Sistema Sanitario Regione Sardegna DIPARTIMENTO di PREVENZIONE Sassari 28/06/2013 Responsabile: Dott. Francesco Sgarangella
DIPARTIMENTO di PREVENZIONE 2
DIPARTIMENTO di PREVENZIONE (D.Lgs 229/99) E una struttura operativa dell azienda sanitaria locale che garantisce la tutela della salute collettiva; Contribuisce inoltre alle attività di promozione della salute e di prevenzione delle malattie cronicodegenerative in collaborazione con gli altri Servizi e Dipartimenti aziendali. 3
art. 33 ATTO AZIENDALE ASL SASSARI: Il Dipartimento di Prevenzione 4
STAFF DIREZIONE del DIPARTIMENTO Ufficio di Prevenzione e Igiene Ambientale Ufficio Sanzioni e DUAAP Ufficio Informativo, Formativo e di Assistenza per la prevenzione Posizione Organizzativa Area Amministrativa Posizione Organizzativa Area Sanitaria 5
Atto aziendale ASL Sassari L Azienda ha individuato nel Dipartimento di Prevenzione il modello ordinario di gestione dell assistenza collettiva, identificandolo come la macrostruttura organizzativa dotata d autonomia tecnico-professionale e gestionale IL Dipartimento di Prevenzione Sviluppa le seguenti attività: - programmazione unitaria delle strategie e degli obiettivi complessivi di sanità pubblica ai fini del razionale ed integrato uso delle risorse (personale, mezzi, strutture), efficienza ed efficacia degli interventi, garanzia dell uniformità operativa nel rispetto del necessario decentramento organizzativo e funzionale delle attività; 6
IL Dipartimento di Prevenzione Sviluppa le seguenti attività: - massima collaborazione nei rapporti istituzionali con Enti ed Organismi portatori di competenze che interagiscono con quelle sanitarie (controllo ambientale, prevenzione delle zoonosi e tutela del patrimonio zootecnico) e ricerca di uno stretto raccordo funzionale con le strutture tecnico-scientifiche di riferimento (Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna, Agenzia Regionale per la Protezione dell Ambiente, Istituto Superiore di Sanità, ecc.); - attivazione di programmi e di progetti di educazione sanitaria, prevenzione e promozione della salute, in collaborazione con le aree di assistenza distrettuale ed ospedaliera in conformità alla L.R. n 10/2006, direttamente rivolti alla popolazione ed ai soggetti interessati operativamente coinvolti (pazienti, medici di medicina generale, operatori sanitari in genere, associazioni di cittadini). 7
La mission, la vision e i valori del Dipartimento di Prevenzione La mission è un enunciazione molto ampia degli scopi che il Dipartimento persegue e dei valori in cui crede. È il punto di partenza della gestione strategica. La ragion d essere.. Sviluppare quelle attività che consentono di intervenire efficacemente sul mantenimento e miglioramento dello stato di salute della popolazione e siano funzionali alla valutazione di efficacia dei nostri interventi (programmazione per obiettivi di salute). 8
La mission, la visione i valori del Dipartimento di Prevenzione La vision è la proiezione di uno scenario futuro che rispecchia gli ideali, i valori e le aspirazioni di chi fissa gli obiettivi all interno dell organizzazione, che cosa stiamo costruendo insieme? Trasparenza, Responsabilità, I VALORI (come facciamo le cose?) Integrazione (valorizzazione del contributo di ognuno), Miglioramento ( formazione, ricerca e innovazione). 9
LINEE GUIDA PER LA PREVENZIONE SANITARIA E PER LO SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITA DEI DIPARTIMENTI PREVENZIONE DELLE ASL Conferenza Stato (Repertorio Atti n.1493 del 25 Luglio 2002) I DP continuano ad organizzarsi intorno a compiti e pratiche la cui efficacia ed appropriatezza non sempre sono provate o possono non essere attuali e comunque non vengono periodicamente sottomesse a verifica; Situazioni di grave rischio per la salute non vengono adeguatamente studiate e documentate ad un livello di evidenza tale da consentire interventi mirati di prevenzione. 10
RISORSE UMANE 2010-2013 11
RISORSE UMANE 2013 STRUTTURE UNITA Dirigenti OPERATIVE e UFFICI Medici Dirigenti Veterinari Dirigenti SPTA/ Pos. Tecnici Org. Prevenzione Personale Infermieristic o Personale Amministrativ o ALTRO TOT DIREZIONE DIPARTIMENTO 1 1 2 3 7 Servizio Igiene e Sanità pubblica 19 13 27 7 11 77 SIAN 7 11 4 2 24 SPRESAL 3 3 2 1 1 10 Servizio Sanità Animale 46 2 6 16 70 SIAOA 16 6 2 24 Servizio Igiene Allev. e Prod. Zoot. 8 2 1 11 U.O. Medicina legale 4 4 2 10 U.O. Coordinamento delle attività di educazione sanitaria, prevenzione e promozione della salute 2 1 1 1 5 U.O. Medicina dello sport 2 4 1 7 TOTALE 38 72 2 37 37 28 31 245 VETERINARI MEDICINA SPECIALISTICA = N 13 12
Risorse finanziarie a)fondo sanitario Regionale Indistinto 13
Fondo sanitario Regionale Indistinto Delibera Regione Autonoma della Sardegna n 45/17 del 12/11/2012 criteri per il riparto delle risorse da destinare al finanziamento indistinto del Servizio Sanitario regionale negli anni 2012-2014. Riparto Nazionale interessa i tre macrolivelli assistenziali: Assistenza Collettiva 5% Assistenza Distrettuale 51% Assistenza Ospedaliera 44% 14
Fondo sanitario Regionale Indistinto Riparto Regionale: Assistenza Collettiva 5,30 % Assistenza Distrettuale 50,00% Assistenza Ospedaliera 43,70% Appropriatezza 1% 15
Fondo sanitario Regionale Indistinto Riparto ASL: Popolazione complessiva Patrimonio Zootecnico 16
Risorse finanziarie Fondo sanitario Regionale Indistinto; Entrate Dirette del DP 17
Entrate Dirette del DP: Diritti sanitari Veterinari tariffario Regionale; D.lvo 194/2008; Sanzioni amministrative igienico-sanitarie; Certificazioni Medico-Legali; Attività Igiene e Sanità Pubblica; Sanzioni Sicurezza Ambienti di Lavoro; Verifiche periodiche impianti; 18
Risorse finanziarie Fondo sanitario Regionale Indistinto; Entrate Dirette del DP; Altre entrate; 19
ALTRE ENTRATE Finanziamenti RAS e co-finanziamenti Europei; Progetti di Ricerca; Collaborazioni scientifiche; 20
Dlgs 194/2008 Il presente decreto stabilisce le modalita' di finanziamento dei controlli sanitari ufficiali, disciplinati al titolo II del regolamento (CE) n. 882/2004, eseguiti dalle autorita' competenti per la verifica della conformita' alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali. Riparto fondi D.Le.vo 194/2008 21
ESEMPIO.. PIANO INTEGRATO AZIENDALE 2011 DEI CONTROLLI UFFICIALI PER LA SICUREZZA ALIMENTARE,NUTRIZIONE E SANITA PUBBLICA VETERINARIA-D.L.VO 194/2008. finalizzato a potenziare e migliorare l efficacia della programmazione e dell attuazione del piano aziendale integrato dei controlli ufficiali di cui al Reg.CE 882/2004 e secondo le direttive del D.Le.vo 194/2008. 22
PIANO INTEGRATO AZIENDALE 2011 DEI CONTROLLI UFFICIALI PER LA SICUREZZA ALIMENTARE,NUTRIZIONE E SANITA PUBBLICA VETERINARIA-D.L.VO 194/2008. AZIONI PREVISTE.. 1. Servizio Igiene Alimenti Origine Animale : potenziamento controlli ufficiali, miglioramento performance delle attività nel campo alimenti di origine animale; 1. Servizio Igiene Alimenti Nutrizione : potenziamento controlli ufficiali, categorizzazione del rischio, miglioramento performance delle attività nel campo alimenti; 1. Servizio Igiene Allevamenti : potenziamento controlli ufficiali, categorizzazione del rischio, miglioramento performance delle attività nel campo alimenti di origine animale; 23
SIAOA Piano 2010 Obiettivo: potenziamento controlli ufficiali, categorizzazione del rischio, miglioramento performance nel campo controlli ufficiali alimenti-reg.ce 882/2004 Obiettivi TABELLA INDICATORI 24
Obiettivi economico gestionali Obiettivi Direttori Generali delibera RAS 50/35 del 21/12/2012: L obiettivo generale è il contenimento del trend di crescita dei costi della produzione, in considerazione dei seguenti fattori: - blocco della crescita del costo del lavoro, per effetto della sospensione dei rinnovi dei contratti del personale convenzionato; - contenimento della crescita del costo per l acquisto di beni e servizi, per effetto della manovra disposta con il d.l. 95/2012 convertito con la L.135/2012; - contenimento del costo dell assistenza farmaceutica per effetto delle manovre disposte a livello nazionale e regionale. 25
Obiettivo Economico gestionale Pertanto l obiettivo verrà considerato: Raggiunto pienamente da parte delle aziende che registreranno costi della produzione 2012 pari o inferiori a quelli del 2011; Non raggiunto da parte delle aziende che registreranno costi della produzione 2012 con un incremento rispetto al 2011 pari o superiore al 1%; Raggiunto parzialmente da parte delle aziende che registreranno incrementi dei costi della produzione tra il 2011 ed il 2012 in misura variabile tra i due estremi sopra indicati. 26
Spending Review Dipartimento di Prevenzione ASL SS Riduzione spesa a) Riorganizzazione Reperibilità: risparmio circa 130.000 euro anno; b) Riorganizzazione Autoparco aziendale risparmio circa 300.000 euro anno; 27
Incremento ricavi PROPOSTA NUOVO TARIFFARIO per le prestazioni di sanità pubblica veterinaria. La suddetta proposta ipotizza l introduzione di una convenzione annuale su base forfetaria, calcolata sulla consistenza zootecnica (UBE.) di ogni singolo allevamento, e comprende le operazioni proprie dell anagrafe (vidimazioni registri, variazioni aziendali, operazioni sulla BDN), in aggiunta ad alcune prestazioni già presenti nel vecchio tariffario ( es: A26 = Mod 4 ossia controllo sanitario bestiame in partenza e in arrivo per mezzo di natanti, ferrovie e automezzi). 28
Nuovo sistema di tariffe UBE Tariffa annuale Da 1 a 5 20,00 Da 6 a 10 25,00 Da 11 a 20 30,00 Da 20 a 50 45,00 Da 50 a 100 60,00 Oltre 100 60,00 + frazioni secondo schema Allevamenti suini per autoconsumo 15,00 UBE= 1 bovino adulto; 1 solipede; 2 vitelli; 5 suini, 10 ovini, 10 caprini 29
Proiezione delle entrate in relazione al patrimonio zootecnico asl 1 sassari 30
Grazie per l attenzione e spensierate vacanze..per chi può!!! PESTE SUINA AFRICANA, PESTE SUINA AFRICANA 31