UNIVERSITA' degli STUDI di PERUGIA Facoltà di MEDICINA e CHIRURGIA Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia AA 2011-2012 Orthomyxovirus virus dell influenza
Famiglia: Orthomyxoviridae 3 tipi: Influenzavirus A Influenzavirus B Influenzavirus C tipo A animali e uomo epidemie e pandemie tipo B solo l uomo piccole epidemie principalmente bambini tipo C solo l uomo non provoca epidemie forme cliniche molto lievi
Caratteri generali Dimensioni: 80-120nm (altamente pleomorfico) Diametro del core: 9nm Presenza di envelope Simmetria: elicoidale Replicazione: nucleare Genoma: RNA a polarità negativa a unico filamento, segmentato (8 segmenti in A e B, 7 in C)
l envelope contiene due glicoproteine: 1) emagglutinina (HA) 2) neuraminidasi (NA) Presentano instabilità genetica che è responsabile di EPIDEMIE (mutazioni minori o DRIFT) e PANDEMIE (riassortimento o mutazioni maggiori o SHIFT) (rapporto HA/NA circa 4-5 a 1)
PRODOTTI DEI SEGMENTI GENICI Segmento 1: PB2, componente della polimerasi Segmento 2: PB1, componente della polimerasi Segmento 3: PA, componente della polimerasi
Segmento 4: HA, emagglutinina, proteina di attacco (VAP), proteina di fusione, bersaglio degli Ab NT Segmento 5: NP, nucleocapside Segmento 6: NA, neuraminidasi (taglia l acido sialico e promuove il rilascio del virus)
Segmento 7: M1 proteina della matrice, proteina strutturale (interagisce con nucleocapside e mantello, promuove assemblaggio) M2: proteina della membrana (forma canali protonici sulla membrana, è bersaglio per l amantadina), favorisce il denudamento e la produzione di HA Segmento 8: NS1, proteina non strutturale (inibisce la traduzione dell mrna) NS2: proteina non strutturale Le proteine M1, M2 e NP definiscono il TIPO (A, B o C)
Funzioni dell emagglutinina (HA) Forma trimerica bastoncellare Proteina d attacco virale (VAP) si lega alle molecole di acido sialico (è il recettore!) presenti sulle cellule bersaglio Promuove la fusione mantello-membrana cellulare Agglutina le emazie Induce Ab proteggenti Cambiamenti dovuti a mutazioni causano variabilità Ag maggiori e minori (H1, H2.etc)
L EMAGGLUTININA (HA) TM L HA deve essere attivata enzimaticamente in 2 subunità: HA1 e HA2
Funzioni della neuraminidasi (NA) tetramero ad attività enzimatica scinde l acido sialico delle glicoproteine facilita il rilascio del virus da cellule infette è il bersaglio dei farmaci oseltamivir (Tamiflu) e zanamivir (Relenza) cambiamenti mutazionali causano variabilità (N1, N2.etc)
REPLICA DEGLI ORTHOMYXOVIRUS interazione con il recettore (acido sialico) internalizzazione (endocitosi in coated vescicles) acidificazione dell endosoma: HA promuove la fusione dell envelope con l endosoma il canale protonico formato da M2 provoca acidificazione e promuove la dissociazione del complesso M1/NP con la liberazione del genoma nel citoplasma liberazione del nucleocapside
UNCOATING DEL VIRUS INFLUENZALE La diminuzione del ph lungo la via endocitica ha tre conseguenze fondamentali: 1. Il cambiamento conformazionale di HA1HA2 con conseguente esposizione del peptide di fusione (HA2) all esterno e inserimento nella membrana endosomiale 2. L attivazione della proteina-canale M2 che pompa ioni H all interno della particella virale promuovendo la dissociazione del complesso M1/RNPs (ribonucleoproteine) e la liberazione del genoma nel citoplasma. 3. I foglietti delle due membrane giustapposte si fondono aprendo un foro di fusione che si dilata fino a creare una singola membrana a doppio strato
UNCOATING DEL VIRUS INFLUENZALE M2 è UNA POMPA PROTONICA L AMANTADINA blocca specificamente la pompa M2 ed è pertanto un inibitore della replicazione del virus influenzale
Il nucleocapside si localizza nel nucleo Trascrizione degli mrna NB: la TRASCRIZIONE e la REPLICAZIONE del genoma avvengono nel nucleo; la trascrittasi virale (PB1, PB2, PA) utilizza mrna della cellula come primer per la sintesi di mrna virale
Tutti i segmenti genomici sono trascritti in RNA dotati di cap in 5, poliadenilati in 3 (polia), che rappresentano i messaggeri per le singole proteine. Traduzione degli mrna in proteine (HA, NA, NP) nel citoplasma. In seguito: produzione di RNA complementare all RNA genomico che viene replicato nel nucleo. Assemblaggio Liberazione per gemmazione
RILASCIO GEMMAZIONE ATTACCO ASSEMBLAGGIO MODIFICAZIONI POST-TRANSLAZIONALI TRADUZIONE ENDOCITOSI ACIDIFICAZIONE Nucleo Citoplasma FUSIONE DENUDAMENTO
Patogenesi dell influenza Il virus infetta la mucosa del tratto respiratorio superiore NA facilita l infezione scindendo l acido sialico del muco ed esponendo le cellule epiteliali Forte RISPOSTA INFIAMMATORIA LOCALE A LIVELLO DELLA MUCOSA con linfociti e monociti (pochi PMN) Edema della sottomucosa Le difese locali (ciglia e produzione di muco) vengono compromesse e ciò può permettere la penetrazione di batteri (superinfezioni batteriche) nelle basse vie respiratorie (polmoniti).
i sintomi locali si debbono al DANNO CELLULARE a livello epiteliale i sintomi sistemici sono dovuti alla RISPOSTA IMMUNE verso il virus (soprattutto IFN-γ e citochine come IL-1, IL-6 e TNF-α prodotte dalle cellule infette) Quindi: IFN-γ e CMI (linfociti T) sono importanti sia per la risoluzione che per la immunopatogenesi Gli Ab sono importanti per la protezione contro epitopi HA e NA, ma sono specifici per ciascun ceppo virale
Epidemiologia dell influenza Classificazione del virus in base a 4 caratteristiche: 1) tipo: A, B, C 2) luogo di isolamento 3) data di primo isolamento 4) antigeni: HA, NA Ad esempio: A/Bangkok/1/79 (H3N2) è un virus influenzale A isolato a Bangkok nel gennaio 1979 e contiene HA (H3) e NA (N2) N.B.: i virus tipo B non hanno specificati HA e NA
TRANSMISSIONE DA UOMO A UOMO Semidiretta tramite goccoline di Flügge o aerosol da soggetti infetti da 100,000 a 1,000,000 virioni per gocciolina Deposizione Superfici ARIA Inalazione Tratto respiratorio Mani Oro-faringe
PATOGENESI ED IMMUNITÀ Contagio per via respiratoria, aerosol Sindrome influenzale (febbre, malessere, mialgia, mal di testa). Complicazioni: infezioni batteriche secondarie ( polmoniti!!) Polmonite virale primaria (rara), implicazioni dei muscoli e SNC. Il recupero è associato all IFN e alla CMI Le IgAs prevengono l infezione perché bloccano l attacco Le IgG bloccano la viremia
Perchè la variabilità genetica è così comune per il virus influenza A? l RNA polimerasi non possiede attività proof reading il virus ha genoma segmentato. il virus ha ampio spettro d ospite
HA NA Capacità dei virus influenzali nel mutare la specificità antigenica delle proteine di superficie (HA - NA) Mutazioni minori Mutazioni maggiori (riassortimento) = difficoltà nel prevenire l influenzal
NA HA Varianti epidemiche conseguenza di mutazioni puntiformi nei segmenti genomici codificanti le proteine di superficie HA e NA (drift antigenico) pressione immunologica selettiva presente nella popolazione Varianti pandemiche conseguenza della comparsa di nuovi sottotipi di HA e NA sulla superficie virale (shift antigenico) trasmissione all uomo di virus influenzali circolanti in animali domestici e selvatici (uccelli, maiali, cavalli ecc.)
Variabilità minori (ANTIGENIC DRIFT): Mutazioni a livello dei geni di HA o NA che provocano piccole variazioni nella struttura di HA o NA (ad es. mutazioni puntiformi) Gli anticorpi non riconoscono HA o NA modificati
H H1 H2 H3 H4 H5 H6 H7 H8 H9 H10 H11 H12 H13 H14 H15 H16 N N1 N2 N3 N4 N5 N6 N7 N8 N9 H N
Ecologia del Virus dell Influenza A H1, H2, H3 H5N1 Reservoir Genetici Riassortimento H3, H7 H5, H7, H9 H1, H3 H1-12 H14-15 Altri uccelli acquatici? H16 H1-2, 4-7, H9-13, 15 H10 H1, H3, H4, H7, H13
ANTIGENIC SHIFT : meccanismi responsabili della emergenza di pandemie Infezione mista: virus aviari ed umani Virus aviario Virus umano Maiale: ruolo di mixing vessel Riassortimento genetico 1957 H2N2 Asian 1968 H3N2 Hong Kong...pigs have the complete set of syalilated receptors for avian, swine and human influenza virus strains
Riassortimento PB1 PB2 PA HA NA NP M1 & 2 NS1 & 2 PB1 PB2 PA HA NA NP M1 & 2 NS1 & 2 isolato umano PB1 PB2 PA HA NA NP M1 & 2 NS1 & 2 virus riassortito isolato aviario 256 possibili combinazioni
Precedenti pandemie Anno Sottotipo Sorgente Risultato 1918 H1N1 Spagnola Maiali e Uccelli 40-50 milioni di morti H2N2 1957 Asiatica Uomo e Uccelli 70.000 morti H3N2 1968 Hong Kong Flu Uomo e Uccelli 34.00 morti
PANDEMIE E MINACCE PANDEMICHE DEL 20 (e 21 ) SECOLO 1918-19 Spagnola 1957 Asiatica 1968 Hong Kong 1976 Influenza suina episodio 1977 Russa 1997 Influenza aviare in HongKong 1999 Influenza aviare in HongKong 2003 Influenza aviare in Netherlands 2004 Influenza aviare in SE Asia 2009 influenza suina H1N1 H2N2 H3N2 H1N1 H1N1 H5N1 H9N2 H7N7 H5N1 H1N1 Influenza Pandemics of the 20 th Century - David K. Shay (Influenza Branch- National Center for Infectious Diseases-Centers for Disease Control and Prevention
H7N7 H5N1 L influenza negli ultimi 100 anni H1N1 H2N2 H3N2 H1N1 H5N1 H9N2 H5N1 1918 1957 1968 1977 1997 1999 2003 Feb HK March NL 1925 1950 1975 2000 R. G. Webster*et al., Science 2003; 302 2004
Pandemia influenzale La comparsa di un virus influenzale completamente diverso da quelli precedenti non è di per sé sufficiente a determinare una pandemia. Occorre che il nuovo virus sia capace di trasmettersi da uomo a uomo in modo efficace. Perché si generi una pandemia è necessario che: - emerga un nuovo sottotipo virale nei confronti del quale la popolazione non abbia un adeguato patrimonio anticorpale. - il nuovo virus sia in grado di replicarsi nell uomo. - il nuovo virus sia in grado di trasmettersi efficacemente da uomo a uomo, ovvero di creare una catena di trasmissione.
Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali FASI E LIVELLI DI RISCHIO DI UNA EVENTUALE PANDEMIA FASE 1-2 INFEZIONI A PREVALENZA ANIMALE PERIODO INTERPANDEMICO FASE 3 INFEZIONE NELL'UOMO MA ASSENZA DI TRASMISSIONE INTERUMANA (DA UOMO A UOMO) FASE 4 POCHI CASI - LIMITATA TRASMISSIONE INTERUMANA IL VIRUS NON E' BEN ADATTATO ALL'UOMO PERIODO DI ALLERTA PANDEMICO FASE 5 DIFFUSIONE INTERUMANA ANCORA LOCALIZZATA IL VIRUS MIGLIORA IL SUO ADATTAMENTO ALL'UOMO IL VIRUS NON E' ANCORA PIENAMENTE TRASMISSIBILE FASE 6 AUMENTATA E PROLUNGATA TRASMISSIONE NELLA POPOLAZIONE GENERALE PERIODO PANDEMICO Fonte: CDC e Ministero Lavoro, Salute e Politiche Sociali - Direzione generale Prevenzione sanitaria
Periodo d incubazione da 1 a 4 giorni I sintomi dell influenza Sintomi più comuni Febbre (39-40 C) Mialgia Gola infiammata Brividi Perdita d appetito Tosse secca Mal di testa Astenia
Complicazioni bronchioliti (croup) otiti convulsioni febbrili, miositi infezioni del SNC (encefalopatie, edema cerebrale) degenerazione grassa del fegato sindrome di Reye (encefaliti in bambini trattati con aspirina) sindrome di Guillain Barrè (polineuropatia demielinizzante) superinfezioni batteriche (POLMONITI!!)
A rischio di complicazioni: persone oltre i 65 anni persone con malattie croniche bambini nei primi anni di vita donne in gravidanza residenti in case di cura Quando l influenza può essere fatale? - In pazienti affetti da affezioni cardiache e respiratorie - In caso di superinfezione batterica (polmonite, occasionalmente infezione disseminata). Normalmente è molto rara è la polmonite virale che invece si verifica in caso di infezione con virus aviario H5N1
Diagnosi Secrezioni respiratorie, nasali, tonsillari, tamponi Test rapidi (bassa sensibilità) Coltura in uova embrionate di pollo Coltura in cellule di rene di cane Madin-Darby (MDCK) = CPE dopo 2-3 gg Coltura rapida in shell-vial e immunofluorescenza diretta: dopo 24-48h Test rapido (15 minuti) sensibilità: circa 70% influenza A/B Tecnica di emoadsorbimento RT-PCR Ricerca anticorpi (solo a fini epidemiologici) = sieroconversione Test immunoenzimatici: ELISA
Trattamento, Prevenzione e Controllo Limitare i contatti con le altre persone Riposo a letto Ambiente caldo, areato e ben umidificato Bere molti liquidi Mangiare molta frutta e verdura (Vitamine gruppo C e B) Tachipirina ogni 4-6 ore (max 2 gr/die) se febbre > 38 C NO ASPIRINA < 16 anni (sindrome di Reye!) Gli antibiotici vanno assunti solo in caso di complicanze batteriche
Farmaci antivirali Amantadina, Rimantadina (M2: impediscono il denudamento) Zanamivir (Relenza) aerosol Oseltamivir (Tamiflu) per os (inibiscono la neuraminidasi)
Oseltamivir (Tamiflu): inibitore della neuraminidasi
Vaccini Sono possibili diverse preparazioni sulla base di 3 varianti: 2 A (H1N1 e H3N2) e 1 B. VACCINO CLASSICO virus coltivato su uova embrionate: virus intero inattivato con formolo o beta-propiolattone: 60-90% di protezione; possibili reazioni allergiche vs. proteine dell uovo (ovalbumina) Una dose di 0.5 ml negli adulti e di due dosi (a distanza di un mese nei bambini di età inferiore ai 9 anni).
ALTRE PREPARAZIONI Vaccino a subunità: HA e NA di diversi ceppi virali Virus inattivato (formalina) frammentato (split) con detergenti: meno reazioni allergiche Vaccino a virus vivo attenuato (cold adapted): LAIV: Live Attenuated Influenza Vaccine (da 2 a 50 anni di età)
COMPOSIZIONE VACCINO INVERNO 2011/2012 VACCINO EPIDEMICO TRIVALENTE: A/California/7/2009 (H1N1) = è la (A/H1N1pdm09) A/Perth/16/2009 (H3N2) B/Brisbane/60/2008
Chi si deve vaccinare? Raccomandata a: Soggetti anziani di età > ai 65 anni. Bambini affetti da asma. Ospiti di istituzioni o comunità. Pazienti con patologie croniche, quali il diabete mellito, nefropatie. Le donne nel 3 trimestre di gravidanza. Consigliata : per le categorie professionali a elevato rischio di infezione, come il personale sanitario e gli addetti ai servizi di pubblica utilità. L immunizzazione è controindicata nei soggetti allergici alle proteine dell uovo, terreno su cui i virus vaccinali vengono coltivati.
WHO Global surveillance of human influenza: laboratori e network partecipanti, 2002 Obiettivo Raccomandare due volte l anno la composizione del vaccino antinfluenzale per la stagione successiva. Meccanismo di allerta globale per identificare l emergenza di virus con potenziale pandemico
Sorveglianza clinico-epidemiologica attraverso i medici sentinella Rete di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, che sorveglia un campione di popolazione pari all 1-3 % del totale. Ciascuno di essi comunica settimanalmente, al Centro di Sorveglianza, il numero di ammalati di Sindrome Influenzale osservati fra i suoi assistiti.
UNIVERSITA' degli STUDI di PERUGIA Facoltà di MEDICINA e CHIRURGIA Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia AA 2011-2012 Orthomyxovirus virus influenza aviaria A/H5N1 virus influenza A/H1N1v
influenza aviaria I virus dell influenza aviaria sono specie-specifici ma in rare occasioni possono infettare un ospite diverso quale l uomo. Il virus H5N1 NON DERIVA DA RIASSORTIMENTO, MA E UN VIRUS AVIARIO MOLTO VIRULENTO CHE PUÒ ESSERE OCCASIONALMENTE TRASMESSO ALL UOMO
Il virus dell influenza aviaria infetta gli uccelli perché la sua emagglutinina si lega a recettori specifici, NeuAc-a2,3Gal, (NeuAc: acido N-acetilneuraminico o acido sialico) presenti sulle cellule delle vie aeree e dell apparato intestinale. Nell uomo i recettori specifici per i virus dell influenza umana sono diversi, NeuAc-a2,6Gal. Il virus aviario può infettare l uomo perché trova lo stesso recettore su pochissime cellule dell epitelio tracheo-bronchiale umano (Nature Review, 2005 3:591). L acido sialico è legato al galattosio con legame: Sia a(2,3) Gal (uccelli e maiale) Sia a(2,6) Gal (uomo)
Esistono vius aviari: a bassa patogenicità (LPAI) che infettano le cellule epiteliali degli appararati respiratorio ed intestinale (Sottotipi da H1 a H16) ad alta patogenicità (HPAI) che infettano le cellule epiteliali di numerosi apparati (alcuni sottotipi H5 o H7) Sottotipi a bassa patogenicità H5 o H7 possono mutare in sottotipi ad alta patogenicità
Non adapted host-the Comet Theory (Divergent Evolution) Bottleneck Viral variants Viral population mean Viral variants Epiphenomenon species: Host species where the the virus can can spread and and replicate but but in in this this species the the virus is is not not be be able able to to maintain itself indefinitely in in the the time time
influenza aviaria dei i virus aviari H5 e H7 esistono ceppi a bassa patogenicità (LPAI) ed alta patogenicità (HPAI) gli uccelli selvatici (ad es. anatre) sono infettate da ceppi a bassa patogenicità. quando il virus infetta animali da cortile diventa ad alta patogenicità causando stragi negli allevamenti LPAI HPAI
Duck migrations in Europe from N/E to S/W Reproductive areas Post-reproductive- first step- May, June migration Wintering migrations - second stepfrom August to October Wintering areas
Soggetti a rischio: persone che per attività lavorativa sono a contatto con animali infetti persone conviventi con animali infetti nel loro ambiente naturale, cosi come i lavoratori di allevamenti intensivi persone che per cultura e tradizioni alimentari consumano carni e/o sangue di animali infetti non cotti. persone che vivono in condizioni igienicosanitarie precarie e che consumano acque contaminate da liquami.
Influenza aviaria Trasmissione: Animale Uomo = Si l uomo s infetta a seguito di contatto stretto con animali infetti, con le loro deiezioni o con i resti della macellazione. Uomo Uomo = No Uccelli selvatici Uomo = No Uccello selvatico Uccello domestico Uomo = Si Consumo di pollame, consumo di uova Uomo = No
Sintomi clinici dell infezione da influenza aviaria nell uomo Tipici sintomi dell influenza umana Febbre Tosse Mal di gola Dolori muscolari Congiuntivite Polmonite Sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) Altre complicanze severe
Influenza umana da H5N1: clinica Sintomi iniziali nella maggior parte dei pazienti: Febbre elevata (> 38 C) Cefalea, mialgie, malessere generale, astenia Interessamento precoce delle basse vie respiratorie con tosse, dispnea, rantoli inspiratori Sintomi a carico delle alte vie respiratorie (starnuti, rinorrea, congiuntivite, faringodinia) sono presenti solo in una minoranza dei casi.
Quasi tutti i pazienti hanno segni clinici precoci di polmonite. Rx torace mostra infiltrati /addensamenti multipli, bilaterali, diffusi Alterazioni radiologiche persistono per mesi nei pazienti sopravvissuti Dati microbiologici supportano l eziologia virale della polmonite
Influenza umana da H5N1: complicanze Acute Respiratory Distress Syndrome (ARDS) Insufficienza renale Scompenso cardiaco Multi organ-failure Sindrome di Reye
Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali FASI E LIVELLI DI RISCHIO DI UNA EVENTUALE PANDEMIA FASE 1-2 INFEZIONI A PREVALENZA ANIMALE PERIODO INTERPANDEMICO FASE 3 INFEZIONE NELL'UOMO MA ASSENZA DI TRASMISSIONE INTERUMANA (DA UOMO A UOMO) FASE 4 POCHI CASI - LIMITATA TRASMISSIONE INTERUMANA IL VIRUS NON E' BEN ADATTATO ALL'UOMO H5N1 PERIODO DI ALLERTA PANDEMICO FASE 5 DIFFUSIONE INTERUMANA ANCORA LOCALIZZATA IL VIRUS MIGLIORA IL SUO ADATTAMENTO ALL'UOMO IL VIRUS NON E' ANCORA PIENAMENTE TRASMISSIBILE FASE 6 AUMENTATA E PROLUNGATA TRASMISSIONE NELLA POPOLAZIONE GENERALE PERIODO PANDEMICO Fonte: CDC e Ministero Lavoro, Salute e Politiche Sociali - Direzione generale Prevenzione sanitaria
la trasmissione interumana non è avvenuta in quanto la carica eliminata dall uomo infetto è forse insufficiente ad iniziare un processo di infezione in un altro ospite umano a causa della bassa quantità di recettori specifici per il virus (NeuAca2,3Ga) In teoria la trasmissione interumana sarebbe potuta avvenire solo se il virus, mutando, acquistato la capacità di legarsi ai recettori specifici dei virus influenzali umani (NeuAca2,6Gal), mantenendo inalterata la sua elevata patogenicità.
Avian influenza - situation in Egypt - update 28 8 February 2010 -- The Ministry of Health of Egypt has announced two new cases of human H5N1 avian influenza infection. The first case is a 40-year-old female from Banha District in Qalyubiya Governorate. She developed symptoms on 31 January and was hospitalized on 2 February, where she received oseltamivir treatment. She is in stable condition. The second case is a 29-year-old female from Elsadat District, Menofya Governorate. She developed symptoms on 27 January and was hospitalized on 3 February, where she received oseltamivir treatment. She is in a critical condition. Investigations into the source of infection indicated that both cases had exposure to sick and dead poultry. The cases was confirmed by the Egyptian Central Public Health Laboratories, a National Influenza Center of the WHO Global Influenza Surveillance Network (GISN). Of the 96 laboratory confirmed cases of Avian influenza A(H5N1) reported in Egypt, 27 have been fatal.
UNIVERSITA' degli STUDI di PERUGIA Facoltà di MEDICINA e CHIRURGIA Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia Orthomyxovirus virus influenza A(H1N1)v
INFLUENZA A H1N1v Mexican Outbreak Primo caso verso la metà di marzo 2009 23 aprile: il governo ordina la chiusura delle scuole e altre misure di restrizione e incoragia l uso delle maschere 5 maggio: scuole, bars, ristoranti cominciano a riaprire..
2009 S-OIV H1N1 è un quadruplo riassortante di due ceppi suini, un ceppo umano e un ceppo aviario The 2009 S-OIV H1N1 has inherited virus gene segments of all three swine, human and avian origin: I segmenti genici HA, NP e NS sono di un virus suino classico, NA e M sono da un riassortante suino avian-like Eurasian PB1 è da un virus H3N2 umano, PA e PB2 da un ceppo aviario Del Nord America
PRECEDENTI 1. Pandemia del 1918 2. nel 1976, H1N1 suina causa malattia respiratoria in 13 soldati nella base di Fort Dix, New Jersey (un morto). Nessun contatto con suini viene dimostrato. Uno studio epidemiologico successivo ha dimostrato che almeno 230 soldati erano stati infettati. Una campagna di massa sottopose a vaccinazione circa 40 milioni di americani. Nei vaccinati furono riscontrati numerosi casi di sindrome di Guillain-Barré con 25 decessi!!!
Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali FASI E LIVELLI DI RISCHIO DI UNA EVENTUALE PANDEMIA FASE 1-2 INFEZIONI A PREVALENZA ANIMALE PERIODO INTERPANDEMICO FASE 3 INFEZIONE NELL'UOMO MA ASSENZA DI TRASMISSIONE INTERUMANA (DA UOMO A UOMO) FASE 4 POCHI CASI - LIMITATA TRASMISSIONE INTERUMANA IL VIRUS NON E' BEN ADATTATO ALL'UOMO PERIODO DI ALLERTA PANDEMICO FASE 5 DIFFUSIONE INTERUMANA ANCORA LOCALIZZATA IL VIRUS MIGLIORA IL SUO ADATTAMENTO ALL'UOMO IL VIRUS NON E' ANCORA PIENAMENTE TRASMISSIBILE FASE 6 AUMENTATA E PROLUNGATA TRASMISSIONE NELLA POPOLAZIONE GENERALE PERIODO PANDEMICO June 11th 2009 Fonte: CDC e Ministero Lavoro, Salute e Politiche Sociali - Direzione generale Prevenzione sanitaria
Laboratory-confirmed cases of pandemic (H1N1) 2009 as officially reported to WHO as 09 04 2010 Region Deaths* WHO Regional Office for (AFRO) 167 WHO Regional Office for the (AMRO) At least 7261 WHO Regional Office for the (EMRO) 1014 WHO Regional Office for (EURO) At least 3605 WHO Regional Office for (SEARO) 1474 WHO Regional Office for the Western Pacific (WPRO) 1653 Total* > 17700
INFEZIONE Ministero della Salute UFFICIO STAMPA Influenza A/H1N1 Il punto della situazione alla settimana 4 (25-31 gennaio 2010) 4.408.000 casi stimati di influenza dall'inizio della pandemia al 31 gennaio 2010; 229 vittime correlate alla nuova influenza A al 31 gennaio 2010; 0,005 la percentuale delle vittime in rapporto al totale dei malati di nuova influenza (molto probabilmente sottostimato); 443 i casi che hanno necessitato di assistenza respiratoria al 31 gennaio 2010; 0,010 percentuale dei casi che necessitano di assistenza respiratoria in rapporto al totale dei malati. VACCINAZIONE 898.562 persone vaccinate al 31 gennaio 2010; 10.047.421 dosi di vaccino distribuite;
Situazione in Italia Totale vittime 229 Regione Abruzzo 3 Basilicata 4 Calabria 15 Campania 52 Emilia Romagna 12 Friuli Venezia Giulia 5 Lazio 14 Liguria 3 Lombardia 13 Marche 4 Molise 4 Piemonte 22 Puglia 35 Sicilia 21 Toscana 6 Umbria 3 Veneto 11 P.A. Bolzano 1 P.A. Trento 1
Complicazioni respiratorie Polmonite virale progressiva ARDS (Acute Respiratory Distress Syndrome) MOFS (Multisystem Organ Failure Syndrome) Superinfezioni batteriche Nei casi fatali di pazienti ospedalizzati: polmoniti da Streptococcus pneumoniae, Streptococcus pyogenes, Staphylococcus aureus, Streptococcus mitis, and Haemophilus influenzae Bacterial coinfections in lung tissue specimens from fatal cases of 2009 pandemic influenza A (H1N1) United States, May-August 2009. MMWR 2009; 58(Early Release): 1-4
DIAGNOSI Test rapido (15 minuti) sensibilità: circa 70% influenza A tampone nasale nasofaringeo Immunofluorescenza diretta (1 ora) sensibilità: 80-90% influenza A Ricerca del genoma del virus mediante real-time RT-PCR (12-24h) sensibilità: circa 100% influenza A H1N1v
Vaccino pandemico Vaccino inattivato, proteine virali purificate (emoagglutinina, neuroaminidasi) Monovalente allestito con un ceppo: analogo al ceppo A California/7/2009 (H1N1v) FOCETRIA (Novartis) Virus coltivato in cellule MDCK Inattivato con formaldeide Adiuvato con MF59c Squalene (olio estratto dal fegato degli squali) Flaconcino multidose contiene Thiomersal conservante utilizzato per prevenire la contaminazione batterica in corso di uso a base di ETL Mercurio. Somministrato per via intramuscolare 1 dose (0.5 ml) gli adulti, 2 dosi i bambini (6 mesi-9 anni) Protegge nel 70% dei casi
Pandemic (H1N1) 2009 - update 95 9 april 2010 Weekly virological surveillance update The most active areas of pandemic influenza virus transmission continue to be in parts of Southeast Asia, West Africa, and in the tropical zone of the Americas..pandemic influenza activity continues to decline or remain low in most regions. Several areas continue to have evidence of active but declining transmission, particularly in North Africa a (Morocco and Egypt) In Europe, low levels of pandemic influenza virus continue circulate across limited areas of Europe
Research and development of universal influenza vaccines Lanying Du et al Microbes and Infection xx (2010) 1e7 Received 27 December 2009; accepted 4 January 2010 Epitopo conservato e condiviso della HA Epitopo conservato e condiviso della ion channel protein M2 (M2e) Ma.. maiali vaccinati mostravano infezione più grave.