Il castello di Sirolo

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Transcript:

Il castello di Sirolo 30 maggio 2012: la 1C in giro per il paese con la guida del dott. Maurizio Bilò e il controllo marciapiedi delle prof. Giuliodoro e Vita..

Circolo culturale Belvedere Cappella francescana con portone originale Platani piantati da S. Francesco Porta Sud Chiesa di S. Nicola Torre Villa Vetta Marina Campanile Scuola Renaldini

La prima tappa della nostra passeggiata, iniziata alle ore 9,10 circa, è stata il vecchio monastero francescano, il quale è ora una lussuosa villa chiamata Villa Vetta Marina. Dal cancello si vede un grande giardino, nel quale ci sono due platani secolari che si dice siano stati piantati da San Francesco d Assisi in persona.

Per ricordare che quello era un monastero è stata ricostruita, lì a fianco della villa, una piccola cappella per la facciata della quale è stato riportato il portone originale della chiesetta rimasta inglobata nel corpo di Vetta Marina. Il monastero non è più tale dall'ottocento.

La seconda tappa è stata la porta sud del castello, cioè l arco dietro a quello che si trova in linea con il teatro Cortesi.

L entrata originale del castello, come si può vedere, non aveva spallette parallele e ciò disorientava i nemici che tentavano di assediare il borgo. Vista da fuori.. e da dentro!

Da lì in poi abbiamo percorso buona parte del perimetro delle mura.

Abbiamo notato che, sulle torri in particolare, c erano - e ci sono ancora ben visibili! - dei piccoli fori che sono stati utilizzati per costruire l impalcatura del castello oppure erano usati per sparare con dei piccoli cannoni o lanciare acqua bollente (infatti l olio era molto costoso e raramente i borghi assediati potevano permetterselo). Maurizio ci ha raccontato che una parte delle mura e del borgo medievale è crollata in mare anche a seguito del forte terremoto del 1930.

La terza tappa è stata la chiesa di San Nicola di Bari, il cui campanile era una torre difensiva! Anticamente l entrata per la torre era sopraelevata per motivi difensivi: infatti per entrare bisognava avere una scala che probabilmente poteva essere ritirata in caso di difesa. Tempo fa, infine, vicino alla chiesa c era un cimitero. Era infatti un usanza dell epoca seppellire i morti vicino alla propria chiesa.

Detto ciò, al Belvedere, abbiamo fatto merenda e, mentre mangiavamo, il dottor Bilò ci ha spiegato che i danni provocati nel corso del tempo da vari terremoti, tra cui quello del 1930, e frane hanno fatto scomparire una parte del paese e il palazzo arcivescovile che sorgeva proprio lì!

Per questo motivo una parte del paese è stata ricostruita in epoca recente: restano però ben visibili le vie ortogonali di epoca medievale (caratteristica questa abbastanza rara che testimonia l'esistenza di un antico e scomparso progetto urbanistico del castello!) e le strade oblique del nucleo originario. Questo sistema di vie a reticolo serviva anche per la difesa passiva perché, essendo le vie così disposte, impedivano al nemico di vedere l altra parte del paese. Le medesime vie erano utili inoltre per far scorrere l acqua piovana via dal paese più velocemente.

Le vie ortogonali, tutte costruite sembra "a tavolino", risultavano vantaggiose anche perché incanalavano i venti che colpivano il borgo dal mare; la loro particolare disposizione favoriva inoltre i commerci: ancora oggi lungo le vie principali di Sirolo sono visibili, specialmente in Corso Italia, i portali delle case dei ricchi commercianti e possidenti terrieri che lì abitavano traendo vantaggio dal passaggio delle persone e delle merci.

Quindi siamo tornati indietro passando per la via principale e abbiamo raggiunto la scuola alle ore 11 circa, giusto in tempo per la merenda che avevamo già fatto al Belvedere... A nome di tutta la classe infine diciamo che questa uscita è stata molto interessante e ci ha reso possibile approfondire una parte della storia del nostro paese che non conoscevamo. Hanno riordinato le notizie raccolte in vario modo da tutti gli studenti della 1C : Luca Bassi, Alessio Bellelli, Giacomo Guerrini