Scheda 45 APPARATO LOCOMOTORE

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Scheda 45 APPARATO LOCOMOTORE L'apparato locomotore è molto voluminoso in quanto costituisce la maggior parte dell'intera massa corporea e volge funzioni di sostegno e movimento. E' composto da ossa, articolazioni, e muscoli. Le ossa fungono da impalcatura e rappresentano la parte passiva, le articolazioni sono il punto di incontro fra 2 o più ossa, i muscoli sono dei veri e propri organi motori e rappresentano la parte attiva. Per poter eseguire i diversi tipi di trattamenti e cure specifiche per il corpo è molto importante per un operatore di cura alla persona la conoscenza dell'apparato locomotore in tutti i suoi aspetti: istologico, anatomico, fisiologico, proprio perché nella pratica professionale si agisce anche su di esso. Ad esempio, il comune massaggio estetico agisce in particolare sulla struttura muscolare (specie quella superficiale) che riacquista tono e trofismo in seguito a: rilassamento dei muscoli contratti, maggiore afflusso di sangue, smaltimento ed eliminazione dell'eventuale eccesso di acido lattico. E' importante tenere sempre presente che, sempre nella comune pratica del massaggio, bisogna evitare di trattare: articolazioni, tendini (ad esempio tendine d'achille), salienze ossee (ad esempio rotula, gomito, malleoli, ecc.); questo per evitare spiacevoli conseguenze come tendiniti, periostiti, ecc.

Scheda 46 APPARATO SCHELETRICO (1) CARATTERISTICHE DELLO SCHELETRO Lo scheletro è un insieme complesso di ossa che hanno la funzione di sostenere le parti molli e di dare inserzione ai muscoli in modo da consentire, grazie alle articolazioni, il movimento e la deambulazione. Lo scheletro inoltre fornisce protezione ad importanti organi interni come il cervello, contenuto nella scatola cranica, ed il midollo spinale, contenuto nel canale vertebrale. Il corpo umano è formato da 206 ossa e si può distinguere in due parti: scheletro assile formato da o ossa della testa o ossa del tronco scheletro appendicolare formato da o arto superiore o o arto inferiore cingolo o cintura scapolare che funge da punto di unione fra tronco e arto superiore cingolo o cintura pelvica che funge da punto di unione fra tronco e arto inferiore A seconda della forma si possono distinguere tre tipi di ossa: ossa lunghe: sono quelle in cui la lunghezza prevale sulla larghezza e sullo spessore; sono formate da una parte centrale detta diafisi e da due estremità dette epifisi; ossa corte: sono quelle in cui la larghezza e lo spessore sono più o meno uguali (come ad esempio le ossa della mano e del piede). ossa piatte: sono quelle dove la larghezza prevale sulla lunghezza e sullo spessore (come ad esempio le ossa del cranio e la scapola). A secondo della disposizione si distinguono: ossa pari: quelli presenti in coppia sul lato destro e sul lato sinistro del corpo ossa impari: sono presenti singolarmente lungo la linea mediana. Per la struttura delle ossa si rimanda alla scheda 11 nella quale è stato illustrato il tessuto osseo. OSSA DELLA TESTA Il cranio si suddivide in neurocranio, cioè la scatola cranica racchiude il cervello, e in splancnocranio, cioè la parte della faccia Le ossa del neuro cranio sono 8 (2 pari e 4 impari): 2 temporali 2 parietali frontale occipitale sfenoide etmoide Le ossa dello splancnocranio o faccia sono 14 (6 pari 2 impari): 2 nasali 2 lacrimali 2 zigomatiche 2 mascellari sup. 2 palatine 2 turbinati mandibola vomere

Scheda 47 APPARATO SCHELETRICO (2) COLONNA VERTEBRALE La colonna vertebrale umana è costituita da 33/34 vertebre infilate le une sulle altre e fra loro articolate. Una vertebra generica presenta: anteriormente un corpo, di forma pressoché cilindrica, costituito da un anello di tessuto osseo compatto contenente tessuto osseo spugnoso; posteriormente vi sono invece i cosiddetti archi vertebrali che circoscrivono il foro vertebrale, la cui giustapposizione ha per effetto di delimitare il canale vertebrale, al cui interno alloggia il midollo spinale. Gli archi vertebrali presentano, oltre i cosiddetti peduncoli (ossia la parte dell'arco a diretto contatto col corpo vertebrale), due processi laterali simmetrici, detti processi trasversi, mentre posteriormente il cosiddetto processo spinoso: il complesso dei processi spinosi forma ciò che è volgarmente detto spina dorsale. Non corrispondono a questo schema la 1, la 2 e la 7 vertebra cervicale denomina atlante, epistrofeo e prominente. Distinguiamo 7 vertebre cervicali, 12 vertebre toraciche o dorsali, 5 vertebre lombari, 5 vertebre sacrali, 4 o 5 vertebre coccigee. CURVATURE DELLA COLONNA VERTEBRALE La colonna vertebrale nella sua interezza presenta quattro curvature, osservabili lateralmente: dall'alto si potrà notare una prima zona, corrispondente al collo, (7 vertebre cervicali) assumono una curvatura rivolta in avanti, detta lordosi cervicale; scendendo s'osserverà una curvatura rivolta stavolta verso il dorso, denominata cifosi dorsale, in corrispondenza delle 12 vertebre toraciche; ancora più in basso si avrà una lordosi lombare in corrispondenza delle 5 vertebre lombari e una cifosi sacrale in corrispondenza delle 5 sacrali e delle 4/5 coccigee. Tale condizione fisiologica può essere accentuata per cause patologiche, e in particolare si possono avere curvature laterali (scoliosi) di cospicua entità.

Scheda 48 APPARATO SCHELETRICO (3) GABBIA TORACICA Il nome di gabbia toracica può essere considerato alla lettera, in quanto protegge letteralmente organi delicati come cuore, e polmoni. Tuttavia non è una vera e propria struttura rigida ma, grazie alle parti cartilaginee, possiede una certa elasticità che si nota durante i movimenti respiratori. E' formata da: sterno: (osso piatto), posto anteriormente e riccamente vascolarizzato e ricco di midollo osseo rosso, collegato alle coste da una struttura di cartilagine; coste vere: 12 coppie coste false: 3 coppie che si uniscono insieme collegandosi alla settima costa vera coste fluttuanti: articolate con la spina dorsale ma non con lo sterno (da cui il nome) Nella parte posteriore le coste si articolano con la colonna vertebrale CINTURA SCAPOLARE E' la struttura ossea che collega il tronco all'arto superiore. E' formata da: clavicola di forma allungata e si trova anteriormente alla base del collo scapola osso piatto di forma triangolare e si trova posteriormente ARTO SUPERIORE Si divide in braccio formato dall'omero avambraccio formato dal radio (in corrispondenza del dito pollice della mano) e dall'ulna (in corrispondenza del dito mignolo della mano) mano formata da carpo (8 ossa che formano il polso), metacarpo (5 ossa che formano il palmo della mano) e 14 falangi ( 3 per ogni dito escluso il pollice che ne ha 2) denominate rispettivamente falange, falangina, falangetta.

CINTURA PELVICA Svolge la funzione di collegare al tronco gli arti inferiori e di sostegno e protezione per i visceri addominali. E' costituito dalle due ossa delle anche, che si articolano (cioè sono a contatto) anteriormente tra di loro e posteriormente con l osso sacro. Ciascuna anca è composta dalla fusione di 3 ossa Ileo (parte superiore posteriore e più larga), ischio (parte inferiore posteriore) e pube (parte anteriore). Lateralmente l'anca si articola con l'osso della gamba. ARTO INFERIORE L'arto inferiore si suddivide in 3 parti: coscia, gamba e piede. Nella coscia c'è il femore l'osso più lungo del corpo umano, nella gamba troviamo la tibia (medialmente) e il pèrone (posto lateralmente posteriormente). Nell'articolazione gamba-coscia troviamo la rotula, che oltre a svolgere un ruolo importante per l'articolazione, la protegge nel caso di cadute. Nel piede troviamo il tarso (caviglia) formato da 7 ossa tra cui il calcagno e l'astragalo a cui segue il metatarso (formato da 5 ossa - uno per ogni dito del piede) e 14 falangi come nella mano denominate prima falange, seconda falange e terza falange (l'alluce ha solo 2 falangi). ARTICOLAZIONI Quando 2 o più ossa sono a contatto fra di loro si parla di articolazioni interconnessi fra di loro tramite tessuto connettivo. A seconda della mobilità, cioè della possibilità di muoversi le articolazioni di si dividono in: mobili (o diartrosi): permettono ampi movimenti come quelli del gomito, del ginocchio e della spalla semimobili (o anfiartrosi): permettono movimenti molto limitati come quelli delle vertebre fisse (o sinartrosi): non permettono alcun movimento percettibile come suture craniche o l'osso sacro. Scheda 49 APPARATO SCHELETRICO (4) MOVIMENTI ARTICOLARI I movimenti consentiti dalle articolazioni sono tantissimi, tuttavia i più comuni sono i seguenti: abduzione: allontanamento dell'asse mediano dal corpo adduzione: avvicinamento all'asse mediano del corpo flessione: riduzione dell'angolo formato dalle ossa estensione: aumento dell'angolo formato dalle ossa pronazione: movimento di rotazione del braccio in modo che il palmo della mano viene rivolto all'indietro supinazione: movimento di rotazione del braccio in modo che il palmo della mano viene rivolto in avanti

Scheda 50 APPARATO MUSCOLARE (1) La conoscenza dei muscoli e delle loro azioni è importante per la pratica estetica professionale; quando si pratica un massaggio, infatti, è importantissimo sapere forma, posizione e funzione dei muscoli che si vanno a manipolare. CARATTERISTICHE E FUNZIONI DEI MUSCOLI L'apparato muscolare rappresenta un pò meno del 50% del peso corporeo ed è composto da circa 600 muscoli diversi posizionati fra pelle e scheletro. I muscoli sono eccitabili cioè sensibili agli stimoli interni, e agli stimoli meccanici (punture) elettrici (scosse) e termici esterni. I muscoli sono anche elastici, cioè in grado di estendersi e contrarsi. I muscoli svolgono anche vari funzioni: movimento: i muscoli scheletrici rappresentando la parte attiva dell'apparato locomotore sostegno ed equilibrio: solo una marte dei muscoli scheletrici svolge questa funzione, ed essi sono responsabili della stazione eretta e delle diverse posture che può assumere il corpo protezione: i muscoli dell'addome proteggono tutti gli organi addominali plastica: i muscoli cosiddetti pellicciai contribuiscono a modellare e dare forma al corpo mimica: questa funzione è svolta dai muscoli facciali responsabili delle espressioni del volto termoregolazione: in caso di abbassamento della temperatura corporea, i tremori dei muscoli servono per liberare energia sottoforma di calore I muscoli si suddividono in muscoli lisci, capaci di avere contrazioni involontarie lente e prolungate, stimolati dal sistema nervoso autonomo localizzati nei visceri e nei vasi, e muscoli striati capaci di avere movimenti volontari, stimolati dal sistema nervoso centrale e in rapporto con scheletro e pelle. Ogni muscolo striato o volontario è formato dall'unione di fibre muscolari, organizzate in fasci che, insieme, formano il muscolo. All'interno del muscolo sono presenti nervi (per la sensibilità e la contrazione) e vasi sanguigni (fonte di nutrimento e ossigeno). Nel muscolo striato si distingue un ventre (o corpo) e tendini (cordoncini molto resistenti) che collegano il muscolo con l'osso. In base alla posizione i muscoli si dividono in: scheletrici: sono profondi, voluminosi e rivestono lo scheletro. Consentono i movimenti e rappresentano il 40% circa del peso corporeo. Se ne classificano circa 400 pellicciai (o cutanei o mimici): superficiali e direttamente collegati al derma. In base alla forma si dividono in: lunghi: come quelli degli arti inferiore e superiore larghi o piatti: muscoli del tronco a ventaglio: muscoli pettorali orbicolari: bocca e occhi