi accumulati in modo incontrollato, oltre a due mezzi (un camion e una spazzatrice) inutilizzabili. Almeno il camioncino andrebbe demolito. All interno del capannone sono presenti le apparecchiature utilizzate per l attività alcune di queste sono ingombre di materiale lasciato in loco dalla non ultimazione delle lavorazioni in atto per il fallimento della ditta. Ci sono inoltre due vasche metalliche piene di acqua utilizzate nelle fasi di processo. Il pavimento del capannone è ingombro di rifiuti. Il capannone non risulta più collegato alla rete elettrica. Nelle zone nei pressi del piazzale sono inoltre presenti n.14 scarrabili, che come comunicato dal liquidatore fallimentare non sono di proprietà della ditta, pieni parzialmente di rifiuti indifferenziati. nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 8 di 47

Zona depuratore Rifiuti plastici in balle Cumuli di rifiuti plastici Rifiuti prevalentemente ferrosi Limite dell impianto Capannone principale - Figura 1 Foto aerea dell impianto e del contesto nel quale è collocato. nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 9 di 47

4.2 Breve cronistoria dell impianto Dall analisi dei documenti messi a disposizione del Committente, risulta che la Ditta ottenne l autorizzazione n.58/2005 del 19/9/2005 e s.m.i., da parte della Provincia di Ancona. Con tale atto la Ditta fu autorizzata a svolgere nell impianto di Castelplanio le attività di messa in riserva (R13) e di recupero (R3) di rifiuti non pericolosi provenienti da raccolte differenziate dei rifiuti. Nel 2005 l impianto fu oggetto di un incendio che danneggiò parte del capannone. Durante l esercizio, la Provincia di Ancona e l ASUR5 contestarono alla Ditta, nel tempo, diverse irregolarità ambientali nella gestione delle attività previste in autorizzazione. In particolare in data 16 gennaio 2008 l ASUR5 rilevò, in corrispondenza dello scarico nel fosso attiguo all impianto, il superamento dei valori limite di emissione previsti in tab. 3 allegato 5 alla parte terza del D.Lgs. 152/06 per i parametri BOD5 e COD, oltre ad un elevato tenore del parametro Escherichia Coli. Questo comportò una serie di diffide alla Ditta al fine di collettare le acque reflue direttamente nella rete fognaria pubblica gestita da Multiservizi Spa. Anche il Comune di Castelplanio emise un ordinanza, datata 5 febbraio 2008, per il ripristino delle pareti coibentate del munufatto che ospita il mulino n.3 (danneggiate dall incendio) e per l insonorizzazione dello stesso perché gli abitanti della zona Piano Amato in località Pozzetto lamentavano la forte rumorosità dell impianto. Il 20 febbraio 2008 il Dirigente del IX Settore visto che: - Lo scarico delle acque reflue industriali in uscita dal depuratore aziendale ha originato una formazione abnorme di schiuma e fango all interno dell alveo del Fiume Esino, - Al momento del controllo l autorizzazione allo scarico di cui sopra risultava scaduta, diffidò la Ditta a rimuovere entro 15 gg tutte le situazioni di illegittimità riscontrate le tutte le situazioni oggettive che hanno creato i problemi di natura ambientale e igienico sanitaria. A seguito di tale diffida, la Ditta allacciò i propri scarichi alla pubblica fognatura gestita dalla Multiservizi, per questo la Provincia di Ancona revocò la diffida in data 10 giugno 2008. nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 10 di 47

Subito dopo, in data 12 giugno 2008, la Provincia revocò anche la sospensione dell autorizzazione alla gestione di rifiuti non pericolosi. Tale sospensione dell autorizzazione fu emessa perché constatarono che: - l impianto di depurazione era completamente in blocco con conseguente sversamento delle acque reflue sui piazzali aziendali fino a defluire nel torrente Fossato; - i rifiuti erano stoccati in aree non previste nel progetto autorizzato; - l impianto di aspirazione fumi di lavorazione del capannone B era fuori uso con relative emissioni in atmosfera. - La ditta non aveva comunicato la variazione societaria e del legale rappresentante. La diffida, con contestuale sospensione dell autorizzazione, la Provincia li riemise in data 19 agosto 2008 perché constatò nuovamente che: - La Ditta effettuava lo stoccaggio dei rifiuti in aree non previste nel progetto; - La Ditta aveva effettuato un deposito incontrollato di rifiuti costituiti da fanghi di depurazione. Successivamente, in data 24 ottobre 2008, la Provincia di Ancona tramite la U.O, Controlli Ambientali dell Area Ecologia, ha effettuato un ispezione presso lo stabilimento della Ditta. Da tale sopralluogo, come riportato nel verbale stilato dal funzionario incaricato, risultò che: La lavorazione era completamente ferma dal 6 agosto 2008 e che i dipendenti erano in attesa di ricevere le retribuzioni dei mesi di luglio, agosto e settembre; Permanevano i gravi problemi al depuratore della Ditta nei pressi del quale sono presenti fanghi depositati in maniera incontrollata sulla pavimentazione e sull asfalto; Le caditoie delle acque meteoriche limitrofe alla linea fanghi sono state rinvenute piene degli stessi; Nelle vasche dell impianto erano in atto processi fermentativi e/o putrefattivi; Da una rottura di una tubazione dell impianto di depurazione, l acqua delle vasche dello stesso si riversava sul pavimento e da questo defluiva lentamente nel terreno circostante. A seguito di questo verbale, con la determina dirigenziale n. 458 del 3 novembre 2008, la Provincia di Ancona revocò l Autorizzazione n.58/2005 del 19/9/2005. nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 11 di 47

Con tale atto si diede anche mandato all Area Ecologia di procedere all escussione della polizza fidejuossoria a garanzie delle attività in oggetto. Infine, in data 22/10/2009, la Provincia sottoscrisse una convenzione con il comune di Castelplanio nella quale il comune si impegna a da avvio alle attività di messa in sicurezza e di ripristino ambientale dell area interessata dall impianto di recupero rifiuti. Per questo il comune dovrà redigere ed inviare alla Provincia una relazione corredata dal relativo preventivo di spesa e dal cronoprogramma, in cui saranno indicate tutte le operazioni che verranno poste in essere, comprese le attività di recupero, indicando in particolare le qualità e quantità dei rifiuti da movimentare ed il relativo costo per il trasporto e lo smaltimento. 4.3 Caratteristiche geologiche ed idrogeologiche 4.3.1 Situazione litostratigrafica locale La successione litostratigrafica dell'area di interesse è caratterizzata dalla presenza dei depositi continentali terrazzati del III ordine in sinistra idrografica del Fiume Esino, riferibili al Pleistocene Superiore e impostatisi sul substrato pelitico del Pliocene Inferiore. Le alluvioni terrazzate sono costituite da limi argillosi e sabbiosi, sabbia siltosa e ghiaia e ghiaie sabbiose in matrice limo-sabbiosa, con all interno frequenti intercalazioni di lenti limose-sabbiose o argillo-limose di spessore decimetrico. I depositi più spiccatamente ghiaiosi (dove presenti) sono ricoperti, in questa zona, da consistenti coltri di terreni a granulometria più fine detti "cappellaccio", di natura sempre alluvionale, prevalentemente limoso-argillosi e sabbiosi, che si presentano con una struttura anch'essa lentiforme e variamente interdigitata e con un certo grado di alterazione e di ossidazione. La potenza dei depositi superficiali del cappellaccio è dovuta, oltre che agli apporti del fiume, anche a sedimenti di origine secondaria accumulati dai torrenti e dai fossi secondari entro i terrazzi alluvionali (es. il piccolo fosso che lambisce il lotto), che, sfociando nella pianura principale, hanno depositato i sedimenti limo-argillosi trasportati dalle loro acque dopo aver eroso le rocce affioranti nelle aree collinari. Nella zona di interesse lo spessore dell intero materasso alluvionale, come risulta da dati di pozzi presenti nelle vicinanze e dai sondaggi eseguiti sia nel lotto in esame che in aree limitrofe, si aggira intorno ai 6.0 7.0 m. nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 12 di 47

La formazione argillosa è rinvenibile a profondità crescenti sia in senso trasversale (verso il Fiume Esino) che longitudinale (in direzione della valle fluviale). I depositi marini del substrato sono costituiti da argille marnose e marnososiltose grigio-bluastre e verdastre, disposte in strati da pochi centimetri fino ad un massimo di 50 cm. circa di spessore, talvolta in pacchi fittamente laminati, con spalmature e intercalazioni millimetriche sabbioso-siltose grigiastre che ne evidenziano la stratificazione. I depositi alluvionali si trovano in discordanza angolare sul substrato pliocenico che affiora in corrispondenza dei rilievi collinari che bordano la piana a nordovest della Strada Provinciale Piano Amato. 4.3.2 Caratteri geostrutturali generali Datazioni radiometriche sui legni contenuti nelle sue alluvioni hanno permesso di attribuire la deposizione del terrazzo di III ordine ad un periodo connesso con l ultima fase fredda del Pleistocene Superiore (Nanni, 1987). I principali elementi geologico-strutturali che distinguono l intero bacino dell Esino, sono quelli caratteristici dell Appennino Umbro-Marchigiano, con uno stile tettonico conseguente ad un assetto strutturale dato da una serie di falde sovrascorse e con uno stile plicativo caratterizzato da pieghe e faglie L area in oggetto ricade proprio sul fianco occidentale di una piega anticlinalica (anticlinale di Pozzetto Montecarotto - Serra Dé Conti) a direzione assiale appenninica; le giaciture del substrato, nei primi affioramenti ben visibili in corrispondenza dei rilievi collinari in località Pozzetto Alto, a partire da quote comprese fra i 130 140 m. s.l.m.m., presenta giaciture generalmente immergenti verso NE, a traverpoggio nel tratto in esame. La valle fluviale si è impostata su tale tipo di substrato, dapprima incidendolo ed erodendolo, poi ricolmando l'incisione con i depositi alluvionali che, dunque si trovano in discordanza angolare sul substrato pliocenico. La valle del Fiume Esino, come tutte le altre pianure alluvionali marchigiane, deve la sua origine ad una famiglia di faglie attivatesi nel Pleistocene Inferiore ed orientate NE-SW; quindi la Vallesina, a monte di Jesi può essere considerata come una "valle di linea di faglia" (Devis, 1913). nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 13 di 47

Con ogni probabilità l'attività di tali faglie continua (seppur in maniera molto blanda) anche oggigiorno, e ciò è testimoniato da vari fattori: la presenza della serie completa dei terrazzi alluvionali solo in sinistra idrografica e la migrazione dei fiume verso sud dovuta al minor sollevamento ed al basculamento del bordo meridionale del blocco strutturale nella vallata dell'esino (Nanni, 1987). A conferma dei dati bibliografici in materia sopra riportati, sul terreno è stata rilevata solamente la presenza di paleoalvei paralleli al corso attuale del Fiume Esino, responsabili del consistente spessore dei depositi alluvionali; non sono presenti morfologie particolari del territorio direttamente riferibili a faglie o altre lineazioni neotettoniche. 4.3.3 Lineamenti morfologici L area in esame ricade nella parte mediana della pianura alluvionale del F. Esino che taglia, da est verso ovest, i bassi rilievi collinari marchigiani che, senza soluzione di continuità, vanno dai rilievi appenninici al mare. In questa porzione di regione, i rilievi che bordano la piana sono relativamente bassi: le quote sono generalmente inferiori ai 300 m sul l.m.m. Le quote massime delle colline più prossime superano di poco i 250 m (Case Bravi q. 280), mentre il fondovalle, in questo tratto, ha quote medie di circa 115-120 m.; tutto questo conferisce all area una bassa energia di rilievo. La quota attuale dell area di sedime (abbassata di circa 3.0 m in fase di lottizzazione per predisporre l area secondo le quote finali di progetto) è compresa fra 117 m e 118 m l.m.m., mentre le pendenze risultano pressoché nulle (Cfr : Foto n. 1 e 2). Lo stabilimento ricade, come detto in precedenza, in corrispondenza della parte mediana del terrazzo alluvionale del III ordine, in sinistra idrografica del F. Esino. In questo tratto, la valle risulta ampia ed abbastanza simmetrica rispetto al corso fluviale che corre al centro della stessa; solo che in sinistra idrografica il terrazzo più rappresentato è proprio quello di III ordine, mentre in destra questo non è presente e quello più esteso è quello di IV ordine. Il dislivello rispetto all attuale alveo del F. Esino è di oltre 10 metri, mentre più di 750 m sono frapposti tra l imposta ed il corso fluviale. Per le condizioni morfologiche (zona pianeggiante), l area risulta manifestamente stabile: non sono stati rilevati processi gravitativi o nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 14 di 47

morfogenetici in grado di interessare la struttura in progetto; inoltre, per i dislivelli e la distanza sensibili dal corso del f. Esino, sono da escludere interferenza tra la dinamica fluviale e la zona di interesse. Il piccolo fosso di primo ordine che attraversa diagonalmente tutta l area ha un bacino idrografico estremamente ridotto e un alveo ben incassato; a memoria dei residenti della zona non è mai stato soggetto a fenomeni di esondazione ed oltretutto, a garanzia dei manufatti, è stata lasciata una fascia di rispetto di 15 m. Anche dall analisi della cartografia tecnica ufficiale risulta che l area non è interessata da dissesti gravitativi. Tra la cartografia esaminata si ricorda: Carta Inventario Dei Movimenti Franosi Della Regione Marche Ed Aree Limitrofe - CNR- IRPI, 1993; Carta Geologica, Geomorfologica ed Idrogeologica - Ambiente fisico delle Marche - Giunta Regionale, 1991; Carta Geomorfologica a corredo del P.R.G. Geol. Rocchetti S, 1998 Carta del Rischio Idrogeologico PAI Regione Marche 2004 Tutta la parte occidentale dello stesso tratto di piana alluvionale (destinata sempre ad insediamenti artigianali e produttivi) è stata, per gran parte, già edificata a partire dal 1994. 4.3.4 Inquadramento idrogeologico L idrografia superficiale è caratterizzata principalmente dal piccolo fosso tributario di destra del Torrente Fossato, verso quale defluiscono tutte le acque di precipitazione meteoriche del settore nord-orientale e orientale dell area di lottizzazione. L alveo del fosso è stato recentemente riprofilato e risagomato sulla base di uno studio idrologico ed idraulico puntuale per cui si possono escludere interferenze con i capannoni limitrofi. Il torrente Fossato, possiede un alveo ben incassato ad una quota più bassa di circa 6-8 m. dal limite nord-orientale dell area di lottizzazione; anche in questo caso è possibile escludere fenomeni di esondazione e allagamento anche in caso di piene eccezionali. Nella porzione d area vicina alla S.P. n. 39 Piano Amato, a causa della ridotta pendenza e di alcuni tratti addirittura in contro pendenza, si possono nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 15 di 47

manifestare temporanei fenomeni di ristagno di acque non regimate provenienti dalle pendici collinari a monte. I sondaggi e le altre indagini disponibili per l area, tutte spinte sino al substrato argillo-marnoso pliocenico, hanno evidenziato che dove è presente il banco ghiaioso (acquifero) esiste una circolazione idrica abbastanza importante a contatto diretto con il substrato marnoso pliocenico. Si tratta di una falda con superficie superiore libera, il cui livelli piezometrico si attesta intorno ai 6.5 m. dal p.c. E probabilmente continua sui terrazzi del III e del IV ordine, a contatto idraulico fra loro, e fa registrare escursioni massime nell arco dell anno di ± 1.0 m. La falda idrica viene principalmente alimentata dalle precipitazioni dirette e dall accumulo delle acque di dilavamento dei versanti collinari a monte, costituiti prevalentemente da sedimenti impermeabili. Sulla base delle analisi geotecniche di laboratorio eseguite su campioni di terreno simili e prelevati in aree limitrofe e dai dati bibliografici a disposizione ( Caratteristiche idrogeologiche delle Marche T. Nanni), la porosità media effettiva dei depositi alluvionali ghiaioso-sabbiosi risulta essere pari a circa il 10%, mentre la permeabilità varia da 1x10-5 a 1x10-6 m./sec. per i depositi fini e da 2x10-2 a 6x10-3 m./sec. per i depositi grossolani ghiaioso-sabbiosi. L'acquiclude è costituito dalle argille marnose plioceniche del substrato, praticamente impermeabili. 4.3.5 Litostratigrafia locale All interno del lotto di interesse, la successione litostratigrafica così come ricostruita dalle indagini disponibili, risulta uniforme in corrispondenza dei vari punti sondati, ma presenta alcune differenze sostanziali soprattutto per quanto riguarda la potenza della coltre alluvionale superficiale fra la parte orientale e quella occidentale. In prossimità del settore orientale dell ingombro del capannone, infatti, è presente una potente coltre di terreni limo-argillosi e sabbiosi plastici e mediamente addensati, la cui origine è probabilmente riferibile a meccanismi particolari di erosione e risedimentazione (quali turbolenze, mulinelli ecc..) legati alla dinamica fluviale della zona. Tale sacca raggiunge il massimo dell'approfondimento sul limite di NE dell area di ingombro del capannone, per poi degradare dolcemente su tutto il suo intorno nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 16 di 47

sino a raggiungere spessori uniforme e sostanzialmente normali rispetto alle altre parti delle piane alluvionali terrazzate della zona Dall'elaborazione dei dati di sondaggio e penetrometrici, la successione litostratigrafica in corrispondenza della zona dello stabilimento è la seguente: - Limi e limi sabbiosi: subordinatamente argillosi, di colore avana, leggermente consistenti e plastici con interclusi calcinelli e torba puntiforme. Fino alla profondità di 1.2 1.3 m dal p.c; - argille limose e limi argillosi: di colore avana-bruno con venature grigiastre, mediamente consistenti e plastici, finemente detritici e privi di struttura, con intercluse concrezioni carbonatiche, patine di ossidazione color ruggine e macule di torba. Spessore variabile fra 2.8 m in e 4.5 m; - lenti di limi sabbiosi e sabbie sciolte: giallastre e beige, leggermente friabili al tatto, poco/niente coesive e scarsamente addensate. Per uno spessore di circa 1.3 1.4 m.; - ghiaia e ghiaia sabbiosa: in matrice limosa, con clasti eterometrici ben arrotondati e mediamente appiattiti, ben addensata e praticamente incompressibile. Da circa 7.2 m; - argille marnose e siltose: grigio-azzurrastre, molto consistenti, a frattura concoide, praticamente incompressibili. Rappresentano la formazione in posto (Pliocene inf. med.). Da circa 9.0 m. dal p.c. La rappresentazione grafica schematica delle situazioni litostratigrafiche relative a due sondaggi reperiti S1 e S2 è riportata nella Figura 2. 0.0 0.0 2.0 2.0 4.0 4.0 6.0 6.0 8.0 8.0 Figura 2 - Schema dei rapporti stratigrafici fra S1 e S2 nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 17 di 47

5 MODELLO CONCETTUALE Il modello concettuale dell area è stato definito considerando: - I risultati delle indagini disponibli. - Lo schema geologico/litostratigrafico ed idrogeologico locale del sito. Detto modello concetttuale potrà essere eventualmente aggiornato tenendo conto dei risultati delle nuove indagini previste. Identificazione delle sorgenti primarie di contaminazione Le sorgenti primarie della contaminazione sono distinguibili in due fasi: - Fase di attività dello stabilimento. - Fase di abbandono a seguito del fallimento della Ditta. Durante l esercizio dello stabilimento, così come ricostruito dai verbali di sopralluogo dell ARPAM e della Provincia di Ancona, le sorgenti di contaminazione sono riferibili essenzialmente a: 1. Mal funzionamento dell impianto di depurazione con sversamento di liquami direttamente nella rete idrografica superficiale; 2. Deposito incontrollato dei rifiuti plastici fuori dalle aree autorizzate di stoccaggio con la percolazione di liquami provenienti dai cumuli lungo il piazzale fino alle aree non impermeabilizzate e conseguente infiltrazione; 3. Deposito incontrollato dei fanghi di depurazione con la percolazione del percolato al di fuori delle aree impermeabilizzate e successiva infiltrazione nel sottosuolo; 4. Incendio dello stabilimento e delle materie plastiche con inquinamento dell atmosfera e possibili ricadute di sostanze nelle aree attigue. Durante la fase di abbandono a seguito della chiusura dello stabilimento (fase che perdura tuttora): 1. Deposito incontrollato dei rifiuti plastici fuori dalle aree autorizzate di stoccaggio con la percolazione di liquami provenienti dai cumuli lungo il piazzale fino alle aree non impermeabilizzate e conseguente infiltrazione; 2. Deposito incontrollato dei fanghi di depurazione con la percolazione del percolato al di fuori delle aree impermeabilizzate e successiva infiltrazione nel sottosuolo. nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 18 di 47

Meccanismi di propagazione della contaminazione Sulla base delle caratteristiche sito-specifiche dell area in esame, delle potenziali sorgenti di contaminazione, del comportamento dei contaminanti nelle matrici ambientali e del modello stratigrafico ed idrogeologico il principale meccanismo di propagazione individuato è dovuto alla infiltrazione dei contaminanti nel sottosuolo con relativa dispersione degli stessi presenti in falda. Inoltre vi può essere stata contaminazione dei sedimenti del fosso a causa degli sversamenti e quindi le acque del fosso possono essere loro stesse un fattore di propagazione della presunta contaminazione. I suoli circostanti per gli incendi sono stati probabilmente oggetto di sedimentazione di sostanze inquinanti che potrebbero essere continuamente dilavate dalle acque di origine meteorica. Recettori e bersagli I principali recettori/bersagli sono: le acque sotterranee della falda superficiale; sedimenti del fosso; suoli circostanti. Nelle indagini di caratterizzazione del sito in oggetto, si prenderanno quindi questi come principali matrici ambientali da caratterizzare. nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 19 di 47

6 PIANO D INDAGINI In base a quanto sotto riportato e cioè: allo stato conoscitivo del sito; a quanto indicato nel precedente capitolo 5; al fatto che si ritiene utile integrare le informazioni già acquisite nell area al fine di aggiornare lo stato conoscitivo delle matrici ambientali; Si ritiene utile sviluppare un piano d indagine che preveda, almeno in questa prima fase, di realizzare n. 7 sondaggi di cui uno da utilizzare come bianco a monte idrogeologica del sito. In base ai risultati si valuterà se successivamente raffittire o meno la campagna di indagine Le attività quindi riguarderanno: attività di campo: a. ubicazione dei punti di perforazione e di campionamento del suolo; b. perforazione di 7 sondaggi a carotaggio continuo; c. prelievo di campioni di terreno per analisi di laboratorio chimico; d. prelievo di n. 3 di top-soil per il campionamento della qualità del suolo superficiale; e. prelievo di n. 3 campioni dei sedimento in corrispondenza del fosso perimetrale; f. completamento a piezometro di 4 sondaggi ubicati in punti tali da permettere un campionamento delle acque sotterranee uniformemente distribuito; g. prelievo di 4 campioni di acque per analisi di laboratorio chimico; attività di laboratorio: h. esecuzione di analisi di laboratorio chimico sui campioni di terreno; i. esecuzione di analisi di laboratorio chimico sui campioni di acque; attività di sede: j. elaborazione dati; k. redazione della relazione tecnica descrittiva. Le attività di studio saranno condotte da personale esperto nelle diverse problematiche ambientali da considerare (chimici e geologi). nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 20 di 47

6.1 Attività di campo Nella figura di seguito riportata sono indicate le ubicazioni previste per i 7 sondaggi di cui 4 completati a piezometro unitamente alle loro sigle identificative. L esatta ubicazione dei sondaggi sarà comunque valutata e definita in campo sulla base dell effettiva accessibilità alle aree da parte della sonda di perforazione e dell eventuale esistenza di strutture interrate. I sondaggi saranno eseguiti a carotaggio continuo, a bassa velocità ed a secco, fino alla profondità un metro sotto la quota prevista per la posa del tubo. In questa fase è stata prevista una profondità media dei sondaggi pari a 10 m. I campionamenti di terreno saranno eseguiti alle seguenti profondità, a meno di evidenti anomalie di colore o di odore: - 0 1 m da piano campagna; - 2 3 m da piano campagna; - 3-4 m dal piano campagna - 4 5 m dal piano campagna - 7 8 m dal piano campagna I campioni di terreno saranno raccolti in barattoli di vetro da 0,5 kg nuovi e chiusi con tappo a vite. Ogni campione sarà prelevato in n. 3 aliquote: 1. Un campione da sottoporre ad analisi; 2. Un campione per le eventuali analisi ARPAM; 3. Un campione per eventuale contraddittorio. Complessivamente si prevede di eseguire l analisi di 35 campioni di terreno. I campioni subito dopo il prelievo saranno etichettati, classificati e conservati alla temperatura di 4 C. È previsto inoltre un prelievo di n. 3 campioni di top-soil (intervallo di campionamento 0 10 cm) per le successive analisi di laboratorio, il prelievo di top soil sarà eseguito esternamente all area pavimentata così come indicativamente riportato nella figura allegata. Successivamente alla realizzazione dei piezometri si procederà al loro spurgo sino ad ottenimento di acqua chiara e quindi al campionamento delle acque sotterranee. Complessivamente si prevede di destinare all analisi n. 4 nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 21 di 47

campioni di acque sotterranee. Un piezometro sarà posto a monte idrogeologica del sito così da considerarsi come bianco di riferimento. E previsto inoltre il prelievo di n. 3 campioni di sedimenti in corrispondenza del fosso rispettivamente idrograficamente a monte, in corrispondenza ed a valle dello stabilimento. 6.2 Attività di laboratorio Il laboratorio utilizzato per l esecuzione delle analisi chimiche dovrà operare secondo sistemi di qualità conformi alla norma UNI CEI EN/ISO IEC 17025. Per i parametri analizzati saranno applicate metodiche riconosciute a livello nazionale e/o internazionale (IRSA-CNR, UNI-ISO, US-EPA). Tali metodiche avranno limiti di rilevabilità compatibili (tali da garantire l ottenimento di valori generalmente inferiori a 10 volte rispetto ai valori di concentrazione limite) con i valori di concentrazione limite accettabili indicati negli Allegati alla parte IV del D. Lgs 152/06. Nei campioni prelevati per la caratterizzazione qualitativa saranno determinati i parametri descritti di seguito: TERRENI Cadmio Cromo totale Cromo VI Nichel Piombo Rame Zinco Solventi Organici Aromatici Solventi Alifatici Alogenati/Clorurati IPA - Idrocarburi Totali. ACQUE SOTTERRANEE Estratto parametri previsti dall all. 5 tit. V tab. 2 D. Lgs.152/06: Cadmio Cromo totale Cromo VI Nichel Piombo Rame Manganese - Zinco Nitriti Solfati Solventi Organici Aromatici Solventi Alifatici Alogenati/Clorurati IPA - Idrocarburi Totali. TOP SOIL Cadmio Cromo totale Cromo VI Nichel Piombo Rame Zinco Solventi Organici Aromatici Solventi Alifatici Alogenati/Clorurati IPA Diossine e Furani (sommatoria PCDD PCDF) -Idrocarburi Totali. SEDIMENTI FOSSO Estratto parametri previsti dall all. 5 tit. V tab. 1 D. Lgs.152/06: Cadmio Cromo totale Cromo VI Nichel Piombo Rame Zinco Solventi Organici Aromatici Solventi Alifatici Alogenati/Clorurati IPA - Idrocarburi Totali. nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 22 di 47

Le determinazioni analitiche saranno eseguite sulla frazione di terreno a granulometria inferiore a 2 mm (10 mesh); la concentrazione del campione dovrà essere determinata riferendosi alla totalità dei materiali secchi, comprensiva anche dello scheletro. Su tutti i campioni inviati in laboratorio, compresi i top soil, saranno quindi sempre determinati: scheletro, mediante setaccio a maglie di 2 mm; umidità, per essiccazione a 105 C a peso costante. Le concentrazioni limite accettabili di riferimento saranno quelle per siti ad uso commerciale ed industriale riportate in Tabella 1 e 2, Allegato 5 al titolo V della parte IV del D. Lgs. 152/06. nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 23 di 47

6.3 Elaborazione interpretazione dati Al termine delle attività di indagine di campo e di laboratorio sarà redatta una relazione tecnica delle attività di caratterizzazione eseguite. Faranno parte di questa relazione: le caratteristiche geologiche dell area di studio; i caratteri antropici dell area e degli immediati dintorni; lo stato di qualità dell area di studio, in termini di presenza delle eventuali sostanze inquinanti; stima dei volumi dei terreni risultati eventualmente contaminati; I risultati delle attività di campo e di laboratorio verranno espressi sotto forma di tabelle di sintesi e di rappresentazioni cartografiche, tra cui verranno realizzate: carta dell ubicazione delle indagini svolte e dei punti di campionamento e/o misura; carta/e di rappresentazione della contaminazione. nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 24 di 47

F1 P1 Ts1 F2 Ts2 Ts3 F3 S1 P2 S3 P3 S2 S4 S1 Sondaggio Piezometro Top Soil Sedimenti fosso nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 25 di 47

CRONOPROGRAMMA DELLE ATTIVITA rif Attività 1 predisposizione documentazione e accantieramento 2 esecuzione sondaggi e campionamento terreni 3 campionamento sedimenti fosso 4 top-soil 5 spurgo piezometri e campionamento acque 6 analisi di laboratorio 7 redazione relazione finale settimane 1 2 3 4 5 6 7 8 mesi 1 2 nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 26 di 47

QUADRO ECONOMICO quadro economico piano di caratterizzazione SERVIZI APPALTABILI N indagini geognostiche 10.000,00 n1 di cui per la sicurezza non soggetta a ribasso 100,00 O analisi chimiche di laboratorio 11.362,50 o1 di cui per la sicurezza non soggetta a ribasso 112,50 SOMME A DISPOSIZIONE P IVA al 10% SU (L+M) 2.136,25 Q Spese tecniche q1 per assistenza indagini ed elaborazioni 8.000,00 q2 contributo cassa previdenza 2% SU (q1) 160,00 q3 IVA al 20% su (o1+o2) 1.632,00 totale spese tecniche (q1+q2+q3) 9.792,00 R R.U.P. (il 0,5% su N+O) 106,81 S imprevisti 893,19 TOTALE PIANO DI CARATTERIZZAZIONE 34.290,75 nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 27 di 47

Codice Descrizione U.M. Prezzo 1.01 Sondaggi geognostici a rotazione 01.01.001 Trasporto e approntamento dell'attrezzatura di perforazione a rotazione. Trasporto dell'attrezzatura di perforazione a rotazione. Sono compresi: il trasporto di andata e ritorno, dalla sede legale al cantiere; l'approntamento dell'attrezzatura di perforazione a rotazione; il carico, lo scarico; il personale necessario. 01.01.002 Installazione di attrezzatura per sondaggio. Installazione di attrezzatura per sondaggio, a rotazione in corrispondenza di ciascun punto di perforazione, compreso il primo, su aree accessibili alle attrezzature di perforazione, compreso l'onere per lo spostamento da un foro al successivo. E' compreso quanto occorre per dare l'installazione completa. Per ogni installazione compresa la prima e l'ultima. Sicurezza inclusa quantità Costo cad 940,21 10,58 1 950,79 01.01.002.001 Per distanza fino a m 300. 01.01.003 Perforazione ad andamento verticale eseguita in terreni a granulometria fine. Perforazione ad andamento verticale eseguita a rotazione a carotaggio continuo, anche di tipo Wireline, con carotieri di diametro minimo mm 85, in terreni a granulometria fine quali argille, limi, limi sabbiosi e rocce tenere tipo tufiti. E' compreso quanto altro occorre per dare la perforazione completa e la restituzione grafica dei dati. Per ogni metro e per profondità misurate a partire dal piano di campagna. cad 195 2,19 7 1.380,33 01.01.003.001 Da m 0 a m 20. Con percentuale di carotaggio superiore al 90%. 01.01.005 Perforazione ad andamento verticale eseguita in terreni a granulometria grossolana. Perforazione ad andamento verticale eseguita a rotazione a carotaggio continuo, anche di tipo Wireline, con carotieri di diametro minimo mm 85, in terreni a granulometria grossolana costituiti da ghiaie, ghiaie sabbiose, ciottoli e rocce calcaree. E' compreso l'uso di tutti gli attrezzi e gli accorgimenti necessari ad ottenere la percentuale di carotaggio richiesta e comunque non inferiore al 70%. E' inoltre compreso quanto altro occorre per dare la perforazione completa. Per ogni metro e per profondità misurate a partire dal piano di campagna. m 60,00 0,68 49 2.973,32 01.01.005 Da m 0 a m 20. m 90,00 1,01 21 1.911,21 01.01.013 Prelievo di campioni indisturbati impiegando campionatore a pareti sottili. Prelievo di campioni indisturbati, compatibilmente con la natura dei terreni, nel corso di sondaggi a rotazione impiegando campionatore a pareti sottili spinto a pressione, diametro minimo mm 80. E' compresa l'incidenza della fustella. E' compreso quanto altro occorre per dare il prelievo completo. Per ogni prelievo e per profondità misurate a partire dal piano di campagna. 01.01.013.001 Da m 0 a m 20. cad 62,68 0,71 0 0,00 nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 28 di 47

01.01.015 Prelievo di campioni rimaneggiati e spezzoni di carote. Prelievo di campioni rimaneggiati e spezzoni di carote, nel corso dell'esecuzione di sondaggi e loro conservazione entro appositi contenitori trasparenti chiusi ermeticamente. E' compreso quanto occorre per dare il prelievo completo. Per ogni prelievo e per profondità misurate a partire dal piano di campagna da m 0 a m 80. 01.01.015bis Raccolta, dopo omogeneizzazione e quartatura su appositi teli in naylon monouso, e conservazione di campioni di terreno in barattoli di vetro da litri ½ o 1 01.01.018 Piezometri a tubo aperto. Piezometri a tubo aperto, installati. Sono compresi: la fornitura del manto drenante; l'esecuzione di tappi impermeabili in fori già predisposti; la piazzola in calcestruzzo cementizio. E' compreso quanto altro occorre per dare il piezometro completo e funzionante. E' esclusa la fornitura del pozzetto protettivo. Per profondità misurate a partire dal piano di campagna fino a m 80. cad 7,00 0,08 0 0,00 cad 7,00 0,08 105 743,40 01.01.018.001 Per ogni installazione. 01.01.018.002 Per ogni metro di tubo installato. 01.01.020 Tubi inclinometrici. Tubi inclinometrici, installati. Sono compresi: la cementazione con miscela cementobetonite; la fornitura e la posa dei tubi, della valvola a perdere, dei manicotti di giunzione, in fori già predisposti, per profondità misurate a partire dal piano campagna fino a m 60; la piazzola in calcestruzzo cementizio. E' compreso quanto altro occorre per dare il tubo inclinometrico completo. E' esclusa la fornitura del pozzetto protettivo. cad 94,05 1,06 4 380,44 m 15,00 0,17 40 606,80 01.01.020.001 Per ogni installazione. 01.01.020.002 Per ogni metro di tubo installato. 01.01.021 Pozzetti di protezione strumentazione. Pozzetti di protezione strumentazione, per piezometri ed inclinometri, compresa la relativa posa in opera e il lucchetto di chiusura. E' compreso quanto altro occorre per dare i pozzetti di protezione completi. 01.01.023 cad 200 2,25 0 0,00 m 52 0,59 0 0,00 cad 94,05 1,06 4 380,44 Riempimento di fori di sondaggio. Riempimento di fori di sondaggio con materiale proveniente dalle perforazioni opportunamente additivato con malta idraulica e cementizia in modo da impedire infiltrazioni d'acqua nel sottosuolo. E' compreso quanto occorre per dare il lavoro finito. Per ogni metro e per profondità misurate a partire dal piano di campagna fino a m 60. m 7,2 0,08 30 218,40 01.01.024 Cassette catalogatrici. Cassette catalogatrici in legno e munite di coperchio incernierato per la conservazione dei terreni attraversati. cad 18,84 0,21 14 266,70 01.01.025 Fornitura di foto a colori delle cassette catalogatrici. Fornitura di n.3 copie di foto a colori formato cm 13x18 ed il negativo, delle cassette catalogatrici. Per ciascuna cassetta fotografata. cad 6,29 0,07 14 89,04 Totale sondaggi 9.900,87 nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 29 di 47

Codice Descrizione U.M. Prezzo quantità Costo analisi di laboratorio chimico TOP-SOIL - Per campionamento e analisi come da paragrafo 6.2, compreso il campionamento on site Terreni - Per campionamento e analisi come da paragrafo 6.2, compreso il campionamento on site Sedimenti fosso - Per campionamento e analisi come da paragrafo 6.2, compreso il campionamento on site Sedimenti fosso - Per campionamento e analisi come da paragrafo 6.2, compreso il campionamento on site cad 250,00 3 750,00 cad 250,00 35 8.750,00 cad 250,00 3 750,00 cad 250,00 4 1.000,00 Totale campionamento e analisi chimiche 11.250,00 nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 30 di 47

METODI DI ANALISI TERRENI N PARAMETRI CSC DLgs152/06 col. A Limite di rilevabilità richiesto Metodo,, Parametri generali Scheletro < 0.1% DM 13/09/1999 SO n 185 GU n 248 21/10/1999 Met II.1 Gravimetria Umidità residua a 105 < 0.1% CNR IRSA 2 Q 64 Vol 2 1984 Gravimetria Test di eluizione su frazione > 2 mm CNR IRSA 2 Q 64 Vol 3 1986 Estrazione ph 0,01 DM 13/09/1999 SO n 185 GU n 248 21/10/1999 Met III.1 Conducibilità elettrica 5 µs/cm DM 13/09/1999 SO n 185 GU n 248 21/10/1999 Met IV.1 Carbonio organico (C) 50 g/kg DM 13/09/1999 SO n 185 GU n 248 21/10/1999 Met VII.3 Capacità di scambio cationica 1.0 meq/100 g DM 13/09/1999 SO n 185 GU n 248 21/10/1999 Met XIII.2 COD 200 mg/kg CNR IRSA App. II b Q 64 Vol 3 1986 + POM 790 Rev. 2 00 Tecnica analitica Potenziometria Conduttimetria Titrimetria Titrimetria TKN 0,10% UNI EN 25663 1995 Titrimetria Azoto totale (N) 5 mg/kg DM 13/09/1999 SO n 185 GU n 248 21/10/1999 Met VII.1 Ammoniaca (N) 1 mg/kg DM 13/09/1999 SO n 185 GU n 248 21/10/1999 Met XIV, Solfati (SO 2-4 ) 10 mg/kg DM 13/09/1999 SO n 185 GU n 248 21/10/1999 Met IV.2 Cloruri (Cl - ) 5 mg/kg DM 13/09/1999 SO n 185 GU n 248 21/10/1999 Met IV.2 Metalli Spettrofotometria UV-VIS Analisi elementare Titrimetria Cromatografia ionica Cromatografia ionica 1 Antimonio 10 EPA 3050 B 1996 + EPA 7041 Spettrometria atomica GTA-AAS 1986 2 Arsenico 20 EPA 3050 B 1996 + EPA 7060 Spettrometria atomica GTA-AAS A 1994 3 Berillio 2 EPA 3050 B 1996 + EPA 7091 Spettrometria atomica GTA-AAS 1986 4 Cadmio 2 EPA 3050 B 1996 + EPA 7131 Spettrometria atomica GTA-AAS A 1994 5 Cobalto 20 EPA 3050 B 1996 + EPA 6010 Spettrometria atomica ICP-AES C 2000 6 Cromo totale 150 EPA 3050 B 1996 + EPA 6010 Spettrometria atomica ICP-AES C 2000 7 Cromo VI 2 CNR IRSA 16 Q 64 Vol 3 1986 Spettrofotometria UV-VIS 8 Mercurio 1 EPA 7473 1998 Spettrometria atomica AMA 9 Nichel 120 EPA 3050 B 1996 + EPA 6010 Spettrometria atomica ICP-AES C 2000 10 Piombo 100 EPA 3050 B 1996 + EPA 7421 Spettrometria atomica GTA-AAS 1986 11 Rame 120 EPA 3050 B 1996 + EPA 6010 Spettrometria atomica ICP-AES C 2000 12 Selenio 3 EPA 3050 B 1996 + EPA 7740 Spettrometria atomica GTA-AAS 1986 13 Stagno 1 EPA 3050 B 1996 + EPA 6010 Spettrometria atomica ICP-AES C 2000 14 Tallio 1 EPA 3050 B 1996 + EPA 7841 Spettrometria atomica GTA-AAS 1986 15 Vanadio 90 EPA 3050 B 1996 + EPA 6010 Spettrometria atomica ICP-AES C 2000 16 Zinco 150 EPA 3050 B 1996 + EPA 6010 Spettrometria atomica ICP-AES nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 31 di 47

C 2000 Alluminio 1 mg/kg EPA 3050 B 1996 + EPA 6010 C 2000 Ferro 1 mg/kg EPA 3050 B 1996 + EPA 6010 C 2000 Manganese 1 mg/kg EPA 3050 B 1996 + EPA 6010 C 2000 Bario 1 mg/kg EPA 3050 B 1996 + EPA 6010 C 2000 Sostanze inorganiche 17 Cianuri liberi 1 EPA 9013 1992 + EPA 9014 1996 Cianuri totali 1 EPA 9013 1992 + EPA 9014 1996 18 Fluoruri 100 DM 13/09/1999 SO n 185 GU n 248 21/10/1999 Met IV.2 Boro EPA 3050 B 1996 + EPA 6010 C 2000 Composti Aromatici 19 Benzene 0,1 EPA 5021 A 2003 + EPA 8260 B 1996 Spettrometria atomica ICP-AES Spettrometria atomica ICP-AES Spettrometria atomica ICP-AES Spettrometria atomica ICP-AES Spettrofotometria UV-VIS Spettrofotometria UV-VIS Cromatografia ionica Spettrometria atomica ICP-AES Gasgromatografia spettrometria di massa (GC-MS) 20 Etilbenzene 0,5 " " 21 Stirene 0,5 " " 22 Toluene 0,5 " " 23 Xilene 0,5 " " o-xilene 0,5 " " m-xilene 0,5 " " p-xilene 0,5 " " Cumene 0,5 " " 24 Sommatoria organici aromatici (da 20 a 1 " " 23) 1,2,3-trimetilbenzene 50 EPA 5021 A 2003 + EPA 8270 " D 1998 1,2,4-trimetilbenzene 50 " " 1,3,5-trimetilbenzene 50 " " Policiclici Aromatici 25 Benzo(a)antracene 0,5 EPA 5021 A 2003 + EPA 8270 GC-MS D 1998 26 Benzo(a)pirene 0,1 " " 27 Benzo(b)fluorantene 0,5 " " 28 Benzo(k)fluorantene 0,5 " " 29 Benzo(g,h,i)perilene 0,1 " " 30 Crisene 5 " " 31 Dibenzo(a,e)pirene 0,1 " " 32 Dibenzo (a,i) pirene 0,1 " " 33 Dibenzo (a,h) pirene 0,1 " " 34 Dibenzo (a,l) pirene 0,1 " " 35 Dibenzo(a,h)antracene 0,1 " " 36 Indenopirene 0,1 " " 37 Pirene 5 " " 38 Sommatoria policiclici aromatici (da 25 a 10 " " 37) naftalene 5 " " Acenaftilene 5 " " Acenaftene 5 " " Fluorene 5 " " Fenantrene 5 " " Antracene 5 " " Fluorantene 5 " " Benzo(j)fluorantene 0,5 " " Alifatici clorurati cancerogeni nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 32 di 47

39 Clorometano 0,1 EPA 5021 A 2003 + EPA 8260 GC-MS B 1996 40 Diclorometano 0,1 " " 41 Triclorometano 0,1 " " 42 Cloruro di vinile 0,01 " " 43 1,2-Dicloroetano 0,2 " " 44 1,1-Dicloroetilene 0,1 " " 45 Tricloroetilene 1 " " 46 Tetracloroetilene (PCE) 0,5 " " Diclorometano \ " " Tetracloruro di carbonio 0,1 " " Esacloroetano 0,5 " " 1,1,1,2-tetracloroetano 0,1 " " Pentacloroetano 0,5 " " Esaclorobutano 0,5 " " Freon 11 0,1 " " Freon 113 1 " " Tetraclorobutadieni 0,5 " " Pentaclorobutadieni 0,5 " " Alifatici clorurati non cancerogeni 47 1,1-Dicloroetano 0,5 EPA 5021 A 2003 + EPA 8260 GC-MS B 1996 48 1,2-Dicloroetilene 0,3 " " 49 1,1,1-Tricloroetano 0,5 " " 50 1,2-Dicloropropano 0,3 " " 51 1,1,2-Tricloroetano 0,5 52 1,2,3-Tricloropropano 1 53 1,1,2,2-Tetracloroetano 0,5 Esaclorobutadiene 0,5 1,1,1 Tricloroetano \ Alifatici alogenati cancerogeni 54 Tribromometano 0,5 EPA 5021 A 2003 + EPA 8260 GC-MS B 1996 55 1,2-Dibromoetano 0,01 " " 56 Dibromoclorometano 0,5 " " 57 Bromodiclorometano 0,5 " " Nitrobenzeni 58 Nitrobenzene 0,5 EPA 5021 A 2003 + EPA 8270 GC-MS D 1998 59 1,2-Dinitrobenzene 0,1 " " 60 1,3-Dinitrobenzene 0,1 " " 61 Cloronitrobenzeni 0,1 " " 4-cloronitrobenzene 0,1 " " 2,5-Dicloronitrobenzene 0,1 " " 3,4-Dicloronitrobenzene 0,1 " " Clorobenzeni 62 Monoclorobenzene 0,5 EPA 5021 A 2003 + EPA 8260 GC-MS B 1996 63 Diclorobenzeni non cancerogeni (1,2-1 " " diclorobenzene) Diclorobenzeni non cancerogeni 1 " " 64 Diclorobenzeni cancerogeni (1,4-0,1 " " diclorobenzene) 65 1,2,4-Triclorobenzene 1 EPA 5021 A 2003 + EPA 8270 " D 1998 66 1,2,4,5-Tetraclorobenzene 1 " " 67 Pentaclorobenzene 0,1 " " 68 Esaclorobenzene 0,05 " " 1,3 Diclorobenzene EPA 5021 A 2003 + EPA 8260 B 1996 " nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 33 di 47

1,2,3-Triclorobenzene 1 EPA 5021 A 2003 + EPA 8270 " D 1998 1,3,5-triclorobenzene 1 EPA 5021 A 2003 + EPA 8260 " B 1996 1,2,3,5-tetraclorobenzene 1 " " Pentacloronitrobenzene 0,1 " " Fenoli clorurati e non-clorurati 69 Fenoli non clorurati 70 Metilfenolo (o-,m-,p-) 0,1 EPA 3550 C 2000 + EPA 8270 GC-MS D 1998 71 Fenolo 1 " " 2,4-Dimetil-fenolo 0,1 " " 2,4,6-Trimetil-fenolo 0,1 " " o-etil-fenolo 0,1 " " 2-Nitrofenolo 0,5 " " 4-Nitrofenolo 0,5 " " 2,4-Dinitrofenolo 0,1 " " Fenoli clorurati 72 2-Clorofenolo 0,5 EPA 3550 C 2000 + EPA 8270 GC-MS D 1998 73 2,4-Diclorofenolo 0,5 " " 74 2,4,6-Triclorofenolo 0,01 " " 75 Pentaclorofenolo 0,01 " " 3 metilfenolo (m-cresolo) 0,1 " " 4 metilfenolo (p-cresolo) 0,1 " " M-cloro-fenolo 0,1 " " P-cloro-fenolo 0,1 " " 4-cloro, 3-metil-fenolo 0,1 2,3,4,5-tetracloro-fenolo 0,01 Ammine aromatiche 76 Anilina 0,05 EPA 3550 C 2000 + EPA 8270 GC-MS D 1998 77 o-anisidina 0,1 " " 78 m,p-anisidina 0,1 " " 79 Difenilammina 0,1 " " 80 p-toluidina 0,05 " " 81 Sommatoria Ammine Aromatiche (da 76 0,5 " " a 81) O-Toluidina 0,05 " " 2,6-Dietilanilina 0,05 " " Betanaftilammina 0,05 " " O-Nitroanilina 0,05 " " M-Nitroanilina 0,05 " " P-Nitroanilina 0,05 " " O-Cloroanilina 0,05 " " M-Cloroanilina 0,05 " " P-Cloroanilina 0,05 " " 3,5-Dicloroanilina 0,05 " " 2,6-Dicloroanilina 0,05 " " 2,3-Dicloroanilina 0,05 " " 3,4-Dicloroanilina 0,05 " " 5-Cloro-2-toluidina 0,05 " " 4-Cloro-2-anisidina 0,1 " " 2-Nitro-4-cloroanilina 0,05 " " 4-Nitro-2-cloroanilina 0,05 " " 2,6-Dicloro-4-nitroanilina 0,05 " " 2-Amminobifenile 0,1 " " 4-Amminobifenile 0,05 " " Benzidina 0,05 " " nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 34 di 47

2-Cloro-4-metilanilina 0,05 " " 2-Cloro-5-metilanilina 0,05 " " 2-Cloro-6-metilanilina 0,05 " " 3-Cloro-4-metilanilina 0,05 " " 4-Cloro-n-metilanilina 0,05 " " 4-Cloro-5-metilanilina 0,05 " " 2-Cloro-5-nitroanilina 0,05 " " 4-Cloro-3-nitroanilina 0,05 " " 5-Cloro-2-nitroanilina 0,05 " " N,N-Dimetilanilina 0,05 " " 2,3-Dimetilanilina 0,05 " " 2,4-Dimetilanilina 0,05 " " 2,5-Dimetilanilina 0,05 " " 2,6-Dimetilanilina 0,05 " " 3,4-Dimetilanilina 0,05 " " 3,5-Dimetilanilina 0,05 " " 3,3 -Dimetilbenzidina 0,05 " " 2,4-Dimetossianilina 0,1 " " 2,5-Dimetossianilina 0,1 " " 3,4-Dimetossianilina 0,1 " " 3,5-Dimetossianilina 0,1 " " 2,4-Dicloroanilina 0,05 " " 2,5-Dicloroanilina 0,05 " " 3,3 -Dimetossibenzidina 0,05 " " 3,3 -Diclorobenzidina 0,05 " " 2,4-Dinitroanilina 0,05 " " N-etilanilina 0,05 " " 2-Etilanilina 0,05 " " 3-Etilanilina 0,05 " " 4-Etilanilina 0,05 " " 2-Etossianilina 0,1 " " N-Etil-3-metilanilina 0,05 " " 4-Fenilazoanilina 0,05 " " 1,2-Fenilendiammina 0,05 " " 1,3-Fenilendiammina 0,05 " " N-Metilanilina 0,05 " " 3-Metilanilina 0,05 " " N-Metil-2-nitroanilina 0,05 " " N-Metil-4-nitroanilina 0,05 " " 2-Metil-3-nitroanilina 0,05 " " 2-Metil-4-nitroanilina 0,05 " " 2-Metil-5-nitroanilina 0,05 " " 2-Metil-6-nitroanilina 0,05 " " 3-Metil-2-nitroanilina 0,05 " " 4-Metil-2-nitroanilina 0,05 " " 4-Metil-3-nitroanilina 0,05 " " 2,4,6-Trimetilanilina 0,05 " " 2,3,4-Tricloroanilina 0,05 " " 2,4,5-Tricloroanilina 0,05 " " 2,4,6-Tricloroanilina 0,05 " " 3,4,5-Tricloroanilina 0,05 " " 1-Naftilammina 0,1 " " 3-Cloro-2-metilanilina 0,05 " " 4 Metil anilina 0,05 " " 2,4-diamminotoluene 0,14 " " 2,6-diamminotoluene 0,14 " " dibutilammina 0,5 " " nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 35 di 47

dietanolammina 0,5 " " tributilammina 0,5 " " Sommatoria delle Ammine aromatiche 0,5 " " della presente tabella + sommatoria delle Ammine aromatiche del D.M. 471/99 (da 73 a 77 della Tabella 1) Fitofarmaci 82 Alaclor 0,01 EPA 3550 C 2000 + EPA 8270 GC-MS D 1998 83 Aldrin 0,01 " " 84 Atrazina 0,01 " " 85 alfa-esacloroesano 0,01 " " 86 beta-esacloroesano 0,01 " " 87 gamma-esacloroesano 0,01 " " 88 Clordano 0,01 " " 89 DDD, DDT, DDE 0,01 " " 90 Dieldrin 0,01 " " 91 Endrin 0,01 " " Diossine e furani 92 Sommatoria PCDD PCDF (conversione 0,00001 EPA 1613/94 HRGC-HRMS T.E.) 93 PCB 0,06 EPA 8082/96 GC-ECD PCB speciazione EPA 1668A/99 HRGC-HRMS Idrocarburi 94 Idrocarburi leggeri (C 12) 10 EPA 5021 A 2003 + EPA 8260 B 1996 95 Idrocarburi pesanti (C>12) 50 EPA 3550 C 2000 + EPA 8270 D 1998 Idrocarburi di contaminazione di origine EPA 3550 C 2000 + EPA 8270 petrolifera C10 e C40 D 1998 Cicloesano 10 EPA 3550 C 2000 + EPA 8270 D 1998 Diciclopentadiene (DCP) 0,1 EPA 5021 A 2003 + EPA 8260 B 1996 Eptano EPA 5021 A 2003 + EPA 8260 B 1996 Chetoni GC-MS Metiletilchetone (2-butanone) 5 EPA 5021 A 2003 + EPA 8260 " B 1996 2- Propanone (Acetone/Dimetilchetone) 5 " " Cicloesanone 10 EPA 3550 C 2000 + EPA 8270 " D 1998 4-Metil-2-Pentanone 5 EPA 5021 A 2003 + EPA 8260 " B 1996 Metilisobutilchetone MIBK 5 " " Cianuri Acetonitrile (metil-cianuro, cianometano) 0,5 EPA 5021 A 2003 + EPA 8260 B 1996 Cianuri totali 1 EPA 9013 1992 + EPA 9014 1996 Altre sostanze Spettrofotometria UV-VIS 96 Amianto (fibre libere) 1000 DM 06/09/1994 All. 1 A Difrattometria a raggi X Amianto (quantitativa) 1000 DM 06/09/1994 All. 1 A Difrattometria a raggi X 97 Esteri dell'acido ftalico (ognuno) 10 EPA 3550 C 2000 + EPA 8270 GC-MS D 1998 bis (2-etilesil)-ftalato -DEHP 1 " " ftalato di Diallile 10 " " butil-benzil-ftalato " " di-n-butil-ftalato " " di-n-ottil-ftalato " " dietil-ftalato " " dimetil-ftalato " " Acrilonitrile EPA 5021 A 2003 + EPA 8260 GC-MS " " " " " " nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 36 di 47

B 1996 Dimetilacetammide " " Acetato di vinile " " Piombo tetraetile 0,01 " " Eteri Propilenmetilglicol-Etere (1-metossi-2-10 EPA 5021 A 2003 + EPA 8260 GC-MS propanolo) B 1996 Metil terbutil etere (MTBE) 10 " " ETBE 10 " " Dicloroisopropiletere (DCIPE) 0,3 " " Difeniletere 0,5 EPA 3550 C 2000 + EPA 8270 D 1998 etere etilico (ossido di dietile) 180 Alcoli Metanolo EPA 5021 A 2003 + EPA 8260 GC-MS B 1996 Etanolo 10 " " Cicloesanolo 10 " " Isobutanolo (alcol isobutilico) 2300 " " 2 Propanolo (Isopropanolo, Alcool 10 " " isopropilico) alcol benzilico (fenilcarbinolo) 10 " " alcol etilesilico 10 " " Esteri Etilacetato 5 EPA 5021 A 2003 + EPA 8260 B 1996 Xantato di cellulosa 50 Solfuri disolfuro di di-ter-butile 10 EPA 5021 A 2003 + EPA 8260 B 1996 Gasgromatografia spettrometria di massa Gasgromatografia spettrometria di massa disolfuro di disutile 10 " " disolfuro di diisopropilene 10 " " disolfuro di isopropilene e propile 10 " " disolfuro di dipropile 10 " " Tioanisolo (Fenilmetilsolfuro) 1 " " SOSTANZE DI CONTROLLO NEL SITO EXACNA DI CENGIO (SV) Betanaftolo (2-naftolo) 0,5 EPA 8270 D/98 GC-MS Coloranti Antrachinone 5 Composti naftalensolfonici di tioamminico Meta-amminofenolo (3-ammonifenolo) 0,1 EPA 8270 D/98 GC-MS Acido 2-ammino-8-idrossi-6- naftalensolfonico (acido gamma) Acido 2-ammino-5-idrossi-7- naftalensolfonico (acido isogamma) Acido 2-naftilammin-5,7- disolfonico (acido amminoisogamma) 0,1 analisi condotta in hplc con diodearray sfruttando l'assorbimento dei composti in esame nella regione dell'uv. HPLC-dad 0,1 " " 0,1 " " Acido 2-naftilammin-6,8- disolfonico 0,1 " " (acido ammino g) Acido 2-ammino-8- naftalensolfonico 0,1 " " Acido 2-naftilammin-1- solfonico (acido 0,1 " " tobias) Acido para-anilinsolfonico (acido 0,1 " " solfanilico) Acido meta-anilinsolfonico (acido 0,1 " " metanilico) Acido orto-anilinsolfonico (acido ortanilico) 0,1 " " " nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 37 di 47

Sommatoria dei composti 0,5 " " naftalensolfonici di tioamminico della presente tabella Composti naftalensolfonici " " Acido meta-nitrobenzensolofonico 0,5 " " Acido 1,5-naftalendisolfonico 0,5 " " Acido 1,6-naftalendisolfonico 0,5 " " Acido 2,6-naftalendisolfonico 0,5 " " Acido 2,7-naftalendisolfonico 0,5 " " Acido 2-idrossi-1-naftalensolfonico (acido 0,5 " " stebbins) Acido 2-idrossi-4-naftalensolfonico 0,5 " " Acido 2-idrossi-5-naftalensolfonico 0,5 " " Acido 2-idrossi-6-naftalensolfonico (acido 0,5 " " schaeffer) Acido 2-idrossi-7-naftalensolfonico 0,5 " " Acido 2-idrossi-8-naftalensolfonico (acido 0,5 " " croceico) Acido 2-idrossi-1,6-naftalendisolfonico 0,5 " " Acido 2-idrossi-1,5-naftalendisolfonico 0,5 " " Acido 2-idrossi-3,6-naftalendisolfonico 0,5 " " (acido r) Acido 2-idrossi-6,8-naftalendisolfonico 0,5 " " (acido g) Acido 2-idrossi-3,6,8-naftalentrisolfonico 0,5 " " Acido 1-antrachinonsolfonico 0,5 " " Acido 2-antrachinonsolfonico 0,5 " " Acido 1,5-antrachinondisolfonico 0,5 " " Acido 1,6-antrachinondisolfonico 0,5 " " Acido 1,8-antrachinondisolfonico 0,5 " " Acido 2,7-antrachinondisolfonico 0,5 " " Acido 2,3-bon 0,5 " " Acido 1- naftalen -Solfonico 0,5 " " Acido 2 naftalen - solfonico 0,5 " " Sommatoria dei composti 5 " " naftalensolfonici della presente tabella 1-Metil-Naftalene 2-Metil-Naftalene Composti Aggiuntivi 1,2- Dimetilnaftalene 2,6- Dimetilnaftalene 2,3- Dimetilnaftalene 1,8- Dimetilnaftalene 1,3- Dimetilnaftalene 1,4- Dimetilnaftalene 2,3,5-Trimetilnaftalene 1,1-Binaftalene Bifenile 2-clorotoluene (o-clorotoluene) 4-clorotoluene 2,4-diclorotoluene 2,4-Dinitrotoluene 4-Nitrotoluene 2,4,6-Trinitrotoluene 2,3-Dicloro-Nitrobenzene 1-Naftolo 0,5 GC-MS EPA 8270 D/98 0,5 " " 0,5 " " 1 " " 1 " " 1 " " 1 " " 1 " " 1 " " 1 " " 0,5 " " 0,5 " " 0,5 " " 0,5 " " 0,05 " " 0,5 " " 0,1 " " 0,5 " " 0,1 " " nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 38 di 47

Antrachinone 5 " " 1-Amminoantrachinone 5 " " Difeniletere 5 " " 2-Cloro-4-Nitrotoluene 0,1 " " Altri cloronitrotolueni (singolo) 0,3 " " Altri cloronitrotolueni (cumulativi) 0,5 " " Altri dinitrotolueni (singolo) 0,05 " " Altri dinitrotolueni (cumulativo) 0,1 " " Benzo antracenone (somma isomeri) 5 " " 1,2,3,4-Tetraclorobenzene 0,5 " " Diclorodiazobenzene (somma isomeri) ** 0,1 " " Metilfenantreni+metilantraceni (singolo) 5 " " Metilfenantreni+metilantraceni 10 " " (cumulativo) Nitronaftaleni (singolo) 0,5 " " Nitronaftaleni (cumulativo) 5 " " Dinitronaftaleni (singolo) 0,5 " " Dinitronaftaleni (cumulativo) 5 " " Trinitronaftaleni (singolo) 0,5 " " Trinitronaftaleni (cumulativo) 5 " " Binaftoli (singolo) 5 " " Binaftoli (cumulativo) 10 " " Naftil-naftoli (singolo) 5 " " Naftil-naftoli (cumulativo) 10 " " Naftalenilbenzotiofeni+Benzonaftiofeni 0,5 " " (singolo) Naftalenilbenzotiofeni+Benzonaftiofeni 5 " " (cumulativo) 2-mercaptobenzotiazolo 10 " " 1,3 toluendiisocianato 1,4 " " 4-Nitrobenzaldeide 0,5 " " acido p toluensolfonico 0,5 " " benzen-1-2-4-tricarbossilato di tris (2-50 " " etilesile) caprolattame 10 " " dimetilformammide 10 " " dimetridazolo 0,01 " " diossolani 0,1 " " etilenglicole (etan-1,2-diolo) 10 " " glicole dietilenico 10 " " Ipronidazolo 0,01 " " monocloroacetato di sodio 10 " " perossido di benzoile 5 " " composti organici azotati totali " " nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 39 di 47

ACQUE N. Parametro CLA µg/l Limite di rilevabilità richiesto Metodo (1) Tecnica analitica ph 0,01 unità EPA 9040C 2002 Potenziometria Conducibilità elettrica a 20 C 1 micros/cm EPA 9050A 1996 Conduttimetria METALLI 1 Alluminio 200 Spettrometria di massa con sorgente EPA 3005A 1992 + EPA 200.8 1994 10 microg/l ICP 2 Antimonio 5 0.5 microg/l " " 3 Argento 10 1 microg/l " " 4 Arsenico 10 1 microg/l " " 5 Berillio 4 0,4 microg/l " " 6 Cadmio 5 0,5 microg/l " " 7 Cobalto 50 1 microg/l " " 8 Cromo Totale 50 1 microg/l " " 9 Cromo (VI) 5 0,5 microg/l APAT CNR IRSA 3150C Man 29/2003 Spettrometria UV-VIS 10 Ferro 200 10 microg/l EPA 3005A 1992 + EPA 6010C 2000 Spettrometria atomica ICP-AES Ferro (Fe 2+ ) 0.05 mg/l Spettrometria UV-VIS 11 Mercurio 1 0,1 microg/l EPA 7473 1998 Spettrometria atomica AMA Spettrometria di massa con sorgente 12 Nichel 20 EPA 3005A 1992 + EPA 200.8 1994 1 microg/l ICP 13 Piombo 10 1 microg/l " " 14 Rame 1000 10 microg/l " " 15 Selenio 10 1 microg/l " " 16 Manganese 50 1 microg/l " " Manganese disciolto (Mn 2+ ) 0.02 mg/l Spettrometria UV-VIS 17 Tallio 2 Spettrometria di massa con sorgente EPA 3005A 1992 + EPA 200.8 1994 0.2 microg/l ICP 18 Zinco 3000 5 microg/l " " Molibdeno EPA 3005A 1992 + EPA 7481 1986 Spettrometria di massa con sorgente ICP Vanadio 50 Spettrometria di massa con sorgente EPA 3005A 1992 + EPA 200.8 1994 5 microg/l ICP Stagno 1 microg/l " " INQUINANTI INORGANICI 19 Boro 1000 Spettrometria di massa con sorgente EPA 3005A 1992 + EPA 200.8 1994 5 microg/l ICP 20 Cianuri liberi 50 5 microg/l EPA 9014 1996 Spettrometria UV-VIS Cianuri totali 50 EPA 9010C 2002 + EPA 9014 1996 Spettrometria UV-VIS 21 Fluoruri 150 0.25 mg/l UNI EN ISO 10304-1 1997 Cromatografia ionica 22 Nitriti 500 0.025 mg/l APAT CNR IRSA 4050 Man 29/2003 Spettrometria UV-VIS 250 23 Solfati UNI EN ISO 1034-1 1997 Cromatografia ionica mg/l 1.0 mg/l Ammoniaca 500 APAT CNR IRSA 4030 Man 29/2003 Spettrometria UV-VIS Piombo tetraetile 0,1 EPA 5030C 2003 + EPA 8260B 1996 GC-MS COMPOSTI ORGANICI AROMATICI 24 Benzene 1 EPA 5030C 2003 + EPA 8260B 1996 GC-MS 25 Etilbenzene 50 " " 26 Stirene 25 " " 27 Toluene 15 " " 28 p-xilene 10 " " o-xilene 10 " " m-xilene 10 " " Isopropilbenzene 50 EPA 5030C 2003 + EPA 8260B 1997 GC-MS alfa-stirene 50 EPA 5030C 2003 + EPA 8260B 1998 GC-MS 1,2,3-trimetilbenzene 10 EPA 3510C 1996 + EPA 8270D 1998 GC-MS nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 40 di 47

1,2,4-trimetilbenzene 10 " " 1,3,5-trimetilbenzene 10 " " POLICICLICI AROMATICI 29 Benzo(a)antracene 0,1 EPA 3510C 1996 + EPA 8270D 1998 GC-MS 30 Benzo(a)pirene 0,01 " " 31 Benzo(b)fluorantene 0,1 " " 32 Benzo(k)fluorantene 0,05 " " 33 Benzo(g,h,i)perilene 0,01 " " 34 Crisene 5 " " 35 Dibenzo(a,h)antracene 0,01 " " 36 Indeno(1,2,3,c,d)pirene 0,1 " " 37 Pirene 50 " " 38 Sommatoria policiclici aromatici (31, 0,1 " " 32, 33, 36) naftaline 5 " " Acenaftilene 5 " " Acenaftene 5 " " Fluorene 5 " " Fenantrene 5 " " Antracene 5 " " Fluorantene 5 " " Benzo(j)fluorantene 0,05 " " Dibenzo(ae)pirene 0,05 " " ALIFATICI CLORURATI CANGEROGENI 39 Clorometano 1,5 EPA 5030C 2003 + EPA 8260B 1996 GC-MS 40 Triclorometano 0,15 " " 41 Cloruro di vinile 0,5 " " 42 1,2-Dicloroetano 3 " " 43 1,1-Dicloroetilene 0,05 " " 44 Tricloetilene 1,5 " " 45 Tetracloroetene 1,1 " " 46 Esaclorobutadiene 0,15 " " 47 Sommatoria organoalogenati 10 " " Metilene cloruro 0,15 " " Tetracloruro di carbonio 0,15 " " 1,1,1,2-Tetracloroetano 0,05 " " Pentacloroetano 0,05 " " Esacloroetano 0,05 " " Esaclorobutano 0,05 " " Diclorometano 0,15 " " ALIFATICI CLORURATI NON CANGEROGENI 48 1,1-Dicloroetano 810 EPA 5030C 2003 + EPA 8260B 1996 GC-MS 49 1,2-Dicloroetilene 60 " " 50 1,2-Dicloropropano 0,15 " " 51 1,1,2-Tricloroetano 0,2 " " 52 1,2,3-Tricloropropano 0,001 " " 53 1,1,2,2-Tetracloroetano 0,05 " " Freon 11 (Fluorotriclorometano) 0,15 " " Tetraclorobutadieni 0,15 " " Freon 113 (1,1,2 0,2 Triclorotrifluoroetano) Pentaclorobutadieni 0,15 1,1,1 Tricloroetano 200 ALIFATICI ALOGENATI CANCEROGENI 54 Tribromometano 0,3 EPA 5030C 2003 + EPA 8260B 1996 GC-MS nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 41 di 47

55 1,2-Dibromoetano 0,001 " " 56 Dibromoclorometano 0,13 " " 57 Bromodiclorometano 0,17 " " Alifatici alogenati totali " " NITROBENZENI 58 Nitrobenzene 3,5 EPA 3510C 1996 + EPA 8270D 1998 GC-MS 59 1,2-Dinitrobenzene 15 " " 60 1,3-Dinitrobenzene 3,7 " " 61 1-cloro-4-nitrobenzene 0,5 " " 2,5-Dicloronitrobenzene 20 " " 3,4-Dicloronitrobenzene 20 " " 1-cloro-3-nitrobenzene " " 3,4-dicloro-nitrobenzene " " 3,5-dicloro-nitrobenzene " " CLOROBENZENI 62 Monoclorobenzene 40 EPA 5030C 2003 + EPA 8260B 1996 GC-MS 63 1,2-Diclorobenzene 270 " " 64 1,4-Diclorobenzene 0,5 " " 65 1,2,4-Triclorobenzene 190 EPA 3510C 1996 + EPA 8270D 1998 GC-MS 66 1,2,4,5-Tetraclorobenzene 1,8 " " 67 Pentaclorobenzene 5 " " 68 Esaclorobenzene 0,01 " " 1,3 Diclorobenzene " " 1,2,3-Triclorobenzene 190 " " 1,3,5-triclorobenzene 190 " " 1,2,3-trimetilbenzene 10 " " 1,2,4-trimetilbenzene 10 " " 1,3,5-trimetilbenzene 10 " " 1,2,3,5-tetraclorobenzene 1,8 " " Pentacloronitrobenzene 5 " " 2 clorotoluene 40 " " 2,4 diclorotoluene 40 " " 4 clorotoluene (p cloro toluene) 40 " " FENOLI E CLOROFENOLI " " 69 2-Clorofenolo 180 EPA 3510C 1996 + EPA 8270D 1998 GC-MS 70 2,4-Diclorofenolo 110 " " 71 2,4,6-Triclorofenolo 5 " " 72 Pentaclorofenolo 0,5 " " M-cloro-fenolo 180 " " P-cloro-fenolo 180 " " 4-cloro, 3-metil-fenolo 40 " " 2,3,4,5-tetracloro-fenolo 0,5 " " 2,4-Dimetil-fenolo 40 " " 2,4,6-Trimetil-fenolo 40 " " O-Etil-fenolo 40 " " 2-Nitrofenolo 3,5 " " 4-Nitrofenolo 3,5 " " 2,4-Dinitrofenolo 15 " " Fenoli (indice fenoli) 0,5 " " 3 metilfenolo (m-cresolo) 40 " " 4 metilfenolo (p-cresolo) 40 " " AMMINE AROMATICHE 73 Anilina 10 EPA 3510C 1996 + EPA 8270D 1998 GC-MS 74 Difenilammina 910 " " 75 p-toluidina 0,35 " " O-Toluidina 10 " " nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 42 di 47

2,6-Dietilanilina 10 " " Betanaftilammina 10 " " O-Nitroanilina 10 " " M-Nitroanilina 10 " " P-Nitroanilina 10 " " O-Cloroanilina 10 " " M-Cloroanilina 10 " " P-Cloroanilina 10 " " 3,5-Dicloroanilina 10 " " 2,6-Dicloroanilina 10 " " 2,3-Dicloroanilina 10 " " 3,4-Dicloroanilina 10 " " 5-Cloro-2-toluidina 10 " " 4-Cloro-2-anisidina 20 " " 2-Nitro-4-cloroanilina 10 " " 4-Nitro-2-cloroanilina 10 " " 2,6-Dicloro-4-nitroanilina 10 " " 2-Amminobifenile 20 " " 4-Amminobifenile 10 " " Benzidina 10 " " 2-Cloro-4-metilanilina 10 " " 2-Cloro-5-metilanilina 10 " " 2-Cloro-6-metilanilina 10 " " 3-Cloro-4-metilanilina 10 " " 4-Cloro-n-metilanilina 10 " " 4-Cloro-5-metilanilina 10 " " 2-Cloro-5-nitroanilina 10 " " 4-Cloro-3-nitroanilina 10 " " 5-Cloro-2-nitroanilina 10 " " N,N-Dimetilanilina 10 " " 2,3-Dimetilanilina 10 " " 2,4-Dimetilanilina 10 " " 2,5-Dimetilanilina 10 " " 2,6-Dimetilanilina 10 " " 3,4-Dimetilanilina 10 " " 3,5-Dimetilanilina 10 " " 3,3 -Dimetilbenzidina 10 " " 2,4-Dimetossianilina 20 " " 2,5-Dimetossianilina 20 " " 3,4-Dimetossianilina 20 " " 3,5-Dimetossianilina 20 " " 2,4-Dicloroanilina 10 " " 2,5-Dicloroanilina 10 " " 3,3 -Dimetossibenzidina 10 " " 3,3 -Diclorobenzidina 10 " " 2,4-Dinitroanilina 10 " " N-etilanilina 10 " " 2-Etilanilina 10 " " 3-Etilanilina 10 " " 4-Etilanilina 10 " " 2-Etossianilina 20 " " N-Etil-3-metilanilina 10 " " 4-Fenilazoanilina 10 " " 1,2-Fenilendiammina 10 " " 1,3-Fenilendiammina 10 " " N-Metilanilina 10 " " 3-Metilanilina 10 " " nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 43 di 47

N-Metil-2-nitroanilina 10 " " N-Metil-4-nitroanilina 10 " " 2-Metil-3-nitroanilina 10 " " 2-Metil-4-nitroanilina 10 " " 2-Metil-5-nitroanilina 10 " " 2-Metil-6-nitroanilina 10 " " 3-Metil-2-nitroanilina 10 " " 4-Metil-2-nitroanilina 10 " " 4-Metil-3-nitroanilina 10 " " 2,4,6-Trimetilanilina 10 " " 2,3,4-Tricloroanilina 10 " " 2,4,5-Tricloroanilina 10 " " 2,4,6-Tricloroanilina 10 " " 3,4,5-Tricloroanilina 10 " " 1-Naftilammina 20 " " 3-Cloro-2-metilanilina 5 " " 4 Metil anilina 10 " " 2,4 diamminotoluene 0,02 " " 2,6 diamminotoluene 0,02 " " dietanolammina 910 " " tributilammina 910 " " FITOFARMACI 76 Alaclor 0,1 EPA 3510C 1996 + EPA 8270D 1998 GC-MS 77 Aldrin 0,03 " " 78 Atrazina 0,3 " " 79 alfa-esacloroesano 0,1 " " 80 beta-esacloroesano 0,1 " " 81 gamma-esacloroesano (lindano) 0,1 " " 82 Clordano 0,1 " " 83 DDD, DDT, DDE 0,1 " " 84 Dieldrin 0,03 " " 85 Endrin 0,1 " " 4*10-6 86 Sommatoria fitofarmaci 0,5 " " DIOSSINE E FURANI Sommatoria 87 Policlorodibenzodiossine e Policlorodibenzofurani (conversione EPA 1613B 1994 HRGC-HRMS TEF) Idrocarburi 90 Idrocarburi totali (n-esano) 350 EPA 3510C 1996 + EPA 8270D 1998 GC-MS Idrocarburi totali I.R. (THP) EPA 148.1 1978 Spettrofotometria infrarossa Eptano EPA 5030C 2003 + EPA 8260B 1996 GC-MS Cicloesano 350 EPA 5030C 2003 + EPA 8260B 1996 GC-MS Diciclopentadiene (DCP) 0,2 EPA 5021A 2003 + EPA 8260B 1996 GC-MS Idrocarburi di contaminazione di origine petrolifera C10 e C40 Alcoli 10 EPA 3510C 1996 + EPA 8270D 1998 GC-MS Metanolo EPA 5021A 2003 + EPA 8260B 1996 GC-MS Etanolo 350 EPA 5021A 2003 + EPA 8260B 1997 GC-MS Cicloesanolo 10 EPA 5021A 2003 + EPA 8260B 1998 GC-MS Isobutanolo 180 EPA 5021A 2003 + EPA 8260B 1999 GC-MS 2-Propanolo (Isopropanolo, Alcool 5 isopropilico) EPA 5021 1996 + EPA 8260B 1996 GC-MS alcol benzilico (fenilcarbinolo) 10 EPA 5021 1996 + EPA 8260B 1996 GC-MS alcol etilesilico 350 EPA 5021 1996 + EPA 8260B 1997 Chetoni Metiletilchetone (2-butanone) 50 EPA 5030C 2003 + EPA 8260B 1996 GC-MS 2- Propanone 50 " " nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 44 di 47

(Acetone/Dimetilchetone) Cicloesanone 350 EPA 3510C 1996 + EPA 8270D 1998 GC-MS 4-Metil-2-Pentanone 50 EPA 5030C 2003 + EPA 8260B 1996 GC-MS Metilisobutilchetone (MIBK) 160 " " Coloranti Antrachinone 50 Composti naftalensolfonici di tioamminico Meta-amminofenolo (3- ammonifenolo) Acido 2-ammino-8-idrossi-6- naftalensolfonico (acido gamma) Acido 2-ammino-5-idrossi-7- naftalensolfonico (acido isogamma) Acido 2-naftilammin-5,7- disolfonico (acido amminoisogamma) 10 10 10 10 analisi condotta in hplc con diodearray sfruttando l'assorbimento dei composti in esame nella regione dell'uv HPLC-dad " " " " " " Acido 2-naftilammin-6,8- disolfonico 10 " " (acido ammino g) Acido 2-ammino-8- naftalensolfonico 10 " " Acido 2-naftilammin-1- solfonico 10 (acido tobias) " " Acido para-anilinsolfonico (acido 10 solfanilico) " " Acido meta-anilinsolfonico (acido 10 metanilico) " " Acido orto-anilinsolfonico (acido 10 ortanilico) " " Sommatoria dei composti naftalensolfonici di tioamminico della 10 " " presente tabella Composti naftalensolfonici " " Acido meta-nitrobenzensolofonico 50 " " Betanaftolo (2-naftolo) 50 " " Acido 1,5-naftalendisolfonico 50 " " Acido 1,6-naftalendisolfonico 50 " " Acido 2,6-naftalendisolfonico 50 " " Acido 2,7-naftalendisolfonico 50 " " Acido 2-idrossi-1-naftalensolfonico 50 " " (acido stebbins) Acido 2-idrossi-4-naftalensolfonico 50 " " Acido 2-idrossi-5-naftalensolfonico 50 " " Acido 2-idrossi-6-naftalensolfonico 50 " " (acido schaeffer) Acido 2-idrossi-7-naftalensolfonico 50 " " Acido 2-idrossi-8-naftalensolfonico (acido croceico) Acido 2-idrossi-1,6- naftalendisolfonico Acido 2-idrossi-1,5- naftalendisolfonico Acido 2-idrossi-3,6- naftalendisolfonico (acido r) 50 50 50 50 " " " " " " " " Acido 2-idrossi-6,8-50 naftalendisolfonico (acido g) " " Acido 2-idrossi-3,6,8-50 naftalentrisolfonico " " Acido 1-antrachinonsolfonico 50 " " Acido 2-antrachinonsolfonico 50 " " Acido 1,5-antrachinondisolfonico 50 " " nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 45 di 47

Acido 1,6-antrachinondisolfonico 50 " " Acido 1,8-antrachinondisolfonico 50 " " Acido 2,7-antrachinondisolfonico 50 " " Acido 2,3-bon 50 " " Acido 1- naftalen -Solfonico 50 Acido 2 naftalen - solfonico 50 Eteri Propilenmetilglicol-Etere (1-metossi- 350 EPA 5030C 2003 + EPA 8260B 1996 GC-MS 2-propanolo) Metil terbutil etere (MTBE) 10 " " ETBE 10 " " Dicloroisopropiletere (DCIPE) 60 " " Difeniletere 50 EPA 3510C 1996 + EPA 8270D 1998 GC-MS etere etilico (ossido di dietile) 120 Esteri Etilacetato 50 EPA 5030C 2003 + EPA 8260B 1996 GC-MS DMT (estere dell'acido ftalico) EPA 3510C 1996 + EPA 8270D 1998 GC-MS Solfuri disolfuro di di-ter-butile 10 EPA 5030C 2003 + EPA 8260B 1996 GC-MS disolfuro di disutile 10 " " disolfuro di diisopropilene 10 " " disolfuro di isopropilene e propile 10 " " disolfuro di dipropile 10 " " Tioanisolo (Fenilmetilsolfuro) 10 " " ACIDI ORGANICI Acido acetico 0.1 mg/l EPA 5021A 2003 + EPA 8260B 1996 GC-MS Acido propionico 0.1 mg/l EPA 5030C 2003 + EPA 8260B 1996 GC-MS Acido butirrico 0.1 mg/l " " Acido isobutirrico 0.1 mg/l " " Acido valerianico 0.1 mg/l " " Acido isovalerianico 0.1 mg/l " " Acido ftalico 0.1 mg/l " " Acido para-ftalico 37000 1000 microg/l GC-MS Acido formico 0.1 mg/l EPA 5030C 2003 + EPA 8260B 1996 GC-MS Acido maleico 0.1 mg/l " " Acido citrico 0.1 mg/l EPA 5030C 2003 + EPA 8260B 1997 GC-MS ALTRE SOSTANZE 88 Policlorobifenili (PCB) 0,01 EPA 3510C 1996 + EPA 8270D 1998 GC-MS 89 Acrilammide 0,1 EPA 8032A 1996 GC-MS Metano 0,5 microg/l EPA 5021A 2003 + EPA 8260B 1996 GC-MS TOC EPA 9060A 2002 Gascromatografia Amianto fibre (fibre > A 10 mm) DM 06/09/1994 All. 2A M.O.C.F. bis (2-etilesil)-ftalato -DEHP 3 ftalato di Diallile Acetonitrile (metil-cianuro, 5 cianometano) EPA 5021A 2003 + EPA 8260B 1996 GC-MS Acrilonitrile EPA 5021A 2003 + EPA 8260B 1996 GC-MS Acetato di Vinile " " Dimetilammina EPA 5030C 2003 + EPA 8260B 1996 GC-MS Dimetilacetammide " " Piombo tetraetile EPA 5030C 2003 + EPA 8260B 1996 GC-MS 2-mercaptobenzotiazolo 10 1,3 toluendiisocianato 0,2 4-Nitrobenzaldeide 3,5 acido p toluensolfonico 50 benzen-1-2-4-tricarbossilato di tris (2-350 etilesile) caprolattame nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 46 di 47

difenilformammide (DMF) 10 dimetridazolo 0,3 diossolani 0,5 etilenglicole (etan-1,2-diolo) 350 glicole dietilenico 350 Ipronidazolo 0,3 monocloroacetato di sodio 10 xantato di cellulosa perossido di benzoile 10 ANALISI MICROBIOLOGICHE Carica eterotrofa totale UNI EN ISO 6222 2001 Inclusione in piastra Batteri idrocarburo ossidanti Nitrato riduttori Slofato riduttori Metanotrofi nome file: Pia_Cartt.docx data emissione: luglio 2010 pag. 47 di 47