Ci sono due tipi di scosse:
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- Raffaele Donati
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1 1 Il terremoto è un fenomeno naturale che non si può prevedere: possono avvenire in qualunque momento dell anno, con qualunque tempo atmosferico e in qualunque ora del giorno o della notte. Un terremoto non si manifesta mai con una sola scossa, ma con una sequenza di oscillazioni e scosse. Alla scossa principale seguono altre scosse di magnitudo sempre più bassa. Quando si osservano numerose scosse simili, si parla di sciame sismico. Ci sono due tipi di scosse: La scossa sussultoria è quando gli oggetti e ogni altra cosa si mettono a vibrare e a tremare, come se un colossale martello pneumatico le stesse scuotendo. La scossa ondulatoria è quando tutto ondeggia e si sposta sotto i piedi, come se il suolo diventasse molle. Il terremoto o sisma si verifica quando le onde sismiche, partendo dalle profondità della Terra, provocano un forte movimento delle zolle e causano delle fratture nelle rocce della crosta terrestre. Come misurare i terremoti? Il sismografo è uno strumento scientifico che misura la forza di un terremoto.
2 2 Il sismometro è uno strumento scientifico che registra le oscillazioni del terreno causate dai terremoti, cioè i movimenti della superficie terrestre. Esistono due scale di misurazione: La scala Richter misura l'energia sprigionata da un terremoto Questa energia viene denominata magnitudo. La scala va da 0 a 10. Fu ideata nel 1935 dal sismologo americano Charles Richter. Magnitudo Descrizione Effetti del terremoto Frequenza Meno di Molto leggero Micro Micro terremoti, non avvertiti Circa 8000 al giorno Generalmente non avvertito, ma registrato dai sismografi Spesso avvertito, ma generalmente non causa danni Leggero Oscillazioni evidenti per gli oggetti interni; i danni strutturali agli edifici sono rari Moderato Può causare gravi danni strutturali agli edifici costruiti male in zone circoscritte. Danni minori agli edifici costruiti con moderni criteri antisismici Forte Può avere un raggio di azione di 160 kilometri dove può essere distruttivo se la zona è densamente popolata. Circa 1000 al giorno all'anno 6,200 all'anno 800 all'anno 120 all'anno Molto forte Può causare gravi danni su zone estese. 18 all'anno Fortissimo Può causare fortissimi danni in un raggio di azione di parecchie centinaia di chilometri Può causare devastazioni in un raggio di azione di parecchie migliaia di chilometri Enorme Devastazione totale; il raggio di azione può essere molto esteso. 1 all'anno 1 ogni 20 anni Estremamente raro (mai registrato)
3 3 La scala Mercalli misura l intensità di un terremoto attraverso l osservazione degli effetti di distruzione subiti dall uomo, dalle costruzioni e dall ambiente. Fu ideata nel 1900 dal sismologo italiano Giuseppe Mercalli. La scala va da 1 a 12. Grado Scossa Descrizione I impercettibile Avvertita solo dagli strumenti sismici. II molto leggera Avvertita solo da qualche persona in opportune condizioni. III leggera Avvertita da poche persone. IV moderata Avvertita da molte persone; tremito di infissi e cristalli, e leggere oscillazioni di oggetti appesi. V piuttosto forte Avvertita anche da persone addormentate; caduta di oggetti. VI forte Qualche leggera lesione negli edifici e finestre in frantumi. VII molto forte Caduta di fumaioli, lesioni negli edifici. VIII rovinosa Rovina parziale di qualche edificio; qualche vittima isolata. IX distruttiva Rovina totale di alcuni edifici e gravi lesioni in molti altri; vittime umane sparse ma non numerose. X completamente distruttiva Rovina di molti edifici; molte vittime umane; crepacci nel suolo. XI catastrofica Distruzione di agglomerati urbani; moltissime vittime; crepacci e frane nel suolo; maremoto. XII apocalittica Distruzione di ogni manufatto; pochi superstiti; sconvolgimento del suolo; maremoto distruttivo; fuoriuscita di lava dal terreno. L Italia è una nazione a rischio sismico. Sono accaduti oltre trentamila terremoti di media e forte intensità dall anno 1000 d.c. fino ad oggi, dei quali 200 sono stati disastrosi. Nell ultimo secolo ci sono state più di vittime. Questi sono i terremoti con il più alto numero di morti: Anno Regione Vittime 1908 Reggio Calabria e Messina Belice Friuli 970
4 Irpinia Tutto il territorio italiano è stato classificato in quattro zone sismiche. La classificazione del territorio è iniziata nel 1909 ed è stata aggiornata numerose volte fino all attuale disposta nel Queste sono le zone: ZONA 1 : è quella più pericolosa perché possono verificarsi forti terremoti. Comprende 716 comuni. ZONA 2 : possono verificarsi terremoti abbastanza forti. Comprende comuni. ZONA 3 : i comuni inseriti in questa zona possono essere soggetti a lievi scuotimenti. ZONA 4: è la meno pericolosa. Le possibilità di subire danni sismici sono basse. Comprende Comuni. Data Località Magnitudo Vittime (scala Richter) 5 dicembre 1456 SANNIO e MOLISE 7, Con epicentro nella zona di Benevento, si tratta probabilmente del terremoto più forte dell'ultimo millennio che abbia interessato la fascia peninsulare Italiana al di fuori della Sicilia, interessò buona parte del Centro e Sud Italia. A Napoli crolla il campanile della chiesa di Santa Chiara, la chiesa di San Domenico Maggiore deve essere ricostruita, il duomo e la cappella palatina di Santa Barbara in Castel Nuovo restaurati. A Teramo morirono più di 200 persone. A L'Aquila si verificarono numerose crepe negli edifici e il crollo della Torre di Piazza Palazzo. Rivisondoli fu completamente rasa al suolo. Le scosse si susseguirono distruttrici il 15 e il 17 dicembre e lo sciame sismico fu avvertito dalla popolazione sino al 27 dello stesso mese. 30 luglio 1627 PUGLIA ( GARGANO ) 7, Terremoto accompagnato da maremoto. Si tratta di uno dei maggiori tsunami che hanno interessato le coste italiane dell'adriatico meridionale. Lo tsunami fu innescato da un e colpì la zona costiera tra Fortore e San Nicandro, nei pressi del Lago di Lesina nel Gargano Settentrionale 11 gennaio 1693 SICILIA ORIENTALE e CALABRIA MERIDIONALE 7, Rappresenta, assieme al terremoto del 1908, l'evento catastrofico di maggiori dimensioni che abbia colpito il territorio italiano in tempi storici. L'evento ha provocato la distruzione totale di oltre 45 centri abitati, interessando una superficie
5 di circa 5600 Km2. La sequenza sismica è iniziata il giorno 9 Gennaio 1693 e si è protratta per circa 2 anni con un numero elevatissimo di repliche (circa 1500 eventi). Dopo il terremoto, un maremoto ha colpito la costa ionica della Sicilia. 5 febbraio 1783 CALABRIA e SICILIA 7, La crisi sismica durò quasi 3 anni e fu caratterizzata da 5 scosse catastrofiche, e da varie centinaia di scosse minori. Le scosse interessarono l intera Calabria meridionale e la Sicilia orientale (Messina). Fu senza dubbio uno dei terremoti più catastrofici che abbiano mai colpito il nostro Paese: centinaia furono i paesi completamente distrutti. Il territorio subì drammatici cambiamenti: frane, smottamenti e crolli cambiarono la geografia della regione, il corso dei fiumi e la morfologia delle coste, e nacquero oltre duecento nuovi laghi, alcuni dei quali di notevoli dimensioni. 16 dicembre 1857 BASILICATA 6, Colpì Potenza e tutta la zona della Val D'Agri. A Potenza i danni furono incalcolabili, da quel furioso sisma nessun edificio rimase illeso. L'epicentro del sisma si registrò nella zona di Tramutola. Nel mese di Dicembre le scosse replicarono tutti i giorni nelle zone terremotate, la terra si apriva e i colli franavano e le scosse continuarono per circa un anno. 28 dicembre 1908 CALABRIA MERIDIONALE e SICILIA ORIENTALE 7, Rappresenta uno dei due eventi sismici più catastrofici che la storia italiana ricordi a una profondità di Km, in corrispondenza dello Stretto di Messina. Gli effetti di massima intensità sono stati registrati nella città di Reggio Calabria. I danni assoluti sono stati, però, decisamente maggiori a Messina, e ciò in virtù del fatto che la città di Messina era a quel tempo molto più densamente popolata. Il terremoto e' stato associato ad una violenta onda di marea che ha interessato le coste siciliana e calabrese, confermando la localizzazione in mare dell'epicentro 13 gennaio 1915 MARSICA ( AVEZZANO ) 6, L'epicentro fu nella conca del Fucino, ma l'ondata sismica colpì anche alcune zone dell'italia centrale al confine col Lazio e la Campania, nei successivi mesi ci furono circa repliche. 23 novembre 1980 IRPINIA - BASILICATA 7, Terremoto a carattere distruttivo. La prima scossa fu preceduta da un boato come di un forte vento. L'epicentro si registrò in Irpinia, nella zona di Conza estendendosi per Km coinvolgendo 126 Comuni di cui 52 in Basilicata e 74 in Campania. Nelle due Regioni si ebbero case distrutte. Vengono distrutti numerosi paesi. 5 I terremoti non si possono evitare, ma si può ridurre il rischio sismico con la realizzazione di importanti interventi di prevenzione: Le nuove costruzione, nei comuni classificati sismici, devono essere edificate con lo scopo di sopportare senza gravi danni i terremoti meno forti e non devono crollare con quelli più forti. Gli edifici esistenti, nei comuni classificati sismici, devono rispettare degli adeguamenti tecnici che la normativa prevede nel caso di interventi alle strutture. La corretta informazione alla popolazione sui comportamenti da adottare.
6 6 Epicentro Ipocentro magnitudo onde sismiche sciame sismico scossa sussultoria scossa ondulatoria Sismografo Sismometro Scala Richter Scala Mercalli Terremoto Zona sismica Il luogo superficiale che si trova sulla sua verticale del ipocentro Il punto interno alla terra da cui partono le onde sismiche Energia sprigionata da un terremoto Rappresentano il modello fisico di propagazione dell energia elastica liberata da un terremoto. Il termine elastico rappresenta il fatto che i cambiamenti di forma o di volume scompaiono una volta che le forze che li hanno generati vengono rimosse. Quando si osservano numerose scosse simili È quando gli oggetti e ogni altra cosa si mettono a vibrare e a tremare, come se un colossale martello pneumatico le stesse scuotendo. È quando tutto ondeggia e si sposta sotto i piedi, come se il suolo diventasse molle. Il terremoto o sisma si verifica quando le onde sismiche, partendo dalle profondità della Terra, provocano un forte movimento delle zolle e causano delle fratture nelle rocce della crosta terrestre. È uno strumento scientifico che misura la forza di un terremoto. È uno strumento che registra le oscillazioni del terreno causate dai terremoti, cioè i movimenti della superficie terrestre. Scala per misurare la quantità di forza sprigionata da un terremoto. Scala per misurare l intensità di un terremoto attraverso l osservazione degli effetti di distruzione subiti dall uomo, dalle costruzioni e dall ambiente. vibrazione della terra causata dal passaggio di onde sismiche irradiate da una sorgente di energia elastica. Area soggetta a terremoti
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