3.8 LE FINITURE PITTORICHE Lo studio della tecnica musiva dei mosaici in tessere minute del Mediterraneo meridionale e orientale ha evidenziato la pratica ricorrente di dipingere la malta di allettamento delle tessere per guidare il montaggio delle tessere e rendere meno evidenti i giunti. Inoltre, in alcuni casi, si rileva anche la pratica, a mosaico ultimato, di dipingere le tessere per ravvivarne la tonalità cromatica o per creare degli effetti di contrasto con delle patinature di colore diverso rispetto al materiale delle tessere 1. L analisi dei mosaici italici ha permesso di rilevare questa pratica anche in Italia, praticamente in tutti quei casi in cui si sia conservata la malta interstiziale. Attraverso la documentazione fotografica e le osservazioni in microscopia ottica portatile è stato testimoniato l impiego di una vasta gamma cromatica, che comprende i toni del giallo, del rosso, del rosa, del verdi e dell azzurri. Di seguito si propone una scelta dei colori osservati, mentre per la documentazione completa si rimanda alle schede relative ai singoli mosaici (Figure 1-2). La natura dei pigmenti utilizzati per queste finiture pittoriche, che non erano mai state oggetto di caratterizzazione, è stata indagata attraverso la Spettroscopia Raman nel corso una campagna di indagine, condotta con strumentazione portatile, presso il Museo Nazionale Romano, e con strumentazione fissa su alcuni campioni prelevati dall emblema con 1 In proposito si faccia riferimento al capitolo 4. 359
Poseidone e la ninfa Amyone (RO 2), che si trova sotto alla chiesa di Santa Susanna, a Roma. Fig. 1 Dall alto e da sinistra a destra: un dettaglio del mosaico con Posidone (RO 2), in cui si osservano le finiture pittoriche; la pellicola pittorica azzurra dal pannello di Priverno (PR 1), la pellicola pittorica gialla e arancio dalla soglia di Priverno (. 360
Fig. 2 Osservazione di finiture pittoriche dall alto e da sinistra a destra: l emblema della villa della Cecchignola (RO 6); Priverno, soglia nilotica (PR 1), Palestrina, mosaico con i pesci (PAL 1), Populonia, mosaico con i pesci (POP 1), Casa del Fauno, soglia con le maschere (PO 10). 361
3.8.1 La caratterizzazione 2 Il campionamento è stato condotto con una lama chirurgica pulita e sono stati prelevati quattro piccoli campioni (200-800 µm di lato), uno per colore, dalla finitura pittorica superficiale del mosaico con Poseidone (RO 1). Si è ritenuto non necessario effettuare un prelievo anche dall altro emblema della casa, perché non c è variazione nei colori impiegati. Nei due emblemata il colore utilizzato per le finiture pittoriche corrisponde generalmente a quello delle tessere sottostanti, ma si osservano anche campiture in cui i toni di colore sono contrastanti. a. Campione 1. Rosa Il primo campione è stato prelevato dalla pellicola pittorica rosa, dove è stato possibile osservare grani rosa e neri in una matrice bianca. Lo spettro Raman identifica chiaramente il rosa (Figura 3) con il cinabro 3 (picchi a 343 e 225 cm -1 ) e il nero con nero di carbone (1586 and 1329 cm -1 ). Si osserva inoltre un picco evidente a 1085 cm -1, identificabile con il picco della calcite (Figura 4). 2 Si faccia riferimento a BOSCHETTI, CORRADI, BARALDI 2008. 3 FROST, EDWARDS, DUONG, KLOPROGGE, MARTENS 2002. 362
Fig. 3 Spettro Raman di un grano rosa, identificato con il cinabro. Figura 4 Spettro Raman di un grano nero, identificato con il nero di carbone. b. Campione 2. Giallo Nel campione 2, prelevato dalla patinatura gialla, sono stait osservati grani gialli e rosa. Gli spettri Raman permettono di identificare la presenza di goethite, cioè del pigmento noto come ocra gialla 4 (a 549, 478, 387 e 340 cm -1 ) e cinabro (344 e 258 cm -1 ). Come d uso, alla goethite sono associate tracce di ematite 5, un pigmento rosso a base di 4 BARALDI, BARALDI, CURINA, TASSI, ZANNINI 2006. 5 Vedi sopra. 363
ferro. In entrambi gli spettri si osserva anche il picco della calcite a circa 1085 cm -1 (Figura 5). Fig. 5 Spettro Raman di un grano rosa (sopra) e giallo (sotto): cinabro con calcite e goethite con calcite. Si possono anche osservare tracce di ematite e gesso. c. Campione 3. Azzurro Nel campione numero 3, di colore azzurro, è stato possible osservare grani di colore azzurro e cristalli verde chiaro. Gli spettri Raman identificano i primi con cristalli di cuprorivaite 6, cioè il pigmento artificiale noto come Blu Egizio (Figura 6) e i secondi con la terra verde, un pigmento molto comune (Figura 7). Lo spettro relativo a quest ultimo mostra delle bande relativamente deboli a 704 e 545 cm -1, insieme con il picco, più intenso, della calcite a 1087 cm -1. nella figura sottostante si osserva che il picco della calcite a 1085 cm -1 potrebbe anche essere attribuito al Blu Egizio, insieme col picco principale a 433 cm -1. 6 EDREIRA, FELIU, FERNÁNDEZ-LORENZO, MARTÍN 2003. 364
Fig. 6 Spettro Raman di un cristallo blu di cuprorivaite con, sotto, uno spettro di riferimento. Fig. 7 Spettro Raman di un cristallo verde: terra verde con calcite. d. Campione 4. Grigio-verde Il quarto e ultimo campione è stato prelevato dalla finitura pittorica di colore grigio verde e, all osservazione microscopica sono visibili grani gialli e neri. Nei granelli gialli è stato possibile identificare i picchi della goethite (a 550, 388 e 342 cm -1 ) associati a calcite, mentre i punti neri sono stati identificati, come nel campione 1, con carbone (Figura 8). 365
Fig. 8 Spettro Raman della finitura pittorica grigio-verde: Spettri della goethite e della calcite. e. Il legante Come osservato nei campioni analizzati in precedenza, la calcite è chiaramente identificabile con il materiale costitutivo della malta. Assieme alla calcite è stato rilevato anche il gesso, con picchi at 1009, 619, 497 e 416 cm -1. Sono stati rilevati anche due minerali probabilmente presenti nella sabbia utilizzata per preparare la malta: diopside (1011, 665, 390, 358, 324 cm -1 ) e magnetite (643 cm -1 ) (Figure 9-10). Fig. 9 Spettro Raman di un cristallo grigio: diopside, sopra, confrontato con uno spettro di riferimento del National Institute of Advanced Industrial Science and Technology of Japan. 366
Fig. 10 Spettro Raman di un grano grigio-bruno: magnetite e calcite. f. Ossevazioni con strumentazione portatile sui mosaici di Priverno Nei mosaici di Priverno, osservati con la strumentazione portatile (Fig. 11), i colori osservati sono un azzurro-verde, il giallo e il rosso. Sfortunatamente non è stato possibile raccogliere dati ottimali, infatti, a causa delle condizioni di osservazione (vibrazioni del pavimento e eccesso di luce solare), il rumore di fondo rilevato è sempre molto alto. Tuttavia, in tutti i punti osservati è ben riconoscibile il picco della calcite, a 1085 cm -1, identificabile con il legante. Tenuto conto della forma, molto peculiare, del picco del blu egizio è possibile identificare, molto realisticamente, con questo pigmento i grani blu osservati nelle finiture pittoriche di colore verde azzurro. 367
Fig. 11 Lo strumento portatile durante l osservazione del pannello di Priverno, al Museo Nazionale Romano. 3.8.2 Conclusioni Anche se questa indagine non vuole essere un investigazione esaustiva sulle caratteristiche tecniche delle finiture pittoriche dei mosaici italici, tuttavia ha permesso di ricavare, per la prima volta, delle informazioni su questa pratica. La presenza di pigmenti come il blu egizio e il cinabro denota una scelta di materiali di pregio e, come nella coeva pittura murale, si osserva la consuetudine di mescolare pigmenti diversi per ottenere le tonalità intermedie. La mancanza di dati archeometrici relativi al resto del Mediterraneo non permette di operare confronti, tuttavia l individuazione delle finiture pittoriche ha permesso di documentare la presenza di questa pratica, tipicamente ellenistica, anche in Italia. 368