1. Il Laboratorio Sperimentale Aperto

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1. Il Laboratorio Sperimentale Aperto Le prove acustiche in opera sono state svolte al primo piano del corpo sud del Laboratorio Sperimentale Aperto (LSA) del Laboratorio di Progettazione Edilizia dell'università degli Studi di Trento. Il corpo sud è un edificio a due piani (piano terra e primo piano con scheletro portante in cemento armato e tamponature in blocchi di laterizio alveolare porizzato dello spessore di cm 30 con finitura di intonaco civile isolante (additivato con palline di polistirolo) di cm 2. La chiusura orizzontale intermedia è realizzata da un solaio in laterocemento 20+4 con una finitura intradossale di intonaco civile (spessore cm 2) e una parte all'estradosso costituita da una caldana di cm 5. La chiusura orizzontale di copertura è realizzata da un solaio in laterocemento 20+4 con una finitura intradossale di intonaco civile(spessore cm 2) e una parte all'estradosso costituita da una guaina isolante di conglomerato polimerico bituminoso. Nelle tamponature sono presenti otto aperture, sette delle quali sono finestre (tre sulla facciata est, tre sulla facciata ovest e una su quella sud) e un vano porta di accesso sulla facciata nord. 2. Le modifiche eseguite Per effettuare le prove acustiche in condizioni che fossero del tutto simili a quelle che si hanno nelle situazioni reali, il primo piano del LSA è stato modificato rispetto alla sua configurazione originaria, e allestito come di seguito specificato (vedi Fig.1). 1. Il vano porta di accesso è stato dotato di una porta costituita da un pannello tamburato in legno di abete bianco con interposto un isolante espanso rigido estruso in polistirene della spessore di cm 5. La porta è stata posta in opera a battuta interna e collegata alla muratura tramite un telaio in legno a doppia battuta con guarnizione. E' stata anche interposta una guaina isolante fra telaio e vano murario. Il telaio è stato fatto proseguire anche nella parte inferiore per realizzare a terra una idonea battuta di tenuta.

2. Tre finestre (quella a sud. una sulla facciata est e una su quella ovest) sono state tamponate con gli stessi blocchi utilizzati per la costruzione delle tamponature laterali dell'edificio, con successiva intonacatura. 3. Le quattro finestre rimanenti sono state dotate di serramenti a un'anta, con telaio in alluminio a tripla battuta e taglio termico (dimensioni esterne 90x120 cmq), con un pannello in vetrocamera 4-15-4. Fra il telaio fisso e la muratura è stato interposto uno strato di poliuretano espanso impregnato con resina per agevolare la correlazione fra le parti del giunto di intertaccia. All'esterno cosi come all'interno sono state chiuse le fessure fra il telaio fisso e la muratura con del sigillante siliconico per evitare possibili passaggi di onde sonore alle basse frequenze; il giunto vetro-telalo mobile, invece, è stato realizzato tramite due guarnizioni fermavetro in gomma opportunamente unite al telaio in alluminio. 4. Lo spazio interno è stato suddiviso in tre zone per simulare la presenza di due distinte unità immobiliari (o appartamenti) collegate tramite un corridoio. La ''parete 2" che separa il corridoio dalle due stanze interne (Fig. 1) è una parete monostrato di 15 cm di spessore, realizzata con mattoni pieni UNI intonacati con intonaco civile dello spessore di cm 1,5. In tale parete sono stati ricavati due vani porta per garantire l accesso alle stanze di prova, due vani sono stati dotati di due porte in abete bianco a un'anta e doppia battuta con idonea guarnizione, costituite da un'anima da mm 10 di cartongesso, due strati di nido d'ape da mm 13, due strati di medium density da mm 4, due strati di laminato da mm 0,9. Anche in questo caso il telaio prosegue anche nella parte inferiore per realizzare una idonea battuta inferiore a tenuta. Le porte così costruite e poste in opera sono state calcolate e costruite per garantire un potere fonoisolante apparente Rw=32dB. Per evitare che l onda acustica eventualmente uscente da un ambiente attraverso la porta potesse essere trasmessa all'altro ambiente per via aerea tramite il corridoio, è stata costruita una partizione leggera a metà del corridoio stesso, costituita da una intelaiatura in profili di acciaio zincato e da due lastre in

cartongesso (dello spessore di 13mm). I profili guida sono stati rigidamente uniti al solaio, al pavimento e alla parete esterna, mentre il profilo laterale verso la parete in mattoni UNI è stata semplicemente appoggiato a quest'ultima e desolidarizzato tramite l interposizione di una guaina in materiale polimerico. In questo modo si voleva evitare che la sua massa potesse influenzare la trasmissione delle vibrazioni tra il tramezzo laterale e la parete in prova. Il passaggio attraverso la parete in cartongesso è chiuso con una porta in legno tamburata. 5. I due ambienti interni di dimensioni in pianta differenti sono separati dalla parete di prova parete 1 (Fig.1). L'ambiente sorgente, come prescritto dalla normativa, è circa il 10% in volume più piccolo dell'ambiente ricevente. I due ambienti, ognuno dotato di un serramento finestra, sono simili per quanto riguarda la geometria e i materiali costituenti gli elementi di frontiera. L'ambiente sorgente, sebbene sia dotato di una porta in più rispetto a quello ricevente, risponde appieno a quelle che sono le finalità delle prove e non dà luogo a incognite nell'esito delle prove stesse. Fig. 1: Pianta del L.S.A. preparato per le sperimentazioni

3. La sperimentazione In totale sono state costruite, demolite e pesate nove pareti divisorie che, nel numero, sono una in più rispetto a quelle stabilite nella convenzione del 14.12.1999 tra Laterservice S.r.L. e Università degli Studi di Trento. Per quanto riguarda la Conformazione e la costituzione intrinseca, le nove pareti sono differenti da quelle della convenzione in quanto, durante lo svolgimento delle prove, si sono apportate modifiche agli elementi da provare sulla base dell'esperienza che veniva maturando e che ha dato ogni volta proficue e costruttive indicazioni su come modificare le pareti. In particolare, nella riunione a Verona dell 8 marzo 2000 tra I ANDIL e i gruppi di ricerca di Padova, Ferrara e Trento, convocata subito dopo le prove della parete n.1, si è presa la risoluzione di non provare due pareti che in peso erano inferiori a quella provata e che non avrebbero dato sicuramente risultati lusinghieri. Altra variazione alle tipologie da provare fu apportata dopo la riunione del 3 maggio 2000 quando erano già state provate tre pareti differenti. In quella sede si stabilì di aumentare il potere fonoisolante con l uso di blocchi a T o altra conformazione speciale. Ulteriore variazione alla conformazione delle pareti da provare fu fatta durante la riunione a Trento del 26 giugno 2000. In quella sede, forti dei risultati di sei pareti provate in laboratorio e in opera, si decise di verificare la capacità isolante delle pareti in blocchetti acustici e in occhialoni, aderendo alla proposta dell lng. Righetti e dell lng. Zanarini. Le ultime tre pareti sono state sottoposte a prova tra gli inizi di luglio e il 24 agosto 2000. I risultati ufficiali di queste ultime prove non sono ancora stati resi noti dall'università di Ferrara.

4. Tipologie delle pareti da provare secondo la convenzione Le pareti da provare, secondo la convenzione erano: 1. Parete doppia tradizionale realizzata con: a. parete in tramezze normali 25x25x8, intonacata sul lato esterno (intonaco cm 1.5) b. Intercapedine di cm 10, con riempimento di cm 4 di lana di roccia densità 60kg/mc c. parete in tramezze normali 25x25x8, intonacata sul lato esterno (intonaco cm 1.5) 2. Parete doppia tradizionale realizzata con: a. parete in mattoni semipieni 12x25x12 intonacata sul lato esterno (intonaco cm 1.5) b. Intercapedine di cm 6, senza riempimento (eventualmente con riempimento di cm 4 di lana di roccia) c. parete in mattoni semipieni 12x25x12 intonacata sul lato esterno (intonaco cm 1.5) 3. Parete doppia tradizionale realizzata con: a. parete in laterizio alveolato semipieno 20x20x25, spessore cm 20, intonacata sul lato esterno (intonaco cm 1.5) b. Intercapedine di cm 2, senza riempimento c. parete in tramezze alveolate semipiene 45x25x8, intonacata sul lato esterno (intonaco cm 1.5) 4. Parete monostrato tradizionale realizzata con: blocchi speciali per muratura armata a forma di H in laterizio alveolato, con fori riempiti in opera con malta, spessore cm 30, intonacata su ambo i lati (intonaco cm 1.5) 5. Parete monostrato tradizionale realizzata con: blocchi speciali per muratura armata a forma di H in laterizio alveolato. con fori riempiti in opera con malta. spessore cm 25, intonacata su ambo i lati (intonaco cm 1.5) 6. Parete doppia tradizionale realizzata con: a. tavolato in tramezze 25x25x12, spessore cm

12, intonacato sul lato esterno (spessore intonaco cm 1.5) b. Intercapedine con lana di roccia cm 4 c. tavolato in tramezze 25x25x12, spessore cm 12 intonacato sul lato esterno (spessore intonaco cm 1.5) 7. Parete doppia sperimentale realizzata con: a. blocchi a T tipo Trieste in laterizio alveolato, spessore cm 17, per realizzare una parete a superficie particolarmente scabra lato intercapedine, intonacata sulla sola faccia esterna. Le pareti dei blocchi porteranno alcuni tagli allo scopo di mettere in comunicazione le cavità dei fori con l intercapedine (con una presunta dissipazione di energia per assorbimento) b. intercapedine cm 3 c. tramezza alveolata spessore cm 8, intonacata sul lato esterno 8. Parete sperimentale realizzata con: a. elemento preassemblato costituito da due forati in laterizio (6x25x25) rettificati, a fori verticali e posa a colla, e uno strato elastico di sughero interposto di cm 2 b. intonaco a gesso di cm 0.5 su entrambe le facce. Come detto al punto 3 le pareti da provare sono state modificate durante lo svolgimento delle prove per evitare inutili perdite di tempo su pareti che, per i risultati ottenuti, non avrebbero avuto prestazioni migliori. Per i motivi sopra citati le pareti effettivamente provate sono quelle descritte al punto 5. 5. Tipologie delle pareti provate Le varie tipologie di partizione interna costruite durante la sperimentazione sono state le seguenti: 1. Parete monostrato in blocchi speciali per muratura armata a forma di H in laterizio alveolato, con fori vuoti, spessore cm 25, intonaco (cm 1.5) su entrambi i lati.

Massa superficiale: 306 ± 2 kg/m 2 Fine costruzione: 11 febbraio 2000 Realizzazione delle prove: 2-3 marzo 2000 2. Parete monostrato in blocchi speciali per muratura armata a forma di H in laterizio alveolato. Con fori riempiti con malta, spessore cm 25, intonaco (cm 2) su entrambi i lati. Massa superficiale: 370 ± 2 kg/m 2 Fine costruzione: 20 marzo 2000 Realizzazione delle prove: 31 marzo 2000 3. Parete monostrato in blocchi speciali per muratura armata a forma di H in laterizio alveolato, con fori riempiti con malta, spessore cm 30, intonaco (cm 1,5) su entrambi i lati. Massa superficiale: 434 ± 2 kg/m 2 Fine costruzione: 19 aprile 2000 Realizzazione delle prove: 30 aprile 2000 4. Parete monostrato in blocchi in laterizio alveolato ad incastro25x25x42. Intonaco (cm 1.5) su entrambi i lati. Massa superficiale: 480 2 kg/m2 Fine costruzione: 15 maggio 2000 Realizzazione delle prove: 26 maggio-31 maggio 2000 5. Parete composta realizzata con: a. blocchi a T tipo Trieste in laterizio alveolato spessore cm 17, per realizzare una parete a superficie particolarmente scabra lato intercapedine, intonaco (cm 1.5) sulla sola faccia esterna; le pareti dei blocchi presentano alcuni tagli sulla cartella esterna allo scopo di mettere in comunicazione le cavità dei fori con l intercapedine; b. intercapedine d'aria (spessore cm 3); c. controparete in tramezze alveolate (spessore cm 8) intonaco (cm 1.5) sul lato esterno. Massa superficiale: 234 ± 2 kg/m 2 Fine costruzione: 7 giugno 2000 Realizzazione delle prove: 16 giugno 2000 6. Parete composta realizzata con: a. blocchi a T tipo Trieste in laterizio alveolato, spessore cm 17, per realizzare una parete a superficie particolarmente scabra lato intercapedine, intonaco

(cm 1.5) sulla sola faccia esterna; le pareti dei blocchi presentano alcuni tagli sulla cartella esterna allo scopo di mettere in comunicazione le cavità dei fori con l intercapedine; b. intercapedine (spessore cm 5) riempita con pannelli in lana di roccia di densità 50 kg/m 3 ; c. controparete in tramezze alveolate (spessore cm 8) intonaco (cm 1.5) sul lato esterno. Massa superficiale: 237 ± 2 kg/m 2 Fine costruzione: 21 giugno 2000 Realizzazione delle prove: 26 giugno - 11 luglio 2000 7. Parete sperimentale realizzata da due tavelle in laterizio 6x25x80, a 4 fori orizzontali e posa a malta, e da un doppio strato di materiale resiliente interposto di cm 2 totali; intonaco di cm 1 su entrambe le facce; fascia di neoprene su tutti e quattro i bordi. Massa superficiale: 131 ± 2 kg/m 2 Fine costruzione: 18 luglio 2000 Realizzazione delle prove: 24 luglio 2000 8. Parete monostrato in blocchetti speciali per isolamento acustico in laterizio 15x13x30 (percentuale di foratura 32%), intonaco (cm 1) su entrambi i lati. Massa superficiale: 213 2 kg/m2 Fine costruzione: 28 luglio 2000 Realizzazione delle prove: 03 agosto 2000 9. Parete monostrato in blocchi speciali per isolamento acustico in laterizio (detti occhialoni ), con fori riempiti con malta, intonaco (cm 1.5) su entrambi i lati. Massa superficiale: 414 ± 2 kg/m 2 Fine costruzione: 10 agosto 2000 Realizzazione delle prove: 24 agosto 2000 6. Modalità costruttive delle pareti di prova Le nove pareti di prova sono state di volta in volta costruite appoggiate al massetto sottostante e alla parete intonacata ad est, mentre il lato verso ovest è stato correlato al tramezzo

pesante in una zona dove era stato preventivamente tolto l intonaco per permettere un più corretto funzionamento del giunto a T. La correlazione col soffitto è stata eseguita con lo stesso materiale utilizzato per la costruzione della parete, adeguatamente tagliato e sagomato in modo da riempire lo spazio rimanente a meno di qualche millimetro, così come vuole la regola dell'arte. L'unione in modo rigido della parete al soffitto per il tramite di cunei lignei o in laterizio permanenti non consente infatti l assorbimento di eventuali deformazioni del solaio soprastante, con conseguente trasmissioni degli sforzi alla parete stessa e probabile insorgenza di fessure nel setto. Per tutte le pareti è stata utilizzata una malta premiscelata a base di calce idrata sia per la realizzazione dei giunti fra i blocchi sia per la realizzazione dell'intonaco. poi rifinito con malta speciale per intonaco fine. Per la zona di unione fra la parete e la chiusura orizzontale di copertura, invece è stata utilizzata la stessa malta additivata con un additivo espansivo in modo tale da diminuire la possibilità che il ritiro naturale del materiale in fase di indurimento potesse determinare la formazione di spazi e fessure attraverso le quali l'onda acustica avrebbe trovato una via preferenziale di passaggio. 7. Schede Per chiarezza espositiva le modalità di posa in opera e le caratteristiche delle singole pareti sono state sintetizzate in 11 schede, di cui 2 riguardano la fase preparatoria del Laboratorio Sperimentale Aperto per la realizzazione delle prove, e le restanti 9 descrivono ognuna le nove pareti di prova realizzate durante la sperimentazione. Le schede sono di seguito allegate.

SCHEDE ILLUSTRATIVE 2000 by Laboratorio Progettazione Edilizia Università degli Studi di Trento