I Sofisti e la Sofisitica

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I Sofisti e la Sofisitica Con i sofisiti ci spostiamo nel cuore della vita delle poleis democratiche. Questi filosofi hanno operato una vera e propria rivoluzione filosofica, spostando l asse della speculazione dalla natura all uomo. Invece di indagare l archè, i sofisti si occupano della politica, delle leggi, della religione, della lingua e dell educazione. Operano principalmente nell Atene vincitrice nella guerra con i Persiani, nell Atena democratica, nell Atene della borghesia cittadina e dei commerci. Soni i sapienti dell epoca, nell accezione antica del termine, coloro che possono rendere gli uomini abili nelle loro faccende, adatti alla vita comune e capaci di avere la meglio nelle competizioni civili. Sono sapienti che insegnano la sapienza a pagamento ai ceti dirigenti della città. I Sofisiti insegnano grammatica e retorica le armi del saper parlare nell Atene democratica. Vivere nella democrazia «Vivere attivamente in democrazia significa partecipare ad assemblee, prendervi la parola, far valere con efficace discorso la propria opinione framezzo alla altre opinioni; e perciò sapere pesare le varie accezioni e sfumature dei vocaboli, avere nell orecchio le più felici espressioni dei poeti, riuscire a disporre i periodi in un ordine che incateni l attenzione, accenda le fantasie e susciti consensi: significa insomma, possedere quel complesso di cognizioni grammaticale, lessicali, sintattiche, stilistiche, letterarie che costituisce l arte dell eloquenza». L. Geymonat, Storia del pensiero filosofico e scientifico, p. 96 Retorica: è la tecnica del parlare, l arte di persuadere mediante l uso di strumenti linguisitici.

Caratteristiche culturali della Sofisitca 1) La Sofistica critica la tradizione svincolando l uomo da ogni pregiudizio. Critica miti e credenze e le sostituisce con nozioni razionali. 2) I Sofisti riconoscono il valore formativo del sapere e per primi elaborano il concetto occidentale di cultura, la paideia, intesa non come un insieme di conoscenze specialistiche, ma come la formazione globale di un individuo nell ambito di un determinato contesto sociale. La virtù nasce dal sapere. 3) I Sofisti, viaggiando oltre la polis, diventano portatori di istanze panelleniche che contribuiscono all ampliamento della mentalità greca. Protagora (V a.c.).) Protagora è il primo esponente della Sofistica. Operò ad Atene e fu amico di Pericle. La sua filosofia esprime tesi spregiudicate, che gli crearono notevoli opposizioni ed addirittura l accusa di empietà. Una frase racchiude la tesi fondamentale della sua filosofia: «L uomo è misura di tutte le cose». Protagora, Frammento 1

Protagora: la dottrina dell uomo uomo-misuramisura «L uomo è misura di tutte le cose» Interpretazione letterale: L uomo è metro, ovvero è il soggetto di giudizio della realtà e del suo significato L uomo è l umanità e le cose sono l intera realtà. Allora gli uomini giudicano la realtà secondo parametri comuni tipici dell umanità cui appartengono. Interpretazione di Platone: L uomo è il singolo individuo e le cose sono gli oggetti percepiti dai sensi. Allora le cose appaiono diversamente a seconda degli individui che le percepiscono e dei loro stati fisici e psichici. L uomo è la civiltà e le cose sono i valori e gli ideali di quella civiltà. Allora ogni uomo valuta le cose secondo una mentalità che è propria del gruppo sociale di cui fa parte. Protagora: la dottrina dell uomo uomo-misuramisura Probabilmente Protagora riferendosi all uomo non ha però inteso riferirsi unilateralmente ad uno di questi significati, ma li ha intesi indistintamente e sinteticamente concepiti a seconda dei contesti. L uomo protagoreo è misura di tutte le cose ai vari livelli della sua umanità: come singolo, come comunità o civiltà e come specie umana. Le cose allo stesso modo non sono solo oggetti fisici, ma anche valori, progetti di vita e, al limite, anche la realtà nella sua totalità. Umanesimo, perché tutto ciò che si afferma o si nega intorno alla realtà presuppone sempre l uomo come soggetto di giudizio e come regola di valutazione. Fenomenismo, perché l uomo non ha mai a che fare con la realtà in se stessa ma con il fenomeno, ovvero con la realtà come a lui appare. Relativismo conoscitivo e morale Relativismo conoscitivo e morale, perché non esiste una verità assoluta ma ogni verità, ogni ideale o modello di comportamento, è relativo a colui che giudica in una determinata situazione.

Protagora: la dottrina dell uomo uomo-misuramisura Protagora: l utile come criterio di scelta La tesi di Protagora può portare ad affermare che tutto sia vero. Si rischia di cadere però in un totale soggettivismo anarchico in cui ogni comportamento viene legittimato visto che non esiste una verità. Protagora ci dice invece che in mancanza di una verità assoluta il criterio da seguire nella scelta è quello dell utilità privata e pubblica. L utile, inteso come il bene del singolo e della comunità, diventa allora il criterio di verifica e di legittimazione di tutte le teorie. Il Sofista diventa un propagandista dell utile, un intellettuale che mediate l arte della parola tenta di modificare le opinioni nel senso dell utilità. La retorica ha quindi una funzione politico-educativa.

Gorgia (V a.c.).) Gorgia ci presenta una dottrina più negativa circa le possibilità conoscitive dell uomo. Sono tre le tesi fondamentali: 1. Nulla c è; 2. Se anche qualcosa c è, non è conoscibile dall uomo; 3. Se anche è conoscibile, è incomunicabile agli altri.

Gorgia 2 a tesi: se anche qualcosa c è, non è conoscibile dall uomo Ammesso che qualcosa esista, l uomo non potrebbe comunque pensarlo perché il pensiero umano non è in grado di cogliere qualcosa che sia fuori dal pensiero stesso, come è dimostrato da fatto che molte nostre rappresentazioni mentali non esistono. Essere e pensiero appartengono a due mondi separati. 3 a tesi: se anche è conoscibile, è incomunicabile agli altri Ammesso anche che qualcosa esista e sia pensabile, questo non sarebbe poi comunicabile perché il linguaggio è un dominio estraneo alla realtà. Per comunicare si usano dei nomi, ma i nomi sono irriducibili alle cose. Gorgia: lo scetticismo metafisico Quello che emerge dalle tesi di Gorgia è un totale scetticismo metafisico, ovvero l idea dell impotenza umana a parlare dell essere e delle strutture del reale. Non può esistere nessuna metafisica, teologia o cosmologia basata sulle capacità conoscitive della mente umana. Se in Protagora restava almeno il criterio dell utile, in Gorgia tutto è falso e quindi l unica cosa che conta è la potenza del linguaggio, inteso come forza ammaliatrice che permette il dominio degli stati d animo, in quanto capace di calmare la paura, eliminare il dolore, suscitare gioia ed aumentare la pietà.

La Sofistica: linguaggio e realtà Gli antichi non si erano mai posti il problema del linguaggio ma erano stati spontaneamente indotti a pensare un collegamento certo fra la cosa reale, il pensiero che la conosce e la parola che la esprime. I Sofisti si pongono il problema del linguaggio. Protagora sosteneva il metodo della antilogia, o del discorso doppio, cioè l arte di costruire, su ogni questione due discorsi contrastanti. Anche se i Sofisiti portarono alle estreme conseguenze l uso delle antilogie, il discorso filosofico che sta alla loro base è molto profondo. La Sofistica: linguaggio e realtà Gorgia, con la retorica, spezza definitivamente il legame esserepensiero-linguaggio. La parola per Gorgia, non ha potere rivelativo sulla realtà ma è autonoma da essa. Il linguaggio si svincola dalla realtà e non è più costretto a riprodurla, può muoversi liberamente e costruire realtà diverse. In mancanza di ogni criterio di giudizio extralinguistico, la parola aumenta al massimo la sua potenza ed acquista una grande capacità ammaliatrice. La retorica diventa l arte della persuasione, strumento fondamentale per avere in mano le chiavi della città.