Lo scudo balistico. Introduzione
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- Pasquale Papa
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1 Lo scudo balistico di EROS GELFI Istruttore di Tiro Operativo Introduzione Questo è il mio scudo. Lo porto con me in battaglia ma non è solo mio Protegge mio fratello sulla sinistra, protegge la mia città Farò in modo che mio fratello sia sempre sotto la sua ombra e che la mia città sia sempre al riparo di esso Morirò con il mio scudo guardando in faccia il nemico Con questo estratto dal libro Le porte di fuoco di Steven Pressfield sulla battaglia dei 300 spartani alle Termopili ho voluto iniziare l articolo per evidenziare l importanza dello scudo nella storia del guerriero e ribadirne l importanza anche per i guerrieri dei tempi moderni. A dire il vero volevo anche intitolare questo scritto Lo scudo balistico, questo sconosciuto. In effetti come appartenenti alle Forze dell Ordine in Italia conosciamo bene solo gli scudi da ordine pubblico. In un ambito più specialistico vi sono poi i cosi detti scudi anti bomba in dotazione alle squadre anti sabotaggio. Ma gli scudi balistici soprannominati negli U.S.A Bunker shields li abbiamo visti ben poche volte nelle mani del nostro personale. Eppure si tratta di una delle migliori soluzioni di difesa passiva non solo in ambito militare ma anche di Polizia.
2 Il materiale Tra i materiali più utilizzati per la loro costruzione vi è innanzitutto l Aramid (Kevlar / Twaron ). Poi il polietilene (Spectra Shield / Dyneema ), un materiale più leggero e resistente del Kevlar. Ed infine i composti ceramici utilizzati come componente speciale al top di copertura antibalistica. Il livello di protezione degli scudi viene testato in base al NIJ Standard di cui allego questo veloce riepilogo: A livello commerciale gli scudi balistici più venduti sono generalmente quelli in livello III e IIIA e rispecchiano i due differenti impieghi di utilizzo (militare il primo e di Polizia il secondo). La differenza di peso fra scudi dipende quindi dal livello di protezione e varia dai circa 6 kg di un livello IIIA agli 8,6 kg circa di un livello III sino ad arrivare ai 48 kg circa di un livello IV (solitamente posto su un telaio dotato di ruote ).
3 Pro e contro nell utilizzo di uno scudo balistico Fra le criticità nell utilizzo dello scudo vi è quindi sicuramente il peso e la conseguente lentezza nei movimenti provocata dallo stesso. Inoltre viene richiesta una formazione specifica al suo utilizzo tattico. Molti di voi potrebbero inoltre obbiettare che un giubbotto ed un elmetto balistico possono essere sufficienti per la protezione dell operatore. Fra le positività lo scudo fornisce una maggiore protezione alle aree critiche: faccia, collo, area pelvica rendendo quindi più sicuro l approccio al pericolo. Inoltre ha una caratteristica che secondo me lo rende insuperabile rispetto ad ogni altra dotazione di protezione passiva: se vi sparano addosso ed avete un giubbotto antibalistico indossato l energia della palla si scarica direttamente sul vostro corpo con la possibilità di provocare lesioni anche gravi (il famoso Blunt Trauma). L effetto sullo scudo invece è quello di scaricare l energia della palla su tutta la sua superficie, un vantaggio tattico non di poco. Soprattutto vi è quello di non interrompere la vostra azione restando doloranti a terra, alla mercè del vostro aggressore. Inoltre dietro lo scudo, se mantenuta una formazione lineare tipo in corridoi o comunque ambienti CQC (room clearing) possono trovare riparo anche altri operatori. Sappiamo tutti infatti che nonostante l utilizzo di tecniche operative di entrata specifiche il primo operatore è sempre quello più a rischio. L utilizzo dello scudo diventa quindi determinante nella riuscita di una operazione da effettuare possibilmente senza lasciare uomini a terra.
4 Al riguardo l avere o non avere lo scudo è determinante anche per effettuare operazioni di salvataggio (rescue) di un collega/cittadino ferito non avendo la possibilità di avere altri ripari essendo sotto il fuoco nemico. Tipi particolari di scudo balistico Fra i tipi particolari di scudo balistico ne volevo evidenziare due: il primo è la famosa borsa formato 24 ore che una volta aperta offre una rapida copertura di livello III o IIIA. Viene utilizzata solitamente nelle scorte V.I.P. dove è importante la bassa visibilità ma comunque un rapido accesso alla protezione dello scortato. Service Unit. Il secondo è il cosiddetto ali di pipistrello ovvero il BAKER BATSHIELD sviluppato da Al Baker, un ufficiale a riposo del New York Police Department Emergency L idea che ha sviluppato è quella di un dispositivo di protezione leggero, semi pieghevole tanto da poter essere portato in una sacca nell auto di pattuglia e con un particolare design che ne rende il suo utilizzo pronto ed istintivo. Uno strumento non tanto pensato per le squadre S.W.A.T ma piuttosto per quegli operatori di pattuglia che debbono affrontare situazioni dinamiche ogni giorno come possono essere interventi su rapina, segnalazioni di sospetti armati, ecc. o i casi active shooter che ormai drammaticamente si ripetono sempre più spesso in tutto il mondo. Chi volesse vedere la recensione video clicchi sul link qui sotto:
5 Molto spesso infatti ci si dimentica degli operatori in prima linea tutti i giorni (Reparto Volanti della P.S., nucleo radiomobile CC, pattuglie della Polizia Locale) che solitamente sono i primi ad intervenire per risolvere ogni genere di problema riguardante la sicurezza dei cittadini. Ebbene il poter avere in dotazione questo tipo di scudo farebbe sicuramente la differenza in termini di sicurezza degli operatori come dispositivo salvavita.
6 Per concludere Peccato che da noi in Italia non sono dispositivi di protezione individuale : le attrezzature di protezione individuale delle forze armate, delle forze di Polizia e del personale del servizio per il mantenimento dell ordine pubblico. Una simpatica Legge scritta all italica maniera con lo scopo di evitare di fornire obbligatoriamente questi dispositivi agli operatori che ogni giorno rischiano la vita, di fatto una mera questione di risparmio di costi delle Amministrazioni. Molto simile a quella che afferma che la vita tecnica dell armamento leggero dipende solamente dalle munizioni sparate e non più anche dalla data di produzione dell arma impedendo di fatto agli operatori di avere accesso ad armi più moderne in linea con i tempi e le nuove sfide. Ma di questo ne parleremo in un'altra occasione. Un ultima nota: per quanto riguarda i tanti articoli accusatori e strafottenti scritti sulla fornitura di uno scudo balistico alla Polizia Locale di Parma, ricordo che alla fine degli anni 90 le Polizie Locali della Lombardia si dotarono fra le prime di fondine polimeriche con dispositivo di ritenzione, di spray al peperoncino, di tactical baton etc. Anche allora si parlò di vigili rambo. Ora questi dispositivi, a distanza di (tanti) anni, fanno anche parte della dotazione standard delle nostre Polizie Nazionali. Acquisti fuori luogo, quindi, o visione troppo avanzata rispetto a quella che era ed è anche oggi, purtroppo, la limitata mentalità italiana nel settore Law Enforcement? Meditate gente, meditate.. Grazie per la Vostra cortese attenzione, L istruttore di tiro operativo Eros Gelfi
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