Stabilimento di Campi Salentina (LE) ai sensi del D.Lgs. 334/99 e del D.Lgs. 238/2005 Aprile 2011 OMISSIS Documento 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011.doc Composto di n. 402 pagine totali comprese intestazione degli allegati
INDICE DEL DOCUMENTO ELENCO ALLEGATI...16 PREMESSA...18 1.A.1.1 DATI GENERALI...21 1.A.1.1.1 1.A.1.1.2 RAGIONE SOCIALE ED INDIRIZZO DEL FABBRICANTE...21 DATI IDENTIFICATIVI ED UBICAZIONE DELL'IMPIANTO...21 1.A.1.1.2.1 IDENTIFICAZIONE DELLO STABILIMENTO...21 1.A.1.1.3 1.A.1.1.4 1.A.1.2 1.A.1.2.1 RESPONSABILE DELLA PROGETTAZIONE DELLO STABILIMENTO...23 RESPONSABILE DEL RAPPORTO DI SICUREZZA...23 UBICAZIONE DELL'IMPIANTO...25 COROGRAFIA DELLA ZONA...25 1.A.1.2.1.1 COROGRAFIA 1:25000...25 1.A.1.2.1.2 ELEMENTI COROGRAFICI ABITATIVI...25 1.A.1.2.1.3 ELEMENTI COROGRAFICI INDUSTRIALI...25 1.A.1.2.1.4 ELEMENTI COROGRAFICI STRUTTURALI...25 1.A.1.2.1.5 DISTANZA DAL PIÙ VICINO AEROPORTO...26 1.A.1.2.2 POSIZIONE DELL'IMPIANTO SU MAPPA DETTAGLIATA...26 1.A.1.2.3 PIANTE E SEZIONI DELL'IMPIANTO...27 1.B.1.1 STRUTTURA ORGANIZZATIVA...29 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 2
1.B.1.1.1 INFORMAZIONI INTERESSANTI L'ESERCIZIO DELLO STABILIMENTO...29 1.B.1.1.1.1 STRUTTURA ORGANIZZATIVA E DIAGRAMMA...29 1.B.1.1.1.2 RAPPORTI TRA DIPARTIMENTI...30 1.B.1.1.2 UBICAZIONE DEL PERSONALE...32 1.B.1.1.2.1 ENTITÀ DEL PERSONALE...32 1.B.1.1.3 QUALIFICA AZIENDALE E PROFESSIONALE DEL PERSONALE...33 1.B.1.1.3.1 REQUISITI DI ADDESTRAMENTO...35 1.B.1.2 DESCRIZIONE DELLE ATTIVITÀ...38 1.B.1.2.1 ATTIVITÀ SOGGETTE AL D.LGS. 334/99...38 1.B.1.2.1.1 ATTIVITÀ DI IMPIANTO...38 1.B.1.2.2 CODICE DI ATTIVITÀ...38 1.B.1.2.3 DESCRIZIONE DELLA TECNOLOGIA DI BASE ADOTTATA...39 1.B.1.2.3.1 PROCESSI TECNOLOGICI DI TIPO STANDARD...39 1.B.1.2.4 PRODOTTI ENTRANTI E USCENTI DALL'IMPIANTO...43 1.B.1.2.4.1 SCHEMA A BLOCCHI - FLUSSO DI SOSTANZE IN/OUT...43 1.B.1.2.4.2 MODALITÀ DI TRASPORTO, TEMPERATURA, PRESSIONE, PORTATA...45 1.B.1.2.4.3 CARATTERISTICHE PRINCIPALI DELL'IMPIANTO...48 1.B.1.2.4.3.1 CARATTERISTICHE GENERALI...48 1.B.1.2.4.3.1 SERBATOI DI STOCCAGGIO DEL G.P.L....50 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 3
1.B.1.2.4.3.2 SALA POMPE E COMPRESSORI...57 1.B.1.2.4.3.3 PUNTO DI TRAVASO AUTOBOTTI...59 1.B.1.2.4.3.4 CAPANNONE ADIBITO ALLE OPERAZIONI DI RIEMPIMENTO DELLE BOMBOLE...62 1.B.1.2.4.3.5 AREA DI DEPOSITO DELLE BOMBOLE PIENE...67 1.B.1.2.4.3.6 AREA DI DEPOSITO DELLE BOMBOLE VUOTE...67 1.B.1.2.4.3.7 AREA DI SOSTA AUTOBOTTI...67 1.B.1.2.4.3.8 LOCALE POMPE ANTINCENDIO...68 1.B.1.2.4.3.9 UFFICI, SERVIZI E MAGAZZINI...69 1.B.1.2.4.3.10 VIABILITÀ INTERNA...71 1.B.1.2.4.3.11 DISTANZE DI SICUREZZA...71 1.B.1.2.5 CAPACITÀ PRODUTTIVA DELL IMPIANTO...72 1.B.1.2.6 INFORMAZIONI RELATIVE ALLE SOSTANZE TRATTATE...72 1.B.1.2.6.1 PROPRIETÀ CHIMICO - FISICHE DELLE SOSTANZE...73 1.B.1.2.6.1.1 TIPOLOGIE...73 1.B.1.2.6.1.2 SCHEDE DATI DI SICUREZZA...75 1.B.1.2.6.2 FASI DELL'ATTIVITÀ IN CUI LE SOSTANZE POSSONO INTERVENIRE...110 1.B.1.2.6.3 QUANTITÀ MASSIME EFFETTIVE PREVISTE...110 1.B.1.2.6.4 COMPORTAMENTO FISICO - CHIMICO NELLE CONDIZIONI DI NORMALE UTILIZZAZIONE...111 1.B.1.2.6.5 TIPOLOGIA DELLE SOSTANZE IN CASO DI ANOMALIE...112 1.B.1.2.6.6 SITUAZIONI CHE POSSONO INFLUIRE SUL RISCHIO...112 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 4
1.B.1.3 ANALISI PRELIMINARE PER INDIVIDUARE LE AREE CRITICHE E VERIFICA DI COMPATIBILITÀ TERRITORIALE...113 1.B.1.3.1 APPLICAZIONE DEL METODO INDICIZZATO...113 1.B.1.3.1.1 SUDDIVISIONE DEL DEPOSITO IN UNITÀ...113 1.B.1.3.1.2 VALUTAZIONE DEI FATTORI DI PENALIZZAZIONE...114 1.B.1.3.1.3 TABELLA RIEPILOGATIVA DEI FATTORI DI PENALIZZAZIONE...125 1.B.1.3.1.4 CALCOLO DEGLI INDICI INTRINSECI...127 1.B.1.3.1.5 INDIVIDUAZIONE DEI FATTORI DI COMPENSAZIONE...128 1.B.1.3.1.6 TABELLA RIEPILOGATIVA DEI FATTORI DI COMPENSAZIONE...142 1.B.1.3.1.7 CALCOLO DEGLI INDICI COMPENSATI E CATEGORIZZAZIONE DELLE UNITÀ...145 1.B.1.3.1.8 CLASSIFICAZIONE DELLO STABILIMENTO...146 1.B.1.3.2 VERIFICA DI COMPATIBILITÀ TERRITORIALE...146 1.B.1.3.2.1 RICHIAMI NORMATIVI...146 1.B.1.3.2.2 CLASSIFICAZIONE DEL DEPOSITO...147 1.B.1.3.2.3 AREE DI DANNO...147 1.B.1.3.2.4 CONDIZIONI PER LA COMPATIBILITÀ TERRITORIALE...150 1.B.1.3.2.5 STATO DELL EDIFICAZIONE REALE ABITATIVA...150 1.B.1.3.2.6 VERIFICA DI COMPATIBILITÀ TERRITORIALE...151 1.C.1.1 SANITÀ E SICUREZZA DELL'IMPIANTO...153 1.C.1.1.1 SCENARI INCIDENTALI...153 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 5
1.C.1.1.1.1 ODORIZZAZIONE...153 1.C.1.1.1.2 RISCHIO PER TOSSICITÀ...154 1.C.1.1.1.3 RISCHIO CRIOGENICO...155 1.C.1.1.1.4 RISCHIO PER SOVRAPPRESSIONE...156 1.C.1.1.1.5 RISCHIO DI ESPLOSIONE ED INCENDIO...156 1.C.1.1.1.5.1 1.C.1.1.1.5.2 1.C.1.1.1.5.3 1.C.1.1.1.5.4 INCENDI ED ESPLOSIONI DI NUBI DI VAPORE...157 INCENDI DI POZZE DI G.P.L...158 INCENDI A TORCIA...159 BLEVE E COLLASSO DI SERBATOI...159 1.C.1.1.2 ESPERIENZA STORICA...161 1.C.1.1.2.1 TIPOLOGIA DI EVENTI INCIDENTALI...161 1.C.1.1.2.2 TIPOLOGIE DI CAUSE INIZIATRICI...170 1.C.1.1.2.3 FONTI DI INFORMAZIONE...172 1.C.1.2 1.C.1.3 1.C.1.3.1 REAZIONI INCONTROLLATE...173 DATI SU PERTURBAZIONI NATURALI O GEOFISICHE...174 DATI METEOROLOGICI...174 1.C.1.3.2 DATI SULLE PERTURBAZIONI NATURALI...175 1.C.1.3.2.1 DATI GEOFISICI - CARATTERISTICHE DEI DATI...175 1.C.1.4 INTERAZIONI CON ALTRI IMPIANTI...177 1.C.1.4.1 INTERAZIONE IMPIANTO - ALTRE AREE...177 1.C.1.5 ANALISI DELLA SEQUENZA DEGLI EVENTI INCIDENTALI...179 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 6
1.C.1.5.1 IPOTESI DI RILASCIO...180 1.C.1.5.1.1 EVENTI PRINCIPALI ALL'ORIGINE DEI RILASCI...180 1.C.1.5.1.2 FREQUENZA DI ACCADIMENTO DEGLI INCIDENTI...184 1.C.1.5.1.2.1 FREQUENZA DELL'INCIDENTE DI ROTTURA O DISTACCO DEL BRACCIO DI CARICO AL PUNTO DI TRAVASO...185 1.C.1.5.1.2.2 FREQUENZA DELL'INCIDENTE DI FESSURAZIONE O DISTACCO PARZIALE DEL BRACCIO DI CARICO AL PUNTO DI TRAVASO...187 1.C.1.5.1.2.3 FREQUENZA DELL'INCIDENTE DI ROTTURA DI UNA POMPA DI MOVIMENTAZIONE...187 1.C.1.5.1.2.4 FREQUENZA DELL'INCIDENTE DI ROTTURA DI UN COMPRESSORE...188 1.C.1.5.1.2.5 FREQUENZA DELL'INCIDENTE DI ROTTURA DI UN TUBO FLESSIBILE DURANTE LE OPERAZIONI DI IMBOTTIGLIAMENTO...191 1.C.1.5.1.2.6 FREQUENZA DELL'INCIDENTE DI ROTTURA DI UN TUBO DI SPURGO...192 1.C.1.5.1.2.7 FREQUENZA DELL'INCIDENTE DI ROTTURA DI UNA TUBAZIONE PRINCIPALE (LIQUIDO E VAPORE) CONNESSA AD UN SERBATOIO DI STOCCAGGIO...193 1.C.1.5.1.2.8 FREQUENZA DELL'INCIDENTE DI ROTTURA E FESSURAZIONE DI UNA LINEA DELL'IMPIANTO (FASE LIQUIDA E VAPORE)...194 1.C.1.5.1.2.9 FREQUENZA DELL'INCIDENTE DI ROTTURA E FESSURAZIONE DI UN SERBATOIO NELLA ZONA DEL LIQUIDO...195 1.C.1.5.1.2.10 FREQUENZA DELL'INCIDENTE DI ROTTURA E FESSURAZIONE DI SERBATOIO NELLA ZONA DEL VAPORE...196 1.C.1.5.1.2.11 FREQUENZA DELL'INCIDENTE DI RILASCIO DA UNA VALVOLA DI SICUREZZA DI UN SERBATOIO DI STOCCAGGIO...196 1.C.1.5.1.2.12 FREQUENZA DEGLI INCIDENTI DI PERDITE MINORI...197 1.C.1.5.1.2.13 SINTESI DELLE FREQUENZE DEGLI INCIDENTI...198 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 7
1.C.1.5.1.3 DETERMINAZIONE DELLE SEQUENZE INCIDENTALI CON RIFERIMENTO ALLE FREQUENZE ED ALL'ENTITÀ DEI RILASCI...199 1.C.1.5.1.3.1 RILASCI PER ROTTURA O DISTACCO DEL BRACCIO DI CARICO FASE LIQUIDA AL PUNTO DI TRAVASO...203 1.C.1.5.1.3.2 RILASCI PER FESSURAZIONE O DISTACCO PARZIALE DEL BRACCIO DI CARICO DEL LIQUIDO AL PUNTO DI TRAVASO...205 1.C.1.5.1.3.3 RILASCI PER ROTTURA O DISTACCO DEL BRACCIO DI CARICO DI FASE VAPORE AL PUNTO DI TRAVASO...207 1.C.1.5.1.3.4 RILASCI PER FESSURAZIONE DEL BRACCIO DI CARICO FASE VAPORE AL PUNTO DI TRAVASO...209 1.C.1.5.1.3.5 RILASCI PER ROTTURA DI UNA POMPA DI MOVIMENTAZIONE...209 1.C.1.5.1.3.6 RILASCI PER ROTTURA DI UN COMPRESSORE...211 1.C.1.5.1.3.7 RILASCI PER ROTTURA TUBO FLESSIBILE DURANTE LE OPERAZIONI DI IMBOTTIGLIAMENTO...213 1.C.1.5.1.3.8 RILASCI PER ROTTURA DEL SISTEMA DI ALIMENTAZIONE G.P.L. ALLA GIOSTRA...215 1.C.1.5.1.3.9 1.C.1.5.1.3.10 RILASCI PER ROTTURA LINEA FASE LIQUIDA...217 RILASCI PER FESSURAZIONE LINEA FASE LIQUIDA...219 1.C.1.5.1.3.11 RILASCI PER ROTTURA LINEA FASE VAPORE...221 1.C.1.5.1.3.12 RILASCI PER FESSURAZIONE LINEA DEL VAPORE...221 1.C.1.5.1.3.13 RILASCI PER ROTTURA SERBATOIO NELLA ZONA DEL LIQUIDO...222 1.C.1.5.1.3.14 RILASCI PER FESSURAZIONE SERBATOIO NELLA ZONA DEL LIQUIDO...222 1.C.1.5.1.3.15 1.C.1.5.1.3.16 RILASCI PER ROTTURA DI UN SERBATOIO NELLA ZONA DEL VAPORE...224 RILASCI PER FESSURAZIONE SERBATOIO NELLA ZONA DEL VAPORE...224 1.C.1.5.1.3.17 RILASCI PER APERTURA DI UNA VALVOLA DI SICUREZZA DI UN SERBATOIO...225 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 8
1.C.1.5.1.3.18 SINTESI DELLE SEQUENZE DI RILASCIO...227 1.C.1.5.1.4 QUANTIFICAZIONE DEI RILASCI...230 1.C.1.5.1.5 INDIVIDUAZIONE DEI RILASCI PIÙ GRAVOSI...234 1.C.1.5.2 IDENTIFICAZIONE DEI PUNTI CRITICI...235 1.C.1.5.3 COMPORTAMENTO IMPIANTO PER MANCANZA RETI DI SERVIZIO...235 1.C.1.6 1.C.1.6.1 STIMA DELLE CONSEGUENZE DEGLI EVENTI INCIDENTALI...238 IPOTESI E MODELLI DI CALCOLO UTILIZZATIERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DE 1.C.1.6.2 RISULTATI DEI CALCOLI DELLE CONSEGUENZE...238 1.C.1.6.3 EFFETTO DOMINO (BLEVE)...298 1.C.1.6.3.1 VALUTAZIONE FREQUENZA DI ACCADIMENTO INCIDENTI DI BLEVE...298 1.C.1.6.4 CONSIDERAZIONI SULLE CONSEGUENZE DEI RILASCI ED INDIVIDUAZIONE DELLE AREE COINVOLTE...303 1.C.1.7 1.C.1.7.1 MISURE ADOTTATE PER PREVENIRE I TOP - EVENTS...309 MISURE A LIVELLO IMPIANTISTICO E OPERATIVO...309 1.C.1.7.1.1 MITIGAZIONE PUNTO DI VISTA IMPIANTISTICO...309 1.C.1.7.1.2 MITIGAZIONE PUNTO DI VISTA OPERATIVO...312 1.C.1.7.2 MISURE ADOTTATE PER PREVENIRE RISCHI DOVUTI AD ERRORE UMANO...313 1.C.1.7.3 PRECAUZIONI E COEFFICIENTI PER LA SICUREZZA...314 1.C.1.7.3.1 PERTURBAZIONI GEOFISICHE...314 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 9
1.C.1.7.3.2 PERTURBAZIONI METEOMARINE...315 1.C.1.7.3.3 PERTURBAZIONI CERAUNICHE...315 1.C.1.7.3.4 ESPLOSIONI...316 1.C.1.7.3.5 INCENDI...316 1.C.1.7.4 MODALITÀ DI VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA DELL IMPIANTO...317 1.C.1.7.5 CERTIFICAZIONI E DOCUMENTI COMPROVANTI LA SICUREZZA E L AFFIDABILITÀ DELL IMPIANTO...317 1.C.1.8 PRECAUZIONI PROGETTUALI E COSTRUTTIVE...318 1.C.1.8.1 CRITERI DI PROGETTAZIONE DEGLI IMPIANTI ELETTRICI, DELLA STRUMENTAZIONE E DEGLI IMPIANTI DI PROTEZIONE CONTRO SCARICHE ATMOSFERICHE ED ELETTROSTATICHE...319 1.C.1.8.1.1 IMPIANTI ELETTRICI...319 1.C.1.8.1.2 STRUMENTAZIONE E CONTROLLO...319 1.C.1.8.1.3 IMPIANTI CONTRO LE SCARICHE ATMOSFERICHE...320 1.C.1.8.1.4 IMPIANTI DI MESSA A TERRA...320 1.C.1.8.2 SISTEMI DI SCARICO DELLA PRESSIONE...321 1.C.1.8.2.1 VALVOLE DI SICUREZZA DEI SERBATOI...321 1.C.1.8.2.2 VALVOLE DI SICUREZZA PER TUBAZIONI...322 1.C.1.8.3 LOCALIZZAZIONE DEGLI SCARICHI FUNZIONALI IN ATMOSFERA...322 1.C.1.8.3.1 PORTATA E COMPOSIZIONE DEGLI SCARICHI FUNZIONALI...322 1.C.1.8.3.2 ZONE INTERESSATE DA EVENTUALI RADIAZIONI TERMICHE...325 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 10
1.C.1.8.4 POSSIBILITÀ DI CONTROLLO DELLE VALVOLE DI SICUREZZA DI TIPO A MOLLA...325 1.C.1.8.5 STANDARD DI PROGETTAZIONE DI SERBATOI, RECIPIENTI E TUBAZIONI...326 1.C.1.8.5.1 NORME SPECIFICHE DI PROGETTAZIONE PER I SERBATOI...326 1.C.1.8.5.2 PROGETTAZIONE DELLE TUBAZIONI...327 1.C.1.8.6 PROTEZIONE DALLA CORROSIONE DEI CONTENITORI DI SOSTANZE PERICOLOSE...328 1.C.1.8.7 IDENTIFICAZIONE ZONE CON SOSTANZE CORROSIVE...329 1.C.1.8.8 MISURE DI CONTROLLO PER LA CORROSIONE...329 1.C.1.8.9 PROCEDURE DI CONTROLLO CORROSIONE...329 1.C.1.8.10 DESCRIZIONE DEI SISTEMI DI BLOCCO...329 1.C.1.8.10.1 VALVOLE DI NON RITORNO...330 1.C.1.8.10.2 1.C.1.8.10.3 SISTEMA DI VALVOLE DI BLOCCO TELECOMANDATE...330 PROVE SUI SISTEMI DI BLOCCO...332 1.C.1.8.11 PROVVEDIMENTI ADOTTATI PER LUOGHI CHIUSI...333 1.C.1.8.12 VENTILAZIONE DEI FABBRICATI...333 1.C.1.8.13 PRECAUZIONI CONTRO LE COLLISIONI CON VEICOLI...333 1.C.1.9 SISTEMI DI RILEVAMENTO...335 1.C.1.9.1 SISTEMI DI RILEVAMENTO GAS INFIAMMABILI...335 1.C.1.9.2 SISTEMA DI RILEVAMENTO DI INCENDI...337 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 11
1.D.1.1 PRODOTTI DI COMBUSTIONE DA INCENDI...340 1.D.1.2 INTERAZIONI TRA GLI EFFETTI DELL'INCENDIO O ESPLOSIONE E LE ZONE DI DEPOSITO DEL G.P.L...341 1.D.1.3 SISTEMI DI CONTENIMENTO...342 1.D.1.3.1 SISTEMI PREVISTI PER LIMITARE LE FUORIUSCITE DI G.P.L....342 1.D.1.3.2 1.D.1.4 1.D.1.5 1.D.1.5.1 1.D.1.5.2 1.D.1.5.3 1.D.1.6 1.D.1.6.1 CONTENIMENTO DI FUORIUSCITA LIQUIDI INFIAMMABILI...342 MANUALE OPERATIVO...344 SEGNALETICA DI EMERGENZA...345 SEGNALAZIONI DI POSSIBILI SORGENTI DI PERICOLO...345 SEGNALAZIONE DEI FLUIDI NELLE TUBAZIONI...346 SEGNALAZIONE DEGLI IMPIANTI PER L'EMERGENZA...346 FONTI DI RISCHIO MOBILI...347 TIPI DI FONTE DI RISCHIO...347 1.D.1.6.1.1 RECIPIENTI MOBILI PIENI...347 1.D.1.6.1.2 RECIPIENTI MOBILI VUOTI...348 1.D.1.6.1.3 AUTOCISTERNE SOTTO TRAVASO OPPURE IN SOSTA...348 1.D.1.7 MISURE PER EVITARE CEDIMENTI ALLE STRUTTURE...349 1.D.1.7.1 APPRESTAMENTI CONTRO CEDIMENTI CATASTROFICI...349 1.D.1.7.1.1 DISTANZE DI SICUREZZA INTERNE...349 1.D.1.7.1.2 MURI DI SCHERMO...349 1.D.1.7.1.3 IMPIANTI DI RAFFREDDAMENTO...349 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 12
1.D.1.8 SISTEMI DI PREVENZIONE ED EVACUAZIONE IN CASO DI INCIDENTE...351 1.D.1.8.1 1.D.1.8.2 1.D.1.9 1.D.1.9.1 AZIONI DELLA SQUADRA DI PRIMO INTERVENTO...351 MISURE PER LO SFOLLAMENTO...351 RESTRIZIONE PER L'ACCESSO AGLI IMPIANTI...352 NORME DI ACCESSO...352 1.D.1.9.2 GUARDIANIA...353 1.D.1.9.3 RECINZIONE...353 1.D.1.9.4 ILLUMINAZIONE...353 1.D.1.9.5 1.D.1.10 1.D.1.10.1 IMPIANTO DI ALLARME ESTERNO...354 MISURE CONTRO L'INCENDIO...355 DESCRIZIONE IMPIANTO ANTINCENDIO...355 1.D.1.10.1.1 PORTATA ACQUA ANTINCENDIO...355 1.D.1.10.1.1.1 1.D.1.10.1.1.2 1.D.1.10.1.1.3 PORTATA RICHIESTA DAGLI IMPIANTI DI RAFFREDDAMENTO...355 IMPIANTO DI IMMISSIONE ACQUA NEI SERBATOI...357 CONCLUSIONI...359 1.D.1.10.1.2 IMPIANTI E ATTREZZATURE ANTINCENDIO...361 1.D.1.10.1.2.1 IMPIANTI DI POMPAGGIO ANTINCENDIO...361 1.D.1.10.1.2.2 RETE IDRICA ANTINCENDIO...361 1.D.1.10.1.2.3 IDRANTI...362 1.D.1.10.1.2.4 IMPIANTI DI IRRORAZIONE...362 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 13
1.D.1.10.1.2.5 IMPIANTO DI EROGAZIONE SCHIUMA ALLA FOSSA DI RACCOLTA PERDITE G.P.L. 363 1.D.1.10.1.2.6 ATTREZZATURA MOBILE DI ESTINZIONE...363 1.D.1.10.1.2.7 VERIFICA ATTREZZATURA ANTINCENDIO...364 1.D.1.10.2 DRENAGGIO ACQUA ANTINCENDIO...366 1.D.1.10.3 1.D.1.10.4 1.D.1.10.5 1.D.1.11 MATERIALI/FONTI...366 CERTIFICATO DI PREVENZIONE INCENDI...366 ALTRI IMPIANTI DI ESTINZIONE...366 SITUAZIONI DI EMERGENZA...367 1.D.1.11.1 PLANIMETRIA DI RIFERIMENTO E FILOSOFIA DI PROGETTO...367 1.D.1.11.2 1.D.1.11.3 MEZZI DI COMUNICAZIONE...367 UBICAZIONE DEI SERVIZI DI EMERGENZA...368 1.D.1.11.4 PROGRAMMA DI ADDESTRAMENTO PER L'EMERGENZA...369 1.D.1.11.5 VIE DI FUGA E USCITE DI SICUREZZA...370 1.D.1.11.6 DESCRIZIONE DEL PIANO DI EMERGENZA INTERNO...371 1.D.1.11.7 RESPONSABILE PIANO DI EMERGENZA...371 1.D.1.11.8 SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA...372 1.D.1.11.9 PIANO DI EMERGENZA ESTERNO...373 1.E.1.1 1.E.1.1.1 1.E.1.1.2 TRATTAMENTO E DEPURAZIONE ACQUA...375 IMPIANTI DI TRATTAMENTO E DEPURAZIONE REFLUI...375 CARATTERISTICHE DELLA RETE FOGNARIA...375 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 14
1.E.1.2 SMALTIMENTO E STOCCAGGIO RIFIUTI...376 1.E.1.2.1 RIFIUTI PRODOTTI E CLASSIFICAZIONE...376 1.E.1.2.2 STOCCAGGIO PROVVISORIO E SMALTIMENTO...376 1.E.1.3 ABBATTIMENTO EFFLUENTI GASSOSI...378 1.F.1 MISURE ASSICURATIVE E DI GARANZIA PER RISCHI...380 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 15
ELENCO ALLEGATI All. n 1: Mappa della zona - Scala 1:25000 All. n 2: Mappa del Comune di Campi Salentina All. n 3: Planimetria generale dell impianto con viabilità interna, vie di fuga ed uscite di sicurezza All. n 4: Planimetria distanze di sicurezza interna, esterna e di protezione All. n 5: Planimetria percorso tubazioni G.P.L. All. n 6: Planimetria rete antincendio, immissione acqua nei serbatoi e sistemi di sicurezza All. n 7: Schema di flusso G.P.L. All. n 8: Schema di flusso rete antincendio All. n 9: Schema di flusso impianto immissione acqua nei serbatoi All. n 10: Schema logiche sistemi di sicurezza All. n 11: Bacino serbatoi: pianta e sezione All. n 12: Vasca raccolta rilasci G.P.L. All. n 13: Planimetria con individuazione delle aree di danno All. n 14: Relazione geologica e geotecnica delle selle di appoggio dei serbatoi del G.P.L. All. n 15: Indice del Manuale del Sistema di Gestione della Sicurezza All. n 16: Indice del Manuale Operativo All. n 17: Indice del Piano di emergenza interno 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 16
All. n 18: Documento di politica di prevenzione degli incidenti rilevanti All. n 19: Tabelle dati meteorologici All. n 20: Elementi per la pianificazione del territorio All. n 21: Elaborato Tecnico "RIR" ai sensi del D.M. del 09/05/2001 All. N 22: Verifica antisismica delle selle di appoggio e del muro di conternimento dei serbatoi tumulati di stoccaggio 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 17
PREMESSA Il presente documento viene redatto come, ai sensi dell articolo 8 del D.Lgs. 334 del 17/08/1999, "Attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose", come modificato dall articolo 4 del D.Lgs. 238 del 21/09/2005, Attuazione della direttiva 2003/105/CE, che modifica la direttiva 96/82/CE, sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose. Esso costituisce il riesame quinquennale del redatto nell Aprile 2006, secondo quanto richiesto dal D.Lgs. 334/99, articolo 8, comma 7, punto (a). Il presente documento incorpora quanto riportato nella documentazione integrativa a seguito dell istruttoria del Rapporto di sicurezza 2006, contenuta nel documento Risposta al verbale di istruttoria del con i relativi allegati, dell Ottobre 2006. Le modifiche effettuate allo stabilimento nel periodo 2006 2011 sono elencate nel seguito. a) Installazione di n 11 nuove telecamere TVCC in vari punti dell impianto, per la sorveglianza dei punti sensibili dell intero stabilimento, in aggiunta alle n 2 già esistenti sugli ingressi allo stabilimento stesso. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 18
b) Installazione di un secondo allarme ottico e acustico (sirena esterna), posto sul capannone n 4, lato strada, nei pressi del cancello d ingresso abitazione del custode. Tale sirena esterna interviene alla seconda soglia di allarme (20% del LIE) dell impianto di rilevazione gas e/o in caso di attivazione dell impianto di rilevazione incendi o attivazione di un pulsante di emergenza. Essa è stata installata a seguito di richiesta in sede di approvazione del Piano di Emergenza Esterno nel 2006. Per effetto delle suddette modifiche, l analisi incidentale non ha subito variazioni né in termini di frequenze di accadimento degli eventi incidentali, né in termini di aree di danno, rispetto a quella del Rapporto di sicurezza dell Aprile 2006. A seguito dell installazione delle telecamere TVCC a sorveglianza dei punti sensibili dello stabilimento, si ha invece un leggero miglioramento degli indici compensati della categorizzazione delle unità dello stabilimento con il metodo indicizzato. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 19
SEZIONE 1.A.1 DATI IDENTIFICATIVI ED UBICAZIONE DELL'IMPIANTO 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 20
1.A.1.1 1.A.1.1.1 DATI GENERALI RAGIONE SOCIALE ED INDIRIZZO DEL FABBRICANTE Ragione sociale ITALFIAMMA S.r.l. Sede Legale Via E. Berlinguer, 40 (già via Manzoni) 73012 Campi Salentina (LE) 1.A.1.1.2 DATI IDENTIFICATIVI ED UBICAZIONE DELL'IMPIANTO 1.A.1.1.2.1 IDENTIFICAZIONE DELLO STABILIMENTO Denominazione Stabilimento ITALFIAMMA S.r.l. Ubicazione dello stabilimento Via E. Berlinguer, 40 (già via Manzoni) 73012 Campi Salentina (LE) Coordinate geografiche - 40 23' 31" Latitudine Nord - 18 01' 12" Longitudine Est 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 21
Coordinate cartografiche - 34TBK469756 Responsabile dello stabilimento Dott. Alberto Licci 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 22
1.A.1.1.3 RESPONSABILE DELLA PROGETTAZIONE DELLO STABILIMENTO OMISSIS 1.A.1.1.4 RESPONSABILE DEL RAPPORTO DI SICUREZZA OMISSIS Il responsabile della redazione del rapporto di sicurezza è l'ing. Ettore Varengo. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 23
OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 24
1.A.1.2 1.A.1.2.1 UBICAZIONE DELL'IMPIANTO COROGRAFIA DELLA ZONA 1.A.1.2.1.1 COROGRAFIA 1:25000 Nella Mappa della zona - Scala 1:25000 (allegato n 1) è evidenziato il perimetro dello stabilimento e sono visibili le aree circostanti entro un raggio di 5 km dal perimetro stesso. 1.A.1.2.1.2 ELEMENTI COROGRAFICI ABITATIVI Per quanto riguarda gli edifici di civile abitazione esistenti nelle vicinanze, si rimanda al paragrafo 1.A.1.2.2. 1.A.1.2.1.3 ELEMENTI COROGRAFICI INDUSTRIALI Le principali attività industriali circostanti l'area dello stabilimento sono elencate nella tabella del paragrafo 1.A.1.2.2. 1.A.1.2.1.4 ELEMENTI COROGRAFICI STRUTTURALI Nelle aree circostanti lo stabilimento esistono le seguenti vie di comunicazione: Linee Ferroviarie - Ferrovia SUD-EST alla distanza minima dalla recinzione dello stabilimento, misurata sul lato Nord - Est, pari a circa 200 m. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 25
Strade principali - Strada Statale 7 ter Lecce - Taranto a circa 1 km, misurato dal cancello di ingresso prospiciente il lato Nord - Est. 1.A.1.2.1.5 DISTANZA DAL PIÙ VICINO AEROPORTO Il più vicino aeroporto è quello di Lecce Galatina situato ad una distanza di circa 25 Km dallo stabilimento. Il corridoio aereo per l aeroporto non sorvola l area dell impianto. 1.A.1.2.2 POSIZIONE DELL'IMPIANTO SU MAPPA DETTAGLIATA Nella Mappa del Comune di Campi Salentina (allegato n 2) è evidenziata la posizione dell impianto e sono visibili le aree circostanti in un raggio di 1000 m con riferimento al baricentro geometrico dell impianto stesso ed in un raggio di 500 m dai confini dell attività. Lo stabilimento inoltre presenta i seguenti confini: Nord: Est: Ovest: Sud: con terreni ad originaria destinazione artigianale - industriale di proprietà privata sui quali sono stati successivamente realizzati anche fabbricati civili. per tutta la lunghezza del lato con la via E. Berlinguer (già via Manzoni) del Comune di Campi Salentina. con terreni agricoli ed artigianali - industriali di proprietà privata. con la strada vicinale Dritta Specchia. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 26
Centri abitati L area a maggiore densità abitativa del Comune di Campi Salentina si trova ad oltre 300 m dalla recinzione dello stabilimento (in direzione Nord e Nord Est). Un certo numero di abitazioni si trovano anche a distanze inferiori. Per dichiarazione rilasciata dal Sindaco del Comune di Campi Salentina lo stabilimento è posizionato in zona artigianale - industriale. 1.A.1.2.3 PIANTE E SEZIONI DELL'IMPIANTO I disegni dell'impianto sono forniti in allegato. La lista completa è presente nell'indice del documento. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 27
SEZIONE 1.B.1 INFORMAZIONI RELATIVE ALL'IMPIANTO 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 28
1.B.1.1 1.B.1.1.1 STRUTTURA ORGANIZZATIVA INFORMAZIONI INTERESSANTI L'ESERCIZIO DELLO STABILIMENTO L organigramma delle funzioni presenti sull impianto con i rispettivi numeri di addetti ed il mansionario sono riportati nelle pagine seguenti. OMISSIS 1.B.1.1.1.1 STRUTTURA ORGANIZZATIVA E DIAGRAMMA La struttura organizzativa dello stabilimento è rappresentata dettagliatamente nell organigramma che segue. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 29
1.B.1.1.1.2 RAPPORTI TRA DIPARTIMENTI Il grafico seguente, presentato in forma di diagramma, mostra le linee di comunicazione e di interazione delle persone incaricate della conduzione dell'impianto. Si tratta di un deposito di piccole dimensioni nel quale il personale assolve ai compiti indicati nel grafico dell'organizzazione con possibilità di intercambiabilità, data la poca complessità della lavorazione consistente nella sola movimentazione del G.P.L. senza alcun processo di lavorazione. In particolare si precisa che le persone addette alla prevenzione e sicurezza antincendio sono le stesse che svolgono i normali compiti di esercizio e manutenzione. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 30
Organigramma Gestore Capodeposito Responsabile SGS RLS / Caporibalta Sostituto Caporibalta Impiegati RSPP / Imp. Tecnico Amm.vo Amm.vi Commerciale Operatori ed Autisti 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 31
1.B.1.1.2 UBICAZIONE DEL PERSONALE Il Responsabile dello stabilimento, il RSPP, il capo ribalta e gli addetti commerciali ed amministrativi si trovano normalmente presso i rispettivi uffici. Il rimanente personale, addetto alle normali operazioni dello stabilimento, si trova normalmente in campo. 1.B.1.1.2.1 ENTITÀ DEL PERSONALE OMISSIS OMISSIS OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 32
1.B.1.1.3 QUALIFICA AZIENDALE E PROFESSIONALE DEL PERSONALE La qualifica del personale in organico risulta diversificata a seconda delle responsabilità e delle competenze specifiche svolte. OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 33
OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 34
OMISSIS 1.B.1.1.3.1 REQUISITI DI ADDESTRAMENTO Il personale responsabile e addetto agli impianti viene seguito con interventi periodici sui seguenti argomenti: - rischi specifici derivanti dall'attività; - regolamento interno di sicurezza e piano di emergenza interno; - modalità d'uso dei mezzi di protezione ed antincendio; - cautele da osservare per ovviare a perdite di gas, incendi ed esplosioni; - azioni da intraprendere in caso di emergenza. L attività di formazione e addestramento costituisce l adempimento a quanto stabilito dal D.M. del 16/03/1998 e dal D.M. del 10/03/1998 nelle modalità e con la programmazione di cui al manuale del Sistema di Gestione della Sicurezza. Secondo quanto previsto dal programma minimo di attuazione del piano di formazione ed addestramento del Manuale del Sistema di 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 35
Gestione della Sicurezza, sono previsti almeno 4 incontri annuali della durata di 4 ore ciascuno, per un totale di 16 ore/anno per uomo. Il personale neo-assunto viene primariamente informato sui rischi conseguenti all attività industriale all atto dell assunzione, viene inserito (come previsto nel Sistema di Gestione della Sicurezza) nel programma di formazione/informazione/addestramento che la società sviluppa al suo interno e solo successivamente partecipa al Corso per Addetti Antincendio per rischio di incendio elevato tenuto dai VV.F., al fine di ottenere la relativa idoneità. OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 36
ITALFIAMMA S.r.l. - Situazione formazione al 31/03/2011 OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 37
1.B.1.2 DESCRIZIONE DELLE ATTIVITÀ 1.B.1.2.1 ATTIVITÀ SOGGETTE AL D.LGS. 334/99 1.B.1.2.1.1 ATTIVITÀ DI IMPIANTO L'attività svolta nello stabilimento consiste in ricevimento, stoccaggio, imbottigliamento e spedizione di gas di petrolio liquefatto, sfuso ed in bombole. Tale attività ricade tra quelle previste dall'art. 2, comma 1 del D.Lgs. n 334 del 17/08/1999 "Attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose". Le quantità di G.P.L. stoccate sono superiori a quelle minime previste nell'allegato I del suddette decreto, pari a 200 t di G.P.L.. 1.B.1.2.2 CODICE DI ATTIVITÀ Secondo la classificazione dell'allegato IV della O.M. 21 febbraio 1985 del Ministero della Sanità, il codice di attività è il seguente: 5.02 - Produzione e distribuzione gas 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 38
1.B.1.2.3 DESCRIZIONE DELLA TECNOLOGIA DI BASE ADOTTATA 1.B.1.2.3.1 PROCESSI TECNOLOGICI DI TIPO STANDARD Lo stabilimento ha raggiunto la sua configurazione attuale attraverso una serie di interventi, avvenuti in tempi differenziati, volti ad adeguare gli impianti sia alle norme tecniche vigenti sia alle mutate esigenze commerciali ed operative. In particolare queste esigenze hanno determinato la realizzazione dei serbatoi tumulati da 300 m 3 e da 225 m 3. Il processo di lavorazione consiste essenzialmente nella movimentazione e deposito di gas di petrolio liquefatto in serbatoi a pressione cilindrici, orizzontali, tumulati, comprendente le seguenti fasi: - rifornimento per mezzo di autobotti; - stoccaggio in serbatoi; - imbottigliamento; - deposito temporaneo delle bombole piene; - spedizione delle bombole piene; - spedizione del G.P.L. sfuso per mezzo di autobotti. Per quanto riguarda la tecnologia di base adottata, essa, nella fase di prima realizzazione, ha fatto riferimento alle norme tecniche vigenti al momento, ed in particolare: 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 39
- D.M. 31/07/1934 (Approvazione delle norme di sicurezza per la lavorazione, l'immagazzinamento, l'impiego o la vendita degli oli minerali e per il trasporto degli stessi); - DPR n 547 del 27/04/1955 (Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro); - DPR n 689 del 26/05/1959 (Determinazione delle aziende e lavorazioni soggette ai fini della Prevenzione Incendi al preventivo esame e al collaudo del Comando del Corpo dei Vigili del Fuoco); - raccolta delle normative tecniche riguardanti la ISPESL (oggi INAIL). Gli interventi effettuati in varie fasi dopo la costruzione hanno permesso di mantenere gli impianti costantemente allineati con l evoluzione della normativa tecnica. Nella sua configurazione definitiva lo stabilimento rispetta totalmente le norme del D.M. del 13/10/1994 Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione, l installazione e l esercizio dei depositi di G.P.L. in serbatoi di capacità complessiva superiore a 5 m 3. È inoltre da sottolineare che gli impianti presentano alcune caratteristiche di sicurezza aggiuntive rispetto a quelle richieste dalla normativa citata e ciò ha permesso di classificare lo stabilimento (si vedano i dettagli al paragrafo 1.B.1.3.8) in classe I, ossia tra quelli a più elevato standard di sicurezza. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 40
Si citano come esempi di caratteristica di sicurezza aggiuntiva i seguenti: - Collegamento dell autobotte in fase di travaso all impianto dell aria compressa dello stabilimento, che permette, in caso d emergenza la chiusura rapida ed automatica delle valvole di fase liquida e di fase vapore dell autobotte. - Pavimentazione presso il punto di travaso dotata di pendenza in grado di allontanare eventuali perdite di G.P.L. verso un apposita vasca di raccolta, posta in zona sicura. Nel complesso, e al di là del rispetto delle norme tecniche specifiche, la tecnologia adottata nello stabilimento ha permesso di conseguire i seguenti obbiettivi principali di sicurezza. 1) Evitare effetti domino ed in particolare quelli più gravosi costituiti da BLEVE. A questo scopo i serbatoi sono tumulati ed il punto di travaso è dotato di pavimentazione con opportune pendenze per convogliare eventuali rilasci, tramite una canaletta, in una vasca di raccolta posta in zona sicura. 2) Rilevare e fronteggiare tempestivamente situazioni pericolose mediante l adozione di sistemi di rilevazione gas in atmosfera e di incendio in grado di attivare automaticamente le valvole di intercettazione telecomandabili sulle linee di movimentazione del G.P.L. 3) Ottenere una rapida intercettazione dei serbatoi, linee, pompe, compressori, punto di travaso, con valvole d intercettazione a comando pneumatico, azionate a distanza. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 41
4) Evitare che possano verificarsi perdite di G.P.L. durante la movimentazione del prodotto (sempre in ciclo chiuso), utilizzando standard costruttivi e idonee apparecchiature in tal senso. 5) Proteggere da sovrappressioni interne, mediante opportune valvole di sicurezza, i serbatoi di stoccaggio e le linee di G.P.L. di fase liquida dimensionalmente significative. 6) Controllare i parametri fisici caratteristici del G.P.L., mediante installazione di strumentazione per la misura di: - temperatura; - pressione; - livello di liquido nei serbatoi. 7) Impedire il trascinamento di liquido nei sistemi di aspirazione dei compressori mediante applicazione di specifici dispositivi. 8) Rendere agevole la circolazione dell'aria per favorire le dispersione del gas eventualmente fuoriuscito negli ambienti ove si effettua l'imbottigliamento del G.P.L. 9) Rispettare le distanze di sicurezza interne fra i vari elementi pericolosi dello stabilimento. 10) Garantire la sicurezza degli impianti elettrici mediante l'applicazione delle norme CEI per la loro costruzione. 11) Effettuare il raffreddamento delle apparecchiature esposte al rischio di irraggiamento, mediante protezione con impianti idrici fissi d irrorazione. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 42
12) Proteggere le parti metalliche dalla corrosione esterna. Il trattamento utilizzato per proteggere le apparecchiature e le tubazioni dalla corrosione esterna consiste nell'applicazione, quando necessario, di una vernice a base poliuretanica, opportunamente certificata. Per i serbatoi tumulati la protezione è assicurata da un impianto di protezione catodica. 13) Garantire una difesa contro le scariche atmosferiche ed elettrostatiche. 14) Realizzare un adeguata viabilità interna per consentire rapidi e agevoli spostamenti dei mezzi in esercizio e in emergenza. 1.B.1.2.4 PRODOTTI ENTRANTI E USCENTI DALL'IMPIANTO 1.B.1.2.4.1 SCHEMA A BLOCCHI - FLUSSO DI SOSTANZE IN/OUT Le attività principali svolte presso l'impianto sono le seguenti: - autocisterne di capacità media 20 t scaricano il G.P.L. in pressione nei serbatoi fissi, con l'ausilio di un compressore, che aspira vapore dal cielo dei serbatoi fissi e lo comprime nel cielo delle autocisterne allo scarico; - recipienti mobili per G.P.L. (bombole), di capacità da 10 a 25 kg sono riempiti con G.P.L., immagazzinati sotto una apposita tettoia e successivamente caricati su autocarri per la spedizione; 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 43
- autocisterne di capacità da 5 a 8 t (in genere destinate al rifornimento di piccoli serbatoi installati presso gli utenti) sono caricate con G.P.L. in pressione proveniente dai serbatoi fissi, con l ausilio di pompe. Si precisa che l attività di manutenzione con uso di fiamma delle bombole e del loro ricollaudo non viene più eseguita nello stabilimento, ma che le bombole che necessitano di tale manutenzione e successivo ricollaudo, sono inviate presso ditta esterna. L unica attività di manutenzione delle bombole svolta nello stabilimento è limitata alla sola sostituzione dei rubinetti. Si riporta di seguito un grafico da cui risulta lo schema a blocchi del processo. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 44
Schema a blocchi dell attività dell impianto 421FR003 - SCHEMA A BLOCCHI.BMP 1.B.1.2.4.2 MODALITÀ DI TRASPORTO, TEMPERATURA, PRESSIONE, PORTATA I flussi delle sostanze movimentate presso lo stabilimento sono descritti nel paragrafo precedente. Nello schema a blocchi seguente sono invece rappresentate le modalità di trasporto e di stoccaggio del G.P.L. all'interno dello stabilimento, nonché i regimi di temperatura, pressione, portata G.P.L. per ciascuna unità dell'impianto. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 45
Le temperature del G.P.L. sono sostanzialmente quelle ambientali, salvo la notevole inerzia termica dovuta alla rilevante quantità stoccata nei serbatoi. Le pressioni del G.P.L. all'interno dei serbatoi e tubazioni sono quelle corrispondenti alla tensione di vapore relativo alla temperatura ambientale. Modesti incrementi di temperatura e pressione possono essere determinati, oltre che dall'irraggiamento solare, da pompe e compressori durante le fasi di movimentazione del G.P.L. Le portate massime di movimentazione sono quelle determinate dalle pompe e compressori in uso presso l'impianto (35 m 3 /h massimi per le pompe e 82 m 3 /h massimi per i compressori). 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 46
Schema a blocchi con modalità di trasporto con regimi di portata, temperatura e pressione 421FR004 - MODALITÀ DI TRASPORTO.BMP 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 47
1.B.1.2.4.3 CARATTERISTICHE PRINCIPALI DELL'IMPIANTO 1.B.1.2.4.3.1 CARATTERISTICHE GENERALI Lo stabilimento rappresentato nella Planimetria generale dell impianto (allegato n 3) è costruito su un area della superficie complessiva di 25500 m 2 circa e comprende le seguenti principali installazioni. a) N 2 serbatoi metallici, cilindrici, orizzontali, tumulati, aventi capacità geometrica rispettivamente di 300 m 3 e 225 m 3. b) N 1 sala pompe e compressori G.P.L. nella quale sono installate n 4 pompe centrifughe e n 2 compressori alternativi per la movimentazione del G.P.L. La sala è posizionata parallelamente al muro di cemento armato di contenimento del tumulo, nei pressi della zona del collettore di movimentazione e dei gruppi di manovra G.P.L. dei serbatoi. c) N 1 punto di travaso autobotti, utilizzato per lo scarico ed il carico delle autobotti, dotato di pavimentazione con pendenza e vasca di raccolta di eventuali rilasci. d) N 1 capannone d imbottigliamento del G.P.L., verniciatura e stoccaggio temporaneo delle bombole piene in attesa di essere trasferite nell area di deposito. e) N 1 area completamente aperta, dotata di tettoia, adibita a deposito delle bombole piene in attesa di spedizione. f) N 1 area adibita a deposito delle bombole vuote. g) N 1 area di sosta delle autobotti in attesa di travaso. h) N 1 sala nella quale sono installate le motopompe antincendio. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 48
i) N 1 serbatoio di riserva idrica fuori terra, avente una capacità di 500 m 3. j) N 1 pozzo di rifornimento della riserva idrica antincendio. k) N 1 locale, nel quale è installato un generatore elettrico di emergenza, della potenza di 150 kva, azionato da motore diesel. l) N 1 locale, nel quale è installato il quadro elettrico generale. m) N 1 serbatoio interrato di gasolio da 5 m 3, dotato di colonnina per il rifornimento di gasolio agli automezzi sociali. n) N 1 serbatoio interrato di G.P.L. da 1.75 m 3, cilindrico orizzontale, per l alimentazione della caldaia di riscaldamento degli uffici e dell abitazione del custode. o) n 1 pesa del tipo a ponte completamente fuori terra, con apparecchiature elettriche AD secondo le norme CEI 64-2. p) Uffici, servizi e magazzini, costituiti da - n 1 palazzina per uffici e servizi; - n 2 locali adibiti a magazzino e n 1 ad archivio; - n 1 locale destinato ad officina meccanica; - n 1 locale adibito a spogliatoio; - n 1 area destinata al ricovero degli attrezzi di lavoro, dotata di tettoia; - n 1 locale destinato ai compressori per l aria servizi; - n 1 fabbricato destinato ad abitazione del custode, provvisto di caldaia murale autonoma a camera stagna da 23.3 kw; 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 49
- n 1 locale suddiviso in magazzino (lato Via Manzoni) ed in vani uffici con accesso lato tettoia parcheggi. - n 1 vano caldaia G.P.L. Sono inoltre presenti le seguenti installazioni relative alle attività di stoccaggio e movimentazione kerosene e gasolio. - Ribalta infustamento kerosene. - N 1 elettropompa kerosene. - N 1 elettropompa gasolio. - N 2 serbatoi di gasolio da 70 m 3 ciascuno, vuoti e bonificati. - N 1 serbatoio interrato di kerosene da 70 m 3, vuoto e bonificato. Poiche le attività di movimentazione di gasolio e kerosene sono attualmente sospese, tali sostanze non sono state considerate nel Rapporto di sicurezza. 1.B.1.2.4.3.1 SERBATOI DI STOCCAGGIO DEL G.P.L. Presso lo stabilimento sono presenti n 2 serbatoi cilindrici orizzontali, installati in tumulo, per lo stoccaggio di propano e/o miscela. Il parco serbatoi dello stabilimento è costituito da un serbatoio con una capacità geometrica di 225 m 3 e da un serbatoio con una capacità geometrica di 300 m 3, per cui la capacità complessiva di stoccaggio nei serbatoi fissi è di 525 m 3. I serbatoi sono ubicati come illustrato nella Planimetria generale dell impianto (allegato n 3). 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 50
La posizione prescelta consente di rispettare con ampio margine le distanze di sicurezza interne ed esterne. I serbatoi sono costruiti in acciaio al carbonio saldato, cilindrici ad asse orizzontale, con testate emisferiche. I serbatoi poggiano su selle poste al disopra del livello del suolo e supportate da adatte fondazioni, atte ad impedire spostamenti o cedimenti, e sulla base delle caratteristiche geologiche del terreno. Essi sono vincolati alle selle soltanto da un lato, in modo da permettere eventuali scorrimenti dovuti a dilatazioni termiche. I serbatoi sono protetti contro la corrosione esterna da un impianto di protezione catodica ad anodi al Mg, in grado di assicurare una differenza di potenziale di almeno -0.9 V fra struttura da proteggere e terreno. La superficie esterna dei serbatoi è provvista di rivestimento protettivo con adeguate caratteristiche di resistività elettrica, aderenza, plasticità, resistenza meccanica, non igroscopicità, impermeabilità ed inalterabilità. Tutte le tubazioni connesse con i serbatoi sono dotate di giunto dielettrico, in corrispondenza dell uscita dal ricoprimento. I serbatoi sono ricoperti interamente di sabbia e terra, con uno spessore minimo del materiale di ricoprimento di almeno 0.5 m, in accordo con quanto richiesto dal D.M. del 13/10/1994, Titolo V, punto 5.4.1. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 51
La copertura è infine provvista di manto erboso in superficie, per proteggere il ricoprimento contro l erosione dagli agenti atmosferici. Il tumulo è sostenuto da muri in cemento armato, di cui quello sulla parte frontale sino ad un altezza di circa 7 m, mentre quelli sugli altri tre lati per un altezza di circa 3.60 m dal piano di campagna. La configurazione della rete di movimentazione G.P.L. è tale da consentire di eseguire tramite pompa il trasferimento di prodotto da un serbatoio all altro. Nell allegato n 11 è riportata la pianta e la sezione del bacino serbatoi. Dati tecnici ed accessori Le principali caratteristiche dei serbatoi sono riportate nella tabella che segue. Caratteristiche dei serbatoi di stoccaggio Diametro esterno Lunghezza totale Volume Superficie totale Pressione progetto Temperatur a progetto min/max [mm] [mm] [m 3 ] [m 2 ] [bar] [ C] 4300 16668.6 225 224 18-10 / +50 4300 22038.6 300 289 18-10 / +50 Ciascun serbatoio è dotato di n 4 valvole di sicurezza montate su cassetto di distribuzione, che permette di escludere singolarmente ciascuna valvola per manutenzione e verifiche. Essendo una di esse di riserva, l esclusione di una valvola non pregiudica la portata di efflusso prevista dalle vigenti norme. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 52
Le valvole sono realizzate conformemente alle norme sugli apparecchi a pressione, omologate ed ammesse all esercizio dall ISPESL. Lo scarico delle valvole di sicurezza è diretto verso l'alto, ad un'altezza minima di 2 m dalla generatrice superiore di ciascun serbatoio. Il calcolo della portata di scarico delle valvole di sicurezza è stata eseguita dal fornitore delle valvole stesse. I serbatoi tumulati sono dotati della seguente strumentazione: - indicatore di livello a segnalazione continua; - trasmettitore di livello con indicazione remota; - indicatore di livello con allarme di alto e basso livello, segnalazione locale e remota; - trasmettitore di livello, con allarme per massimo livello collegato a un dispositivo di blocco dell apparecchiatura interessata al riempimento; - indicatore di temperatura; - indicatore di pressione con lettura in campo; - trasmettitore di pressione con allarme di alta pressione, segnalazione locale e remota. Gli allarmi e le indicazioni remote sono riportati su un quadro segnalazioni ed emergenze con sinottico, ubicato in un locale presidiato della palazzina uffici. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 53
Oltre che nella palazzina uffici, tutti i segnali di allarme attivati per il verificarsi di anomalie sull impianto sono ripetuti nell abitazione del custode. I dati provenienti dalle apparecchiature in campo sono gestiti ed elaborati da un PLC, che dialoga con un PC, al fine di permettere agli operatori di tenere sotto controllo i seguenti parametri operativi, relativi ai serbatoi di stoccaggio del G.P.L. Essi possono essere memorizzati su disco, visualizzati sotto forma di grafici e stampati. Per ciascun serbatoio è possibile visualizzare: - grafica dei serbatoi; - volume del prodotto in fase liquida; - livello del prodotto in fase liquida; - volume di liquido in percentuale; - tipo di prodotto contenuto; - pressione; - temperatura; - densità del prodotto, riferita alla sua temperatura ed alla temperatura di 15.5 C; - allarme di alta temperatura; - allarme di alta pressione; - allarme di massimo livello; - peso del prodotto in fase liquida; 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 54
- peso del prodotto in fase vapore; - peso totale del prodotto (liquido e vapore). Connessioni alle linee G.P.L. Ciascun serbatoio è collegato alle seguenti tubazioni dell impianto G.P.L. - Tubazione da 6" d'aspirazione del G.P.L. in fase liquida dal fondo del serbatoio. Essa, nel tratto tumulato e fino alla prima valvola d intercettazione, è dotata d incamiciatura con soffietto. L'integrità della tubazione, nel tratto incamiciato, è controllata tramite un pressostato, con allarme riportato nel quadro segnalazioni ed allarmi, ubicato nel locale presidiato della palazzina uffici. All'esterno del tumulo la tubazione è dotata di due valvole d intercettazione a sfera, del tipo fire - safe, a passaggio totale, di cui una a comando manuale e l altra a comando pneumatico. La tubazione si riduce a 4, dopo la prima valvola d intercettazione. - Tubazione di fase liquida da 3, per il trasferimento del G.P.L. nel serbatoio dal punto di travaso autobotti. La linea è dotata di due valvole d intercettazione a sfera, a passaggio totale, di cui una a comando manuale e l altra a comando pneumatico. - Tubazione da 2" d'aspirazione ed equilibrio in fase gas, utilizzata per le operazioni di scarico e carico del G.P.L. tra serbatoio e punto di travaso. La linea è dotata di due valvole d intercettazione a sfera, a passaggio totale, di cui una a comando manuale e l altra a comando pneumatico. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 55
- Tubazione di spurgo e prelievo campioni. La linea non è connessa direttamente al serbatoio, ma si stacca dalla linea di fase liquida di prelievo del prodotto a valle della valvola d intercettazione pneumatica. Essa è dotata di due valvole a sfera d intercettazione a comando manuale, di cui la seconda del tipo a sfera con ritorno a molla nella posizione di chiusura, quando cessi l intervento dell operatore e di diametro pari a DN 20. La distanza tra le due valvole è superiore a 0.60 m. L estremità libera della tubazione di spurgo è portata in zona sicura. - Tubazione da 2" d'immissione acqua nel serbatoio in caso d emergenza. La linea non è direttamente connessa al serbatoio, ma si collega alla linea di fase liquida di prelievo del prodotto, tra le due valvole d intercettazione. Essa è dotata di valvola d intercettazione pneumatica a sfera e di valvola di non ritorno. Le tubazioni collegate al serbatoio sono provviste di giunto dielettrico, in corrispondenza dell'entrata od uscita dal terreno e sono in esecuzione completamente saldata. Le valvole pneumatiche sulle linee G.P.L. sono del tipo aria apre - mancanza d'aria chiude. La loro chiusura è attuata automaticamente dall intervento dell impianto di rilevamento gas infiammabili e dell'impianto di rilevamento incendio, e manualmente tramite i pulsanti d emergenza installati in varie aree dell impianto. La chiusura delle singole valvole è attuabile da un quadro pneumatico di comando sistemato nella sala compressori aria. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 56
Tutte le valvole ubicate in zona critica sono di tipo fire - safe, dotate di certificazione. 1.B.1.2.4.3.2 SALA POMPE E COMPRESSORI Le pompe ed i compressori per la movimentazione del G.P.L. sono ubicate in un locale, di dimensioni in pianta 8 m x 4 m = 32 m 2 e di altezza di circa 3 m. Esso è posto sul fronte dei serbatoi tumulati verso la zona dei gruppi valvolati di movimentazione del G.P.L., con i muri posti sui due lati maggiori. I due lati aperti sono tali da garantire al locale un abbondante ventilazione naturale. Il pavimento in cemento è rialzato di 20 cm rispetto al piano di calpestio circostante. Tutte le pareti e la struttura portante delle lastre in fibrocemento sono state interamente realizzate in cemento armato. La sala è protetta interamente dalle scariche atmosferiche tramite gabbia di Faraday. Le lastre in fibrocemento per la copertura della sala hanno caratteristiche di resistenza al fuoco pari a 0. Nel locale sono sistemate quattro elettropompe centrifughe, a tenuta meccanica, autoadescanti, corredate di: - filtri sull aspirazione; - valvole di sezionamento e manovra; - valvole di by-pass per bassa portata di prelievo; 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 57
- manometri; - interruttori di alta pressione con blocco automatico. Le caratteristiche delle pompe sono riportate nella seguente tabella. Caratteristiche delle pompe G.P.L. N Costruttore Modello Portata Prevalenza Potenza Servizio [m 3 /h] [m] [kw] EP1 SIHI CEHB 6103 35 40 15 Carico botticelle EP2 SIHI CEHB 6103 35 40 15 Carico botticelle EP3 SIHI CEHB 4107 12 60 7.5 Imbottigliamento G.P.L. EP4 SIHI CEHB 4107 12 60 7.5 Imbottigliamento G.P.L. Nel locale sono inoltre sistemati due compressori per lo scarico delle autocisterne, corredati di: - filtro a cestello sull aspirazione; - serbatoi per il servizio liquid trap ; - valvola di sicurezza; - valvole di sezionamento; - valvola a quattro vie di manovra; - interruttori di alta pressione con blocco automatico. Le caratteristiche dei compressori sono descritte nella tabella che segue. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 58
Caratteristiche dei compressori G.P.L. Tipo di macchina Num. Costruttore Modell o Portata Potenza Servizio m 3 /h kw Compressore alternativo K1 CORKEN 490 K 65 11 Travaso autobotti Compressore alternativo K2 TIGHT 20X A938 82 18.5 Travaso autobotti Nel locale è stato sistemato un rilevatore di gas infiammabili e un rilevatore d'incendio. La messa in marcia o l'arresto delle pompe e dei compressori è attuata tramite pulsantiere poste nella sala pompe e nei seguenti punti: - presso il punto di travaso per i compressori e le pompe EP1 ed EP2; - nel locale imbottigliamento per le pompe EP3 e EP4. 1.B.1.2.4.3.3 PUNTO DI TRAVASO AUTOBOTTI Il punto di travaso autobotti, utilizzato per lo scarico ed il carico di autobotti, è costituito da bracci metallici per la fase liquida e per la fase vapore. Esso è sistemato in posizione aperta e ventilata e la pavimentazione in corrispondenza della zona di sosta è realizzata da una piattaforma in cemento dotata di pendenza trasversale in grado di allontanare eventuali rilasci di G.P.L. ed acqua antincendio verso una vasca di raccolta, tramite opportuna canaletta di convogliamento. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 59
La capacità della vasca di raccolta è stata ampiamente dimensionata per raccogliere la maggiore quantità di G.P.L. che si prevedere di rilasciare in caso d incidente al punto di travaso. Infatti dalla tabella riportata al paragrafo 1.C.1.5.1.4 si evince che il rilascio più gravoso di G.P.L. in fase liquida presso il punto di travaso corrisponde all evento incidentale TR1: rottura o distacco del braccio di carico di fase liquida al punto di travaso. Per tale sequenza è stato calcolato nell analisi incidentale al paragrafo 1.C.1.6.2 del presente Rapporto di sicurezza, che il totale rilasciato, compreso lo svuotamento tubazioni, è pari a 528 Kg di propano, di cui 207 kg evaporano al momento del rilascio (flash) ed i restanti 321 Kg vengono convogliati verso la vasca di raccolta. Dato che il peso specifico del propano liquido, a 15.6 C ed alla pressione di equilibrio con il vapore, risulta pari a circa 0.5 Kg/dm 3, segue che il quantitativo rilasciato è equivalente a circa 0.642 m 3. La capacità della vasca di raccolta, al netto del volume eventualmente occupato dall acqua antincendio, è pari a circa 8.5 m 3 ampiamente sufficiente a raccogliere l intero quantitativo di propano fuoriuscito. Il terminale del punto di travaso è dotato di due tubazioni fisse relative alla fase liquida ed alla fase gassosa. Tali tubazioni sono corredate alle loro estremità di: - valvole di manovra; - valvole di blocco a sfera con attuatore pneumatico, telecomandate, del tipo aria apre - mancanza d aria chiude ; 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 60
- manometri; - valvole di non ritorno; - braccio metallico con valvola di intercettazione manuale e dispositivo di fermo sulla posizione di chiusura all estremità libera; - dispositivo antistrappo atto ad evitare rilasci incontrollati di prodotto in caso di errata manovra dell automezzo; Il sistema di messa a terra dell automezzo è costituito da un dispositivo di consenso all azionamento delle pompe e dei compressori solo dopo l avvenuto collegamento efficace dell apposita pinza. Presso il punto di travaso è presente un dispositivo di chiusura rapida ed automatica delle valvole pneumatiche dell autobotte in caso d incidente, costituito da un collegamento dell attuatore delle suddette valvole al sistema dell aria compressa dell impianto, collegata alle logiche di blocco ed allarmi dell impianto. Per aumentare ulteriormente la sicurezza durante le operazioni di travaso sono installati in posizione agibile e protetta: - pulsantiera (in esecuzione ADPE) per la messa in marcia e/o arresto di pompe e compressori; - pulsante di emergenza per la rapida chiusura delle valvole di intercettazione dotate di attuatore pneumatico. Sono inoltre installati rilevatori di fughe di gas tarati a due soglie e rilevatori d incendi. Allo scopo di facilitare le operazioni di carico dell autobotte in occasione dei rifornimenti dei serbatoi ad imposta agevolata, > 5 m 3, è stato 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 61
installato sulla linea di fase liquida, a monte del braccio di carico, un gruppo di by-pass contalitri (Neptune) completo di n 2 valvole Bremer DN 50 e PN 40 d intercettazione manuale, a sfera fire-safe e collegamento in fase gas per riciclo. 1.B.1.2.4.3.4 CAPANNONE ADIBITO ALLE OPERAZIONI DI RIEMPIMENTO DELLE BOMBOLE Le operazioni di riempimento delle bombole avvengono in un apposito capannone, avente una superficie in pianta di circa 300 m 2, costituito da una struttura in cemento armato, e da un piano di calpestio posto alla quota di 1 m sul livello del piazzale. Il locale è aperto su tutti i lati al fine di permettere la massima ventilazione naturale e per facilitare al meglio le operazioni di carico e scarico delle bombole piene e vuote. All'interno di esso sono determinabili varie zone in funzione delle diverse attività relative alla preparazione delle bombole. La zona destinata a contenere le apparecchiature di imbottigliamento è dotata di un impianto a ventilazione forzata, con bocca aspirante disposta a livello del pavimento in corrispondenza della giostra. Inoltre non sono presenti muri divisori tra il locale imbottigliamento e le zone limitrofe interne, per aumentarne la ventilazione naturale. Nella zona d'imbottigliamento si trovano le seguenti apparecchiature. - N 1 giostra RICNI a 8 postazioni, per bombole da 10 25 kg a controllo predeterminato del peso di carica. L'operatore predetermina il peso finale in funzione della tara delle bombole, e poi avvia il riempimento. Il blocco automatico del riempimento della bombola avviene sulla base della preselezione 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 62
del peso finale, predisposto dall'operatore mediante cursore rotante sul quadrante della bilancia. - N 1 aspiratore, in esecuzione ADPE, con bocca aspirante dal vano sotto la giostra. - N 1 bascula per la verifica, a campione, del peso delle bombole piene. - N 1 vasca d acqua per la prova di tenuta ad immersione delle bombole piene. - N 1 rampa di svuotamento delle bombole difettose o sovrariempite. - N 1 pulsante di comando delle pompe di movimentazione G.P.L., dedicate all imbottigliamento. - Nastri trasportatori striscianti, azionati da motori elettrici in esecuzione AD secondo la norma CEI 64-2, per il trasporto delle bombole. La ribalta prevede inoltre le seguenti zone operative. - Area di verniciatura delle bombole tramite cabina a velo d acqua, posta sul lato Est del capannone. - Postazione di cernita delle bombole da ricollaudare e da sottoporre a manutenzione (presso altro stabilimento). - Deposito temporaneo di bombole piene e vuote, in quantità non superiore a 3 t, in attesa di essere trasferite nell apposita area di deposito, ubicata in prossimità del lato Ovest dello stabilimento. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 63
Il capannone è dotato di impianto fisso di irrorazione acqua, ed è protetto da gabbia di Faraday contro le scariche atmosferiche, estesa a tutta la superficie della copertura. Nel capannone sono presenti rilevatori di gas G.P.L. e rilevatori d'incendio. Nel seguito è riportato lo schema a blocchi delle attività connesse alla preparazione ed al riempimento delle bombole. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 64
Schema a blocchi delle attività connesse alla preparazione delle bombole 421FR005 - IMBOTTIGLIAMENTO.BMP 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 65
Pinza di collegamento delle bombole alla linea di riempimento L'allacciamento delle bombole alla linea del G.P.L. avviene con apposite pinze, attivate da sistema pneumatico, di tipo RICNI PG 20. Le pinze sono montate all'estremità di tubi flessibili, i quali fungono anche da supporto al tubicino in plastica adducente l'aria compressa di azionamento. In caso di emergenza il flusso del G.P.L. può essere interrotto mediante l'azionamento di un pulsante, di colore rosso, posto sul fronte della bilancia. Se viene a mancare l'aria di rete durante la fase di riempimento della bombola, la pinza rimane agganciata al rubinetto grazie ad una valvola di non ritorno che mantiene in pressione il sistema di aggancio, eliminando così il pericolo di rilasci incontrollati di G.P.L. Controllo del peso e della tenuta delle bombole piene Il controllo del peso viene effettuato con bascula campione. La verifica della tenuta è realizzata per ciascuna bombola mediante trattamento spray di liquido saponoso sulle filettature e sulla valvola della bombola, oppure con immersione nella vasca d acqua. Le bombole che superano positivamente i controlli proseguono per la sigillatura e l'avvio all area esterna di deposito in attesa di spedizione. Quelle scartate per peso eccessivo o difetto di tenuta sono svuotate nell apposita rampa. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 66
1.B.1.2.4.3.5 AREA DI DEPOSITO DELLE BOMBOLE PIENE Nella zona Nord-Est dello stabilimento, come rilevabile dalla Planimetria generale dell'impianto (allegato n 3), è stata realizzata un area attrezzata, di circa 72 m 2 di superficie, destinata al deposito delle bombole piene. L area, completamente all aperto, è coperta da una tettoia di dimensioni 6 m x 12 m sostenuta, ad altezza media di circa 5 m, da una struttura metallica, con copertura in lastre di fibrocemento avente classe di resistenza al fuoco pari a 0, installata su una platea di cemento armato. I pilastri di ferro sono collegati alla rete di messa a terra. L area di deposito delle bombole piene è dotata di impianto di irrorazione e di rivelatori di gas e d incendio. 1.B.1.2.4.3.6 AREA DI DEPOSITO DELLE BOMBOLE VUOTE In prossimità dell area di deposito delle bombole piene, di cui al paragrafo precedente, è presente un area scoperta destinata al deposito delle bombole vuote, come indicato nella Planimetria generale dell'impianto (allegato n 3). Tale area è di dimensioni di 300 m 2 circa ed è protetta da un monitore idrico carrellato. Il quantitativo massimo di bombole vuote non bonificate di diversa capacità presente nell apposita area di deposito, indicata con il n 5 nelle suddetta planimetria, non è superiore a 100.000 kg, riferita alla capacità nominale delle bombole. Le bombole sono sempre vuote. 1.B.1.2.4.3.7 AREA DI SOSTA AUTOBOTTI Nella zona Sud-Ovest dello stabilimento, come rilevabile dalla Planimetria generale dell impianto con viabilità interna, vie di fuga ed uscite di sicurezza (allegato n 3), è stata ricavata un area attrezzata per la sosta delle autobotti. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 67
L area ha una superficie a fondo ghiaioso, di dimensioni 18 m x 20 m circa (360 m 2 circa) e consente la sosta di cinque automezzi (due bilici e tre botticelle) nel rispetto delle distanze di sicurezza stabilite dal D.M. del 15/05/1996. L area, in adempimento al decreto citato, è protetta da n 2 cannoncini idrici in grado di fornire una portata specifica superiore a 5 l/min per m 2 di superficie dell'area di sosta. 1.B.1.2.4.3.8 LOCALE POMPE ANTINCENDIO Il locale pompe antincendio è ubicato presso il serbatoio di riserva idrica. In esso trovano posto n 2 motopompe per il pompaggio dell acqua antincendio e n 1 motopompa per l immissione di acqua nei serbatoi in caso d emergenza. Per una descrizione dettagliata delle suddette apparecchiature si rimanda al paragrafo 1.D.1.10.1. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 68
1.B.1.2.4.3.9 UFFICI, SERVIZI E MAGAZZINI Sono costituiti da quanto descritto nel seguito. - Un vano in cui è sistemato il quadro elettrico principale, alimentato dalla rete ENEL e, in mancanza di essa, da un generatore di emergenza da 150 kva ad avviamento automatico, insonorizzato, alimentato da un motore diesel, con serbatoio di gasolio incorporato da 120 l. - Una palazzina uffici e servizi destinata alle attività commerciali ed amministrative e dalla quale si controllano due varchi d'ingresso allo stabilimento. - Una pesa a bascula elettronica, situata interamente sopra il piano di campagna, i cui segnali sono convogliati nel locale in cui è sistemato il quadro elettrico generale. - Un vano compressori aria. - Un fabbricato suddiviso in tre sezioni adibito a magazzini, archivio ed officina attrezzata per le riparazioni di modesta entità. - Alloggio del custode, ubicato presso un uscita dello stabilimento. Nell alloggio del custode è installata una caldaia murale da 23.3 kw a camera stagna, alimentata a G.P.L., con produzione di acqua sanitaria. - N 1 serbatoio di G.P.L. da 1.75 m 3, ubicato in prossimità dell abitazione del custode, per l alimentazione della caldaia di riscaldamento uffici ed dell abitazione del custode. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 69
Il serbatoio è interrato, ad asse orizzontale, metallico e dotato di protezione catodica. Esso è installato secondo i dettami della circolare 2004/2005/96 e del D.M. del 31/03/1984, e comunque rispetta i dettami del D.M. del 14/05/2004. - N 1 serbatoio interrato di gasolio da 5 m 3, dotato di colonnina per il rifornimento di gasolio agli automezzi sociali, munito di autorizzazione amministrativa rilasciata dal Comune di Campi Salentina e di autorizzazione fiscale rilasciata dall Agenzia delle Dogane - UTF. - Una ribalta sopraelevata, dotata di ampie aperture su tre lati, già adibita ad infustamento kerosene (attività sospesa) ed attualmente utilizzata per il deposito dei fusti contenenti rifiuti provenienti dal ciclo di lavorazione. I quantitativi di rifiuti stoccati variano a seconda del periodo e delle quantità lavorate e comunque non superano mai i limiti dimensionali di deposito temporaneo, previsti dall art. 183 punto (m) del D.Lgs. n 152 del 03/04/2006 (che ha abrogato il precedente D.Lgs. n 22 del 05/02/1997 Ronchi ), motivo per cui l Azienda è esonerata dall obbligo di autorizzazione allo stoccaggio di detti rifiuti, come per legge. Per maggiori dettagli sullo smaltimento e stoccaggio dei rifiuti si rimanda al paragrafo 1.E.1.2 del presente Rapporto di sicurezza. Tutte le attività sopra elencate sono a distanze superiori a 15 m dai punti pericolosi dell'impianto. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 70
1.B.1.2.4.3.10 VIABILITÀ INTERNA I percorsi dei mezzi all interno dello stabilimento, ed in particolare quelli per l'accesso al punto di travaso, al piazzale di carico e movimentazione delle bombole ed alla zona di sosta delle autobotti sono riportate nella Planimetria generale dell'impianto con viabilità interna, vie di fuga ed uscite di sicurezza (allegato n 3). Essi interessano una zona esterna, sia ai reparti di imbottigliamento sia al parco serbatoi. La velocità consentita è limitata a 10 Km/h. L'avvicinamento e il posizionamento delle autobotti alla rampa è controllato direttamente dall'operatore addetto al travaso. 1.B.1.2.4.3.11 DISTANZE DI SICUREZZA Per l'analisi delle distanze di sicurezza interne, esterne e di protezione, si fa riferimento alle norme del D.M. del 13/10/1994 del Ministero dell'interno. Le distanze di sicurezza sono riportate sulla Planimetria distanze di sicurezza interna, esterna e di protezione (allegato n 4). Si sottolinea che le distanze di sicurezza esterne relative ai serbatoi di stoccaggio, al punto di travaso e al deposito delle bombole piene ricadono tutte all interno del perimetro dello stabilimento. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 71
1.B.1.2.5 CAPACITÀ PRODUTTIVA DELL IMPIANTO OMISSIS OMISSIS 1.B.1.2.6 INFORMAZIONI RELATIVE ALLE SOSTANZE TRATTATE Nello stabilimento la sostanza movimentata è il G.P.L., cioè propano commerciale, butano commerciale e miscele di propano e butano commerciale. La classificazione delle miscele commerciali, secondo la normativa vigente (1), è la seguente: - Miscela A (butano commerciale): tensione di vapore a 70 C non superiore a 10.79 bar e densità a 50 C non inferiore a 0.525; - Miscela A0: tensione di vapore a 70 C non superiore a 15.69 bar e densità a 50 C non inferiore a 0.495; (1) Punto 1.3 del Titolo I del D.M. del 13/10/1994. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 72
- Miscela A1: tensione di vapore a 70 C non superiore a 20.6 bar e densità a 50 C non inferiore a 0.485; - Miscela B: tensione di vapore a 70 C non superiore a 25.5 bar e densità a 50 C non inferiore a 0.450; - Miscela C (propano commerciale): tensione di vapore a 70 C non superiore a 30.4 bar e densità a 50 C non inferiore a 0.440. 1.B.1.2.6.1 PROPRIETÀ CHIMICO - FISICHE DELLE SOSTANZE 1.B.1.2.6.1.1 TIPOLOGIE Le sostanze chimiche costituenti il G.P.L. sono sostanzialmente: - propano; - propilene; - N-butano; - isobutano - butilene. Le principali proprietà dei componenti il G.P.L. sono riportate in tabelle a fine paragrafo. In particolare tali tabelle riportano: Tipo tabella Tabella A Tabella B Tabella C Argomento trattato Costanti fisiche dei componenti il G.P.L. Scheda dati di sicurezza del Propano Scheda dati di sicurezza del Butano 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 73
Le qualità delle partite di G.P.L. destinate ai depositi sono garantite dagli impianti di produzione o di provenienza (raffinerie di petrolio, depositi costieri, ecc.). Nel G.P.L. possono sussistere le seguenti impurità: - etano; - etilene; - butadiene; - N-pentano; - isopentano; - tracce di composti solforati e di acqua; - eventuale dose di sostanza odorizzante. La seguente è una specifica di raffineria riguardante i limiti di impurità per una miscela di propano e butano commerciale: Tipo di prodotto C2 e più leggeri C5 e più pesanti Butadiene Residuo a = 20 C Acqua ed alcalinità Idrogeno solforato Zolfo totale escluso odorizzante Livello di impurità max 3% vol. max 1% vol. max 0.1% vol. assente assente assente Max 60 mg/kg Il metodo di controllo e di determinazione in uso presso l'impianto riguarda la densità del G.P.L. allo stato liquido, eseguito mediante termodensimetro. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 74
1.B.1.2.6.1.2 SCHEDE DATI DI SICUREZZA Nelle pagine seguenti (Tabelle B e C) sono riportate le schede di dati di sicurezza (SDS) del propano e del butano, tratte dalla banca dati messa a disposizione dal Ministero della Salute. Esse sono conformi al regolamento CE n 1907/2006 (regolamento REACH), modificato (per quanto riguarda l allegato II) dal regolamento 453/2010. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 75
TABELLA A COSTANTI FISICHE DEI PRODOTTI 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 76
Costanti fisiche di idrocarburi contenuti nei G.P.L. Sostanza N-Pentano Etilene Propilene Iso-Butilene Butilene-I Etano Propano Iso-Butano N-Butano Iso-Pentano Peso molecolare 72.146 28.052 42.078 56.104 56.104 30.068 44.094 58.120 58.140 72.146 Punto di ebollizione a pressione atm. [ C] 36.1-103.7-47.7-6.9-6.3-88.6-42.1-11.7-0.5 27.9 Densità del liquido a 15.6 C [Kg/m 3 ] 631.2 351.0 521.8 600.2 601.1 374.0 507.7 563.1 584.4 624.8 Densità del vapore relativa all aria 2.4906 0.9684 1.4526 1.9368 1.9368 1.046 1.546 2.066 2.070 2.4906 Temperatura critica [ C] 196.6 9.9 91.9 144.72 146.4 32.3 96.8 135.0 152.0 187.8 Pressione critica [bar] 33.7 51.2 46.0 40.0 40.3 48.8 42.6 36.5 38.0 33.3 Limiti d infiammabilità in aria [% volume di aria] inferiore 1.40 3.05 2.00-1.7 3.22 2.10 1.80 1.86 1.32 superiore 7.80 28.6 11.1-9.0 12.45 9.50 8.44 8.50 - Calore di vaporizzazione al punto d ebollizione [KJ/Kg] 357.5 482.6 437.6 394.1 390.6 402.3 426.6 367.1 388.0 339.3 Calore specifico del vapore [KJ/(Kg C)] Potere calorifico del vapore [KJ/Kg] a 15.6 C 1.663 1,516 1.482 1.549 1,550 1.715 1.626 1.621 1.662 1.634 a pressione 1.549 1.220 1.285 1.401 1.402 1.436 1.432 1.473 1.520 1.511 atm. superiore 49114 50349 48976 48231 48511 51977 50441 49512 49625 48976 inferiore 45439 47209 45811 45070 45347 47557 46419 45699 45812 45280 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 77
Costanti fisiche del propano e butano commerciali (valori medi) Costante fisica Propano commerciale Butano commerciale Temperatura critica [ C] 95 150 Punto di ebollizione a pressione atmosferica [ C] - 45 0 Densità del liquido a 15 C relativa all acqua 0.51 0.585 Densità del vapore relativa all aria 1.52 2.01 Volume specifico del vapore [m 3 /kg a 0 C, pressione atmosferica] 0.51 0.385 Rapporto volume gas/volume liquido 274 233 Tensione di vapore a 0 C [bar] 4.6-5.6 1.01-2.0 Tensione di vapore a 50 C [bar] 16.7-21.1 4.9-6.13 Calore latente di evaporazione [KJ/Kg a 15 C] 357.9 372.6 Potere calorifico inferiore [KJ/Kg] 46046 45627 Potere calorifico superiore [KJ/Kg] 49813 49394 Aria richiesta per la combustione [Kg/Kg combustibile] 15.6 15.3 Aria richiesta per la combustione [m 3 /m 3 combustibile] 23.5 30.0 CO 2 teorico [% di prodotti secchi della combustione] 13.9 14.1 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 78
Grafico delle tensioni di vapore sopra la pressione atmosferica 421FR006 - TENSIONE DI VAPORE 01.TIF 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 79
Grafico delle tensioni di vapore sopra e sotto la pressione atmosferica 421FR007 - TENSIONE DI VAPORE 02.TIF 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 80
Grafico del peso specifico di G.P.L. liquidi in funzione della temperatura alla pressione corrispondente del vapore 421FR008 - PESO SPECIFICO.TIF 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 81
TABELLA B SCHEDA DATI DI SICUREZZA DEL PROPANO 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 82
PROPANO Codice RE0632 Data compilazione: 26/10/2006 Data revisione: 30/11/2010 1. Identificazione della sostanza/preparato e della società/impresa Voce dell Allegato I Denominazione della sostanza Identificazione internazionale (Reg. 1272/2008) Denominazione internazionale Nome CAS Sinonimi: ulteriori sinonimi Propano Propano Propane Propane Propano Dimetilmetano; n-propano; gas petrolio liquefatto Numero CAS 74-98-6 Numero CE 200-827-9 Numero d indice 601-003-00-5 Formula bruta C 3H 8 nome chimico :Butano Schede correlate: numero CAS: 106-97-8 numero d indice: 601-004-00-0 Utilizzazione della sostanza/preparato Identificazione della società/impresa (persona responsabile immissione mercato + indir. email competente SDS) Numero telefonico di chiamata urgente Carico e scarico autobotti, riempimento di recipienti mobili (bombole) Diverse Vedere la Scheda d informazione sui rischi di incidente rilevante per i cittadini ed i lavoratori 2. Identificazione dei pericoli Classificazione della sostanza Classificazione della sostanza: Codici di classe e di categoria di pericolo (Reg. 1272/2008) Classificazione della sostanza: Codici delle indicazioni di pericolo (Reg. 1272/2008) Vie di Introduzione F+;12 Flam. Gas 1, Press. Gas H220 percutanea: No 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 83
2. Identificazione dei pericoli inalazione: Sì ingestione (accidentale): No Effetti acuti e cronici su organi e sistemi: sintomi Effetti Cancerogeni, Mutageni e di Tossicità Riproduttiva Altro Effetti acuti dose-dipendenti. Apparato respiratorio: irritazione Cute: irritazione Sistema nervoso centrale: depressione, cefalea, astenia Apparato gastrointestinale: nausea, vomito Altri effetti: asfissia Effetti cronici: non sono attualmente disponibili dati relativi ad effetti cronici. La sostanza non è al momento classificata per effetti cancerogeni, mutageni e di tossicità riproduttiva. Non disponibili dati su effetti cancerogeni e di tossicità riproduttiva. Non dimostrati effetti mutageni. dato non rilevante 3. Composizione/informazione sugli ingredienti Generali e/o Varie Sostanza pura 4. Misure di primo soccorso Generali e/o Varie Vie di inalazione: intervento immediato Vie di inalazione: intervento successivo Vie di inalazione: manovre o sostanze da evitare Vie di inalazione: condizione di non applicabilità del trattamento (per i preparati) Utile intervento medico urgente Proteggere i soccorritori Aerare l ambiente Allontanare il paziente dal luogo dell infortunio Proteggere dal rischio di esplosioni Umidificare i gas inspirati Somministrare ossigeno Ventilazione con ambu Praticare respirazione bocca-bocca Nessuna Dato non disponibile 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 84
4. Misure di primo soccorso Contatto con la pelle: intervento immediato Contatto con la pelle: intervento successivo Contatto con la pelle: manovre o sostanze da evitare Contatto con gli occhi: intervento immediato Contatto con gli occhi: intervento successivo Contatto con gli occhi: manovre o sostanze da evitare Contatto con gli occhi: condizione di non applicabilità del trattamento (per i preparati) Ingestione: intervento immediato Ingestione: intervento successivo Ingestione: manovre o sostanze da evitare Ingestione: condizione di non applicabilità del trattamento (per i preparati) Indossare guanti protettivi Rimuovere gli indumenti Lavare la cute con acqua e sapone Se sono presenti sintomi, visita medica urgente Immergere o bagnare la parte colpita con acqua tiepida 40-42 per 15'-30' Non usare solventi Irrigare con acqua Se sono presenti sintomi, visita medica urgente Nessuna Dato non disponibile Dato non applicabile Dato non applicabile Dato non applicabile Dato non applicabile 5. Misure antincendio Generali e/o Varie Eliminare, se possibile, la fonte di alimentazione della miscela infiammabile. Rimuovere i contenitori dallarea di incendio se ciò è possibile senza rischi. I contenitori esposti allincendio possono subire cedimenti strutturali e comportarsi come missili. Idonei mezzi estinguenti L acqua può non essere efficace per estinguere l incendio; tuttavia, dovrebbe essere usata per raffreddare i contenitori esposti alla fiamma e prevenire, così, scoppi e esplosioni. Utilizzare i seguenti mezzi: - anidride carbonica - acqua nebulizzata - polveri chimiche Dato non applicabile Mezzi di estinzione che non devono essere usati per ragioni di sicurezza 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 85
5. Misure antincendio Speciali pericoli di esposizione derivanti dalla sostanza o dal preparato, dai prodotti della combustione o dai gas prodotti I vapori possono causare vertigine, svenimento o soffocamento. I contenitori possono esplodere se esposti ad incendio. Le operazioni antincendio devono tenere conto del rischio di esplosione; il personale addetto allo spegnimento degli incendi deve pertanto agire da protezione protetta. I contenitori danneggiati vanno manipolati esclusivamente da personale esperto. I vapori che si sprigionano dal gas liquefatto sono inizialmente più pesanti dell aria e tendono a disperdersi lungo il suolo. Indossare: - maschera con autorespiratore Speciali mezzi protettivi per il personale antincendio - equipaggiamento completo composto da elmetto a visiera e protezione del collo, giacca e pantaloni ignifughi con fasce intorno a braccia, gambe e vita. Per quanto non previsto in questo punto, fare riferimento ai dispositivi di protezione consigliati al punto 8 della presente scheda. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 86
Arrestare la perdita se ciò non comporta rischi. 6. Misure in caso di rilascio accidentale Precauzioni per le persone Allontanare dalla zona interessata allo spandimento le persone non addette all intervento di emergenza. Qualora possibile operare sopra vento. Tutte le apparecchiature usate durante l operazione vanno messe a terra. Indossare precauzionalmente l equipaggiamento speciale antincendio di cui al punto 5. Evitare di venire a contatto con la sostanza, e di maneggiare contenitori danneggiati senza indossare l adeguato abbigliamento protettivo. Se possibile, orientare i contenitori in modo tale da favorire l efflusso del gas piuttosto che quello del liquido. Isolare l area interessata dallo spandimento fino a quando non è avvenuta la totale dispersione della sostanza. I vapori sono estremamente infiammabili e se il rilascio avviene in area confinata possono formarsi miscele esplosive con l aria. Allontanare pertanto le persone dal locale interessato e da quelli limitrofi. Se mantenuta allo stato liquido, il contatto con la sostanza o i suoi vapori determina gravi ustioni da freddo. Non indirizzare acqua liquida sulla sorgente dell efflusso o sul materiale versato. Per quanto non previsto in questo punto, fare riferimento ai dispositivi di protezione consigliati al punto 8 della presente scheda. Eliminare tutte le possibili fonti di innesco. Precauzioni ambientali Nel caso di rilascio della sostanza liquefatta, deve essere evitata l immissione del versato nelle linee fognarie chiuse per ridurre il rischio di esplosioni confinate. Utilizzare acqua nebulizzata per ridurre la formazione di vapori o deviare il moto della nube. Metodi di bonifica Aerare accuratamente i locali prima di consentirvi l accesso, tenuto presente che possono essere presenti zone di accumulo dei vapori. È consigliato l impiego di un esplosimetro. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 87
Qualora possibile operare sopra vento. Manipolare in luogo ben ventilato. 7. Manipolazione e immagazzinamento Manipolazione Non riutilizzare mai i contenitori vuoti prima che siano stati sottoposti a pulizia industriale o ricondizionamento. Prima di effettuare lavori a fuoco bonificare linee e contenitori. Prima di eseguire operazioni di travaso assicurarsi che all interno dei contenitori non siano presenti residui di sostanze incompatibili. Assicurare il collegamento a terra di serbatoi, contenitori e apparecchiature e indossare scarpe antistatiche nel corso delle operazioni di travaso. Assicurarsi che le linee di trasporto e le apparecchiature siano perfettamente pulite e non contengano sostanze ossidanti prima di utilizzare la sostanza. Per quanto non previsto in questo punto, fare riferimento ai dispositivi di protezione consigliati al punto 8 della presente scheda. Immagazzinamento Assicurare il collegamento a terra di serbatoi e apparecchiature. Proteggere i contenitori dal danneggiamento. Prevedere linertizzazione del contenitore o munirlo di dispositivi tagliafiamma. Prevedere la possibilità di raffreddare con acqua o altri sistemi i recipienti contenenti il prodotto. Ventilare adeguatamente larea di stoccaggio in modo che possano essere diluite eventuali fuoriuscite di vapori dai contenitori. Prevedere apparecchiature elettriche conformi alla normativa vigente in materia di sicurezza elettrica per i luoghi con pericolo di incendio ed esplosione. Conservare in recipienti chiusi ed etichettati. Proteggere dallirragiamento solare diretto. Minimizzare attraverso adeguati interventi di tipo procedurale e impiantistico tutte le possibili sorgenti di perdita di sostanza. Mantenere lontano da tutte le fonti possibili di innesco. Non fumare. Evitare accumulo di cariche elettrostatiche, soprattutto in occasione del travaso. Stoccare lontano da materiali incompatibili quali tra l'altro ossidanti, diossido di cloro, cloro, tetrafluoroborato di diossigenile. Mantenere separati i contenitori da ossidanti forti. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 88
7. Manipolazione e immagazzinamento Usi particolari Raccomandazioni riferite ad impieghi particolari devono essere valutate caso per caso, anche in relazione alla composizione del preparato commerciale che contiene la sostanza, alla luce del comparto di attività cui la sostanza o il preparato sono destinati e del ciclo tecnologico e produttivo d impiego. 8. Controllo dell esposizione/protezione individuale Informazione e Misure Generali: consigli generali Non mangiare né bere né fumare in ambiente di lavoro. Informazione e Misure Generali: Frasi S (2-)9-16 Misure Generali: D.Lgs. 81/08 e s.m.i.: ambienti di lavoro e presenza nei luoghi di lavoro di agenti nocivi Ricordare l applicabilità degli articoli 19, 20, 21. Informazione e formazione: D.Lgs. 81/08 e s.m.i. Ricordare l applicabilità dell_articolo 33. Protezione Individuale: vie respiratorie Protezione Individuale: cute Protezione Individuale: occhi Limite di Esposizione Professionale: CE Secondo D.Lgs. 475/92 - Norme UNI. Filtri secondo la classificazione Europea: - Filtro AX: gas e vapori organici Supporti: - Elettrorespiratore - Maschera a pieno facciale Secondo D.Lgs. 475/92 - Norme UNI. Protezione degli arti superiori. Guanti in: - Nitrile Protezione degli arti inferiori. - Stivale resistente ai prodotti chimici Protezione del corpo. - Tuta resistente ai prodotti chimici Occhiale di sicurezza, non utilizzare lenti a contatto. Dato non disponibile. Limite di Esposizione Professionale: BEI ACGIH Dato non disponibile. Limite di Esposizione Professionale: TLV ACGIH TWA: 1000 mg/m 3 Nota: valore limite riferito ai gas idrocarburi alifatici alcani C1-C4. Limite di Esposizione Professionale: MAK DFG MAK: 1000 ppm 1800 mg/m 3 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 89
9. Proprietà fisiche e chimiche Peso Molecolare 44.09 Aspetto: Stato Fisico Aspetto: Colore Odore Soglia olfattiva ph Punto/intervallo di ebollizione (a pressione atmosferica) Gas Incolore Praticamente inodore 184.50-1105-77 ppm Dato non disponibile. - 42.1 C Punto/intervallo di fusione - 189,7 C Punto di infiammabilità Infiammabilità (solidi, gas) - 104 C (vaso chiuso) Estremamente infiammabile Autoinfiammabilità 450 C Proprietà esplosive: limite di esplosività (in % di volume di aria) Proprietà comburenti limite inferiore: 2.1 % limite superiore 9.5 % Dato non disponibile. Pressione di vapore 954 Kpa a 25 C Densità relativa 0.581 al punto di ebollizione Densità di vapore (aria = 1) 1.6 Idrosolubilità Solubilità nei grassi e/o nei solventi organici Log coefficiente ripartizione n-ottanolo/acqua Praticamente insolubile Solubile in etere ed etanolo 2.36 Altri Dati: fattore di conversione tra ppm e mg/m 3 1 ppm = 1.803 mg/m 3 Altri Dati: altro Valore della costante della legge di Henry = 71.6 KPa x m 3 /mol 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 90
10. Stabilità e reattività Condizioni da evitare Materiali da evitare Prodotti di decomposizione pericolosi Riscaldamento, scintille e fiamme libere. Assenza di ventilazione. Presenza di cariche elettrostatiche Cloro, tetrafluoroborato di diossigenile. Sostanze ossidanti. A 650 C, decompone in etilene ed etano. 11. Informazioni tossicologiche Tossicità acuta per via orale, cutanea ed inalatoria Potere corrosivo e/o irritante per pelle, occhi e apparato respiratorio Potere sensibilizzante Tossicità a lungo termine (subacuta, subcronica, cronica) Cancerogenesi, Mutagenesi e Tossicità Riproduttiva (fertilità e sviluppo) Altri effetti (es. narcotizzanti) Altro: metabolismo, cinetica, meccanismo di azione, etc. Esposizione DL-50 (orale): ratto: dato non disponibile DL-50 (cutanea): coniglio: dato non disponibile CL-50-4 ore (inalatoria): ratto: dato non disponibile Nell'uomo, a seconda della durata dell'esposizione e della concentrazione, si può avere aumento della frequenza respiratoria, dispnea, atassia, riduzione delle facoltà mentali, instabilità emozionale, affaticamento, nausea, vomito, prostrazione, perdita di coscienza e convulsioni, seguite da coma profondo. Ad elevate concentrazioni può avere lieve potere irritante per le membrane mucose. Il contatto con la sostanza sotto forma liquida può causare ustioni e cancrena da freddo. Dato non disponibile Dato non disponibile Non sono disponibili dati sulla cancerogenicità. È risultato negativo nel test di Ames. Non sono disponibili dati sulla tossicità riproduttiva. Ad elevate concentrazioni ha azione asfissiante e depressiva sul SNC. La principale via di assorbimento è l'inalazione. Studi su volontari hanno mostrato che, dopo esposizioni a 250-1000 ppm, si hanno livelli sanguigni di propano. L'assorbimento cutaneo risulta molto basso. La principale via di esposizione è l'inalazione. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 91
12. Informazioni ecologiche Mobilità Persistenza e degradabilità Potenziale di bioaccumulo Ecotossicità: effetti a breve termine Ecotossicità: effetti a lungo termine Altri effetti avversi Media mobilità al suolo. Volatilizza da superfici umide e dall'acqua. In atmosfera esiste allo stato vapore. In acqua, non adsorbe a sedimenti e solidi sospesi. Al suolo ed in acqua, l'idrolisi non è significativa. Biodegrada al suolo ed in acqua. Degrada fotochimicamente in atmosfera. La bioconcentrazione non è significativa. Parametro: TLM96 Specie: Pesci Tempo di esposizione: 96 ore Valore: > 1000 mg/l Dato non disponibile Dato non disponibile 13. Considerazioni sullo smaltimento Considerazioni sullo smaltimento Le modalità di gestione dei rifiuti devono essere valutate caso per caso, in relazione alla composizione del rifiuto stesso, alla luce di quanto disposto dalla normativa comunitaria e nazionale vigente. Per la manipolazione ed i provvedimenti in caso di dispersione accidentale del rifiuto, valgono in generale le indicazioni fornite ai punti 6 e 7; cautele ed azioni specifiche debbono tuttavia essere valutate in relazione alla composizione del rifiuto. La sostanza, in caso di smaltimento tal quale, ai sensi della Direttiva 91/689/CEE, deve essere classificata come rifiuto pericoloso: H3A - "Facilmente infiammabile": sostanza gassosa che si infiamma a contatto con l'aria a pressione normale. 14. Informazioni sul trasporto Classificazione Designazione ufficiale di trasporto La sostanza è classificata direttamente nelle Raccomandazioni ONU. PROPANO Numero ONU 1978 Classe o Divisione 2.1 Rischi sussidiari Gruppo di imballaggio Nessuno Dato non applicabile 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 92
14. Informazioni sul trasporto Numero di identificazione del pericolo 23 Prescrizioni particolari ONU Nessuna Prescrizioni modali ICAO: è proibito il trasporto su aereo passeggeri. Si può comunque applicare la seguente prescrizione: la sostanza può essere trasportata su aereo passeggeri solo previa approvazione da parte dell'autorità competente dello Stato di origine della spedizione alle condizioni scritte dettate da quella autorità. Le condizioni devono comprendere i limiti sulle quantità e i requisiti di imballaggio e queste devono essere in accordo con la parte S-3;1.2.2 del Supplemento. Una copia del documento di approvazione, che rechi i limiti sulle quantità e i requisiti di imballaggio, deve accompagnare la spedizione. La sostanza può essere trasportata su aereo merci in accordo con le colonne 11 e 12 della tabella 3-1. Nei casi in cui gli Stati, ad eccezione dello Stato di origine, abbiano notificato all'icao che essi richiedono la previa approvazione delle spedizioni fatte sotto questa prescrizione speciale, tale approvazione deve essere ottenuta anche da questi Stati, come appropriato. Annotazioni Nessuna 15. Informazioni sulla regolamentazione Generali e/o Varie dato non rilevante Simbologia: F+ Frasi R: 12 Etichettatura Note (Reg. 1272/2008) Frasi S: (2-)9-16 Pittogrammi, codici di avvertenza (Reg. 1272/2008): GHS02, GHS04, Dgr Codici di indicazioni di pericolo (Reg. 1272/2008): H220 U 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 93
15. Informazioni sulla regolamentazione Normativa di riferimento - D.Lgs. 3 febbraio 1997, n. 52 "Attuazione della direttiva 92/32/CEE concernente classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose" (G.U. n. 58, S.O. n. 53 dell'11 marzo 1997) e s.m.i. - Decreto Ministeriale 28 aprile 1997 "Attuazione dell'art. 37, commi 1 e 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, concernente classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose" (G.U. n. 192, S.O. n. 164 del 19 agosto 1997) e s.m.i. Ultimo adeguamento: Decreto del Ministero della Salute 28 febbraio 2006 "Recepimento della direttiva 2004/73/CE recante XXIX adeguamento al progresso tecnico della direttiva 67/548/CEE in materia di classificazione, imballaggio ed etichettatura di sostanze pericolose" (G.U. n. 92, S.O. n. 100 del 20 aprile 2006) e s.m.i. - "Regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), che istituisce un'agenzia europea per le sostanze chimiche, che modifica la direttiva 1999/45/CE e che abroga il regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1488/94 della Commissione, nonché la direttiva 76/769/CEE del Consiglio e le direttive della Commissione 91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE e 2000/21/CE" (G.U.U.E. L 396 del 30 dicembre 2006) e s.m.i. - "Regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio delle sostanze e delle miscele che modifica e abroga le direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e che reca modifica al Regolamento (CE) n. 1907/2006. Sorveglianza Sanitaria Periodismo visite: In attesa della definizione di rischio moderato secondo quanto previsto nel D.Lgs. n. 25 del 02/02/2002. Indicatori di esposizione: dato non disponibile. Indicatori di effetto: dato non disponibile. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 94
16. Altre informazioni Generali e/o Varie Le informazioni riportate nella presente scheda base sicurezza sono basate sulle migliori conoscenze scientifiche e tossicologiche alla data sopra indicata, ricavata dalla bibliografia internazionale citata, alla data riportata nel documento. I dati riportati si riferiscono esclusivamente alla sostanza pura. L'utilizzatore deve conformarsi alle normative vigenti, ed assicurarsi dell'aggiornamento, dell'idoneità e completezza delle informazioni contenute; ciò in relazione all'utilizzo specifico che deve essere fatto della sostanza nel proprio ciclo produttivo. Questa scheda annulla e sostituisce ogni edizione precedente. R 12 - Estremamente infiammabile. Frasi R/Frasi S: testo integrale S 16 - Conservare lontano da fiamme e scintille - Non fumare. S 2 - Conservare fuori dalla portata dei bambini. S 9 - Conservare il recipiente in luogo ben ventilato. Codici di indicazioni di pericolo, Codici di indicazioni di pericolo supplementari e Consigli di prudenza: testo integrale (Reg. 1272/2008) H220 - Gas altamente infiammabile. P102 - Tenere fuori dalla portata dei bambini. P210 - Tenere lontano da fonti di calore/scintille/fiamme libere/superfici riscaldate - Non fumare. P403 - Conservare in luogo ben ventilato. Fonte dei dati In assenza di disponibilità di una bibliografia ufficiale, il paragrafo è stato compilato sulla base dell'esperienza professionale del compilatore. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 95
TABELLA C SCHEDA DATI DI SICUREZZA DEL BUTANO 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 96
BUTANO Codice RE0633 Data compilazione: 26/10/2006 Data revisione: 30/11/2010 1. Identificazione della sostanza/preparato e della società/impresa Voce dell Allegato I Denominazione della sostanza Identificazione internazionale (Reg. 1272/2008) Denominazione internazionale Nome CAS Sinonimi: ulteriori sinonimi Butano Butano Butane Butane Butano n-butano; gas petrolio liquefatto; dietile Numero CAS 106-97-8 Numero CE 203-448-7 Numero d indice 601-004-00-0 Formula bruta C 4H 10 nome chimico : Butano (contenente >= 0,1% di butadiene); isobutano; 1,3-butadiene; propano Schede correlate: numero CAS: 106-97-8; 75-28-5; 106-99-0; 74-98-6 numero d indice: 601-004-01-8; 601-004-00-0; 601-013-00-X; 601-003-00-5 Utilizzazione della sostanza/preparato Identificazione della società/impresa (persona responsabile immissione mercato + indir. email competente SDS) Numero telefonico di chiamata urgente Carico e scarico autobotti, riempimento di recipienti mobili (bombole) Diverse Vedere la Scheda d informazione sui rischi di incidente rilevante per i cittadini ed i lavoratori 2. Identificazione dei pericoli Classificazione della sostanza Classificazione della sostanza: Codici di classe e di categoria di pericolo (Reg. 1272/2008) Classificazione della sostanza: Codici delle indicazioni di pericolo (Reg. 1272/2008) F+;12 Flam. Gas 1, Press. Gas H220 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 97
2. Identificazione dei pericoli percutanea: Sì Vie di Introduzione inalazione: Sì ingestione (accidentale): Dato non disponibile Effetti acuti e cronici su organi e sistemi: sintomi Effetti Cancerogeni, Mutageni e di Tossicità Riproduttiva Altro Effetti acuti dose-dipendenti. Cute: irritazione, necrosi Sistema Nervoso: narcosi, depressione Occhi: irritazione, cheratite Prime vie aeree: irritazione Polmoni: irritazione Effetti cronici. Sistema Nervoso: depressione La sostanza non è al momento classificata per effetti cancerogeni, mutageni e di tossicità riproduttiva. Non disponibili dati su effetti cancerogeni e di tossicità riproduttiva. Non dimostrati effetti mutageni. dato non rilevante 3. Composizione/informazione sugli ingredienti Generali e/o Varie Sostanza pura 4. Misure di primo soccorso Generali e/o Varie Vie di inalazione: intervento immediato Vie di inalazione: intervento successivo Vie di inalazione: manovre o sostanze da evitare Utile intervento medico urgente Proteggere i soccorritori Aerare l ambiente Allontanare il paziente dal luogo dell infortunio Proteggere dal rischio di esplosioni Umidificare i gas inspirati Somministrare ossigeno Ventilazione con ambu Praticare respirazione bocca-bocca Nessuna 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 98
4. Misure di primo soccorso Contatto con la pelle: intervento immediato Contatto con la pelle: intervento successivo Contatto con la pelle: manovre o sostanze da evitare Contatto con gli occhi: intervento immediato Contatto con gli occhi: intervento successivo Contatto con gli occhi: manovre o sostanze da evitare Contatto con gli occhi: condizione di non applicabilità del trattamento (per i preparati) Ingestione: intervento immediato Ingestione: intervento successivo Ingestione: manovre o sostanze da evitare Ingestione: condizione di non applicabilità del trattamento (per i preparati) Indossare guanti protettivi Rimuovere gli indumenti Lavare la cute con acqua e sapone Se sono presenti sintomi, visita medica urgente Immergere o bagnare la parte colpita con acqua tiepida 40-42 per 15'-30' Non usare solventi Irrigare con acqua Se sono presenti sintomi, visita medica urgente. Proteggere con garze imbevute di soluzione sterile Nessuna Dato non disponibile Dato non applicabile Dato non applicabile Dato non applicabile Dato non applicabile 5. Misure antincendio Generali e/o Varie Eliminare, se possibile, la fonte di alimentazione della miscela infiammabile. Rimuovere i contenitori dallarea di incendio se ciò è possibile senza rischi. I contenitori esposti allincendio possono subire cedimenti strutturali e comportarsi come missili. Idonei mezzi estinguenti L acqua può non essere efficace per estinguere l incendio; tuttavia, dovrebbe essere usata per raffreddare i contenitori esposti alla fiamma e prevenire, così, scoppi e esplosioni. Utilizzare i seguenti mezzi: - anidride carbonica - acqua nebulizzata - polveri chimiche Dato non applicabile Mezzi di estinzione che non devono essere usati per ragioni di sicurezza 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 99
5. Misure antincendio Speciali pericoli di esposizione derivanti dalla sostanza o dal preparato, dai prodotti della combustione o dai gas prodotti I vapori possono causare vertigine, svenimento o soffocamento. I contenitori possono esplodere se esposti ad incendio. Le operazioni antincendio devono tenere conto del rischio di esplosione; il personale addetto allo spegnimento degli incendi deve pertanto agire da protezione protetta. I contenitori danneggiati vanno manipolati esclusivamente da personale esperto. I vapori che si sprigionano dal gas liquefatto sono inizialmente più pesanti dell aria e tendono a disperdersi lungo il suolo. Indossare: - maschera con autorespiratore Speciali mezzi protettivi per il personale antincendio - equipaggiamento completo composto da elmetto a visiera e protezione del collo, giacca e pantaloni ignifughi con fasce intorno a braccia, gambe e vita. Per quanto non previsto in questo punto, fare riferimento ai dispositivi di protezione consigliati al punto 8 della presente scheda. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 100
Arrestare la perdita se ciò non comporta rischi. 6. Misure in caso di rilascio accidentale Precauzioni per le persone Allontanare dalla zona interessata allo spandimento le persone non addette all intervento di emergenza. Qualora possibile operare sopra vento. Tutte le apparecchiature usate durante l operazione vanno messe a terra. Indossare precauzionalmente l equipaggiamento speciale antincendio di cui al punto 5. Evitare di venire a contatto con la sostanza, e di maneggiare contenitori danneggiati senza indossare l adeguato abbigliamento protettivo. Se possibile, orientare i contenitori in modo tale da favorire l efflusso del gas piuttosto che quello del liquido. Isolare l area interessata dallo spandimento fino a quando non è avvenuta la totale dispersione della sostanza. I vapori sono estremamente infiammabili e se il rilascio avviene in area confinata possono formarsi miscele esplosive con l aria. Allontanare pertanto le persone dal locale interessato e da quelli limitrofi. Se mantenuta allo stato liquido, il contatto con la sostanza o i suoi vapori determina gravi ustioni da freddo. Non indirizzare acqua liquida sulla sorgente dell efflusso o sul materiale versato. Per quanto non previsto in questo punto, fare riferimento ai dispositivi di protezione consigliati al punto 8 della presente scheda. Eliminare tutte le possibili fonti di innesco. Precauzioni ambientali Nel caso di rilascio della sostanza liquefatta, deve essere evitata l immissione del versato nelle linee fognarie chiuse per ridurre il rischio di esplosioni confinate. Utilizzare acqua nebulizzata per ridurre la formazione di vapori o deviare il moto della nube. Metodi di bonifica Aerare accuratamente i locali prima di consentirvi l accesso, tenuto presente che possono essere presenti zone di accumulo dei vapori. È consigliato l impiego di un esplosimetro. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 101
Qualora possibile operare sopra vento. Manipolare in luogo ben ventilato. 7. Manipolazione e immagazzinamento Manipolazione Non riutilizzare mai i contenitori vuoti prima che siano stati sottoposti a pulizia industriale o ricondizionamento. Prima di effettuare lavori a fuoco bonificare linee e contenitori. Prima di eseguire operazioni di travaso assicurarsi che all interno dei contenitori non siano presenti residui di sostanze incompatibili. Assicurare il collegamento a terra di serbatoi, contenitori e apparecchiature e indossare scarpe antistatiche nel corso delle operazioni di travaso. Assicurarsi che le linee di trasporto e le apparecchiature siano perfettamente pulite e non contengano sostanze ossidanti prima di utilizzare la sostanza. Per quanto non previsto in questo punto, fare riferimento ai dispositivi di protezione consigliati al punto 8 della presente scheda. Immagazzinamento Assicurare il collegamento a terra di serbatoi e apparecchiature. Proteggere i contenitori dal danneggiamento. Prevedere linertizzazione del contenitore o munirlo di dispositivi tagliafiamma. Prevedere la possibilità di raffreddare con acqua o altri sistemi i recipienti contenenti il prodotto. Ventilare adeguatamente larea di stoccaggio in modo che possano essere diluite eventuali fuoriuscite di vapori dai contenitori. Prevedere apparecchiature elettriche conformi alla normativa vigente in materia di sicurezza elettrica per i luoghi con pericolo di incendio ed esplosione. Conservare in recipienti chiusi ed etichettati. Proteggere dallirragiamento solare diretto. Minimizzare attraverso adeguati interventi di tipo procedurale e impiantistico tutte le possibili sorgenti di perdita di sostanza. Mantenere lontano da tutte le fonti possibili di innesco. Non fumare. Evitare accumulo di cariche elettrostatiche, soprattutto in occasione del travaso. Stoccare lontano da materiali incompatibili quali tra l'altro ossidanti, diossido di cloro, cloro, tetrafluoroborato di diossigenile. Mantenere separati i contenitori da ossidanti forti. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 102
7. Manipolazione e immagazzinamento Usi particolari Raccomandazioni riferite ad impieghi particolari devono essere valutate caso per caso, anche in relazione alla composizione del preparato commerciale che contiene la sostanza, alla luce del comparto di attività cui la sostanza o il preparato sono destinati e del ciclo tecnologico e produttivo d impiego. 8. Controllo dell esposizione/protezione individuale Informazione e Misure Generali: consigli generali Non mangiare né bere né fumare in ambiente di lavoro. Informazione e Misure Generali: Frasi S (2-)9-16 Misure Generali: D.Lgs. 81/08 e s.m.i.: ambienti di lavoro e presenza nei luoghi di lavoro di agenti nocivi Ricordare l applicabilità degli articoli 19, 20, 21. Informazione e formazione: D.Lgs. 81/08 e s.m.i. Ricordare l applicabilità dell_articolo 33. Protezione Individuale: vie respiratorie Protezione Individuale: cute Protezione Individuale: occhi Limite di Esposizione Professionale: CE Secondo D.Lgs. 475/92 - Norme UNI. Filtri secondo la classificazione Europea: - Filtro AX: gas e vapori organici Supporti: - Elettrorespiratore - Maschera a pieno facciale Secondo D.Lgs. 475/92 - Norme UNI. Protezione degli arti superiori. Guanti in: - Nitrile - Neoprene Protezione degli arti inferiori. - Stivale resistente ai prodotti chimici Protezione del corpo. - Tuta resistente ai prodotti chimici Occhiale di sicurezza, non utilizzare lenti a contatto. Dato non disponibile. Limite di Esposizione Professionale: BEI ACGIH Dato non disponibile. Limite di Esposizione Professionale: TLV ACGIH TWA: 1000 mg/m 3 Nota: valore limite riferito ai gas idrocarburi alifatici alcani C1-C4. Limite di Esposizione Professionale: MAK DFG MAK: 1000 ppm 2400 mg/m 3 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 103
9. Proprietà fisiche e chimiche Peso Molecolare 58,14 Aspetto: Stato Fisico Aspetto: Colore Gas Incolore Odore Sgradevole Soglia olfattiva 2.9-14.6 mg/m 3 ph Punto/intervallo di ebollizione (a pressione atmosferica) Dato non disponibile. - 0.5 C Punto/intervallo di fusione - 138.2 C Punto di infiammabilità Infiammabilità (solidi, gas) - 60 C (vaso chiuso) Estremamente infiammabile Autoinfiammabilità 287 C Proprietà esplosive: limite di esplosività (in % di volume di aria) Proprietà comburenti limite inferiore: 1.9 % limite superiore 8.5 % Dato non disponibile. Pressione di vapore 242.2 Kpa a 25 C Densità relativa 0.6012 al punto di ebollizione Densità di vapore (aria = 1) 2.07 Idrosolubilità Solubilità nei grassi e/o nei solventi organici Log coefficiente ripartizione n-ottanolo/acqua 0.06 g/l > 10% in etanolo, etiletere e cloroformio 2.89 Altri Dati: fattore di conversione tra ppm e mg/m 3 1 ppm = 2.377 mg/m 3 Altri Dati: altro Valore della costante della legge di Henry = 95.9 KPa x m 3 /mol 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 104
10. Stabilità e reattività Condizioni da evitare Materiali da evitare Prodotti di decomposizione pericolosi Riscaldamento, scintille e fiamme libere. Assenza di ventilazione ed esposizione all aria Presenza di cariche elettrostatiche Forti ossidanti, Nichel carbonile, Cloro e fluoro. Scaldata a decomposizione, sviluppa fumi e vapori acri. 11. Informazioni tossicologiche Tossicità acuta per via orale, cutanea ed inalatoria Potere corrosivo e/o irritante per pelle, occhi e apparato respiratorio Potere sensibilizzante Tossicità a lungo termine (subacuta, subcronica, cronica) Cancerogenesi, Mutagenesi e Tossicità Riproduttiva (fertilità e sviluppo) Altri effetti (es. narcotizzanti) Altro: metabolismo, cinetica, meccanismo di azione, etc. Esposizione DL-50 (orale): ratto: dato non disponibile DL-50 (cutanea): coniglio: dato non disponibile CL-50-4 ore (inalatoria): ratto: 658 mg/l Nell'uomo l'esposizione al gas, a concentrazioni di 10000 ppm (1%) per 10 minuti, causa sonnolenza senza altri effetti sistemici. Può causare visione offuscata e, se aspirato, può causare polmonite chimica. Nel cane la sostanza ha mostrato lieve effetto di sensibilizzazione cardiaca. Sotto forma di vapore non é irritante per gli occhi, il naso e la gola. Il contatto diretto, sotto forma liquida, causa ustioni o cancrena da freddo. Dato non disponibile Per esposizioni croniche sono riportati sintomi a carico del SNC. Non sono disponibili dati sulla cancerogenicità. È risultato negativo nel test di Ames. Non sono disponibili dati sulla tossicità riproduttiva. La sostanza ha potere anestetico. Per elevate concentrazioni si ha azione depressiva sul SNC. Nel ratto é parzialmente assorbito dai polmoni e si ritrova nel cervello, reni, milza, fegato e tessuto adiposo. Viene ossidato nell'alcool corrispondente dagli enzimi microsomiali. La principale via di esposizione è l'inalazione ed il contatto cutaneo. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 105
12. Informazioni ecologiche Mobilità Persistenza e degradabilità Potenziale di bioaccumulo Ecotossicità: effetti a breve termine Ecotossicità: effetti a lungo termine Altri effetti avversi Bassa mobilità al suolo. Volatilizza da superfici umide e dall'acqua; può volatilizzare da superfici asciutte. In acqua, può adsorbire a sedimenti e solidi sospesi. In atmosfera esiste come gas. Biodegrada al suolo. In acqua, biodegrada completamente in 34 giorni. Idrolisi e fotolisi in acqua non sono significative. Degrada fotochimicamente in atmosfera. Ha moderato potenziale di bioconcentrazione. Parametro: TLM96 Specie: Pesci Tempo di esposizione: 96 ore Valore: > 1000 mg/l Dato non disponibile Dato non disponibile 13. Considerazioni sullo smaltimento Considerazioni sullo smaltimento Le modalità di gestione dei rifiuti devono essere valutate caso per caso, in relazione alla composizione del rifiuto stesso, alla luce di quanto disposto dalla normativa comunitaria e nazionale vigente. Per la manipolazione ed i provvedimenti in caso di dispersione accidentale del rifiuto, valgono in generale le indicazioni fornite ai punti 6 e 7; cautele ed azioni specifiche debbono tuttavia essere valutate in relazione alla composizione del rifiuto. La sostanza, in caso di smaltimento tal quale, ai sensi della Direttiva 91/689/CEE, deve essere classificata come rifiuto pericoloso: H3A - "Facilmente infiammabile": sostanza gassosa che si infiamma a contatto con l'aria a pressione normale. 14. Informazioni sul trasporto Classificazione Designazione ufficiale di trasporto La sostanza è classificata direttamente nelle Raccomandazioni ONU. BUTANO Numero ONU 1011 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 106
14. Informazioni sul trasporto Classe o Divisione 2.1 Rischi sussidiari Gruppo di imballaggio Nessuno Dato non applicabile Numero di identificazione del pericolo 23 Prescrizioni particolari ONU Nessuna Prescrizioni modali ICAO: è proibito il trasporto su aereo passeggeri. Si può comunque applicare la seguente prescrizione: la sostanza può essere trasportata su aereo passeggeri solo previa approvazione da parte dell'autorità competente dello Stato di origine della spedizione alle condizioni scritte dettate da quella autorità. Le condizioni devono comprendere i limiti sulle quantità e i requisiti di imballaggio e queste devono essere in accordo con la parte S-3;1.2.2 del Supplemento. Una copia del documento di approvazione, che rechi i limiti sulle quantità e i requisiti di imballaggio, deve accompagnare la spedizione. La sostanza può essere trasportata su aereo merci in accordo con le colonne 11 e 12 della tabella 3-1. Nei casi in cui gli Stati, ad eccezione dello Stato di origine, abbiano notificato all'icao che essi richiedono la previa approvazione delle spedizioni fatte sotto questa prescrizione speciale, tale approvazione deve essere ottenuta anche da questi Stati, come appropriato. Annotazioni Nessuna 15. Informazioni sulla regolamentazione Generali e/o Varie dato non rilevante Simbologia: F+ Frasi R: 12 Etichettatura Note (Reg. 1272/2008) Frasi S: (2-)9-16 Pittogrammi, codici di avvertenza (Reg. 1272/2008): GHS02, GHS04, Dgr Codici di indicazioni di pericolo (Reg. 1272/2008): H220 C, U 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 107
15. Informazioni sulla regolamentazione Normativa di riferimento - D.Lgs. 3 febbraio 1997, n. 52 "Attuazione della direttiva 92/32/CEE concernente classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose" (G.U. n. 58, S.O. n. 53 dell'11 marzo 1997) e s.m.i. - Decreto Ministeriale 28 aprile 1997 "Attuazione dell'art. 37, commi 1 e 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, concernente classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose" (G.U. n. 192, S.O. n. 164 del 19 agosto 1997) e s.m.i. Ultimo adeguamento: Decreto del Ministero della Salute 28 febbraio 2006 "Recepimento della direttiva 2004/73/CE recante XXIX adeguamento al progresso tecnico della direttiva 67/548/CEE in materia di classificazione, imballaggio ed etichettatura di sostanze pericolose" (G.U. n. 92, S.O. n. 100 del 20 aprile 2006) e s.m.i. - "Regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), che istituisce un'agenzia europea per le sostanze chimiche, che modifica la direttiva 1999/45/CE e che abroga il regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1488/94 della Commissione, nonché la direttiva 76/769/CEE del Consiglio e le direttive della Commissione 91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE e 2000/21/CE" (G.U.U.E. L 396 del 30 dicembre 2006) e s.m.i. - "Regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio delle sostanze e delle miscele che modifica e abroga le direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e che reca modifica al Regolamento (CE) n. 1907/2006. Sorveglianza Sanitaria Periodismo visite: In attesa della definizione di rischio moderato secondo quanto previsto nel D.Lgs. n. 25 del 02/02/2002. Indicatori di esposizione: dato non disponibile. Indicatori di effetto: Test di funzionalità respiratoria. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 108
16. Altre informazioni Generali e/o Varie Le informazioni riportate nella presente scheda base sicurezza sono basate sulle migliori conoscenze scientifiche e tossicologiche alla data sopra indicata, ricavata dalla bibliografia internazionale citata, alla data riportata nel documento. I dati riportati si riferiscono esclusivamente alla sostanza pura. L'utilizzatore deve conformarsi alle normative vigenti, ed assicurarsi dell'aggiornamento, dell'idoneità e completezza delle informazioni contenute; ciò in relazione all'utilizzo specifico che deve essere fatto della sostanza nel proprio ciclo produttivo. Questa scheda annulla e sostituisce ogni edizione precedente. R 12 - Estremamente infiammabile. Frasi R/Frasi S: testo integrale S 16 - Conservare lontano da fiamme e scintille - Non fumare. S 2 - Conservare fuori dalla portata dei bambini. S 9 - Conservare il recipiente in luogo ben ventilato. Codici di indicazioni di pericolo, Codici di indicazioni di pericolo supplementari e Consigli di prudenza: testo integrale (Reg. 1272/2008) H220 - Gas altamente infiammabile. P102 - Tenere fuori dalla portata dei bambini. P210 - Tenere lontano da fonti di calore/scintille/fiamme libere/superfici riscaldate - Non fumare. P403 - Conservare in luogo ben ventilato. Fonte dei dati In assenza di disponibilità di una bibliografia ufficiale, il paragrafo è stato compilato sulla base dell'esperienza professionale del compilatore. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 109
1.B.1.2.6.2 FASI DELL'ATTIVITÀ IN CUI LE SOSTANZE POSSONO INTERVENIRE Il G.P.L. è presente in tutte le fasi di travaso, trasporto interno, stoccaggio e imbottigliamento. 1.B.1.2.6.3 QUANTITÀ MASSIME EFFETTIVE PREVISTE Le quantità massime di G.P.L. che possono essere presenti nell impianto sono valutabili sulla base dei volumi delle apparecchiature contenenti G.P.L. e del grado di riempimento ammesso. I valori della capacità volumetrica dei vari componenti sono riportati nella tabella seguente. Volumi Installazione Volume [m 3 ] Serbatoi fissi 525 Bombole 25 Serbatoietto interrato per caldaia di riscaldamento 1.75 Tubazioni, pompe ed apparecchiature 1.5 TOTALE 553.25 Il grado di riempimento ammesso dalla normativa vigente (D.M. del 13/10/1994) è funzione del tipo di miscela e delle modalità di stoccaggio come illustrato nella tabella seguente. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 110
Grado di riempimento ammesso Tipo di miscela di G.P.L. Grado di riempimento nei serbatoi fuori terra e nei recipienti mobili Grado di riempimento nei serbatoi tumulati [kg/m 3 ] [kg/m 3 ] Miscela A (Butano commerciale) 500 540 Miscela A0 470 510 Miscela A1 460 500 Miscela B 430 470 Miscela C (Propano commerciale) 420 460 Ai fini del conteggio delle quantità di G.P.L. presenti nello stabilimento si assumono i valori di grado di riempimento corrispondenti alla miscela A1, pari a 500 kg/m 3 nei serbatoi tumulati e 460 kg/m 3 nei recipienti mobili. In queste ipotesi i quantitativi massimi sono i seguenti. Quantitativi massimi Installazione Quantità [tonnellate] Nei serbatoi tumulati 262.5 Nelle bombole 11.5 Nel serbatoietto per riscaldamento 0.8 Nelle tubazioni pompe ed apparecchiature 0.7 TOTALE 275.5 1.B.1.2.6.4 COMPORTAMENTO FISICO - CHIMICO NELLE CONDIZIONI DI NORMALE UTILIZZAZIONE Il G.P.L. non dà luogo a fenomeni d instabilità nelle condizioni di temperatura e pressione di esercizio. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 111
1.B.1.2.6.5 TIPOLOGIA DELLE SOSTANZE IN CASO DI ANOMALIE Il G.P.L. non dà luogo a trasformazioni in caso di anomalie di funzionamento. Il G.P.L. non subisce trasformazioni chimiche né trattamenti all'interno dello stabilimento. Come innanzi detto il G.P.L. viene soltanto immagazzinato, movimentato e imbottigliato. Possono però essere miscelati G.P.L. di caratteristiche diverse, per ottenere una miscela. 1.B.1.2.6.6 SITUAZIONI CHE POSSONO INFLUIRE SUL RISCHIO Non esistono nel ciclo di lavorazione altre sostanze o impurità che possono dar luogo, se presenti, a reazioni violente o a prodotti di reazione pericolosi. Nell'area dello stabilimento vengono svolte dal fabbricante le seguenti altre attività industriali secondarie: a) verniciatura di recipienti mobili con smalti ad acqua; b) manutenzione di recipienti mobili, limitata alla sola sostituzione dei rubinetti; c) riscaldamento degli uffici e dell abitazione del custode con caldaie di riscaldamento funzionanti a G.P.L. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 112
1.B.1.3 ANALISI PRELIMINARE PER INDIVIDUARE LE AREE CRITICHE E VERIFICA DI COMPATIBILITÀ TERRITORIALE L'analisi di seguito riportata è eseguita seguendo le istruzioni contenute nelle Appendici II e IV del Decreto Ministero Ambiente del 15/05/1996. 1.B.1.3.1 APPLICAZIONE DEL METODO INDICIZZATO 1.B.1.3.1.1 SUDDIVISIONE DEL DEPOSITO IN UNITÀ Per lo stabilimento in esame sono state identificate le seguenti unità: - stoccaggio in serbatoi fissi tumulati (unità stoccaggio); - carico e scarico da autobotti (unità travaso); - reparto d imbottigliamento (unità imbottigliamento); - pompaggio per movimentazione G.P.L. (unità pompe e compressori). - area deposito bombole piene (unità bombole); 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 113
1.B.1.3.1.2 VALUTAZIONE DEI FATTORI DI PENALIZZAZIONE Per tutte le unità individuate al paragrafo precedente sono state operate le seguenti scelte: Sostanza predominante Propano B = 21 Fattore sostanza OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 114
Fattori di penalizzazione unità stoccaggio OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 115
Fattori di penalizzazione unità stoccaggio OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 116
Fattori di penalizzazione unità travaso OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 117
Fattori di penalizzazione unità travaso OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 118
Fattori di penalizzazione unità imbottigliamento OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 119
Fattori di penalizzazione unità imbottigliamento OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 120
Fattori di penalizzazione unità pompe e compressori OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 121
Fattori di penalizzazione unità pompe e compressori OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 122
Fattori di penalizzazione unità bombole OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 123
Fattori di penalizzazione unità bombole OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 124
1.B.1.3.1.3 TABELLA RIEPILOGATIVA DEI FATTORI DI PENALIZZAZIONE Nelle tabelle che seguono sono sintetizzati i fattori di penalizzazione attribuiti alle diverse unità come specificato al paragrafo precedente. Sostanza: G.P.L. Sostanza chiave: Propano Fattore sostanza: B = 21 Rischi specifici delle sostanze: M Stoccaggio Travaso Imbottigl. Pompe e compress. Bombole 3.4.1.1 Caratteristiche di miscelazione e dispersione: m 30 30 30 30 30 M 30 30 30 30 30 Rischi generali di processo: P Stoccaggio Travaso Imbottigl. Pompe e compress. Bombole 3.4.2.1 Manipolazione 10 0 0 0 10 3.4.2.2 Trasferimento delle sostanze 0 25 25 0 40 3.4.2.3 Contenitori trasportabili 0 100 40 0 40 P 10 125 65 0 50 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 125
Rischi particolari di processo: S Stoccaggio Travaso Imbottigl. Pompe e compress. Bombole 3.4.3.1 Alta pressione: p 33 46 46 46 46 3.4.3.2 Bassa temperatura 15 15 15 46 46 3.4.3.3 Temperatura elevata 25 25 25 25 25 3.4.3.4 Rischi di corrosione 50 0 0 0 0 3.4.3.5 Perdite dai giunti ed attraverso le guarnizioni 0 0 0 0 0 3.4.3.6 Rischi dovuti a fatica per vibrazioni e carichi ciclici 3.4.3.7 Funzionamento all'interno del campo d'infiammabilità 0 10 50 50 20 0 0 100 0 0 3.4.3.8 Rischio di esplosione superiore alla media 40 40 40 40 40 3.4.3.9 Rischi elettrostatici 30 30 30 30 0 3.4.3.10 Rischio derivante da utilizzazione intensiva 1 0 0 0 0 S 194 166 306 206 146 Rischi dovuti alla quantità: Q Stoccaggio Travaso Imbottigl. Pompe e compress. Bombole 3.4.4 Sostanza in tonnellate K = 262.5 K = 21 K = 3 K = 1.1 K = 11.5 3.4.4 Fattore quantità Q = 103 Q = 53 Q = 20 Q = 8 Q = 42 Rischi connessi al layout: L Stoccaggio Travaso Imbottigl. Pompe e compress. Bombole 3.4.5.1 Altezza: H H = 0.5 H = 1.5 H = 1 H = 0.5 H = 0.1 3.4.5.2 Area normale di lavoro: N N = 320 N = 150 N = 130 N = 32 N = 72 3.4.5.3 Progettazione della struttura -50 0 0 20 0 3.4.5.4 Effetti domino 0 0 0 0 0 3.4.5.5 Conformazione sotto il suolo 0 0 0 0 0 3.4.5.6 Drenaggio di superficie 100 0 0 100 0 3.4.5.7 Altre caratteristiche 0 0 0 0 0 L 50 0 0 120 0 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 126
1.B.1.3.1.4 CALCOLO DEGLI INDICI INTRINSECI Sulla base dei fattori di penalizzazione assegnati alle diverse unità come specificato al punto 1.B.1.3.2 vengono calcolati i seguenti indici intrinseci secondo le relazioni precisate nell'appendice II al D.M. del 15/05/1996. Indice di incendio: F = B K N Indice di esplosione confinata: M C = 1+ + P + S 100 Indice di esplosione in aria: m A = B 1 + 100 1000 300 Q H C t + 273 ( 1+ p) M P S + Q + L D = B 1 + 1 + 1+ 100 100 100 Indice di rischio generale: G = D 2 ( 1 + 0. C A F ) ( ) 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 127
Nella tabella che segue sono riportati i valori numerici degli indici di cui sopra per ciascuna delle unità considerate. Tabella indici intrinseci Indice Stoccaggio Travaso Imbottigliamento Pompe e compressori Bombole F 17.23 2.94 0.48 0.72 3.35 C 3.34 4.21 5.01 3.36 3.26 A 167 448 134 18 18 D 134 196 192 118 118 G 4938 6184 1742 405 721 Categoria indice G C C C B B 1.B.1.3.1.5 INDIVIDUAZIONE DEI FATTORI DI COMPENSAZIONE OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 128
Fattori di compensazione unità stoccaggio OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 129
Fattori di compensazione unità stoccaggio OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 130
Fattori di compensazione unità stoccaggio OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 131
Fattori di compensazione unità stoccaggio OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 132
Fattori di compensazione unità stoccaggio OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 133
Fattori di compensazione unità travaso OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 134
Fattori di compensazione unità travaso OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 135
Fattori di compensazione unità travaso OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 136
Fattori di compensazione unità imbottigliamento OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 137
Fattori di compensazione unità imbottigliamento OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 138
Fattori di compensazione unità pompe e compressori OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 139
Fattori di compensazione unità pompe e compressori OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 140
Fattori di compensazione unità bombole OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 141
Fattori di compensazione unità bombole OMISSIS 1.B.1.3.1.6 TABELLA RIEPILOGATIVA DEI FATTORI DI COMPENSAZIONE Nelle tabelle che seguono sono sintetizzati i fattori di compensazione attribuiti alle diverse unità come specificato al paragrafo precedente. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 142
Tabelle riepilogative dei fattori di compensazione Misure compensative tendenti alla riduzione della dimensione potenziale degli incidenti Contenimento K1 Stoccaggio Travaso Imbottigl. Pompe e compress. Bombole 4.1.1 Apparecchi a pressione 0.72 0.70 1.00 1.00 1.00 4.1.2 Condotte di trasferimento 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 4.1.3 Sistemi di contenimento supplementari 0.90 1.00 1.00 1.00 1.00 4.1.4 Sistemi di rilevamento perdite 0.70 0.60 0.60 0.70 0.60 4.1.5 Scarichi di emergenza e funzionali 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 K1 0.45 0.42 0.60 0.70 0.60 Controllo del processo K2 Stoccaggio Travaso Imbottigl. Pompe e compress. Bombole 4.2.1 Sistemi di allarme e blocco 0.61 0.85 0.90 1.00 1.00 4.2.2 Controllo centralizzato 0.90 0.90 0.90 1.00 1.00 4.2.3 Istruzioni operative 0.70 0.70 0.70 0.70 0.70 4.2.4 Sorveglianza dell'impianto 0.75 0.75 0.75 0.75 0.75 K2 0.29 0.40 0.42 0.52 0.52 Atteggiamento nei riguardi della sicurezza K3 Stoccaggio Travaso Imbottigl. Pompe e compress. Bombole 4.3.1 Gestione della sicurezza 0.69 0.69 0.69 0.69 0.69 4.3.2 Addestramento alla sicurezza 0.90 0.90 0.90 0.90 0.90 4.3.3 Procedure di manutenzione e sicurezza 0.86 0.86 0.86 0.86 0.86 K3 0.53 0.53 0.53 0.53 0.53 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 143
Protezione antincendio K4 Stoccaggio Travaso Imbottigl. Pompe e compress. Bombole 4.4.1 Protezione delle strutture 0.50 1.00 0.90 0.95 0.90 4.4.2 Barriere 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 4.4.3 Protezione delle apparecchiature dagli incendi 0.70 0.63 0.63 1.00 0.90 K4 0.35 0.63 0.57 0.95 0.81 Isolamento ed eliminazione delle sostanze K5 Stoccaggio Travaso Imbottigl. Pompe e compress. Bombole 4.5.1 Sistemi di drenaggio 1.00 0.85 1.00 1.00 1.00 4.5.2 Sistemi a valvole 0.67 0.56 1.00 1.00 1.00 4.5.3 Ventilazione e diluizione 1.00 0.90 0.81 0.90 1.00 K5 0.67 0.43 0.81 0.90 1.00 Operazioni antincendio K6 Stoccaggio Travaso Imbottigl. Pompe e compress. Bombole 4.6.1 Allarmi per incendio 0.81 0.81 0.81 0.81 0.81 4.6.2 Impianti fissi di estinzione 0.70 0.70 0.70 0.70 0.70 4.6.3 Estintori portatili 0.81 0.81 0.81 0.81 0.81 4.6.4 Assistenza dei Vigili del Fuoco 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 4.6.5 Cooperazione di stabilimento 0.81 0.81 0.81 0.81 0.81 K6 0.37 0.37 0.37 0.37 0.37 Stoccaggio Travaso Imbottigl. Pompe e compress. Bombole K1 x K2 x K3 x K4 x K5 x K6 0.006 0.009 0.023 0.062 0.050 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 144
1.B.1.3.1.7 CALCOLO DEGLI INDICI COMPENSATI E CATEGORIZZAZIONE DELLE UNITÀ Sulla base dei fattori di compensazione assegnati alle diverse unità come specificato ai punti 1.B.1.3.1.5 e 1.B.1.3.1.6 e degli indici intrinseci di cui al par. 1.B.1.3.1.4, vengono calcolati i seguenti indici compensati secondo le relazioni precisate nell'appendice II al D.M. del 15/5/96. F' = F C ' = ( K1 K3 K5 K6) C ( K 2 K 3 ) A' = A ( K1 K 2 K3 K5) G' = G ( K1 K 2 K3 K 4 K5 K 6) Nella tabella che segue sono riportato i valori numerici degli indici di cui sopra per ciascuna delle unità considerate. Tabella indici compensati Indice Stoccaggio Travaso Imbottigliamento Pompe e compressori Bombole F' 1.024 0.103 0.046 0.090 0.393 C' 0.506 0.892 1.123 0.930 0.902 A' 7.6 16.9 14.5 3.1 3.0 G' 29 55 40 25 36 Categoria indice G' A A A A A 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 145
1.B.1.3.1.8 CLASSIFICAZIONE DELLO STABILIMENTO Sulla base di quanto contenuto al punto 1 della Appendice IV al D.M. del 15/05/96 e dai risultati della categorizzazione delle unità di cui al punto 1.B.1.3.1.7 precedente, il deposito è classificabile in classe I, con tutte le unità in categoria A. Si precisa che, rispetto alla situazione del Rapporto di sicurezza 2006, si ha un miglioramento degli indici compensati, dovuto all installazione di telecamere per TV a circuito chiuso, a presidio dell impianto. 1.B.1.3.2 VERIFICA DI COMPATIBILITÀ TERRITORIALE 1.B.1.3.2.1 RICHIAMI NORMATIVI La verifica di compatibilità territoriale viene svolta secondo i criteri precisati nel D.M. del 15/05/1996. In particolare tali criteri stabiliscono una corrispondenza tra compatibilità territoriale e rispetto di determinate relazioni tra i risultati della classificazione del deposito (effettuata secondo le indicazioni contenute nelle Appendici II e IV del D.M. citato), i risultati dell analisi incidentale e quelli della categorizzazione del territorio (secondo l Appendice IV al D.M. citato). Nella tabella che segue, tratta dal punto 3 dell appendice IV al D.M. citato, sono sintetizzate le suddette relazioni valide per depositi esistenti. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 146
CATEGORIA DI EFFETTI CLASSE DEL DEPOSITO ELEVATA LETALITÀ INIZIO LETALITÀ LESIONI IRREVERSIBILI LESIONI REVERSIBILI I DEF CDEF BCDEF ABCDEF II EF DEF CDEF BCDEF III F EF DEF CDEF IV F F EF DEF Nei punti che seguono vengono definiti e presentati gli elementi di comparazione che compaiono nella tabella di cui sopra. 1.B.1.3.2.2 CLASSIFICAZIONE DEL DEPOSITO La classificazione del deposito mediante l applicazione del metodo indicizzato è stata effettuata al punto 1.B.1.3.1. Si ricorda che lo stabilimento risulta classificabile in classe I, con tutte le unità in categoria A. 1.B.1.3.2.3 AREE DI DANNO L analisi incidentale, presentata ai capitoli 1.C.1.5 e 1.C.1.6, ha permesso di definire le massime distanze a cui si verificano le soglie di danno a persone e strutture specificate nella tabella III/1 di cui al punto 5 dell Appendice III al D.M. del 15/05/1996. Nella seguente tabella, ricavata dalle informazioni riportate al punto 1.C.1.6, sono sintetizzate le suddette distanze riferite agli incidenti più gravosi. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 147
Tabella riassuntiva delle distanze di danno Sequenze Punto di rilascio Massima distanza in metri alla quale si avrebbero effetti di TR1 Rottura del braccio di carico di fase liquida al punto di travaso PC1 Rottura di una pompa di movimentazione IM4 LN1 Rottura del sistema di alimentazione alla giostra Rottura di una linea di fase liquida dell impianto SE1 Rottura di un serbatoio nella zona del liquido Punto di travaso autocisterne Elevata letalità Inizio letalità 48 89 Sale pompe e compressori G.P.L. 58 104 Imbottigliamento Linee G.P.L. Parco serbatoi 53 93 70 124 90 136 Lesioni irreversibili Lesioni reversibili (1) (2 (1) (1) (1) (1) (1) (2) (1) (1) Inviluppando le distanze riportate nella tabella, si definiscono le seguenti due aree caratterizzate da due differenti livelli di danno (si veda la Planimetria con individuazione delle aree di danno in allegato n 13). Si precisa che, come risulta dalla tabella precedente, le aree relative alle lesioni irreversibili ed alle lesioni reversibili, ricadono all interno delle aree di elevata letalità ed inizio letalità. (1) (2) Ricade all interno dell area di elevata letalità. Ricade all interno dell area di inizio letalità. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 148
Area di elevata letalità Area totale risultante dall unione dei due seguenti cerchi. - Cerchio centrato sul baricentro dei serbatoi, avente raggio pari a 102 m. Il valore 102 m risulta dalla somma di 90 m, massima distanza di danno, e di 12 m, raggio del cerchio inviluppo dei punti di rilascio. - Cerchio centrato sulla giostra d imbottigliamento, avente raggio pari a 53 m. L area risultante ha una superficie, al netto dell area dello stabilimento, di 18000 m 2. Area di inizio letalità Area della porzione compresa tra il limite dell area di elevata letalità di cui sopra ed il perimetro individuato dall unione dei due seguenti cerchi. - Cerchio centrato sul baricentro dei serbatoi, avente raggio pari a 148 m. Il valore 148 m risulta dalla somma di 136 m, massima distanza di danno, e di 12 m, raggio del cerchio di inviluppo dei punti di rilascio. - Cerchio centrato sulla giostra d imbottigliamento, avente raggio pari a 93 m. L area risultante ha una superficie, al netto dell area dello stabilimento, di 30245 m 2. Si fa presente che le aree di danno relative alle rimanenti sequenze di cui alla tabella precedente risultano già comprese all interno delle due aree di elevata e inizio letalità appena descritte. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 149
1.B.1.3.2.4 CONDIZIONI PER LA COMPATIBILITÀ TERRITORIALE In accordo con le relazioni stabilite nella tabella di cui al paragrafo 1.B.1.3.2.1, considerando che lo stabilimento risulta classificabile in classe I e tenendo conto delle aree di danno individuate al punto 1.B.1.3.2.3, le condizioni che devono essere soddisfatte perché sussista la compatibilità territoriale sono le seguenti: a) l area di elevata letalità deve essere classificabile in categoria D o migliore secondo le specificazioni relative alla categorizzazione del territorio di cui al punto 2 dell Appendice IV al D.M. del 15/05/1996. b) l area di inizio letalità deve essere classificabile in categoria C o migliore secondo le specificazioni di cui sopra. 1.B.1.3.2.5 STATO DELL EDIFICAZIONE REALE ABITATIVA La situazione dell edificazione reale abitativa e dei luoghi di possibile affollamento di persone è stata certificata dal Sindaco ed è rappresentata nella Planimetria con individuazione delle aree di danno (allegato n 13). Nell area di elevata letalità non sono presenti luoghi di possibile concentrazione di pubblico né civili abitazioni, per cui il suo indice reale di edificazione è pari a 0. L area di elevata letalità è quindi classificabile in categoria E secondo le specificazioni del punto 2 dell Appendice IV al D.M. del 15/05/1996. Nell area di inizio letalità non sono presenti luoghi di possibile concentrazione di pubblico e l indice reale di edificazione civile risulta 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 150
inferiore a 0.5 m 3 /m 2, per cui tale area è anch essa classificabile in categoria E secondo le specificazioni del punto 2 dell Appendice IV al D.M. del 15/05/1996. È infine da segnalare che entrambe le aree sono interessate dai tracciati di strade comunali. 1.B.1.3.2.6 VERIFICA DI COMPATIBILITÀ TERRITORIALE Sulla base della classificazione delle aree precisata al paragrafo precedente e di quanto rilevato in sito, le condizioni di cui al punto 1.B.1.3.2.4 risultano largamente soddisfatte e pertanto è possibile affermare che la verifica di compatibilità territoriale fornisce esito positivo, ai sensi dell Appendice IV al D.M. del 15/05/1996. Per quanto riguarda la presenza delle strade comunali di cui al punto precedente, essa è tenuta presente in sede di pianificazione di emergenza esterna. Lo stabilimento è stato oggetto di pianificazione territoriale esterna da parte del Comune di Campi Salentina (LE), che ha approvato l'elaborato Tecnico "RIR" (Rischio di Incidente Rilevante), ai sensi del Decreto del Ministero delle Infrastrutture e Trsporti del 09/05/2001, con delibere del Consiglio Comunale n 20 del 23/04/2007 e n 63 del 27/12/2007, in variante del PDF. Detto Elaborato è stato recepito nel PUG approvato definitivamente con delibera del Consiglio Comunale n 72 del 30/11/2010. Nel allegato n 21 è riportata copia dell Elaborato Tecnico "RIR". 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 151
SEZIONE 1.C.1 SICUREZZA DELL'IMPIANTO 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 152
1.C.1.1 1.C.1.1.1 SANITÀ E SICUREZZA DELL'IMPIANTO SCENARI INCIDENTALI Gli impianti del tipo in esame non risultano porre rilevanti problemi di sanità. Si esaminano comunque qui di seguito alcuni problemi, relativi a tossicità, rischio criogenico e rischio di sovrappressione assieme ad altri che completano il quadro delle caratteristiche del prodotto. 1.C.1.1.1.1 ODORIZZAZIONE È necessario anzitutto osservare che i gas di petrolio liquefatti possono essere, a seconda dei processi di loro produzione e raffinazione, pressoché privi di odore proprio. Quelli destinati alla combustione (usi domestici e similari) che non abbiano di per sé odore caratteristico e sufficiente perché possa esserne rilevata la presenza prima che si creino condizioni di pericolo per esplosività e tossicità, vengono normalmente odorizzati in raffineria con prodotti a base di mercaptani o di solfuri. L'odorizzazione, resa obbligatoria dalla legge 6.12.71 n 1083 "Norme per la sicurezza dell'impiego del gas combustibile", viene effettuata secondo i criteri espressi nelle tabelle UNI - CIG 7132-72 e 7133-72. L'intensità di odore deve raggiungere almeno 2 dei 5 gradi previsti dalla norma per garantire la sicurezza dell'avvertibilità. Inoltre i vapori di G.P.L. sono incolori. La loro presenza è quindi avvertibile solo attraverso l'odorato. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 153
1.C.1.1.1.2 RISCHIO PER TOSSICITÀ L'informazione sulla tossicità riguarda esclusivamente l'inalazione di vapori; l'ingestione orale e l'irritazione cutanea non sono considerate. Dalla tabella che segue, contente informazioni concernenti la tossicità della fase vapore di vari gas liquefatti secondo la classificazione ACGIH, risulta evidente che i gas liquefatti considerati sono essenzialmente non tossici, ma considerati "asfissianti semplici", con la sola eccezione del butano per il quale tuttavia la concentrazione media ancora non dannosa è relativamente elevata, già nel campo di rischio per l'esplosività. Pertanto si può concludere che in generale le alte concentrazioni di G.P.L. necessarie affinché si instauri un rischio respiratorio sono difficilmente raggiungibili in ambienti aperti naturalmente ventilati, e tale rischio passerebbe comunque in second'ordine rispetto al rischio di infiammabilità che si instaurerebbe già a concentrazioni molto più basse. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 154
Tossicità dei G.P.L. (Vapori, secondo ACGIH - 1986) (1) COMPOSTO TWA (2) STEL (3) ppm mg/m 3 ppm mg/m 3 ETANO asfissiante semplice ETILENE asfissiante semplice PROPANO asfissiante semplice PROPILENE asfissiante semplice BUTANO 800 1900 - - BUTADIENE 1000 2200 1250 2750 PENTANO 600 1800 750 2250 1.C.1.1.1.3 RISCHIO CRIOGENICO I G.P.L. considerati sono normalmente stoccati sotto pressione, a temperatura ambiente. Se si verifica una perdita di liquido da un serbatoio, una parte di esso evapora istantaneamente e la porzione di liquido fuoriuscito che non evapora si raffredda sino alla sua temperatura di ebollizione (0 C per il butano, - 42 C per il propano). Se qualcuno viene a contatto con questo liquido, può riceverne severe lesioni da congelamento. 1 2 3 ACGIH: American Conference of Governmental Industrial Hygienists. Concentrazione media ponderata del tempo per una giornata lavorativa di 8 ore e per 40 ore lavorative settimanali a cui tutti i lavoratori possono essere esposti ripetutamente, giorno dopo giorno, senza effetti negativi. Concentrazione a cui possono essere esposti i lavoratori continuativamente, per un breve periodo (max 15 min per non più di 4 volte al giorno) senza che insorgano menomazioni. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 155
1.C.1.1.1.4 RISCHIO PER SOVRAPPRESSIONE Negli impianti e nelle attrezzature che contengono G.P.L. in fase liquida può accadere di isolare un recipiente o un tratto di tubazione chiudendo tutte le valvole di intercettazione alle sue estremità mentre il recipiente o il tubo sono completamente pieni di liquido. Se la temperatura del liquido aumenta, il liquido stesso tende ad espandersi generando aumenti di pressione molto più elevati della corrispondente tensione di vapore. Queste sovrappressioni possono provocare l'apertura delle valvole di sicurezza (PSV). 1.C.1.1.1.5 RISCHIO DI ESPLOSIONE ED INCENDIO Il maggior pericolo connesso con il G.P.L. è la possibilità di reazione fortemente esotermica (combustione) che può presentarsi in varie forme più o meno violente. Di tali possibili fenomeni si dà qui di seguito una breve illustrazione, sia per quanto riguarda le modalità con le quali si presentano, sia per le conseguenze che ne derivano. Per quanto riguarda un altro fenomeno pericoloso caratteristico del G.P.L. (ed in genere dei liquidi surriscaldati contenuti in recipienti a pressione), e cioè il cosiddetto BLEVE, si fa uno specifico e dettagliato esame a conclusione del presente paragrafo. Come risulta dall'esame delle tabelle riportate al paragrafo 1.B.1.2.6.1, il butano e il propano hanno un punto di ebollizione e una temperatura di infiammabilità nettamente inferiori alla temperatura ambiente; quindi in caso di rilascio di G.P.L. liquido da tubazioni o serbatoi, una parte di 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 156
esso vaporizza istantaneamente e si formano certamente nubi di gas con concentrazioni comprese nei limiti di infiammabilità. Come emerge dalla stesse tabelle i vapori di G.P.L. hanno inoltre una densità relativa all'aria molto elevata (1.5 2.0). Essi tendono quindi a ristagnare verso terra e ad accumularsi nelle zone basse. I G.P.L. inoltre hanno una densità molto inferiore a quella dell'acqua e non sono miscibili con essa. In caso di commistione all'interno di un recipiente, fra le due sostanze si verifica quindi una netta separazione e l'acqua stratifica sul fondo. Le temperature di autoaccensione dei vapori di G.P.L. a pressione atmosferica si collocano fra 450 e 500 C in aria. In relazione a tale comportamento, possono nascere le manifestazioni pericolose sotto descritte. 1.C.1.1.1.5.1 INCENDI ED ESPLOSIONI DI NUBI DI VAPORE Ogni qualvolta il G.P.L. viene rilasciato dal suo sistema di contenimento, sotto forma di liquido, inizia a vaporizzare e una porzione di esso si trasforma rapidamente (flash) in gas. Il liquido rimanente assorbe calore dall'ambiente circostante mantenendo così l'ebollizione. Il vapore generato dal flash e dall'ebollizione inizia a mescolarsi con l'aria circostante e viene trasportato sottovento, così generando una nube di vapore. Man mano che il vapore viene trasportato dal vento, si miscela con aria e viene ulteriormente diluito; una porzione della nube di gas viene così a trovarsi entro i limiti di infiammabilità. Se questa porzione di nube incontra una fonte di accensione attiva la nube prenderà fuoco. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 157
La fiamma può allora propagarsi, attraverso la nube, fino alla sorgente del rilascio se la porzione infiammabile della nube è continua. Questo ritorno di fiamma può causare incendi secondari dando fuoco ad altri materiali sul suo percorso, e provocare severe ustioni alle persone sorprese in vicinanza della nube. I danni alle installazioni sono generalmente limitati finché il tempo di esposizione al fuoco è relativamente breve. Esiste anche la possibilità che una nube di vapore possa esplodere e causare danni a persone e cose non solo per effetto termico ma anche per effetto delle onde di pressione prodotte dall'esplosione. Dipende da molteplici fattori che una nube di vapore bruci semplicemente con ritorno di fiamma o esploda: la struttura chimica delle molecole di vapore, la forma e la concentrazione della nube, l'energia della fonte di accensione e il grado di confinamento della nube, sono gli elementi che influenzano il comportamento. Un rilascio di G.P.L. sotto forma gassosa genera di solito un jet ad alta velocità e tale da trascinare aria in quantità tale da diluirlo, spostando così verso la direzione del getto la eventuale formazione di miscela esplosiva. 1.C.1.1.1.5.2 INCENDI DI POZZE DI G.P.L. Un rilascio in fase liquida di sufficiente grandezza provoca normalmente un accumulo di liquido sul suolo. L'incendio risultante dalla sua eventuale accensione è noto come "pool fire", incendio di pozza. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 158
L'accensione può avvenire sul luogo della pozza (sia immediatamente, sia dopo un certo tempo) oppure per effetto del ritorno di fiamma proveniente dalla nube di vapore generata dalla stessa pozza. Gli oggetti direttamente a contatto delle fiamme sopra la pozza possono essere severamente danneggiati o distrutti e le persone esposte potrebbero risultare gravemente ustionate. Gli oggetti e le persone esterni al volume di fiamma possono ugualmente subire infortuni per effetto del calore radiante emesso dall'incendio. Paragonati all'incendio di una nube di vapore, gli effetti risultano più localizzati ma di maggiore durata. 1.C.1.1.1.5.3 1.C.1.1.1.5.4 INCENDI A TORCIA Una fuga di G.P.L. da un recipiente può assumere la forma di uno spruzzo (spray) di goccioline di liquido miste a vapore. Se innescato, l'incendio risultante viene definito incendio a torcia. Un analogo tipo di incendio può risultare anche da una fuga di vapore pressurizzato. Gli incendi a torcia presentano gli stessi tipi di rischi degli incendi di pozze e cioè diretto contatto di fiamma e calore radiante. Tuttavia l'energia dell'incendio a torcia è spesso maggiore di un incendio di pozza di analoghe dimensioni. BLEVE E COLLASSO DI SERBATOI Questo incidente è ipotizzabile solo in caso di esposizione diretta di un serbatoio (fisso o mobile) al fuoco di un incendio. Relativamente ai serbatoi di stoccaggio dello stabilimento in esame tale eventualità è da escludere, in quanto essi sono intrinsecamente protetti dalla tumulazione. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 159
Il rischio di BLEVE di autobotti al travaso risulta inoltre non credibile, secondo l analisi incidentale di cui al paragrafo 1.C.1.6.3.1 e sulla base delle seguenti considerazioni: a) il massimo incendio possibile nelle altre unità distinte dal punto di travaso produce sull autocisterna un irraggiamento persistente inferiore a 20 kw/m2 come rilevabile dai risultati dell analisi incidentale; b) l unità di travaso è dotata di impianto fisso di raffreddamento ad acqua nebulizzata; c) l unità è priva di dispositivi di pesatura a bascula; d) l unità è dotata di sistema di intercettazione rapido ed automatico a distanza sia lato rampa, sia lato autobotte. BLEVE (Boiling Liquid Expanding Vapor Explosion) è il termine coniato negli Stati Uniti, e ormai entrato nella terminologia tecnica internazionale, per definire la conseguenza di una rottura di un recipiente di stoccaggio contenente un gas liquefatto. Il più comune tipo di BLEVE si verifica quando un serbatoio contenente G.P.L. è esposto al fuoco di un incendio. Il fuoco aumenta la pressione interna e la temperatura delle pareti del serbatoio, particolarmente quelle non a contatto del liquido, indebolendole fino al collasso. La rottura del serbatoio causa la depressurizzazione per cui si produce una immediata e violentissima ebollizione di tutta la massa del liquido; parti del serbatoio (tronconi, fondi, lamiere) possono essere proiettate a grandi distanze. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 160
Il liquido rilasciato vaporizza istantaneamente ed innescato dalle fiamme genera una grande palla di fuoco (fireball). La palla di fuoco può causare danni su vaste estensioni per contatto con la fiamma e per radiazione termica. Sebbene la palla di fuoco duri per le quantità in gioco nell'impianto solo poche decine di secondi, i suoi effetti possono essere letali per le persone che si trovino nelle vicinanze. Per gli impianti e le apparecchiature gli effetti sono normalmente di entità scarsamente rilevante. 1.C.1.1.2 1.C.1.1.2.1 ESPERIENZA STORICA TIPOLOGIA DI EVENTI INCIDENTALI Per quanto riguarda l'esperienza storica relativa ad incidenti rilevanti in impianti similari, si presenta una tabella relativa a diversi sinistri di rilevanti dimensioni verificatisi in tutto il mondo dal 1939 al 2009, tratti dalle seguenti pubblicazioni: - Circ. M.I. 26.6.86 n 16 MI.SA (86) allegato E; - Min. Int. Dir. Gen. della Prot. Civile e dei Serv. A.I. Rassegna comparata incid. di notevoli entità - anno 1986; - Loss Prevention Bullettin - The institution of Chemical Engineers - London; - Bureau for industrial Safety T.N.O. - (Nederland organization for applied scientific research); - Sito internet: it.wikipedia.org. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 161
Incidenti rilevanti in impianti similari per prodotto trattato tra gli anni 1939-2002 Anno Località Tipo Impianto Causa incidente Innesco Eventi finali Descrizione incidente 1939 New Jersey USA - - Non noto Rottura di porte e finestre Vapori accumulati in un cortile chiuso sui tre lati 1943 Ludwigshafen - Germania Ferrocisterna senza PSV in impianto chimico 15% di sovrariempimento, scoppio per esposizione ai raggi solari Non noto Danni gravi in un diametro di 50-100 m Esplosione dopo 20 sec.- Danneggiato gasometro a 250 m (fuoriuscita di acetilene) Rottura finestre fino ad alcuni km Rilascio di 16520 kg 1949 Detroit USA Serbatoio G.P.L. di una raffineria Cedimento di una lamiera per eccesso di pressione 1951 Illinois USA Serbatoio Rottura tubazione drenaggio per congelamento H 2O Non noto Esplosione della nube di gas disperso Rilasciati 1600 kg 5 persone decedute Non noto Non noto Fuoriuscita 36 m 3 La valvola di eccesso d flusso non ha funzionato 1951 Port Newark USA 70 Serbatoi cilindrici orizzontali suddivisi in 9 batterie da 6 e da 12 serbatoi Rottura di linea efflusso Diam. 3/4 per 3 min Non noto 6 batterie distrutte. Distrutti anche 3 serbatoi di 3 batterie lontani 107 m 11400 m 3 di G.P.L. coinvolti Sequenza: 1) Fireball dopo 3 min 2) Bleve dopo 15 min 3) Bleve di tutti i serbatoi dopo 100 min 1952 Kansas City USA Stazione travaso G.P.L. Scarico PSV su serbatoio autotrasp. Non noto Esplosione Esplosione udita a 3.2 km 2 persone decedute 1954 Portland Oregon USA Ferrocisterne Rottura PSV di ferrocisterna Lanterna di segnalazione a kerosene Distruzione di 21 carri merci e spostamento di 15 cm di un serbatoio da 13000 m 3 a 45 m Formazione di nube di vapore a 60 m Un secondo serbatoio è stato danneggiato 1955 Wilmington Linea C 4 in una raffineria: dia 150 mm e pressione 3.5 MP a/m 2 Rottura della linea Non noto Esplosione della nube ed incendio successivo Distruzione linea di processo colonne e serbatoi 1956 Cottage Grove Oregon USA Serbatoi 70 m 3 Perdita flangia Vaporizzatore Bleve dopo 20 min 1956 Baton Rouge Louisiana USA Raffineria unità alchilazione Rottura connessione da 40 mm di tubazione da 150 mm; pressione 1400 kpa urtata da escavatore Forno a 60 m Edifici vicini danneggiati Vapori visibili a 91 m Odori rilevati a 300 m dal punto di rilascio e accensioni vapori dopo 10. Rilascio circa 10 t 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 162
Anno Località Tipo Impianto Causa incidente Innesco Eventi finali Descrizione incidente 1957 Quebec Canada Sfera C 4 Fuoriuscita C 4 per sovrariempimento Non noto Esplosione Nube Dia. 366 m Rottura di altre sfere Danni da esplosioni 1 persona deceduta 1957 Montreal Canada 6 sfere di grandi dimensioni e capacità non precisata Fuoriuscita in seguito alla rottura di un indicatore di livello Stazione di servizio a 183 m Bleve di 3 sfere Formazione nel bacino di nubi di vapore Altezza di fiamma 1.5 km Esplosione nella stazione di pompaggio 1957 Sacramento Cal. USA Autocisterna G.P.L. Rottura di un collegamento Non noto Non noto Vapori innescati e successiva esplosione poco dopo l inizio della perdita 1 persona deceduta 1958 Augusta Georgia USA Autocisterna Rottura di un collegamento durante il riempimento di un serbatoio Non noto Cinque case distrutte e altre 85 danneggiate Vapori dispersi ed innescati 1 persona deceduta 1958 Ardmore USA Autocisterna Rottura collegamento flessibile Caldaia Non noto Un operatore scaraventato in un fossato 1958 Michigan USA Raffineria serbatoio 80 m 3 di C 4 Rottura per sovrappressione Avvenuto a 107 metri dalla fuoriuscita Incendio nube di vapori 1 persona deceduta 1958 Meldrim Georgia USA Ferrocisterna G.P.L. Deragliamento con foratura serbatoio Non noto Esplosione con debole sovrappressione 26 persone decedute 1959 McKittick Cal. USA 6 serbatoi cilindrici orizzontali da 25 a 60 m 3 Rottura del nipplo della connessione di drenaggio Dia 1 Motore a gas distante 15 m Dopo 35 min tutti i serbatoi distrutti Dopo 1 min ignizione Dopo 35 min Bleve 1962 Berlin N.Y. USA Autocisterna C 3 Rottura conseguente ad incidente stradale Non noto Esplosione Formazione di nube Dia. 120-180 m e altezza 24 m Autocisterna 26 m 3 10 persone decedute 1962 Middle East USA Produzione G.P.L. Parziale distacco del tetto di un serbatoio refrigerante da 12700 m 3 (sovrappressione) Non noto Non noto In 5 sec. accensione della nube di vapore Persone a 90 m cadono a terra 1 persona deceduta 1965 Louisiana USA Impianto etilene Rottura linea riempimento C 3 Non noto Non noto Liquido freddo immesso in un collettore di acciaio al carbonio ha provocato la rottura 1965 Texas USA Non noto Rimozione di flangia cieca Forno a 18 m Non noto Fuoriuscita di una quantità imprecisata di C 4 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 163
Anno Località Tipo Impianto Causa incidente Innesco Eventi finali Descrizione incidente 1966 Feyzin Francia 4 sfere 1200 m 3 4 sfere 2500 m 3 di butano Congelamento valvole campionamento da 3/4 Autoveicolo 120 metri Rottura 5 sfere Efflusso per 35 min 1 ora dopo ignizione e Bleve di tutta la sfera Dopo 1.5 ora Bleve seconda sfera, infine apertura di tre sfere Alcuni VV.F. deceduti 1969 Laurel USA Ferrocisterna G.P.L. in movimento Perdita dovuta ad incidente Non noto Esplosione Rilasciate 63 t, Maggior parte dei danni entro un raggio di 1.6 km Danni strutturali fino a 120 metri 2 persone decedute 1970 Port Hudson Missouri USA 1972 Rio de Janeiro Brasile Pipeline Rottura Non noto Esplosione Rilasciate 55 t di C 3 5 sfere 1600 m 3 16 serbatoi cilindrici orizzontali Drenaggio non custodito Congelamento valvole Motore torre di raffreddamento Bleve di una sfera Formazione nube alta da 3 a 6 m per 460 m di lunghezza Successiva detonazione Formazione di nuvola che raggiunge la vicina raffineria 20 min dopo l innesco Bleve di una sfera a cui seguono tre violente esplosioni 1972 Montreal Canada Serbatoio di imp. alchilazione Perdita di C 4 da flangia Forno a 30 m Incendio Rottura del serbatoio sovrappressione modesta 1972 Massachusett s USA Autocisterna C 3 da 24.6 kl Perdita durante il travaso Vaporizzatore Bleve dopo 18 min dalla accensione Pezzi a 700 m per Bleve Vapori e fireball 1973 Kingman Arizona USA Ferrocisterna G.P.L. 76 kl Perdita durante lo scarico Non noto Dopo 40 min incendio vapori Bleve con 2 fireball (uno al suolo, uno ascendente) Pezzi da 100 t a 100 m Sfera coinvolta rotta Danni a 500 m 1974 Holly Hill Florida USA Impianto imbottigliamento Rottura flessib. Non noto Distruzione di 2 sale autobotte da 34 m 3 controllo Formazione di una nube di vapore alta 12 m Danni a diverse automobili Successiva esplosione 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 164
Anno Località Tipo Impianto Causa incidente Innesco Eventi finali Descrizione incidente 1975 Eagle Pass Texas USA Autocisterna G.P.L. Ribaltamento e rottura meccanica cisterna Poolfire immediato Non noto Sibilo seguito da una esplosione Sviluppo di incendio e seconda esplosione 16 persone decedute Rilasciate 18.2 t 1975 Olanda Impianto etilene Rottura linea torcia in seguito a scarico del prop. da PSV Forno a 46 m Non noto Rottura determinata dal passaggio liquido freddo in una linea di acciaio al carbonio Fuoriuscita 5500 Kg 14 persone decedute 1977 Cassino Italia Cisterna rimorchio 27 Kl Perdita G.P.L. da manichetta Non noto Scoppio Formazione nube Incendio nube dopo 35 min Dopo altri 15 min scoppio cisterna rimorchio e poi incendio motrice 2/3 di serbatoio rim. a 170 metri 6 persone decedute. 1977 Um Said Qatar Serbatoio refrigerato di C 3 a pressione atmosferica Rottura del serbatoio Non noto Impianto distrutto Il liquido ha superato il bacino di contenimento e ha raggiunto le aree di processo Rilascio 23000 t 7 persone decedute 1976: antecedente rottura con formazione di nube di gas senza accensione 1978 Denver Colorado USA Raffineria unità di polimerizzazione Rottura tubazioni C 3 Forno a 36 m. Distruzione unità polimerizzazione Formazione di nube alta 2.4-3 m e lunga 150 m Danneggiamenti ad altre unità Sala controllo, progettata per 7 kpa, gravemente danneggiata Esplosione registrata dal sismografo Univ. di Colden (Colorado) a 3.5 Richter 3 persone decedute 1978 Pitesti Romania Raffineria colonna di propilene Rottura di una tubazione Non noto Forte onda di pressione Gravi danni Finestre rotte a 9.5 Km 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 165
Anno Località Tipo Impianto Causa incidente Innesco Eventi finali Descrizione incidente 1978 Waverly USA Deragliamento ferrocisterna da 27 kl Non noto Scoppio e successivo incendio di G.P.L. dal carro cisterna Scoppio e fireball Spezzone 9 t a 200 m 25 persone decedute 1978 Texas City USA Serbatoi G.P.L. Incendio che avvolge una sfera Non noto Bleve di una sfera e di 9 serbatoi cilindrici Coinvolti 5 serbatoi cilindrici orizzontali, 4 verticali Serbatoio di butano a 300 metri Frammenti per 1.5 Km 1979 New York USA 15 serbatoi pieni all 85% di G.P.L. Perdita per rottura linea di riempimento Fiamma pilota del vaporizzatore Scoppio Frammenti in un raggio da 65 a 370 m 1979 Texas City USA Raffineria impianto di alchilazione Perdita di propano da una curva di fondo di accumulatore Dia. 300 mm Accensione della nube in un ufficio dopo 3 min Esplosione della unità di cracking catalitico Danni alla sala contr. Pompe rimosse dai supporti Sovrappressione di 10 kpa a 90 m, 3.4 kpa a 240 m Rilascio 3.1 t Nube gas lunga 200 m 1982 Autostrada Firenze-Mare Casello di Capannori Autocisterna 11000 kg Tamponamenti per nebbia fitta Incendi autovetture Scoppio 8 min dopo il tamponamento scoppio del serbatoio motrice, squarcio del serbatoio rimorchio e formazione di jet-fire Fireball a 100 m Frammenti a 50-80 m 1984 Mexico City Messico 4 sfere 1600 m 3 2 sfere 2400 m 3 48 serbatoi cilindrici orizzontali Perdita da tubazione in area serbatoi cilindrici Bruciatore in area pemex Tutti i serbatoi all infuori di 4 sono stati sbalzati dai supporti Formazione di nube di vapori Ignizione e dopo 1 min Bleve con esplosioni violente In 4/5 ore altre 8 esplosioni 500 persone decedute 1985 Casalguidi (PT) Italia Autocisterna 2000 litri Perdita G.P.L. da tubazione Dia. 2 per urto All interno del fabbricato urtato Esplosione gas ed incendio Esplosione gas dopo 10 min 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 166
Anno Località Tipo Impianto Causa incidente Innesco Eventi finali Descrizione incidente 1985 Priolo (SR) Italia Tubazioni di distillazione e serbatoi Fuoriuscita G.P.L. per vibrazione valvole scarico Non noto BLEVE Incendio del G.P.L. fuoriuscito 1) esplosione linea G.P.L. Dia. 150 mm 2) esplosione linea etilene Dia. 600 mm 3) esplosione serbatoio di propilene Fuoriuscite 50 t di propilene e 80 t di etilene Troncone serbatoio a 125 m 1986 Bolzano Alimentazione forni G.P.L. in stabilimento semilavorati in alluminio Fuga di G.P.L. durante lavori di ristrutturazione vicino a tubazione in esercizio - Esplosione confinata Grave dissesto statico e cedimento di porte delle strutture del tetto. Deceduto operaio addetto ai lavori, ferito grave un addetto agli uffici. 1986 Napoli Raffineria: unità reforming Anomalia durante avviamento dopo manutenzione programmata Da forno dopo 60" dall allarme Jet-fire verso il basso, pool- fire Incendio per 105 minuti da alimentato da perdita costante. Due morti. 1995 Lucca Deposito Incompleto collegamento tra flange gemelle Nessuno Nube dissoltasi dopo intercettazione da parte dei VV.F. Rilasciate 12 tonnellate di G.P.L. 1996 Treviso Deposito Azione anomala sul dispositivo di scarico malfunzionante dell autobotte Motopompe antincendio Flash - fire, jet - fire, BLEVE, CVCE Flash - fire in tutto il perimetro del deposito, esplosione confinata nella palazzina uffici. BLEVE di autobotte con proiezione di frammenti a 500 m. 2 morti, 12 feriti gravi. 2000 Ancona Raffineria Rilascio per infrangimento procedura di spurgo Attività di manutenzione in atto Incendio Fiamme subito estinte. 2000 Siracusa Raffineria: Unità 900 Trafilamento di gas nel serbatoio acqua temperata Cabina elettrica Flash - fire ed esplosione in area sottocabina elettrica Serbatoio in fiamme per 10 minuti. 1 morto, 5 feriti. 2001 Ancona Raffineria Rottura a fatica dei tre bulloni a frattura predeterminata del dispositivo antistrappo sul braccio di carico Nessuno Piccolo rilascio dell ordine delle decine di litri. Attivazione automatica dei sistemi di rilevamento. Contenimento con barriere d acqua. Blocco macchine di movimentazione. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 167
Anno Località Tipo Impianto Causa incidente Innesco Eventi finali Descrizione incidente 2001 Vicenza Deposito Errore operativo nello smontaggio di una valvola di sicurezza di un serbatoio Nessuno Rilascio di 13 tonnellate di G.P.L. in fase vapore per 2.5 ore Intercettazione mediante apposizione manuale di una valvola a sfera. 2002 Sarroch (CA) Italia Deposito G.P.L. Rilascio di propano liquido a seguito di fuoriuscita dello stelo di una valvola a sfera installata alla base di un serbatoio di stoccaggio Non c è stato innesco Nessuna conseguenza all interno ed all esterno dello stabilimento Formazione di nube di G.P.L., tenuta sotto controllo con getti d acqua frazionata. Immissione di acqua all interno del serbatoio. Eliminazione della perdita con gomma a pacchi, zeppe di legno e morsetti di serraggio. Trasferimento di tutto il prodotto contenuto in un altro serbatoio. 2005 Serra Riccò (GE) Italia Autobotte di rifornimento serbatoio G.P.L. interrato per impianto di riscaldamento di un azienda di produzione condutture di condizionamento. In corso di accertamento da parte della Magistratura. Non noto. Incendio durante il travaso da autobotte a serbatoio. Esplosione dell autobotte. Incendio a seguito di perdita di G.P.L. durante il travaso dell autobotte. Esplosione dell autobotte contenente circa 12 tonnellate di G.P.L. 1 caposquardra dei VV.F. deceduto. 6 VV.F. feriti. 10 civili feriti. 5 palazzine evacuate. 2009 Viareggio (LU) Italia Deragliamento di un treno con 14 ferrocisterne cariche di G.P.L. In corso di accertamento definitivo da parte della Magistratura. La causa probabile del deragliamento dovuta al cedimento del carrello della prima ferrocisterna, che ha trascinato nel deragliamento altre 4 ferrocisterne. Innesco quasi immediato del G.P.L. fuoriuscito dalla prima ferrocisterna, perforata nel deragliamento. Innesco della nube di gas, con esplosione ed incendio. Fuga di G.P.L. dalla prima ferrocisterna deragliata, a seguito di perforamento da parte di un picchetto di segnalazione posizionato lungo la massicciata. Innesco quasi immediato della nube di gas e successiva esplosione ed incendio. 31 persone decedute, di cui 11 immediatamente. 25 persone ferite. Danni gravissimi ai fabbricati circostanti la ferrovia. Dall'analisi statistica degli eventi incidentali noti non è possibile trarre informazioni attendibili sulle rispettive frequenze di accadimento. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 168
Ciò è dovuto all'evidente incompletezza dei dati disponibili: non è infatti noto quanti siano gli incidenti effettivamente accaduti né è nota la reale consistenza qualitativa e quantitativa degli impianti ossia della popolazione oggetto dell'indagine statistica. L'approccio seguito nel rapporto di sicurezza per determinare le frequenze di accadimento dei vari incidenti ipotizzati è stato quello di riferire l'analisi alle effettive caratteristiche impiantistiche e di esercizio dello stabilimento. In particolare sono state in primo luogo prese in considerazione tutte le tipologie di incidenti ragionevolmente ipotizzabili. Successivamente, mediante l'applicazione di modelli affidabilistici e sulla base dei dati di frequenza degli eventi primari desunti dalla letteratura specializzata, sono state determinate le frequenze di accadimento di ciascun incidente. Della lista di incidenti inizialmente considerati una parte è stata quindi trascurata perché risultata statisticamente incredibile, mentre i rimanenti, giudicati credibili, sono stati caratterizzati da proprie frequenze di accadimento. Analogamente lo sviluppo degli incidenti è stato analizzato con metodologie rigorose (diagrammi cause/conseguenze) basate sulle caratteristiche di disponibilità dei sistemi di protezione di cui è dotato lo stabilimento tratte dalla letteratura specializzata (citata a riferimento). Per quanto detto sopra un'analisi statistica degli incidenti noti finalizzata a determinare la ripartizione percentuale degli stessi e delle relative 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 169
cause assume un'importanza secondaria e costituisce un approccio di minor efficacia rispetto a quello seguito nel caso in esame. Per quanto riguarda l'indagine statistica sulle sorgenti di innesco, essa risulta ininfluente per via della scelta operata di ipotizzare sistematicamente, indipendentemente dalla probabilità, l'innesco in presenza di qualunque tipo di rilascio. Per quanto riguarda infine la tipologia dei danni associabili alle conseguenze fisiche degli incidenti analizzati, essa è deducibile comparando la natura e intensità di tali conseguenze (riportate nell'analisi incidentale in funzione della distanza del luogo dell'incidente) e con le tabelle (riportate al punto 1.C.1.6.1 ) indicanti i danni attesi, su persone e cose, a fronte delle caratteristiche delle sollecitazioni. Presso l'impianto in esame non risultano essere avvenuti incidenti rilevanti. 1.C.1.1.2.2 TIPOLOGIE DI CAUSE INIZIATRICI Tali incidenti rilevanti sono stati raccolti in ordine cronologico, classificando anche cause, punto di innesco e conseguenze finali. Dall'esame di detto elenco si evidenziano quali cause iniziatrici principali gli eventi sotto elencati. a) Cedimenti meccanici, quali: - rotture di tubazioni, principalmente di piccolo diametro (spurghi, piccole valvole, ecc.); 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 170
- cricche su tubazioni; - rotture di tubi flessibili; - rotture di bracci di carico; - perdite da flange; - rotture di pompe e compressori. b) Errori operativi, quali: - congelamento in apertura di valvole di spurgo; - urti accidentali di mezzi in manovra; - incidenti ferroviari e stradali; - fuoriuscita di liquidi per eccesso di riempimento; - esplosioni per irraggiamento solare di mezzi sovrariempiti. Non risultano documentati sinistri dovuti a fenomeni naturali (terremoti, inondazioni, ecc.). Per quanto riguarda l'innesco occasionale dell'incendio iniziale, la casistica mostra nei casi noti che, salvo qualche accensione immediata (dovuta forse ad attriti o urti tra parti metalliche), l'accensione iniziale si è provocata anche a notevole distanza (da 100 a 200 m dal punto ove si è originato lo sviluppo del gas) e anche con ritardi di decine di minuti rispetto alla fuga iniziale. Per quanto riguarda le conseguenze finali, talora il danno, originatosi altrove, ha finito per interessare il parco depositi, con scoppi di serbatoi. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 171
1.C.1.1.2.3 FONTI DI INFORMAZIONE Le informazioni sugli eventi incidentali verificatisi in impianti similari nel mondo sono tratte dalle seguenti pubblicazioni: - circ. M.I. 26/6/86 n 16 MI.SA (86) allegato E; - Min. Int. Dir. Gen. della Prot. Civile e dei Serv. A.I. Rassegna comparata incidenti di notevoli entità - anno 1986; - Loss Prevention Bullettin - The institution of Chemical Engineers - London; - Bureau for industrial Safety T.N.O. - (Netherlands organization for applied scientific research). 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 172
1.C.1.2 1.C.1.2.1 REAZIONI INCONTROLLATE ESISTENZA/POSSIBILITÀ - ANALISI EFFETTUATE - SISTEMI DI PREVENZIONE Nelle condizioni di normale esercizio di uno stabilimento di G.P.L. durante lo stoccaggio e la movimentazione dello stesso, non entrano in gioco reazioni esotermiche. I mezzi di controllo sono tesi ad evitare che si possano verificare sovrappressioni pericolose, sovrariempimenti dei serbatoi e spandimenti di liquidi o vapori di linee ed apparecchiature, oppure a contenere gli spandimenti qualora uno di detti eventi si dovesse verificare. Invece nel caso in cui intervengano cause tali da variare tali situazioni (inneschi di vapori non contenuti) i rischi che si verifichino reazioni fortemente esotermiche sono numerosi. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 173
1.C.1.3 1.C.1.3.1 DATI SU PERTURBAZIONI NATURALI O GEOFISICHE DATI METEOROLOGICI Le tabelle riportanti i dati meteorologici sono contenute nell allegato n 19. I dati statistici riportati nelle suddette tabelle sono tratti dagli annuari di Statistiche Meteorologiche, Istituto Nazionale di Statistica, volume n 28 edizione 2000, contenente i dati dell anno 1998, e volume n 29 edizione 2005, contenente i dati degli anni 2000 2002, che riportano le informazioni meteorologiche sui principali fenomeni atmosferici quali la temperatura, le precipitazioni (compresi i temporali, la neve e la nebbia), l umidità, la pressione atmosferica, lo stato del cielo, il soleggiamento ed il vento predominanti nella zona in cui è situato l'impianto. I dati, relativi alla stazione meteorologica di Lecce Galatina (LE), coprono il periodo 1998 2002, con esclusione dell anno 1999, come risulta dalle statistiche pubblicate dell ISTAT. Essi costituiscono i dati più recenti delle Statistiche Meteorologiche ISTAT. Essi pertanto coprono un arco di cinque anni, anche se non sono disponibili i dati relativi al 1999. Le tabelle contengono solamente i dati di interesse per la stesura del presente e precisamente: - media delle temperature massime per mese e decade; - media delle temperature minime per mese e decade; 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 174
- precipitazioni nel mese in quantità e giorni; - pressione atmosferica media per mese e decade; - andamento stagionale dell umidità relativa; - vento al suolo - direzione di provenienza, frequenza e velocità media per mese; - vento al suolo - direzione di provenienza e velocità massima per mese. 1.C.1.3.2 DATI SULLE PERTURBAZIONI NATURALI 1.C.1.3.2.1 DATI GEOFISICI - CARATTERISTICHE DEI DATI a) Terremoti - La zona in cui è ubicato lo stabilimento è classificata zona sismica 4, secondo la classificazione contenuta nella Deliberazione della Giunta Regionale della Puglia n 153 del 02/03/2004, che conferma la classificazione contenuta nell Ordinanza del P.C.M. 3274/03. b) Fulminazioni a terra - La frequenza media delle fulminazioni a terra nella zona in cui è ubicato lo stabilimento è di 2.5 fulmini/anno per km 2, come risulta dalla classificazione del territorio nazionale secondo le norme CEI 81-1 e CEI 81-3. c) Inondazioni - Nel recente periodo non si sono verificate inondazioni che abbiano interessato la zona in cui è ubicato lo stabilimento. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 175
d) Trombe d'aria - Nel recente periodo non si sono verificate trombe d'aria che abbiano interessato la zona in cui è ubicato lo stabilimento. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 176
1.C.1.4 1.C.1.4.1 INTERAZIONI CON ALTRI IMPIANTI INTERAZIONE IMPIANTO - ALTRE AREE Nell'area dello stabilimento vengono svolte dal fabbricante le seguenti altre attività industriali secondarie: a) verniciatura di recipienti mobili; b) manutenzione dei rubinetti dei recipienti mobili. Per quanto riguarda le possibili interazioni fra attività industriali secondarie svolte presso l'impianto e l'impianto di G.P.L. si nota quanto segue. A ragione dei criteri di costruzione, di localizzazione e di gestione, nonché dei criteri di sicurezza adottati negli impianti ove vengono eseguite attività secondarie connesse a quella principale, il rischio che un incidente, originato nel contesto di dette attività, possa coinvolgere in modo significativo i componenti dell'impianto principale può ritenersi verosimilmente modesto. Nel caso in cui detta eventualità si verificasse, i sistemi di sicurezza esistenti nello stabilimento assicurano il controllo dell'evento. Gli impianti e le attività identificabili come secondari sono: Cabina di verniciatura dei recipienti mobili La cabina è sistemata all'esterno del capannone destinato all'imbottigliamento dal quale è separata da una parete divisoria in cemento. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 177
La cabina di verniciatura a velo d'acqua è munita di un impianto autonomo, fisso, di estinzione a CO 2 alimentato da bombola da 30 kg. Per la verniciatura si utilizzano esclusivamente smalti ad acqua. Manutenzione dei recipienti mobili Questa fase di attività, limitata alla sola sostituzione dei rubinetti, è svolta sulla ribalta d imbottigliamento G.P.L. Le operazioni vengono effettuate da personale particolarmente addestrato. Locale del quadro elettrico generale Esiste un vano in cui è sistemato un quadro elettrico generale di distribuzione alimentato dalla rete ENEL o, all'occorrenza, da un gruppo elettrogeno di emergenza azionato da motore diesel. Lo scambio tra le due alimentazioni avviene automaticamente. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 178
1.C.1.5 ANALISI DELLA SEQUENZA DEGLI EVENTI INCIDENTALI Il presente capitolo, insieme al successivo 1.C.1.6, contiene l'analisi di sicurezza dell'impianto. In particolare l'analisi è stata articolata nelle seguenti fasi: a) Identificazione degli eventi incidentali, effettuata in modo sistematico sulla base delle caratteristiche dell'impianto e dei prodotti trattati e con il contributo della ricerca storica. b) Ricerca delle frequenze di accadimento degli eventi incidentali, effettuata in modo quantitativo e di norma con l'ausilio degli alberi dei guasti. Le frequenze degli eventi primari sono state tratte dalla letteratura tecnica oppure stimate con valutazione ingegneristica. c) Determinazione delle sequenze di rilascio originate da ciascun evento incidentale, mediante utilizzo del diagramma causa/conseguenze, per individuare ciascuna sequenza credibile di rilascio e calcolare le relative entità di rilascio e frequenze di accadimento. d) Valutazione delle conseguenze fisiche associate alle sequenze di rilascio più gravose, con determinazione dell entità delle sollecitazioni derivanti dall energia prodotta a seguito dell innesco dei rilasci, mediante uso di programmi di calcolo basati su modelli fisici, e confronto con i valori limite per danni a persone e cose. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 179
e) Valutazione della credibilità di effetti domino all interno dello stabilimento, effettuata in base agli scenari incidentali evidenziati ai punti precedenti ed alle caratteristiche dei sistemi di protezione e di sicurezza presenti. f) Evidenziazione degli incidenti più gravosi e definizione delle aree interessate dalle conseguenze di tali incidenti, elementi fondamentali per la pianificazione territoriale e la predisposizione dei piani di emergenza esterni. 1.C.1.5.1 IPOTESI DI RILASCIO Nei paragrafi che seguono vengono individuati gli incidenti che comportano significativi rilasci di G.P.L. nell'ambiente e per ciascuno di essi vengono valutate le frequenze di accadimento e le possibili evoluzioni verso differenti entità di rilascio. Tali valutazioni vengono effettuate sulla base delle caratteristiche di affidabilità e disponibilità dei sistemi o componenti preposti sia ad evitare l'accadimento degli incidenti ipotizzati sia a limitarne le conseguenze in termini di rilascio di massa e di energia. In tutti i casi operativi in cui vi sia movimentazione di miscela, viene assunto prudenzialmente che il prodotto movimentato sia propano. 1.C.1.5.1.1 EVENTI PRINCIPALI ALL'ORIGINE DEI RILASCI Vengono qui identificate le ipotesi all'origine del rilascio di quantità significative di G.P.L., ossia tali da costituire potenziale rischio per persone o cose. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 180
Per ipotesi di rilascio si intendono quelle condizioni incidentali che comportano direttamente un rilascio più o meno prolungato o più o meno consistente di G.P.L. In questo senso le ipotesi di rilascio consistono essenzialmente nella perdita dell'integrità o della capacità di contenimento del complesso delle linee, serbatoi e apparecchiature che contengono G.P.L. a seguito di qualunque causa (rotture, perdite di tenuta, errori operativi, interventi indebiti di scarichi funzionali, ecc.) eccetto che per effetto domino, ossia per sollecitazioni termiche (irraggiamento) o meccaniche (sovrappressione da esplosione nube) derivanti da rilasci già in atto. La valutazione degli effetti domino, il più significativo dei quali è il BLEVE, viene effettuata a parte e a conclusione dell'analisi incidentale in quanto si tratta di fenomeni complessi e strettamente dipendenti dagli scenari incidentali evidenziati dall analisi stessa. L'elenco di incidenti che segue è stato ricavato sulla base di un esame completo dei componenti dell'impianto che realizzano il contenimento del G.P.L. e ipotizzando eventi che li coinvolgono comportando rilasci significativi, indipendentemente dalle frequenze di accadimento che vengono valutate al paragrafo 1.C.1.5.1.2 successivo con le modalità ivi precisate. a) Rottura o distacco del braccio di carico fase liquida o vapore durante le operazioni di carico/scarico al punto di travaso. Questo incidente può comportare il rilascio sia lato serbatoio sia lato autobotte di quantità di liquido o vapore compatibili con le caratteristiche delle tubazioni e delle modalità di intervento dei 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 181
sistemi di intercettazione, tra i quali è compreso il dispositivo antistrappo, ed il dispositivo di chiusura rapida ed automatica delle valvole pneumatiche dell autobotte in caso d emergenza. b) Fessurazione o distacco parziale del braccio di carico fase liquida o vapore durante le operazioni di carico/scarico al punto di travaso. S intende un incidente simile al precedente ma di entità inferiore e con portate di scarico tali da non comportare l'intervento delle valvole di eccesso di flusso e di non ritorno. c) Rottura di una pompa di movimentazione. Questo incidente viene assimilato alla rottura delle linee di mandata ed aspirazione della pompa. d) Rottura di un compressore di movimentazione. Anche questo incidente viene assimilato alla rottura delle linee di mandata ed aspirazione del compressore. e) Rottura alla giostra di imbottigliamento Questo incidente è riferito alle manichette di collegamento con le bombole oppure al sistema di alimentazione G.P.L. alla giostra, ossia agli elementi più critici dell apparecchiatura considerata. f) Rottura di una tubazione principale (liquido o vapore) connessa ad un serbatoio di stoccaggio in prossimità del serbatoio stesso. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 182
S intende la rottura, in prossimità del serbatoio e prima delle valvole di intercettazione, di una delle linee principali connesse con il serbatoio stesso. g) Rottura di tubazione minore (tubo di spurgo) connessa ad una linea principale. h) Rottura e fessurazione di una linea dell'impianto (fase liquida o vapore). Questi incidenti sono ipotizzati nelle posizioni più gravose in termini di rilascio ipotizzabile e con le portate successivamente precisate. i) Rottura e fessurazione di un serbatoio nella zona del liquido. Questi incidenti sono ipotizzati nella parte inferiore del serbatoio e ad essi sono associate le portate di rilascio precisate successivamente. j) Rottura e fessurazione di un serbatoio nella zona del vapore. Questi incidenti sono ipotizzati nella parte alta del serbatoio e risultano caratterizzati dalle portate di rilascio di seguito precisate. Essi includono anche rotture in corrispondenza degli innesti delle varie tubazioni in fase vapore, incluse quelle di strumentazione. k) Apertura di una valvola di sicurezza di un serbatoio. l) Perdite minori Per perdite minori s intendono rilasci dell ordine o inferiori a 1 kg/s, causati da eventi quali fessurazioni di tubazioni, perdite di tenuta di flange o di pompe, etc. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 183
1.C.1.5.1.2 FREQUENZA DI ACCADIMENTO DEGLI INCIDENTI Le frequenze di accadimento degli incidenti individuati al punto precedente vengono determinate, a seconda della complessità delle relative cause, tramite albero dei guasti o ricavate direttamente dai dati di letteratura. In ogni caso sia la costruzione degli alberi di guasto, sia l'attribuzione delle frequenze agli eventi primari vengono effettuate tenendo conto delle caratteristiche peculiari dell'impianto in esame e sulla base dell'esperienza storica in impianti simili. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 184
1.C.1.5.1.2.1 FREQUENZA DELL'INCIDENTE DI ROTTURA O DISTACCO DEL BRACCIO DI CARICO AL PUNTO DI TRAVASO OMISSIS Albero dei guasti della rottura del braccio di carico al punto di travaso 421FR009 - ROTTURA BRACCIO.BMP OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 185
OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 186
OMISSIS 1.C.1.5.1.2.2 FREQUENZA DELL'INCIDENTE DI FESSURAZIONE O DISTACCO PARZIALE DEL BRACCIO DI CARICO AL PUNTO DI TRAVASO OMISSIS 1.C.1.5.1.2.3 FREQUENZA DELL'INCIDENTE DI ROTTURA DI UNA POMPA DI MOVIMENTAZIONE OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 187
OMISSIS 1.C.1.5.1.2.4 FREQUENZA DELL'INCIDENTE DI ROTTURA DI UN COMPRESSORE OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 188
Albero dei guasti della rottura di un compressore 421FR010 - ROTTURA CAMPRESSORE.BMP OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 189
OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 190
1.C.1.5.1.2.5 FREQUENZA DELL'INCIDENTE DI ROTTURA DI UN TUBO FLESSIBILE DURANTE LE OPERAZIONI DI IMBOTTIGLIAMENTO OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 191
OMISSIS 1.C.1.5.1.2.6 FREQUENZA DELL'INCIDENTE DI ROTTURA DI UN TUBO DI SPURGO OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 192
Albero dei guasti della rottura di un tubo di spurgo 421FR011 - ROTTURA TUBO DI SPURGO.BMP OMISSIS 1.C.1.5.1.2.7 FREQUENZA DELL'INCIDENTE DI ROTTURA DI UNA TUBAZIONE PRINCIPALE (LIQUIDO E VAPORE) CONNESSA AD UN SERBATOIO DI STOCCAGGIO OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 193
Albero dei guasti della rottura di una tubazione principale connessa ad un serbatoio di stoccaggio 421FR012 - ROTTURA TUBAZIONE CONNESSA AD UN SERBATOIO.BMP OMISSIS 1.C.1.5.1.2.8 FREQUENZA DELL'INCIDENTE DI ROTTURA E FESSURAZIONE DI UNA LINEA DELL'IMPIANTO (FASE LIQUIDA E VAPORE) OMISSIS OMISSIS OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 194
OMISSIS OMISSIS OMISSIS 1.C.1.5.1.2.9 FREQUENZA DELL'INCIDENTE DI ROTTURA E FESSURAZIONE DI UN SERBATOIO NELLA ZONA DEL LIQUIDO OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 195
OMISSIS 1.C.1.5.1.2.10 FREQUENZA DELL'INCIDENTE DI ROTTURA E FESSURAZIONE DI SERBATOIO NELLA ZONA DEL VAPORE OMISSIS 1.C.1.5.1.2.11 FREQUENZA DELL'INCIDENTE DI RILASCIO DA UNA VALVOLA DI SICUREZZA DI UN SERBATOIO DI STOCCAGGIO OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 196
Albero dei guasti della perdita da una valvola di sicurezza di un serbatoio di stoccaggio 421FR013 - RILASCIO DA VALVOLA DI SICUREZZA.BMP OMISSIS 1.C.1.5.1.2.12 FREQUENZA DEGLI INCIDENTI DI PERDITE MINORI OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 197
OMISSIS 1.C.1.5.1.2.13 SINTESI DELLE FREQUENZE DEGLI INCIDENTI Nella tabella che segue sono sintetizzate le frequenze di accadimento di ciascuno degli incidenti considerati. Sintesi delle frequenze di accadimento INCIDENTE Rottura o distacco di un braccio di carico di fase liquida o vapore al punto di travaso Fessurazione di un braccio di carico di fase liquida o vapore al punto di travaso FREQUENZA [occ/anno] PERIODO [anni/occ] 2 10-4 5000 2 10-3 454 Rottura di una pompa di movimentazione 4 10-4 2500 Rottura di un compressore 2 10-4 5000 Rottura di un tubo flessibile all imbottigliamento 2 10-1 5 Rottura del sistema di alimentazione G.P.L. alla giostra 1 10-3 1000 Rottura di un tubo di spurgo Rottura di una tubazione principale (liquido o vapore) connessa ad un serbatoio di stoccaggio a monte della prima valvola di blocco Rottura di una tubazione principale (liquido o vapore) connessa ad un serbatoio di stoccaggio a valle della prima valvola di blocco Assimilato alla rottura di una linea di fase liquida Assimilato alla rottura di un serbatoio nella zona del liquido o del vapore Assimilato alla rottura di una linea di fase liquida o vapore Rottura di una linea di fase liquida dell impianto 4 10-6 250000 Rottura di una linea fase vapore dell impianto 4 10-6 250000 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 198
Fessurazione di una linea fase liquida dell impianto 8 10-5 12500 Fessurazione di una linea fase vapore dell impianto 8 10-5 12500 Rottura serbatoio nella zona del liquido 1 10-6 1000000 Fessurazione serbatoio nella zona del liquido 1 10-5 100000 Rottura serbatoio nella zona del vapore 1 10-5 100000 Fessurazione serbatoio nella zona del vapore 1 10-4 10000 Apertura di una valvola di sicurezza di un serbatoio 4.4 10-3 227 1.C.1.5.1.3 DETERMINAZIONE DELLE SEQUENZE INCIDENTALI CON RIFERIMENTO ALLE FREQUENZE ED ALL'ENTITÀ DEI RILASCI Vengono di seguito esaminate le possibili sequenze incidentali originate da ciascun incidente precedentemente individuato, allo scopo di caratterizzare in termini di tempi di durata e di frequenza le varie ipotesi di rilascio. A questo scopo ci si avvale della tecnica dei diagrammi causa/conseguenze che consentono, in misura maggiore rispetto agli alberi degli eventi, di seguire con flessibilità ed accuratezza l'evoluzione di un dato incidente con particolare riguardo alle possibilità di intervento dell'operatore e dei sistemi di sicurezza previsti. I diagrammi causa/conseguenze che seguono nei prossimi paragrafi sono stati costruiti tenendo conto della presenza sull impianto dei seguenti sistemi ed apparecchiature preposti all'intercettazione dei rilasci. - Sistema di blocco delle linee G.P.L., costituito da valvole telecomandate ad attuatore pneumatico. L attuazione del sistema di blocco è a comando automatico su intervento dei rilevatori di 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 199
gas e/o d incendio oppure manuale tramite i pulsanti d emergenza. - Valvole d'intercettazione a comando manuale locale. - Valvole di eccesso di flusso poste sulle autobotti. - Valvole di non ritorno. - Sistema d'intercettazione automatica e rapida a distanza delle valvole pneumatiche dell autobotte in caso d incidente, costituito da un collegamento dell attuatore delle suddette valvole al sistema dell aria compressa dell impianto. - Dispositivi d'intercettazione manuale, come, ad esempio, il cassetto di distribuzione delle valvole di sicurezza dei serbatoi. - Impianto d'immissione acqua nei serbatoi di stoccaggio in caso d emergenza. OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 200
Tempi d'intervento delle apparecchiature d'intercettazione dei rilasci, utilizzati nell'analisi incidentale OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 201
OMISSIS OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 202
1.C.1.5.1.3.1 RILASCI PER ROTTURA O DISTACCO DEL BRACCIO DI CARICO FASE LIQUIDA AL PUNTO DI TRAVASO OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 203
Diagramma causa/conseguenze per la rottura o distacco completo braccio di carico fase liquida al punto di travaso 421FR014 - RILASCIO PER ROTTURA BRACCIO LIQUIDO.BMP 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 204
OMISSIS OMISSIS 1.C.1.5.1.3.2 RILASCI PER FESSURAZIONE O DISTACCO PARZIALE DEL BRACCIO DI CARICO DEL LIQUIDO AL PUNTO DI TRAVASO OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 205
Diagramma causa/conseguenze per la fessurazione del braccio di carico fase liquida al punto travaso autobotti 421FR015 - RILASCIO PER FESSURAZIONE BRACCIO LIQUIDO.BMP 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 206
OMISSIS OMISSIS 1.C.1.5.1.3.3 RILASCI PER ROTTURA O DISTACCO DEL BRACCIO DI CARICO DI FASE VAPORE AL PUNTO DI TRAVASO OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 207
Diagramma causa/conseguenze per la rottura o distacco completo braccio di carico fase vapore al punto travaso 421FR016 - RILASCIO PER ROTTURA BRACCIO VAPORE.BMP 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 208
OMISSIS OMISSIS 1.C.1.5.1.3.4 RILASCI PER FESSURAZIONE DEL BRACCIO DI CARICO FASE VAPORE AL PUNTO DI TRAVASO OMISSIS 1.C.1.5.1.3.5 RILASCI PER ROTTURA DI UNA POMPA DI MOVIMENTAZIONE OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 209
Diagramma causa/conseguenze per la rottura di una pompa di movimentazione 421FR017 - RILASCIO PER ROTTURA POMPA.BMP OMISSIS OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 210
1.C.1.5.1.3.6 RILASCI PER ROTTURA DI UN COMPRESSORE OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 211
Diagramma causa/conseguenze per l'incidente di rottura del compressore OMISSIS 421FR018 - RILASCIO PER ROTTURA COMPRESSORE.BMP OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 212
1.C.1.5.1.3.7 RILASCI PER ROTTURA TUBO FLESSIBILE DURANTE LE OPERAZIONI DI IMBOTTIGLIAMENTO OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 213
Diagramma causa/conseguenze per l'incidente di rottura del tubo flessibile di imbottigliamento bombole 421FR019 - RILASCIO PER ROTTURA FLESSIBILE GIOSTRA.BMP 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 214
OMISSIS OMISSIS 1.C.1.5.1.3.8 RILASCI PER ROTTURA DEL SISTEMA DI ALIMENTAZIONE G.P.L. ALLA GIOSTRA OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 215
Diagramma causa/conseguenze per l'incidente di rottura del sistema di alimentazione G.P.L. alla giostra OMISSIS 421FR020 - RILASCIO PER ROTTURA ALIMENTAZIONE GIOSTRA.BMP OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 216
1.C.1.5.1.3.9 RILASCI PER ROTTURA LINEA FASE LIQUIDA OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 217
Diagramma causa/conseguenze per la rottura di una linea di fase liquida 421FR021 - RILASCIO PER ROTTURA LINEA DEL LIQUIDO.BMP OMISSIS OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 218
1.C.1.5.1.3.10 RILASCI PER FESSURAZIONE LINEA FASE LIQUIDA OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 219
Diagramma causa/conseguenze per la fessurazione di una linea di fase liquida OMISSIS 421FR022 - RILASCIO PER FESSURAZIONE LINEA DEL LIQUIDO.BMP OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 220
1.C.1.5.1.3.11 RILASCI PER ROTTURA LINEA FASE VAPORE OMISSIS OMISSIS 1.C.1.5.1.3.12 RILASCI PER FESSURAZIONE LINEA DEL VAPORE OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 221
1.C.1.5.1.3.13 RILASCI PER ROTTURA SERBATOIO NELLA ZONA DEL LIQUIDO OMISSIS OMISSIS 1.C.1.5.1.3.14 RILASCI PER FESSURAZIONE SERBATOIO NELLA ZONA DEL LIQUIDO OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 222
Diagramma causa/conseguenze per la fessurazione di un serbatoio nella zona del liquido 421FR023 - RILASCIO PER FESSURAZIONE SERBATOIO ZONA LIQUIDO.BMP OMISSIS OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 223
1.C.1.5.1.3.15 RILASCI PER ROTTURA DI UN SERBATOIO NELLA ZONA DEL VAPORE OMISSIS OMISSIS 1.C.1.5.1.3.16 RILASCI PER FESSURAZIONE SERBATOIO NELLA ZONA DEL VAPORE OMISSIS OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 224
1.C.1.5.1.3.17 RILASCI PER APERTURA DI UNA VALVOLA DI SICUREZZA DI UN SERBATOIO OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 225
Diagramma causa/conseguenze per l apertura di una valvola di sicurezza di un serbatoio 421FR024 - RILASCIO PER APERTURA VALVOLA DI SICUREZZA.BMP OMISSIS OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 226
1.C.1.5.1.3.18 SINTESI DELLE SEQUENZE DI RILASCIO Nelle tabelle seguenti sono sintetizzate le caratteristiche essenziali di ciascuna sequenza di rilascio individuata ai punti precedenti. Sintesi delle sequenze di rilascio - Zona travaso Seq. Freq. occ/anno Incidente iniziatore Evoluzione Tipo di rilascio TR1 2 10-6 braccio di carico di fase liquida al punto di Rottura o distacco del travaso TR2 2 10-6 braccio di carico di fase liquida al punto di Rottura o distacco del travaso TR3 2 10-3 braccio di carico di fase liquida al punto di Fessurazione del travaso TR4 2 10-5 braccio di carico di fase liquida al punto di Fessurazione del travaso TR5 2 10-6 braccio di carico di fase liquida al punto di Fessurazione del travaso TR6 2 10-4 braccio di carico di fase vapore al punto di Rottura o distacco del travaso TR7 2 10-6 braccio di carico di fase vapore al punto di Rottura o distacco del travaso Mancato funzionamento della valvola d eccesso di flusso lato autocisterna Mancato funzionamento della valvola di non ritorno lato serbatoio Normale evoluzione Mancata chiusura ella valvola di blocco lato autocisterna Intervento del sistema di blocco entro 2 minuti Normale evoluzione Mancato funzionamento della valvola d eccesso di flusso lato autocisterna Rilascio lato autocisterna per 30 s Rilascio lato serbatoio per 30 s Rilascio per 30 s Rilascio per 3 minuti Rilascio per 2 minuti Rilascio lato serbatoio per 30 s Rilascio da entrambi i lati per 30 s 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 227
Sintesi delle sequenze di rilascio - Zona pompe e compressori di travaso Seq. Freq occ/anno Incidente iniziatore Evoluzione Tipo di rilascio -4 Rottura di una pompa di PC1 4 10 movimentazione -4 Rottura di un PC2 2 10 compressore -6 Rottura di un PC3 2 10 compressore Normale evoluzione Normale evoluzione Mancato intervento della valvola di eccesso di flusso sull autocisterna Rilascio lato serbatoio per 30 s Rilascio lato serbatoio per 30 s Rilascio da entrambi i lati per 30 s Sintesi delle sequenze di rilascio - Zona imbottigliamento Seq. Freq. occ/anno Incidente iniziatore Evoluzione Tipo di rilascio IM1 2 10-1 Rottura tubo flessibile all imbottigliamento IM2 2 10-4 Rottura tubo flessibile all imbottigliamento IM3 2 10-4 all imbottigliamento Rottura tubo flessibile IM4 1 10-3 alimentazione della giostra G.P.L. Rottura del sistema di Normale evoluzione Lato impianto per 30 s + svuotamento bombola Mancata chiusura valvola di blocco lato impianto. Intervento operatore su valvola di intercettazione manuale entro 3 minuti Intervento su sistema di blocco entro 2 minuti Lato impianto per 3.5 minuti + svuotamento bombola Lato impianto per 2 minuti + svuotamento bombola Normale evoluzione Lato impianto per 30 s + svuotamento tubazione giostra Sintesi delle sequenze di rilascio - Zona linee Seq. Freq. Occ/anno Incidente iniziatore Evoluzione Tipo di rilascio -6 Rottura linea di fase LN1 4 10 liquida -5 Fessurazione linea di LN2 8 10 fase liquida -6 Rottura linea di fase LN3 4 10 vapore Normale evoluzione Normale evoluzione Normale evoluzione Lato serbatoio per 30 s Rilascio per 30 s Lato serbatoio per 30 s 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 228
Sintesi delle sequenze di rilascio - Zona serbatoi di stoccaggio Seq. Freq. Occ/anno -6 Rottura di un serbatoio SE1 1 10 nella zona del liquido SE2 1 10-5 serbatoio nella zona del Fessurazione di un liquido SE3 1 10-6 serbatoio nella zona del Fessurazione di un liquido -5 Rottura di un serbatoio SE4 1 10 nella zona del vapore SE5 1 10-4 serbatoio nella zona del Fessurazione di un vapore SE6 4.4 10-6 di sicurezza di un Apertura di una valvola serbatoio Incidente iniziatore Evoluzione Tipo di rilascio Nessun intervento di protezione Perdita intercettata con il sistema di immissione acqua Perdita non intercettabile con il sistema d immissione acqua Nessun intervento di protezione Nessun intervento di protezione Mancata richiusura della valvola di sicurezza Rilascio del contenuto iniziale del serbatoio ridotto della quantità dislocata Rilascio per 20 minuti Rilascio del contenuto iniziale del serbatoio ridotto della quantità dislocata Rilascio del contenuto iniziale del serbatoio ridotto della quantità dislocata Rilascio del contenuto iniziale del serbatoio ridotto della quantità dislocata Rilascio per 10 minuti 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 229
1.C.1.5.1.4 QUANTIFICAZIONE DEI RILASCI Vengono di seguito riportati i risultati dei calcoli delle quantità di G.P.L. rilasciata per ciascuno delle sequenze individuate al precedente paragrafo 1.C.1.5.1.3. OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 230
OMISSIS Nella tabella che segue sono sintetizzati i risultati dei calcoli eseguiti con le modalità sopra descritte. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 231
Sintesi della quantificazione dei rilasci Seq. Localizzazione Tipo Portata Durata rilascio Totale rilasciato compreso svuotamento tubazioni kg/s s kg TR1 Punto di travaso Liq. 17.6 30 528 TR2 Punto di travaso Liq. 9.1 30 389 TR3 Punto di travaso Liq. 1.8 30 54 TR4 Punto di travaso Liq. 1.8 180 324 TR5 Punto di travaso Liq. 1.8 120 216 TR6 Punto di travaso Vap. 3.1 30 93 TR7 Punto di travaso Vap. 3.1 lato autobotte 3.1 lato serbatoio 30 186 PC1 PC2 Sala pompe e compressori Sala pompe e compressori Liq. 16.6 30 675 Vap. 3.1 30 93 PC3 Sala pompe e compressori IM1 Imbottigliamento IM2 Imbottigliamento IM3 Imbottigliamento IM4 Imbottigliamento Vap. Liq. Vap. Liq. Vap. Liq. Vap. Liq. 3.1 lato autobotte 3.1 lato serbatoio 1.12 lato impianto 1 lato bombola 1.12 lato impianto 1 lato bombola 1.12 lato impianto 1 lato bombola 7.6 lato impianto 7.6 lato giostra 30 186 LN1 Zona linee Liq. 32.4 30 1109 LN2 Zona linee Liq. 3.2 30 233 LN3 Zona linee Vap. 3.1 30 93 SE1 Parco serbatoi Liq. 18.0 2.3 h 150000 (1) SE2 Parco serbatoi Liq. 1.8 1200 2160 30 25 210 25 120 25 30 35 60 260 160 500 (1) La quantità indicata è la massima rilasciabile dal serbatoio di maggiori dimensioni. Essa tuttavia può essere ridotta della quantità dislocata in altro serbatoio. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 232
Seq. Localizzazione Tipo Portata Durata rilascio Totale rilasciato compreso svuotamento tubazioni kg/s s kg SE3 Parco serbatoi Liq. 1.8 23.1 h 150000 (1) SE4 Parco serbatoi Vap. 3.1 13.4 h 150000 (10) SE5 Parco serbatoi Vap. 0.3 134.4 h 150000 (10) SE6 Parco serbatoi Vap. 3.85 600 2310 (1) La quantità indicata è la massima rilasciabile dal serbatoio di maggiori dimensioni. Essa tuttavia può essere ridotta della quantità dislocata in altro serbatoio. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 233
1.C.1.5.1.5 INDIVIDUAZIONE DEI RILASCI PIÙ GRAVOSI Dall'analisi della tabella al paragrafo precedente risulta che le sequenze che portano ai rilasci più gravosi, in termini di frequenza di accadimento e di entità dei rilasci e raggruppate per punti critici, sono quelli riportati nella tabella seguente. Sequenze maggiormente gravose Punti critici Per entità del rilascio Per frequenza attesa Punto di travaso TR1 TR3 Sala pompe e compressori PC1 PC2 Imbottigliamento IM4 IM1 Zona linee LN1 LN2 Parco serbatoi SE1 SE5 Nel paragrafo successivo sono presentati i calcoli sulle conseguenze fisiche di tutte le sequenze riportate in tabella ad eccezione della sequenza IM1, dato il modesto quantitativo rilasciato. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 234
1.C.1.5.2 IDENTIFICAZIONE DEI PUNTI CRITICI Sono da considerarsi, anche sulla base delle analisi precedentemente svolte, punti critici dell impianto quelli di seguito elencati: - punto di travaso autocisterne; - serbatoi di stoccaggio (zona collettori di manovra); - sala pompe e compressori di movimentazione G.P.L.; - zona imbottigliamento bombole; - area di deposito delle bombole piene. Detti punti critici sono individuabili nella planimetria in allegato n 3. 1.C.1.5.3 COMPORTAMENTO IMPIANTO PER MANCANZA RETI DI SERVIZIO a) Indisponibilità di alimentazione elettrica La mancanza di alimentazione elettrica determina l arresto delle operazioni di esercizio eventualmente in corso. Ciò non pregiudica le condizioni di sicurezza dello stabilimento in quanto: - il gruppo di pompaggio dell impianto antincendio è costituito da motopompe (l elettropompa mantiene in pressione l impianto); - l avvio automatico del gruppo elettrogeno garantisce l alimentazione alle utenze rilevanti per la sicurezza (sistemi di illuminazione, comunicazione, rilevazione, controllo e protezione). 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 235
b) Indisponibilità di aria compressa L aria compressa è utilizzata per il funzionamento dell impianto di imbottigliamento e per il mantenimento delle valvole di blocco sulle linee G.P.L. in posizione di apertura. In caso di mancanza di aria compressa si arresta l impianto di imbottigliamento e si posizionano automaticamente in chiusura, per azione della molla antagonista, le valvole di blocco ad azionamento pneumatico, comprese quelle di un eventuale autobotte al travaso. Lo stabilimento si porta quindi in una configurazione di sicurezza. In condizione di emergenza (anche per quanto detto sopra relativamente alle valvole di blocco) non è richiesto l impiego di aria compressa. c) Indisponibilità di acqua L acqua nello stabilimento viene utilizzata in condizioni normali per i seguenti scopi: - la verniciatura delle bombole; - la prova di tenuta in vasca delle bombole. L eventuale indisponibilità di acqua comporterebbe la sospensione delle suddette attività senza alcun pregiudizio per le condizioni di sicurezza dello stabilimento. In condizioni di emergenza l acqua si rende necessaria per gli interventi antincendio. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 236
L acqua per tali scopi è fornita da un serbatoio di riserva mantenuto costantemente pieno da un sistema di reintegro automatico e controllato quotidianamente. Pertanto non è ipotizzabile la mancanza di acqua ai fini antincendio. d) Altre reti di servizio Presso lo stabilimento non esistono altre reti di servizio ad uso industriale. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 237
1.C.1.6 STIMA DELLE CONSEGUENZE DEGLI EVENTI INCIDENTALI Nel presente capitolo vengono presentati i risultati dei calcoli delle conseguenze associate alle sequenze incidentali più gravose individuate al punto 1.C.1.5.1.5. Per ciascuna delle sequenze incidentali vengono svolti i seguenti calcoli: - per rilasci di liquido: jet-fire, flash-fire, UVCE, pool-fire; - per rilasci di vapore: jet-fire, flash-fire, UVCE. Inoltre vengono analizzati i possibili effetti domino con particolare riguardo alle ipotesi di BLEVE di autobotte per la quale viene effettuata una valutazione quantitativa della frequenza di accadimento prevista. Inoltre vengono svolti i calcoli delle conseguenze del BLEVE di un autobotte nel caso che la frequenza di accadimento non permetta di escludere tale incidente. 1.C.1.6.1 IPOTESI E MODELLI DI CALCOLO UTILIZZATI I calcoli di seguito esposti sono stati effettuati mediante l'impiego di programmi di calcolo basati su modelli di simulazione denominati: - EFFECTS - TNO Olanda - WHAZAN - World bank HAZard ANalisys - Technica International Ltd - Gran Bretagna 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 238
Il pacchetto di programmi WHAZAN è stato utilizzato per sviluppare i calcoli dei jet-fire e per il calcolo delle portate dei rilasci da linee contenenti vapore. Le principali caratteristiche fisiche del propano utilizzate nei calcoli sono precisate nella tabella che segue. Caratteristiche fisiche del propano. Formula chimica C 3 H 8 Peso molecolare 44.10 Temperatura di ebollizione ad 1 bar 231 K Temperatura critica 370 K Pressione critica 42 bar Calore di combustione 4.65 10 7 J/kg Rapporto stechiometrico 4.10 % Limiti di esplosività minimo 2.1% massimo 9.5% Classe di reattività mediamente esplosivo Per la valutazione delle conseguenze sull'uomo e sulle cose prodotte dall'irraggiamento e dalla sovrappressione si fa riferimento alla seguente tabella corrispondente alla tabella III/1 di cui all Appendice III del DM del 15/05/1996. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 239
Fenomeno fisico Incendio (radiazione termica stazionaria) BLEVE/fireball (radiazione termica variabile) Nubi di vapori infiammabili/flash-fire Esplosioni/UVCE (sovrappressioni di picco) Valori di riferimento per la valutazione degli effetti (G.P.L.) Elevata letalità Inizio letalità Soglie di danno a persone e strutture Lesioni irreversibili Lesioni reversibili Danni a strutture Effetti domino 12.5 kw/m 2 7 kw/m 2 5 kw/m 2 3 kw/m 2 12.5 kw/m 2 Raggio fireball LFL 350 kj/m 2 200 kj/m 2 125 kj/m 2 800 m da stoccaggio in serbatoi cilindrici 100 m da parco bombole 0.5 LFL 0.6 bar 0.14 bar 0.07 bar 0.03 bar 0.3 bar 0.3 bar (1) (1) Da assumere in presenza di edifici o altre strutture il cui collasso possa determinare letalità indiretta. Le ipotesi con le quali sono valutate le conseguenze dei rilasci sono le seguenti. - Temperatura ambiente: 25 C ed umidità al 60%. - Per le condizioni meteorologiche cui è soggetta la nube esplosiva vengono fatte generalmente due ipotesi: - velocità del vento pari a 5 m/s stabilità atmosferica Pasquill D (neutra); - velocità del vento pari a 2 m/s stabilità atmosferica Pasquill F (molto stabile). La prima ipotesi corrisponde ad una situazione realistica, mentre la seconda corrisponde ad una situazione fortemente penalizzante e difficilmente realizzabile al di fuori delle ore notturne. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 240
Per le sequenze incidentali altamente improbabili (con frequenze di accadimento intorno o di poco superiori a 1 10-6 occ/anno) si fa riferimento invece alle condizioni atmosferiche D/2 che rappresentano una scelta intermedia fra le due condizioni F/2 e D/5. Ciò è giustificato dal fatto che non appare ragionevole penalizzare ulteriormente, con la scelta di condizioni atmosferiche del tutto particolari, sequenze già al limite della credibilità. D altra parte la scelta delle condizioni D/2 contiene già significativi elementi di prudenzialità. Infatti, in base ai dati statistici della velocità del vento al suolo riportati nell allegato n 19, risulta che la media pesata della velocità del vento al suolo (media pesata sulla frequenza di osservazione) è pari a 5.0 m/s. OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 241
OMISSIS - Il calcolo delle esplosioni viene effettuato sistematicamente in presenza di qualunque quantitativo di gas entro i limiti di esplosività. A questo proposito c è comunque da rilevare che la credibilità di un esplosione di nube è legata al quantitativo di gas in condizioni di esplosività ed al grado di confinamento della nube. Più esattamente viene riconosciuta l incredibilità di esplosioni di nubi non confinate contenenti meno di 5 t di gas in condizioni esplosive e di nubi parzialmente confinate contenenti meno di 1.5 t di gas in condizioni esplosive. Per l impianto in esame i rilasci 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 242
significativi avvengono all aperto e pertanto interessano ambienti tipicamente non confinati. Si intende tuttavia tenere conto che le strutture presenti sull area dello stabilimento possono conferire agli ambienti esterni un parziale, ma pur limitato, grado di confinamento. Pertanto prudenzialmente si considerano incredibili solo le esplosioni di nubi che contengono meno di 1.5 t di gas entro i limiti di esplosività. Ciò nonostante, per completezza di analisi, nel seguito vengono eseguiti tutti i calcoli di UVCE indipendentemente dal quantitativo di gas in condizioni esplosive. - Per i rilasci di liquido le pozze vengono ipotizzate sul terreno circostante e caratterizzate da un altezza di 5 cm. Per quanto riguarda le sequenze TR1 e TR3, relative al punto di travaso autobotti, il quantitativo rilasciato è convogliato per mezzo di una canaletta in una vasca di raccolta delle dimensioni di 5 m x 4 m. 1.C.1.6.2 RISULTATI DEI CALCOLI DELLE CONSEGUENZE Nelle pagine che seguono sono presentati i risultati dei calcoli delle conseguenze associate alle sequenze incidentali più gravose individuate al paragrafo 1.C.1.5.1.5. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 243
SEQUENZA TR1 Rottura o distacco del braccio di carico di fase liquida al punto di travaso Evoluzione Frequenza Rilascio Portata Nota Mancato funzionamento della valvola di eccesso di flusso sull'autobotte. Intervento del dispositivo di intercettazione rapido ed automatico della valvola di fondo dell autobotte entro 30 s 2 10-6 occ/anno Lato autobotte per 30 s 17.6 kg/s lato autobotte La quantità rilasciata è convogliata tramite canaletta in una vasca di raccolta di dimensioni 4 m x 5 m 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 244
SEQUENZA TR1 Calcolo evaporazione (flash) Parametri del calcolo Prodotto Propano Temperatura ambiente 25 C Temperatura di stoccaggio 35 C Portata sorgente liquida 17.6 kg/s Durata rilascio 30 s Quantità rilasciata 528 kg La quantità di prodotto rilasciata è convogliata tramite canaletta in una vasca di raccolta, sufficiente a contenere il rilascio in fase liquida (tenuto conto della rapida evaporazione del propano), per cui il contributo alla nube è dato dal solo flash che risulta pari a 6.9 kg/s. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 245
SEQUENZA TR1 Calcolo della dispersione ed esplosione in aria libera Modello istantaneo Parametri generali del calcolo Prodotto Propano Temperatura ambiente 25 C Quantità sorgente gassosa Limite inferiore di esplos. LEL Limite superiore di esplos. UEL Concentrazione iniziale della sorgente Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Risultati del calcolo 207 kg 2.1 % volume 9.5 % volume 2.8 % volume 2 m/s D Neutra Massima quantità gassosa esplosiva Distanza dalla sorgente della nube con concentrazioni entro i limiti di esplosività 207 kg min max 0 48 m Conseguenze UVCE Classe di danno Sovrappr. Distanza in metri (bar) minima massima Danni gravi 0.3 0 24 Danni riparabili 0.1 28 71 Rottura finestre 0.03 95 237 Fessurazioni vetri 0.01 284 710 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 246
SEQUENZA TR1 Calcolo dell irraggiamento da jet-fire Parametri generali del calcolo Prodotto Propano Pressione di stoccaggio 12 bar Temperatura di stoccaggio 35 C Portata di rilascio 17.6 kg/s Coefficiente di contrazione 0.61 Risultati del calcolo Irraggiamento kw/m 2 Distanza massima dal punto di rilascio m 12.5 40 7 44 5 48 3 56 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 247
SEQUENZA TR1 Calcolo della concentrazione in atmosfera per il flash-fire Modello istantaneo Parametri generali del calcolo Prodotto Sorgente istantanea di vapore Ipotesi A Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Ipotesi B Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Propano 207 kg 5 m/s D Neutra 2 m/s F Molto stabile Risultati del calcolo Ipotesi A Ipotesi B Massima distanza dalla sorgente a cui concentrazione > LFL Massima distanza dalla sorgente a cui concentrazione > ½ LFL 48 83 m 89 157 m 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 248
SEQUENZA TR1 Calcolo irraggiamento termico per incendio di pozza al suolo Pozza rettangolare Parametri generali del calcolo Prodotto Propano Temperatura ambiente 25 C Umidità relativa 60 % Dimensioni pozza Risultati del calcolo Distanza dal bordo della pozza Irraggiamento m kw/m 2 1.7 49.9 1.8 44.7 2.0 40.7 2.2 37.5 2.3 34.8 3.1 25.2 4.6 15.2 6.2 10.6 7.7 7.8 15.4 2.6 23.1 1.2 30.8 0.7 5 x 4 m x m 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 249
SEQUENZA TR3 Fessurazione del braccio di carico di fase liquida al punto di travaso Evoluzione Frequenza Rilascio Portata Nota Normale evoluzione 2 10-3 occ/anno 30 s 1.8 kg/s La quantità rilasciata è convogliata tramite canaletta in una vasca di raccolta di dimensioni 4 m x 5 m 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 250
SEQUENZA TR3 Calcolo evaporazione (flash + evaporazione da pozza) Parametri del calcolo Prodotto Propano Temperatura ambiente 25 C Temperatura di stoccaggio 35 C Portata sorgente liquida 1.8 kg/s Durata rilascio 30 s Quantità rilasciata 54 kg La quantità di prodotto rilasciata è convogliata tramite canaletta in una vasca di raccolta, sufficiente a contenere il rilascio in fase liquida (tenuto conto della rapida evaporazione del propano), per cui il contributo alla nube è dato dal solo flash che risulta pari a 0.7 kg/s. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 251
SEQUENZA TR3 Calcolo della dispersione ed esplosione in aria libera Modello istantaneo Parametri generali del calcolo Prodotto Propano Temperatura ambiente 25 C Quantità sorgente gassosa Limite inferiore di esplos. LEL Limite superiore di esplos. UEL Concentrazione iniziale della sorgente Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Ipotesi A Ipotesi B 21 kg 2.1 % volume 9.5 % volume 2.8 % volume 5 m/s D Neutra 2 m/s F Molto stabile Risultati del calcolo Ipotesi A Ipotesi B Massima quantità gassosa esplosiva 21 21 kg Distanza minima dalla sorgente della nube con concentrazioni entro i limiti di esplosività Distanza massima dalla sorgente della nube con concentrazioni entro i limiti di esplosività 0 0 m 21 36 m 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 252
Conseguenze UVCE Classe di danno Sovrappr. Distanza in metri dal centro della nube (bar) Ipotesi A Ipotesi B minima massima minima massima Danni gravi 0.3 0 11 0 11 Danni riparabili 0.1 13 33 13 33 Rottura finestre 0.03 44 110 44 110 Fessurazioni vetri 0.01 132 331 132 331 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 253
SEQUENZA TR3 Calcolo dell irraggiamento da jet-fire Parametri generali del calcolo Prodotto Propano Pressione di stoccaggio 12 bar Temperatura di stoccaggio 35 C Portata di rilascio 1.8 kg/s Coefficiente di contrazione 0.61 Risultati del calcolo Irraggiamento kw/m 2 Distanza massima dal punto di rilascio m 12.5 13 7 14 5 15 3 18 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 254
SEQUENZA TR3 Calcolo della concentrazione in atmosfera per il flash-fire Modello istantaneo Parametri generali del calcolo Prodotto Sorgente istantanea di vapore Ipotesi A Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Ipotesi B Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Propano 21 kg 5 m/s D Neutra 2 m/s F Molto stabile Risultati del calcolo Ipotesi A Ipotesi B Massima distanza dalla sorgente a cui concentrazione > LFL Massima distanza dalla sorgente a cui concentrazione > ½ LFL 21 36 m 38 67 m 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 255
SEQUENZA TR3 Calcolo irraggiamento termico per incendio di pozza al suolo Pozza rettangolare Parametri generali del calcolo Prodotto Propano Temperatura ambiente 25 C Umidità relativa 60 % Dimensioni pozza Risultati del calcolo Distanza dal bordo della pozza Irraggiamento m kw/m 2 1.7 49.9 1.8 44.7 2.0 40.7 2.2 37.5 2.3 34.8 3.1 25.2 4.6 15.2 6.2 10.6 7.7 7.8 15.4 2.6 23.1 1.2 30.8 0.7 5 x 4 m x m 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 256
SEQUENZA PC1 Rottura di una pompa di movimentazione Evoluzione Frequenza Rilascio Portata Normale evoluzione 4 10-4 occ/anno Lato serbatoio per 30 secondi 16.6 kg/s lato serbatoio 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 257
SEQUENZA PC1 Calcolo evaporazione (flash + evaporazione da pozza) Parametri del calcolo Prodotto Propano Temperatura ambiente 25 C Temperatura di stoccaggio 35 C Portata sorgente liquida 16.6 kg/s Durata rilascio 41 secondi Quantità rilasciata 675 kg Portata evaporante in funzione del tempo (comprensiva di flash evaporation) Tempo Portata Evaporante minuti kg/s 0 5.69 1 7.52 Risultati del calcolo Portata evaporante media Massima quantità di liquido in pozza Massimo diametro della pozza 6.6 kg/s 406 kg 4.6 m 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 258
SEQUENZA PC1 Calcolo della dispersione ed esplosione in aria libera Modello istantaneo Parametri generali del calcolo Prodotto Propano Temperatura ambiente 25 C Quantità sorgente gassosa Limite inferiore di esplos. LEL Limite superiore di esplos. UEL Concentrazione iniziale della sorgente Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Ipotesi A Ipotesi B 269 kg 2.1 % volume 9.5 % volume 2.8 % volume 5 m/s D Neutra 2 m/s F Molto stabile Risultati del calcolo Ipotesi A Ipotesi B Massima quantità gassosa esplosiva 269 269 kg Distanza minima dalla sorgente della nube con concentrazioni entro i limiti di esplosività Distanza massima dalla sorgente della nube con concentrazioni entro i limiti di esplosività Conseguenze UVCE 0 0 m 58 100 m Classe di danno Sovrappr. Distanza in metri dal centro della nube (bar) Ipotesi A Ipotesi B minima massima minima massima Danni gravi 0.3 0 26 0 26 Danni riparabili 0.1 31 77 31 77 Rottura finestre 0.03 103 258 103 258 Fessurazioni vetri 0.01 310 774 310 774 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 259
SEQUENZA PC1 Calcolo dell irraggiamento da jet-fire Parametri generali del calcolo Prodotto Propano Pressione di stoccaggio 12 bar Temperatura di stoccaggio 35 C Portata di rilascio 16.6 kg/s Coefficiente di contrazione 0.61 Risultati del calcolo Irraggiamento kw/m 2 Distanza massima dal punto di rilascio m 12.5 38 7 43 5 47 3 54 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 260
SEQUENZA PC1 Calcolo della concentrazione in atmosfera per il flash-fire Modello istantaneo Parametri generali del calcolo Prodotto Sorgente istantanea di vapore Ipotesi A Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Ipotesi B Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Propano 269 kg 5 m/s D Neutra 2 m/s F Molto stabile Risultati del calcolo Ipotesi A Ipotesi B Massima distanza dalla sorgente a cui concentrazione > LFL Massima distanza dalla sorgente a cui concentrazione > ½ LFL 58 100 m 104 184 m 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 261
SEQUENZA PC1 Calcolo irraggiamento termico per incendio di pozza al suolo Pozza circolare Parametri generali del calcolo Prodotto Propano Temperatura ambiente 25 C Umidità relativa 60 % Diametro di pozza Risultati del calcolo Distanza dal bordo della pozza Irraggiamento m kw/m 2 0.2 49.9 0.5 44.7 0.7 40.7 1.0 37.5 1.2 34.7 2.5 24.1 4.9 14.4 7.4 9.9 9.8 7.2 22.0 2.3 34.3 1.0 46.5 0.6 4.9 m 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 262
SEQUENZA PC2 Rottura di un compressore Evoluzione Frequenza Rilascio Portata Normale evoluzione 2 10-4 occ/anno Lato serbatoio per 30 s 3.1 kg/s 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 263
SEQUENZA PC2 Calcolo della dispersione ed esplosione in aria libera Modello istantaneo Parametri generali del calcolo Prodotto Propano Temperatura ambiente 25 C Quantità sorgente gassosa Limite inferiore di esplos. LEL Limite superiore di esplos. UEL Concentrazione iniziale della sorgente Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Ipotesi A Ipotesi B 93 kg 2.1 % volume 9.5 % volume 2.8 % volume 5 m/s D Neutra 2 m/s F Molto stabile Risultati del calcolo Ipotesi A Ipotesi B Massima quantità gassosa esplosiva 93 93 kg Distanza minima dalla sorgente della nube con concentrazioni entro i limiti di esplosività Distanza massima dalla sorgente della nube con concentrazioni entro i limiti di esplosività 0 0 m 41 71 m 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 264
Conseguenze UVCE Classe di danno Sovrappr. Distanza in metri dal centro della nube (bar) Ipotesi A Ipotesi B minima massima minima massima Danni gravi 0.3 0 18 0 18 Danni riparabili 0.1 22 54 22 54 Rottura finestre 0.03 72 181 72 181 Fessurazioni vetri 0.01 217 543 217 543 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 265
SEQUENZA PC2 Calcolo dell irraggiamento da jet-fire Parametri generali del calcolo Prodotto Propano Pressione di stoccaggio 12 bar Temperatura di stoccaggio 35 C Portata di rilascio 3.1 kg/s Coefficiente di contrazione 0.61 Risultati del calcolo Irraggiamento kw/m 2 Distanza massima dal punto di rilascio m 12.5 30 7 33 5 36 3 42 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 266
SEQUENZA PC2 Calcolo della concentrazione in atmosfera per il flash-fire Modello istantaneo Parametri generali del calcolo Prodotto Sorgente istantanea di vapore Ipotesi A Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Ipotesi B Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Propano 93 kg 5 m/s D Neutra 2 m/s F Molto stabile Risultati del calcolo Ipotesi A Ipotesi B Massima distanza dalla sorgente a cui concentrazione > LFL Massima distanza dalla sorgente a cui concentrazione > ½ LFL 41 71 m 72 128 m 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 267
SEQUENZA IM4 Rottura del sistema di alimentazione della giostra G.P.L. Evoluzione Frequenza Normale evoluzione 1 10-3 occ/anno Rilascio Lato impianto per 30 s + svuotamento tubazione giostra (35 s) Portata 7.6 kg/s lato impianto + 7.6 kg/s lato giostra 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 268
SEQUENZA IM4 Calcolo evaporazione (flash + evaporazione da pozza) Parametri del calcolo Prodotto Propano Temperatura ambiente 25 C Temperatura di stoccaggio 35 C Portata sorgente liquida lato impianto 7.6 kg/s Durata rilascio 30 secondi Portata sorgente liquida lato giostra 7.6 kg/s Durata rilascio 35 secondi Quantità rilasciata 500 kg Portata evaporante in funzione del tempo (comprensiva di flash evaporation) Tempo Portata Evaporante minuti kg/s 0 5.20 1 6.88 Risultati riassuntivi del calcolo Portata evaporante media Massima quantità di liquido in pozza Massimo diametro della pozza 6 kg/s 318 kg 4.5 m 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 269
SEQUENZA IM4 Calcolo della dispersione ed esplosione in aria libera Modello istantaneo Parametri generali del calcolo Prodotto Propano Temperatura ambiente 25 C Quantità sorgente gassosa Limite inferiore di esplos. LEL Limite superiore di esplos. UEL Concentrazione iniziale della sorgente Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Ipotesi A Ipotesi B 230 kg 2.1 % volume 9.5 % volume 2.8 % volume 5 m/s D Neutra 2 m/s F Molto stabile Risultati del calcolo Ipotesi A Ipotesi B Massima quantità gassosa esplosiva 230 230 kg Distanza minima dalla sorgente della nube con concentrazioni entro i limiti di esplosività Distanza massima dalla sorgente della nube con concentrazioni entro i limiti di esplosività 0 0 m 53 91 m 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 270
Conseguenze UVCE Classe di danno Sovrappr. Distanza in metri dal centro della nube (bar) Ipotesi A Ipotesi B minima massima minima massima Danni gravi 0.3 0 24 0 24 Danni riparabili 0.1 29 73 29 73 Rottura finestre 0.03 98 245 98 245 Fessurazioni vetri 0.01 294 735 294 735 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 271
SEQUENZA IM4 Calcolo dell irraggiamento da jet-fire Parametri generali del calcolo Prodotto Propano Pressione di stoccaggio 12 bar Temperatura di stoccaggio 35 C Portata di rilascio 7.6 kg/s Coefficiente di contrazione 0.61 Risultati del calcolo Irraggiamento kw/m 2 Distanza massima dal punto di rilascio m 12.5 26 7 29 5 31 3 36 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 272
SEQUENZA IM4 Calcolo della concentrazione in atmosfera per il flash-fire Modello istantaneo Parametri generali del calcolo Prodotto Sorgente istantanea di vapore Ipotesi A Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Ipotesi B Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Propano 230 kg/s 5 m/s D Neutra 2 m/s F Molto stabile Risultati del calcolo Ipotesi A Ipotesi B Massima distanza dalla sorgente a cui concentrazione > LFL Massima distanza dalla sorgente a cui concentrazione > ½ LFL 53 91 m 93 167 m 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 273
SEQUENZA IM4 Calcolo irraggiamento termico per incendio di pozza al suolo Pozza circolare Parametri generali del calcolo Prodotto Propano Temperatura ambiente 25 C Umidità relativa 60 % Diametro di pozza Risultati del calcolo Distanza dal bordo della pozza Irraggiamento m kw/m 2 0.2 49.9 0.4 44.7 0.6 40.7 0.8 37.5 1.0 34.7 2.0 24.5 4.0 14.8 6.0 10.2 8.0 7.5 18.0 2.4 28.0 1.1 38.0 0.6 4 m 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 274
SEQUENZA LN1 Rottura linea di fase liquida Evoluzione Frequenza Rilascio Portata Normale evoluzione 4 10-6 occ/anno Lato serbatoio per 30 s 32.4 kg/s 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 275
SEQUENZA LN1 Calcolo evaporazione (flash + evaporazione da pozza) Parametri del calcolo Prodotto Propano Temperatura ambiente 25 C Temperatura di stoccaggio 35 C Portata sorgente liquida Durata rilascio Quantità rilasciata Portata evaporante in funzione del tempo (comprensiva di flash evaporation) 32.4 kg/s 34 s 1109 kg Tempo Portata Evaporante minuti kg/s 0 11.10 1 14.69 Risultati riassuntivi del calcolo Portata evaporante media Massima quantità di liquido in pozza Massimo diametro della pozza 12.9 kg/s 671 kg 6.1 m 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 276
SEQUENZA LN1 Calcolo della dispersione ed esplosione in aria libera Modello istantaneo Parametri generali del calcolo Prodotto Propano Temperatura ambiente 25 C Quantità sorgente gassosa Limite inferiore di esplos. LEL Limite superiore di esplos. UEL Concentrazione iniziale della sorgente Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Ipotesi A Ipotesi B 438 kg 2.1 % volume 9.5 % volume 2.8 % volume 5 m/s D Neutra 2 m/s F Molto stabile Risultati del calcolo Ipotesi A Ipotesi B Massima quantità gassosa esplosiva 442 442 kg Distanza minima dalla sorgente della nube con concentrazioni entro i limiti di esplosività Distanza massima dalla sorgente della nube con concentrazioni entro i limiti di esplosività 0 0 m 70 119 m 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 277
Conseguenze UVCE Classe di danno Sovrappr. Distanza in metri dal centro della nube (bar) Ipotesi A Ipotesi B minima massima minima massima Danni gravi 0.3 0 30 0 30 Danni riparabili 0.1 37 91 37 91 Rottura finestre 0.03 122 305 122 305 Fessurazioni vetri 0.01 365 914 365 914 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 278
SEQUENZA LN1 Calcolo dell irraggiamento da jet-fire Parametri generali del calcolo Prodotto Propano Pressione di stoccaggio 12 bar Temperatura di stoccaggio 35 C Portata di rilascio 32.4 kg/s Coefficiente di contrazione 0.61 Risultati del calcolo Irraggiamento kw/m 2 Distanza massima dal punto di rilascio m 12.5 53 7 60 5 65 3 75 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 279
SEQUENZA LN1 Calcolo della concentrazione in atmosfera per il flash-fire Modello istantaneo Parametri generali del calcolo Prodotto Sorgente istantanea di vapore Ipotesi A Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Ipotesi B Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Propano 442 kg 5 m/s D Neutra 2 m/s F Molto stabile Risultati del calcolo Ipotesi A Ipotesi B Massima distanza dalla sorgente a cui concentrazione > LFL Massima distanza dalla sorgente a cui concentrazione > ½ LFL 70 119 m 124 220 m 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 280
SEQUENZA LN1 Calcolo irraggiamento termico per incendio di pozza al suolo Pozza circolare Parametri generali del calcolo Prodotto Propano Temperatura ambiente 25 C Umidità relativa 60 % Diametro pozza Risultati del calcolo Distanza dal bordo della pozza Irraggiamento m kw/m 2 0.3 49.9 0.6 44.7 0.9 40.7 1.2 37.5 1.5 34.2 3.0 23.5 6.1 14.1 9.1 9.6 12.2 6.9 27.5 2.1 42.7 1.0 58.0 0.5 6.1 m 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 281
SEQUENZA LN2 Fessurazione linea di fase liquida Evoluzione Frequenza Rilascio Portata Normale evoluzione 8 10-5 occ/anno Per 30 s 3.2 kg/s 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 282
SEQUENZA LN2 Calcolo evaporazione (flash + evaporazione da pozza) Parametri del calcolo Prodotto Propano Temperatura ambiente 25 C Temperatura di stoccaggio 35 C Portata sorgente liquida Durata rilascio Quantità rilasciata Portata evaporante in funzione del tempo (comprensiva di flash evaporation) 3.2 kg/s 73 secondi 233 kg Tempo Portata Evaporante minuti kg/s 0 1.10 1 1.45 Risultati riassuntivi del calcolo Portata evaporante media Massima quantità di liquido in pozza Massimo diametro della pozza 1.3 kg/s 143 kg 3.1 m 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 283
SEQUENZA LN2 Calcolo della dispersione ed esplosione in aria libera Modello istantaneo Parametri generali del calcolo Prodotto Propano Temperatura ambiente 25 C Quantità sorgente gassosa Limite inferiore di esplos. LEL Limite superiore di esplos. UEL Concentrazione iniziale della sorgente Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Ipotesi A Ipotesi B 90 kg 2.1 % volume 9.5 % volume 2.8 % volume 5 m/s D Neutra 2 m/s F Molto stabile Risultati del calcolo Ipotesi A Ipotesi B Massima quantità gassosa esplosiva 90 90 kg Distanza minima dalla sorgente della nube con concentrazioni entro i limiti di esplosività Distanza massima dalla sorgente della nube con concentrazioni entro i limiti di esplosività 0 0 m 39 66 m 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 284
Conseguenze UVCE Classe di danno Sovrappr. Distanza in metri dal centro della nube (bar) Ipotesi A Ipotesi B minima massima minima massima Danni gravi 0.3 0 18 0 18 Danni riparabili 0.1 22 54 22 54 Rottura finestre 0.03 72 179 72 179 Fessurazioni vetri 0.01 215 538 215 538 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 285
SEQUENZA LN2 Calcolo dell irraggiamento da jet-fire Parametri generali del calcolo Prodotto Propano Pressione di stoccaggio 12 bar Temperatura di stoccaggio 35 C Portata di rilascio 3.2 kg/s Coefficiente di contrazione 0.61 Risultati del calcolo Irraggiamento kw/m 2 Distanza massima dal punto di rilascio m 12.5 17 7 19 5 20 3 24 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 286
SEQUENZA LN2 Calcolo della concentrazione in atmosfera per il flash-fire Modello istantaneo Parametri generali del calcolo Prodotto Sorgente istantanea di vapore Ipotesi A Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Ipotesi B Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Propano 90 kg 5 m/s D Neutra 2 m/s F Molto stabile Risultati del calcolo Ipotesi A Ipotesi B Massima distanza dalla sorgente a cui concentrazione > LFL Massima distanza dalla sorgente a cui concentrazione > ½ LFL 39 66 m 69 123 m 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 287
SEQUENZA LN2 Calcolo irraggiamento termico per incendio di pozza al suolo Pozza circolare Parametri generali del calcolo Prodotto Propano Temperatura ambiente 25 C Umidità relativa 60 % Diametro di pozza Risultati del calcolo Distanza dal bordo della pozza Irraggiamento m kw/m 2 0.2 49.9 0.3 44.7 0.4 40.7 0.6 37.5 0.8 34.8 1.5 25.2 3.1 15.2 4.6 10.5 6.2 7.8 13.9 2.6 21.7 1.2 29.5 0.7 3.1 m 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 288
SEQUENZA SE1 Rottura di un serbatoio nella zona del liquido Evoluzione Frequenza Rilascio Portata Possibilità di dislocare parte del prodotto contenuto nel serbatoio colpito in altri serbatoi. 1 10-6 occ/anno Rilascio del contenuto iniziale del serbatoio ridotto della quantità dislocata. In caso si rilasci l intero contenuto del serbatoio la durata è di 2.3 h 18.0 kg/s 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 289
SEQUENZA SE1 Calcolo evaporazione (flash) Parametri del calcolo Prodotto Propano Temperatura ambiente 25 C Temperatura di stoccaggio 35 C Portata sorgente liquida 18.0 kg/s Durata rilascio 2.3 ore Quantità rilasciata 150000 kg Poiché la tumulazione impedisce la formazione della pozza, tutto il gas fuoriuscito è da considerare completamente evaporato. Pertanto ai fini del calcolo della dispersione, si ipotizza conservativamente che la portata evaporante sia pari all intera portata di rilascio. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 290
SEQUENZA SE1 Calcolo della dispersione ed esplosione in aria libera Modello continuo Parametri generali del calcolo Prodotto Propano Temperatura ambiente 25 C Portata sorgente gassosa 18.0 kg/s Limite inferiore di esplos. LEL 2.1 % volume Limite superiore di esplos. UEL 9.5 % volume Velocità del vento 2 m/s Classe di stabilità atmosferica D Neutra Risultati del calcolo Massima quantità gassosa esplosiva 698 kg Distanza dalla sorgente della nube con min max concentrazioni entro i limiti di esplosività 86 209 m Conseguenze UVCE Classe di danno Sovrappr. Distanza in metri (bar) minima massima Danni gravi 0.3 0 35 Danni riparabili 0.1 43 106 Rottura finestre 0.03 142 355 Fessurazioni vetri 0.01 426 1064 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 291
SEQUENZA SE1 Calcolo dell irraggiamento da jet-fire Parametri generali del calcolo Prodotto Propano Pressione di stoccaggio 12 bar Temperatura di stoccaggio 35 C Portata di rilascio 18.0 kg/s Coefficiente di contrazione 0.61 Risultati del calcolo Irraggiamento kw/m 2 Distanza massima dal punto di rilascio m 12.5 40 7 45 5 49 3 56 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 292
SEQUENZA SE1 Calcolo della concentrazione in atmosfera per il flash-fire Modello continuo Parametri generali del calcolo Prodotto Sorgente continua di vapore Ipotesi A Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Ipotesi B Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Propano 18.0 kg/s 5 m/s D Neutra 2 m/s F Molto stabile Risultati del calcolo Ipotesi A Ipotesi B Massima distanza dalla sorgente a cui concentrazione > LFL Massima distanza dalla sorgente a cui concentrazione > ½ LFL 90 438 m 136 674 m 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 293
SEQUENZA SE5 Fessurazione di un serbatoio nella zona del vapore Evoluzione Frequenza Rilascio Portata Possibilità di dislocare parte del prodotto contenuto nel serbatoio colpito in altri serbatoi. 1 10-4 occ/anno Rilascio del contenuto iniziale del serbatoio ridotto della quantità dislocata. In caso si rilasci l intero contenuto del serbatoio la durata è di 138.8 h 0.3 kg/s 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 294
SEQUENZA SE5 Calcolo della dispersione ed esplosione in aria libera Modello continuo Parametri generali del calcolo Prodotto Propano Temperatura ambiente 25 C Portata sorgente gassosa 0.3 kg/s Limite inferiore di esplos. LEL 2.1 % volume Limite superiore di esplos. UEL 9.5 % volume Ipotesi A Velocità del vento 5 m/s Classe di stabilità atmosferica D Neutra Ipotesi B Velocità del vento 2 m/s Classe di stabilità atmosferica F Molto stabile Risultati del calcolo Ipotesi A Ipotesi B Massima quantità gassosa esplosiva 0.2 3 kg Distanza dalla sorgente della nube con concentrazioni entro i limiti di esplosività Conseguenze UVCE Classe di danno Sovrappr. min max min max 4 10 17 45 m Distanza in metri dal centro della nube (bar) Ipotesi A Ipotesi B minima massima minima massima Danni gravi 0.3 0 2 0 6 Danni riparabili 0.1 3 7 7 17 Rottura finestre 0.03 9 23 23 56 Fessurazioni vetri 0.01 27 69 68 169 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 295
SEQUENZA SE5 Calcolo dell irraggiamento da jet-fire Parametri generali del calcolo Prodotto Propano Pressione di stoccaggio 12 bar Temperatura di stoccaggio 35 C Portata di rilascio 0.3 kg/s Coefficiente di contrazione 0.61 Risultati del calcolo Irraggiamento kw/m 2 Distanza massima dal punto di rilascio m 12.5 9 7 10 5 11 3 13 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 296
SEQUENZA SE5 Calcolo della concentrazione in atmosfera per il flash-fire Modello continuo Parametri generali del calcolo Prodotto Sorgente continua di vapore Ipotesi A Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Ipotesi B Velocità del vento Classe di stabilità atmosferica Propano 0.3 kg/s 5 m/s D Neutra 2 m/s F Molto stabile Risultati del calcolo Ipotesi A Ipotesi B Massima distanza dalla sorgente a cui concentrazione > LFL Massima distanza dalla sorgente a cui concentrazione > ½ LFL 8 34 m 12 52 m 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 297
1.C.1.6.3 EFFETTO DOMINO (BLEVE) Nel presente paragrafo sono analizzate le possibilità di accadimento dell effetto domino più significativo: il BLEVE. Tale incidente è ipotizzabile, per l impianto in esame, soltanto a carico di autobotti, in quanto i serbatoi sono intrinsecamente protetti tramite tumulazione. Nel seguito vengono analizzate quantitativamente le modalità di accadimento del BLEVE di un autobotte al punto di travaso. 1.C.1.6.3.1 VALUTAZIONE FREQUENZA DI ACCADIMENTO INCIDENTI DI BLEVE La valutazione quantitativa della frequenza di accadimento di incidenti di BLEVE a carico di autobotti al travaso, viene effettuata utilizzando il modello dell albero dei guasti. OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 298
Albero dei guasti per l'incidente di BLEVE di un'autobotte 421FR025 - BLEVE AUTOBOTTE.BMP OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 299
Dati affidabilistici eventi primari OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 300
OMISSIS La frequenza dell incidente considerato risulta quindi pari a 4.8 10-8 occ/anno, per cui l ipotesi di BLEVE di un autobotte è da ritenersi non credibile. Inoltre, per quanto riguarda le condizioni di marginalità dell'incidente in esame riportate al punto 3 dell'appendice III al D.M. del 15/05/1996, si fanno le seguenti osservazioni. a) L unità è classificata in categoria A secondo il metodo indicizzato. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 301
b) Il massimo incendio possibile nelle altre unità distinte dal punto di travaso produce sull autocisterna un irraggiamento persistente inferiore a 20 kw/m 2 come rilevabile dai risultati dell analisi incidentale. c) L unità di travaso è dotata di impianto fisso di raffreddamento. d) L unità è priva di dispositivi di pesatura a bascula. e) L unità è dotata di sistema di intercettazione rapido ed automatico a distanza sia lato rampa, sia lato impianto. Pertanto tutti i requisiti richiesti al punto 3 dell Appendice III al D.M. del 15/05/1996 per ritenere marginale, e quindi non credibile, l evento del BLEVE di un autobotte sono rispettati. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 302
1.C.1.6.4 CONSIDERAZIONI SULLE CONSEGUENZE DEI RILASCI ED INDIVIDUAZIONE DELLE AREE COINVOLTE Nella tabella seguente sono sintetizzati i risultati delle conseguenze degli incidenti precedentemente effettuati, individuando anche le distanze corrispondenti alle varie soglie di danno. Si precisa che nella tabella: - i valori separati da / si riferiscono alle ipotesi A (D/5) e B (F/2) sulle condizioni atmosferiche, come precisato al paragrafo 1.C.1.6.1; - i valori relativi a UVCE delle sequenze TR1 e SE1 si riferiscono alle ipotesi D/2 sulle condizioni atmosferiche, come precisato al paragrafo 1.C.1.6.1. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 303
Tabella riassuntiva delle distanze di danno Sequenza Soglie / Distanze in metri Frequenza in Occ/Anno Evento incidentale Elevata letalità Inizio letalità Lesioni irreversibili Lesioni reversibili Danni a strutture Descrizione TR1 Jet-fire 40 44 48 56 40 2 10-6 Flash-fire 48 / 83 89 / 157 - - - Rottura o distacco del braccio di UVCE 48 74 124 261 48 carico di fase liquida al punto di travaso Pool-fire 8 11 14 17 8 TR3 Jet-fire 13 14 15 18 13 2 10-3 Flash-fire 21 / 36 38 / 67 - - - Fessurazione del braccio di UVCE 22 / 29 34 / 41 58 / 65 121 / 128 22 / 29 carico di fase liquida al punto di travaso Pool-fire 8 11 14 17 8 PC1 Jet-fire 38 43 47 54 38 4 10-4 Flash-fire 58 / 100 104 / 184 - - - Rottura di una pompa di UVCE 55 / 76 95 / 117 183 / 205 287 / 308 55 / 76 movimentazione Pool-fire 8 13 18 23 8 PC2 Jet-fire 29 33 36 41 29 2 10-4 Flash-fire 41 / 71 72 / 128 - - - Rottura di un compressore UVCE 39 / 54 60 / 75 98 / 113 202 / 217 39 / 54 Pool fire Non applicabile, perché si tratta di rilascio di vapore IM4 Jet-fire 26 29 31 36 26 1 10-3 Flash-fire 53 / 91 93 / 167 - - - Rottura del sistema di UVCE 51 / 70 87 / 106 166 / 185 272 / 291 51 / 70 alimentazione della giostra G.P.L. Pool-fire 7 11 15 19 7 LN1 Jet-fire 53 60 65 75 53 4 10-6 Flash-fire 70 / 119 124 / 220 - - - Rottura linea fase liquida UVCE 65 / 90 113 / 138 217 / 242 340 / 365 65 / 90 Pool-fire 10 15 21 28 10 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 304
Tabella riassuntiva delle distanze di danno Sequenza Soglie / Distanze in metri Frequenza in Occ/Anno Evento incidentale Elevata letalità Inizio letalità Lesioni irreversibili Lesioni reversibili Danni a strutture Descrizione LN2 Jet-fire 17 19 20 24 17 8 10-5 Flash-fire 39 / 66 69 / 123 - - - Fessurazione linea di fase UVCE 38 / 51 58 / 71 96 / 109 199 / 212 38 / 51 liquida Pool-fire 6 9 12 15 6 SE1 Jet-fire 40 45 49 56 40 1 10-6 Flash-fire 90 / 438 136 / 674 - - - Rottura di un serbatoio nella UVCE 183 239 360 503 183 zona del liquido Pool-fire Non applicabile, perché il tumulo impedisce la formazione della pozza SE5 Jet-fire 9 10 11 13 9 1 10-4 Flash-fire 8 / 34 12 / 52 Fessurazione di un serbatoio UVCE 9 / 37 13 / 46 21 / 65 30 / 87 9 / 37 nella zona del vapore Pool-fire Non applicabile, perché si tratta di rilascio di vapore Come risulta dai calcoli presentati ai punti precedenti, le conseguenze fisiche dei rilasci ipotizzati sono riconducibili a: - irraggiamento per fuoco di pozza, Jet-fire o Fireball; - sovrappressione da UVCE; - concentrazione esplosiva a seguito di dispersione di nube. La sequenza che può comportare i valori pericolosi di irraggiamento alla maggiore distanza è la LN1 (Rottura linea fase liquida); in particolare in caso di jet-fire il valore di 7 kw/m 2, valore corrispondente alla soglia di inizio letalità, si avrebbero a circa 60 m dal punto del rilascio. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 305
La sequenza che può dare luogo alla nube esplosiva di maggiori proporzioni, ossia contenente 698 kg di gas entro i limiti di esplosività, è la sequenza SE1 (Rottura di un serbatoio nella zona del liquido). Tale quantità è notevolmente inferiore al limite di 5 t considerato come soglia per la credibilità di esplosione di nube in ambiente non confinato e di 1.5 t in ambiente parzialmente confinato. Pertanto si può ragionevolmente escludere l esplosione della nube considerata. Il calcolo è stato svolto ipotizzando in condizioni atmosferiche D/2, ossia in condizione intermedia tra la D/5 e F/2. L'UVCE in condizioni atmosferiche F/2 può essere valutato non credibile per le seguenti ragioni. Le condizioni atmosferiche F/2 sono condizioni limite, altamente improbabili e tipicamente notturne; in questa situazione si avrebbe una maggiore quantità di gas in condizioni esplosive e quindi distanze di danno maggiori rispetto a D/2, ma essendo la condizione F/2 assai meno frequente rispetto a D/2, la frequenza di accadimento dell evento, combinato con le suddette condizioni, sarà assai inferiore a 1 10-6 occ/anno. Le condizioni D/5 sono più frequenti rispetto a D/2, ma a causa di una migliore ventilazione naturale, una maggiore e più rapida dispersione della nube, si avrà una quantità di gas in condizioni esplosive inferiore a 698 kg. La sequenza che può dar luogo alla nube che si mantiene in condizioni esplosive alla maggiore distanza dal punto del rilascio è la sequenza SE1, per entrambe le condizioni atmosferiche F/2 e D/5. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 306
Si precisa che, anche per il flash - fire, i risultati relativi alla condizione atmosferica F/2 risultano fortemente penalizzati, oltre che dalle consuete assunzioni prudenziali su cui è stata basata l'intera analisi incidentale, dalla scelta delle condizioni atmosferiche. Si tratta infatti di condizioni limite, altamente improbabili e tipicamente notturne, ossia tipiche di periodi in cui le persone si trovano generalmente in luoghi riparati. Per quanto riguarda la massima distanza interessata dal flash-fire si fa riferimento quindi alle condizioni atmosferiche D/5, giudicando, per quanto detto sopra, troppo penalizzante la condizione atmosferica F/2, in linea anche con quanto riportato al punto 3 dell Appendice III al D.M. del 15/05/1996. Allo scopo di evidenziare le distanze di danno relative alla G.P.L., per ogni area significativa dell impianto vengono riportate le sequenze più gravose. Si fa presente quanto segue. - Il fenomeno dell UVCE per tutte le sequenze analizzate risulta non credibile, in quanto la quantità di G.P.L. in condizioni esplosive è in tutti i casi molto inferiore al limite di 1.5 tonnellate. - Le massime distanze di danno relative agli effetti di irraggiamento stazionario (jet-fire e pool-fire) alle quali si possono avere lesioni irreversibili e lesioni reversibili, risultano inferiori alle massime distanze di danno a cui si possono avere effetti più gravi, cioè di inizio letalità, agli effetti di irraggiamento variabile (flash-fire). 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 307
Pertanto nella tabella che segue vengono riportate soltanto le massime distanze relative alla soglie di elevata letalità e inizio letalità per gli effetti di flash-fire, per i quali non sono considerate soglie di lesioni reversibili e di lesioni irreversibili. Tabella riassuntiva delle distanze di danno Sequenze Punto di rilascio Massima distanza in metri alla quale si avrebbero effetti di TR1 Rottura del braccio di carico di fase liquida al punto di travaso PC1 Rottura di una pompa di movimentazione IM4 LN1 Rottura del sistema di alimentazione alla giostra Rottura di una linea di fase liquida dell impianto SE1 Rottura di un serbatoio nella zona del liquido Punto di travaso autocisterne Elevata letalità Inizio letalità 48 89 Sale pompe e compressori G.P.L. 58 104 Imbottigliamento Linee G.P.L. Parco serbatoi 53 93 70 124 90 136 Lesioni irreversibili Lesioni reversibili (1) (2 (1) (1) (1) (1) (1) (2) (1) (1) (1) (2) Ricade all interno dell area di elevata letalità. Ricade all interno dell area di inizio letalità. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 308
1.C.1.7 MISURE ADOTTATE PER PREVENIRE I TOP - EVENTS 1.C.1.7.1 MISURE A LIVELLO IMPIANTISTICO E OPERATIVO 1.C.1.7.1.1 MITIGAZIONE PUNTO DI VISTA IMPIANTISTICO Le misure di tipo preventivo adottate rispondono ai criteri di minimizzare le possibilità di perdita di integrità o di difetti di tenuta a carico di apparecchiature contenenti G.P.L. e di minimizzare le conseguenze di eventuali errori umani. Le principali sono le seguenti: - Tumulazione dei serbatoi. Tale soluzione consente di eliminare il rischio di danneggiamento dei serbatoi per cause esterne di tipo meccanico o termico. - Tumulazione e incamiciatura dei tratti iniziali delle linee di fase liquida connesse ai serbatoi. - Riduzione al minimo del numero delle linee di movimentazione G.P.L. connesse con i serbatoi. Ciò consente di minimizzare le occasioni di perdita. - Adozione di bracci metallici sulla fase liquida e sulla fase vapore, al punto di travaso. - Adozione di dispositivo in grado di emettere allarme, di bloccare automaticamente il riempimento al raggiungimento di livelli prestabiliti nei serbatoi mediante stacco tensione ai compressori e di chiudere automaticamente le valvole di blocco telecomandate. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 309
- Adozione di valvole di sicurezza sui serbatoi e sui tratti intercettabili di tubazioni in fase liquida allo scopo di evitare l insorgere di pressioni interne pericolose. - Protezione delle parti metalliche dalla corrosione e difesa delle apparecchiature contro le scariche atmosferiche. - Piani di collaudo e sostituzione periodica di tutti i componenti particolarmente soggetti a usura. Le misure principali per limitare l entità dei rilasci e ridurre la gravità delle conseguenze sono le seguenti. - Rete di rilevatori di atmosfera esplosiva e di rivelatori di incendio ubicati nelle zone critiche del deposito con allarmi ottico e acustico, attivazione automatica del sistema di blocco delle valvole telecomandate e di pompe e compressori, ed avvio automatico degli impianti di raffreddamento ad acqua nebulizzata. Essi vengono periodicamente controllati per verificarne la taratura ed il loro corretto funzionamento. - Sistema d intercettazione costituito da valvole di blocco a comando pneumatico montate sulle seguenti linee: - linee G.P.L. di fase liquida e vapore al punto di travaso; - linee di alimentazione del G.P.L. alla giostra d imbottigliamento; - linee di movimentazione di fase liquida e vapore in corrispondenza dei serbatoi di stoccaggio. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 310
L azionamento del sistema di intercettazione, ossia la chiusura contemporanea di tutte le valvole di blocco, è effettuabile anche dai pulsanti di emergenza, posti in diversi punti dell impianto, e che permettono anche l attivazione dell impianto antincendio. - Valvole di non ritorno montate sulle linee di mandata delle pompe di movimentazione G.P.L., sulle linee di immissione acqua nei serbatoi per emergenza e sulle linee di fase liquida al punto di travaso. - Possibilità di immettere acqua nei serbatoi in modo da spiazzare il G.P.L. dal fondo dello stesso, eliminando eventuali perdite di G.P.L. nella zona inferiore. - Rete di movimentazione G.P.L. progettata e realizzata, per la parte relativa ai nuovi serbatoi, in modo da consentire di dislocare tramite pompa o compressore il contenuto di un serbatoio nell altro. - Dispositivi antistrappo sui bracci di carico ai punti di travaso in grado di intercettare automaticamente le perdite di G.P.L. in caso di partenza intempestiva del mezzo. - Dispositivo di chiusura rapida ed automatica delle valvole pneumatiche dell autobotte in caso d incidente, costituito da un collegamento dell attuatore delle suddette valvole al sistema dell aria compressa dell impianto. In questo modo il comando delle sicurezza sull'atb è gestibile anche dai sistemi di sicurezza dell'impianto. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 311
- Dispositivi elettronici per il controllo della messa a terra dell autobotte ai punti di travaso con consenso all apertura delle valvole pneumatiche di travaso solo in presenza di corretto collegamento con la rete di terra. - Sistemi di raffreddamento ad acqua nebulizzata e antincendio. - Pavimentazione in corrispondenza del punto di travaso con pendenza tale da convogliare eventuali perdite, tramite apposita canaletta, in una vasca di raccolta posta in zona sicura, in grado di raccogliere tutto il liquido che si prevede di rilasciare in caso d incidente. 1.C.1.7.1.2 MITIGAZIONE PUNTO DI VISTA OPERATIVO Le precauzioni operative sono rivolte essenzialmente ad evitare il verificarsi delle cause di rilascio e consistono principalmente in quanto segue. - Predisposizione di un manuale operativo riportante la descrizione dettagliata delle operazioni da compiere in tutte le fasi di funzionamento: normale esercizio, fermata, avviamento, condizioni anomale di esercizio, emergenza. - Attuazione del Sistema di Gestione della Sicurezza. - Verifiche e controlli periodici dello stato di conservazione di tutte le apparecchiature contenenti G.P.L. - Verifiche periodiche di funzionalità dei sistemi di sicurezza. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 312
- Adozione di procedure volte ad escludere o comunque a minimizzare l eventualità che errori operativi portino a spandimento di prodotto durante le operazioni di travaso autobotti e di spurgo o presa campioni dei serbatoi. Particolare attenzione viene dedicata ad impedire il movimento dell autobotte prima che siano state completate tutte le fasi del travaso (anche con l impiego di cunei sotto le ruote dei mezzi). - Regolare addestramento di tutti gli operatori e programmazione di esercitazioni semestrali congiunte con il corpo nazionale VV.F. La ITALFIAMMA ha manifestato la disponibilità ad effettuare esercitazioni congiunte, con nota scritta del 30/07/2001 inoltrata al Comando Provinciale dei VV.F. di Lecce. - Adozione di procedure adatte a prevenire il sovrariempimento di serbatoi. La prevenzione di tale eventualità si basa su un accurata verifica periodica della funzionalità della strumentazione dei serbatoi e nell impiego, per le operazioni di travaso, di personale affidabile ed esperto che offra la garanzia di un attento controllo delle indicazioni di livello. 1.C.1.7.2 MISURE ADOTTATE PER PREVENIRE RISCHI DOVUTI AD ERRORE UMANO Anche se gli impianti sono realizzati in maniera tale da ridurre al minimo le possibilità di un errore umano nella gestione degli stessi, nei confronti di tali rischi sono state adottate ulteriori misure di natura organizzativa e procedurale. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 313
Esistono infatti: - norme e disposizioni operative; - opportuna cartellonistica di attenzione e di informazione. Inoltre è data massima importanza all'addestramento del personale prima dell'inserimento nel processo produttivo. 1.C.1.7.3 PRECAUZIONI E COEFFICIENTI PER LA SICUREZZA 1.C.1.7.3.1 PERTURBAZIONI GEOFISICHE Le varie costruzioni relative all'impianto sono state progettate secondo la normativa vigente al momento della costruzione dello stabilimento. In particolare in occasione della realizzazione delle selle di fondazione dei serbatoi G.P.L. tumulati è stata redatta la Relazione geologica e geotecnica, a cura del geologo dott. Lucia Anna Polito. Nell allegato n 14 si riporta la suddetta Relazione geologica e geotecnica delle selle di appoggio dei serbatoi del G.P.L., redatta prima della loro costruzione. In base ad essa è stato eseguito il calcolo di progetto delle selle di appoggio. In ottemperanza a quanto previsto dalla Deliberazione della Giunta Regionale della Puglia n 153 del 02/03/2004, è stata eseguita, da Tecnico abilitato, la verifica antisismica delle selle di appoggio e del muro di conternimento dei serbatoi tumulati di stoccaggio, che sono risultati perfettamente rispondenti alla normativa. Tale relazione di verifica (allegato n 22 al presente documento) è stata inviata alla 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 314
Direzione Regionale dei VV.F. di Bari, con raccomandata AR del 27 marzo 2008 e per conoscenza alle Altre Autorità competenti. 1.C.1.7.3.2 PERTURBAZIONI METEOMARINE Non essendo la zona soggetta a perturbazioni meteomarine, nella progettazione delle strutture si è tenuto conto, ove necessario, della sola spinta del vento. 1.C.1.7.3.3 PERTURBAZIONI CERAUNICHE La protezione dell impianto dalle scariche atmosferiche è realizzata mediante il collegamento delle strutture metalliche e delle apparecchiature dello stabilimento alla rete equipotenziale di terra realizzata secondo le Norme CEI 81-1. Il fabbricato in cui si effettua il riempimento delle bombole ed il loro stoccaggio temporaneo è protetto da parafulmine a gabbia. I serbatoi di stoccaggio G.P.L. che sono completamente isolati dalle altre parti dell impianto, essendo protetti mediante un impianto di protezione catodica, hanno il loro impianto di messa a terra separato dalla rete di terra dello stabilimento. Per i mezzi mobili al punto di travaso, esiste un collegamento a terra mediante cavo flessibile e pinza a norma, con dispositivo di consenso alla messa in marcia delle apparecchiature interessate al travaso. In posizione baricentrica è installato un parafulmine Frankliniano su antenna. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 315
L impianto di terra, gli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche e gli impianti elettrici Ex sono verificati periodicamente da Organismo notificato, e/o da Autorità di controllo. 1.C.1.7.3.4 ESPLOSIONI Il muro di schermo costruito in corrispondenza del punto di travaso per il travaso delle autobotti è costruito in calcestruzzo, con precisa funzione di tagliafiamma e protezione antiesplosione. La protezione dei serbatoi (che rappresentano gli elementi maggiormente critici) nei confronti di eventuali esplosioni è assicurata dalla sistemazione in tumulo. 1.C.1.7.3.5 INCENDI I fabbricati entro i quali sono ricoverati elementi pericolosi sono realizzati in calcestruzzo o muratura. Tutte le murature e le opere in calcestruzzo relative a zone pericolose sono di tipo resistente al fuoco (REI 120). In particolare sono di tipo resistente al fuoco le seguenti opere: - muro di protezione al punto di travaso; - pareti della sala pompe e compressori G.P.L.; - pareti divisorie tra vano gruppo elettrogeno e magazzino 1; - pareti che delimitano la cabina di verniciatura rispetto al locale imbottigliamento. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 316
I serbatoi tumulati non sono soggetti a sollecitazioni provocate da incendi. 1.C.1.7.4 MODALITÀ DI VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA DELL IMPIANTO Nella valutazione della sicurezza dell'impianto, riportata ai paragrafi 1.C.1.5 e 1.C.1.6, sono state prese a riferimento le fasi che presentano le condizioni di maggiore criticità ai fini della generazione degli eventi incidentali senza escludere alcuna condizione normale od anomala. 1.C.1.7.5 CERTIFICAZIONI E DOCUMENTI COMPROVANTI LA SICUREZZA E L AFFIDABILITÀ DELL IMPIANTO Presso lo stabilimento sono disponibili le certificazioni rilasciate in occasione dei lavori di ampliamento e di adeguamento dello stabilimento al D.M. del 13/10/1994. Il mantenimento delle condizioni di buon funzionamento ed affidabilità è inoltre favorito dall attuazione delle procedure operative di manutenzione e di sicurezza di cui al manuale del S.G.S. Lo stabilimento è inoltre in possesso delle seguenti autorizzazioni in campo ambientale. OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 317
OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 318
1.C.1.8 1.C.1.8.1 PRECAUZIONI PROGETTUALI E COSTRUTTIVE CRITERI DI PROGETTAZIONE DEGLI IMPIANTI ELETTRICI, DELLA STRUMENTAZIONE E DEGLI IMPIANTI DI PROTEZIONE CONTRO SCARICHE ATMOSFERICHE ED ELETTROSTATICHE 1.C.1.8.1.1 IMPIANTI ELETTRICI Per la realizzazione degli impianti elettrici dello stabilimento sono state seguite le Norme Generali CEI 11.1. In particolare sono state seguite le Norme CEI 64-2 per gli impianti elettrici in luoghi con pericolo di esplosione od incendio. Tutte le apparecchiature elettriche, installate nei punti pericolosi, quali pulsantiere m/a, spie luminose, interruttori, commutatori, teleruttori, telesalvamotori, ecc., sono poste in cassette metalliche ADPE. Tutti i motori elettrici installati nei luoghi pericolosi sono del tipo ADPE, corredati di relativo certificato. 1.C.1.8.1.2 STRUMENTAZIONE E CONTROLLO Le apparecchiature di strumentazione e controllo installate sugli impianti sono state progettate a cura dei fabbricanti. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 319
1.C.1.8.1.3 IMPIANTI CONTRO LE SCARICHE ATMOSFERICHE Gli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, in precedenza descritti, sono stati progettati secondo le vigenti norme di legge in materia (Norme CEI 81-1), e tutte le attrezzature e le masse metalliche esistenti nell'impianto, ad eccezione dei serbatoi tumulati, sono collegate alla rete equipotenziale di terra secondo le Norme CEI 81-7. I serbatoi di stoccaggio G.P.L. che sono completamente isolati dalle altre parti dell impianto, essendo protetti mediante un impianto di protezione catodica, hanno il loro impianto di messa a terra separato dalla rete di terra dello stabilimento. 1.C.1.8.1.4 IMPIANTI DI MESSA A TERRA Gli impianti di messa a terra sono progettati e verificati secondo le vigenti norme di legge in materia e sono comunque in accordo alle Norme CEI 64-8 e 64-2. Essi sono formati da più maglie interconnesse tra di loro in un unico sistema adatto alla protezione contro le scariche atmosferiche e contro i contatti indiretti per guasto d isolamento. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 320
1.C.1.8.2 SISTEMI DI SCARICO DELLA PRESSIONE 1.C.1.8.2.1 VALVOLE DI SICUREZZA DEI SERBATOI Le valvole di sicurezza montate sui serbatoi sono state costruite nel rispetto della normativa precisata nella raccolta E dell ex ANCC (D.M. del 21/05/1974 e successive modificazioni) e della normativa ISPESL vigente al momento della loro costruzione. Esse vengono verificate dall ARPA Puglia ogni due anni, con taratura al banco prova. Ogni serbatoio è dotato di un sistema di n 4 valvole di sicurezza montate su cassetto di distribuzione che permette di escludere singolarmente ciascuna valvola per manutenzione e verifiche. Essendo una di esse di riserva, l esclusione di una valvola non pregiudica la portata di efflusso prevista dalle vigenti norme. Le valvole hanno la funzione di proteggere i serbatoi da: a) sovrappressioni conseguenti a condizioni anomale di esercizio; b) sovrappressioni dovute a incendi. Esse sono determinate considerando un fattore correttivo che tenga conto della protezione dovuta alla ricopertura con terra dei serbatoi. La pressione di taratura delle valvole di sicurezza è uguale a quella di progetto del serbatoio (18 bar assoluti). Le caratteristiche delle valvole di sicurezza sono riportate nella tabella seguente: 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 321
Elenco valvole di sicurezza serbatoi G.P.L. Serb. Valvole Ditta costruttrice Modello Sezione di passaggio Diam. orifizio Superf. unitaria Pressione di taratura Portata di scarico di ogni valvola n mm cm 2 bar kg/h 300 m 3 4 FISHER SACIGAS H 280 46.9 16 18 13848 225 m 3 4 FISHER SACIGAS H 280 46.9 16 18 13848 1.C.1.8.2.2 VALVOLE DI SICUREZZA PER TUBAZIONI Le valvole montate a protezione di linee contenenti G.P.L. liquido ed intercettate alle due estremità, sono state progettate in accordo alle norme API 520. La pressione di progetto delle tubazioni è di 40 bar assoluti. 1.C.1.8.3 LOCALIZZAZIONE DEGLI SCARICHI FUNZIONALI IN ATMOSFERA La localizzazione e la quota di emissione degli scarichi funzionali è rilevabile dalla Planimetria percorso tubazioni G.P.L. (allegato n 5) e dallo Schema di flusso G.P.L. (allegato n 9). 1.C.1.8.3.1 PORTATA E COMPOSIZIONE DEGLI SCARICHI FUNZIONALI In tutti i casi la composizione degli scarichi funzionali è G.P.L. o allo stato liquido od allo stato vapore. Per le portate valgono le considerazioni che seguono: 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 322
Valvole di sicurezza serbatoi I serbatoi tumulati sono dotati ciascuno di n 4 valvole di sicurezza aventi le caratteristiche riportate al paragrafo 1.C.1.8.2.1. Valvole di sicurezza di protezione linee di fase liquida Sono presenti le seguenti valvole di sicurezza: - n 1 alla fase liquida punto di travaso; - n 3 fascio tubiero davanti ai serbatoi; - n 2 sui collettori da 6 sulle linee di aspirazione delle pompe in sala pompe; - n 1 sul collettore proveniente dal travaso che passa per la sala pompe; - n 2 sui collettori di mandata delle pompe. Dette valvole sono installate per eventuali sovrappressioni che dovessero verificarsi nelle linee e vengono provate periodicamente su banco prova dello stabilimento. In tutti i casi si tratta di valvole di dimensioni modeste essendo poste a protezione di apparecchiature con volumi limitati. Le portate di scarico da dette valvole sono quindi di entità trascurabile. Valvole di sicurezza sul corpo dei compressori Hanno la funzione di mantenere l integrità delle apparecchiature in caso di ostruzione o intercettazione delle linee di mandata dei compressori. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 323
L apertura di tali valvole è un evento molto infrequente, tuttavia le quantità rilasciabili possono essere rilevanti. Linee di spurgo e di presa campioni Il prelievo del campione per la determinazione della densità comporta il maggior scarico di G.P.L. In questo caso si tratta di quantitativi dell ordine di ~ 1 dm 3, necessari per effettuare il lavaggio delle linee e dell apparecchio. Le quote di emissione sono al livello del suolo. Il drenaggio del serbatoio viene utilizzato per: - controllare la presenza di eventuale acqua nel serbatoio; - drenare l acqua se è presente. I drenaggi dei serbatoi sono effettuati con molta attenzione, per evitare il congelamento delle linee e vengono sospesi al primo apparire del G.P.L. È da evidenziare che i serbatoi hanno le linee di spurgo derivate dalle linee di fondo a valle delle valvole telecomandate. La linea è provvista di n 2 valvole manuali di intercettazione distanti tra loro almeno 0.6 m. La seconda di tali valvole, di diametro non superiore a DN 20 è a richiusura automatica per mancanza intervento operatore. I quantitativi di G.P.L. rilasciabili ad ogni operazione sono trascurabili. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 324
Linee di scarico del braccio rigido su fase liquida presso il punto di travaso Prima dello scollegamento del braccio dalle autobotti lo stesso viene depressurizzato in atmosfera. La quota del rilascio è di circa 6 m dal suolo, la quantità di gas scaricata è inferiore a 1 litro, poiché viene intercettata la valvola dell autobotte e la valvola posta sul terminale del braccio rigido per cui il volume scaricato è quello compreso fra le due valvole. 1.C.1.8.3.2 ZONE INTERESSATE DA EVENTUALI RADIAZIONI TERMICHE Le zone interessate da radiazioni termiche significative conseguenti all eventuale innesco di scarichi funzionali sono quelle circostanti le valvole di sicurezza dei serbatoi di stoccaggio. 1.C.1.8.4 POSSIBILITÀ DI CONTROLLO DELLE VALVOLE DI SICUREZZA DI TIPO A MOLLA Le valvole di sicurezza installate sui serbatoi e posizionate sui cassetti di distribuzione possono essere controllate singolarmente con impianto in esercizio e senza compromettere la sicurezza dello stesso. La valvole di sicurezza, installate sui serbatoi di G.P.L., risultano sistematicamente controllate, verificate e ricollaudate dall ARPA Puglia. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 325
1.C.1.8.5 STANDARD DI PROGETTAZIONE DI SERBATOI, RECIPIENTI E TUBAZIONI 1.C.1.8.5.1 NORME SPECIFICHE DI PROGETTAZIONE PER I SERBATOI I serbatoi sono stati progettati in ottemperanza alle normative ISPESL. In particolare sono state rispettate le seguenti norme: a) raccolta VSR per la verifica e costruzione; b) raccolta S per la saldatura; c) raccolta M per i materiali. Per i requisiti supplementari relativi sono state applicate le raccomandazioni delle norme UNI. Il dimensionamento ha tenuto inoltre conto di: - spinte addizionali dovute al terreno dopo il ricoprimento; - spinte addizionali dovute al terreno in fase di ricoprimento. Il progetto ha previsto il controllo delle lamiere con ultrasuoni in officina a cura del fornitore, con rilascio dei verbali secondo norme UNI. L ispezione di preservizio è stata prevista all interno del serbatoio allo scopo di definire, tramite mappatura reticolare, lo stato reale del serbatoio stesso al momento della costruzione. In tal modo sarà possibile effettuare un confronto in tempi successivi, ovvero in concomitanza dei ricollaudi previsti periodicamente dalle vigenti disposizioni di legge. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 326
1.C.1.8.5.2 PROGETTAZIONE DELLE TUBAZIONI Le tubazioni dell'impianto di movimentazione G.P.L. sono state interamente rifatte in occasione delle opere di adeguamento e ristrutturazione dello stabilimento, per tenere conto delle modifiche impiantistiche effettuate. Tutte le tubazioni sono state progettate per una pressione di 40 bar. I criteri di progetto delle tubazioni sono riportati nel seguito. a) La pressione di progetto di 40 bar è superiore alla somma della pressione di progetto dei serbatoi collegati, dei carichi idrostatici e della massima prevalenza delle pompe di trasferimento. b) Le temperature massima e minima di progetto sono uguali a quelle fissate per i serbatoi dal fabbricante, seguendo le norme ISPESL. c) Le tubazioni per la movimentazione del prodotto sono in acciaio al carbonio. d) Le connessioni tra i vari tratti di tubazione della fase liquida sono uniti mediante saldature di testa, sottoposte ad esame radiografico al 100%. Le connessioni con le apparecchiature (serbatoi, pompe, valvole) sono flangiate. e) I risultati dei controlli radiografici sono corredati della relativa documentazione certificativa. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 327
Le tubazioni di collegamento dei serbatoi con le pompe ed i compressori, nel tratto tra l uscita dal tumulo e la sala pompe e compressori, sono posizionate fuori terra su appositi rack. Le restanti tubazioni sono collocate in cunicoli riempiti di sabbia e terra e, in corrispondenza dei tratti di attraversamento stradale, sono protette da battuto di cemento, come indicato nella Planimetria percorso tubazioni (allegato n 5). Le tubazioni interrrate hanno diametri non superiori a DN 80. I tratti intercettabili di tubazione di fase liquida, aventi volume uguale o superiore a 0.1 m 3, sono dotati di valvole automatiche di sfioro contro le sovrappressioni, generate da variazioni termiche. 1.C.1.8.6 PROTEZIONE DALLA CORROSIONE DEI CONTENITORI DI SOSTANZE PERICOLOSE Le sostanze trattate nello stabilimento non possiedono proprietà corrosive. Per proteggere i serbatoi tumulati dalla corrosione di agenti esterni, sono state poste in atto le seguenti misure: a) Le superfici esterne dei serbatoi e dei tratti di tubazione a contatto con il terreno sono protette da un rivestimento con resine sintetiche e catrami con requisiti di resistività elettrica, aderenza, plasticità, resistenza meccanica, impermeabilità, non igroscopicità e inalterabilità rispetto agli agenti aggressivi del terreno. Il rivestimento è stato sottoposto a controllo per le verifiche della continuità con apposito apparecchio e una tensione non inferiore a 20000 V. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 328
b) I serbatoi sono protetti da un impianto di protezione catodica del tipo ad anodi sacrificali, costituito da un sistema di anodi al magnesio e da 4 anodi di riferimento collegati ad un punto di misura completo di voltmetro e amperometro posto all'esterno del bacino di contenimento. Ciascun serbatoio è collegato all'impianto meccanico fisso mediante giunti dielettrici. 1.C.1.8.7 IDENTIFICAZIONE ZONE CON SOSTANZE CORROSIVE Presso lo stabilimento non sono immagazzinate sostanze corrosive. 1.C.1.8.8 MISURE DI CONTROLLO PER LA CORROSIONE Per gli eventuali fenomeni corrosivi che possono verificarsi nel corso degli anni sono previste periodiche visite interne e controlli degli spessori da parte della competente ARPA Puglia. 1.C.1.8.9 PROCEDURE DI CONTROLLO CORROSIONE Si veda quanto indicato al precedente paragrafo 1.C.1.8.8. 1.C.1.8.10 DESCRIZIONE DEI SISTEMI DI BLOCCO Sono costituiti da valvole manuali di intercettazione, da valvole di non ritorno e da valvole pneumatiche telecomandate opportunamente sistemate sulla rete di movimentazione del prodotto. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 329
1.C.1.8.10.1 VALVOLE DI NON RITORNO Al fine di impedire automaticamente che, per cause di funzionamento anomalo, il flusso di un fluido cambi direzione, sono utilizzate le valvole unidirezionali dette di non ritorno. Nell impianto tali valvole sono montate sulle linee di mandata delle pompe G.P.L., sulle linee di fase liquida al punto di travaso e sulla linea iniezione acqua ai serbatoi. 1.C.1.8.10.2 SISTEMA DI VALVOLE DI BLOCCO TELECOMANDATE Valvole di blocco telecomandate, del tipo con aria apre / mancanza d aria chiude, sono installate in numero di 2 sulla tubazione di mandata del G.P.L., in prossimità della giostra di imbottigliamento. Esse hanno lo scopo di intercettare il flusso di G.P.L. in caso di rilasci alle suddette bilance. Valvole di blocco telecomandate dello stesso tipo sono installate al termine delle tubazioni fisse prima di ogni braccio metallico (fase gas e fase liquida) in dotazione al punto di travaso. Esse hanno lo scopo di intercettare il flusso di G.P.L. proveniente dai serbatoi, dai compressori e dalle pompe in caso di rilascio al punto di travaso. Inoltre valvole di blocco telecomandate dello stesso tipo sono installate su tutte le linee in entrata ed uscita (fase liquida e fase gas) dei serbatoi tumulati. Il telecomando per la chiusura di dette valvole di blocco è azionabile dal locale dove sono sistemate le pompe G.P.L. e dal quadro sinottico posto in sala controllo. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 330
La sala controllo è costantemente presidiata sia nelle ore di normale attività (quadro controllo situato presso gli uffici) sia durante le ore di chiusura dello stabilimento, in quanto esiste un controllo remoto presso l'abitazione del custode. Infatti nell abitazione del custode è riportato un allarme acustico collegato alla sirena d allarme generale. Il custode, in caso di allarme, non deve effettuare alcuna azione all esterno ma si limita a restare in casa, spegnendo le luci e qualsiasi altra fonte di ignizione, in quanto l impianto di segnalazione ed allarmi si interfaccia con un combinatore telefonico automatico per allertare il personale reperibile. Tali indicazioni insieme alle informazioni sulle misure di autoprotezione da adottare a seguito del verificarsi di ciascun top event, preso in considerazione nel presente, sono contenute in un ordine di servizio e in una scheda informativa semplificata, entrambe notificate agli occupanti l alloggio, che non hanno nessuna funzione nell assegnazione dei compiti prevista nel Piano di emergenza interno. Nei pressi dell abitazione del custode è installato un pulsante d emergenza che può comunque attivare il sistema di allarme nel caso venga rilevata dagli occupanti l alloggio una situazione di pericolo che lo richieda. Il sistema di controllo è inoltre completato da un combinatore telefonico in grado di avvisare, in modo completamente automatico, il responsabile dell'emergenza in caso di intervento dei sistemi di allarme. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 331
Le valvole di blocco sono comandabili anche da ciascuno dei pulsanti di emergenza di seguito precisati ed automaticamente dai sistemi di rilevazione gas infiammabili e di rilevazione incendio. I pulsanti di emergenza sono sistemati nei seguenti punti: - presso la palazzina uffici sul quadro sinottico; - nei pressi dell abitazione del custode sulla parete esterna del vano caldaia a G.P.L.; - presso il punto di travaso; - presso la sala pompe e compressori G.P.L.; - presso la ribalta imbottigliamento G.P.L.; - sotto la tettoia bombole piene; - presso il cancello di ingresso G.P.L.; - presso il cancello di ingresso ex kerosene; - presso il cancello di viabilità di emergenza ubicato vicino al distributore di gasolio. 1.C.1.8.10.3 PROVE SUI SISTEMI DI BLOCCO È previsto che le valvole telecomandate siano verificate periodicamente secondo le cadenze previste dal Manuale Operativo ed in accordo con le procedure del manuale S.G.S. Comunque tali valvole vengono continuamente azionate anche per esigenze operative. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 332
1.C.1.8.11 PROVVEDIMENTI ADOTTATI PER LUOGHI CHIUSI Presso lo stabilimento non esistono luoghi chiusi in cui siano installati impianti o depositi della sostanza in esame. Gli unici locali in cui sono ubicate apparecchiature contenenti G.P.L. sono il locale imbottigliamento e la sala pompe e compressori. Questi due locali sono dotati di ampie aperture senza porte o finestre tali da farli rientrare tra i locali a ventilazione naturale. Il locale imbottigliamento è comunque dotato anche di impianto di ventilazione forzata, costituito da un sistema di aspirazione dall'area sotto la giostra d'imbottigliamento 1.C.1.8.12 VENTILAZIONE DEI FABBRICATI Per quanto detto al paragrafo 1.C.1.8.11, non esistono aree interne in cui siano presenti attrezzature contenenti G.P.L. che necessitino di ventilazione forzata, ad eccezione del locale imbottigliamento. 1.C.1.8.13 PRECAUZIONI CONTRO LE COLLISIONI CON VEICOLI Si precisa che i veicoli all'interno dello stabilimento hanno l'obbligo di circolare lungo linee obbligate a velocità moderata e comunque non superiore a 10 km/h. a) Serbatoi di stoccaggio - Sono ubicati a distanza superiore a 5 m dalle strade interne di transito e protetti dal tumulo di ricoprimento. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 333
b) Pompe e compressori - Le pompe ed i compressori sono alloggiati in apposito fabbricato nella stessa area dello stoccaggio e sono praticamente protetti dalla struttura del fabbricato stesso all interno di un area non percorribile da autoveicoli. c) Apparecchiature di imbottigliamento - Le apparecchiature di imbottigliamento (giostra) sono installate all'interno di un apposito locale sopraelevato di un metro sul piano stradale. d) Punti di travaso - Le strutture relative al punto di travaso sono protette da cordoli in cemento armato. e) Tubazioni - Le tubazioni di movimentazione sono disposte in cunicoli, ricoperte di sabbia e terra, e protette da cemento nei tratti di attraversamento stradale. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 334
1.C.1.9 1.C.1.9.1 SISTEMI DI RILEVAMENTO SISTEMI DI RILEVAMENTO GAS INFIAMMABILI Lo stabilimento è dotato di un impianto di rilevazione di gas infiammabili, come prescritto dal D.M. del 13/10/1994, Titolo XI, punto 11.12, con rilevatori installati nelle aree critiche del deposito, come indicato nella Planimetria rete antincendio, immissione acqua nei serbatoi e sistemi di sicurezza (allegato n 6). Le aree considerate critiche sono le seguenti: - serbatoi tumulati; - punto di travaso; - vasca di raccolta rilasci al punto di travaso; - sala pompe e compressori; - reparto riempimento bombole; - zona deposito temporaneo bombole piene; - area di deposito bombole piene. Un rilevatore è inoltre situato all esterno della palazzina uffici. Detti rivelatori sono collegati ad una centrale di comando e controllo, inserita nel quadro di controllo posto nella palazzina uffici e nell abitazione del custode. Si precisa che il sistema è in grado di rilevare perdite di G.P.L. sia liquido che gassoso: infatti entrambi i tipi di perdita comportano la presenza di gas in atmosfera. Gli elementi rilevatori, analizzando l atmosfera, sono in grado di determinare la presenza di gas. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 335
Il sistema, in caso di attivazione di uno dei sensori, emetterà allarme acustico e visivo su un quadro nella palazzina uffici. Le unità di controllo dei sensori in campo sono tarate a tre soglie distinte d intervento nel campo 0% 100% del LIE. L intervento di un sensore alla prima soglia di intervento (preallarme al 15% del LIE) attua un allarme ottico su quadro in sala presidiata, e ottico-acustico con attivazione della sirena interna allo stabilimento, allertando così il personale del presidio e il personale sull impianto. Al raggiungimento della seconda soglia d intervento al 20% del LIE si hanno le seguenti azioni: - attivazione di allarme ottico su quadro in sala presidiata (comunque già attivato dalla prima soglia d intervento), e ottico-acustico con messa in funzione della sirena d allarme interna allo stabilimento; - stacco tensione alle utenze elettriche non essenziali, con conseguente arresto automatico dei macchinari; - chiusura delle valvole pneumatiche di blocco sulle linee G.P.L.; - apertura delle valvole pneumatiche poste sulle linee agli impianti d irrorazione, con conseguente avvio automatico delle pompe antincendio; - attivazione del combinatore telefonico per chiamate d emergenza. Al raggiungimeno della terza soglia d intervento al 30% del LIE, si ha l attivazione della sirena d allarrme (ottico-acustico) esterna allo 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 336
stabilimeno, localizzata nei pressi del cancello d ingresso dell alloggio custode. Si precisa che la sirena esterna allo stabilimento, attuata alla terza soglia d intervento, è stata installata a seguito di richiesta in sede di approvazione del Piano di Emergenza Esterno nel 2006. 1.C.1.9.2 SISTEMA DI RILEVAMENTO DI INCENDI Lo stabilimento è dotato di impianto di rilevazione incendi, come prescritto dal D.M. del 13/10/1994, Titolo XI, punto 11.12, costituito da tappi fusibili ubicati nei punti critici di cui al precedente paragrafo 1.C.1.9.1, come indicato nella Planimetria rete antincendio, immissione acqua nei serbatoi e sistemi di sicurezza (allegato n 6), e dal quadro di segnalazione / allarme ubicato in zona presidiata (palazzina uffici ed abitazione del custode). L intervento dei tappi fusibili avverrà al raggiungimento della temperatura di 70 C. A questa temperatura, con logica simile a quella utilizzata per la seconda e terza soglia d intervento del sistema di rilevamento gas, sono attuate automaticamente le seguenti azioni: - attivazione di allarme ottico su quadro in sala presidiata, e otticoacustico con messa in funzione della sirena d allarme interna allo stabilimento; - attivazione della sirena d allarme (ottico-acustico) esterna allo stabilimento, localizzata nei pressi del cancello d ingresso dell allogio custode; 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 337
- stacco tensione alle utenze elettriche non essenziali, con conseguente arresto automatico dei macchinari; - chiusura delle valvole pneumatiche di blocco sulle linee G.P.L.; - apertura delle valvole pneumatiche poste sulle linee agli impianti d irrorazione, con conseguente avvio automatico delle pompe antincendio; - attivazione del combinatore telefonico per chiamate d emergenza. Come già precisato al paragrafo precedente, la seconda sirena d allarme, è stata installata a seguito di richiesta in sede di approvazione del Piano di Emergenza Esterno nel 2006. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 338
SEZIONE 1.D.1 SITUAZIONI CRITICHE, CONDIZIONI DI EMERGENZA E RELATIVI APPRESTAMENTI 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 339
1.D.1.1 PRODOTTI DI COMBUSTIONE DA INCENDI Date le caratteristiche delle sostanze trattate, non risulta che esista la possibilità di emissione di particolari sostanze tossiche in caso di anomalie di funzionamento o di incidente. La combustione completa del G.P.L. produce CO 2 e vapore acqueo. Fenomeni di combustione incompleta con produzione di CO ed anche di residui carboniosi quali fumo e fuliggine possono determinarsi sia per effetto della dissociazione dovuta alle alte temperature, sia a causa di carenza di ossigeno determinata dalle modalità particolari dell incendio. Inoltre alla elevata temperatura di combustione, dall azoto atmosferico vengono prodotte esigue concentrazioni di ossido di azoto. Riguardo agli effetti tossici delle sostanze pericolose prodotte dalla combustione dei G.P.L. (essenzialmente CO e ossidi di N 2 ), è ragionevole ritenere che le concentrazioni iniziali siano modeste e che l effetto di turbolenza atmosferica indotta dall incendio favorisca la rapida diluizione delle suddette sostanze così che a livello del suolo la concentrazione si trovi già al di sotto dei valori di rischio. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 340
1.D.1.2 INTERAZIONI TRA GLI EFFETTI DELL'INCENDIO O ESPLOSIONE E LE ZONE DI DEPOSITO DEL G.P.L. Le circostanze nelle quali si possono produrre interazioni dirette tra gli effetti di incendio o esplosione e la zona ove sono ubicati i serbatoi di stoccaggio del G.P.L. sono dovute al verificarsi di incidenti rilevanti quali: - incendi di pozze di G.P.L. non evaporato (pool - fire); - esplosioni di nubi di vapore di G.P.L. (UVCE); - deflagrazioni di nubi di vapore di G.P.L. (flash - fire); - getti incendiati (jet - fire); - BLEVE di autocisterne. La valutazione delle conseguenze di tali ipotesi di incidente è stata eseguita nel paragrafo 1.C.1.6. Tenuto conto che i serbatoi sono tumulati, non sono ipotizzabili danni tali da pregiudicare la capacità di contenimento degli stessi. Per quanto riguarda i possibili effetti delle conseguenze di cui sopra a carico di autobotti al travaso, questi sono stati valutati al paragrafo 1.C.1.6.3. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 341
1.D.1.3 1.D.1.3.1 SISTEMI DI CONTENIMENTO SISTEMI PREVISTI PER LIMITARE LE FUORIUSCITE DI G.P.L. Sono essenzialmente rappresentati dai seguenti sistemi: - sistema di intercettazione ad attuazione pneumatica telecomandata; - sistema ad azione automatica delle valvole di non ritorno; - sistema di valvole ad azionamento manuale; - sistemi di rilevazione gas ed incendio; - dispositivi antistrappo al punto di travaso; - dispositivo di intercettazione rapida ed automatica a distanza delle valvole dell autobotte al travaso; - sistema dei pulsanti di emergenza; - sistema dei pulsanti di blocco di pompe e compressori. 1.D.1.3.2 CONTENIMENTO DI FUORIUSCITA LIQUIDI INFIAMMABILI La tumulazione dei serbatoi di stoccaggio costituisce una misura adeguata a proteggere gli stessi e le parti ad essi connesse da danneggiamenti di ogni tipo. Sono quindi da escludere rilasci consistenti, tali da dare luogo a problemi di contenimento di liquidi. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 342
Per quanto riguarda il punto di travaso, si ricorda che l area sottostante l autobotte è dotata di pavimentazione con inclinazione maggiore del 1% per convogliare, tramite una canaletta, gli eventuali rilasci in un apposita vasca di raccolta posta in zona sicura. Tale vasca è protetta da un generatore di schiuma ad alta espansione, attivato automaticamente dall intervento del sensore di rilevamento gas, posizionato alla sommità della vasca stessa. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 343
1.D.1.4 MANUALE OPERATIVO Lo stabilimento è in possesso del Manuale Operativo aggiornato, nel quale sono trattate in maniera dettagliata le fasi di avviamento, funzionamento normale, arresto e messa in sicurezza dell impianto. In particolare vengono trattati i seguenti argomenti: - Procedure specifiche e dettagliate per ogni singola operazione; - Arresto di emergenza e successiva rimessa in marcia; - Rimessa in marcia dopo manutenzione; - Procedure per bonifica di tubazioni e serbatoi; - Procedure di controllo per modifica di apparecchi o linee; - Procedure di controllo per modifica di istruzioni operative; - Procedure d emergenza dettagliate per ciascuna ipotesi incidentale prevedibile. L indice del Manuale operativo è riportato nell allegato n 16. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 344
1.D.1.5 1.D.1.5.1 SEGNALETICA DI EMERGENZA SEGNALAZIONI DI POSSIBILI SORGENTI DI PERICOLO Per la segnalazione delle zone pericolose sono impiegate le seguenti indicazioni: - divieto di fumare, esposto ai varchi di ingresso, in prossimità del punto di travaso e del capannone di imbottigliamento; - obbligo di usare le reticelle tagliafiamma agli scarichi degli automezzi. Tutto lo stabilimento è considerato zona pericolosa, cioè esposto al divieto di fumare e di utilizzare telefoni ed altre apparecchiature elettroniche non autorizzate, con esclusione di uffici e abitazione del custode. Le informazioni per il personale relative all'attuazione del Piano di Emergenza consistono in: - ordini di servizio esposti nella bacheca degli uffici della palazzina uffici, presso l ingresso dello stabilimento; - schema antincendio esposto negli uffici; nonché le sottoelencate istruzioni stralciate dal piano d emergenza interno e dal manuale S.G.S.: - istruzioni generali per il personale; - istruzioni per il custode; - istruzioni per gli autisti di autobotti; 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 345
- istruzioni per il personale delle ditte appaltatrici; - istruzioni per i visitatori; - norme di comportamento generale per gli autisti. 1.D.1.5.2 SEGNALAZIONE DEI FLUIDI NELLE TUBAZIONI Le tubazioni sono identificate mediante colorazioni caratteristiche. Per il G.P.L., unico fluido pericoloso presente nello stabilimento, si è adottata una colorazione bianco-grigia. Altre tubazioni sono colorate in modo distintivo (antincendio in rosso, aria compressa in blu). 1.D.1.5.3 SEGNALAZIONE DEGLI IMPIANTI PER L'EMERGENZA Sono adottate le seguenti segnalazioni per gli apparecchi ed impianti in caso di emergenza: - riquadri di colore rosso per la segnalazione degli idranti; - gli estintori sono localizzati nel contesto dell impianto con cartelli di segnaletica codificata; - tutti i comandi di blocco di emergenza, distribuiti nell impianto, sono chiaramente localizzati con appositi indicatori e contenitori di protezione. È chiara e di facile consultazione la cartellonistica di informazione e di istruzione. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 346
1.D.1.6 1.D.1.6.1 FONTI DI RISCHIO MOBILI TIPI DI FONTE DI RISCHIO Presso lo stabilimento sono usualmente presenti le seguenti fonti di rischio mobili: - recipienti mobili pieni o vuoti costituiti da bombole da 10 kg a 25 kg; - autobotti sotto travaso od in sosta nell apposita area attrezzata. Ai paragrafi seguenti sono fornite indicazioni circa la posizione delle citate fonti di rischio. Per quanto riguarda i quantitativi medi e massimi di sostanza che possono essere contemporaneamente presenti all interno dell impianto nei suddetti recipienti mobili ed autobotti si rimanda a quanto indicato al paragrafo1.b.1.2.6.3. 1.D.1.6.1.1 RECIPIENTI MOBILI PIENI Recipienti mobili pieni sono presenti nei locali in cui si effettua il loro riempimento e le successive operazioni accessorie (quali prova di tenuta, applicazione tappo e sigillo, etc.), nonché dove avviene il loro carico sugli automezzi. Recipienti mobili pieni sono depositati temporaneamente in un area attrezzata dotata di tettoia, di impianto di irrorazione e di rilevatori di gas infiammabile e di incendio. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 347
1.D.1.6.1.2 RECIPIENTI MOBILI VUOTI Recipienti mobili vuoti sono normalmente presenti nel locale d imbottigliamento (in quantità limitata) e nell apposita area attrezzata descritta al punto 1.B.1.2.4.3.6. 1.D.1.6.1.3 AUTOCISTERNE SOTTO TRAVASO OPPURE IN SOSTA È consentito l'ingresso nello stabilimento ad una sola autocisterna per volta per operazioni di carico o scarico. Nella zona opportunamente predisposta descritta al paragrafo 1.B.1.2.4.3.5 possono sostare temporaneamente autobotti in numero compatibile con la capacità ricettiva della stessa. Le autocisterne vuote ma contenenti residui gassosi possono trovarsi presenti nell impianto nella zona predisposta a zona di sosta. L eventuale presenza in sosta di autobotti piene rispetta la compatibilità con il quantitativo massimo di G.P.L. presente nello stabilimento precisato al paragrafo 1.B.1.2.6.3. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 348
1.D.1.7 1.D.1.7.1 MISURE PER EVITARE CEDIMENTI ALLE STRUTTURE APPRESTAMENTI CONTRO CEDIMENTI CATASTROFICI I principali provvedimenti adottati sono descritti nei paragrafi seguenti. 1.D.1.7.1.1 DISTANZE DI SICUREZZA INTERNE Fra i vari elementi pericolosi dell'impianto, ed in particolare fra serbatoio e serbatoio, e fra serbatoi ed altri punti critici sono osservate le distanze di sicurezza come risulta dal paragrafo 1.B.1.2.4.3.11. Esse sono conformi a quanto prescritto dalle norme tecniche vigenti di cui al D.M. del 13/10/1994 del Ministero dell Interno. 1.D.1.7.1.2 MURI DI SCHERMO Il punto di travaso delle autobotti dispone di un muro di protezione costruito in cemento armato a difesa degli operatori e delle tubazioni. Il muro ha funzione antifiamma ed antiesplosione. 1.D.1.7.1.3 IMPIANTI DI RAFFREDDAMENTO Un impianto di irrorazione è realizzato in corrispondenza del punto di travaso, per il raffreddamento delle autobotti sotto travaso e delle attrezzature fisse in caso di incendio. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 349
Un altro apposito impianto di irrorazione è realizzato nel capannone d imbottigliamento, in corrispondenza della zona destinata al deposito temporaneo delle bombole piene e della pallettizzazione (apparecchiatura non ancora installata), e della zona della giostra di imbottigliamento, posta nell apposito locale. Inoltre anche l area destinata al deposito delle bombole piene è protetta da impianto di irrorazione. Le caratteristiche di tali impianti di raffreddamento sono meglio descritti nella sezione relativa agli impianti antincendio. Gli idranti disponibili, collegati all'anello generale antincendio, possono essere usati con le stesse finalità sulle varie parti dell'impianto ed in particolare sui gruppi di manovra dei serbatoi. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 350
1.D.1.8 1.D.1.8.1 SISTEMI DI PREVENZIONE ED EVACUAZIONE IN CASO DI INCIDENTE AZIONI DELLA SQUADRA DI PRIMO INTERVENTO Gli interventi previsti in caso di incidente sono descritti nel Piano di emergenza interno. Tutte le operazioni vengono coordinate dal Gestore dello stabilimento. Al segnale di allarme, la squadra di primo intervento esegue le azioni assegnate, fra cui dare allarme esterno, intervenire presso gli impianti G.P.L., azionare la valvole manuali dell impianto antincendio, controllare il traffico, assicurare il pronto soccorso, assicurare i collegamenti con l'esterno. 1.D.1.8.2 MISURE PER LO SFOLLAMENTO Nello stesso piano di emergenza sono previste le misure per lo sfollamento del personale aziendale non facente parte della squadra di primo intervento, dell'eventuale personale di ditte esterne e degli eventuali visitatori. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 351
1.D.1.9 1.D.1.9.1 RESTRIZIONE PER L'ACCESSO AGLI IMPIANTI NORME DI ACCESSO L'ingresso allo stabilimento è vietato alle persone non autorizzate. Ciò è indicato con appositi cartelli. Nel regolamento di sicurezza aziendale sono indicate le misure da assumere per impedire il transito e la permanenza in stabilimento di persone non addette alla sua conduzione e manutenzione. Il personale dipendente da Ditte esterne può avere accesso allo stabilimento solo in caso di prestazioni d opera previste da appalti. L'ingresso di detto personale e l inizio dei lavori è comunque subordinato a preventiva autorizzazione rilasciata dalla direzione dello stabilimento. L ingresso principale è normalmente chiuso durante l'orario di lavoro; esso è equipaggiato con cancello a chiusura elettrica comandabile dal locale uffici. Un ingresso secondario, situato presso l abitazione del custode, può essere utilizzato solo dal personale in organico. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 352
1.D.1.9.2 GUARDIANIA È operante un servizio di sorveglianza interna, secondo quanto previsto dal punto 13.11 del D.M. del 13/10/1994. In aggiunta, per la sorveglianza dello stabilimento sono state installate n 13 telecamere per TV a circuito chiuso, di cui n 2 già esistenti in prossimità degli ingressi allo stabilimento e n 11 di nuova installazione in vari punti dell impianto. Inoltre è stato stipulato da tempo un contratto con un istituto di vigilanza, con allarmi collegati con ponte radio. Tali allarmi sono relativi ai sistemi antifurto ed antintrusione, e non riguardano situazioni di emergenza nello stabilimento. 1.D.1.9.3 RECINZIONE Lo stabilimento è interamente recintato in muratura di altezza minima di 2.5 m sul piano di campagna. La zona di rispetto, prevista dalla circolare 74/56, per 5 m interni alla recinzione è largamente rispettata lungo tutto il perimetro dello stabilimento. 1.D.1.9.4 ILLUMINAZIONE Lo stabilimento è provvisto di sistema di illuminazione diffusa attivabile manualmente per gli edifici e le aree del piazzale. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 353
1.D.1.9.5 IMPIANTO DI ALLARME ESTERNO Lo stabilimento è dotato di due linee telefoniche esterne, una delle quali è riservata alle chiamate di emergenza. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 354
1.D.1.10 MISURE CONTRO L'INCENDIO 1.D.1.10.1 DESCRIZIONE IMPIANTO ANTINCENDIO 1.D.1.10.1.1 PORTATA ACQUA ANTINCENDIO 1.D.1.10.1.1.1 PORTATA RICHIESTA DAGLI IMPIANTI DI RAFFREDDAMENTO Come prescritto dal D.M. del 13/10/1994 al punto 11.5.1, la portata complessiva d acqua dell impianto idrico antincendio deve essere almeno pari a quella necessaria per il funzionamento contemporaneo di tutti gli impianti di raffreddamento posti entro un raggio di 30 m da quello, fra i possibili punti pericolosi, che richiede la maggior portata d acqua. A tale portata è da aggiungersi una portata fissa di 30 m 3 /h. Nella tabella seguente vengono riportati i valori delle quantità teoriche richieste: Punto pericoloso Portata l/min m 3 /h Travaso 1320 79.2 Imbottigliamento 1319 (470 l/min zona giostra + 849 l/min altre zone ribalta) Stoccaggio bombole piene 216 13 Monitori (n 2 a protezione dell area di sosta ATB; n 1 a protezione del deposito bombole vuote) 79.1 1200 72 Dalla tabella precedente risulta che l'impianto di raffreddamento che richiede la maggior portata di acqua è quello del punto di travaso. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 355
Nella successiva tabella sono invece riportate le distanze relative tra il suddetto punto pericoloso (punto di travaso) e gli altri punti pericolosi dell'impianto: Punto pericoloso Ribalta Stoccaggio Area di sosta ATB Deposito bombole piene Distanza minima dal punto di travaso 34 m 31 m 36 m 42 m Nel raggio di 30 m dal punto di travaso non vi sono quindi altri punti pericolosi. La portata complessiva richiesta risulta quindi essere: Impianti da attivare Portata m 3 /h Travaso 79.2 Idranti 30 TOTALE 109.2 Le motopompe installate della portata max di 150 m 3 /h sono quindi ampiamente dimensionate per garantire la portata di109.2 m 3 /h. La durata della riserva idrica di 500 m 3, senza reintegro, è di 4 h e 35 min, ampiamente superiore a quanto prescritto dal D.M. del 13/10/1994. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 356
1.D.1.10.1.1.2 IMPIANTO DI IMMISSIONE ACQUA NEI SERBATOI L impianto d immissione acqua nei serbatoi è progettato e dimensionato per interrompere perdite di G.P.L. da fessurazioni della parete dei serbatoi o delle tubazioni collegate, poste nella zona del liquido, sostituendo con rilascio di acqua a spiazzamento avvenuto. Per fessurazioni sono state considerate rotture, aventi un diametro equivalente dell ordine di grandezza di ¾ (19 mm) o inferiore. Le caratteristiche della motopompa d'immissione acqua sono le seguenti: - Portata 40 m 3 /h - Prevalenza 22 bar La prevalenza e la portata della pompa dell impianto d immissione acqua sono state dimensionate secondo le considerazioni che seguono. La prevalenza nominale della motopompa (22 bar) è superiore a quella massima di esercizio dei serbatoi (18 bar). Pertanto la pompa è in grado d inviare acqua nei serbatoi in tutte le condizioni operative. Per consentire lo spiazzamento del G.P.L. da parte dell acqua, quando dalla fessurazione esce il G.P.L., la portata volumetrica di acqua immessa deve essere superiore alla portata volumetrica di G.P.L. liquido che fuoriesce. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 357
In base ai risultati dell analisi incidentale, nell ipotesi di fessurazione di un serbatoio (sequenze SE2 e SE3), si ha un rilascio di G.P.L. di 1.8 kg/s, alla pressione di saturazione del propano a 35 C (12 bar), corrispondente ad una portata volumetrica di circa 13 m 3 /h di G.P.L. liquido. Quando l acqua ha raggiunto e superato il livello della fessurazione, avendo rimpiazzato il G.P.L., dalla fessurazione uscirà acqua e quindi il rilascio di G.P.L. è terminato. La portata da immettere deve ora essere di poco superiore e successivamente, quando ha superato il livello della fessurazione, uguale alla portata di acqua che fuoriesce dalla fessurazione stessa. Nelle stesse ipotesi di pressione e diametro di efflusso, è possibile ricavare la corrispondente portata di acqua. Tale portata è infatti data da: W = AvCv 3600 [m 3 /h] P v = 2 gh = 2g [m/s] ρg dove: W = portata volumetrica di acqua [m 3 /h] P = pressione nel serbatoio [Pa] ρ = densità dell'acqua [kg/m 3 ] v = velocità di efflusso [m/s] A = sezione di efflusso [m 2 ] 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 358
C v = coefficiente di efflusso (adimensionale) Da cui si ottiene: W 2P = 3600 ACv [m 3 /h] ρ Dalla formula precedente si ottiene che la portata d acqua, che fuoriesce dalla fessurazione, è pari a 26 m 3 /h circa. La riserva idrica di 500 m 3 è in grado di consentire lo spiazzamento di una eventuale perdita di prodotto dal serbatoio per circa 19 h senza alcun reintegro. 1.D.1.10.1.1.3 CONCLUSIONI Dai risultati dei calcoli riportati al paragrafo precedente, consegue che la portata della pompa d immissione acqua nei serbatoi è in grado, sia di rimpiazzare il G.P.L. nel serbatoio interessato dalla fessurazione, sia di compensare l acqua che successivamente fuoriesce. Il tempo entro cui l acqua immessa riesce a spiazzare il G.P.L. dalla fessurazione dipende, oltre che dalle dimensioni della fessurazione, anche dalla sua posizione. In particolare se la posizione è nella parte bassa del serbatoio o nella tubazione ad esso connessa, il tempo d intervento è breve. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 359
La portata della pompa d'immissione acqua nei serbatoi è stata dimensionata ad un valore pari a circa 3 volte il valore della portata volumetrica di G.P.L. che fuoriesce dalla fessurazione, per consentire il rapido raggiungimento dell'altezza della perdita da parte dell'acqua immessa. Si deve osservare che nell analisi incidentale del presente Rapporto di sicurezza è stata considerata, ai fini della valutazione del top event del serbatoio, una rottura netta di diametro equivalente a 2", senza tenere conto dell intervento dell impianto d immissione acqua nei serbatoi. Si tenga presente che l immissione di acqua nei serbatoi è stata introdotta nel D.M. del 13/10/1994, al fine di poter disporre di un mezzo per interrompere provvisoriamente perdite di piccola entità (perdite da flange, fessurazioni, etc.). Nella ipotesi più gravosa, cioè quella di incidente al punto di travaso con contemporanea necessità di immissione acqua in un serbatoio, la portata totale richiesta è data dalla somma della portata richiesta dall'incidente al punto di travaso autobotti (109.2 m 3 /h) e della portata ricavata precedentemente per immettere acqua nel serbatoio (26 m 3 /h). La portata complessiva è quindi di 135.2 m 3 /h. La durata della riserva idrica, senza reintegro, risulta essere di 3 h e 42 min, cioè comunque superiore a quanto prescritto dal D.M. del 13/10/1994. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 360
1.D.1.10.1.2 IMPIANTI E ATTREZZATURE ANTINCENDIO 1.D.1.10.1.2.1 IMPIANTI DI POMPAGGIO ANTINCENDIO L'impianto di pompaggio antincendio è ubicato all'interno di un locale in muratura e comprende le seguenti pompe: Caratteristiche delle pompe antincendio Funzione della pompa Alimentaz. Pompe Ditta costr. Portata Prevalenza n m 3 /h bar Alimentazione imp. antincendio Motopompa P1 VARISCO 150 7 Alimentazione imp. antincendio Motopompa P2 VARISCO 150 7 Iniezione acqua nei serbatoi Motopompa P3 VARISCO 40 22 Gruppo pressurizzazione Elettrica P4 CALPEDA 5.8 5.1 La portata delle pompe di alimentazione antincendio è sovradimensionata rispetto alla quantità teorica richiesta dal calcolo della portata d acqua. 1.D.1.10.1.2.2 RETE IDRICA ANTINCENDIO È costituita da tubazioni interrate costituenti un anello esteso all'intero perimetro della zona operativa collegato al collettore generale di mandata delle pompe situato nei pressi della sala pompe. Le tubazioni hanno un diametro compreso tra 3 e 6". Sull anello sono posizionate tre valvole di sezionamento lucchettate aperte (poste in appositi pozzetti) onde consentire eventuali interventi di manutenzione, pur garantendo il servizio della restante porzione della rete antincendio. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 361
1.D.1.10.1.2.3 IDRANTI Sull anello antincendio sono derivati n 12 idranti soprassuolo semplici e n 5 doppi UNI 70, completi di manichetta di lunghezza 20 m e lancia UNI 70 a getto frazionato. All esterno della sala pompe antincendio è installata una colonnina aspirante e premente, per i collegamenti dei VV.F. tramite un attacco UNI 100 e un doppio attacco UNI 70. 1.D.1.10.1.2.4 IMPIANTI DI IRRORAZIONE Sono costituiti da impianti ad acqua nebulizzata e da monitori idrici. Gli impianti fissi di irrorazione sono derivati dal collettore principale, intercettati con valvole pneumatiche telecomandate (mancanza aria apre/molla chiude) e sono costituiti da un numero appropriato di ugelli montati su tubazioni portanti. All interno della sala compressori aria sono ubicati il quadro pneumatico di comando dei rilevatori di incendio ed il quadro di comando degli attuatori pneumatici installati sul collettore antincendio. I monitori idrici sono in numero di tre: uno fisso con portata 1200 l/min posto a protezione della zona di sosta autobotti ed alimentato dall idrante prossimo alla zona stessa e due carrellati con portata di circa 1150 l/min, di cui uno a protezione della stessa area ed alimentato tramite manichetta UNI 100 dall idrante posto nelle vicinanze e l altro a protezione della zona di deposito bombole vuote alimentato tramite manichetta UNI 100 dall idrante posto nelle vicinanze. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 362
1.D.1.10.1.2.5 IMPIANTO DI EROGAZIONE SCHIUMA ALLA FOSSA DI RACCOLTA PERDITE G.P.L. A protezione della fossa di raccolta di eventuali perdite di G.P.L. provenienti dal punto di travaso è installato un impianto di erogazione schiuma, costituito da gruppo generatore con riserva di liquido schiumogeno in fusto ed alimentazione idrica dall anello antincendio con azionamento dal collettore. 1.D.1.10.1.2.6 ATTREZZATURA MOBILE DI ESTINZIONE Lo stabilimento è dotato della richiesta attrezzatura mobile di estinzione. Infatti, ubicati nei punti strategici dell impianto, sono disponibili estintori portatili contenenti diverse sostanze estinguenti e di diverse capacità, come di seguito precisato: - n 5 estintori a CO 2 da 5 kg; - n 19 estintori a polvere da 12 kg; - n 1 estintore fisso a CO 2 da 30 kg; - n 5 estintori carrellati a polvere da 50 kg. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 363
1.D.1.10.1.2.7 VERIFICA ATTREZZATURA ANTINCENDIO L'attrezzatura antincendio, in conformità al regolamento di sicurezza aziendale, viene verificata periodicamente come specificato nei punti seguenti. Tutti i controlli vengono riportati in apposito registro. Pompe e riserva idrica Periodicamente vengono effettuate prove di marcia delle pompe per una durata di circa 10 min; tali prove hanno anche lo scopo di verificare l'efficienza e lo stato di carica delle batterie di avviamento delle motopompe. Settimanalmente le pompe vengono provate per circa 15 minuti di moto da un automatismo che esegue tutte le operazioni di avviamento, tramite by-pass sullo stesso serbatoio di riserva idrica. L automatismo attua anche il reset del sistema, segnalando eventuali anomalie. La riserva idrica da 500 m 3 è costituita da un serbatoio cilindrico verticale ed è mantenuta automaticamente al massimo livello con acqua prelevata da un pozzo artesiano, della profondità di circa 32 m, mediante pompa sommersa con portata di 10 m 3 /h circa. La sua capacità, come detto al paragrafo 1.D.1.10.1.1.1, è adeguata a consentire il funzionamento dell impianto antincendio alla portata di progetto per un tempo ampiamente superiore alle due ore richieste dal punto 11.5.2 del D.M. del 13/10/1994. Il livello del serbatoio cilindrico verticale della riserva idrica viene controllato quotidianamente e ripristinato automaticamente tramite sistema a galleggiante. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 364
Inoltre la lettura del manometro posto sull'aspirazione delle pompe permette un ulteriore controllo del livello. Sistemi fissi Vengono effettuate prove periodiche: a) sui sistemi di raffreddamento del punto di travaso e dell area di stoccaggio temporaneo bombole piene, con lo scopo di rilevare eventuali ostruzioni nelle linee o degli ugelli di irrorazione; b) sugli idranti e relative manichette per evidenziare eventuali mancanze di integrità dei componenti. Mezzi di estinzione mobili Per la verifica degli estintori sia portatili che di quello fisso installato nel reparto di verniciatura, il compito è demandato a ditta specializzata. L'appalto prevede di effettuare ogni 6 mesi i seguenti controlli: - stato di conservazione esterno; - funzionamento; - polvere estinguente e pressione di erogazione, e i sistemi di tenuta e di comando; - validità collaudi periodici; - presenza istruzioni d'uso. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 365
1.D.1.10.2 DRENAGGIO ACQUA ANTINCENDIO Il drenaggio dell acqua antincendio avviene per assorbimento naturale del terreno. Fa eccezione il punto di travaso dotato di platea che convoglia l acqua in una vasca di raccolta. 1.D.1.10.3 MATERIALI/FONTI Gli argomenti di cui a questo paragrafo sono trattati ai paragrafi 1.D.1.10.1.1.6 e 1.D.1.10.1.1.7.1. 1.D.1.10.4 CERTIFICATO DI PREVENZIONE INCENDI Lo stabilimento è in possesso del Certificato di Prevenzione Incendi, che scadrà il 10/06/2013. 1.D.1.10.5 ALTRI IMPIANTI DI ESTINZIONE Presso l'impianto non sono installati impianti di estinzione del tipo a vapore d'acqua o gas inerte. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 366
1.D.1.11 SITUAZIONI DI EMERGENZA 1.D.1.11.1 PLANIMETRIA DI RIFERIMENTO E FILOSOFIA DI PROGETTO Nella Planimetria generale dell impianto (allegato n 3) e nella Planimetria rete antincendio, immissione acqua nei serbatoi e sistemi di sicurezza (allegato n 6) è individuabile la dislocazione delle apparecchiature e degli edifici principali. Essa risponde all esigenza di garantire condizioni di sicurezza sia per il personale sia per le apparecchiature in caso di emergenza. In particolare è indicata la disposizione di: - pompe antincendio; - collettore principale di distribuzione acqua antincendio; - impianti d irrorazione; - idranti ed estintori (normale locazione); - luogo di raduno e vie di fuga. 1.D.1.11.2 MEZZI DI COMUNICAZIONE Il centro di controllo è localizzato nella palazzina uffici, al di fuori delle zone Ex, dove operano gli impiegati amministrativi. All esterno della palazzina, in prossimità della tromba scale, è installato un sensore di rilevamento gas. Lo stabilimento dispone di due linee telefoniche esterne di cui una riservata alle chiamate di emergenza. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 367
Il responsabile dello stabilimento dispone inoltre di telefono cellulare collegato alla rete TIM. Gli operatori chiave sono in possesso di apparecchi radio a bassa potenza, realizzati in esecuzione adatta all utilizzo in atmosfere potenzialmente esplosive, secondo le norme ATEX vigenti. 1.D.1.11.3 UBICAZIONE DEI SERVIZI DI EMERGENZA Per far fronte alle situazioni di emergenza sono stati previsti impianti, sistemi ed attrezzature di seguito elencati: - impianto antincendio; - sistemi di allarme; - mezzi di comunicazione interni ed esterni; - sistemi di blocco; - pulsanti di emergenza; - quadro di controllo di tutte le funzioni con sinottico situato nell ufficio del Responsabile dello stabilimento; - quadro generale di distribuzione dell energia elettrica; - attrezzature varie; - presidio sanitario: nel vano spogliatoio è disponibile una cassetta di pronto soccorso. La descrizione, in termini di ubicazione e di caratteristiche operative è riportata nella Planimetria rete antincendio, immissione acqua nei serbatoi e sistemi di sicurezza (allegato n 6). 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 368
1.D.1.11.4 PROGRAMMA DI ADDESTRAMENTO PER L'EMERGENZA L azienda pone particolare attenzione per l addestramento sia del personale direttivo sia delle maestranze. In particolare i requisiti di addestramento per il personale direttivo si configurano nella perfetta conoscenza dei prodotti trattati, delle normative di legge, dei principi di gestione degli impianti, delle tecnologie adottate, dei piani di manutenzione e dei concetti che ispirano la formazione e la conduzione di tutto il personale addetto. Sono inoltre esplicate le moderne tecniche di attenzione alla sicurezza degli uomini e degli impianti, rivolte sia all attività generale sia alla prevenzione incendi, inquinamento, antinfortunistica, protezione, etc. Similmente gli stessi indirizzi vengono trasferiti per la formazione al livello delle maestranze addette alla gestione e manutenzione con particolare attenzione all uso corretto dei macchinari, delle attrezzature di lavoro, dei mezzi di protezione, ed alla conoscenza del prodotto trattato. L addestramento pratico agli interventi d emergenza è realizzato mediante esercitazioni sulle apparecchiature antincendio come precisato al punto 1.D.1.11.6 ed in accordo con le procedure del manuale S.G.S.. e con quanto prescritto dal D. M. del 16/03/1998. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 369
1.D.1.11.5 VIE DI FUGA E USCITE DI SICUREZZA Le vie di fuga sono evidenziate sulla Planimetria generale dell impianto con viabilità interna, vie di fuga ed uscite di sicurezza (allegato n 3). Esse sono costituite dai viali interni, adibiti normalmente al transito degli automezzi, e da tre cancelli di ingresso allo stabilimento. Dimensioni dei cancelli Numero Posizione Larghezza m 1 Ingresso principale 5.00 2 Ingressi secondari 5.00 Le uscite di sicurezza sono indicate dalla seguente tabella: Tabella uscite di sicurezza Locale Dimensioni di ogni uscita m 1) Giostra imbottigliamento zona aperta 2) Verniciatura (zona imbottigliamento) zona aperta su un lato 3) Sala pompe/compressori zona aperta Il locale in cui avvengono le operazioni di imbottigliamento e di verniciatura è aperto su tutti i lati per cui le vie di fuga sono ampiamente garantite. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 370
1.D.1.11.6 DESCRIZIONE DEL PIANO DI EMERGENZA INTERNO Secondo quanto richiesto dal D.Lgs. n 334 del 17/08/1999, Attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose, il Piano di Emergenza Interno è predisposto allo scopo di: - controllare e circoscrivere gli incidenti in modo da minimizzarne gli effetti e limitarne i danni per l'uomo, per l'ambiente e per le cose; - mettere in atto le misure necessarie per proteggere l'uomo e l'ambiente dalle conseguenze di incidenti rilevanti; - informare adeguatamente i lavoratori e le autorità locali competenti; - provvedere al ripristino e al disinquinamento dell'ambiente dopo un incidente rilevante. Esso è stato redatto secondo le disposizioni dell Articolo 11 del decreto sopra citato. L indice del Piano di Emergenza Interno è riportato nell allegato n 17. 1.D.1.11.7 RESPONSABILE PIANO DI EMERGENZA Il responsabile dell attuazione del Piano di Emergenza Interno incaricato anche di dare eventuale comunicazione dello stato d emergenza alle Autorità competenti per l attuazione dei piani di emergenza esterni, è il Responsabile dello stabilimento, Dott. Alberto Licci. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 371
1.D.1.11.8 SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA In conformità ai requisiti del Decreto Legislativo 334 del 17/08/1999, Articolo 7, per l'esercizio dello stabilimento è stato adottato il Sistema di gestione della Sicurezza, con lo scopo di promuovere costanti miglioramenti della sicurezza e garantire un elevato livello di protezione dell'uomo e dell'ambiente con i mezzi, le strutture ed i sistemi di gestione appropriati. A questo fine è stato redatto il "Manuale del Sistema di Gestione della Sicurezza", il cui indice ed il Documento di politica di prevenzione degli incidenti rilevanti sono stati inseriti rispettivamente negli allegati n 15 e n 18 del presente. Il Sistema di Gestione della Sicurezza, come specificato nell'allegato III del suddetto decreto, si occupa delle seguenti gestioni: - organizzazione e personale, con definizione dei ruoli e delle responsabilità del personale addetto alla gestione della sicurezza; - identificazione e valutazione dei pericoli rilevanti; - controllo operativo, con adozione ed applicazione di procedure per l'esercizio degli impianti in condizioni di sicurezza; - gestione delle modifiche agli impianti; - pianificazione delle situazioni d'emergenza; - controllo delle prestazioni, con adozione e applicazione di procedure per la valutazione costante dell'osservanza degli obiettivi fissati dalla politica di prevenzione degli incidenti rilevanti e l'adozione di azioni correttive in caso di inosservanza; 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 372
- controllo e revisione, con adozione ed applicazione di procedure relative alla valutazione periodica sistematica della politica di prevenzione degli incidenti rilevanti. Negli anni 2004 e 2010 lo stabilimento è stato oggetto, con esito positivo, di verifiche ispettive, ai fini del controllo dell attuazione del Sistema di gestione della sicurezza, da parte di una commissione all uopo costituita dal Ministero dell Ambiente. 1.D.1.11.9 PIANO DI EMERGENZA ESTERNO Il Piano di Emergenza Esterno è stato redatto dalla Prefettura di Lecce ed approvato dal Prefetto in data 02/03/2006. Esso è stato aggiornato il 22/12/2009. Le procedure di emergenza esterna sono attivate dal Responsabile dello Stabilimento (OMISSIS) e dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (OMISSIS). 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 373
SEZIONE 1.E.1 IMPIANTI DI TRATTAMENTO, SMALTIMENTO ED ABBATTIMENTO 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 374
1.E.1.1 1.E.1.1.1 TRATTAMENTO E DEPURAZIONE ACQUA IMPIANTI DI TRATTAMENTO E DEPURAZIONE REFLUI Gli scarichi delle acque provenienti dagli uffici e dai servizi sono convogliati alla fognatura dell Acquedotto Pugliese. Le acque industriali provenienti dalla cabina di verniciatura sono prelevate dal fondo della vasca da una ditta autorizzata allo smaltimento e al trasporto, tramite autobotte munita di pompa aspirante. 1.E.1.1.2 CARATTERISTICHE DELLA RETE FOGNARIA Come detto le acque degli uffici e dei servizi sono convogliati alla fognatura dell Acquedotto Pugliese. Le acque piovane e degli impianti di raffreddamento delle strutture vengono assorbite naturalmente dal terreno. Fa eccezione il punto di travaso che è dotato di platea con apposita inclinazione per convogliare, tramite canaletta, le acque in apposita vasca di raccolta. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 375
1.E.1.2 1.E.1.2.1 SMALTIMENTO E STOCCAGGIO RIFIUTI RIFIUTI PRODOTTI E CLASSIFICAZIONE I rifiuti prodotti nello stabilimento vengono classificati in base al D.Lgs. n 152 del 03/04/2006. Essi sono costituiti da rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. 1.E.1.2.2 STOCCAGGIO PROVVISORIO E SMALTIMENTO I rifiuti di cui al punto 1.E.1.2.1 vengono stoccati provvisoriamente in fusti e depositati nel locale già adibito ad infustamento del kerosene. Nel rispetto della normativa vigente (D.Lgs. 152/2006 che ha abrogato il D.Lgs. 22/1997 Ronchi ) tale stoccaggio è da considerarsi come deposito temporaneo, quindi non soggetto ad autorizzazione, nel rispetto della sua gestione, cioè: - Quantità massime consentite: - 20 m 3 rifiuti speciali non pericolosi; - 10 m 3 rifiuti speciali pericolosi. - Registrazione nel registro di carico e scarico cartaceo e informatico. - Compilazione del formulario con ricezione della 4 a copia entro 3 mesi. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 376
- Tempi di permanenza massima: - 2 mesi per i rifiuti speciali pericolosi; - 3 mesi per i rifiuti speciali non pericolosi. Il prelievo e lo smaltimento dei rifiuti è effettuato da ditte autorizzate. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 377
1.E.1.3 ABBATTIMENTO EFFLUENTI GASSOSI Presso l impianto esiste un solo punto di potenziale emissione di effluenti, costituiti da particolati prodotti da smalti ad acqua durante la verniciatura delle bombole nell apposita cabina di verniciatura. Tali particolati sono abbattuti per mezzo di un sistema a velo d acqua all interno della cabina stessa e da filtri paglia posti nel condotto di estrazione a camino. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 378
SEZIONE 1.F.1 MISURE ASSICURATIVE E DI GARANZIA PER I RISCHI 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 379
1.F.1 MISURE ASSICURATIVE E DI GARANZIA PER RISCHI OMISSIS OMISSIS 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 380
ALLEGATO N 1 MAPPA I.G.M. - SCALA 1:25000 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 381
ALLEGATO N 2 MAPPA DEL COMUNE DI CAMPI SALENTINA 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 382
ALLEGATO N 3 PLANIMETRIA GENERALE DELL IMPIANTO CON VIABILITÀ INTERNA, VIE DI FUGA ED USCITE DI SICUREZZA 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 383
ALLEGATO N 4 PLANIMETRIA DISTANZE DI SICUREZZA INTERNA, ESTERNA E DI PROTEZIONE 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 384
ALLEGATO N 5 PLANIMETRIA PERCORSO TUBAZIONI G.P.L. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 385
ALLEGATO N 6 PLANIMETRIA RETE ANTINCENDIO, IMMISSIONE ACQUA NEI SERBATOI E SISTEMI DI SICUREZZA 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 386
ALLEGATO N 7 SCHEMA DI FLUSSO G.P.L. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 387
ALLEGATO N 8 SCHEMA DI FLUSSO RETE ANTINCENDIO 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 388
ALLEGATO N 9 SCHEMA DI FLUSSO IMPIANTO IMMISSIONE ACQUA NEI SERBATOI 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 389
ALLEGATO N 10 SCHEMA LOGICHE DEI SISTEMI DI SICUREZZA 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 390
ALLEGATO N 11 BACINO SERBATOI: PIANTA E SEZIONE 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 391
ALLEGATO N 12 VASCA RACCOLTA RILASCI G.P.L. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 392
ALLEGATO N 13 PLANIMETRIA CON INDIVIDUAZIONE DELLE AREE DI DANNO 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 393
ALLEGATO N 14 RELAZIONE GEOLOGICA E GEOTECNICA DELLE SELLE DI APPOGGIO DEI SERBATOI DEL G.P.L. 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 394
ALLEGATO N 15 INDICE DEL MANUALE DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 395
ALLEGATO N 16 INDICE DEL MANUALE OPERATIVO 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 396
ALLEGATO N 17 INDICE DEL PIANO DI EMERGENZA INTERNO 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 397
ALLEGATO N 18 DOCUMENTO DI POLITICA DI PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI RILEVANTI 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 398
ALLEGATO N 19 TABELLE DATI METEOROLOGICI 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 399
ALLEGATO N 20 ELEMENTI PER LA PIANIFICAZIONE DEL TERRITORIO 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 400
ALLEGATO N 21 ELABORATO TECNICO "RIR" AI SENSI DEL D.M. DEL 09/05/2001 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 401
ALLEGATO N 22 VERIFICA ANTISISMICA DELLE SELLE DI APPOGGIO E DEL MURO DI CONTENIMENTO DEI SERBATOI TUMULATI DI STOCCAGGIO 441rs051 - Italfiamma Campi Salentina (LE) - 2011 Pag. 402