Poteri e forme dello Stato

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Poteri e forme dello Stato

La divisione dei poteri Nell'esercizio delle sue funzioni, lo Stato si avvale di tre poteri: il potere legislativo, il potere esecutivo e il potere giudiziario. Potere legislativo E' la capacità di emanare le leggi. In ogni democrazia moderna, il potere legislativo è esercitato dai rappresentanti del popolo eletti liberamente, cioè dal Parlamento. Potere esecutivo E' la capacità di applicare le leggi e fare in modo che tutti le rispettino, e che compete al Governo. Potere giudiziario E' la capacità di giudicare ed eventualmente punire chi ha violato le leggi. Il Potere giudiziario compete alla Magistratura. Esso è un organismo indipendente che deve giudicare e punire con imparzialità secondo le leggi.

Quando e perché è nata la divisione dei poteri dello Stato? A partire dal secolo XIII si osservò che l'accentramento dei poteri dello Stato nelle mani di un unico organo, o peggio, di una sola persona, non garantiva ai cittadini un'equa giustizia, perché chi deteneva il potere poteva emanare o abolire le leggi a seconda del proprio tornaconto. Si concluse che uno stato è giusto se separa i tre poteri nel senso che essi devono essere esercitati da tre organi diversi i quali, controllandosi reciprocamente, impediscono o rendono più difficili eventuali abusi da parte di chi governa.

La monarchia: cos'è? Il temine monarchia significa "governo di uno solo" (dal greco mònos= uno, arké= governo). Infatti il capo di uno stato è un sovrano o monarca la cui carica è ereditaria, cioè si trasmette da padre in figlio.

Monarchie nella storia Quasi tutti gli stati antichi erano monarchie e il sovrano era spesso anche capo religioso del proprio popolo, poiché si riteneva che il potere gli provenisse da Dio (teocrazia). Fino al '700 i sovrani esercitavano tutti i poteri senza alcun controllo popolare e i loro ordini erano indiscutibili: questa forma di monarchia era detta assoluta (dal latino ab-soluta che significa "sciolta da", cioè svincolata da ogni legge e da ogni controllo).

Monarchie attuali Oggi, in Europa, sono stati monarchici la Gran Bretagna, la Spagna, il Belgio, il Lussemburgo, i Paesi Bassi, la Svezia la Danimarca e la Norvegia. Queste monarchie moderne sono dette parlamentari o costituzionali in quanto i poteri del sovrano sono limitati dalla Costituzione e dalle Leggi. Le leggi vengono votate da un'assemblea, il Parlamento, che a sua volta è eletto dal popolo, mentre il governo dello Stato è esercitato collegialmente da uomini politici scelti sulla base dei risultati delle elezioni popolari.

Organi dello Stato Gli organi dello Stato sono gli strumenti attraverso i quali lo Stato esercita i poteri. Gli organi non sono persone, anche se sono "occupati" da persone: ad esempio il Presidente della Repubblica è un organo dello Stato che viene occupato, alternandosi nel tempo, da una persona. La Magistratura è un altro importante organo dello Stato.

Cos'è la Repubblica Questa forma di governo è di origine antica. Il suo nome deriva dal latino "respublica" cioè "cosa pubblica" e indica che lo Stato appartiene a tutti i cittadini. Al vertice della Repubblica vi è un Presidente la cui carica è elettiva, cioè può essere eletto direttamente dai cittadini, oppure dal Parlamento o da analoga assemblea di rappresentanti del popolo. Nel primo caso la repubblica si dice presidenzialee i poteri del capo dello stato sono molto ampi (può essere contemporaneamente presidente della repubblica e capo del governo); Nel secondo caso la repubblica si dice parlamentare, come ad esempio in Italia, e i poteri del presidente sono limitati da quelli del Parlamento e del Governo.

La nascita della Repubblica in Italia Fino alla prima metà del '900 l'italia era retta da una monarchia. Era re Vittorio Emanuele III di Savoia quando, nel 1922, fu dato l'incarico di formare il governo a Benito Mussolini, che diede inizio al duro periodo della dittatura fascista. Dopo la caduta del fascismo, Vittorio Emanuele, accusato di aver favorito il regime dittatoriale, abdicò in favore del figlio Umberto. I partiti antifascisti, in quel momento al governo, decisero di interpellare direttamente gli italiani sul problema istituzionale e per il 2 giugno 1946 indissero un referendum attraverso il quale i cittadini italiani avrebbero dovuto scegliere fra monarchia e repubblica. Si impose la soluzione repubblicana, sancendo così la vittoria dei partiti popolari e la nascita di uno stato democratico. Il 25 giugno 1946 fu eletto il primo Presidente della neonata repubblica italiana: Enrico De Nicola.