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Umberto Saba (1883-1957) BIOGRAFIA Trieste (svantaggi [ perifericità ], e vantaggi [conoscenza di Nieztsche e di Freud], entrò a far parte dello Stato italiano solo dopo la I Guerra mondiale) Umberto Poli madre ebrea e rigida, abbandonata dal marito alla nascita del poeta balia: Peppa Sabaz (tre anni sereni; 1911: Saba) nevrosi (diversità dei genitori: padre spensierato (Mio padre è stato l'assassino), ariano; madre = educazione rigida e repressiva; scissione interiore ed esperienza omosessuale (Ernesto); cura psicanalitica senza successi duraturi). Studi irregolari. 1907-1908 servizio militare (Versi militari). 1909: sposa Carolina Woelfer (Lina); vita appartata (Libreria antiquaria dal 1919) 1910: nasce la figlia Linuccia (La nuvoletta) 1921: prima edizione del Canzoniere (le altre nel 1945, 1948, 1957, 1961) 1938: sfugge alle persecuzioni razziali Nel dopoguerra a Roma: partecipa alla rinascita civile, successo di critica, depressione e ricovero in clinica 1946: Scorciatoie e raccontini (Milano) 1948: Storia e cronistoria del Canzoniere 1953: Laurea honoris causa (Università di Roma) 1956: muore Lina 1957: muore in una clinica di Gorizia Poetica: il poeta è sacerdote dell'eros; rifiuto della poesia come artificio

corrispondenza tra carattere periferico di Trieste e il singolare impasto di modernità e tradizione della sua poesia = perifericità poetica rispetto al novecentismo Trieste è una città asburgica, periferica rispetto al resto d'italia ma in contatto con esperienze nuove (Freud, Nietzsche, psicanalisi come Svevo) reazione al dannunzianesimo, ma, a differenza dei vociani e dei futuristi, rifiuta anche lo sperimentalismo; si riallaccia alla tradizione del primo Ottocento e del Settecento e al melodramma: l' Italia è per lui la vera patria ricerca una poesia onesta, realizzata attraverso i metri tradizionali (dal sonetto alla canzonetta arcadica), cantabili comunque, e un lessico povero e usuale; la sintassi invece ricorre alle inversioni della tradizione illustre e ad altri artifici che corrodono dall'interno la tradizione. (Vuole comunicare ed essere compreso da tutti gli italiani). (Amai) Il canzoniere: Il titolo richiama l'idea tradizionale della poesia come canto, ispirazione, conforto alla pena di vivere (Petrarca, Leopardi); è suddiviso in volumi e sezioni (tre libri, venticinque sezioni) che rispecchiano i diversi momenti della vita del poeta con realismo lirico, cioè senza fare ricorso all'astrazione tipica della lirica simbolista: amore coniugale, le sue crisi, la tenerezza per la figlia, i vari amori della maturità; l'autobiografismo non è chiusura intimista: il poeta vorrebbe identificarsi con la vita quotidiana e popolare della sua città, ma si sente escluso (1910 Trieste e una donna: Città vecchia); infatti, a fianco all'espressione musicalmente aggraziata di sentimenti privati, presenta la rappresentazione delle gioie e dei dolori collettivi (Cinque poesie per

il gioco del calcio, poesie per la Resistenza e la Liberazione); lontano dall'ironia crepuscolare, la sua poesia vuol nobilitare il quotidiano, o meglio, riconoscere la nobiltà dell'esistere nel quotidiano; raccoglie la produzione poetica dal 1900 al 1954 (I 1921; II 1945; postuma 1961) carattere unitario: non somma di sequenze indipendenti, ma varie tappe biografiche (= articolazioni dell'opera: tre volumi, sezioni 9+9+8) tendenza narrativa: racconto non di una vita ma della ricerca del significato di questa = racconto di un'autoanalisi; Tematica: scissione dell'io, che affonda le sue radici nell'infanzia (1953, Ernesto, Confessione alla madre incontro omosessuale); infanzia, rievocata dall'adulto (incontro con la psicanalisi); eros = i poeti sacerdoti di eros, cantori della verità elementare che unifica tutti i viventi, della brama (pulsione sessuale); Principi fondamentali della poetica di Saba: rifiuto della poesia come artificio rifiuto della tradizione morta, un insieme di convenzioni falsificanti, interpretate analiticamente; stile leggero (Città vecchia); sospetto : interesse per i particolari secondari che rivelano la verità dei rapporti umani e della civiltà; ricerca della chiarezza e dell'onestà (Chiarezza era il primo titolo del Canzoniere) in relazione con la funzione sociale dei poeti (la poesia è un'onesta ricerca

della verità che ha pure uno scopo terapeutico sul piano individuale e sociale); che consiste nel rapporto profondo che la poesia stabilisce con le leggi fondamentali della vita; l'onestà si pratica innanzitutto nei confronti del proprio mondo interiore, si realizza attraverso lo scandaglio dell'indagine conoscitiva (cfr. Svevo: solo noi malati sappiamo qualcosa di noi stessi ); l'onestà è privilegiata rispetto alla bellezza; al poeta spetta di registrare e dare voce alla verità nascosta nell'intimo di fiducia: tutti gli esseri; nelle forme metriche della tradizione (radici nell'ottocento, testa nel Duemila): nella lingua della vecchia letteratura, ma forzata ad assumere un aspetto moderno; nello stile; Per cogliere il significato di una poesia bisogna conoscere tutte le altre. Opere in prosa: 1946: Scorciatoie e raccontini 135 aforismi: la scorciatoia è la via brevissima che congiunge il dato al suo significato: interpretazione bruciante e imprevedibile di un fatto banale, sotto gli occhi di tutti non solo demistificazione, anche rivelazione di verità non immediatamente percepibili ai più (La capra); aspetti della vita sociale e della cultura nei quali meglio possa svelarsi un

contenuto di verità normalmente nascosto; presupposto: il mondo è dominato dall'inautenticità e dall'apparenza, sotto le quali sono presenti verità semplici, che la conoscenza senza ipocrisie può raggiungere (Nietzsche, Freud). 1948: Storia e cronistoria del Canzoniere scritto per rivendicare il valore della sua poesia 1956: Ricordi Racconti La capra Ho parlato a una capra. Era sola sul prato, era legata. Sazia d'erba, bagnata dalla pioggia, belava. Quell'uguale belato era fraterno al mio dolore. Ed io risposi, prima per celia, poi perché il dolore è eterno, ha una voce e non varia. Questa voce sentiva gemere in una capra solitaria. In una capra dal viso semita sentiva querelarsi ogni altro male, ogni altra vita.