PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO MODELLO SEMPLIFICATO

Documenti analoghi
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO MODELLO SEMPLIFICATO

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO MODELLO SEMPLIFICATO

D. Lgs. 81/08 Titolo IV Capo I PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO. Contenuti minimi All.XV

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO MODELLO SEMPLIFICATO

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO

Il Piano di Sicurezza e Coordinamento - P.S.C. - così come modificato dal D.Lgs. 106/09

Il Piano Operativo di Sicurezza (POS)

LA SICUREZZA NEI CANTIERI DI RESTAURO

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO MODELLO SEMPLIFICATO

D.U.V.R.I. Documento Unico Valutazione Rischi Interferenza

CONTENUTI MINIMI DEI PIANI DI SICUREZZA NEI CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI

PRIME INDICAZIONI E DISPOSIZIONI PER LA STESURA DEI PIANI DI SICUREZZA

SCHEMA DI PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO

PIANO DI SICUREZZA SOSTITUTIVO integrato dei contenuti del POS MODELLO SEMPLIFICATO

Addetti e Responsabili del Servizio di Prevenzione e protezione.

UNIONE DEI COMUNI DEL SARRABUS Provincia CA

REGIONE SICILIA COMUNE DI MONREALE

COMUNE PERANO. (Provincia di Chieti) GESTIONE INTEGRATA IMPIANTI DI PUBBLICA ILLUMINAZIONE SUL TERRITORIO COMUNALE

Fabrizio Lovato

CONTRATTI D APPALTO / D OPERA - ART. 26 DEL D.LGS N. 81/2008 E S.M.I

I COSTI DELLA SICUREZZA

P.S.C. Allegato 4 COSTI DELLE MISURE DI SICUREZZA

I COSTI DELLA SICUREZZA

LA SICUREZZA DEL PATRIMONIO CULTURALE IN PRESENZA DI CANTIERI DI RESTAURO. ing. PAOLO IANNELLI- Ministero per i beni e le attività culturali

Il DUVRI ed i relativi costi della sicurezza

DOCUMENTO UNICO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI DA INTERFERENZE (D.U.V.R.I.)

FASCICOLO DELL OPERA MODELLO SEMPLIFICATO

I COSTI DELLA SICUREZZA

D.Lgs. n. 81 del 2008

D.U.V.R.I. DOCUMENTO UNICO VALUTAZIONE DEI RISCHI DA INTERFERENZE ai sensi dell art. 26 comma 3 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.

MODULO GIURIDICO Argomento Ore Relatore

Gli strumenti operativi per la gestione della sicurezza nei cantieri ospedalieri, buone prassi per il SPP

ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI AREZZO CORSO DI AGGIORNAMENTO C.S.E.

10. IL COORDINATORE DELLA SICUREZZA IN FASE DI ESECUZIONE

FASCICOLO DELL OPERA. FASCICOLO DELL OPERA allegato XVI del D.Lgs.81/08 e s.m.i.

Ing. Giorgio Fiocchi. «Un metodo per svolgere correttamente i compiti affidati al CSE dal D. Lgs. 81/08. Casi pratici e documenti utilizzati».

APPALTO PER IL SERVIZIO DI PULIZIA DEGLI UFFICI COMUNALI

Schema tipo di. PIANO OPERATIVO di SICUREZZA (P.O.S.)

I contenuti minimi del DVR e del POS e la complementarietà del POS al PSC. Corrado Bernardi CPTLucca Inverno 2014

ALLEGATO XVI FASCICOLO CON LE CARATTERISTICHE DELL OPERA

ENTE DI FORMAZIONE INTERDISCIPLINARE MODENA PROGRAMMA DIDATTICO

DOCUMENTO UNICO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI DA INTERFERENZA

QUESTIONARIO di AUTOVALUTAZIONE SULLA SALUTE E SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO

COMUNE DI VILLORBA SCUOLA PRIMARIA G. PASCOLI SAN SISTO DI VILLORBA LAVORI DI ADEGUAMENTO SISMICO E SOSTITUZIONE CALDAIA FASCICOLO TECNICO

ESEMPIO DI STAMPA. DIAGRAMMA DI GANTT E CRONOPROGRAMMA LAVORI (D.Lgs. 81/08 e s.m.i e regolamento LL.PP)

SOMMARIO SEZIONE IV. Cantiere: Completamento spartitraffico in Via Nazioni Unite Seregno (MB)

Corso di formazione per Coordinatore della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione dei lavori

Coordinatore sicurezza in fase di esecuzione: compiti e ruoli e responsabilità

CITTA DI ALBIGNASEGO PROVINCIA DI PADOVA

LISTA DI CONTROLLO PER LA VIGILANZA SULLA TUTELA DELLA SALUTE E SICUREZZA NEGLI APPALTI DI SERVIZI

FASCICOLO DELL OPERA

Scheda da sottoscrivere a cura del Datore di lavoro e/o Responsabile della Sicurezza Impresa/Ditta Appaltatrice/Subappaltatrice e/o Autonomo

ESERCITAZIONE Il Piano di Sicurezza e Coordinamento. PSC relativo a Lavori di Rifacimento di una facciata di un edificio

LA SICUREZZA NEL PUBBLICO SPETTACOLO

PROGRAMMA DEL CORSO BASE PER COORDINATORE PER LA SICUREZZA ORE. redatto nel rispetto dell allegato XIV del d.lgs. 81/2008 e s.m.i.

Ente Scuola Edile Catania

ART. 26 D.LGS 81/2008 OBBLIGHI CONNESSI ALLA SICUREZZA NEI CONTRATTI D APPALTO / D OPERA DOCUMENTO UNICO DI VALUTAZIONE RISCHI DI INTERFERENZA (DUVRI)

PROVINCIA DI REGGIO EMILIA DUVRI Documento unico di valutazione dei rischi da interferenza Rif. Art. 26, comma 3, D.Lgs. 81/2008

DUVRI Documento unico di valutazione dei rischi da interferenza Rif. Art. 26, comma 3, D.Lgs. 81/2008

GESTIONE DELLA SICUREZZA NEL CONDOMINIO. ANACI - BAT Ing. Giuseppe PARADIES - 1

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI Dipartimento Struttura Servizi Generali Facoltà di Agraria

Modello per la redazione del PIMUS

Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenti. (D.U.V.R.I. Specifico)

CORSO D. Lgs. 81/08 DI 120 ORE (ex Direttiva Cantieri D.Lgs. 494/96)

Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici. Determinazione n. 13/2004. del 28 luglio 2004

Transcript:

Allegato II Modello semplificato per la redazione del PSC (Le dimensioni dei campi indicati nelle tabelle a seguire sono meramente indicative in quanto dipendenti dal contenuto) PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO MODELLO SEMPLIFICATO 0 00/00/0000 PRIMA EMISSIONE CSP REV DATA DESCRIZIONE REVISIONE REDAZIONE Firma Commentato [DGMDF1]: Cartiglio. Non era previsto dall allegato XV e la sua assenza ha spesso comportato problemi di individuazione del momento di prima redazione e dei successivi aggiornamenti. Sul cartiglio il coordinatore redattore del PSC potrà dare rilievo di ogni fase dell evoluzione del PSC, indicando l entità delle modifiche apportate. 1

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO (2.1.1)* Il PSC è specifico per ogni singolo cantiere temporaneo o mobile e di concreta fattibilità, confor me alle prescrizioni dell art.15 del d.lgs. n. 81/2008, le cui scelte progettuali ed organizzative sono effettuate in fase di progettazione dal progettista dell opera in co llaborazione con il CSP IDENTIFICAZIONE E DESCRIZIONE DELL OPERA (2.1.2)* Indirizzo del cantiere (a.1) Descrizione del contesto in cui è collocata l area di cantiere (a.2) Descrizione sintetica dell opera con particolare riferimento alle scelte progettuali, architettoniche, strutturali e tecnologiche (a.3) Individuazione dei soggetti con compiti di sicurezza (b) Inquadramento territoriale: caratterizzazione geotecnica: contestualizzazione dell intervento: Committente: cognome e nome: indirizzo: cod.fisc.: tel.: mail.: Responsabile dei lavori (se nominato): cognome e nome: indirizzo: cod.fisc.: tel.: mail.: Coordinatore per la progettazione: cognome e nome: indirizzo: cod.fisc.: tel.: mail.: Commentato [DGMDF2]: Indirizzo del cantiere Indica l esatta ubicazione del cantiere. Si potrebbero anche indicare le coordinate geografiche, utili, per esempio, per la gestione di eventuali emergenze. Commentato [DGMDF3]: Descrizione del contesto in cui è collocata l area di cantiere Dettagliare la collocazione del cantiere anche in virtù del rilievo di fattori (interni ed esterni, diretti e indiretti) che possono avere influenza sull area di cantiere e sui lavori. Commentato [DGMDF4]: Descrizione sintetica dell opera con particolare riferimento alle scelte progettuali, architettoniche, strutturali e tecnologiche Deve contenere un descrizione (non eccessivamente sintetica) dell opera che si deve realizzare, dettagliando le scelte progettuali, architettoniche, strutturali e tecnologiche intraprese in quanto queste possono influenzare la sicurezza dei lavoratori e divengono oggetto di valutazione del rischio nelle sezioni successive. Commentato [DGMDF5]: Individuazione dei soggetti con compiti di sicurezza Vanno indicati i principali attori della sicurezza in cantiere: committente, responsabile dei lavori (se nominato) e coordinatori per la sicurezza. Si vuole qui rammentare che, vista la natura penale delle norme sulla sicurezza, vanno indicate persone fisiche e dunque non è possibile inserire quali committenti, società, enti, condominii, etc. (si confronti quanto indicato al capitolo 2). Alla stessa maniera il coordinatore per la sicurezza dovrà indicare i propri dati anagrafici e non lo studio professionale di appartenenza. Coordinatore per l esecuzione: cognome e nome: indirizzo: cod.fisc.: tel.: mail.: 2

IMPRESA AFFIDATARIA N.: IDENTIFICAZIONE DELLE IMPRESE ESECUTRICI E DEI LAVORATORI AUTONOMI (2.1.2 b)* (Aggiornamento da effettuarsi nella fase esecutiva a cura del CSE quando in possesso dei dati) Dati identificativi Attività svolta in cantiere dal soggetto Soggetti incaricati per l assolvimento dei compiti ex art. 97 in caso di subappalto Nominativo: indirizzo: cod.fisc.: p.iva: nominativo datore di lavoro: IMPRESA AFFIDATARIA ed ESECUTRICE N.: Nominativo: Mansione: Dati identificativi Attività svolta in cantiere dal soggetto Soggetti incaricati per l assolvimento dei compiti ex art. 97 in caso di subappalto Nominativo: indirizzo: cod.fisc.: p.iva: nominativo datore di lavoro: IMPRESA ESECUTRICE SUBAPPALTATRICE N.: Dati identificativi Nominativo: indirizzo: cod.fisc.: p.iva: nominativo datore di lavoro: LAVORATORE AUTONOMO N.: Dati identificativi Nominativo: indirizzo: cod.fisc.: p.iva: IMP affidataria ed Esecutrice RdL (eventuale) IMP affidataria ed Esecutrice IMP esecutrice subappaltatrice. Attività svolta in cantiere dal soggetto Attività svolta in cantiere dal soggetto ORGANIGRAMMA DEL CANTIERE COMMITTENTE IMP affidataria.. Incaricati gestione art.97.. IMP esecutrice subappaltatrice. Nominativo: Mansione: Affidataria di riferimento : Eventuale impresa riferimento se subaffidatario: : CSE.. Lavoratore autonomo. Lavoratore autonomo subaffidatario 3 Commentato [DGMDF6]: IDENTIFICAZIONE DELLE IMPRESE ESECUTRICI E DEI LAVORATORI AUTONOMI La sezione 3 costituisce la disamina e l anamnesi di tutti i soggetti imprenditoriali che parteciperanno alla realizzazione dell opera. La sezione è predisposta in maniera tale da poter distinguere le modalità di partecipazione alle lavorazioni, dunque, in qualità di affidataria pura, di affidataria/esecutrice o di subappaltatrice, secondo le distinzioni rilevabili al paragrafo precedente. I dati anagrafici delle imprese e/o dei lavoratori autonomi sono tutti obbligatori. Questa sezione, ovviamente, viene compilata, in fase di progettazione, con le informazioni di cui eventualmente già si dispone e deve essere aggiornata all assegnazione dei lavori oltre che ad ogni affidamento successivo. Commentato [DGMDF7]: IMPRESA AFFIDATARIA N.: Parliamo in questo caso di impresa semplicemente affidataria (affidataria pura ) che dunque intende subappaltare l intera opera in affidamento (si confronti il capitolo 2 del presente testo). In questo caso, venendosi a sostanziare dei subappalti, è OBBLIGATORIO indicare il nominativo ex art. 97 e la relativa mansione, specificando se si tratta del datore di lavoro, di un dirigente (es. direttore tecnico di cantiere) o di un preposto (es. capocantiere). Nel caso il committente abbia individuato più affidatarie (p.e. una per le opere in cemento armato, una per gli impianti elettrici ed ancora una per gli impianti idrici) occorre duplicare la tabellina, indicandone alla prima riga (IMPRESA AFFIDATARIA N.:) una numerazione o una codifica. Nella colonna Attività svolta in cantiere dal soggetto occorre specificare compiti e limiti (nel caso di dirigenti o preposti forniti di delega anche di fatto ) del soggetto incaricato dei compiti di cui all art.97. Commentato [DGMDF8]: IMPRESA AFFIDATARIA ed ESECUTRICE N.: Parliamo in questo caso di impresa affidataria che partecipa anche alle lavorazioni. Dobbiamo distinguere due casi: 1) Se realizza interamente l opera (cioè non subappalta): non è necessario indicare il nominativo ex art. 97. 2) Se intende subappaltare parte della propria opera: è OBBLIGATORIO indicare il nominativo ex art. 97. Se vi sono più affidatarie esecutrici, duplicare la tabellina. Se vi sono più imprese di tipo affidatarie/esecutrici, occorre duplicare la tabellina e verificare la casistica precedente e, quindi, indicare alla... Commentato [DGMDF9]: IMPRESA ESECUTRICE SUBAPPALTATRICE N.: Parliamo di impresa che ha ricevuto in subappalto l intera opera (o una porzione di questa) da una affidataria. In entrambi i casi, nell ultima colonna, è OBBLIGATORIO indicare l impresa affidataria di riferimento. Se vi sono più imprese di tipo esecutrici, occorre duplicare la tabellina e indicare alla prima riga (IMPRESA ESECUTRICE SUBAPPALTATRICE N.:) una numerazione o una codifica. Nella colonna Attività svolta in cantiere dal soggetto occorre descrivere compiutamente quali opere l impresa deve realizzare con proprio personale in virtù del subappalto concessole. Commentato [DGMDF10]: LAVORATORE AUTONOMO N.: Parliamo di lavoratore autonomo (impresa artigiana individuale senza dipendenti né collaboratori) che ha ricevuto in affidamento una porzione dell opera. Se l affidamento è avvenuto da qualche impresa (e non dal committente) e dunque il lavoratore autonomo è subaffidatario, occorre obbligatoriamente indicare il nominativo di tale impresa. Nel caso di presenza di più lavoratori autonomi occorre duplicare la tabellina e indicare alla prima riga (LAVORATORE AUTONOMO N.:) una numerazione o una codifica. Nella colonna Attività svolta in cantiere dal soggetto occorre descrivere compiutamente quali opere il lavoratore autonomo realizzerà in proprio.... Commentato [DGMDF11]: La sezione 4 ORGANIGRAMMA DEL CANTIERE costituisce un utilissima sintesi sinottica delle sezioni precedenti in quanto consente di porre in risalto i legami e le relazioni contrattuali intercorrenti tra i soggetti che parteciperanno alla realizzazione dell opera, evidenziando in particolare il ruolo delle imprese affidatarie presenti in cantiere.

CARATTERISTICHE DELL AREA DI CANTIERE DALL ESTERNO VERSO IL CANTIERE E VICEVERSA FALDE FOSSATI ALBERI ALVEI FLUVIALI BANCHINE PORTUALI RISCHIO DI ANNEGAMENTO MANUFATTI INTERFERNTI O SUI QUALI INTERVENIRE INFRASTRUTTURE: STRADE FERROVIE IDROVIE AEROPORTI LAVORI STRADALI E AUTOSTRADALI AL FINE DI GARANTIRE LA SICUREZZA E SALUTE NEI CONFRONTI DEI RISCHI DERIVANTI DAL TRAFFICO CIRCOSTANTE EDIFICI CON ESIGENZE DI TUTELA: SCUOLE OSPEDALI CASE DI RIPOSO ABITAZIONI LINEE AREE CONDUTTURE SOTTERRANEE DI SERVIZI VIALBILITA INSEDIAMENTI PRODUTTIVI ALTRI CANTIERI ALTRO (descrivere) RUMORE POLVERI INDIVIDUAZIONE ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI RELATIVI ALL AREA DI CANTIERE (2.1.2 d.2; 2.2.1; 2.2.4)* (nella presente tabella andranno analizzati tutti gli elementi della prima colonna ma sviluppati solo quelli pertinenti al cantiere) SCELTE PROGETTUALI ED PROCEDURE MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE TAVOLE E DISEGNI TECNICI MISURE DI COORDINAMENTO 4 Commentato [DGMDF12]: Nella sezione 5 vanno esaminati i rischi presenti nell area che sarà destinata al cantiere. Si tratta dunque di rischi eventualmente già presenti e non collegati con le lavorazioni che arriveranno in una fase successiva. Nella tabella vanno analizzati tutti gli elementi della prima colonna (precompilata) ma ovviamente occorre sviluppare solo i rischi pertinenti al cantiere oggetto delle lavorazioni. Commentato [DGMDF15]: PROCEDURE Una volta individuate le scelte progettuali o organizzative da adottarsi, in questa colonna vanno dettagliate le procedure che devono essere seguite dal personale delle imprese incaricate. In questa sezione occorre chiaramente precisare il soggetto o i soggetti incaricati di svolgere le attività individuate ( chi deve fare cosa ). Commentato [DGMDF16]: MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE Individuato il rischio, se le scelte progettuali ed organizzative non sono sufficienti all abbattimento del rischio, occorre qui specificare quali misure di prevenzione occorre adottare ed eventualmente quali DPI mettere a disposizione degli operatori (sono da escludersi i DPI che rappresentano la dotazione base dell impresa). Commentato [DGMDF13]: CARATTERISTICHE DELL AREA DI CANTIERE Colonna precompilata contenente i rischi da esaminare Commentato [DGMDF14]: SCELTE PROGETTUALI ED Se dalla colonna precompilata con i potenziali rischi ne viene rilevato uno presente in cantiere, in questa seconda colonna vanno indicate le scelte progettuali o organizzative adottate. Commentato [DGMDF17]: TAVOLE E DISEGNI TECNICI Se le valutazioni esplicitate alle colonne precedenti lo rendono necessario, potrebbe essere utile allegare a questa sezione specifici elaborati (disegni, istruzioni, layout, foto) a chiarimento e integrazione delle istruzioni fornite. Commentato [DGMDF18]: MISURE DI COORDINAMENTO Se lo svolgimento delle attività individuate nelle colonne precedenti comporta la compresenza di più soggetti o più imprese o se, ancora, vengono a crearsi rischi di tipo interferenziale, in questa colonna occorre indicare quali misure di coordinamento si è stabilito di adottare, mediante eventuali sfasamenti di natura temporale e/o di tipo spaziale....

CARATTERISTICHE DELL AREA DI CANTIERE FIBRE FUMI VAPORI GAS ODORI INQUINANTI AERODISPERSI CADUTA DI MATERIALI DALL ALTO ALTRO (descrivere) SCELTE PROGETTUALI ED PROCEDURE MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE TAVOLE E DISEGNI TECNICI MISURE DI COORDINAMENTO Commentato [DGMDF15]: PROCEDURE Una volta individuate le scelte progettuali o organizzative da adottarsi, in questa colonna vanno dettagliate le procedure che devono essere seguite dal personale delle imprese incaricate. In questa sezione occorre chiaramente precisare il soggetto o i soggetti incaricati di svolgere le attività individuate ( chi deve fare cosa ). Commentato [DGMDF16]: MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE Individuato il rischio, se le scelte progettuali ed organizzative non sono sufficienti all abbattimento del rischio, occorre qui specificare quali misure di prevenzione occorre adottare ed eventualmente quali DPI mettere a disposizione degli operatori (sono da escludersi i DPI che rappresentano la dotazione base dell impresa). Commentato [DGMDF13]: CARATTERISTICHE DELL AREA DI CANTIERE Colonna precompilata contenente i rischi da esaminare Commentato [DGMDF14]: SCELTE PROGETTUALI ED Se dalla colonna precompilata con i potenziali rischi ne viene rilevato uno presente in cantiere, in questa seconda colonna vanno indicate le scelte progettuali o organizzative adottate. Commentato [DGMDF17]: TAVOLE E DISEGNI TECNICI Se le valutazioni esplicitate alle colonne precedenti lo rendono necessario, potrebbe essere utile allegare a questa sezione specifici elaborati (disegni, istruzioni, layout, foto) a chiarimento e integrazione delle istruzioni fornite. Commentato [DGMDF18]: MISURE DI COORDINAMENTO Se lo svolgimento delle attività individuate nelle colonne precedenti comporta la compresenza di più soggetti o più imprese o se, ancora, vengono a crearsi rischi di tipo interferenziale, in questa colonna occorre indicare quali misure di coordinamento si è stabilito di adottare, mediante eventuali sfasamenti di natura temporale e/o di tipo spaziale. 5

ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE MODALITA DA SEGUIRE PER LA RECINZIONE, GLI ACCESSI E LE SEGNALAZIONI DEL CANTIERE SERVIZI IGIENICO ASSISTENZIALI VIABILITA PRINCIPALE DI CANTIERE IMPIANTI DI ALIMENTAZIONE E RETI PRINCIPALI DI ELETTRICITA, ACQUA, GAS E ENERGIA DI QUALSIASI TIPO IMPIANTI DI TERRA E DI PROTEZIONE CONTRO LE SCARICHE ATMOSFERICHE DISPOSIZIONI PER L ATTUAZIONE DELLA CONSULTAZIONE DEI RLS DISPOSIZIONI PER L ORGANIZZAZIONE TRA I DATORI DI LAVORO, IVI COMPRESI I LAVORATORI AUTONOMI, DELLA COOPERAZIONE E DEL COORDINAMENTO DELLE ATTIVITA NONCHE LA LORO RECIPROCA INFORMAZIONE MODALITA DI ACCESSO DI MEZZI PER LA FORNITURA DEI MATERIALI DISLOCAZIONE DEGLI IMPIANTI DI CANTIERE DISLOCAZIONE DELLE ZONE DI CARICO E SCARICO ZONE DI DEPOSITO DI ATTREZZATIRE E DI STOCCAGGIO MATERIALI E RIFIUTI ZONE DI DEPOSITO DEI MATERIALI CON PERICOLO D INCENDIO O DI ESPLOSIONE ALTRO (descrivere) ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE (2.1.2.d 2; 2.2.2, 2.2.4)* (nella presente tabella andranno analizzati tutti gli elementi della prima colonna ma sviluppati solo quelli pertinenti al cantiere) SCELTE PROGETTUALI ED (*) Di ognuno dei punti individuati deve essere data evidenza nelle planimetria di cantiere PROCEDURE MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE TAVOLE E DISEGNI TECNICI MISURE DI COORDINAMENTO 6 Commentato [DGMDF19]: Nella sezione 6 ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE vanno indicate le scelte intraprese nella pianificazione e nell allestimento dell area di cantiere, anche alla luce della valutazione del rischio effettuata nella sezione precedente. Anche in questo caso si tratta di una valutazione dei rischi, stavolta derivanti dall allestimento e dalla predisposizione del cantiere stesso. Nella tabella, dunque, vanno analizzati tutti gli elementi della prima colonna (precompilata) ma ovviamente occorre sviluppare solo i rischi pertinenti al cantiere oggetto delle lavorazioni. Il compilatore non si sorprenda del fatto che alcuni dei rischi da esaminarsi potrebbero sovrapporsi o duplicarsi a quelli già rilevati nella sezione 4 (ad esempio i rischi connessi con la viabilità o le scelte legate alla recinzione e alle segnalazioni di cantiere). In questo caso il redattore del PSC potrà scegliere se reiterare la compilazione o segnalare un rinvio ad un punto specifico della sezione precedente. Commentato [DGMDF20]: ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE Colonna precompilata contenente i rischi da esaminare Commentato [DGMDF21]: SCELTE PROGETTUALI ED Se dalla colonna precompilata con i potenziali rischi ne viene rilevato uno presente in cantiere, in questa seconda colonna vanno indicate le scelte progettuali o organizzative adottate. Commentato [DGMDF22]: PROCEDURE Una volta individuate le scelte progettuali o organizzative da adottarsi, in questa colonna vanno dettagliate le procedure che devono essere seguite dal personale delle imprese incaricate.... Commentato [DGMDF23]: MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE Individuato il rischio, se le scelte progettuali ed organizzative non sono sufficienti all abbattimento del rischio, occorre qui specificare quali misure di prevenzione occorre adottare ed eventualmente quali... Commentato [DGMDF24]: TAVOLE E DISEGNI TECNICI Se le valutazioni esplicitate alle colonne precedenti lo rendono necessario, potrebbe essere utile allegare a questa sezione specifici elaborati (disegni, istruzioni, layout, foto) a chiarimento e integrazione delle istruzioni fornite.... Commentato [DGMDF25]: MISURE DI COORDINAMENTO Se lo svolgimento delle attività individuate nelle colonne precedenti comporta la compresenza di più soggetti o più imprese o se, ancora, vengono a crearsi rischi di tipo interferenziale, in questa colonna occorre indicare quali misure di coordinamento si è stabilito di...

PLANIMETRIA / E DEL CANTIERE Commentato [DGMDF26]: PLANIMETRIA / E DEL CANTIERE Gli elaborati grafici non rappresentano solo un allegato al PSC ma ne fanno parte integrante anche a chiarimento ed integrazione delle scelte progettuali adottate. Anche questa sezione deve essere sottoposta ad aggiornamenti in quanto la configurazione del cantiere, con la dislocazione di gru, ponteggi, macchinari, attrezzature, baracche, apprestamenti, etc. potrebbe variare in funzione dell evoluzione dei lavori. Note: 7

INTERFERENZE TRA LE LAVORAZIONI (2.1.2 lett. e) e lett. i); 2.3.1;2.3.2; 2.3.3)* Descrivere i rischi di interferenza individuati in seguito all analisi del cronoprogramma dei lavori e del lay-out del cantiere indicando le procedure per lo sfasamento spaziale o temporale delle lavorazioni interferenti. Nel caso tali rischi non possano essere eliminati o permangano rischi residui vanno indicate le misure preventive e protettive ed i dispositivi di protezione individuale atti a ridurre al minimo tali rischi. Commentato [DGMDF27]: INTERFERENZE TRA LE LAVORAZIONI Questa sezione è una delle più importanti: il redattore, consapevole dell entità dei lavori, del loro sviluppo e della tempistica prevista, dovrà appurarne le eventuali sovrapposizioni ed in questo caso verificare l eventuale creazione di rischi interferenziali sui quali occorre intervenire. CRONOPROGRAMMA DEI LAVORI (il tempo in relazione alla complessità del progetto può essere espresso in gg, sett., o inizialmente anche in mesi salvo successivo dettaglio) ENTITA PRESUNTA DEL CANTIERE ESPRESSA IN UOMINI GIORNO : Tempo 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 Note Fasi N. Vi sono interferenze tra le lavorazioni: NO SI (anche da parte della stessa impresa o lavoratori autonomi) N FASE INTEFERENZA LAVORAZIONI Sfasamento Spaziale 1 2 3 Sfasamento Temporale PRESCRIZIONI OPERATIVE N Misure preventive e protettive da attuare Dispositivi di protezione da adottare Soggetto attuatore Note 1 2 3 Commentato [DGMDF28]: CRONOPROGRAMMA DEI LAVORI Questa sezione prevede la realizzazione di un diagramma di Gantt, della cui utilità si è avuto modo di trattare nel testo, all interno del quale indicare le fasi di lavoro (con eventuali sotto fasi, se ne necessita la parcellizzazione) ed il relativo periodo di esecuzione, al fine di individuare l eventuale sovrapporsi di attività che possono indurre rischi interferenziali. In sede progettuale la durata di queste fasi di lavoro può anche essere espressa in macroperiodi (mesi o settimane) fermo restando successivo dettaglio in fase esecutiva o in tutti i casi in cui emerga una sovrapposizione di fasi lavorative. In generale è possibile realizzare un crono programma di tipo misto dove, alcune fasi possono essere espresse in mesi o settimane (specie se in assenza di interferenze) e altre, per necessità di analisi, possono essere espresse in giorni. Appare evidente che il crono programma deve essere costantemente monitorato ed aggiornato in tutti i casi si renda necessario (slittamento lavorazioni, subentro nuove imprese, etc.). Nella stessa sezione viene richiesta l indicazione presunta degli uomini-giorno sulle cui modalità di calcolo si è già trattato. Commentato [DGMDF29]: Se dal cronoprogramma emergono interferenze tra le lavorazioni (anche da parte della stessa impresa o, ancora, anche rispetto alla presenza di lavoratori autonomi), il redattore del PSC dovrà darne rilievo e dettagliarne l occorrenza. Commentato [DGMDF30]: Nella seconda colonna occorre indicare le fasi di lavoro che creano interferenza, indicando nella terza e quarta colonna quale tipo di intervento si intende adottare e cioè se applicare uno sfasamento di tipo spaziale (distanziando fisicamente le lavorazioni) o di tipo temporale (facendo eseguire i lavori in periodi diversi) o attraverso entrambe le soluzioni. Se gli sfasamenti non sono sufficienti ad evitare le interferenze o se non sono applicabili, nella quinta colonna (PRESCRIZIONI OPERATIVE), il redattore del PSC dovrà indicare a quali specifiche disposizioni le imprese dovranno attenersi nel corso dello svolgimento delle fasi interferenziali per incrementare il livello di attenzione. Commentato [DGMDF31]: Gli sfasamenti e/o le prescrizioni operative individuate nella sezione precedente devono essere dettagliati in questa sezione. Nella colonna 2 occorre indicare se vi sono misure preventive o protettive da adottare. Nella colonna 3 bisogna indicare se sorge la necessità di utilizzare Dispositivi di protezione individuale differenti dalla dotazione base dell impresa o che non andrebbero comunemente adottati. Nella colonna 4 occorre indicare il/i soggetto/i a cui sono rivolte le prescrizioni individuate alla sezione 8c e 8d con spazio, alla colonna 5, per eventuali annotazioni. Il soggetto attuatore deve essere individuato in maniera puntuale e non generica. Appare necessario specificare che la presente sezione 8 e la successiva sezione 9 sono legate da condizioni di biunivocità per cui l aggiornamento dell una comporta l aggiornamento dell altra. 8

RISCHI IN RIFERIMENTO ALLE LAVORAZIONI (2.1.2.d 3; 2.2.3; 2.2.4)* I rischi affrontati in questa sezione del PSC, oltre a quelli particolari di cui all allegato XI del decreto 81/08, saranno quelli elencati al punto 2.2.3 dell allegato XV, ad esclusione di quelli specifici propri delle attività delle singole imprese (2.1.2 lett. d) e 2.2.3). Andrà compilata una scheda per ogni lavorazione, analizzando tutti gli elementi della prima colonna sviluppando solo quelli pertinenti alla lavorazione a cui la scheda si riferisce. LAVORAZIONE : RISCHI IN RIFERIMENTO ALLE LAVORAZIONI LAVORI CHE SPONGONO I LAVORATORI A RISCHI DI SEPPELLIMENTO O DI SPROFONDAMENTO A PROFONDITA SUPERIORE A M 1,5 O DI CADUTA DALL ALTO DA ALTEZZA SUPERIORE A M 2, SE PARTICOLARMENTE AGGRAVATI DALLA NATURA DELL ATTIVITA O DEI PROCEDIMENTI ATTUATI OPPURE DALLE CONDIZIONI AMBIENTALI DEL POSTO DI LAVORO O DELL OPERA LAVORI CHE ESPONGONO I LAVORATORI AL RISCHIO DI ESPLOSIONE DERIVANTE DALL INNESCO ACCIDENTALE DI UN ORDIGNO BELLICO INESPLOSO RINVENUTO DURANTE LE ATTIVITA DI SCAVO (Assolvimento dei compiti di valutazione previsti all art.91 c.2-bis) LAVORI CHE ESPONGONO I LAVORATORI A SOSTANZE CHIMICHE O BIOLOGICHE CHE PRESENTANO RISCHI PARTICOLARI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DEI LAVORATORI OPPURE COMPORTANO UN ESIGENZA LEGALE DI SCELTE PROGETTUALI ED PROCEDURE MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE TAVOLE E DISEGNI TECNICI MISURE DI COORDINAMENTO 9 Commentato [DGMDF32]: RISCHI IN RIFERIMENTO ALLE LAVORAZIONI Nella sezione 9 vanno esaminati i rischi collegati alle lavorazione ad esclusione di quelli specifici propri delle attività delle singole imprese (a meno che queste non interferiscano tra loro). Deve essere compilata una scheda per ogni lavorazione (e ciascuna scheda andrà numerata secondo l ordine cronologico), analizzando tutti gli elementi della prima colonna e sviluppando solo quelli pertinenti alla lavorazione a cui la scheda si riferisce. Il compilatore, dunque, dovrà riferirsi alla suddivisione in fasi e sottofasi realizzata al cronoprogramma della sezione precedente, intercettando con la colonna 1 (precompilata) gli eventuali rischi pertinenti. Commentato [DGMDF33]: LAVORAZIONE Inserire la singola fase (o sottofase) lavorativa oggetto di valutazione del rischio. Ne deriveranno n schede per n attività lavorative Commentato [DGMDF34]: RISCHI IN RIFERIMENTO ALLE LAVORAZIONI Colonna precompilata contenente i rischi da esaminare Commentato [DGMDF35]: SCELTE PROGETTUALI ED Individuata l esistenza di un rischio della colonna precompilata, in questa seconda colonna vanno indicate le scelte progettuali o organizzative adottate. Commentato [DGMDF36]: PROCEDURE Una volta individuate le scelte progettuali o organizzative da adottarsi, in questa colonna vanno dettagliate le procedure che devono essere seguite dal personale delle imprese incaricate. In questa sezione occorre chiaramente precisare il soggetto o i soggetti incaricati di svolgere le attività individuate ( chi deve fare cosa ).... Commentato [DGMDF39]: MISURE DI COORDINAMENTO Se lo svolgimento delle attività individuate nelle colonne precedenti comporta la compresenza di più soggetti o più imprese o se, ancora, vengono a crearsi rischi di tipo interferenziale, in questa colonna occorre indicare quali misure di coordinamento si è stabilito di... Commentato [DGMDF37]: MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE Se le scelte progettuali ed organizzative non sono sufficienti all abbattimento del rischio (o non sono attuabili), occorre qui specificare quali misure di prevenzione occorre adottare ed... Commentato [DGMDF38]: TAVOLE E DISEGNI TECNICI Se le valutazioni esplicitate alle colonne precedenti lo rendono necessario, potrebbe essere utile allegare a questa sezione specifici...

LAVORAZIONE : RISCHI IN RIFERIMENTO ALLE LAVORAZIONI SORVEGLIANZA SANITARIA LAVORI CON RADIAZIONI IONIZZANTI CHE ESIGONO LA DESIGNAZIONE DI ZONE CONTROLLATE O SORVEGLIATE, QUALI DEFINITE DALLA VIGENTE NORMATIVA IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI LAVORATORI DALLE RADIAZIONI IONIZZANTI LAVORI IN PROSSIMITA DI LINEE ELETTRICHE AREE A CONDUTTORI NUDI IN TENSIONE LAVORI CHE ESPONGONO AD UN RISCHIO DI ANNEGAMENTO LAVORI IN POZZI, STERRI SOTTERRANEI E GALLERIE RISCHIO DI INSALUBRITA DELL ARIA NEI LAVORI IN GALLERIA RISCHIO DI INSTABILITA DELLE PARETI E DELLA VOLTA NEI LAVORI IN GALLERIA LAVORI SUBACQUEI CON RESPIRATORI LAVORI IN CASSONI AD ARIA COMPRESSA LAVORI COMPORTANTI L IMPIEGO DI ESPLOSIVI RISCHIO DI INCENDIO O ESPLOSIONE CONNESSI CON LAVORAZIONI E MATERIALI PERICOLOSI UTILIZZATI IN CANTIERE LAVORI DI MONTAGGIO O SMONTAGGIO DI ELEMENTI PREFABBRICATI PESANTI RISCHIO DI INVESTIMENTO DA VEICOLI CIRCOLANTI NELL AREA DI CANTIERE RISCHI DERIVANTI DA ESTESE SCELTE PROGETTUALI ED PROCEDURE MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE TAVOLE E DISEGNI TECNICI MISURE DI COORDINAMENTO 10 Commentato [DGMDF33]: LAVORAZIONE Inserire la singola fase (o sottofase) lavorativa oggetto di valutazione del rischio. Ne deriveranno n schede per n attività lavorative Commentato [DGMDF34]: RISCHI IN RIFERIMENTO ALLE LAVORAZIONI Colonna precompilata contenente i rischi da esaminare Commentato [DGMDF35]: SCELTE PROGETTUALI ED Individuata l esistenza di un rischio della colonna precompilata, in questa seconda colonna vanno indicate le scelte progettuali o organizzative adottate. Commentato [DGMDF36]: PROCEDURE Una volta individuate le scelte progettuali o organizzative da adottarsi, in questa colonna vanno dettagliate le procedure che devono essere seguite dal personale delle imprese incaricate. In questa sezione occorre chiaramente precisare il soggetto o i soggetti incaricati di svolgere le attività individuate ( chi deve fare cosa ). Commentato [DGMDF39]: MISURE DI COORDINAMENTO Se lo svolgimento delle attività individuate nelle colonne precedenti comporta la compresenza di più soggetti o più imprese o se, ancora, vengono a crearsi rischi di tipo interferenziale, in questa colonna occorre indicare quali misure di coordinamento si è stabilito di adottare, mediante eventuali sfasamenti di natura temporale e/o di tipo spaziale od altre misure organizzative. Si tratta, in sostanza, di esplicitare, per le rispettive fasi lavorative, quanto già presupposto e analizzato nella fase 7. Commentato [DGMDF37]: MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE Se le scelte progettuali ed organizzative non sono sufficienti all abbattimento del rischio (o non sono attuabili), occorre qui specificare quali misure di prevenzione occorre adottare ed eventualmente quali DPI mettere a disposizione degli operatori (sono da escludersi i DPI che rappresentano la dotazione base dell impresa). v Commentato [DGMDF38]: TAVOLE E DISEGNI TECNICI Se le valutazioni esplicitate alle colonne precedenti lo rendono necessario, potrebbe essere utile allegare a questa sezione specifici elaborati (disegni, istruzioni, layout, foto) a chiarimento e integrazione delle istruzioni fornite.

LAVORAZIONE : RISCHI IN RIFERIMENTO ALLE LAVORAZIONI DEMOLIZIONI O MANUTENZIONI, OVE LE MODALITA TECNICHE DI ATTUAZIONE SIANO DEFINITE IN PROGETTO RISCHI DERIVANTI DA SBALZI ECCESSIVI DI TEMPERATURA RISCHIO DI ELETTROCUZIONE RISCHIO RUMORE RISCHIO DALL USO DI SOSTANZE CHIMICHE ALTRO (descrivere) SCELTE PROGETTUALI ED PROCEDURE MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE TAVOLE E DISEGNI TECNICI MISURE DI COORDINAMENTO Commentato [DGMDF33]: LAVORAZIONE Inserire la singola fase (o sottofase) lavorativa oggetto di valutazione del rischio. Ne deriveranno n schede per n attività lavorative Commentato [DGMDF34]: RISCHI IN RIFERIMENTO ALLE LAVORAZIONI Colonna precompilata contenente i rischi da esaminare Commentato [DGMDF35]: SCELTE PROGETTUALI ED Individuata l esistenza di un rischio della colonna precompilata, in questa seconda colonna vanno indicate le scelte progettuali o organizzative adottate. Commentato [DGMDF36]: PROCEDURE Una volta individuate le scelte progettuali o organizzative da adottarsi, in questa colonna vanno dettagliate le procedure che devono essere seguite dal personale delle imprese incaricate. In questa sezione occorre chiaramente precisare il soggetto o i soggetti incaricati di svolgere le attività individuate ( chi deve fare cosa ). Commentato [DGMDF39]: MISURE DI COORDINAMENTO Se lo svolgimento delle attività individuate nelle colonne precedenti comporta la compresenza di più soggetti o più imprese o se, ancora, vengono a crearsi rischi di tipo interferenziale, in questa colonna occorre indicare quali misure di coordinamento si è stabilito di adottare, mediante eventuali sfasamenti di natura temporale e/o di tipo spaziale od altre misure organizzative. Si tratta, in sostanza, di esplicitare, per le rispettive fasi lavorative, quanto già presupposto e analizzato nella fase 7. Commentato [DGMDF37]: MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE Se le scelte progettuali ed organizzative non sono sufficienti all abbattimento del rischio (o non sono attuabili), occorre qui specificare quali misure di prevenzione occorre adottare ed eventualmente quali DPI mettere a disposizione degli operatori (sono da escludersi i DPI che rappresentano la dotazione base dell impresa). v Commentato [DGMDF38]: TAVOLE E DISEGNI TECNICI Se le valutazioni esplicitate alle colonne precedenti lo rendono necessario, potrebbe essere utile allegare a questa sezione specifici elaborati (disegni, istruzioni, layout, foto) a chiarimento e integrazione delle istruzioni fornite. 11

PROCEDURE COMPLEMENTARI O DI DETTAGLIO DA ESPLICITARE NEL POS (2.1.3)* Vanno indicate, ove il coordinatore lo ritenga necessario per una o più specifiche fasi di lavoro, eventuali procedure comple mentari o di dettaglio da esplicitare nel POS dell impresa esecutrice. Tali procedure, normalmente, non devono comprendere elementi che costituiscono costo della sicurezza e vanno successivamente validate all atto della verifica dell idoneità del POS. Sono previste procedure: si no Se si, indicazioni a seguire: N Lavorazione Procedura Soggetto destinatario 1 2 3 Commentato [DGMDF40]: PROCEDURE COMPLEMENTARI O DI DETTAGLIO DA ESPLICITARE NEL POS Come noto, il PSC e i singoli POS delle imprese partecipanti alle lavorazioni sono documenti complementari in quanto la loro sommatoria dovrebbe costituire la valutazione di ogni rischio presente in cantiere nel corso delle lavorazioni. In sostanza, ammesso che ogni singolo POS analizzi i rischi propri dell attività legata alla singola impresa, il PSC valuta i rischi legati alla interferenza, alla compresenza di più soggetti e all evoluzione dell opera. Da questa valutazione, necessariamente nascono per l impresa precise indicazioni operative finalizzate all abbattimento del rischio. In ciascuna delle sezioni 5, 6 e 9, il redattore del PSC, una volta individuato un rischio, è tenuto a fornire misure progettuali, organizzative, preventive, protettive e di coordinamento mediante specifiche procedure a cui il soggetto chiamato all attuazione deve attenersi. La sezione 10 costituisce una sorta di scheda riassuntiva di tutte quelle procedure impartite alle imprese che devono poi essere inserite nei singoli POS, così da divenire processi operativi per l impresa. Commentato [DGMDF41]: Alla riga 10a il coordinatore dovrà indicare se effettivamente, a seguito delle valutazioni effettuate alle sezioni 5,6 e 9, siano emerse procedure specifiche, nel qual caso alle colonne 10b, 10c e 10d, dovranno essere indicate: La fase lavorativa in cui nasce la procedura; Il dettaglio della procedura stessa; L impresa e/o il soggetto che dovrà attuare le indicazioni procedurali.

MISURE DI COORDINAMENTO RELATIVE ALL USO COMUNE DI APPRESTAMENTI, ATTREZZATURE, INFRASTRUTTURE, MEZZI E SERVIZI DI PROTEZIONE COLLETTIVA SCHEDA N apprestamento infrastruttura Fase/i d utilizzo o lavorazioni: attrezzatura mezzo o servizio di protezione collettiva Fase di pianificazione (2.1.2 lett.f))* Descrizione: Commentato [DGMDF42]: MISURE DI COORDINAMENTO RELATIVE ALL USO COMUNE DI APPRESTAMENTI, ATTREZZATURE, INFRASTRUTTURE, MEZZI E SERVIZI DI PROTEZIONE COLLETTIVA I rischi interferenziali che occorre valutare all interno del PSC non sono solo quelli legati alla contemporanea presenza di più soggetti che partecipano alla realizzazione dell opera ma, spesso, anche al fatto che medesimi apprestamenti (ponteggi, passerelle, andatoie, etc.) o attrezzature (gru, quadro elettrico, etc.) vengono utilizzate da più imprese ciascuna con proprie esigenze e finalità che possono anche essere confliggenti. La sezione 11 (realizzata come scheda da duplicarsi per ogni occorrenza) costituisce una sorta di ordine di servizio sull utilizzo comune di attrezzature e apprestamenti. Misure di coordinamento (2.3.4.): Soggetti tenuti all attivazione 1.- Impresa Esecutrice : 2.- Impresa Esecutrice : 3.- Impresa Esecutrice : 4.- Impresa Esecutrice : 5.- L.A. : 6.- L.A. : 7.- L.A. : 8.- Fase esecutiva (2.3.5) Commentato [DGMDF43]: SCHEDA N Inserire il numero progressivo di scheda Commentato [DGMDF44]: Specificare se l oggetto delle misure di coordinamento è un apprestamento, una infrastruttura, una attrezzatura, un mezzo o servizio di protezione collettiva, per poi indicarlo esattamente alla colonna 11c (includendo la marca, il modello e l eventuale numero di matricola per una individuazione univoca). Commentato [DGMDF45]: Fase/i d utilizzo o lavorazioni: Indicare le fasi in cui si rende necessario il coordinamento in virtù del fatto che l attrezzatura o l apprestamento diviene necessità comune tra più imprese Commentato [DGMDF46]: Misure di coordinamento Inserire le misure di coordinamento previste. Commentato [DGMDF47]: Soggetti tenuti all attivazione e Cronologia d attuazione: Indicare i soggetti coinvolti dalle misure di coordinamento (in maniera precisa e non generica) esplicitandone la fase e l esatta tempistica di attuazione. Cronologia d attuazione: Modalità di verifica: Commentato [DGMDF48]: Modalità di verifica: Ove necessario, al campo 11h, il coordinatore redattore del PSC indicherà le eventuali modalità di verifica del corretto uso comune. Data di aggiornamento: il CSE Commentato [DGMDF49]: Poiché la configurazione di apprestamenti e attrezzature può variare con l evoluzione dell opera (configurazione del ponteggio, posizionamento della gru o del quadro elettrico, etc.), nel campo 11i il coordinatore indicherà la data di aggiornamento e apporrà la propria firma a garanzia del fatto che la misura di coordinamento deriva da una corretta valutazione del rischio.

MODALITA DELLA COOPERAZIONE E DEL COORDINAMENTO (2.1.2 lett. g); 2.2.2 lett.g) )* Individuare tempi e modalità della convocazione delle riunioni di coordinamento nonché le procedure che le imprese devono att uare per garantire tra di loro la trasmissione delle informazioni necessarie ad attuare la cooperazione in cantiere. Trasmissione delle schede informative delle imprese presenti Riunione di coordinamento Verifica della trasmissione delle informazioni tra le imprese affidatarie e le imprese esecutrici e i lavoratori autonomi Altro (descrivere) Commentato [DGMDF50]: MODALITA DELLA COOPERAZIONE E DEL COORDINAMENTO Già alla sezione 6, in sede di analisi dei rischi occorrenti nel corso delle fasi di organizzazione del cantiere, il legislatore aveva richiesto che il coordinatore redattore del PSC mettesse in atto procedure idonee allo scambio di informazioni e alla cooperazione tra tutte le imprese e tutti i soggetti partecipanti alla realizzazione dell opera (in attuazione a quanto previsto all art.92, comma 1, lettera c) del Testo Unico). Nella sezione 12, il coordinatore potrà (e dovrà) specificare con quali modalità e con quale tempistica intenda perseguire questo scopo. VEDI TESTO DISPOSIZIONI PER LA CONSULTAZIONE DEGLI RLS (2.2.2 lett.f) )* Individuare le procedure e la documentazione da fornire affinché ogni Datore di Lavoro possa attestare l avvenuta consultazione del RLS prima dell accettazione del PSC o in caso di eventuali modifiche significative apportate allo stesso. Evidenza della consultazione : Riunione di coordinamento tra RLS : Riunione di coordinamento tra RLS e CSE : Altro (descrivere) Commentato [DGMDF51]: DISPOSIZIONI PER LA CONSULTAZIONE DEGLI RLS Anche in questo caso, già alla sezione 6, il legislatore aveva richiesto che il coordinatore redattore del PSC mettesse in atto procedure idonee affinché ogni datore di lavoro attesti l avvenuta consultazione del RLS prima dell accettazione del PSC o in caso di eventuali modifiche significative apportate allo stesso (in attuazione a quanto previsto all art.92, comma 1, lettera d) del Testo Unico). VEDI TESTO ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO DI PRONTO SOCCORSO, ANTINCENDIO ED EVACUAZIONE DEI LAVORATORI (2.1.2 lett. h))* Pronto soccorso: a cura del committente: gestione separata tra le imprese: gestione comune tra le imprese: In caso di gestione comune indicare il numero minimo di addetti alle emergenze ritenuto adeg uato per le attività di cantiere: Emergenze ed evacuazione : Numeri di telefono delle emergenze: Pronto soccorso più vicino: Vigili del fuoco: Commentato [DGMDF52]: ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO DI PRONTO SOCCORSO, ANTINCENDIO ED EVACUAZIONE DEI LAVORATORI Questa sezione del PSC, in passato, è stata spesso trascurata o oggetto di redazioni estremamente superficiali da parte dei coordinatori, con pesanti conseguenze sanzionatorie sia nei confronti dello stesso CSE che nei confronti delle imprese esecutrici. Le norme per la sicurezza sul lavoro prevedono che ogni impresa debba aver organizzato, presso ogni cantiere presso cui si eseguono le lavorazioni, le proprie squadre di emergenza. Accade spesso, invece, che i soggetti appositamente formati non siano presenti in cantiere, vanificando l intento prevenzionistico della norma. In questi casi, il coordinatore deve provvedere ad organizzare i vari servizi secondo le modalità consentite dalla legge. VEDI TESTO Individuare le procedure di intervento in caso di eventuali emergenze prendendo in considerazione in partic olare tutte quelle situazioni in cui sia non sia agevole procedere al recupero di lavoratori infortunati (scavi a sezione obbligata, ambienti confinati, sospensio ne con sistemi anticaduta, elettrocuzione, ecc.).

STIMA DEI COSTI DELLA SICUREZZA (4.1)* Riportare in forma analitica la stima dei costi della sicurezza calcolata secondo quanto prescritto dal comma 4 dell allegato XV del d.lgs. n. 81/2008, ed in base a quanto indicato nel presente PSC n Descrizione Calcolo analitico 1 APPRESTAMENTI PREVISTI NEL PSC 2 MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE E DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE EVENTUALMENTE PREVISTE NEL PSC PER LAVORAZIONI INTERFERENTI 3 IMPIANTI DI TERRA 4 IMPIANTI CONTRO LE SCARICHE ATMOSFERICHE 5 IMPIANTI ANTINCENDIO 6 MEZZI E SERVIZI DI PROTEZIONE COLLETTIVA 7 PROCEDURE CONTENUTE NEL PSC E PREVISTE PER SPECIFICI MOTIVI DI SICUREZZA 8 EVENTUALI INTERVENTI FINALIZZATI ALLA SICUREZZA E RICHIESTI PER LO SFASAMENTO SPAZIALE O TEMPORALE DELLE LAVORAZIONI INTERFERENTI 9 MISURE DI COORDINAMENTO RELATIVE ALL USO COMUNE DI APPRESTAMENTI, ATTREZZATURE, INFRASTRUTTURE, MEZZI E SERVIZI DI PROTEZIONE COLLETTIVA (quantità x prezzo unitario x tempo di utilizzo) Totale Commentato [DGMDF53]: STIMA DEI COSTI DELLA SICUREZZA Le norme che regolamentano la sicurezza sul lavoro ed in particolare, quelle che regolamentano la sicurezza nei cantieri temporanei o mobili, prevedono il calcolo dei costi da sostenere per lavorare in condizioni di salute e sicurezza. Tali costi, una volta calcolati, non sono soggetti ad alcun ribasso anche se l affidamento dei lavori avviene mediante bando di gara. La sezione 15 del PSC semplificato fornisce una tabella di stima dei costi per la sicurezza suddivisa esclusivamente per macrocategorie e rappresenta un valido suggerimento al coordinatore redattore il quale ovviamente, in base alle necessità del proprio cantiere, dovrà poi fornire un preciso dettaglio. Sulle modalità di stima di questi costi prevenzionistici, ferma restando l assoluta libertà di scelta del coordinatore, si rinvia a quanto già trattato nel corso del capitolo 3 del presente testo, precisando che la norma stabilisce che il costo della sicurezza debba essere calcolato in maniera analitica e debba riferirsi a singole voci, con espressione a corpo o a misura e con l importante precisazione che l eventuale importo a corpo possa essere utilizzato solo se deriva da un attenta analisi dei prezzi, la quale deve comunque essere obbligatoriamente allegata ELENCO ALLEGATI OBBLIGATORI planimetria / lay out di cantiere in funzione dell evoluzione dei lavori; planimetrie di progetto, profilo altimetrico; relazione idrogeologica se presente o indicazioni in tal senso; computo metrico analitico dei costi per la sicurezza; tavola tecnica sugli scavi (ove necessaria) Commentato [DGMDF54]: ELENCO ALLEGATI OBBLIGATORI In questa sezione occorre indicare quali allegati fanno parte integrante del PSC, anche in funzione delle tavole e dei disegni tecnici esplicativi che possono venir fuori dall analisi dei rischi di cui alle sezioni 5, 6 e 9.

QUADRO RIEPILOGATIVO INERENTE GLI OBBLIGHI DI TRASMISSIONE Quadro da compilarsi alla prima stesura del PSC Il presente documento è composta da n. pagine. 1. Il C.S.P. trasmette al Committente il presente PSC per la sua presa in considerazione. Data Firma del C.S.P. 2. Il committente, dopo aver preso in considerazione il PSC, lo trasmette a tutte le imprese invitate a presentare offerte. Commentato [DGMDF55]: QUADRO RIEPILOGATIVO INERENTE GLI OBBLIGHI DI TRASMISSIONE Questa sezione è estremamente importante per il coordinatore, in quanto, anche rispetto ad eventuali verifiche degli organi di vigilanza, permette al tecnico redattore di dimostrare di aver ottemperato a tutti gli obblighi di trasmissione e di verifica previsti dal Titolo IV del Testo Unico. Commentato [DGMDF56]: Quadro da compilarsi alla prima stesura del PSC La sezione 17a riguarda il Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione (CSP) e si riferisce agli obblighi del committente di cui agli artt. 90, 93 e 101 del d.lgs. n.81/2008. Il CSP, una volta redatto il Piano, lo trasmette al committente e quest ultimo lo trasmette alle imprese invitate a presentare offerta Data Firma del committente Quadro da compilarsi alla prima stesura e ad ogni successivo aggiornamento del PSC Il presente documento è composta da n. pagine. 3. L impresa affidataria dei lavori Ditta in relazione ai contenuti per la sicurezza indicati nel PSC / PSC aggiornato: non ritiene di presentare proposte integrative; presenta le seguenti proposte integrative Data Firma 4. L impresa affidataria dei lavori Ditta trasmette il PSC / PSC aggiornato alle imprese esecutrici e ai lavoratori autonomi: Commentato [DGMDF57]: Quadro da compilarsi alla prima stesura e ad ogni successivo aggiornamento del PSC La sezione 17b riguarda il Coordinatore in fase di Esecuzione (CSE) e si riferisce agli obblighi del committente e del coordinatore stesso di cui agli art. 92 e 101 del d.lgs. n.81/2008. L impresa affidataria, esaminato il PSC, può presentare al CSE delle proposte integrative che, se accettate, divengono ragione di aggiornamento del PSC stesso. Se non vi sono proposte integrative (o quando vengono recepite) l impresa affidataria trasmette il PSC ai lavoratori autonomi e alle imprese esecutrici. Queste ultime si impegnano a metterlo a disposizione degli RLS che apporranno la propria firma per conferma. a. Ditta b. Ditta c. Sig. d. Sig. Data Firma 5. Le imprese esecutrici (almeno 10 giorni prima dell inizio dei lavori) consultano e mettono a disposizione dei rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori copia del PSC e del POS Data Firma della Ditta 6. Il rappresentante per la sicurezza: non formula proposte a riguardo; formula proposte a riguardo Data Firma del RLS