IL TERREMOTO ipocentro o fuoco del terremoto
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- Eduardo Lamberti
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1 Rischio Sismico
2 IL TERREMOTO Un terremoto si manifesta come moto vibratorio del terreno che ha origine in un punto più o meno profondo della Terra (ipocentro o fuoco del terremoto) da cui si sprigionano onde sismiche o elastiche, e per questo può essere definito anche scossa sismica.
3 LA STRUTTURA DELLA TERRA La Terra è costituita da: CROSTA MANTELLO NUCLEO Tale suddivisione corrisponde a variazioni nella velocità di propagazione delle onde sismiche all interno della Terra (discontinuità sismiche). I raggi sismici cambiano direzione al passaggio da un mezzo più lento a uno più veloce, percorrendo traiettorie concave verso l alto.
4 Le rocce che formano la crosta e il mantello sono sottoposte a sforzi, detti sforzi tettonici, che sono il risultato dei movimenti reciproci delle grandi placche in cui è suddivisa la porzione più superficiale della Terra. I MOVIMENTI TETTONICI Quando tali sforzi raggiungono il limite della resistenza offerta dalle rocce, si forma una frattura e si genera un terremoto.
5 LE ONDE SISMICHE Le onde sismiche o elastiche si suddividono in P (primae - longitudinali) e S (secundae - trasversali). Le onde P sono caratterizzate da un moto vibratorio del materiale elastico nella direzione in cui si propagano, cioè viaggiano attraverso il materiale roccioso determinando in esso una successione di compressioni e dilatazioni. Le onde S presentano, invece, un moto vibratorio del materiale elastico in direzione perpendicolare alla direzione di propagazione. Le onde P viaggiano a una velocità che è circa 1,7 volte superiore a quella delle onde S; pertanto esse precedono queste ultime nelle registrazioni sismografiche (da cui le definizioni primae e secundae).
6 LA MAGNITUDO La magnitudo è stata definita nel 1935 dal famoso sismologo C.F.Richter come misura oggettiva della quantità di energia elastica emessa durante un terremoto. La magnitudo viene calcolata a partire dall'ampiezza delle onde sismiche registrate dai sismografi, ed è espressa attraverso la "scala Richter". Ogni incremento di una unità di magnitudo corrisponde ad un incremento di trenta volte dell energia emessa. I terremoti più piccoli percettibili dall uomo hanno una magnitudo intorno a 2,5, mentre quelli che possono provocare danni alle abitazioni e vittime hanno generalmente una magnitudo superiore a 5,5.
7 L INTENSITA L'intensità di un terremoto quantifica e classifica esclusivamente gli effetti provocati sull ambiente, sulle cose e sull uomo. A differenza della magnitudo, per uno stesso terremoto essa assume valori diversi in luoghi diversi, a seconda della distanza dall'epicentro. Viene espressa tramite la scala MCS Mercalli- Cancani- Sieberg, composta di 12 gradi. In genere l uomo avverte terremoti a partire dal III grado, dal VI all VIII si verificano danni alle abitazioni, mentre a partire dal IX, si possono avere crolli totali e stravolgimenti del paesaggio (frane, alterazioni del regime idrico).
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9 Sismogramma di un terremoto La traccia registrata dal sismografo è quella relativa a un terremoto dell'intensità di 5,5 gradi della scala Richter. Questo strumento può registrare alternativamente le vibrazioni orizzontali o verticali di un'onda sismica. Per avere il quadro completo di un evento sismico è dunque necessario disporre di più di uno strumento.
10 PREVENZIONE E PREVISIONE I danni provocati dai terremoti possono essere contenuti adottando apposite misure di prevenzione. La prima, e più ovvia, consiste nel costruire edifici in grado di resistere alle massime sollecitazioni che possono essere causate dai terremoti più intensi attesi in una data zona.
11 PREVENZIONE E PREVISIONE A tale scopo tutti i Comuni italiani sono classificati per legge in base alla probabilità che in ognuno di essi si raggiunga una soglia di scuotimento superiore a un certo livello prefissato, sia come effetto di un forte terremoto distante o di un terremoto moderato ma più vicino. Tale classificazione si basa principalmente sull analisi dei terremoti che sono avvenuti nel passato in Italia.
12 LA CLASSIFICAZIONE IN ITALIA
13 FENOMENI PREMONITORI E PRECURSORI RUMORE DI FONDO CHE SI ODE NELL IMMINENZA DI UN FORTE TERREMOTO COSTITUITO DAI MUTAMENTI DI VELOCITÀ DELLE ONDE LONGITUDINALI LA VARIAZIONE DEL LIVELLO D ACQUA NEI POZZI
14 FENOMENI PREMONITORI E PRECURSORI IL VERIFICARSI DI UN SERIE DI FRATTURE MINIME ALL INTERNO DELLE MASSE SOTTOPOSTE A TENSIONE, FENOMENO OSSERVABILE TRE O QUATTRO MESI PRIMA DELLA SCOSSA PRINCIPALE I CAMBIAMENTI DEL CAMPO MAGNETICO
15 FENOMENI PREMONITORI E PRECURSORI PRESENZA DEL RADON UN GAS CHE PROVIENE DALLA DISINTEGRAZIONE NATURALE DEL RADIO INFATTI È VALIDA L IPOTESI CHE LE ROCCE, NEI MOMENTI IN CUI SONO SOTTOPOSTE A PRESSIONE, PRIMA DELLA FRATTURA, LIBERINO QUESTO GAS
16 FENOMENI PREMONITORI E PRECURSORI PIÙ È ELEVATA LA MAGNITUDO DI UN TERREMOTO, TANTO MAGGIORE È IL TEMPO CHE INTERCORRE TRA LA COMPARSA DELLE PRIME ANOMALIE E LA SCOSSA PRINCIPALE
17 NORME DI COMPORTAMENTO PRIMA DEL SISMA INFORMARSI PRESSO LE AUTORITÀ LOCALI DELL ESISTENZA DI PIANI D INTERVENTO DI PROTEZIONE CIVILE E CONOSCERNE I PIANI DI ATTUAZIONE CONTROLLARE CHE LA PROPRIA ABITAZIONE RISPONDA ALLE NORMATIVE DI COSTRUZIONE ANTI-SISMICA CONOSCERE E VERIFICARE IL FUNZIONAMENTO DEGLI INTERRUTTORI DELLA LUCE, GAS, ACQUA, PER POTERLI DISATTIVARE NEL MOMENTO DELL EVENTO SISMICO
18 NORME DI COMPORTAMENTO PRIMA DEL SISMA ASSICURARSI CHE MOBILI, ELETTRODOMESTICI E OGGETTI PESANTI SIANO BEN FISSATI ALLE PARETI, PER DIMINUIRE IL RISCHIO DI CADUTE E ROVESCIAMENTI PARTECIPARE ALLE ESERCITAZIONI DI PROTEZIONE CIVILE, PREDISPOSTE DALLE AUTORITÀ LOCALI
19 NORME DI COMPORTAMENTO DURANTE LA SCOSSA SE SI È ALL INTERNO: RIFUGIARSI NEI PUNTI PIÙ SOLIDI DELL EDIFICIO, CHE GENERICAMENTE SONO LE PARETI PORTANTI, GLI ARCHITRAVI, I VANI DELLE PORTE SE SIETE IMPOSSIBILITATI A RAGGIUNGERE TALI STRUTTURE, TROVARE RIFUGIO SOTTO TAVOLI O ALTRI POSSIBILI RIPARI
20 NORME DI COMPORTAMENTO DURANTE LA SCOSSA IN OGNI CASO LONTANO DA OGGETTI CHE POSSONO CADERE O ROVESCIARSI RIMANERE LONTANO DA FINESTRE O PARETI DI VETRO NON SOSTARE NEI VANI DELLE SCALE E NEGLI ASCENSORI
21 NORME DI COMPORTAMENTO DURANTE LA SCOSSA SE SI È ALL APERTO: NON RIPARARSI SOTTO CORNICIONI, GRONDAIE, BALCONI, ECC. DIRIGERSI VERSO SPAZI LIBERI, LONTANO DA EDIFICI E DALLE RETI ELETTRICHE NELL IMPOSSIBILITÀ DI ALLONTANARSI, TROVARE RIPARO SOTTO L ARCHITRAVE DI UN PORTONE
22 NORME DI COMPORTAMENTO DURANTE LA SCOSSA SE SI È IN MACCHINA: NON SOSTARE SOTTO I PONTI, I CAVALCAVIA, LE LINEE ELETTRICHE, ECC.
23 NORME DI COMPORTAMENTO DOPO LA SCOSSA DISATTIVARE GLI IMPIANTI LUCE, GAS, ACQUA CONTROLLARE CHE NON VI SIANO PERDITE DI GAS SPEGNERE GLI EVENTUALI PICCOLI INCENDI NON USARE IL TELEFONO, PER NON SOVRACCARICARE LE LINEE, NECESSARIE ALLE STRUTTURE DI SOCCORSO TENERSI INFORMATI ATTRAVERSO LE RADIO A BATTERIA
24 NORME DI COMPORTAMENTO DOPO LA SCOSSA NON USARE L AUTOMOBILE PER FUGGIRE, MA RAGGIUNGERE I PUNTI DI RACCOLTA A PIEDI CONTRIBUIRE ALLE OPERAZIONI DI SOCCORSO. SE SI È IN LOCALITÀ COSTIERE, NON RIFUGIARSI SULLA SPIAGGIA, DURANTE LE PRIME ORE, PER PERICOLO DI EVENTUALI MAREMOTI
25 GRAZIE PER L ATTENZIONE Domande
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