Poesia 1 volume B/F sezione 1 unità 3 verifica PER IL RECUPERO B/F poesia 1.3.R Alfonso Gatto CANZONETTA La forza degli occhi, 1954 Uno dei maggiori poeti italiani del Novecento ha scritto una poesia orecchiabile e allegra, in cui l immagine della giovinezza è affidata soprattutto al ritmo. Le ragazze moderne non sono eterne. Oh, che bella novità, ma dànno fresco alla città. 5 10 L una nell altra l altra nell una chi si fa scaltra non ha fortuna. Oh, che bella sciocchezza, ma insieme fanno la giovinezza. Il rosso le veste di blu l azzurro le veste di rosa, un poeta non sa più quale scegliere per sposa. 15 Sceglierà la più bella? Nessuna è tutta brutta nessuna è tutta bella. 20 Sceglierà la più caduca, sceglierà la passeggera della fresca primavera col nastrino sulla nuca. A. Gatto, Tutte le poesie, Mondadori, Milano 2005 2. non sono eterne: le ragazze moderne di oggi non saranno per sempre moderne, né per sempre ragazze il tempo passerà anche per loro. 5-6. L una nell una: il poeta coglie il senso di vicinanza, di intimità che lega le ragazze. 7. scaltra: astuta, furba. Essere giovani, suggerisce il poeta, vuol dire essere spontanei. 18. caduca: destinata a cadere, cioè a durare poco. Il significato è ripreso anche dal successivo aggettivo, passeggera.
Poesia 2 volume B/F sezione 1 unità 3 1. Dividi in sillabe i primi due versi della poesia. Indica il nome dei due versi. 2. Quale figura metrica è presente nel verso 2? Quale effetto produce? 3. Individua nella poesia i versi piani e quelli tronchi. numero dei versi versi piani versi tronchi Ci sono versi sdruccioli? 4. Quante sono le sillabe metriche del verso 3? Come si chiama questo verso? 5. Scrivi lo schema delle rime di tutta la poesia. 6. Indica il nome delle rime che hai individuato. tipo di rima numero dei versi 7. Il poeta non ha seguito una struttura metrica regolare, ma ha composto liberamente le strofe. Indica il nome della prima strofa. Indica il nome della terza strofa. 8. Quale figura fonica lega le parole fortuna, brutta, caduca? Quale effetto ha nella poesia la presenza di questa figura fonica? 9. Come definiresti il ritmo di questa poesia? In che modo il poeta ha costruito questo ritmo? Riflettere 10. Che cosa comunica questa poesia? Indica due opzioni. L impressione visiva di un gruppo di ragazze L allegria che dà vedere un gruppo di ragazze La malinconia di chi non è più giovane L incanto della giovinezza L invidia del poeta nei confronti dei giovani L allegria della giovinezza L idea che la giovinezza è breve 11. Quale relazione esiste tra il ritmo e l argomento della poesia? Scrivere 12. Scrivi un testo espositivo di circa 150 parole che illustri le caratteristiche ritmiche e metriche di questa poesia.
Poesia 3 volume B/F sezione 1 unità 4 verifica PER IL RECUPERO B/F poesia 1.4.R Francesco Petrarca CHIARE FRESCHE ET DOLCI ACQUE Canzoniere, 1345 Nella conclusione della canzone Chiare fresche et dolci acque Francesco Petrarca rievoca la bellezza della donna amata e l effetto che la sua vista ebbe su di lui. 40 45 50 55 60 65 Da be rami scendea, (dolce ne la memoria) una pioggia di fior sovra l suo grembo; ed ella si sedea humile in tanta gloria, coverta già de l amoroso nembo; qual fior cadea sul lembo, qual su le treccie bionde, ch oro forbito e perle eran quel dì a vederle; qual si posava in terra e qual su l onde, qual con un vago errore girando parea dir: Qui regna Amore. Quante volte diss io allor pien di spavento: Costei per fermo nacque in paradiso!. Così carco d oblìo il divin portamento e l volto e le parole e l dolce riso m aveano, e sì diviso da l imagine vera, ch i dicea sospirando: Qui come venn io o quando? credendo esser in ciel, non là dov era. Da indi in qua mi piace quest erba sì ch altrove non ò pace. Se tu avessi ornamenti quant ai voglia, poresti arditamente uscir del bosco e gir in fra la gente. F. Petrarca, Canzoniere, Einaudi, Torino 1974 40-52 Nella terza strofa il poeta ricorda e rivive il giorno in cui in quei luoghi incontrò Laura. 44. in tanta gloria: in quel grande omaggio di fiori. 45. amoroso nembo: la nuvola di fiori che Amore ha fatto cadere per lei. 46. qual qual: un fiore cadeva sul lembo della veste, un altro su le trecce, un altro 51. vago errore: con un movimento bello e leggiadro. 55. per fermo: sicuramente. 56. carco d oblio: pieno di oblio; dimentico di ogni cosa. 59-60. e sì diviso vera: e talmente lontano dalla realtà. 62. Qui quando? : come io giunsi qui e quando? 64. Da indi in qua: da allora in poi. 65. quest erba: questo prato, questo luogo di campagna. 66. ornamenti: qualità stilistiche e poetiche. 67. poresti: potresti. 68. gir: andare.
Poesia 4 volume B/F sezione 1 unità 4 1. Individua per ciascuna strofa: numero di versi; tipo di versi (con almeno un esempio per ogni strofa); sequenza dei versi; schema delle rime. 2. A chi si rivolge il poeta nell ultima strofa? Alla donna amata Alla canzone A un amico Ad Amore Conoscere 3. Come si chiamano le strofe della canzone? 4. Com è suddivisa ciascuna strofa? Rispondi portando come esempio una delle strofe a tua scelta. 5. Come si chiama l ultima strofa e perché? Scrivere 6. Spiega in un breve testo espositivo com è costituita la strofa della canzone petrarchesca.
Poesia 5 volume B/F sezione 1 unità 5 verifica PER IL RECUPERO B/F poesia 1.5.R Sandro Penna Il mare è tutto azzurro Poesia, 1939 Nella breve poesia di Sandro Penna, già proposta per l analisi del ritmo e dei suoni, si possono individuare alcune figure sintattiche e semantiche. Il mare è tutto azzurro Il mare è tutto calmo. Nel cuore è quasi un urlo di gioia. E tutto è calmo. S. Penna, Poesie, Garzanti, Milano 2000 1. Individua nella seguente breve poesia di Sandro Penna le figure retoriche sintattiche e quelle semantiche. Riflettere 2. Quali significati ha sottolineato il poeta attraverso le figure retoriche usate?
Poesia 6 volume B/F sezione 1 unità 7 verifica PER IL RECUPERO B/F poesia 3.1.R Umberto Saba Quando nacqui mia madre ne piangeva Autobiografia, 1924 Nella seguente poesia Umberto Saba rievoca presenze e momenti della sua infanzia e rivive l abbandono da parte del padre. Il poeta ricorse più volte alla forma del sonetto. Quando nacqui mia madre ne piangeva, sola, la notte, nel deserto letto. Per me, per lei che il dolore struggeva, trafficavano i suoi cari nel ghetto. Da sé il più vecchio le spese faceva, per risparmio, e più forse per diletto. Con due fiorini un cappone metteva Nel suo grande turchino fazzoletto. Come bella doveva essere allora La mia città: tutta un mercato aperto! Di molto verde, uscendo con mia madre, io, come in sogno, mi ricordo ancora. Ma di malinconia fui tosto esperto; unico figlio che ha lontano il padre. U. Saba, Tutte le poesie, Mondadori, Milano 1994 2. deserto: vuoto, abbandonato dal marito. 3. struggeva:. 4. ghetto: la madre del poeta era di origine ebraica; i suoi parenti lavoravano e vivevano nel ghetto di Trieste, la zona della città in cui gli ebrei erano obbligati a risiedere. 7. fiorini: monete austriache usate anche a Trieste all inizio del Novecento; cappone: gallo che viene castrato perché la carne diventi migliore.
Poesia 7 volume B/F sezione 1 unità 7 1. Individua versi e parole con cui il poeta rievoca momenti e ricordi felici dell infanzia. Individua quali versi e quali parole rievocano tristezze e infelicità dell infanzia. 2. Ogni strofa costruisce una breve immagine. Individua e definisci con un breve titolo ciò che ciascuna rappresenta. Con quale espediente retorico il poeta lega la terza e la quarta strofa? 3. Suddividi in sillabe il primo verso di ciascuna strofa e dimostra che si tratta di versi endecasillabi. Individua lo schema delle rime. Individua le rime semantiche presenti nel testo e spiega quale significato sottolineano. 4. Quale tipo di lessico utilizza il poeta? Dimostra la tua risposta con almeno tre esempi. colto semplice antiquato quotidiano Riflettere 5. Il poeta utilizza la forma del sonetto per costruire precise simmetrie nella distribuzione dei contenuti. In quale modo suddivide nelle strofe gli argomenti affrontati? Per rispondere, rileggi le risposte 1 e 2. Scrivere 6. Scrivi un testo espositivo di 100 parole sul seguente argomento: «Immagini di infanzia nel sonetto Quando nacqui mia madre ne piangeva di Umberto Saba».