PIANO DI CONTROLLO DEI CORVIDI 2013-2017
Allegato n. 1 alla deliberazione della Giunta Provinciale n. XXX del XXX Provincia di Bologna PIANO DI CONTROLLO DEI CORVIDI CORNACCHIA GRIGIA - Corvus corone cornix GAZZA - Pica pica, GHIANDAIA - Garrulus glandarius SOMMARIO 1. Specie faunistiche interessate...3 2. Finalità di pubblico interesse perseguite...4 3. Metodi ecologici...4 4. Piano d'abbattimento - mezzi e metodi selettivi adottati...5 6. Organizzazione territoriale del controllo...7 7. Norme specifiche per i Siti Natura 2000...7 8. Numero massimo di capi abbattibili...8 9. Circostanze, tempi e luoghi di rilascio...8 10. Destinazione della fauna abbattuta e smaltimento delle carcasse...8 11. Operatori incaricati di attuare il controllo...9 12. Norme di sicurezza...9 13. Autorizzazione e controllo delle operazioni...9 14. Rendicontazione delle operazioni di controllo...10 15. Durata del piano di controllo...10 ALLEGATO...11 2
1. Specie faunistiche interessate Le specie interessate appartengono alla famiglia dei corvidi (cornacchia grigia Corvus corone cornix, gazza Pica pica, ghiandaia Garrulus glandarius) e sono riportate al punto b) comma 1 dell art. 18 della Legge 157/92 quale specie cacciabili. In Italia la cornacchia grigia è presente in tutto il paese, con esclusione dell arco alpino. E prevalentemente sedentaria ma soggetta a spostamenti occasionali anche di un certo rilievo. Si adattata a un gran numero di ambienti della pianura, da quelli aperti, ai pioppeti, alle zone boscate anche delle aree collinari. La cornacchia è specie tipicamente onnivora, in primavera l utilizzazione di alimenti di origine animale è tre volte maggiore di quelli vegetali, soprattutto per l alimentazione dei nidiacei. La dieta è costituita prevalentemente da coleotteri, ma la cornacchia ha anche abitudini necrofaghe e frequenta le discariche. La deposizione delle uova avviene tra aprile e maggio, l incubazione varia da 17 a 22 giorni, i pulli rimangono nel nido per 30-34 giorni e poi seguono i genitori che continuano a nutrirli per alcune settimane. Dopodiché i giovani divengono erratici a causa della territorialità degli adulti e si ritaglieranno un proprio spazio riproduttivo con la maturità sessuale intorno ai 15-17 mesi. La gazza è diffusa su tutto il territorio italiano con l eccezione delle aree propriamente montane. La sua distribuzione e abbondanza dipendono dall influenza dell uomo. Le aree metropolitane sono intensamente colonizzate ma non offrono molte opportunità di nidificazione. La gazza è essenzialmente sedentaria, predilige ambienti aperti coltivati con edifici rurali, vengono evitate le formazioni boschive troppo chiuse. Si alimenta sul terreno ma non si allontana dagli alberi su cui si rifugia in caso di necessità. La parte animale della sua dieta si compone essenzialmente di invertebrati, la componente vegetale è costituita da grano, mais, frutta, ghiande e noci. La costruzione del nido inizia a marzo-aprile dopo di ché si ha la deposizione. L involo avviene circa a 33 giorni e la dipendenza dai genitori durerebbe ancora per due settimane. La gazza non è specie particolarmente gregaria, in autunno inverno si formano piccoli gruppi di 10-20 individui. La ghiandaia è specie di ambiente boschivo soggetta a spostamenti autunnali invasivi legati alla carenza di ghiande nell area di origine o, viceversa, all abbondanza di cibo nelle aree invase. Gli individui che si spostano appartengono comunque alla classe giovanile, priva di un proprio territorio. Le ghiandaie sono legate all ambiente boschivo ma frequentano, sempre più, anche aree di pianura aperta purché alberate. Al di fuori del periodo di fruttificazione autunnale delle querce la ghiandaia si nutre di semi di varia natura (grano, avena, mais e orzo) e di un ampia gamma di prede animali: molluschi, insetti, piccoli rettili, giovani uccelli e piccoli mammiferi. Le uova sono deposte da aprile a maggio e covate per circa 16 giorni. La ghiandaia non ha, a differenza di gazza e cornacchia, un rigido sistema territoriale. Tutti questi corvidi, come gli altri conspecifici, possono creare danni sia alle coltivazioni che al patrimonio faunistico. Sono infatti dotati di eccezionale capacità predatoria nei confronti di uova e pulli. Possono arrivare a ridurre i contingenti di altre specie ornitiche, in particolare quelle che nidificano sul terreno come il fagiano. Frequentano assiduamente e utilizzano le colture agrarie. L incidenza sulle colture agricole è proporzionale alle densità. L efficacia degli interventi di controllo numerico è legata alla concentrazione, per più anni di seguito, degli interventi in determinate aree, sfruttando le territorialità delle specie si arriva così a ridurre localmente gli effettivi e a diminuire i danni senza incidere sulle consistenze totali. 3
2. Finalità di pubblico interesse perseguite I corvidi hanno nel tempo acquisito una sempre maggiore rilevanza quanto a impatto economico sulle colture frutticole e orticole, a causa del loro incremento numerico e anche a seguito della loro maggiore diffusione nelle aree pianeggianti, soprattutto della ghiandaia, dalle quali prima erano assenti. L incidenza economica è dimostrata dagli importi accertati dalla Provincia per danni alle produzioni agricole riportati nella seguente tabella: 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 CORNACCHIA - 6.443,33 4.938,00 940,28 942,53 4.689,53 504,53 GAZZA 9.410,99 10.054,24 10.960,16 11.143,33 12.268,51 5.329,46 12.150,81 GHIANDAIA 19.816,19 27.400,46 24.539,61 20.084,96 39.755,18 40.307,73 29.343,13 Totale 29.227,18 43.898,03 40.437,77 32.168,57 52.966,22 50.326,72 41.998,47 Il piano di controllo ha l obbiettivo di ridurre i danni intervenendo nei frutteti e sulle colture specializzate in relazione alla fase fenologica sensibile delle colture praticate (finalità di limitazione dei danni). Il piano di controllo è anche, in via subordinata, finalizzato a limitare la predazione dei corvidi sulle nidiate di specie di fauna selvatica stanziale, allo scopo di tutelare e salvaguardare le naturali capacità riproduttive all interno degli istituti di produzione e protezione (finalità anti predatoria). In questi ambiti si attuano infatti significativi progetti di ripristino ambientale finalizzati all affermazione delle specie selvatiche e le immissioni sono da tempo limitate a semplici operazioni di rinsanguamento, per fagiano e lepri, mediante la liberazione di soggetti provenienti da catture locali. Nelle AFV e negli degli ATC, sarà inoltre attuato il controllo dei corvidi, con i mezzi previsti nel presente piano e per un termine temporale definito (massimo tre anni) qualora in Aree Finalizzate appositamente individuate e tabellate si preveda, con apposito progetto, la realizzazione di immissioni di ripopolamento finalizzate al raggiungimento di consistenze obiettivo per specie di piccola fauna selvatica, praticando altresì la sospensione del prelievo venatorio della specie oggetto di ripopolamento fino al raggiungimento delle consistenze-obiettivo previste, con successiva impostazione di un modello di prelievo sostenibile, basato su censimento e piano di abbattimento annuale. Relativamente a starna e pernice rossa i progetti comporteranno piani di gestione che prevedano: - interventi sull ambiente tesi a migliorare le potenzialità del territorio e attenuare l azione dei fattori limitanti che condizionano la dinamica della popolazione; - il monitoraggio standardizzato della stessa; - la stima dell incremento utile annuo; - la stesura di un piano di prelievo commisurato alla dinamica della popolazione; - l adozione di meccanismi di controllo del prelievo che consentano il rispetto del piano programmato; L attuazione di tali progetti sarà oggetto di verifica annuale da parte della Provincia. 3. Metodi ecologici All interno degli istituti interessati al controllo numerico con finalità anti predatorie verrà perseguito anzitutto un obiettivo di miglioramento della gestione faunistico-venatoria da attuarsi mediante il ricorso alle azioni di seguito indicate: 4
generale esclusione su tutto il territorio delle immissioni di selvaggina allevata in cattività o d importazione; incremento della disponibilità dei siti di rifugio e di nidificazione per la selvaggina (aree incolte, siepi), oltre che di colture a perdere in particolare nelle aree ad agricoltura intensiva; eventuale attuazione in Aree Finalizzate di piani eccezionali d immissione con durata temporale limitata rivolti all incremento numerico di nuclei naturali di selvaggina. Detti piani dovranno impiegare selvaggina traslocata proveniente da catture condotte sul territorio locale (lepri o fasianidi) e immessa in forma diretta, oppure giovani fagiani d allevamento immessi in periodo estivo previa stabulazione in recinti a cielo aperto per almeno due settimane prima della graduale liberazione in natura; sospensione nelle Aree Finalizzate del prelievo venatorio delle specie ripopolate sino al raggiungimento delle consistenze-obiettivo previste, con successiva impostazione di un modello di prelievo sostenibile, basato su censimento e piano di abbattimento annuale. Le suddette azioni si configurano quali metodi ecologici di cui all art. 19, comma 2, della legge n. 157/92 e pertanto costituiscono strumenti prioritari d azione nell ambito delle iniziative volte al contenimento dei danni in parola. La corretta attuazione dei suddetti metodi sarà verificata dalla Provincia precedentemente al ricorso ad azioni di natura cruenta (piani di abbattimento). Relativamente alle aree in cui si attua il piano di controllo con la finalità di ridurre i danni alle colture, si ritiene che l unico strumento a disposizione di questa amministrazione, detonatori acustici, a parte la irrisoria disponibilità rispetto alle potenziali necessità, sia affetto da una efficacia temporale estremamente ridotta (assuefazione) tale per cui la sua adozione produce essenzialmente un ritardo nell intervento cruento e quindi, paradossalmente, un aumento del danno. Alla luce di queste considerazioni si ritiene di non disporre, allo stato attuale, di efficaci mezzi incruenti di prevenzione del danno alle colture. 4. Piano d'abbattimento - mezzi e metodi selettivi adottati Si procederà a catture selettive con idonei metodi capaci di limitare la presenza delle specie in oggetto, per prevenire una troppo intensa predazione sulle uova e i nidiacei dei galliformi e sugli impianti fruttiferi e orticoli, obiettivo della gestione aziendale. Le trappole adottate dovranno essere rispondenti a requisiti di massima selettività ed efficacia d azione, arrecando nel contempo il minor disturbo possibile alla fauna selvatica non bersaglio. A tale scopo si individuano quindi, quali principali strumenti operativi, i seguenti: 1) trappole Larsen da utilizzarsi durante la fase relativa alla nidificazione e cure parentali primaverili, da posizionarsi nelle vicinanze dei nidi abitati dai corvidi durante la loro fase territoriale; 2) trappole Letter-Box (o box francesi o gabbioni francesi) da utilizzarsi prevalentemente nelle aree di pasturazione. La Provincia si riserva, attraverso il Servizio Tutela e Sviluppo Fauna e il Corpo di Polizia Provinciale, di valutare e autorizzare altri tipi di trappole la cui selettività ed efficacia vengano ritenute accettabili. 5
3) prevedere, come metodo integrativo, soprattutto nei frutteti, spari dissuasivi a salve e, come misura rafforzativa, l abbattimento con fucile con canna ad anima liscia di calibro non superiore al 12. Tali abbattimenti si effettueranno con le seguenti modalità e limitazioni: a. rigorosamente su animali al di fuori dei nidi; b. all interno o in prossimità (entro cento metri) dalle colture interessate dal danno; c. in forma vagante o da appostamento: è consentito l uso di stampi in plastica o in penna, fissi o mobili, nonché di richiami acustici a funzionamento meccanico, elettromagnetico o elettromeccanico, con o senza amplificazione del suono; d. da un ora prima dell alba al tramonto. 4) Ai componenti del Corpo di Polizia Provinciale è concesso l uso di armi da fuoco - con tiro rigorosamente fuori dal nido - laddove le circostanze lo richiedano senza limitazione di ambiti, periodi e orari. 5) E consentito l uso di uccelli rapaci, anche per l abbattimento, da parte di falconieri autorizzati preferenzialmente nei luoghi in cui non sia possibile adottare uno degli altri metodi previsti dal presente piano. Relativamente all estensione temporale degli interventi si prevede che essi vadano attuati prioritariamente nel periodo in cui si manifestano i danni: pertanto, ai fini della prevenzione dei danni alle colture, si effettueranno preferenzialmente nel periodo compreso fra i mesi di marzo e ottobre inclusi, senza tuttavia escludere la possibilità di praticarli anche in periodi diversi dell anno, in coincidenza del rischio per colture passibili di danno secondo le proprie fasi fenologiche a seguito di specifica autorizzazione della Polizia provinciale. Il periodo di esecuzione del piano con finalità anti predatorie, negli istituti di produzione e protezione e nelle AFV, sarà invece compreso fra i mesi di marzo e agosto inclusi. 5. Modalità per l'utilizzo delle trappole La trappola Larsen è costituita da più scomparti, in uno dei quali viene detenuto un esemplare vivo a scopo di richiamo, mentre gli altri servono per la cattura dei soggetti territoriali, mediante un dispositivo a scatto attivato da un finto posatoio. Potranno essere utilizzate Larsen modificate con apertura laterale. Per la cattura del primo soggetto da utilizzarsi quale richiamo vivo è possibile utilizzare la medesima trappola attivata con esca alimentare, particolarmente consigliate le uova. Accade infatti che i soggetti territoriali di gazza attacchino l intruso al fine di cacciarlo, con aggressività maggiore quanto più la trappola è posta vicino al nido e/o ai siti di pastura. Occorre quindi predisporre un accurata localizzazione dei nidi e successivamente dei siti di pastura esistenti sul territorio. In particolare per ogni area d intervento occorre procedere nel rispetto delle seguenti modalità e prescrizioni: localizzazione dei nidi attivi o in costruzione e dei siti di pastura; posizionamento delle trappole Larsen e Letter-Box in prossimità dei nidi o dei siti di pastura e cattura dei soggetti da usare come richiamo, mediante esca alimentare; 6
attivazione delle trappole con richiamo vivo eventualmente coadiuvato dal contemporaneo utilizzo di esca alimentare; controllo giornaliero delle trappole; disinnescare sempre tutte le trappole se il giorno seguente non sono possibili i controlli e le relative soppressioni. In caso di tempo limitato, innescare un numero di trappole corrispondenti al tempo disponibile. liberare subito nel luogo stesso di cattura gli animali eventualmente intrappolati, non appartenenti alle specie bersaglio. soppressione dei corvidi catturati successivamente e in luogo appartato; spostamento delle trappole nei pressi di altri nidi o altre colture agricole suscettibili di danno qualora si constati la cessazione delle catture per alcuni giorni consecutivi; sostituzione saltuaria dei richiami vivi. Da precedenti studi risulta inoltre che il particolare stato di aggressività intraspecifica che caratterizza le coppie nidificanti durante le fasi riproduttive induce entrambi i partner ad entrare nella trappola Larsen, pertanto bisogna evitare di procurare disturbo appena catturato il primo esemplare, ma attendere di catturare anche il secondo che cercherà di aiutare il partner in difficoltà. Poiché in natura la cornacchia ha un comportamento dominante sulla gazza, scacciando quest ultima dai propri territori, l impiego di una gazza come richiamo può consentire di catturare anche esemplari di cornacchia grigia. All atto della presa in consegna della gabbia trappola da parte del coadiutore al piano di controllo sarà fatto sottoscrivere il Protocollo di utilizzo delle gabbie allegato al presente piano. 6. Organizzazione territoriale del controllo Il Piano di controllo sarà attivato su tutto il territorio della provincia di Bologna: ambiti protetti, ambiti privati e ATC. 7. Norme specifiche per i Siti Natura 2000 Nei siti di Rete Natura 2000 il controllo demografico dei corvidi viene realizzato esclusivamente mediante trappole. In particolare: 1) nelle aree di regolare presenza del falco Lanario indicate dal Piano faunistico-venatorio provinciale di seguito elencate: - Media valle del Sillaro - Contrafforte Pliocenico - Monte Vigese - Monte Radicchio, Rupe di Calvenzano - La Martina, Monte Gurlano - Gessi di Monte Rocca, Monte Capra e Tizzano - Boschi di San Luca e destra Reno - Vena del Gesso romagnola - Biotopi e Ripristini ambientali di Medicina e Molinella, - Biotopi e Ripristini ambientali di Budrio e Minerbio - Biotopi e Ripristini ambientali di Bentivoglio, San Pietro in Casale, Malalbergo e Baricella 7
- Biotopi e Ripristini ambientali di Crevalcore - Bacini ex-zuccherificio di Argelato e Golena del Fiume Reno, il controllo demografico si effettua esclusivamente con gabbie trappola ad apertura laterale; 2) nei restanti Siti il controllo demografico dei corvidi può essere realizzato sia con gabbie trappola ad apertura laterale sia con gabbie trappola tradizionali. In ogni caso all interno di Rete Natura 2000 le trappole devono essere utilizzate solo per ridurre l impatto sulle colture agricole, evitandone l uso ove non vi è questa esigenza e in particolare nelle zone umide e nei siti di nidificazione dei rapaci. Inoltre le trappole dovranno essere disposte in modo da essere scarsamente visibili da una posizione zenitale, ossia riparate da filari di alberi, siepi o mascherate in altro modo. Le gabbie trappola, quando in attività, devono essere controllate almeno due volte al giorno in estate e almeno una volta al giorno nelle altre stagioni. 8. Numero massimo di capi abbattibili Le conoscenze sullo stato delle popolazioni di gazza, cornacchia grigia e ghiandaia indicano che tali specie non sono minacciate e godono di un buono stato di conservazione con popolazioni con elevato numero di effettivi; pertanto si ritiene di provvedere alla cattura e successiva eliminazione dei seguenti capi (dati totali sul territorio provinciale per ciascun anno di validità del piano): - 3.000 cornacchie, - 6.500 gazze, - 4.500 ghiandaie. 9. Circostanze, tempi e luoghi di rilascio Poiché le modalità del controllo si realizzano con la soppressione degli esemplari catturati non è previsto il rilascio di animali. E possibile la cessione di esemplari catturati ad altri coadiuvanti per usarli come richiamo nelle trappole. 10. Destinazione della fauna abbattuta e smaltimento delle carcasse Una volta catturati i corvidi vengono eliminati con tecniche eutanasiche capaci di procurare una morte pressoché istantanea senza inutili sofferenze. Il metodo sicuramente più consono consiste nella disarticolazione delle vertebre cervicali sbattendo con vigoria e velocità d azione la nuca dell animale sullo spigolo vivo di una superficie rigida così come indicato nel documento tecnico dell INFS n. 19 Il controllo numerico della gazza mediante la trappola Larsen. Di fondamentale importanza il non eseguire tale operazione in prossimità delle trappole dove altri corvidi potrebbero notare l operazione associandola alle trappole stesse. Vista l esiguità del numero e le modeste dimensioni corporee degli esemplari da sopprimere, su indicazione e in accordo con i Servizi veterinari delle Aziende USL, si procederà allo smaltimento delle carcasse mediante interramento. L interramento verrà effettuato a una profondità tale che le spoglie risultino ricoperte da almeno 50 cm di terreno compattato e ad una distanza non inferiore a 200 m da pozzi di alimentazione idrica o da corpi idrici naturali o artificiali escludendo terreni sabbiosi, limosi o comunque ad elevata permeabilità. 8
11. Operatori incaricati di attuare il controllo In base al dettato dell art. 19 della L.n. 157/92 e dell art. 16 della L.R. 8/94 e successive modificazioni e integrazioni, sono incaricati delle operazioni di controllo gli ufficiali e agenti del Corpo di Polizia provinciale, che potranno avvalersi dell autodifesa dei proprietari o conduttori dei fondi sui quali si attuano i piani di controllo, purché muniti di licenza per l esercizio venatorio, nonché gli appartenenti al Corpo Forestale dello Stato e ai Corpi di Polizia Municipale muniti di licenza per l esercizio venatorio. Gli appartenenti al Corpo di Polizia Provinciale potranno altresì avvalersi dei coadiuvanti selezionati attraverso appositi corsi di preparazione alla gestione faunistica e agli interventi di controllo iscritti all apposito Elenco provinciale dei coadiuvanti per gli interventi di controllo sui corvidi. Possono partecipare a questi corsi ed essere iscritti nello specifico elenco dei coadiuvanti anche agricoltori senza licenza di caccia interessati a gestire il controllo esclusivamente attraverso l uso di trappole e quindi di metodi che non richiedono l impiego di armi da fuoco. 12. Norme di sicurezza Gli operatori incaricati di realizzare le azioni di controllo dovranno dimostrare di avere sottoscritto una assicurazione che risarcisca eventuali infortuni subiti, nonché eventuali danni causati a terzi nell esercizio del controllo faunistico. Durante lo svolgimento delle attività connesse all attuazione del presente piano di controllo, gli operatori dovranno seguire le comuni norme di prudenza e buona pratica nell uso delle armi da fuoco e degli altri strumenti consentiti. Durante le operazioni in campo è necessario che gli operatori siano dotati di abbigliamento consono alle condizioni climatiche e al contesto ambientale nel quale si svolgono le attività stesse. Tutti gli operatori impegnati in azioni di controllo con sparo dovranno indossare un giubbotto ad alta visibilità avente caratteristiche analoghe a quelle previste dal Codice della Strada. Dovranno inoltre essere utilizzati guanti di gomma, del tipo usa e getta, per il maneggio delle carcasse degli animali abbattuti. 13. Autorizzazione e controllo delle operazioni Il controllo delle operazioni è competenza del Corpo di Polizia Provinciale che provvede alla compilazione degli atti autorizzativi periodici e alla vigilanza sullo svolgimento dei piani. Il coadiuvante autorizzato con il Foglio Operativo rilasciato dalla Polizia provinciale dovrà utilizzare per la comunicazione delle azioni apertura e chiusura delle attività - il portale vocale (tramite telefono o via web) di cui alla Delibera della Giunta provinciale n.177 del 22/05/2012 seguendo le modalità riportate sul sito istituzionale della Provincia. Il Corpo di Polizia provinciale cura inoltre la verifica dell efficacia degli interventi e dell efficienza dei Gruppi di Controllo Corvidi (GCCo) provvedendo, ove necessario, a modifiche e adeguamenti della composizione dei gruppi stessi. Il Corpo di Polizia Provinciale potrà inoltre valutare e autorizzare l uso di gabbie trappola realizzate artigianalmente sul modello Larsen e Letter box la cui selettività ed efficacia vengano ritenute accettabili. Tali strumenti verranno autorizzati mediante l apposizione di targhette inamovibili riportanti la dicitura Provincia di Bologna. 9
14. Rendicontazione delle operazioni di controllo Attraverso il sistema di registrazione automatica delle operazioni di controllo (portale vocale) è possibile predisporre un rendiconto degli interventi effettuati a seguito di autorizzazioni della Polizia provinciale. Tale rendiconto verrà inviato dalla Provincia, entro il 31 marzo dell anno successivo, all ISPRA. Alla scadenza del piano sarà inviato a ISPRA un rendiconto relativo all intero periodo di vigenza. 15. Durata del piano di controllo Il presente piano avrà validità dalla sua approvazione e scadenza il 31 dicembre 2017. 10
ALLEGATO Provincia di Bologna Protocollo di Utilizzo delle gabbie-trappola Larsen o letter-box per la cattura di Corvidi Io sottoscritto. nato a residente a.. in via in qualità di coadiutore al controllo numerico dei Corvidi in Provincia di Bologna leggo, accetto e mi impegno a rispettare le sotto elencate condizioni operative del piano di controllo numerico attuato mediante gabbie-trappola Larsen o letter-box. 1. rispetto dei siti di trappolaggio affidati e dei periodi di trappolaggio; 2. posizionamento delle gabbie-trappola in prossimità dei nidi (Larsen) o in area aperta (letter-box); 3. attivazione delle gabbie con esca alimentare (uova) e poi con richiamo/i vivo/i; 4. controllo almeno giornaliero delle gabbie con rinnovo di cibo ed acqua al richiamo ed eventuale soppressione eutanasica dei Corvidi catturati in luogo appartato mediante disarticolazione delle vertebre; 5. immediata liberazione delle specie non bersaglio eventualmente catturate con particolare riferimento ai rapaci (Gheppio, Poiana, Astore, Gufo, ecc.); 6. eventuale spostamento in altro sito delle gabbie Larsen dopo la cattura della coppia territoriale e sostituzione saltuaria dei richiami; data.. firma del consegnatario.. Per la Provincia di Bologna. (Firma e timbro) 11