La Cascina LA CASCINA

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La Cascina LA CASCINA La Cascina, è un altro esempio di corte, ma caratterizzata da requisiti di assoluta eccezionalità, sia per il dato architettonico sia per quello funzionale. Denominata Cà Bonoris dal casato dei suoi primi proprietari, la corte ed anche la località nella quale domina, viene oggi chiamata La Cascina. E un complesso edilizio di ben sei edifici, con caratteristiche architettoniche e tecnologiche del tutto uguali, legati tra essi dalla medesima funzione, la produzione agricola. La regolarità della pianta, con la monumentalità della residenza e della stalla sono un complesso con carattere di esclusività ed unicità, in tutto il territorio.

La Cascina appare oggi su pianta rigidamente poligonale, all interno della quale si collocano l edificio residenziale, la grande stalla, il fienile, le due case, uguali e simmetriche per ubicazione rispetto alla stalla, l edificio rustico adibito anche a lavanderia, il complesso del forno, dei pollai, dei porcili e dell officina. PARTICOLARI DELLA CASCINA L edificio residenziale nel quale si trovavano le stanze riservate ai proprietari, separate da quelle assegnate agli uomini di fiducia (tecnici agricoli, ingegneri agronomi, contabili), i quali conducevano l azienda e dirigevano il lavoro di centinaia di braccianti. La facciata della casa è caratterizzata da cinque porte d ingresso, questa è articolata su tre piani, dove i primi due sono strutturati ad uso abitazione, mentre l ultimo non è altro che un enorme granaio, immediatamente sotto al tetto. La grande aia in mattoni cotti, con muretto di contenimento, si trova al centro dalla residenza.

Il piccolo fabbricato, tutto in mattoni a vista, su pianta rettangolare con portico, un tempo destinato a rustico, a deposito di legna, a lavanderia ed a magazzino. Il terzo edificio inizialmente destinato a pollai, porcili e forno.

La grande stalla costruita, è composta da cinque corpi simmetrici, con un porticato. Il solaio portante di soffittatura della stalla è la struttura di sostegno del sovrastante fienile, ventilato da frangisole in cotto a disegno originale. Per ultime le due case dei bovai poste in prossimità della stalla, costruite anche queste in mattoni a faccia vista, su pianta rettangolare. Le due costruzioni sono esattamente uguali nella forma, nelle dimensioni e nei materiali. LA STORIA Il cambiamento di toponimo, da Cassina a Cascina è avvenuto nell 800. Fino ad allora il termine cassina designava una corte con vasti pascoli e ricchi allevamenti di bestiame, sia da lavoro sia, e soprattutto, da latte. Le cassine erano rinomate per la loro produzione di latticini, in particolare del cosiddetto formaggio della valle. Acquistando i terreni di Felonica il conte Gaetano Bonoris, facoltoso proprietario terriero, porta con sé l immagine di quelle cascine del Bresciano, nelle quali si era trapiantato da Mantova. Ed è così che gradualmente il nome cassina si è trasformato nel toponimo cascina. Il progetto di Bonoris di fare della corte di Felonica un unità produttiva d avanguardia è stato, per il paese e per il distretto, un esempio unico di pianificazione da parte del capitalismo agrario, che comportava l impiego razionale nell investimento di forti capitali per aumentare la resa e la produttività. Al fine di portare a coltura terreni, che sino a quel momento avevano indici di resa piuttosto modesti, viene realizzato un complesso edilizio adatto per la loro coltivazione.

Un idea moderna ed innovatrice che usciva dalla logica della corte rurale, ma che non produsse i risultati economici attesi.