Il tiro notturno e crepuscolare

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Il tiro notturno e crepuscolare di Eros Gelfi Istruttore di Tiro Operativo Introduzione Secondo le statistiche circa il 60% dei reati avviene durante le ore di buio o comunque di poca luce. Se l oscurità può diventare una alleata per chi delinque non deve comunque rappresentare un ostacolo per i tutori della Legge che debbono conoscere a fondo come agire in tali occasioni. L addestramento al tiro notturno diventa quindi un indispensabile completamento della loro preparazione. L equipaggiamento Normalmente quando si affronta il problema del tiro notturno si comincia subito parlando di equipaggiamento specifico: mire al trizio, torce tattiche, visori notturni e cosi via, dimenticando però che sono veramente pochi gli operatori delle Forze dell Ordine che hanno a disposizione questo materiale specialistico per affrontare il problema buio. Tutt al più, in tali occasioni, gli unici strumenti utili sono rappresentati dai fari portatili facenti parte della dotazione del veicolo di servizio. E poi, come diceva Jeff Cooper L uomo combatte con il suo spirito. Il più grande errore della nostra epoca è di credere che l equipaggiamento possa rimpiazzare lo spirito. Della serie: se qualcuno vi consiglia solo di acquistare una torcia tattica per risolvere il problema (come spesso avviene in tanti corsi commerciali) è perché rappresenta spesso una società che vende appunto questo materiale. Non ci sono solo le posizioni con la torcia da studiare ma prima ancora tutta una serie di conoscenze da approfondire.

Conosciamo il buio Innanzitutto c è una grossa differenza fra la condizione di buio totale (senza nessuna luce) dove non è possibile distinguere cose o persone e condizioni di luce molto bassa (crepuscolare) dove vagamente riesco a intravedere cose o persone ma ho difficoltà ad identificarle correttamente. E qui ricordo una delle quattro regole di sicurezza: Essere sempre sicuri del proprio bersaglio. Se questa regola vale in termini generali, ancora di più ha valore per il tutore dell ordine il cui compito è salvaguardare non solo se stesso ma sopratutto i cittadini che deve tutelare per dovere di Legge, in ossequio ai principi del Codice Penale e naturalmente per dovere morale personale (che è un dovere altrettanto importante, almeno per il sottoscritto). Conosciamo il nostro occhio A differenza di quanto si possa pensare, l uomo è stato programmato dalla natura per vedere anche di notte. Infatti nell occhio umano esistono zone a sensibilità differenziata: - la zona al centro dell occhio serve a distinguere le immagini di giorno. - le zone periferiche hanno la funzione di distinguere le immagini nella luce crepuscolare. Pertanto nella notte è più facile scorgere un oggetto se l occhio viene diretto leggermente a lato dell asse visuale di circa sei gradi rispetto ad essa. Le zone sensibili alla luce scialba trasmettono al cervello delle immagini via via meno chiare man mano che ci si allontana dall asse visuale. Questa capacità di adattamento dell occhio all oscurità viene chiamata visione notturna che può essere facilmente annullata, ad esempio, da un uso improprio della torcia tattica e cioè dal suo utilizzo prima del tempo necessario alla sua vera funzione (che non è solo quella di illuminare). Ma nel buio non ci aiuta solo la vista; infatti viene attivato un altro senso molto importante: l udito. La provenienza di un rumore ci può aiutare a localizzare con sufficiente precisione la fonte di un pericolo.

Solo in questo caso avere una torcia tattica diventa fondamentale: ci da la possibilità di scriminare l azione sparo/non sparo dopo avere identificato il pericolo con precisione, permettendoci di adempiere al nostro dovere rimanendo nei canoni della Legge. Come prepararsi. I recettori sensoriali, come detto prima, ci vengono in aiuto all occorrenza ma hanno bisogno di essere integrati con un idoneo addestramento e soprattutto mantenuti con un allenamento specifico (e regolare) per conservarli ben affilati... Per l addestramento in poligono è necessario innanzitutto che l impianto luci dei locali sia dotato di potenziometro, utile a simulare la luce crepuscolare. Possiamo utilizzare inoltre uno stroboscopio al fine di addestrarci a sparare con il disturbo di luci abbaglianti. Chiaramente andremo poi ad integrare il tutto con il materiale atto ad illuminare che solitamente utilizziamo in servizio (che va dai fari portatili a batteria o alle torce ricaricabili sul veicolo di servizio). Naturalmente se siete uno di quegli operatori previdenti (o come dico io proattivi) che hanno acquistato con i loro soldini una torcia tattica e la portano sul cinturone, ci si addestra naturalmente ad utilizzare pure quella. Non per ultimo utilizziamo dei bersagli foto realistici (buono/cattivo armato/non armato) fondamentali per allenare la scriminante e soprattutto per abituarci ad attivare il cervello prima ancora del dito. Le posizioni con la torcia Prima ancora di parlare di posizioni con la torcia è meglio specificare quale tecniche di tiro risulta utile adottare nel contesto del tiro notturno. Naturalmente si parla di distanze limitate (close quarter combat) e quindi risultano utili: - il tiro istintivo (la pistola impugnata dalla sola mano forte) - il tiro rapido a braccia tese - il tiro in ginocchio

Naturalmente risulta utile abbinare a queste tecniche anche il tiro utilizzando i ripari. Al riguardo delle posizioni, non avendo lo spazio sufficiente per illustrarle tutte, volevo limitarmi in questo contesto a fare delle considerazioni personali su cosa può risultare veramente utile per un operatore. Per scusarmi, ai colleghi delle FF.OO che leggono e vogliono approfondire le posizioni di tiro con la torcia, se mi contatteranno esclusivamente con la loro mail istituzionale al mio indirizzo di posta in fondo all articolo trasmetterò una slide power point professionale riepilogativa di tutte le posizioni. Per i lettori civili di Tiropratico.com consiglio invece il bellissimo (e veramente completo) libro di Riccardo Massantini e Bruno Ardovini: - L impiego tattico delle torce nella difesa personale con armi corte e lunghe. che potete trovare presso le librerie specializzate, unico testo in italiano sul tema specifico. Le mie considerazioni Se per un Istruttore di tiro operativo è necessario conoscere tutte (o quasi) le posizioni di tiro con la torcia tattica (chiaramente al solo fine didattico), per un operatore è meglio conoscere ed adottare una sola tecnica e farla propria in modo di saperla utilizzare soprattutto sotto stress. Naturalmente la scelta sarà fatta innanzitutto in base alla posizione di tiro utilizzata (isoscele-chapman/rogers, weaver-harries, etc) ed ai mezzi che si pensa di utilizzare per l illuminazione. Prima ho parlato di acquistare una torcia tattica e portarla sul cinturone perché secondo me, anche per esperienza personale, una volta lasciato il veicolo di servizio per entrare in una situazione operativa difficilmente avremo il tempo di utilizzare qualcosa di diverso da quello che abbiamo portato con noi. Inoltre molto spesso i fari o le torce che abbiamo sul veicolo di servizio, costruiti solamente al fine di illuminare, hanno il difetto di allargare troppo il fascio di luce quando è invece ottimale avere un fascio di proiezione che irraggia in profondità. Se in effetti si utilizzano questi strumenti abbinati all arma, tendono ad illuminare anche noi, rendendoci purtroppo un bersaglio.

Una torcia tattica moderna, per essere considerata tale, deve avere come caratteristiche: - Luce a led (con un minimo di 60 fino ad un massimo di 260 lumens) - Solidità dei materiali e design combat - impermeabilità - impugnatura ergonomica - pulsante spot - funzioni essenziali (devono funzionare sotto stress) - batterie possibilmente ricaricabili (l economicità di gestione non guasta mai, soprattutto per le nostre tasche di umili tutori dell ordine...). La mia prima torcia acquistata all inizio degli anni 90 (una Surfire 6P) aveva soli 60 lumens ma ha svolto per anni il suo lavoro senza problemi. Ora sembra ci sia in corso una guerra fra aziende per costruire il Led più performante ma ricordatevi che in ambito operativo, oltre una certa potenza, il flash della torcia riflettendo su determinate superfici può creare un ritorno di luce abbagliandovi. Per concludere A quanto sopra citato bisogna poi abbinare le tecniche operative specifiche su come muoversi (è diverso operare in un area aperta piuttosto che in un appartamento) e su come utilizzare la luce perché diventi un vantaggio e non il contrario. E ricordatevi sempre che le sole cose che funzionano veramente sotto stress sono solo quelle semplici ma fondamentale per ultimo risulta l addestramento. Grazie per la Vostra cortese attenzione, L istruttore di tiro operativo Eros Gelfi gelfi.eros@libero.it egelfi@provincia.brescia.it