GESÙ A SCUOLA COME TUTTI

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1 GESÙ A SCUOLA COME TUTTI

Gli strumenti dello scolaro ai tempi di Gesù: Gesù andava a scuola? Sì, possiamo essere quasi certi che Gesù è andato a scuola. I genitori insegnavano ai bambini tutto quello che sapevano, però si insisteva perché i fanciulli, al di sopra dei sei anni, frequentassero la casa del libro cioè la sinagoga, il luogo di ritrovo degli ebrei. Spesso le lezioni si tenevano all aria aperta: non c erano banchi, l insegnante, il Rabbino, stava in piedi e gli allievi seduti a terra. Prima di tutto i bambini imparavano a leggere e a scrivere le difficili lettere dell alfabeto ebraico. Scrivevano procedendo da destra a sinistra su tavolette di cera utilizzando uno stilo, una specie di bastoncino che terminava a punta e aveva dall altro capo una spatola per cancellare il testo e riutilizzare la tavoletta. Quando sapevano fare ciò, passavano alle lezioni tratte dalle Scritture, i libri sacri della religione ebraica, ed imparavano a memoria tutto quello che c era da sapere sulle regole religiose. I testi sacri erano trascritti su dei rotoli di papiro che venivano conservati con grande cura all interno del tempio. Quindi studiavano quasi esclusivamente la loro religione! Niente matematica, né scienze, né geografia e neppure geometria! E niente ragazze! Le bambine imparavano a casa dalle loro mamme. L alfabeto ebraico 2 3

Fai un confronto tra la scuola di Gesù e la tua scuola: Storia quasi vera della mia classe: È lunedì mattina. La mamma sta preparando la colazione e dalla cucina mi chiama a gran voce: Sveglia lumaca che è ora di andare a scuola!. La cartella è pronta e il grembiule è lì che mi aspetta per essere indossato, ma ho ancora un po di sonno e gli occhi mi si richiudono per fare un ultimo sogno... 4 Le materie scolastiche Gli insegnanti Gli strumenti dello scolaro Le aule Tu Gesù Sogno di essere a scuola. Tra poco inizieranno le lezioni e, uno ad uno, i miei compagni stanno entrando in classe. Ho ancora lo zainetto sulle spalle e Sara, la bambina dagli occhi azzurri come il mare, gentilmente mi aiuta a toglierlo. È già arrivato anche il mio amico Mattia B. che mi saluta con un sorriso e, facendo finta di suonare una chitarra, mi canta un ritornello che ha inventato lui. È un po stonato, ma è così simpatico che Marco gli fa i complimenti chiedendogli il bis (e gli regala una figurina dell esselunga!). Dopo di noi entra in classe Davide che porta in mano un rametto di sambuco raccolto nei boschi di Uggiate, è un dono per il suo amico Jacopo che suggerisce di trasformarlo in un fischietto (il ramo di sambuco è cavo ed è perfetto per fare fischietti o cerbottane. Sicuramente si incontreranno nel pomeriggio per realizzarne alcuni!). Intanto, vicino alla finestra, ci sono dei compagni che parlottano tra di loro: sono tutti preoccupati perché temono la verifica di matematica che ci sarà dopo l intervallo. Alessandro li consola incoraggiandoli sulle loro capacità: Forza amici, io lo so che siete forti nelle divisioni! dice con un sorriso che riscalda i loro cuori. Anche Barbara vuole infondere coraggio e tira fuori dallo zainetto un pacchetto di cioccolatini che gli aveva dato la zia prendeteli pure, vi daranno un po d energia, tanto a me non piace il cioccolato dice distribuendoli a tutti. Proprio in quel momento entra la maestra, ci saluta, si siede alla cattedra e poi incarica Samuele e Dennis di distribuire alcune fotocopie e tutto il materiale che servirà per la lezione di oggi. Loro passano tra i banchi ed ad ogni consegna sentono un coro di: Grazie grazie grazie!. Ma un compagno ha finito la colla e non può attaccare la sua scheda sul quaderno, per fortuna Mattia S. se ne accorge e prontamente gli offre la sua. Anch io avrei voluto offrire la mia, ma mentre aprivo l astuccio tutti i pastelli mi sono caduti per terra rotolando lontano, meno male che Benedetta e Gaia mi hanno aiutato a raccoglierli! Come è bello il mio sogno, tutti sono gentili, una scuola così la vorrei davvero!

Disegna un gesto che puoi compiere per migliorare i rapporti nella tua classe. La fiaba precedente ci aiuta a riflettere: Le occasioni per fare della tua classe uno spazio dove crescono l intelligenza e il cuore non mancano. Bisogna saperle cogliere. Sicuramente è più facile andare dietro al bullo della classe piuttosto che raccogliere l esempio del compagno di banco deciso a studiare e a seguire la lezione. Sicuramente è più comodo tenere la merenda per te piuttosto che condividerla con il compagno che è rimasto senza. Sicuramente ti viene più spontaneo schizzare via come una scheggia quando suona la campanella piuttosto che aspettare l ultimo della classe e fare la strada insieme a lui. Ma ciò che è più comodo e più facile, quasi mai è la cosa più giusta e furba da fare. Chissà quante cose ti sfuggono per distrazione ed egoismo. Vedi un po tu. 6 7

1 GESÙ A SCUOLA COME TUTTI

Gesù andava a scuola? Sì, possiamo essere quasi certi che Gesù è andato a scuola. I genitori insegnavano ai bambini tutto quello che sapevano, però si insisteva perché i fanciulli al di sopra dei sei anni frequentassero anche la casa del libro cioè la sinagoga, il luogo di ritrovo degli ebrei. Spesso le lezioni si tenevano all aria aperta. Non c erano banchi: l insegnante, il Rabbino, stava in piedi e gli allievi seduti a terra. Prima di tutto i bambini imparavano a leggere e a scrivere le difficili lettere dell alfabeto ebraico. Scrivevano procedendo da destra a sinistra su tavolette di cera utilizzando uno stilo, una specie di bastoncino che terminava a punta e aveva dall altro capo una spatola per cancellare il testo e riutilizzare la tavoletta. Quando sapevano fare ciò, passavano alle lezioni tratte dalle Scritture, i libri sacri della religione ebraica, ed imparavano a memoria tutto quello che c era da sapere sulle regole religiose. I testi sacri erano trascritti su dei rotoli di papiro che venivano conservati con grande cura all interno del tempio. Quindi studiavano quasi esclusivamente la loro religione! Niente matematica, né scienze, né geografia e neppure geometria! E niente ragazze! Le bambine imparavano a casa dalle loro mamme. Disegna un gesto che puoi compiere per migliorare i rapporti nella tua classe. L alfabeto ebraico 2 7

Gli strumenti dello scolaro ai tempi di Gesù: La fiaba precedente ci aiuta a riflettere: Le occasioni per fare della tua classe uno spazio dove crescono l intelligenza e il cuore non mancano. Bisogna saperle cogliere. Sicuramente è più facile andare dietro al bullo della classe piuttosto che raccogliere l esempio del compagno di banco deciso a studiare e a seguire la lezione. Sicuramente è più comodo tenere la merenda per te piuttosto che condividerla con il compagno che è rimasto senza. Sicuramente ti viene più spontaneo schizzare via come una scheggia quando suona la campanella piuttosto che aspettare l ultimo della classe e fare la strada insieme a lui. Ma ciò che è più comodo e più facile, quasi mai è la cosa più giusta e furba da fare. Chissà quante cose ti sfuggono per distrazione ed egoismo. Vedi un po tu. 6 3

Fai un confronto tra la scuola di Gesù e la tua scuola: Storia quasi vera della mia classe: È lunedì mattina. La mamma sta preparando la colazione e dalla cucina mi chiama a gran voce: Sveglia lumaca che è ora di andare a scuola!. La cartella è pronta e il grembiule è lì che mi aspetta per essere indossato, ma ho ancora un po di sonno e gli occhi mi si richiudono per fare un ultimo sogno... 4 Le materie scolastiche Gli insegnanti Gli strumenti dello scolaro Le aule Tu Gesù Sogno di essere a scuola. Tra poco inizieranno le lezioni e, uno ad uno, i miei compagni stanno entrando in classe. Ho ancora lo zainetto sulle spalle e Sara, la bambina dagli occhi azzurri come il mare, gentilmente mi aiuta a toglierlo. È già arrivato anche il mio amico Mattia B. che mi saluta con un sorriso e, facendo finta di suonare una chitarra, mi canta un ritornello che ha inventato lui. È un po stonato, ma è così simpatico che Marco gli fa i complimenti chiedendogli il bis (e gli regala una figurina dell esselunga!). Dopo di noi entra in classe Davide che porta in mano un rametto di sambuco raccolto nei boschi di Uggiate, è un dono per il suo amico Jacopo che suggerisce di trasformarlo in un fischietto (il ramo di sambuco è cavo ed è perfetto per fare fischietti o cerbottane, sicuramente si incontreranno nel pomeriggio per realizzarne alcuni!). Intanto, vicino alla finestra, ci sono dei compagni che parlottano tra di loro: sono preoccupati perché temono la verifica di matematica che ci sarà dopo l intervallo. Alessandro li consola incoraggiandoli sulle loro capacità: Forza amici, io lo so che siete forti nelle divisioni! dice con un sorriso che riscalda i loro cuori. Anche Barbara vuole infondere coraggio e tira fuori dallo zainetto un pacchetto di cioccolatini che gli aveva dato la zia prendeteli pure, vi daranno un po d energia, tanto a me non piace il cioccolato dice distribuendoli a tutti. Proprio in quel momento entra la maestra, ci saluta, si siede alla cattedra e poi incarica Samuele e Dennis di distribuire le fotocopie e tutto il materiale che servirà per la lezione di oggi. Loro passano tra i banchi ed ad ogni consegna sentono un coro di: Grazie grazie grazie!. Ma un compagno ha finito la colla e non può attaccare la sua scheda sul quaderno, per fortuna Mattia S. se ne accorge e prontamente gli offre la sua. Anch io avrei voluto offrire la mia, ma mentre aprivo l astuccio tutti i pastelli mi sono caduti per terra rotolando lontano, meno male che Benedetta e Gaia mi hanno aiutato a raccoglierli! Come è bello il mio sogno, tutti sono gentili, una scuola così la vorrei davvero!