Pagina 1 di 6 rassegna stampa 12 Gennaio 2016 IL CITTADINO Lodi C è un aborto ogni 4 nascite: uno sportello salva vita Sono più di 500 le madri aiutate dai centri per l aiuto alla vita Il medico Di Mario dice sì: «Serve un centro d ascolto» Codogno Sant Angelo Lodigiano Casalpusterlengo IL GIORNO Lodi Codogno Sant Angelo Lodigiano Casalpusterlengo
Pagina 2 di 6 Molte mamme fanno questa scelta perché sono in crisi economica C è un aborto ogni 4 nascite: uno sportello salva vita di Cristina Vercellone Tra Lodi, Codogno e Sant Angelo le interruzionidi gravidanza superano quota 500, le associazioni chiedono una propria presenza fissa in corsia Oltre 500 aborti nel Lodigiano. Un numero che corrisponde a un quarto delle nascite. Molte delle donne che chiedono di abortire lo fanno perché sono in crisi economica. È per questo che i Cav, Centri di aiuto alla vita di Lodi e Sant Angelo, con la collaborazione dell associazione Maria madre della provvidenza coordinata dall infermiera Ester Fontana, hanno chiesto alla direzione sanitaria di aprire uno sportello all ospedale Maggiore e al Delmati. Un luogo nel quale le donne che vorrebbero tenere il loro bambino, ma non sanno come fare possano rivolgersi e chiedere aiuto. Come ha fatto mamma Marie Belle che venerdì scorso ha dato alla luce Lilie, la bambina che stava per abortire. In quel caso a farla decidere è stata proprio Fontana, in seguito a un incontro fortuito in ospedale. Se i volontari però fossero all interno del presidio, le vite umane salvate sarebbero molte di più. Il ginecologo Giancarlo Garuti si dice molto favorevole al progetto. Lui è responsabile della day surgery ginecologica, il servizio presso il quale viene eseguita la maggior parte degli interventi chirurgici, in applicazione della legge 194 del 78. «Nel 2015 sono stati eseguiti 560 interventi di interruzione volontaria di gravidanza, ripartiti tra modalità chirurgica e farmacologica presso i 3 nosocomi lodigiani - spiega -. L accoglienza delle pazienti e l espletamento delle procedure avviene generalmente al termine di un percorso in consultorio o da un medico privato che ha come esito la certificazione della volontà della paziente di interrompere la gravidanza. Ritengo che questi recipienti aziendali siano esecutori di volontà individuali talora voluttuarie, ma più spesso mistificate da giustificazioni subordinate a malesseri di ordine famigliare, economico e sociale. Ritengo che al fine di evitare procedure evitabili, soprattutto se motivate da queste ultime ragioni, la collaborazione tra struttura ospedaliera ed istituzioni presenti sul
Pagina 3 di 6 territorio in grado di aiutare concretamente l accoglienza di una vita altrimenti interrotta sia imperativa, oltre ogni ideologia. Rammarica osservare che sul territorio, dove sono pur presenti associazioni di volontariato probabilmente sensibili al problema, non sia mai esistito un contatto concreto e non casuale con la struttura ospedaliera, che drena la totalità delle richieste di applicazione della 194. La notizia comparsa recentemente sul «Cittadino» della nascita di Lilie, sottratta casualmente per merito di una volontaria di quelle associazioni, alla applicazione della 194, è un chiaro esempio di percorribilità del progetto. Ritengo che il rilievo sociale del problema della legge 194 meriti un raccordo concreto tra associazioni di volontariato e ospedale con il comune obiettivo di evitare gli aborti volontari evitabili. Mi risulta recentemente inoltrata alla direzione medica dell Asst (ex Ao), da parte del Cav di Lodi, la richiesta di apertura di uno sportello presso l ospedale Maggiore, destinato ad accogliere la richiesta di possibili alternative di vita da parte di donne-pazienti in procinto di interrompere la loro gravidanza. Mi pare un primo passo necessario; confido nella considerazione della sua importanza e nella formalizzazione del percorso». D accordo con lui è l infermiera Fontana che coordina l Associazione Maria madre della provvidenza di Torino che ha 9 sedi in tutta Italia una delle quali a Sant Angelo. «Siamo iscritti all istituto donazioni - spiega Fontana -; è un organismo di controllo. Siamo solo in 100 in Italia. Ogni 6 mesi ci controllano i conti. È molto importante. Quando chiediamo gli aiuti a Torino ci arrivano. Speriamo di riuscire ad aprire questo servizio a Lodi e al Delmati. A Sant Angelo siamo nate il primo ottobre 2011 e abbiamo salvato 16 bambini. Dovremo andare di più nelle scuole a fare prevenzione. Conosco una ragazzina appena maggiorenne: non voleva abortire, ma l ha fatto, aveva paura del patrigno. Piangeva come una matta. Una sua coetanea, invece, è riuscita a salvare il bimbo, mentre sua mamma me ne aveva dette di tutti i colori. L altro giorno mi ha scritto: Vivo con il papà del bambino e sono felice. Grazie».
Pagina 4 di 6 Nelle strutture del lodigiano Sono più di 500 le madri aiutate dai centri per l aiuto alla vita di Cri. Ver. Già adesso sono tante le mamme aiutate dai Cav e dall associazione Maria Madre della provvidenza, ma il progetto di aprire uno sportello in ospedale a Lodi migliorerà ulteriormente la situazione. «Tra Lodi, Casale e Codogno - spiega il presidente del Centro di aiuto alla vita di Lodi Giancarlo Colombo -, aiutiamo 255 mamme e 273 bambini in modo completo ( 84 a Codogno, 42 a Casale e 147 a Lodi) e altre 250 mamme in modo occasionale. Parecchi ospedali della regione, a partire da Melegnano, hanno questo sportello, molti con ottimi risultati. Uno dei più significativi è quello presente nella clinica Mangiagalli. Anche la nota ginecologa Alessandra Kustermann, che è abortista, ha sempre espresso apprezzamento per il Cav. Dove c è il cartello della nostra associazione si salvano diverse vite». A Sant Angelo il Cav esiste dall 88 e segue 130 mamme. «Nel 2015 - spiega la presidente Annamaria Baisotti - abbiamo salvato dall aborto 9 bambini. Siamo un punto di riferimento importante per le mamme. Sappiamo aiutarle senza giudicarle. Riusciamo a farle decidere serenamente e con coraggio perché ci vuole coraggio ad accettare una nuova vita. Per incominciare diamo 160 euro mensili per 18 mensilità, una goccia ma può servire a chi non ha niente. Poi forniamo vestiti, pannolini, latte, omogeneizzati e tutto il resto. Aderiamo anche al banco farmaceutico. Il 14 febbraio, presso la farmacia Spedaletti, in piazza della Libertà, chiediamo ai clienti di offrire dei medicinali che possano servire ai bambini, come sciroppi per la tosse o tachipirina». Il Cav barasino lancia un sos. «Abbiamo bisogno di volontari nel settore organizzativo - annota la presidente - che facciano promozione culturale anche nelle scuole. I ragazzi delle superiori hanno bisogno di conoscere l importanza della vita. Speriamo che ci diano un centro di riferimento a Lodi e Sant Angelo. La 194 prevede anche di attivare tutto quello che può servire alla donna per evitare l interruzione di gravidanza, ma questa parte della legge non è mai stata attuata». Alle mamme, in questo momento, servono passeggini, carrozzine, pannolini e aiuti economici. Il Cav è presente il martedì e il giovedì nella sede di via monsignor Rizzi 4, dalle 10 alle 11.30 e poi il mercoledì dalle 16 alle 17.30 (tel. 0371/90410). Per le urgenze funziona il numero verde sos vita 800813000, aperto 24 ore su 24. È dal 98 che esistiamo, vorremmo
Pagina 5 di 6 essere presenti ufficialmente in ospedale, sia a Lodi che a Sant Angelo. Speriamo ci dicano di sì, è importante. L avevamo già chiesto due anni fa, ma al Delmati ci avevano detto di no per via dei lavori in corso. Sarebbe importante però offrire una voce diversa, alternativa, poi la donna è libera di scegliere. Sono tanti i medici abortisti che sono diventati obiettori. Costa di più, tra l altro, un aborto che aiutare la mamma a tenersi il bambino. Conosco una mamma che è venuta da noi in cinta del quarto figlio, con un marito pieno di problemi fin sopra il collo. Alla fine ha deciso di non abortire e a febbraio partorirà. Una mamma che ha mostrato un sacco di coraggio. Se la donna sa di essere aiutata è difficile che abortisca».
Pagina 6 di 6 Il medico Di Mario dice sì: «Serve un centro d ascolto» di C. V. «Non so quante siano le donne che chiedono di abortire per motivi economici - annota il primario Marco Di Mario -, ma di fatto l interruzione di gravidanza è una sconfitta. Nel 2016 i metodi per evitare una gravidanza sono noti a tutti, anche alla popolazione più ai margini. Se una donna non ha nemmeno le possibilità per accedere a questi metodi può rivolgersi ai consultori che sono dedicati a queste problematiche. L aborto non è di certo un metodo per controllare le nascite. Qualsiasi iniziativa per ridurre le interruzioni di gravidanza è ben accetta, a prescindere dalle concezioni politiche o religiose di ciascuno». Anche il primario di Codogno Salvo Zanoni è favorevole all ipotesi di uno sportello: «Noi cerchiamo sempre di insistere - commenta - e quando capiamo che le donne vorrebbero tenersi il bambino garantiamo l assistenza. Prima di inviare le donne a Sant Angelo per l intervento inneschiamo tutto l iter e cerchiamo di dare la garanzia di un futuro al bambino. Se capiamo che c è un minimo di spiraglio, lo facciamo in modo significativo. Anche le ostetriche sono molto disponibili. C è comunque un calo del fenomeno».