DEFINIZIONE DI POLIMERI LA LORO STRUTTURA Polimero deriva dal greco poli (molti) e meros (unità o parte), e sono grosse molecole costituite da catene di molecole più piccole chiamate monomeri. Plastico dal greco plastikos atto a prendere forma o ad essere stampato. Polimero termoplastico Polimero termoindurente Struttura lineare Costituita da catene di monomeri in successione ordinata, solubile a solventi e deformabile al calore. La struttura interna non cambia con il calore. Struttura reticolare Tridimensionale connessa da più catene interconnesse che occupano tutto il volume del materiale. Insolubili in solventi e non fusibili. La struttura interna cambia con il calore. Prof: Rosaria Di Leva
MATERIALE PLASTICO MEDIAZIONE DIDATTICA Co. Co. (Costruzione del concetto delle materie plastiche) LETTURA SELETTIVA: Si effettua lo smontaggio del testo dal titolo: le resine sintetiche, al fine di ricavare i dati utili alla soluzione di questo problema. a) Che cosa sono DEFINIZIONE COSTRUZIONE DEL CONCETTO DI MATERIALE PLASTICO a.1 prodotti di natura organica b) A cosa servono? FUNZIONE c) Da quali elementi è composto? COMPOSIZIONE d) TIPI b.1 In edilizia Vengono impiegati Carbonio Idrogeno d.1 Termoplastiche d.6 Termoindurenti b.2 arredamento Prof. : Rosaria Di Leva b.3 Comunicazioni, agricoltura, imballaggi, settore medico Comunicazione scritta
POLIMERI E CLASSIFICAZIONE SOLUZIONETERZO PROBLEMA Una volta individuati i due tipi di materie plastiche, ricavare attraverso lo stesso testo scritto, le caratteristiche e gli usi dei vari tipi. Si riportano in tabella i dati. TIPI CARATTERISTICHE Hanno una struttura molecolare lineare per cui, sottoposti all azione del calore, fondono o si deformano facilmente, assumendo le forme dello stampo. Questo processo si può ripetere più volte. USI TERMOPLATICHE 1) Polietilene (PET) Vanno dai casalinghi ai giocattoli, alle bottiglie, al rivestimento delle serre per uso agricolo, alle tubazioni 2) Polipropilene (PP) Articoli sanitari, casalinghi, elettrodomestici, giocattoli, componenti industria automobilistica.
TIPI CARATTERISTICHE USI TERMOINDURENTI (Termostabili) Una volta scaldate e formate non possono tornare a fondersi perché le loro caratteristiche fisiche e chimiche soffrono importanti variazioni e si degradano. Tra le più importanti ricordiamo 1. Resine fenoliche (PF) 2. Resine epossidiche (EP) 3. Il poliestere (UP) 4. Resine di melamina (MF) 5. Resine di Urea-formaldeide (UR) 6. Gli elastomeri (PTFE) 1. Si utilizzano per fabbricare i manici degli utensili da cucina e carcasse di apparecchi elettrici. 2. Si impiegano come adesivi e come componenti di alcune vernici e pitture. 3. Fabbricare recipienti e scavi d imbarcazione. In forma, si usa per fabbricare tessuti. 4. Realizzare giocattoli. In forma di fogli, servono per rivestire i pannelli impiegati nella produzione di mobili. 5. Si utilizzano per fabbricare appendiabiti, maniglie, manovelle e carcasse di apparecchi elettrici. 6. S impiegano nella produzione di palloni, tubi per irrigazione, recipienti, pneumatici, suole isolanti e capi di vestiario.
ARTICOLAZIONE DELL U. d. A. SOLUZIONE DEL TERZO PROBLEMA: Proprietà delle materie plastiche analizzare la seguente scheda didattica CARATTERISTICHE FISICO CHIMICHE Composizione chimica sostanze organiche macromolecolari Peso molecolare ( elevato ) Densità assoluta ( varia da 0,9 a 2,2 g/cm3 circa) Conducibilità elettrica (bassa) in genere sono isolanti Comportamento al calore Resine termoplastiche: si possono fondere e modellare più volte. Resine termoindurenti induriscono sotto l effetto del calore PROPRIETA MECCANICHE Durezza (discreta) Resistenza alle sollecitazioni (buona) Resilienza Resistenza agli urti (buona) Elasticità (buona) PROPRIETA TECNOLOGICHE Plasticità (ottima) Lavorabilità (ottima) Duttilità (ottima) Malleabilità (ottima)
DA UN OGGETTO IN PLASTICA individuare tra quelle elencate le proprietà fisico-chimiche, che riguardano la natura intima del materiale (densità assoluta, conducibilità elettrica e termica), le proprietà meccaniche (che riguardano la resistenza che oppone il materiale alle diverse sollecitazioni: trazione compressione, flessione, torsione e taglio), e le tecnologiche che riguardano l attitudine del materiale a lasciarsi lavorare (duttilità, elasticità, plasticità ) RISULTATO DEL LAVORO DEL GRUPPO CLASSE
Le tecniche di lavorazione dei polimeri termoindurenti: PULTRUSIONE SOLUZIONE DEL QUARTO PROBLEMA I polimeri TERMOINDURENTI (polveri, granuli, liquidi) sono sottoposti a diverse lavorazioni, dove, sotto l azione della pressione e del calore, assumono la forma definitiva. Le lavorazioni sono: 1. STAMPAGGIO A COMPRESSIONE Lo stampo è uno strumento che permette di riprodurre la sua forma in diversi oggetti, tutti uguali tra loro. Il materiale viene posto in uno stampo riscaldato che viene chiuso da una pressa, Tramite l azione della pressa e del calore, il materiale viene prima fluidificato e poi compattato. Una volta terminata la reticolazione, il materiale può essere tirato fuori dallo stampo senza aspettarne il raffreddamento. 2. STAMPAGGIO CON TRASPORTO A PISTONE Il materiale viene iniettato lateralmente nello stampo chiuso mediante l utilizzo di un pistone. 3. STAMPAGGIO A INIEZIONE La mescola composta di resina, rinforzanti, cariche e additivi viene trasferita attraverso ugelli sotto pressione nello stampo riscaldato. 3. PULTRUSIONE
. Le tecniche di lavorazione dei polimeri termoindurenti: pultrusione Processo produttivo: pultrusione (estrusione trafilatura) visione del filmato che riguarda il ciclo di lavorazione di nuovi materiali (compositi) https://www.yutube.com/watch?v=1sh9rigwnvc L analisi del video mette in risalto che la pultrusione (dall inglese pull extrusion, estrusione per trazione), è un processo continuo utilizzato per produrre filati polimerici rinforzati, dove le fibre di vetro vengono sottoposte a trazione per garantire il perfetto allineamento prima della polimerizzazione della matrice ( la parte che garantisce stabilità e omogeneità al composito) da non confondere con il rinforzo (struttura interna del materiale che garantisce particolari proprietà tecnologiche chimico- fisiche) Prof: Rosaria Di Leva