I Vulcani. Del Mediterraneo

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I Vulcani Del Mediterraneo

Il vulcano è una struttura geologica complessa generata all'interno della crosta terrestre dalla risalita, in seguito ad attività eruttiva, di massa rocciosa fusa, il magma, formatasi al di sotto o all'interno della crosta terrestre. Un vulcano è formato da una struttura non visibile, interna alla crosta, e che comprende la camera magmatica e i condotti magmatici, e una struttura visibile esterna formata dal rilievo vulcanico, generalmente più o meno conico, formato dall'accumulo dei materiali liquidi, solidi o gassosi che sono stati emessi dal cratere vulcanico o dai crateri durante le varie fasi eruttive del vulcano stesso.

La fuoriuscita di materiale è detta eruzione e i materiali eruttati sono lava, cenere, lapilli, gas, scorie varie e vapore acqueo. La forma e l'altezza di un vulcano dipendono da vari fattori tra cui l'età del vulcano, il tipo di attività eruttiva, la tipologia di magma emesso e le caratteristiche della struttura vulcanica sottostante al rilievo vulcanico. I vulcani possono eruttare in modo tranquillo (effusivi), o in modo esplosivo. I fattori che influiscono sulle caratteristiche di un vulcano sono la viscosità del magma e il suo contenuto in silice.

Il Vesuvio Il Vesuvio è un vulcano esplosivo, in stato di quiescenza dal 1944, situato nel versante sud-orientale della città metropolitana di Napoli, in Campania, nel territorio dell'omonimo parco nazionale istituito nel 1995, simbolo della stessa città. La sua altezza, al 2010, è di 1.281 m e sorge all'interno di una parziale caldera di circa 4 km di diametro, ovvero la parte restante del precedente edificio vulcanico (il Monte Somma) dopo la grande eruzione del 79, che ne determinò il crollo del fianco sud in corrispondenza del quale si sarebbe formato il cono attuale col suo cratere.

In posizione dominante rispetto al Golfo di Napoli assieme ai Campi Flegrei posti a nord-ovest della città, è attualmente l'unico vulcano di questo tipo attivo di tutta l'europa continentale ed è fra i vulcani più pericolosi e studiati nel mondo; ciò è dovuto al fatto che sulle sue pendici e nelle vicinanze abitano circa tre milioni di persone e le conseguenze di un'eruzione sarebbero estremamente devastanti. Dopo l'eruzione del 1944, il Vesuvio è in fase di quiescenza. Tale periodo di riposo, in base alla descrizione del ciclo sopra descritta, appare atipico, in quanto la ripresa dell'attività eruttiva pare fortemente in ritardo. Per questo, si ritiene che il Vesuvio sia uscito dal tipo di attività fino a ora studiato, caratterizzato da un condotto praticamente sempre aperto sin dal 1631.

L Etna L Etna sorge sulla costa orientale della Sicilia, entro il territorio della provincia di Catania ed è attraversato dal 15º meridiano est, che da esso prende il nome. Occupa una superficie di 1265 km², con un diametro di oltre 40 chilometri e un perimetro di base di circa 135 km. L'Etna è il vulcano più grande dell'europa e tra i vulcani più attivi del mondo. Le sue eruzioni avvengono sia in sommità, dove attualmente si trovano quattro crateri, sia dai fianchi, fino ad altezze di poche centinaia di metri sopra il livello del mare.

Fino a tempi recenti, l'etna veniva considerato un vulcano prevalentemente effusivo, cioè caratterizzato soprattutto dall'emissione di colate laviche. Esse possono causare danni materiali ma non rappresentano una minaccia diretta per la vita delle 900 mila persone che vivono nelle zone potenzialmente a rischio. Tuttavia, studi recenti hanno rivelato che questo vulcano risulta capace di dar luogo anche ad una attività fortemente esplosiva, come l'eruzione pliniana del 122 A.C.. Più recentemente si è osservato, soprattutto dalla fine degli anni 70, un forte incremento di episodi eruttivi esplosivi soprattutto ai crateri sommitali. Questo si è dimostrato in modo notevole durante le eruzioni sommitali del 1995-2001, con circa 150 episodi di fontane di lava (anche conosciuti come parossismi) e ancora una volta negli ultimi anni, a partire da gennaio 2011, con più di 40 parossismi, la maggior parte delle quali ha generato alte colonne di gas e cenere.

Santorini Il vulcano di Santorini è un vulcano sottomarino attivo che si trova alla distanza di circa 6,5 chilometri a nord-est dell'isola, ed appartiene all'arco vulcanico dell'egeo Meridionale. E' diventato famoso a causa dell'eruzione avvenuta il 27 settembre 1650. La colata lavica ha formato allora una piccola isola, che a causa del lavorio del mare è in seguito crollata, provocando un forte tsunami che ha causato danni fino a 150 chilometri di distanza Oggi il vulcano è alto 280 metri rispetto al fondale circostante e giace a circa 18 metri sotto il livello del mare. Il cratere ha un diametro di 3 km e una profondità di 512 metri. In una vasta area intorno al vulcano sono stati identificati pozzi idrotermali da cui sgorga acqua calda fino a 220 C ricca di minerali che ospitano un raro ecosistema di batteri filamentosi. Il punto più alto dell'isola è il monte Profitis Illas a 567 m. È un piccolo vulcano con una piccola caldera

Ricostruzione dell'eruzione di Santorini, nel XV secolo a. C. A :prima dell'eruzione il vulcano aveva la forma di un cono alto circa 1600 m Ricostruzione dell'eruzione di Santorini, nel XV secolo a. C. B: L'esplosione con cui entrò in attività scaraventò in aria almeno 60 km cubi di materiale ridotto in frammenti, mentre il il bacino magmatico si svuotò in gran parte. C: Privo di sostegno, il tetto del bacino sprofondò lungo numerose fratture a decorso anulare: si formò così una caldera, cioè una vasta depressione che il mare rapidamente invase. D. All'interno della caldera riprese in seguito l'attività vulcanica, con emissione di nuove lave. L'arcipelago di Santorini è formato C: Privo di dai resti dell'antico vulcano e da questi nuovi edifici minori. soc: Privo di sostegno, il tetto del bacino