Regione Piemonte - Sito Ufficiale Sanità Prevenzione Torino, 2 maggio 29 Al via la nuova campagna della Regione Piemonte "Combatti la febbre da gioco" «Giocare è naturale, ma a giocare troppo ci si può scottare»: è questo uno degli slogan scelti dalla Regione Piemonte per la nuova campagna di comunicazione presentata quest'oggi nel corso di una conferenza stampa - finalizzata al contrasto alla cosiddetta febbre da gioco, una patologia sempre più diffusa che si stima interessi dall'1 al 3 per cento della popolazione adulta italiana. A rilevarlo sono i più recenti studi di settore, che hanno inoltre messo in luce come la spesa procapite a favore del gioco sia passata tra il 21 e il 27 da 29 a più di 5 euro, per un volume di consumi che si prevede per quest'anno di oltre 5 miliardi di euro. La situazione piemontese I dati desunti da uno studio IPSAD Italia, affidato all'istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa, mostrano come in Piemonte siano circa 8 mila le persone a rischio di dipendenza patologica da gioco, sia legale, sia illegale. I più esposti sembrano essere gli uomini di età compresa tra i 25 e i 34 anni, con marcati problemi di dipendenza da altre sostanze (fumo, alcol, droghe). Preoccupante la diffusione dell'abitudine al gioco anche tra i giovanissimi (15-19 anni), il 37 per cento dei quali dichiara di aver giocato almeno una volta al mese, mentre l'8 per cento ammette di giocare quasi ogni giorno. Come sottolinea l'assessore alla tutela della salute e sanità, l'aumento esponenziale del problema ha da tempo evidenziato la necessità di un intervento deciso da parte delle istituzioni per la prevenzione e la cura di questa nuova forma di dipendenza. In questo senso, il Piemonte è tra le Regioni italiane che maggiormente si sono distinte per il contrasto al fenomeno, a partire dal suo riconoscimento nel piano socio-sanitario 27-2 e dalla formazione di un gruppo di lavoro regionale su questo tema. Dalla primavera del 28, inoltre, tutti i Sert del Piemonte hanno provveduto a creare al proprio interno ambulatori specifici, sportelli dedicati o gruppi di operatori
formati per la presa in carico dei giocatori d'azzardo patologici. Questi ultimi possono quindi avvalersi di terapie specializzate, attraverso il contributo di équipe multiprofessionali a livello ambulatoriale, e se necessario possono usufruire di terapie residenziali nelle comunità pubbliche o nella rete degli enti ausiliari piemontesi che, gradualmente, si stanno attrezzando per gestire questa patologia. Sono inoltre a disposizione sul territorio regionale 4 gruppi di auto-mutuo-aiuto (Giocatori anonimi), di cui due a Torino, uno a Pinerolo e uno nel Verbano-Cusio-Ossola, mentre il Gruppo Abele di Torino sta predisponendo una banca dati nazionale e regionale dei servizi pubblici e privati di accoglienza e cura dei giocatori d'azzardo. A riconoscimento di questo impegno, il Piemonte è stato individuato come Regione capofila per il progetto sperimentale nazionale di sorveglianza e coordinamento/monitoraggio degli interventi di lotta alle forme di dipendenza comportamentale, attualmente in fase di avvio. La campagna di comunicazione Tra gli obiettivi che il gruppo regionale si è posto, accanto a quello di aumentare l'accessibilità ai servizi e di formare il personale, figura anche quello di sensibilizzare e informare la cittadinanza sui rischi correlati al gioco d'azzardo e di pubblicizzare l'esistenza di servizi sanitari specializzati nell'aiuto alle persone coinvolte. È stata così messa a punto una nuova campagna di comunicazione, che prevede innanzitutto la messa a disposizione presso i Sert e gli Uffici relazioni con il pubblico delle Asl e presso gli studi dei medici di famiglia di 18 mila depliant, in cui si spiega come la passione per il gioco possa trasformarsi in una dipendenza, quali siano i sintomi attraverso cui riconoscere la patologia e soprattutto quali siano gli indirizzi a cui rivolgersi per prevenire e curare il problema. Gli opuscoli contengono inoltre un questionario che consente a ciascuno di misurare la propria febbre da gioco e di valutare quindi l'opportunità di consultare il servizio più vicino a casa propria. A partire da settembre, inoltre, prenderà il via un vero e proprio GAP tour, che attraverso un camper attrezzato toccherà tutte le province piemontesi. La struttura mobile presidierà le principali piazze del territorio in occasione di mercati e fiere, funzionando come centro d'ascolto aperto al pubblico e come punto informativo dove trovare materiali diversi (depliant, penne, borse della spesa in tela) e richiedere maggiori approfondimenti agli operatori presenti
(Dati rilevati dallo studio IPSAD Italia, affidato all Istituto di Fisiologia clinica del CNR di Pisa, attraverso interviste) 1) RESIDENTI CHE HANNO GIOCATO ALMENO UNA VOLTA NEL 28 (4,4%) (38,3%) ETA 15-24 47,1 27,1 25-34 54,4 42,2 35-44 57,9 25,5 45-54 43,5 26,7 55-64 63,6 36,4 Totale 51,6 31,1 ETA 15-24 45, 25,3 25-34 55,1 34,5 35-44 54, 31,5 45-54 49,4 28,9 55-64 45, 2,2 Totale 5, 29,2 7 7 6 6 5 5 4 4 3 3 2 2 15-24 anni 25-34 anni 35-44 anni 45-54 anni 55-64 anni 15-24 anni 25-34 anni 35-44 anni 45-54 anni 55-64 anni 2) FRA I GIOCATORI, QUANTI HANNO AVUTO L IMPULSO DI GIOCARE SOMME DI DENARO SEMPRE MAGGIORI? TOTALE 13,1 8,,8 17,1 9,2 13,6 18 16 14 12 8 6 4 2
3) TRA I GIOCATORI, QUANTI HANNO SENTITO DI DOVER TENERE NASCOSTA L ENTITA DELLE SOMME GIOCATE? TOTALE 7,4 2,6 5,3,9 2,4 7,3 18 16 14 12 8 6 4 2 DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA DEI GIOCATORI
Uno sguardo ai giovanissimi (DATI NAZIONALI) Studio sulla popolazione scolarizzata fra i 15 e 19 anni prevalenza gioco d'azzardo (%) 7 6 5 4 3 2 15 anni 16 anni 17 anni 18 anni 19 anni I GIOCATORI A RISCHIO (dati nazionali) rischio minimo 14% assenza di rischio 8% rischio moderato 5% gambling 1% Circa 85. giocatori residenti in Italia hanno un profilo di rischio moderato o grave, 2.3. coloro per i quali si rileva un profilo di rischio minimo.
I giocatori a rischio.. Uno sguardo anche ai giovanissimi Studio sulla popolazione scolarizzata fra i 15 e 19 anni