In moto si casca proprio male Tantissimi i caschi che non superano il test di sicurezza. Servono maggiori controlli e un giro di vite sulla normativa in vigore, che non tutela gli amanti della due ruote. 12 Altroconsumo 257 Marzo 2012 www.altroconsumo.it
uesta è un inchiesta davvero senza compromessi. Non siamo mai morbidi con Q nessuno, ma a maggior ragione quando si tratta di sicurezza il rigore deve essere assoluto. Questa è la doverosa premessa per chi si accinge, motociclista o no, a leggere i risultati preoccupanti di questa indagine sui caschi integrali per le due ruote. Questa volta, alla luce della delusione nei test precedenti, ci siamo concentrati solo sulla sicurezza dei caschi, escludendo dalle prove di laboratorio le valutazioni abituali (il comfort, le prove pratiche...). Oltre a fare le prove previste dalla normativa, quelle che garantiscono la ASSORBIMENTO DEGLI URTI I dieci caschi dell inchiesta sono stati portati in un laboratorio specializzato. La prova di assorbimento degli urti è stata studiata adattando ai caschi da moto alcuni criteri utilizzati dalle norme per i caschi da bici (EN 1078) e da sci (EN 1077). P B R R X X X P LA NOSTRA INCHIESTA I caschi non sono tutti uguali. Per scoprire quali sono i modelli più affidabili abbiamo portato in un laboratorio, specializzato e certificato per l omologazione, 10 caschi integrali tra i più venduti nella fascia di prezzo media. S Area di protezione LE PROVE OBBLIGATORIE Abbiamo verificato se i caschi rispettano gli standard previsti dal regolamento ECE R 22-05, che definisce le procedure per la commercializzazione di caschi sicuri. Abbiamo simulato l impatto del casco a terra, come se si verificasse un incidente, in cinque punti diversi. Le prove simulano l impatto sia con una superficie piatta (l asfalto) sia con una angolata (il cordolo del marciapiede). LA VISIERA Sono previsti tre metodi per valutare la sicurezza ottica della visiera, non uguali e a scelta del produttore. Abbiamo usato quello più severo. VERIFICHE ULTERIORI Oltre a questi test, abbiamo richiesto al laboratorio delle prove aggiuntive (vedi riquadro a destra). L AREA DI PROTEZIONE Il test di assorbimento degli urti è stato fatto al interno dell area di protezione della testa, così come è definita nelle norme di omologazione. Sono previste cinque punti critici (vedi il disegno in alto): la sommità del capo (indicata con la lettera P ), la fronte (B), la nuca (R), la tempia (X) e il mento (S). I PUNTI DI IMPATTO All interno dell area di protezione qualsiasi punto deve superare le prove di efficacia. I nostri esperti dopo un attento esame visivo hanno scelto quattro ulteriori punti di impatto (vedi le aree arancioni nel disegno), per verificare la solidità del casco in zone potenzialmente più a rischio, come previsto dalla norma sui caschi da bici. L EFFICACIA DELLA PROVA Il casco non supera la prova quando emerge che l energia provocata dall urto si propaga fino alla testa del manichino, condizione che in caso di un vero incidente provocherebbe gravi danni al motociclista. Il test è stato ripetuto anche su modelli di taglia piccola e non solo sulla L. X www.altroconsumo.it Marzo 2012 257 Altroconsumo 13
conformità dei caschi in produzione con l omologazione, abbiamo aggiunto una serie di verifiche extra che riteniamo necessarie per garantire la sicurezza. Detto ciò, il risultato è allarmante: sette caschi su dieci sono bocciati. Si tratta di caschi integrali, che dovrebbero offrire la protezione maggiore, da cui il motociclista si aspetta il massimo delle prestazioni. Come è possibile che non proteggano tutti a dovere? Il problema è che la norma del settore è inadeguata, mancano controlli efficaci e i produttori si adagiano. Una vera e propria débacle Attenzione: la débacle dipende solo in parte dalla severità delle prove aggiuntive introdotte dai nostri esperti; la maggior parte dei caschi (6 su 10), nonostante siano omologati, sottoposti da noi alla stessa prova non l hanno superata (per le visiere abbiamo utilizzato uno dei tre metodi di prova previsti, quello più severo). Ciò significa che, se anche ci fossimo limitati a seguire le indicazioni previste dalla normativa, il flop ci sarebbe stato. Questa è l ennesima riprova che in commercio circolano caschi che non tutelano il motociclista. Abbiamo ripetuto in laboratorio le prove previste dalla normativa e il risultato parla chiaro: sei caschi su dieci non la superano. I limiti dell omologazione Secondo la normativa (ECE-R22-05), i test di impatto che simulano il colpo alla testa che può avvenire in caso di incidente vanno limitati a quattro punti predefiniti (cinque per quelli integrali, perché è prevista una prova anche sulla mentoniera). Ciò significa che molto probabilmente i produttori sono portati a curare in modo particolare la resistenza del casco solo nei punti di verifica noti in partenza. La procedura è diversa per altri tipi di casco. Per quelli da bici, infatti, i test vengono fatti in punti scelti a caso all interno dell area di protezione (vedi il riquadro a pagina 13) e lo stesso accade per i caschi da sci. Se così fosse anche per i caschi da moto, le aziende sarebbero indotte a preoccuparsi con maggiore attenzione della totalità del prodotto. Servono prove extra La nostra inchiesta dimostra anche che tutte le prove di sicurezza vanno estese a ogni taglia di uno stesso casco. Infatti, in laboratorio è emerso che le prove extra TABELLA COME LEGGERLA Test a norma Viene misurato il rispetto degli standard previsti dalla norma ECE R 22-05. I sei modelli con giudizio pessimo non passano le prove. Tenuta del cinturino e scalzamento Viene valutata la capacità del casco di restare saldo in caso di urto. Sicurezza della visiera Non ci sono problemi di sicurezza meccanica, mentre ne emergono nelle prove ottiche. Delle tre prove previste dal regolamento, abbiamo scelto la più restrittiva (metodo A ). Abbiamo simulato l usura della visiera, graffiandola, per verificare se la visibilità resta buona o se si verifica abbagliamento. I quattro giudizi insufficienti vanno ai modelli che non superano la prova. Taglia XS Abbiamo ripetuto le prove di omologazione su caschi di taglia piccola (da XXS a S), rispetto alla L prevista per legge. Come potete vedere, i risultati non sono stabili, ma variano in funzione della taglia. Un problema che i produttori devono verificare. Assorbimento urti in punti non predefiniti All interno dell area di protezione, prevista dalle norme di omologazione, abbiamo individuato quattro punti di impatto, come previsto dalle norme sui caschi da bici. Totale test aggiuntivi Le prove extra, fatte in diversi punti di impatto non predefiniti dall omologazione e critici, rivelano che molti caschi che risultavano sicuri nel test a norma in realtà sono vulnerabili in più punti. I bocciati nelle prove di assorbimento degli urti da tre diventano sette. Sicurezza complessiva Sei caschi su dieci non rispettano le norme obbligatorie, Xlite è bocciato nei test extra. Ottimo Buono Accettabile Mediocre Pessimo Bocciato CASCHI INTEGRALI MARCA e modello PREZZI CARATTERISTICHE RISULTATI In euro min- max (gennaio 2012) Materiale Tipo di chiusura copertura della testa tenuta del cinturino e scalzamento sicurezza della visiera (casco taglia L) Totale test a norma (casco taglia XS o S) in punti non predefiniti Totale test aggiuntivi SICUREZZA COMPLESSIVA SHOEI Xr 1100 389-460 Fibra a doppio anello A C B B B B B B B GREX R2 85-103 Termoplastica sgancio rapido A A B B B B C C B NOLAN N85 138-184 Termoplastica dentellata A C B C C C C C C X-LITE X-602 239-330 Fibra a doppio anello A C B B B C E E SHARK Vision R 299-314 Fibra dentellata A A E C E B E E AGV Grid 296-329 Termoplastica a doppio anello A C E B E C E E AIROH Dragon 235-300 Fibra a doppio anello A C E B E C E E PREMIER Style 230-262 Fibra a doppio anello A B C E E C E E SUOMY Apex 299-339 Fibra a doppio anello A C A E E E E E ARAI Axces 319-412 Fibra a doppio anello A C E E E B E E 14 Altroconsumo 257 Marzo 2012 www.altroconsumo.it
I CASCHI PROMOSSI Sono tre i caschi che hanno superato tutte le prove di sicurezza, sia le verifiche di conformità all omologazione, sia quelle extra, non contemplate dalla norma. Shoei Xr 1100 Si tratta di un casco in fibra, venduto al prezzo di 389-460 euro. I giudizi sono lusinghieri in quasi tutte le prove. Grex R2 L altro casco promosso è un modello ben più economico (85-103 euro), in materiale termoplastico. Nolan N85 Casco in termoplastica, di prezzo contenuto (138-184 euro), supera abbastanza bene tutte le prove. che abbiamo fatto sulla taglia piccola (da XXS a S) danno risultati diversi dalla L. Ciò significa che cambiare taglia equivale a trovarsi di fronte a un altro prodotto, insomma a un casco con caratteristiche differenti (rispetto allo spessore della protezione interna, alla calotta esterna...). Diventa necessario, dunque, che i produttori facciano test a campione su tutte le taglie di uno stesso casco, non solo in fase di omologazione, ma anche nei controlli sulla produzione. Più impegno dai produttori Gli standard di omologazione dovrebbero proprio servire a garantire la migliore protezione possibile del conducente. Ogni casco, prima di essere messo in commercio nel mercato europeo, è sottoposto a numerosi test per ottenere l omologazione, che ne rende possibile la vendita. A scadenze periodiche la produzione viene controllata per verificare la conformità all omologazione. Produrre un casco del tutto sicuro è possibile, come del resto dimostra la nostra inchiesta: tre modelli superano tutte le nostre verifiche (per i dettagli vedi il riquadro in alto). I risultati negativi, invece, dimostrano che la norma in vigore non è all altezza del compito: sono troppi i caschi bocciati. Come facciamo sempre, abbiamo inviato i risultati ai produttori coinvolti e sono emerse reazioni differenti tra un azienda e l altra. C è chi si è dimostrato trasparente e collaborativo, c è chi invece si è posto subito in un atteggiamento di chiusura e nel momento in cui scriviamo ci ha diffidato dal pubblicare i risultati senza chiedere dettagli. www.altroconsumo.it Serve più rigore Sette modeli del test sono stati bocciati per problemi di sicurezza: non garantiscono sufficientemente la protezione in caso di urto. Sei di questi sono omologati, ma quando in laboratorio li abbiamo sottoposti alle prove di omologazione non le hanno superate. Sono: AGV Grid, Airoh Dragon, Arai Axces, Premier Style, Shark Vision R e Suomy Apex. X- lite x-602 non supera le prove extra. Sono stati segnalati al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e alla Camera di Commercio di Milano. Il regolamento sui caschi è da rivedere, perché lascia margini di applicazione criticabili (come la possibilità di adottare tre metodi diversi, non ugualmente severi, per valutare la sicurezza delle visiere). Noi abbiamo utilizzato il più severo, ma i produttori quale scelgono? Dai test condotti finora emerge che è in crescita la percentuale di caschi non affidabili. Dal 2004 a oggi è triplicato il numero di caschi integrali bocciati, mentre quelli jet sono raddoppiati. I cittadini devono essere messi nelle condizioni di acquistare prodotti che li proteggono davvero. BOCCIATI AGV Grid AIROH Dragon ARAI Axces PREMIER Style SHARK Vision R SUOMY Apex X-LITE X-602 Marzo 2012 257 Altroconsumo 15
Le norme sui caschi sono da rivedere COME È FATTO DENTRO Il Ministero deve intervenire Ci sono giunte segnalazioni di soci che hanno trovato in negozio caschi che avevamo denunciato per problemi di sicurezza al ministero dei Trasporti e delle infrastrutture nel 2009. Eppure, per ottenere il ritiro di quei prodotti abbiamo fatto il massimo. Dopo la denuncia, nonostante il Ministero abbia rifatto i test Un casco è un sistema composto da strati di materiali diversi. A partire dallo strato esterno, fino all imbottitura a contatto con il viso, tutto serve a proteggere. Imbottitura di protezione Imbottitura Protezione mascellare Cinturino Calotta esterna su parte dei caschi, confermando in alcuni casi i nostri risultati, di fatto poi ha adottato un interpretazione tollerante della norma, che contestiamo. Lo abbiamo diffidato e siamo ricorsi al Tar. Oggi, a distanza di anni, la questione non è risolta e alcuni di quei caschi sono ancora in commercio. Per quanto riguarda le segnalazioni al Ministero relative ai caschi jet (test fatto nel 2010) finora non abbiamo avuto alcun tipo di riscontro. Per questi motivi, siamo tornati sull argomento. Il prezzo non basta Si può comprare un casco valido, purtroppo però i modelli ottimali come abbiamo visto sono una minoranza. Come sceglierlo, allora? Innanzitutto non fatevi ingannare dal prezzo, non sempre la sicurezza è proporzionale al denaro speso. Uno dei prodotti migliori è tra i più economici, mentre un altro modello promosso è anche il più caro. In genere è soprattutto il tipo di materiale a incidere sul prezzo. La fibra costa molto di più della termoplastica, ma non è una garanzia di maggiore qualità. Dettagli tecnici a parte, l uso corretto del casco è fondamentale. Qualsiasi modello, anche il più sicuro, non serve se non è ben allacciato e della taglia giusta. In definitiva, la sicurezza dipende molto anche dal nostro comportamento. Anche alla guida, non dimentichiamolo. PROTEGGERSI LA TESTA, TROPPI SE NE INFISCHIANO Il casco è un indispensabile strumento di protezione per i motociclisti. Purtroppo non tutti lo indossano sempre e nel modo corretto. Lo dimostra l alto numero di infrazioni registrate. 5.856 MULTE negli ultimi 12 mesi in italia l infrazione costa 5 PUNTI della patente, 60 i giorni di blocco della moto fino a 299 EURO di multa se non lo si indossa Fonte: Polizia di Stato 16 Altroconsumo 257 Marzo 2012 www.altroconsumo.it