DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE Questa è un'area in forte espansione nella psichiatria ed è un'area di confine con altre aree della medicina essendo un problema che può portare molte complicanze in vari settori medici. Nella classificazione psichiatrica attuale, il DSM, vengono elencati al momento attuale tre principali disturbi dell'alimentazione: anoressia nervosa. bulimia nervosa. disturbo di alimentazione incontrollata. Come vediamo l'obesità non è citata quindi l'obesità non è tra i disturbi psichiatrici, tuttavia essa è certamente un argomento di grande interesse della psichiatria. Partiamo dalla anoressia nervosa e vediamo quali sono i criteri diagnostici:
Il primo criterio dice: rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra o al peso minimo per l'età e la statura. Noi abbiamo delle tabelle che descrivono quello che viene ritenuto il normale peso corporeo in base all'età e al sesso dell'individuo. Le pazienti anoressiche (ciò perché questa è una patologia quasi esclusivamente femminile) hanno un indice di massa corporea o BMI inferiore a 17. Ricordiamo che normali sono i soggetti che hanno un BMI compreso tra 18 e 25; sottopeso le persone che hanno un indice inferiore a 18; sovrappeso tra 25 e 30; obese le persone che hanno un BMI superiore al 30.
il secondo criterio recita: intensa paura di acquistare peso o diventare grassi anche quando si è sottopeso. questo il criterio è centrale, nel senso che per capire realmente cosa è l'anoressia nervosa, il criterio da tenere a mente e questo. l'anoressia nervosa fondamentalmente è una distorsione dell'immagine corporea con un investimento emozionale molto marcato sull'immagine corporea distorta, quindi siamo di fronte ad delle persone che hanno paura di acquistare peso, di ingrassare, o si vedono grasse. Il terzo e il quarto criterio, strettamente collegato al terzo, nel senso che lo spiega un po' meglio, lo specifica: alterazione del modo in cui il soggetto vive la forma del corpo con eccessiva influenza del peso e della forma del corpo sui livelli di autostima e con rifiuto ad ammettere la gravità dell'attuale condizione di sottopeso. Quindi siamo di fronte ad delle persone che investono, come vi dicevo, emotivamente molto sull'immagine del corpo ma ci investono attraverso una distorsione percettiva che le fa avere la sensazione di essere grasse, che le fa ai loro occhi vedere grasse anche se in realtà non lo sono.
quinto criterio: questo è un criterio molto discusso nella letteratura nel senso che è fondamentale per il DSM per fare diagnosi però in realtà molti autori ritengono che sia un criterio troppo restrittivo: Assenza di almeno tre cicli mestruali consecutivi. In realtà ci sono molte pazienti anoressiche nella fase iniziale del disturbo che continuano ad avere una ciclicità mestruale normale. In questo caso non siamo autorizzati a fare diagnosi, pur tuttavia queste pazienti sono in realtà delle anoressiche a tutti gli effetti, è solo questione di tempo.
Il DSM suddivide l'anoressia nervosa in due grandi sottotipi diagnostici. il secondo sottotipo è il cosiddetto «Purging tipe» questo è un termine inglese che significa fare delle condotte di eliminazione. Queste pazienti fanno delle abbuffate però compensano immediatamente queste abbuffate con il vomito autoindotto, l'uso inappropriato di lassativi, di diuretici, di ente localismi. Quindi che anche utilizzando queste strategie di eliminazione quello che viene introdotto non viene assorbito. Questo tipo è un tipo di anoressia strettamente imparentato con la bulimia nervosa. E non sono rare le transizioni nel tempo tra bulimia nervosa e anoressia purging. l'altro sottotipo che è sostanzialmente differente anche come profilo psicologico è il sottotipo con restrizione (restricting tipe). Queste pazienti non presentano abbuffate, non presentano vomito autoindotto, non usano lassativi, diuretici, ma riescano ad essere così magre attraverso uno stile alimentare basato su una restrizione irrigidisce ma, mangiando molto poco. Queste persone usano diete che si aggirano ad occhio anche solo sulle cinque 600 calorie al giorno ed è evidente che in questo tuo regime si va rapidamente in dimagrimento.
Bulimia nervosa La bulimia nervosa è caratterizzata da ricorrenti abbuffate che vengono in qualche modo compensate, per prevenire l'aumento di peso, con diverse strategie, che possono essere le condotte di eliminazione, il digiuno, l'esercizio fisico eccessivo. Per il dsm è importante di queste abbuffate e di queste condotte di eliminazione che abbiano una frequenza almeno bisettimanale. Naturalmente anche qui il discorso deve essere preso con le pinze: se una persona adotta questo stile una volta la settimana non è detto che non sia una bulimia nervosa. Nella bulimia nervosa è importante sottolineare l'aspetto psicologico emozionale che l'autostima è influenzata dalla forma e dal peso corporeo. Questo è un elemento che ritroviamo in tutte le persone che hanno disturbi del comportamento alimentare. Ricordiamo anche che per abbuffata noi intendiamo una alimentazione massiccia che avviene in tempi relativamente brevi con la sensazione precisa di perdere completamente il controllo. Alcune volte questi pazienti ci dicono addirittura di non ricordare bene quello che hanno mangiato perché entrano in uno stato che assomiglia per certi versi ad un vero e proprio stato dissociativo, quindi fanno delle cose in modo automatico e non si rendono nemmeno conto di ciò che stanno facendo. Quindi la descrizione dell'abbuffata vera non è "sono stato a cena con le amiche e ho mangiato moltissimo" ma è "sono tornata a casa alle quattro del pomeriggio, non c'era nessuno a casa, ho aperto il frigorifero dello svuotato. Non ricordo neppure esattamente quello che ho mangiato".
quindi c'è un senso molto forte di tensione che precede l'abbuffata, una tensione montante che si risolve nel corso della abbuffata. Quindi l'abbuffata in qualche modo è un tentativo della risoluzione della tensione emotiva per accompagnarsi poi ad un profondo senso di colpa nel momento in cui l'abbuffata è stata completata e questo è quello che determina le strategie di compensazione, come il vomito autoindotto oppure il digiuno compensativo. Quindi faccio l'abbuffata oggi, mangio un introito calorico di 6000 calorie, e poi per due giorni vado avanti a mele e verdure. Ricordiamo la categoria che è stata definita "disturbo di alimentazione incontrollata". La ricordiamo perché è praticamente un parente povero della bulimia ed è perfettamente sovrapponibile alle abbuffate delle pazienti bulimiche: ne parliamo perché ci fanno capire quello che fanno tutte le persone che fanno un abbuffata indipendentemente che siano alla fine diagnosticati come pazienti affetti da bulimia o come pazienti affetti da "disturbo di alimentazione incontrollata : mangiare molto più rapidamente del normale. mangiare fino a sentirsi piacevolmente pieni. mangiare tanto anche quando non si ha fame. mangiare da soli per l'imbarazzo. Sentirsi disgustato, depresso, in colpa dopo l'abbuffata.