Associazione Culturale Bandistica Città dei Lauri Montasola (Rieti), 20 marzo 2010 Territorio e sismicità Il rischio sismico in Sabina Dr. Geol. Andrea Banchelli Via Fratelli Bruni, 2 Poggio Mirteto (Rieti) info@studiobanchelli.com 347.6272372
Che cosa è un terremoto?
Quando la crosta si rompe: le faglie
Come si misurano i terremoti? Magnitudo Richter (Ml): È un indicazione dell energia che il terremoto sprigiona. E una misura oggettiva basata sull oscillazione di un sismometro standard posto a 100 km dall epicentro. Magnitudo Momento (Mw): È anch essa un indicazione dell energia che il terremoto sprigiona, misurata in funzione di alcuni parametri fisici del terremoto, come ad esempio la superficie della faglia dove è avvenuta la rottura. E piuttosto simile nei valori rispetto alla Richter ma ultimamente considerata più affidabile. Scala Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS): È una misura degli effetti di un terremoto e dipende dalla profondità degli ipocentri, dalle caratteristiche costruttive, dall espansione antropica. Per i terremoti storici, grazie agli archivi, è il dato più importante a disposizione.
Quanti terremoti avvengono? Intensità Richter Frequenza 1 8000 al giorno 2 1000 al giorno 3 130 al giorno 4 15 al giorno 5 2-3 al giorno 6 120 all anno 7 18 all anno 8 1 all anno 9 1 ogni 20 anni Valdivia, Cile magnitudo 9,5 22 maggio 1960 Stretto di Prince William, Alaska magnitudo 9,2 28 marzo 1964 Sumatra, Indonesia magnitudo 9,1 26 dicembre 2004 Kamchatka, Russia magnitudo 9,0 4 novembre 1952 Concepción, Cile magnitudo 8,8 27 febbraio 2010
I terremoti in Italia Sannio e Molise 5 dicembre 1456 6,96 Gargano 30 luglio 1627 7,10 Nicastro Calabria 27 marzo 1638 7,00 Norcia 14 gennaio 1703 6.7 XI L Aquila 2 febbraio 1703 6.7 X Val di Noto, Sicilia orientale 11 gennaio 1693 7,5 XI Irpinia e Basilicata 8 settembre 1694 6,87 Messina e Reggio Calabria 5 febbraio 1783 6,91 Montemurro, Basilicata 16 dicembre 1857 6,9 Nicastro, Calabria 8 settembre 1905 7,06 Messina e Reggio Calabria 28 dicembre 1908 7,24 Sicilia, Catania 8 maggio 1914 7,2 Marsica, Abruzzo 13 gennaio 1915 6,99 XI Valle Tiberina 26 aprile 1917 IX-X Mugello 16 agosto 1919 6,3 IX Garfagnana 17 settembre 1920 6,4 X Friuli 27 marzo 1928 IX Irpinia 23 luglio 1930 6,5 X Maiella 26 gennaio 1933 IX Irpinia 21 agosto 1962 X Belice 15 gennaio 1968 6.4 X Tuscania (VT) 6 febbraio 1971 4,5 Friuli 6 maggio 1976 6.40 X Irpinia e Basilicata 23 novembre 1980 6,89 X Umbria-Marche 26 novembre 1997 5.7 IX Molise 31 ottobre 2002 5,4 VIII L Aquila 6 aprile 2009 6.3 X
I terremoti a Rieti M I rieti I epicentro 76 a.c. Rieti 6.5 X X 1 dicembre 1298 Appennino Reatino 6.6 VIII IX 9 settembre 1349 Appennino Abruzzese 6.3 V IX-X 8-15 ottobre 1639 Monti della Laga 5.5-6.0 V X 14 gennaio 1703 Norcia 6.7 VII-VIII XI 2 febbraio 1703 L Aquila 6.7 VIII X 27 giugno 1719 Valnerina 5.6 VII VIII 9 ottobre 1785 Umbria 5.5 VI-VII VIII-IX 13 gennaio 1915 Marsica 7.0 VI-VII XI 31 ottobre 1961 Valle del Velino 5.2 VI-VII VII-VIII 19 settembre 1979 Valnerina 5.8 VI VIII-IX 26 settembre 1997 Umbria-Marche 5.9 VI VIII-IX 6 aprile 2009 L Aquila 6.3 VI X
Dal catalogo dei terremoti italiani dal 1000 al 1984 (CNR)
Cosa si è fatto per la mitigazione del rischio sismico? A partire dal 1909, dopo un dato evento sismico, il Legislatore interviene con la definizione di leggi di classificazione che individuano le zone sismiche e specifiche norme tecniche valide per quelle zone, che impongono limiti per costruzioni su siti paludosi, franosi, acclivi; l uso di specifiche tecnologie e regole costruttive; fissano le altezze massime degli edifici, ecc.
Esempio di classificazione sismica dopo eventi significativi: Friuli (1928; IX); Marche (1929, VIII) R.D.L. n.682 del 3/4/1930
Nel 1998 si sono introdotti criteri di pericolosità sismica che tenevano conto dei dati storici ma anche di studi geologici e probabilistici, che però restano nel cassetto fino al 2003
DIVENTANO SISMICI NEL 2003 Collevecchio Forano Magliano Sabina Montebuono Stimigliano Tarano
La ricerca sui terremoti del passato
Le conoscenze attuali Questa mappa definisce le aree dove ci si possono aspettare (anche domani!) eventi sismici, definendo le massime accelerazioni che si prevedono al suolo
Una risposta concreta: la Microzonazione Sismica E accertato che uno stesso terremoto non colpisce allo stesso modo siti vicini dalle caratteristiche morfologiche e geologiche differenti Uno studio di Microzonazione Sismica ha la finalità di prevedere la distribuzione degli effetti di un terremoto in un area e di individuare criteri di gestione del territorio (geotecnici, strutturali, urbanistici) volti a mitigare, in futuro, i danni del sisma. Una corretta MS si avvale di contributi di tipo sismologico, geofisico, geotecnico, ingegneristico.
C è da aver paura? No, ma si può e si deve fare di più per la mitigazione del rischio sismico In Italia siamo bravi nella conoscenza dei fenomeni; siamo bravissimi nella gestione dell emergenza: e in mezzo? Il terremoto non uccide: le case fatte male si! (le normative recenti agiscono sui nuovi fabbricati, ma quelli esistenti?) La geologia è la prima risorsa che può dare risposte La politica deve investire in sicurezza: microzonazione sismica
... e grazie a tutti voi Dr. Geol. Andrea Banchelli Via Fratelli Bruni, 2 Poggio Mirteto (Rieti) info@studiobanchelli.com 347.6272372