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1 WHERE DO WE COME FROM? WHO ARE WE? WHERE DO WE HEAD Progetto Multilaterale Comenius VULCANI E TERREMOTI Classe 3^ C, Scuola Secondaria I «Galileo Galilei» - Tradate, May 2012

2 AUTORI

3 IL TERREMOTO. Che cos è è? Il terremoto è un fenomeno naturale che si manifesta con un improvvisa, rapida vibrazione del suolo causata dal rilascio di una grande quantità di energia accumulata nel sottosuolo

4 I TERREMOTI POSSONO ESSERE... I terremoti sono in genere classificati in base alla loro origine in tre grandi categorie: i terremoti TETTONICI sono i più frequenti e quelli più estesi di intensità.. Sono dovuti alla brusca liberazione dell'energia meccanica accumulata gradualmente all'interno della crosta terrestre; i terremoti VULCANICI precedono e accompagnano le eruzioni vulcaniche, sono raramente in relazione con i precedenti, hanno carattere locale e, in genere, di minore intensità;

5 i terremoti DI CROLLO sono i meno frequenti e quelli più locali e superficiali; sono tipici di terreni carsici e dovuti, provocati, dal crollo delle volte di cavità sotterranee. una quarta categoria comprende tutti quei terremoti di debole intensità (MICROSISMI), avvertibili solo con strumenti adatti (sismografi)

6 DOVE SI ORIGINANO I TERREMOTI? Ogni terremoto ha un IPOCENTRO, sede sotterranea in cui si produce il movimento sismico. Prima di avvertirsi nell ipocentro, il terremoto si avverte nell EPICENTRO, il punto sulla superficie terrestre posto sulla verticale dell ipocentro.

7 LE ONDE SISMICHE. Le onde sismiche, che si propagano nel terreno, si avvertono in superficie come scosse, che vengono definite sussultorie o ondulatorie, secondo che prevalga nel movimento la componente verticale o quella orizzontale. La durata di ogni scossa è,, di solito, di pochi secondi; eccezionalmente raggiunge 30 secondi. Raramente un terremoto si verifica con una sola scossa: infatti, le scosse si succedono a intervalli irregolari, per diversi giorni e talvolta per mesi. Si chiama periodo sismico il tempo durante il quale si registrano le scosse.

8 COME SI MISURA IL SISMA? Le scosse sismiche vengono calcolate in base all'intensità ed alla magnitudo. Per misurare l'intensità si utilizza la Scala Mercalli, elaborata da Giuseppe Mercalli, naturalista e vulcanologo vissuto dal 1850 al Essa va dal I al XII grado. Per misurare la magnitudo si utilizza la Scala Richter, elaborata da Charles Francis Richter, sismologo statunitense vissuto dal 1900 al Essa va dal 1 1 all'8 grado.

9 SI POSSONO EVITARE LE SCOSSE SISMICHE? Per impedire fenomeni sismici sono stati fatti dei tentativi,intervenendo nel sottosuolo per scaricare gradualmente le tensioni accumulate, facendo iniezioni di sostanze fluide lubrificanti o con esplosioni nucleari di piccola potenza. I risultati sono stati difficilmente valutabili. Maggiori progressi sono stati invece realizzati dall'ingegneria antisismica, in grado si progettare edifici capaci di resistenza a scosse di maggiore entità.

10 PER CONCLUDERE: IL TERREMOTO È un fenomeno naturale; Non è prevedibile; Ha una breve durata ( meno di un minuto) Si ripete di solito nelle stesse aree

11 LE FAGLIE DI SANT ANDREA E' La Faglia di Sant'Andrea (San Andreas Fault) è una faglia geologica che si sviluppa per 1287 km attraverso la California, tra la placca nordamericana e la placca pacifica e lungo la quale si sono verificati devastanti terremoti. Fu scoperta nel 1895 nella California settentrionale dal professore di Geologia dell'università di Berkeley, Andrew Lawson, che prese questo nome da un piccolo lago, Laguna de San Andreas, che si trova su una valle formata dalla faglia a sud di San Francisco.

12 LE TRE SEZIONI DELLA FAGLIA DI SANT ANDREA ANDREA Il segmento meridionale (segmento Mojave) inizia in prossimità del mare di Salton e prosegue verso nord piegando verso ovest fino a incontrare le San Bernardino Mountains; le percorre lungo la base meridionale e prosegue a nordovest verso le San Gabriel Mountains. Questo primo segmento è l'area di faglia più studiata dai geologi di tutto il mondo; il motivo è la presenza della città di Palmdale esattamente sopra la faglia; in questa città si possono vedere le due zolle di crosta terrestre.

13 Il segmento centrale della faglia prosegue in direzione nordovest da Parkfield a Hollister. A Parkfield si verificano terremoti di magnitudo 6.0 con frequenza quasi regolare di circa 22 anni. Nei pressi di questa città è stato costruito il San Andreas Fault Observatory at Depth (SAFOD). Il segmento settentrionale va da Hollister e attraversa la Penisola di San Francisco, sfiorando la città,, lungo il mare e prosegue lungo la costa californiana fino a Cape Mendocino, dove si congiungono tre placche tettoniche diverse, infatti questa è una delle regioni geologicamente più instabili.

14 I VULCANI. Un vulcano è una frattura della crosta terrestre, dalla quale fuoriesce del magma, cioè masse di materiali rocciosi fusi e incandescenti. La parte esterna del vulcano è a forma di cono vulcanico. Le parti principali del vulcano sono la camera magmatica, i camini e i crateri

15 VULCANI ATTIVI E VULCANI A RIPOSO. I vulcani ATTIVI sono attualmente in eruzione o lo sono stati fino a pochi anni fa e possono riprendere la loro attività in qualsisasi momento. I vulcani QUIESCENTI non danno segni di attività da secoli; molti di essi sono considerati non più attivi e quindi non pericolosi, ma possono emettere gas o vapore I vulcani SPENTI non manifestano alcuna attività da millenni.

16 VULCANI ATTIVI IN ITALIA. Vesuvio: è un vulcano esplosivo attivo (in stato di quiescenza dal 1944), situato in Campania, nel territorio dell'omonimo parco nazionale istituito nel Attualmente è l'unico vulcano attivo di tutta l'europa continentale ed è uno dei più pericolosi più studiati al mondo;. Nel 2007 il Vesuvio è stato proposto alla selezione per eleggere le sette meraviglie del mondo naturale come Bellezza naturale italiana, non riuscendo però ad essere eletto dopo essere arrivato in finale.

17 LA LAVA. La LAVA è una miscela di minerali, emessa dai vulcani con temperatura più bassa rispetto al magma. La lava può essere fluida o viscosa. La lava FLUIDA scorre più velocemente e più a lungo sulle pendici del vulcano e attorno ai suoi crateri; La lava VISCOSA scorre più lentamente e con minor facilità.

18 GAS, CENERI, LAPILLI E BOMBE. Un eruzione vulcanica, oltre a manifestarsi con colate di lava, si manifesta con emissione di gas, vapori e frammenti rocciosi solidi. I materiali solidi sono: -Le ceneri: particelle più fini e leggere; -I I lapilli: hanno un diametro compreso tra 1 cm e 4 cm; -Le bombe: blocchi di notevoli dimensioni.

19 ERUZIONE. Quando il magma fuoriesce dal cratere avviene un ERUZIONE. Se il magma è fluido, fuoriesce dal cratere in modo tranquillo,, e da luogo a un eruzione EFFUSIVA. Se il magma è molto viscoso incontra maggiori ostacoli e provoca un eruzione ESPLOSIVA.

20 TIPI DI VULCANI. In base al tipo di eruzione, si formano coni vulcanici di forme diverse. - Vulcani a scudo: vulcani con fianchi poco inclinati, poiché la lava che fuoriesce è molto fluida e scorre velocemente; - Coni di cenere: si formano per eruzioni di tipo esplosivo con emissione di ceneri e lapilli; - Stratovulcani: alternano eruzioni esplosive a eruzioni effusive; - Vulcani lineari: la lava non fuoriesce da un solo cratere, ma da un allineamento di crateri collocati in una spaccatura nella crosta terrestre. La lava che fuoriesce dai vulcani lineari si espande lateralmente alla frattura creando una frattura piana, detta PLATEAU BASALTICO.

21 I MAREMOTI. Il maremoto è un anomalo moto ondoso del mare,originato da un terremoto sottomarino o altri eventi che provocano lo spostamento dell acqua. Le onde di maremoto sono spostamenti istantanei di una grande massa d acqua d causati da terremoti, frane o eruzioni vulcaniche. Queste onde si propagano molto velocemente e possono viaggiare per migliaia di kilometri.

22 COME SI GENERA UN MAREMOTO. Di solito il maremoto si genera in mare aperto. La sua intensità dipende dalla quantità d acqua spostata al momento della formazione del maremoto stesso. Lo spostamento d acqua d prodotto si propaga progressivamente in superficie creando onde molto lunghe. Quando un maremoto di origina e si propaga sulla costa si chiama LOCALE. Altri maremoti invece riescono a propagarsi per migliaia di kilometri attraversando interi oceani.

23 ONDE DI MAREMOTO. In generale un onda di maremoto che lungo la costa non supera i 2,5 metri di altezza non provoca danni, mentre un onda di oltre 4\54 metri sarà distruttiva. Alcuni maremoti possono innescarsi anche se l epicentro l del sisma non è localizzato al di sotto della superficie oceanica ma nell entroterra entroterra costiero a pochi kilometri dalla costa.

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