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48/29 1.12.2011 Oggetto: Legge 14 agosto 1991, n. 281 e L.R. 18 maggio 1994, n. 21. Contributi ai Comuni per la lotta al randagismo e la gestione dei canili e ripartizione tra le Aziende Sanitarie Locali dei fondi regionali e statali per la prevenzione del randagismo e il controllo delle nascite degli animali di affezione. UPB S05.02.005 capitoli SC05.0435 ( 800.000) SC05.0438 ( 200.000) SC05.0437 c/residui ( 154.608) del Bilancio regionale 2011. L Assessore dell Igiene, Sanità e dell Assistenza Sociale riferisce che nell ambito del quadro normativo definito dalla legge 14 agosto 1991, n. 281 e dalla legge regionale 18 maggio 1994, n. 21 e le successive modificazioni, nonché dal Regolamento di attuazione delle predette leggi (D.P.Reg. n. 1 del 4 marzo 1999), la Regione eroga annualmente un contributo finanziario ai Comuni finalizzato alla lotta al randagismo e alla gestione dei canili. L Assessore informa che i Comuni, sulla base della citata normativa, possono gestire direttamente, anche in forma associata, i canili, oppure possono stipulare apposite convenzioni con associazioni protezionistiche iscritte al registro regionale del volontariato di cui alla legge regionale n. 39/1993 o con enti privati. La Regione concorre alle spese derivanti dal ricovero degli animali d affezione attraverso l erogazione, ai Comuni che ne fanno richiesta, di un contributo finanziario. Al riguardo l Assessore riferisce che per l anno corrente è disponibile nel Bilancio regionale 2011 la somma di 800.000, e propone di ripartirla tra i Comuni della Sardegna che hanno presentato apposita domanda di finanziamento, accompagnata dal rendiconto delle spese relative all eventuale precedente contributo regionale, nel modo seguente: A) 730.000 sulla base dei seguenti criteri: 1) assegnazione di una quota forfetaria di 500 a ciascun Comune che ha presentato regolare domanda; 2) assegnazione della somma residua nel modo seguente: il 30% ripartito sulla base della popolazione residente in ciascun Comune all 1.1.2010 (dati Istat); 1/5

il 60% ripartito in proporzione al numero di cani ricoverati nei canili e iscritti all anagrafe canina a nome del Comune richiedente (il dato è stato dichiarato dai Comuni attraverso la presentazione dell allegato 5 previsto dalla Delib.G.R. n. 17/39 del 27.4.2010 recante Direttive in materia di lotta al randagismo e protezione degli animali d affezione); il 10% ripartito in proporzione al numero di cani ricoverati nei canili e dati in adozione nell anno 2010 (il dato è stato dichiarato dai Comuni attraverso la presentazione dell allegato 5 previsto dalla Delib.G.R. n. 17/39 del 27.4.2010 recante Direttive in materia di lotta al randagismo e protezione degli animali d affezione). B) 70.000 a titolo di contributo straordinario a vantaggio dei seguenti Comuni: 54.500 al Comune di Olbia e 2.500 a Comune di Samassi in quanto erroneamente esclusi dal programma per l anno 2010; 13.000 al Comune di Sassari quale contributo per far fronte alla situazione straordinaria venutasi a creare con lo sgombero del canile abusivo situato in località Li Gadduffi effettuato a maggio 2011 e che ha comportato la presa in carico di 201 cani. La ripartizione tra i Comuni interessati è riportata negli allegati 1 e 1a) alla presente deliberazione per farne parte integrante. L Assessore informa che nell allegato l allegato 1 b) è riportato l elenco dei Comuni esclusi a causa di carenze documentali o in quanto dotati di residui relativi a precedenti contribuzioni regionali di importo elevato e comunque superiore alla spesa storica annualmente sostenuta. L Assessore riferisce inoltre dell esigenza di provvedere contestualmente alla ripartizione tra le ASL della Sardegna dei fondi regionali e statali, disponibili nel Bilancio regionale 2011, finalizzati alle azioni mirate alla prevenzione del randagismo e al controllo delle nascite. Al riguardo l Assessore propone di utilizzare un criterio di riparto basato sul carico di lavoro stimato in capo ai servizi veterinari di Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche delle ASL, sulla base dei seguenti parametri: consistenza demografica dei Comuni afferenti a ciascuna Azienda Sanitaria Locale (50% dei fondi disponibili); numero totale di cani iscritti sul sistema anagrafe canina regionale nel territorio di ciascuna ASL (50%dei fondi disponibili). La ripartizione è riportata nell allegato 2 alla presente deliberazione per farne parte integrante. 2/5

Le predette risorse finanziarie assegnate alle Aziende sanitarie Locali dovranno essere utilizzate al fine di perseguire gli obiettivi strategici già individuati dalla Giunta regionale per l anno 2011 (Deliberazione della Giunta regionale n. 38/13 del 9.11.2010) e di seguito richiamati, attraverso l integrazione e l aggiornamento dei rispettivi Piani aziendali per la lotta al randagismo: a) incremento delle attività di identificazione e iscrizione dei cani nell Anagrafe canina regionale: Attualmente risultano identificati e censiti nella banca dati regionale dell anagrafe canina numero 261.419 cani di proprietà oppure ospitati nei canili, con differenze notevoli tra i territori delle diverse ASL, se rapportate alla popolazione residente quale parametro utile per stimare la popolazione canina: ASL numero cani in carico a ciascuna ASL alla data del 1.9.2011 1 Sassari 55.279 2 Olbia 33.340 3 Nuoro 14.328 4 Lanusei 7.624 5 Oristano 30.052 6 Sanluri 20.549 7 Carbonia 22.490 8 Cagliari 77.757 Totale 261.419 L obiettivo a livello regionale è il progressivo incremento della identificazione e iscrizione dei cani, sia urbani sia in allevamento; b) catture: i servizi veterinari dovranno prevedere nel Piano aziendale di lotta al randagismo le attività in materia di cattura dei cani vaganti; in caso di affidamento parziale o totale di tali attività a soggetti esterni, il servizio veterinario dovrà garantire l economicità del servizio e il coordinamento delle attività e la sorveglianza; c) sterilizzazioni: deve essere programmata la sterilizzazione sistematica di tutte le cagne catturate nell anno e tutte le cagne ricoverate che si trovino in promiscuità con maschi, nonché dei maschi destinati alla reimmissione in ambiente che possono essere fonte di problemi e di aggressività. 3/5

L attività di sterilizzazione dovrà essere garantita prioritariamente dal personale dipendente o convenzionato o, in caso di comprovata impossibilità, mediante esternalizzazione del servizio. In quest ultimo caso dovrà essere garantita l economicità del servizio e la sorveglianza sull attività esternalizzata. Le ASL, al fine di limitare l incremento numerico dei felini, possono, in collaborazione con i Comuni che devono censire e gestire le colonie feline e su richiesta di questi, prevedere, nel proprio Piano aziendale di lotta al randagismo, la sterilizzazioni dei gatti randagi. Al perseguimento dell obiettivo delle sterilizzazioni dovranno essere destinate non meno del 50% delle risorse assegnate a ciascuna ASL; d) attività di vigilanza e di sorveglianza: l obiettivo a livello regionale è l aumento dei controlli sui cani di proprietà non identificati e non iscritti all anagrafe: posto che la polizia municipale, eventualmente coadiuvata dalle guardie zoofile, ha il compito primario di vigilare sul rispetto delle norme relative alla identificazione e registrazione anagrafica, è prioritario prevedere azioni formative per la polizia municipale e le guardie zoofile, secondo le indicazioni fornite con le direttive regionali in materia di lotta al randagismo e protezioni degli animali (Delib.G.R. n. 17/39 del 27.4.2010 punto 12 dell allegato formazione e informazione ). Inoltre è obiettivo prioritario a livello regionale il corretto espletamento dell attività di sorveglianza sui canili da parte dei Servizi veterinari, attività di sorveglianza che deve essere costante nel tempo, sistematicamente programmata e opportunamente registrata e documentata; si considera adeguata una sorveglianza che preveda almeno: un audit annuale (compilazione di check-list, osservazioni ecc.) per ogni canile; Ispezioni periodiche, con frequenza definita in rapporto alla valutazione del rischio, basate su verifiche delle registrazioni e dello stato di salute degli animali ricoverati. e) campagne informative e di educazione sanitaria: le ASL, in collaborazione con le amministrazioni comunali e con il supporto delle Associazioni di volontariato, dovranno organizzare corsi di formazione e di educazione sanitaria secondo le indicazioni fornite con le direttive regionali in materia di lotta al randagismo e protezioni degli animali (Delib.G.R. n. 17/39 del 27.4.2010, punto 12 dell allegato formazione e informazione ). 4/5

La Giunta regionale, condividendo la proposta dell Assessore dell Igiene, Sanità e dell Assistenza Sociale e constatato che il Direttore generale della Sanità ha espresso il parere favorevole di legittimità IBERA di approvare il programma finanziario in favore dei Comuni della Sardegna finalizzato alla lotta al randagismo e alla gestione dei canili, riportato negli allegati 1 e 1a) alla presente deliberazione, per farne parte integrante. Il relativo onere, pari ad 800.000, grava sulla UPB S05.02.005 cap. SC05.0435 del Bilancio regionale 2011; di approvare l allegato 1b) alla presente deliberazione, per farne parte integrante, relativo ai Comuni esclusi dal finanziamento per le motivazioni in esso riportate; di approvare l allegato 2 alla presente deliberazione, per farne parte integrante, relativo alla ripartizione dei fondi regionali e statali tra le ASL della Sardegna per lo svolgimento delle attività correlate allla prevenzione del randagismo e al controllo delle nascite. I relativi oneri gravano sulla UPB S05.02.005, cap SC05.0438 ( 200.000) e cap. SC05.0437c/residui ( 154.608) del Bilancio regionale 2011; di disporre che le ASL aggiornino il proprio Piano aziendale di lotta al randagismo, tenuto conto delle risorse assegnate con la presente deliberazione, della eventuale disponibilità di fondi residui derivanti dalle precedenti attribuzioni, e delle risorse ordinariamente impiegate allo scopo nel bilancio aziendale. Il Piano deve essere aggiornato nel rispetto degli indirizzi emanati con la presente deliberazione e delle indicazioni operative del competente Assessorato dell Igiene e Sanità e dell Assistenza Sociale. Il Direttore Generale Gabriella Massidda p. Il Presidente Giorgio Oppi 5/5