Acciai per strutture metalliche e composte



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Tecnica delle Costruzioni Prof. Giovanni Plizzari Dipartimento di Ingegneria Civile, Architettura, Ambiente e Territorio Università di Brescia G. Plizzari Acciai per strutture metalliche e composte 2/30 1

Generalità G. Plizzari Per la realizzazione di strutture metalliche e di strutture composte si dovranno utilizzare acciai (con Marcatura CE) conformi alle norme armonizzate UNI EN 10025 (per i laminati) UNI EN 10210 (per i tubi senza saldatura) UNI EN 10219-1 (per i tubi saldati) 3/30 Caratteristiche meccaniche G. Plizzari In sede di progettazione si possono assumere convenzionalmente i seguenti valori nominali delle proprietà del materiale: 4/30 2

G. Plizzari Laminati a caldo con profili a sezione aperta 5/30 G. Plizzari Laminati a caldo con profili a sezione cava 6/30 3

Acciai laminati G. Plizzari Prodotti lunghi - laminati mercantili (angolari, L, T, piatti e altri prodotti di forma); - travi ad ali parallele del tipo HE e IPE, travi IPN; - laminati ad U Prodotti piani - lamiere e piatti - nastri Profilati cavi - tubi prodotti a caldo Prodotti derivati - travi saldate (ricavate da lamiere o da nastri a caldo); - profilati a freddo (ricavati da nastri a caldo); - tubi saldati (cilindrici o di forma ricavati da nastri a caldo); - lamiere grecate (ricavate da nastri a caldo) 7/30 Acciai per strutture saldate G. Plizzari Gli acciai per strutture saldate, oltre a soddisfare le condizioni indicate al 11.3.4.1, devono avere composizione chimica conforme a quanto riportato nelle norme europee armonizzate applicabili, di cui al punto 11.3.4.1. 8/30 4

Processo di saldatura G. Plizzari La saldatura degli acciai dovrà avvenire con uno dei procedimenti all arco elettrico codificati secondo la norma UNI EN ISO 4063:2001. È ammesso l uso di procedimenti diversi purché sostenuti da adeguata documentazione teorica e sperimentale. I saldatori nei procedimenti semiautomatici e manuali dovranno essere qualificati secondo la norma UNI EN 287-1:2004 da parte di un Ente terzo. A deroga di quanto richiesto nella norma UNI EN 287-1:2004, i saldatori che eseguono giunti a T con cordoni d angolo dovranno essere specificamente qualificati e non potranno essere qualificati soltanto mediante l esecuzione di giunti testa-testa. Gli operatori dei procedimenti automatici o robotizzati dovranno essere certificati secondo la norma UNI EN 1418:1999. Tutti i procedimenti 9/30 Bulloni e chiodi G. Plizzari I bulloni - conformi per le caratteristiche dimensionali alle norme UNI EN ISO 4016: 2002 e UNI 5592:1968 devono appartenere alle sotto indicate classi della norma UNI EN ISO 898-1:2001, associate nel modo indicato nella seguente tabella. La tensione di snervamento f yb e di rottura f tb delle viti appartenuti alle classi indicate nella precedente tabella 11.3.XII.a sono riportate nella seguente tabella: 10/30 5

Bulloni per le giunzioni ad attrito G. Plizzari I bulloni per giunzioni ad attrito devono essere conformi alle prescrizioni della Tab. 11.3.XIII Viti e dadi, devono essere associati come indicato nella Tab. 11.3.XII. 11/30 G. Plizzari Specifiche per acciai da carpenteria in zona sismica L acciaio costituente le membrature, le saldature ed i bulloni deve essere conforme ai requisiti riportati nelle norme sulle costruzioni in acciaio. Per le zone dissipative si applicano le seguenti regole addizionali: - per gli acciai da carpenteria il rapporto fra i valori caratteristici della tensione di rottura f tk (nominale) e la tensione di snervamento f yk (nominale) deve essere maggiore di 1,20 e l allungamento a rottura A5, misurato su provino standard, deve essere non inferiore al 20%; - la tensione di snervamento max f y,max deve risultare f y,max 1,2 f yk ; - i collegamenti bullonati devono essere realizzati con bulloni ad alta resistenza di classe 8.8 o 10.9. 12/30 6

G. Plizzari Calcestruzzo 13/30 Resistenza del calcestruzzo G. Plizzari 14/30 7

G. Plizzari Classi di resistenza del calcestruzzo 15/30 Resistenza di calcolo a compressione del calcestruzzo G. Plizzari 16/30 8

G. Plizzari Modelli tensione-deformazione del cls 17/30 G. Plizzari informazioni statistiche 18/30 9

G. Plizzari Resistenze inferiori a quelle nominali [%] 16 14 12 10 8 6 4 2 0 1994 1997 2000 2003 2005 Anno riferimento 19/30 G. Plizzari Classi di resistenza nominali (2005) 3000 Numero Provi 2500 2000 1500 1000 500 0 NO CONTR. 15 20 25 30 35 40 45 Rck [MPa] 20/30 10

Resistenza effettiva (2005) G. Plizzari Rck 20 MPa Rck 25 MPa Numero Provi 7 6 5 4 3 2 1 0 10_15 15_20 20_25 25_30 30_35 35_40 Numero Provi 500 400 300 200 100 0 5_10 10_15 15_20 20_25 25_30 30_35 35_40 40_45 45_50 50_55 55_60 60_65 65_70 70_75 75_80 80_85 85_90 Rck [MPa] Rck [MPa] Rck 30 MPa Rck 35 MPa Numero Provi 700 600 500 400 300 200 100 0 15_20 20_25 25_30 30_35 35_40 40_45 45_50 50_55 55_60 60_65 65_70 70_75 75_80 80_85 85_90 90_95 Rck [MPa] Numero Provi 60 50 40 30 20 10 0 15_20 20_25 25_30 30_35 35_40 40_45 Rck [MPa] 45_50 50_55 55_60 60_65 65_70 70_75 21/30 G. Plizzari Acciaio per calcestruzzo armato 22/30 11

G. Plizzari L acciaio nella nuova normativa 23/30 L acciaio B450C G. Plizzari 24/30 12

L acciaio B450A G. Plizzari 25/30 G. Plizzari Modelli tensione-deformazione dell acciaio 26/30 13

Riconoscimento dell acciaio G. Plizzari 27/30 Provenienza dell acciaio G. Plizzari 28/30 14

Altri tipi di acciaio G. Plizzari 29/30 Altri tipi di acciaio G. Plizzari 30/30 15