Dove sono le ragioni del sì?

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Antonio G. Calafati Dove sono le ragioni del sì? La Tav in Val di Susa nella società della conoscenza 1

PREMESSA ANTONIO G. CALAFATI Dove sono le ragioni del sì? La Tav in Val di Susa nella società della conoscenza Antonio G. Calafati 2006 Edizioni SEB 27 [www.seb27.it] Laissez-passer 10 ISBN -13: 978-88-86618-51-9 ISBN -10: 88-86618-51-4 Voleva essere solo un esercizio, a uso dei miei studenti del corso di Analisi delle politiche pubbliche, la lettura in classe dei tre maggiori quotidiani italiani ( Il Corriere della Sera, La Stampa e La Repubblica ) del 7, 8 e 9 dicembre 2005 alla ricerca delle ragioni del sì alla Tav in Val di Susa. Una digressione, una breve parentesi prima di passare all analisi di alcuni casi di studio con i quali concludere il corso. Ma quelle iniziali letture sembravano essere solo la prima parte di una vicenda giornalistica che si stava sviluppando attraverso un linguaggio e una sintassi una logica che ci hanno immediatamente reso perplessi, colpito nella loro inadeguatezza. E abbiamo deciso di continuare a seguire il corso della vicenda, curiosi di vedere l esito di quel processo di travisamento che ci sembrava essere stato messo in moto dai primi editoriali. Il breve testo di sintesi di quelle prime letture se ne era andato nel frattempo per la sua strada attraverso la rete internet, era uscito dall aula (universitaria) nella quale era nato e dal mio sito web. Ho iniziato a ricevere commenti alle mie preliminari riflessioni su come i tre principali quotidiani italiani stavano trattando il tema della Tav in Val di Susa nei giorni dello sgombero violento del presidio, delle manifestazioni, della moratoria decisa dal Governo. E i commenti erano in genere sconfortati, di lettori che si sentivano incapaci di difendersi da quel giornalismo, che si sentivano sopraffatti da quel giornalismo, che lo rifiutavano e cercavano altre vie. 2 3

Ai miei studenti, in effetti, commentando gli articoli, leggendoli e rileggendoli sullo sfondo della disciplina mentale che impone un corso universitario, stavo insegnando a difendersi da quel giornalismo. Mi sono fatto, ci siamo fatti più attenti, più critici via via che leggevamo testi senza logica, senza contenuto, senza decenza persino. Ho ripetuto gli esercizi di auto-difesa con i miei studenti del Laboratorio di economia urbana. Ho scritto e discusso con loro altre riflessioni critiche sui testi che via via apparivano nei tre maggiori quotidiani. Sono andato molto oltre le mie intenzioni iniziali. Ma non mi aspettavo che giornalisti di indiscusso valore intervenissero nei maggiori quotidiani se non per declinare con argomentazioni prive di senso la loro opinione immancabilmente favorevole. Non mi aspettavo tanta superficialità, tanta fretta nell affrontare una politica pubblica, un investimento infrastrutturale la nuova linea ferroviaria merci Lione-Torino tra i più impegnativi della storia economica italiana. Un investimento, inoltre, contestato da una comunità locale così ampia e contestato in modo così deciso, prolungato da diventare un caso di rilievo politico. E sono giunto a pensare, dopo alcuni giorni di letture e riletture in classe, che questo giornalismo non merita di avere i nostri studenti come lettori. Che si dovrebbe fare del tutto per evitare di esporli a questi testi giornalistici nei loro anni di formazione: ogni ora dedicata alla loro lettura non è solo un ora sottratta allo sviluppo intellettuale, ad altre più proficue e morali attività, ma è anche un tempo di dis-educazione alla modestia, alla riflessione, alla disciplina della parola. Preoccupazione tardiva e inutile, comunque, la mia. Tanti di loro lo avevano già capito molto prima di me che non ne vale la pena. Leggevano questi articoli con distacco, in un certo senso per dovere. In qualche modo costretti. Su questo giornalismo molti giovani hanno messo una pietra sopra. Questo breve saggio raccoglie le riflessioni di due settimane di letture e di discussioni con i miei studenti su come Il Corriere della Sera, La Repubblica e La Stampa hanno trattato il tema della Tav in Val di Susa. L ho scritto per loro soprattutto, a memoria di un viaggio di iniziazione che abbiamo fatto insieme in questa Italia dai tanti declini, l uno legato all altro. L ho scritto, nel modo più semplice che ho po- tuto, anche per dare un sostegno morale a quei lettori che si sentono sopraffatti dall autorevolezza dei giornalisti, da editoriali e corsivi ai quali non sanno dare un significato, che non capiscono, che cercano inutilmente di capire. Spero di rincuorarli, mostrando che in molti casi non c è nulla, proprio nulla da capire. 4 5

INDICE 6 7

I. Alla ricerca delle ragioni del sì 11 II. La Tav in Val di Susa e i grandi quotidiani italiani 21 III. Altre strategie di sviluppo spaziale 69 IV. Una società della conoscenza? 81 8 9

Stampato in Torino nel marzo 2006 presso Stampatre Torino 10 Edizioni..SEB.27 via Goito, 17 Torino