LE INFESTAZIONI DA PULCI E ZECCHE Ogni anno, con l avvento della bella stagione, arrivano anche i problemi legati alle infestazioni da parte di pulci e zecche. Per qualunque possessore di cani o gatti, questo rappresenta un notevole disagio (non piacciono a nessuno quei simpatici animaletti che si intrufolano tra il pelo dei nostri amici a quattro zampe ) che un importante problema di carattere sanitario. Infatti, mettendo da parte un attimo il fastidio per il proprietario, questi parassiti rappresentano un veicolo per malattie infettive e parassitarie ben più importanti che in alcuni casi possono essere tanto gravi da procurare la morte dell animale colpito. Le pulci Le pulci sono artropodi ematofagi privi di ali, che svolgono il loro ciclo vitale come ectoparassiti dell uomo, dei cani, dei gatti e degli uccelli. Si presentano con un corpo appiattito lateralmente e arti posteriori lunghi, atti al salto. Il ciclo biologico delle pulci inizia con la deposizione delle uova, che avviene sulla polvere o sull animale da parte delle femmine gravide. Dalle uova schiudono larve che si nutrono di sangue ed escrementi. Nell arco di circa 10 giorni la larva muta in pupa e da questa emerge l adulto. Gli adulti possono vivere anche 2 anni e possono sopravvivere per 6 mesi a digiuno. Il significato patogeno delle infestazioni da pulci consiste in una dermatite allergica caratterizzata da una reazione di ipersensibilità alle componenti della
saliva dell insetto: questa, infatti, contiene un aptene (antigene incompleto) che nel momento in cui si lega al collagene del connettivo dell ospite diventa un antigene completo che scatena una forte reazione allergica. Dottore, è tutto qui il problema? Purtroppo l azione patogena delle pulci non si limita a determinare l insorgenza di dermatite allergica. La pulce, infatti, rappresenta un importante tassello nella trasmissione di parassiti intestinali, veicolando Dipylidium caninum, un verme piatto. Ma in che modo avviene la trasmissione di Dipylidium caninum? La pulce rappresenta un ospite intermedio per il ciclo di questo verme: le pulci che contengono le forme larvali di Dypilidium caninum, salgono sul mantello del cane per nutrirsi del loro sangue. La presenza della pulce sul cane determina l insorgenza di una dermatite allergica fortemente pruriginosa che spinge il cane a grattarsi e mordicchiarsi per lenire il prurito. È proprio mordendosi che il cane ingerisce le pulci infette : all interno dell intestino del cane, le forme larvali di Dipylidium divengono adulti che a loro volta si attaccano alla parete intestinale, parassitando l animale. Allora, cosa comporta questo? Non è il caso di allarmarsi. Dipylidium caninum è uno dei parassiti intestinali del cane e del gatto più diffusi nel territorio. La sua presenza nell intestino dei nostri piccoli amici non genera patologie gravissime, anche se infestazioni massive possono determinare problemi da malassorbimento, anemia e squilibri intestinali; tuttavia è sempre buona regola fare in modo da bonificare l apparato gastroenterico dei nostri animali da qualunque intruso. Come ci si deve comportare? Dalle considerazioni fatte, è evidente che la presenza di pulci su un animale, quasi certamente comporta la compresenza di Dipylidium caninum nel suo inte-
stino e viceversa. È intuitivo, quindi, che in caso di infestazione da pulci è bene trattare l animale sia nei confronti delle pulci che verso Dipylidium, somministrando un prodotto attivo nei confronti delle pulci e un antielmintico efficace nei confronti di Dipylidium (e viceversa). La terapia combinata è risolutiva del problema e consente il ripristino alla normalità. Le zecche Le zecche sono artropodi appartenenti all ordine degli aracnidi, diffusissimi alle nostre latitudini, caratterizzati dall avere quattro paia di arti (da adulti), anziché tre come negli insetti. La classificazione tassonomica delle zecche racchiude questi artropodi in due famiglie: - Argasidæ (zecche molli): parassitano quasi esclusivamente rettili e uccelli e sono caratterizzate dall avere un corpo privo di esoscheletro e il rostro disposto ventralmente, anziché anteriormente. Occasionalmente possono parassitare l uomo, essendo, tra l altro vettore dell agente eziologico della Malattia di Lyme. - Ixodidæ (zecche dure): queste zecche sono caratterizzate dal possedere uno scudo chitinoso sul loro corpo che nei maschi riveste l intera superficie dorsale, mentre nelle larve, ninfe e femmine è piuttosto ridotto e ricopre solo la porzione anteriore del dorso. L apparato buccale è disposto rostralmente al corpo della zecca e quindi è visibile quando la si osserva dall alto. Il dimorfismo sessuale è accentuato (le femmine sono molto più voluminose rispetto ai maschi). Si tratta di parassiti temporanei dei mammiferi: il loro ciclo biologico si svolge in parte sull animale (sul quale passano esclusivamente il tempo necessario per l accoppiamento e per alimentarsi) e sul terreno, dove le femmine riescono a deporre fino a 5.000 uova, prima di morire. Dalle uova si schiudono le larve (che a differenza dell adulto possiedono solo tre paia di arti, anziché quattro!), che vanno subito alla ricerca di un
ospite, risalendo lungo i fili d erba e aspettando il passaggio di qualcuno su cui salire. Una volta sull animale, le larve impiantano il loro rostro all interno della cute dell ospite, alimentandosi del suo sangue. Cosa succede a questo punto? A questo punto le cose si complicano perché il ciclo delle zecche si diversifica notevolmente, in base alla capacità della zecca specifica di parassitare uno o più animali diversi. È un aspetto molto importante, questo, che motiva l importanza delle zecche nella trasmissione delle malattie. La comune zecca del cane (Rhipicephalus sanguineus), ad esempio, ha un ciclo biologico definito trifasico-monotropo: ciò significa che la stessa zecca può parassitare tre animali della stessa specie (nel caso specifico, tre cani diversi). In questo modo diventa facile trasferire dei patogeni da un cane all altro. Ruolo patogeno delle zecche: Azione meccanica e chimica: la penetrazione del rostro determina lacerazioni della cute dell animale (azione meccanica) e l immissione di sostanze anticoagulanti e istiolitiche (azione chimica), nonchè anestetiche per evitare reazioni dell ospite. Azione anemizzante: le zecche si nutrono di sangue: una infestazione massiva può determinare perdite di sangue anche gravi. Inoculazione di tossine: alcune specie di zecca inoculano tossine che provocano parasili del treno posteriore. Trasmissione di malattie: attraverso le ghiandole salivari le zecche veicolano una grande varietà di patogeni (batterici e parassitari). Le più importanti malattie trasmesse dalle zecche sono: Ehrlichiosi: malattia del cane e dell uomo, il cui agente eziologico è Ehrlichia canis; Rickettsiosi: malattia causata da Rickettsia conori, che nell uomo è responsabile della Febbre bottonosa del Mediterraneo; Borreliosi: detta anche Malattia di Lyme, causata da Borrelia burgdorferi: è una malattia che interessa sia il cane che l uomo; Anaplasmosi: malattia causata da microrganismi endocellulari obbligati appartenenti al genere Anaplasma. La malattie è responsabile di anemie gravi, che in molti casi possono essere mortali;
Anemia Infettiva Felina: malattia causata da Mycoplasma haemofelis (ex Haemobartonella felis): questo microrganismo endocellulare provoca la distruzione dei globuli rossi, con conseguente grave anemia emolitica che può portare a morte il gatto. La maggior parte degli autori ritiene che Mycoplasma haemofelis sia trasmesso soprattutto dalle pulci, sebbene sia descritta la trasmissione da parte delle zecche. Tutte queste malattie sono trasmesse dalle zecche? Come prevenirle? In realtà queste sono solo le malattie più frequentemente riscontrate nella pratica clinica. Ad ogni modo, anche in questo caso non ci si deve allarmare perché esistono mezzi di profilassi efficaci nei confronti degli ectoparassiti, come pulci e zecche. È sufficiente trattare l animale solo durante i mesi estivi? Il ciclo vitale delle pulci e delle zecche, alle nostre latitudini, non si limita ai soli mesi caldi dell anno: è frequente riscontrare la presenza di ectoparassiti su un animale anche in pieno inverno! È opportuno, quindi, effettuare profilassi antiparasitaria tutto l anno, intensificando e ravvicinando i trattamenti durante i mesi caldi. In commercio sono presenti numerosi antiparassitari, in varie formulazioni (spot on, collari, diffusori ambientali, spray, ecc.): sarà premura del Veterinario consigliare l antiparassitario, o la combinazione di più presidi più idonei per il vostro animale. Triggiano (BA) 07 luglio 2011 Dott. Vito Manfredi Dott.ssa Ivana Giampaolo