I terremoti: cause ed effetti
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- Antonino Russo
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1 Laboratorio progettuale (strutture) Anno accademico 2005/06 I terremoti: cause ed effetti Perché avvengono i terremoti? Catania, 8 marzo 2006 Aurelio Ghersi Zolle crostali e terremoti Il meccanismo che scatena un terremoto: scorrimento lungo una faglia 2 blocchi di crosta in riposo scorrimento impedito: deformazione con accumulo di energia 3 4 il momento della rottura: rilascio dell energia brusco scorrimento, verso un nuovo equilibrio Epicentro Zone di subduzione Zolle in collisione Ipocentro Ipocentro Zolle in movimento, l una verso l altra: la più leggera affonda scorrendo sotto l altra Ipocentro Zolle in movimento, l una verso l altra: se sono entrambe molto spesse, nessuna affonda
2 Faglie trasformi Effetti permanenti dei terremoti Ipocentro Zolle che scorrono orizzontalmente, l una rispetto all altra Scorrimenti della faglia Movimenti della faglia, smottamenti del terreno, frane Movimenti della faglia, smottamenti del terreno, frane Movimenti della faglia, smottamenti del terreno, frane 948 Giappone 999 Turchia 2/4/998 Slovenia 999 Turchia 2
3 Cedimenti del terreno Liquefazione di strati sotterranei 997 Umbria 964 Alaska Liquefazione del terreno Liquefazione del terreno Liquefazione del terreno Liquefazione del terreno 3
4 Liquefazione del terreno Effetti transitori dei terremoti Maremoti, tsunami Moto del terreno Maremoti, tsunami Sismologia: studio del moto del terreno Dove l acqua è profonda le onde viaggiano a velocità elevatissime (es. oltre 800 km/ora) Al ridursi della profondità la velocità si riduce ma aumenta enormemente l altezza dell onda Registrazione del moto del terreno Onde sismiche L energia liberata dal sisma si propaga in onde Sismogramma Sismografo: misura gli spostamenti del terreno Esistono più tipi di onda, che si propagano con differente velocità ed hanno un diverso contenuto energetico: onde di volume, che si propagano per tutto il volume terrestre (più veloci) onde di superficie, che si propagano solo nello strato superficiale (maggior contenuto energetico) 4
5 Onde di volume Si hanno: Onde primarie (P) onde longitudinali, di compressione e dilatazione sono le più veloci E v P. per roccia, v P 5 6 km/h ρ P Onde di volume Si hanno: Onde primarie (P) Onde secondarie (S) onde trasversali, di taglio v S = vp 3 non si propagano nei liquidi S Onde di superficie Si hanno vari tipi, tra cui: Onde di Rayleigh (R) con moto secondo un ellisse nel piano verticale Onde di superficie Si hanno vari tipi, tra cui: Onde di Rayleigh (R) con moto secondo un ellisse nel piano verticale Onde di Love (L) con moto tipo onde di taglio nel piano orizzontale L Accelerogramma Più interessante ai fini ingegneristici è rappresentare l accelerazione in funzione del tempo accelerazione di picco (PGA) Accelerogramma t = 70 s Primo parametro di interesse: accelerazione massima Accelerogrammi relativi a sismi di forte intensità in America Notare: valori del PGA (Peak Ground Acceleration = accelerazione massima) molto alti, da 0.3 a 0.7 g forti differenze nel contenuto in frequenza e nella durata Ma sono importanti anche: durata, contenuto energetico 5
6 Classificazione dei terremoti Scala Mercalli dell intensità sismica (902, modificata nel 93 e 956) Scale di intensità empiriche, basate sugli effetti: MM = Mercalli modificata MCS = Mercalli-Cancani-Sieberg MSK = Medvedev-Sponheur-Karnik Scale basate su misurazioni di grandezze (energia, ecc.): M = Magnitudo Richter Magnitudo (Richter, 935) È il logaritmo dell ampiezza massima di oscillazione (in micron), misurata a 00 km dall epicentro Energia rilasciata da un sisma: è legata alla magnitudo dalla relazione log E = M (E in joule) Classificazione sismica del territorio Nel passato: classificazione in base ai danni provocati dai terremoti avvenuti Oggi: valutazione statistica della pericolosità sismica Frequenza annua N di terremoti con intensità M: log N = a b M (a 5.5, b. nel Mediterraneo) Classificazione sismica, nel passato Classificazione sismica, nel passato Terremoto: Messina, 908 RD n. 93/909 Terremoto: Avezzano, 95 RD n. 573/95 RD n. 43/927 RD n. 640/935 a categoria 2 a categoria a categoria 2 a categoria 6
7 Classificazione sismica, anni 80 Dopo il terremoto del Friuli (976) parte il Progetto Finalizzato Geodinamica (CNR) Zona a categoria 2 a categoria 3 a categoria non classificato Classificazione sismica, oggi Valutazione probabilistica dell intensità dei terremoti Periodo di ritorno T r = tempo medio che intercorre tra due eventi sismici di assegnata intensità Relazione tra probabilità p di superamento nel tempo T e periodo di ritorno T r : T r T T = ln( p ) p Terremoto di riferimento per il progetto: probabilità di superamento del 0% in 50 anni ovvero periodo di ritorno di 475 anni Classificazione sismica, oggi Fase - Zone Fase 2 - Ricorrenza Analisi di pericolosità Sito A B M PGA M 2 M 3 Distanza Fase 3 - Attenuazione Log N m M CDF 0 Magnitudo M Accelerazione Fase 4 - Probabilità (di non superamento nell intervallo t) Classificazione del territorio in base alla probabilità di superamento di PGA del 0% in 50 anni (T r = 475 anni) Classificazione sismica, oggi (ordinanza 3274) Influenza del terreno e microzonazione CESI VILLA I VII MCS Minor damages Accelerometric station SOFT SOIL Recent sand-clay deposits 0-0 m: VS = m/s 0 m valley floor: VS = m/s CESI BASSA Accelerometric station I IX MCS Severe damages Collapses ~ 60 m Zona a g 2 0,35 g 0,25 g ~ 35 m Bedrock VS = m/s 3 0,5 g 4 0,05 g ~ 350 m 7
8 FINE Tratta (con aggiunte) dalla presentazione per CT: Azioni2 Immagini tratte da: Pianeta Terra. I terremoti, Mondadori, 984 Foto scattate da: A. Ghersi Altre foto fornite da: M. Muratore, S. Pantano, P.P. Rossi Per questa presentazione: coordinamento A. Ghersi realizzazione A. Ghersi ultimo aggiornamento 3/03/2006 8
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