CASALBORGONE e il CASTELLO 999 Primo documento in cui appare il nome di Trebledo, toponimo che si riscontra nella titolazione della chiesa cimiteriale di Santa Maria Trebea. 1224 Carta di mutuo tra Guglielmo VI di Monferrato e Federico II: i conti di Cocconato, soggetti ai Marchesi di Monferrato, risultano avere medietatem castri in Trebia. È la prima menzione della presenza di una struttura fortificata. 1265 Compare il toponimo Casalis Bergonis in una pergamena dell archivio comunale di Chivasso. 1269 Castello devastato dal Marchese del Monferrato Guglielmo VII. 1277 Compare per la prima volta la forma Castrum Bergonis, ad indicare che il casale è stato fortificato. 1285 In un atto si menziona in castro superiore Castri Bergonis e l espressione, sostiene il Settia, lascerebbe intendere la presenza di due fortificazioni 1. In realtà, la presenza di simili locuzioni riscontrate in documenti coevi relativi ad altri siti, indicherebbe l esistenza di una seconda fortificazione, definita dongione, collocata nella parte più elevata dell area in cui sorgeva il castello. Centro di potere e nucleo di maggiore efficienza difensiva, in essa risiedeva il signore 2. Metà del XV secolo Esiste in Casalborgone un complesso fortificato costituito da un castello che domina dall alto del poggio, un ricetto o castrum planum e dalla villa sviluppatasi all esterno e priva di protezione 3. 1 ALDO A. SETTIA, Villam circa castro restringere: migrazioni e accentramento di abitati sulla collina torinese nel basso medioevo, in Quaderni storici, XXIV, 1973, pag. 920. 2 Confronta ALDO A. SETTIA in Castelli e villaggi nell Italia padana. Popolamento, potere e sicurezza fra IX e XIII secolo, NAPOLI, Liguori Editori, 1984, pag. 381. E lo stesso autore a formulare tale supposizione. 3 MICAELA VIGLINO DAVICO, I ricetti del PIEMONTE, Torino, 1979, pag. 24
Ipotetica e parziale ricostruzione del ricetto del XIII secolo probabili strutture non più presenti 15 luglio 1470 i signori e gli uomini di Casalborgone si accordano per murare ex novo il ricetto e per edificare una cortina difensiva attorno all ampliamento, cioè alla villa, il tutto completato rispettivamente dalla costruzione di quattro e cinque torri in muratura, munite di merli e idonee alla difesa con le armi da fuoco, che devono innalzarsi a protezione del ricetto e della villa. Lo spessore delle torri è fissato in: - tre mattoni (ca 85 cm) - due da quel punto alla sommità (ca 55 cm) lo spessore del muro di cinta era di: - due mattoni e mezzo dalla base sino a metà muro (ca 70 cm) - un solo mattone da metà muro alla merlatura (ca 28 cm) i signori e gli uomini convengono di porre in opera almeno 26.000 mattoni all anno 4. In base ai citati statuti quattrocenteschi, ogni abitante di età compresa fra i diciotto e i sessant anni di età deve contribuire alla sorveglianza notturna del luogo. Vi è inoltre l obbligo di provvedere alla manutenzione del fossato e delle difese passive attorno alla villa. 1503 L imperatore Massimiliano I d Asburgo da in giurisdizione tutta la contea di Cocconato al duca Filiberto II di Savoia, il quale smantella il castello che perde il suo valore militare. 4 ALDO A. SETTIA, Fortificazioni collettive nei villaggi medievali dell alta Italia: ricetti, ville forti, recinti, BSBS LXXIV, 1976, pag. 554
1638 Il castello e il feudo di Casalborgone vengono ceduti dalla reggente Maria Cristina di Savoia al conte Mario Broglia (1574 1640), che salda così un debito contratto con la famiglia Broglia. 1658 Il conte Pietro Luigi Broglia e il fratello l abate Tommaso Broglia, figli di Mario, iniziano i lavori di restauro del castello che prese la forma attuale. 1706 Danneggiato dai Francesi. Nel maggio del 1706, durante la guerra per la successione al trono di Spagna, Torino è assediata da 44.000 soldati francesi e spagnoli. I militari che difendono la capitale sabauda sono solo 10.500, ma combattono strenuamente fino al 7 settembre, quando la vittoriosa battaglia condotta dal principe Eugenio e dal duca Vittorio Amedeo II costringe i nemici a una precipitosa ritirata 5. restaurato a metà del XVIII secolo dal conte Mario Domenico Broglia. 1902 Il castello passa in successione dai Broglia a Ferdinando Morozzo della Rocca. Durante la Prima Guerra Mondiale viene adibito a prigione di guerra per ufficiali austriaci. Durante la Seconda Guerra Mondiale diventa sede di una guarnigione addetta all avvistamento aereo. il conte Ferdinando Morozzo della Rocca de Baldi e di Bianzè fu l ultimo conte di Casalborgone e morì il 24 febbraio del 1969. IL PALAZZO La struttura, per imponenza, è una delle più notevoli del territorio. L attuale palazzo è una villa tardo barocca, rimaneggiata nei secoli successivi. Nella facciata in bassorilievo viene rappresentata l arma dei Broglia, sormontata da corona comitale, inserito quando Pietro Luigi Broglia ampliò il castello nel 1650. CHIESA SANTA MARIA MADDALENA Era la cappella del castello e consisteva in una sola navata eretta nella prima cortina dei bastioni. La chiesa venne ampliata una prima volta nel 1682 con il prolungamento della navata centrale, nel 1770 venne aggiunta la navata di destra e tra il 1819 e il 1827 venne costruita la navata di sinistra. Il pavimento cela le tombe dei signori del luogo, parroci, membri delle confraternite, infanti, e membri della comunità residenti all interno del recinto. 5 http://www.comune.torino.it/cultura/biblioteche/ricerche_cataloghi/pdf/bibliografie/assedio.pdf
Facciata in cemento costruita nel 1894 che occulta un preesistente portico in cotto. Consacrata nel 1730. Il parroco venne autorizzato ad officiare la messa a partire dal 1574 e funzionò da parrocchiale sino al 1945 CHIESA SANTISSIMA TRINITA Edificata per volere del conte Giovanni Pierluigi Broglia e dei confratelli della Compagnia di S. Croce, che ne faranno la loro sede, nel 1711, per adempiere un voto in ringraziamento per aver tenuto lontano le scorrerie di truppe francesi in transito all epoca dell assedio di Torino, a difesa della quale era impegnato lo stesso conte.
Famiglia BROGLIA di CASALBORGONE Gasparro Broglia (1539-1613) Maria Balbiano Mario Broglia Caterina di San Martino d Agliè (1574-1640) Ottavio Broglia (vescovo) Pietro Luigi Lodovico - Margherita Beggiamo di Sant Albano Mario Felice Caterina Maria Purpurato Elena Emanuele Felice Umberto di Savoia Gian Pietro Lodovico Broglia Isabella Francesca Incisa Maria Domenico Eleonora Cocconito (1712-1794) Giuseppe Maria Vittoria Valperga di Cuorgnè Francesco Maria - Celeste d' Alcourt de Belzun Mario Broglia Eufrasia Contessa Lodi Ceveris (1796-1857) Carlo Felice - Emma Contessa Villa di Villastellone (1826-1891) Partecipa alla guerra di Crimea Clementina Broglia - Costantino Conte Morozzo della Rocca (1859-1888) Ultima discendente