La temperatura e l acidità Esistono 2 tipi di batteri metaniferi: - I batteri mesofili (5-40 ); - I batteri termofili (40-60 ). Vengono utilizzati soprattutto i batteri mesofili perchè producono humus migliore (maggiore presenza di azoto organico), sono più resistenti, ci vuole meno energia per fare funzionare il digestore (quindi processo più economico). I mesofili hanno l optimum di funzionamento a 30-35. Nei paesi temperati basta una buona coibentazione ed un coperchio per fare andare a regime il digestore. I valori di acidità fluttueranno fino ad assestarsi (bilanciamento tra batteri acido-produttori e metaniferi). Alla fine della reazione, in situazione di esercizio, l acidità si fisserà su valori di ph di 7,5-8,5.
Il rapporto Carbonio - Azoto Questo è un fattore importantissimo. Il Carbonio (zuccheri, grassi) costituisce la fonte di energia dei batteri, l Azoto (proteine, nitrati) serve a costituire la struttura cellulare dei nuovi batteri, a mano a mano che si formano. Nel caso di fermentazione anaerobica il rapporto C/N è di 30/1. Se è > la digestione è più lenta e molti batteri muoiono. Se invece è < la reazione rimane incompleta ed il prodotto finale è scadente. Le variabili sono molte e dunque è necessario analizzare i rifiuti prima di usarli (prove di laboratorio per effettuare un buon mix-design che rispetti i parametri). Per esempio il letame delle porcilaie possiede un ottimo rapporto C/N. Se però nelle porcilaie sono presenti scrofe da riproduzione salta tutto. Idem vale per le potature agricole (il discorso salta se ci sono pesticidi). Anche per le sanse di oliva vale lo stesso discorso. Ovviamente non tutto il materiale che viene introdotto nel circuito può essere digerito e deve essere periodicamente eliminato (lignina). Parametri utili per valutare la digeribilità dei vari materiali organici sono: umidità, totale solidi, totale prodotti volatili, ceneri. Tutti questi parametri sono tabellati ma devono essere sempre prima verificati con prove di laboratorio
Schema tipico di impianto
Determinazione delle dimensioni del digestore Per determinare le dimensioni di un digestore è necessario fissare: - Il tasso di alimentazione (peso di materiale fresco dei solidi immessi giornalmente) dipendente dalla tipologia di rifiuti da trattare e dalla disponibilità di materiale in loco; - Il tempo di ritenzione (tempo di permanenza nel convertitore di un quantitativo stabilito di materiale organico) dipendente dal tipo di digestore e dalla tipologia di rifiuti da trattare; - La diluizione in acqua (importante per facilitare le reazioni e gli spostamenti dovuti alla sedimentazione tenuto presente che la fase digestiva avviene su un composto dalla consistenza cremosa). Fissando alcuni tra questi dati è possibile ricavare il dato mancante. Ovvero: considero il tipo di rifiuti da trattare e ne faccio una previsione quantitativa sommaria. Valuto il tipo di digestione avendo fissato il rifiuto. Mediante prove di laboratorio preliminari ottengo i tempi di ritenzione. Andando a considerare dunque il tasso di alimentazione a disposizione correlato al tempo di ritenzione ottengo la dimensione (in mc) del mio digestore.
L uso delle soluzioni spente come fertilizzanti La maggior parte dei materiali contenuti nei rifiuti organici si trasforma, sotto l azione dei batteri nel digestore, in fanghi più o meno consistenti e in soluzioni di composti chimici. Sebbene vi siano variazioni a seconda del tipo di materiale usato e delle condizioni di fermentazione, in generale queste sospensioni contengono tutti gli elementi essenziali in agricoltura: azoto, fosforo, potassio e tracce di altri elementi indispensabili alla crescita delle piante (boro, calcio, ferro, magnesio, rame). L azoto, elemento fertilizzante, è presente sotto forma di Sali ammoniacali (ottima forma con cui presentare l azoto ai terreni agricoli).
Localizzazione degli impianti in Sardegna
Inserimento di un impianto nel territorio Suini Bovini
Inserimento di un impianto nel territorio Studio su 4 ipotetiche aree in cui valutare l inserimento di un impianto. Devo valutare quali e quanti rifiuti posso trattare.
Inserimento di un impianto nel territorio
Impianti in Sardegna liquami provenienti da porcilaie
Impianti in Sardegna scarti industria casearia